updated 10:51 AM UTC, Nov 19, 2019

Bici contromano, 150 all'ora in autostrada, stop al fumo in auto, carrozze a cavalli vietate: come il governo vuole cambiare il codice della strada (LEGGI TUTTO)

Dal via libera ai contromano per le bici all'aumento a 150 km/h in autostrada, fino al divieto di fumo alla guida: sono diverse le novità del Codice della Strada in discussione in Commissione Trasporti alla Camera. La proposta di legge presentata da Lega e 5Stelle rivede e aggiorna il codice della strada, prevedendo anche i cosiddetti 'parcheggi rosa' riservati alle donne in gravidanza o con figli di età non superiore a un anno. Tra le proposte che fanno più discutere c'è sicuramente il divieto di fumo alla guida anche non in presenza di minori e donne in stato di gravidanza.


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HOVERBOARD E SKATE - Ma nel testo presentato in commissione, c'è spazio un po' per tutto: come l'inasprimento delle sanzioni per chi utilizza dispositivi mobili durante la guida, l'aumento dei limiti orari sulle autostrade a tre corsie- estesi a 150 km/h - e l'ingresso tra i velocipedi di tutti i mezzi categorizzabili di micro mobilità elettrica di piccola taglia come i segway, i monopattini, gli skate e gli hoverboard. Il testo prevede inoltre il divieto alla circolazione di carrozze trainate da cavalli. Unica deroga l'uso delle slitte, che potranno essere destinate al servizio di piazza.

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BICI IN CONTROMANO - Tra le proposte più discusse, infine, c'è la possibilità per le biciclette di andare contromano nei centri abitati nei tratti che non superano la velocità a 30 km/h. Un'ipotesi sulla quale l'Asaps, l'Associazione sostenitori e amici della polizia stradale, è cauta. "Bisognerebbe sperimentare e monitorare con molta attenzione - sottolinea il presidente dell'Asaps Giordano Biserni, all'Adnkronos -, la questione merita molta prudenza". Secondo Biserni è infatti giusto riflettere sul 'dove' l'eventuale norma venga avviata, "perché il rischio che aumenti l'incidentalità non è escluso".

"Nei Paesi nordici, dove è più diffuso l'uso della bicicletta, vengono fatti osservare i limiti di velocità, gli automobilisti si fermano con l'arancione, bisogna vedere invece nella nostra realtà cosa accadrebbe considerando il contesto di ogni centro: illuminazione, fondo stradale, viali pianeggianti o meno. I rischi potrebbero aumentare" avverte Biserni. Se la proposta di legge venisse approvata, ricorda Biserni, "l'autorizzazione al contromano sarà concessa dai sindaci, che dovranno avere una ottima conoscenza dei black-point cittadini, luoghi dove avviene il maggior numero di incidenti con il coinvolgimento dei ciclisti, proprio sulle strade autorizzate da questa eventuale novità".

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Quanto al limite di velocità sulle autostrade a tre corsie che viene elevato a 150 km/h, Biserni giudica la misura "assurda e popolare, può solo attrarre consensi e nient'altro". E spiega: "è una misura in controtendenza con i restringimenti dei limiti di velocità, specie sulle statali, che si stanno effettuando in Europa. Saremmo infatti l'unico paese al mondo ad aumentare i limiti sulla rete autostradale. Si pensi ai danni che ne deriverebbero: inquinamento, maggiori consumi, e nessun guadagno anche in termini di tempo. Perché il rischio è camminare più forte per fermarci più spesso, visto che è plausibile pensare a più incidenti nelle strade". Preoccupa, conclude Biserni, "che queste proposte avvengano in un momento nel quale il numero dei morti nel 2017 è aumentato rispetto all'anno precedente, in attesa di capire cosa è accaduto nel 2018". (Fonte: Adnkronos)

Articolo dettagliato

La maggioranza giallo-verde si appresta a cambiare il codice della strada. Due i disegni di legge (uno di M5s e uno della Lega) all’attenzione della commissione Trasporti della Camera, guidata dal leghista Morelli. Tante le novità previste. Dal niente tasse per le auto storiche ai parcheggi rosa per le donne in gravidanza; dall’aumento delle sanzioni per chi utilizza il cellulare in macchina al divieto di fumare durante la guida; dal no alle carrozze trainate dai cavalli nelle città all’aumento della velocità a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie; dallo stop alla possibilità per gli ausiliari del traffico di comminare multe alla fine dell’obbligo per le auto di dover tenere accese le luci di posizione durante il giorno; dall’aumento delle sanzioni per chi sosta negli spazi riservati alle persone invalide (norma voluta dal sottosegretari ai Trasporti, Siri) all’inserimento delle macchine agricole tra i veicoli storici.

Le modifiche proposte dal Movimento 5 Stelle

La proposta 5 stelle, firmata dal pentastellato Scagliusi, prevede tra l’altro «parcheggi rosa» riservati alle donne in gravidanza o con figli di età non superiore a un anno di vita e parcheggi gratis nelle strisce blu per i veicoli al servizio di persone invalide. In un articolo si vieta «tout court le carrozze trainate da cavalli» anche se si lascia la possibilità ai comuni di «regolamentare il servizio di piazza su slitte».

Prevista anche una stretta per contrastare il fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope e il divieto di fumo alla guida «per evitare distrazioni da parte del guidatore» (oggi è già vietato fumare in presenza di donne incinte e minori). 

Nuove regole anche per i comuni: dovranno rendicontare e riportare «i dati relativi alle sanzioni comminate durante l’anno», altrimenti non potranno partecipare «ai bandi per l’attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale».

In un articolo poi si prevede nelle zone a traffico limitato (con un limite di velocità uguale o inferiore a 30km/h) la circolazione delle biciclette «anche in senso opposto a quello di marcia».

Alcune misure che il Movimento 5 stelle vuole introdurre sono simili a quelle proposte della Lega, soprattutto riguardo l’aumento delle sanzioni per chi utilizza il cellulare alla guida dell’auto. Altre, invece, vanno in una direzione diversa. In ogni caso gli azionisti della maggioranza dovranno necessariamentetrovare un accordo in Commissione.

 

La versione della Lega

Ecco invece alcune novità del piano della Lega di riforma del codice della strada: niente più tasse (dall’inizio dell’anno prossimo) per le auto e le moto storiche (dal 2019 è prevista una apposita copertura finanziaria quantificata in 80 milioni di euro annui) e revisione per i veicoli ultraventennali ogni due anni non più ogni quattro; aumento delle sanzioni (da 422 euro a 1.697 e non più da 161 a 647) per chi usa il cellulare alla guida; aumento delle multe per chi sosta con la propria auto negli spazi riservati alle persone invalide (da 161 a 647 e non più da 85 a 338 euro); limite massimo di velocità elevato a 150 km/h nelle autostrade a tre corsie; l’ingresso tra i veicoli storici anche delle macchine agricole (la cui data di costruzione sia precedente di almeno 40 anni a quella di richiesta di riconoscimento nella categoria).

Nella proposta della Lega si prevede lo stop alla possibilità degli ausiliari del traffico di comminare multe, si disciplina la normativa relativa ai veicoli immatricolati negli Stati esteri e si introduce anche un’altra novità: al di fuori dei centri abitati l’obbligo di usare le luci di posizione durante il giorno varrà solo per i veicoli a due ruote ma non - si legge nel testo - «per tutti gli altri veicoli, nei quali l’accensione dei proiettori anabbaglianti, comportando un indubbio aumento dell’energia necessaria richiesta al mezzo, determina un maggiore consumo di carburante, nonché un incremento del livello di emissioni inquinanti».

Altra norma che sarà discussa nella commissione Trasporti della Camera: chi è in possesso di patente B potrà condurre i mezzi impiegati nell’ambito della nettezza urbana (oggi si richiede la patente C con un costo particolarmente elevato). Verrà anche «previsto anche l’obbligo di collocare all’interno dell’abitacolo un dispositivo di segnalazione acustica che «avverta il conducente del mancato azionamento del freno di stazionamento una volta spento il veicolo».

Inoltre si prevede di consentire sulle autoambulanze «il trasporto di un familiare accompagnatore, se richiesto dalla persona soccorsa». Infine è possibile che si arrivi a una proroga della durata del foglio rosa «di ulteriori tre mesi nel caso in cui le prove orali o pratiche non si sono potute svolgere per cause non ascrivibili all’aspirante».

Alcune proposte che erano inserite nel disegno di legge predisposto dal partito di via Bellerio sono state ’trasferite’ negli emendamenti al dl fiscale.

Tra questi il raddoppio della sanzione amministrativa pecuniaria per i recidivisorpresi al volante di un’auto non coperta da assicurazione (la multa è ora compresa tra gli 841 euro e i 3.287) e «la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per quarantacinque giorni» nonché «la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per sessanta giorni.

Gino Strada spranga il governo: "Metà fascisti e metà coglioni". Poi insulta Salvini che replica: "Finita la mangiatoia, stanno impazzendo. L'Italia ha rialzato la testa"

Violento attacco del fondatore di Emergency all'esecutivo Lega-M5S dai microfoni di Radio Capital prendendosela in particolare col ministro dell'Interno definito "un fascistello": "Mi stupisce la sua completa disumanità. Il suo atteggiamento non è soltanto non solidale, indifferente, gretto, ignorante, ma criminale". Il vicepremier leghista risponde via social: "Mandiamo baci a chi ci odia"


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Gino Strada spara a zero sul governo. "Quando si è governati da una banda dove la metà sono fascisti e l'altra metà sono coglioni non c'è una grande prospettiva per il Paese", dice il fondatore di Emergency a Circo Massimo, su Radio Capital. "Sui migranti ormai il Movimento 5 Stelle è sulla linea di Salvini: un segnale terribile. La priorità è salvare vite umane, non uccidere. E invece li stanno uccidendo". La responsabilità, secondo Strada, va però oltre i confini nazionali: "In Europa abbiamo una classe dirigente che dovrebbe essere processata per crimini contro l'umanità davanti alla Corte internazionale dei diritti dell'Aja", attacca. "Queste persone stanno condannando a morte decine di migliaia di esseri umani. Non esiste porto chiuso o porto aperto: qui stiamo ammazzando persone".

Matteo Salvini è "un fascistello che indossa tutte le divise possibili eccetto quella dei carcerati", afferma ancora Strada aggiungendo: "Mi stupisce la sua completa disumanità. Il suo atteggiamento non è soltanto non solidale, indifferente, gretto, ignorante, ma criminale". E in strada c'è anche chi gli bacia la mano: "Esiste anche questo - ragiona - è la parte peggiore del nostro Paese, quella più gretta, che vuole puntare il dito contro qualcuno - e il dito si punta sempre contro chi sta sotto, non contro chi sta sopra". "È il Paese che non mi piace. E ci troviamo di fronte a una classe dirigente che, anziché risolvere i problemi degli italiani, ruba in Italia decine di milioni, come ha fatto la Lega, e diminuisce i fondi per la cooperazione internazionale", conclude Strada.

"Gino Strada mi definisce oggi 'disumano, gretto, ignorante, fascistello, criminale'. Solo??? Evidentemente la fine della mangiatoia dell'immigrazione clandestina li sta facendo impazzire. L'Italia ha rialzato la testa, possono insultarmi mattina, pomeriggio e sera: tutte medaglie, io non mollo!!! Grazie amici, vi voglio bene, e a chi ci odia mandiamo baci", replica su Facebook, il vicepremier e ministro dell'Interno Matteo Salvini.

 

(Fonte: Adnkronos)

Salvini va avanti come un treno: "Il Decreto Sicurezza non cambia di una virgola". E avverte i grillini: "Se su qualche punto non ci sarà accordo, parola agli italiani"

Il vicepremier e ministro dell'Interno alle prese con la resistenza dei sindaci di sinistra sul suo decreto e col braccio di ferro nel governo sulla Tav. E punta sul referendum, che ormai Di Maio non esclude. "Coi 5 Stelle stiamo governando insieme. Se su qualche punto non si trova l'accordo la via del popolo è la via sovrana, la scelta la faranno gli italiani", dice il leader leghista, aggiungendo che in Italia "servono più energia e trasporti"


"Io ascolto tutti, ma di quel decreto non si cambia una virgola". Lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini intervenendo alla scuola politica della Lega, a Milano, riferendosi all'incontro di domani tra il premier Giuseppe Conte e i sindaci critici verso il decreto sicurezza. "Domani il presidente del Consiglio incontrerà alcuni sindaci che hanno dubbi sul decreto sicurezza e immigrazione; io darò a questi sindaci quello che prendevo io a scuola quando c’era la versione di latino, il ‘bigino’. Perché se uno non capisce - ha aggiunto - gli riassumi magari con le figure quello che c'è scritto, che magari lo capisce".

Sulla questione migranti Salvini è tornato anche a Non è l'Arena su La7. "Se l'Europa continuerà a parlare tanto e ad accogliere poco, eviterò di identificare chi arriva. Ma, ad ora, non vorrei essere costretto a farlo. Volendo, quelli che arrivano in Italia posso fare a meno di farli identificare, così possono andare dove vogliono...", ha avvertito.
 

Poi ha commentato i sondaggi che danno la Lega in crescita: "Non farò mai cadere nessun governo per vanagloria o per egoismo. Non faccio saltare i governi così, ho fatto un patto, ho preso un impegno e vado fino in fondo. Saranno gli elettori alla fine a dire se ho fatto bene o male".

 

(Fonte: Adnkronos)

Benvenuti nel "club" europeo per i populisti

Populisti d'Europa, unitevi - nella periferia di Bruxelles!


Questo è quello che una coppia improbabile, formata da un avvocato belga e l'ex capo stratega di Donald Trump, spera che possa accadere con "The Movement", il primo "club" per gli euroscettici e i populisti, d'Europa. 

"Stiamo costruendo un club che riunirà tutti gli euroscettici, formato da persone che avranno l'obbligo di aiutarsi... come fratelli d'armi", ha detto Mischaël Modrikamen in un'intervista nel salotto della sua casa nel quartiere residenziale di Watermael-Boitsfort, nel a sud della capitale belga. "E se un fratello in armi ha bisogno di aiuto, il club sarà lì per dare una mano."

Modrikamen ha lanciato il Partito Populista di estrema destra in Belgio nel 2009 e ha fondato The Movement nel 2016. Pochi lo avevano notato, almeno fino al 2018, quando ha unito le forze con l'ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon, per trasformare il Movimento in una fondazione per sostenere gruppi di destra e anti-establishment in tutta Europa e fungere da fonte centrale dei sondaggi, consigli per la messaggistica, targeting dei dati e ricerca, mantenendo la gestione dei famigerati "think tank", letteralmente, "serbatoi di pensiero" del movimento.

Bannon e Modrikamen hanno affermato in diverse interviste che il successo dei partiti populisti in Italia, in Austria e l'attesa ondata di estrema destra nelle elezioni del Parlamento europeo del prossimo anno, sono stati gli spunti che hanno più incoraggiato a formazione di questo nuovo club. "Ci sono differenze tra noi e queste differenze saranno forse più forti in un futuro, comunque sempre un potenziale futuro euroscettico" così l'eurodeputato italiano, ENF, Marco Zanni, in una recente intervista.

Steve Bannon afferma di essere stato invitato dai leader dei principali partiti "anti Europa" a un dialogo più stretto e afferma, "Quando queste persone, hanno iniziato a invitarmi a parlare, ho chiesto loro: - Ehi, quale tema vorresti toccare nel discorso? Cosa ti piacerebbe io dicessi? - E ogni testa mi ha dato la stessa risposta: - Dicci che non siamo soli".

Per ora, il movimento è finanziato principalmente dalle tasche di Bannon e dai donatori europei. Ci sono sette o otto persone a pieno regime che lavorano dalla casa di Modrikamen, a cui si andranno presto ad aggiungere "da tre a quattro persone a tempo pieno" a Bruxelles. 

Una volta che il club avrà un numero sufficiente di membri, Modrikamen ha in programma di organizzare incontri informali e formali nella sua spaziosa casa, utilizzandola per riunioni di dirigenti euroscettici in vista dei vertici UE. Dichiara anche di voler tenere un "summit dei leader euroscettici", che potrebbe aver luogo "a gennaio".

Matteo Salvini, ha dichiarato pubblicamente che si unirà al Movimento, così come ha fatto Giorgia Meloni. Per Bannon l'Italia è e rimarrà ancora per lungo tempo, il "centro dell'universo politico".

Queste alcuni dichiarazioni di alcuni Europarlamentari di destra, a cui è stato chiesto cosa ne pensassero di "THE MOVEMENT"

"Non tutti sono così acuti, sia dentro che fuori dal campo populista. Ci sono differenze tra noi e queste saranno forse più forti in un futuro più euroscettico", ha dichiarato Marco Zanni, eurodeputato ENF. "Ma ci sono differenze in tutti i gruppi, e rendere questo fronte più omogeneo può essere distruttivo per questa Europa". 

Sophie In't Veld, eurodeputata liberale olandese, dichiara che molti politici sono "preoccupati" per come gli euroscettici si stanno organizzando. "I partiti nazionalisti sono piuttosto bravi a lavorare insieme, molto da vicino, [mentre] le forze europeiste sono troppo disperse e ancora troppo divise".

"È una persona interessante, naturalmente, che per ora non abbiamo aggiunto al nostro programma attuale e non vedo alcuna possibilità di incontrarlo a breve termine." , ha detto a Bloomberg all'inizio di quest'anno Jimmie Åkesson, leader dei democratici svedesi di estrema destra in rapida crescita. 

 

Nella ricerca di supporto, Bannon e Modrikamen sono stati in tournée in Europa, dove hanno incontrato anche il primo ministro ungherese Viktor Orbán. "Stiamo andando a vedere i danesi, poi vedremo i veri finlandesi. Ci sono molte persone che non sono lontane dalle nostre convinzioni, come il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz e anche il leader del Partito Popolare Spagnolo Pablo Casado in Spagna" ha detto Modrikamen in una recente intervista.

In Francia, Bannon ha gli occhi puntati su Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen, che ha definito "una figura incredibile, in poco tempo ha raggiunto ha raggiunto la popolarità della zia e raggiunto i consensi del National Rally di Le Pen.

Marion Marechal, la nipote di Marine Le Pen, leader francese del National Rally, è stata scoperta come potenziale sostenitrice di The Movement 

The Movement viene definito un'insurrezione a livello mondiale

Infatti Modrikamen è, non sorprendentemente, un fan di Trump. Il belga, quando Trump è emerso come candidato alla presidenza, ha pubblicato un video su YouTube, rivolgendosi direttamente all'americano, in cui diceva, "Sig. Trump, abbiamo questo in comune; diciamo la verità e chiamiamo le cose con il loro vero nome. Rendi di nuovo grande l'America, sei un esempio per noi in Europa". Dopo l'elezione di Trump, Modrikamen ha chiesto al Brexiteer Nigel Farage, di passare un memo di una pagina all'amministrazione statunitense. "Ho detto loro: c'è stata la Brexit, c'è Trump, l'insurrezione populista è mondiale, THE MOVEMENT sarà in tutto il mondo, dobbiamo organizzarlo in tutto il mondo".

 Bannon e Modrikamen hanno dichiarato che intendono formare un nuovo gruppo populista al Parlamento europeo dopo le elezioni del maggio 2019. Non difendono i paesi che si allontanano dall'UE o abbandonano la valuta dell'euro (almeno non ancora), ma dicono che più potere dovrebbe essere restituito da Bruxelles alle capitali nazionali.

"Tutto qui in Europa è diverso", ha detto Bannon. "Onestamente, il nostro obiettivo non è di andare al governo, ma ottenere almeno il 33% dei voti..., una specie di minoranza in grado di bloccare un potere politico troppo radicato sul "potere" e poco sui "territori".

Bannon ha anche detto di essere concentrato sul trasformare il Movimento in una "infrastruttura di vittoria", con operazioni di sondaggio, analisi dei dati,  assumendo imprese per l'analisi del targeting. "Il Movimento dovrebbe fornire, la capacità tecnica di realizzare "stanze di guerra", in grado di dare delle risposte rapide". Oltre a ciò, Bannon si prefigge di raggiungere, nel breve, l'obiettivo più arduo, quello di unire  "populisti di sinistra e nazionalisti di destra". Durante il  suo viaggio a Roma, ha incontrato Luigi Di Maio, per cercare di entrare a far parte del Movimento M5S. 

"In tutto il mondo, non troverai due politici che hanno lavorato duramente come Salvini e Di Maio, senza soldi, portando le loro parti a queste incredibili vittorie, poi si sono fatti indietro e hanno lasciato che qualcun altro fosse "il ragazzo" (CONTE ndr) a sedersi ai tavoli dei potenti al G7, G20 e nello Studio Ovale con Trump ... Nessuno lo farebbe".

BANNON il futuro di un nuovo populismo anche in Italia?

Tav, i sindaci della Città metropolitana di Torino votano a favore. Appendino: "Un atto politico. Tema divisivo su cui è difficile discutere sul merito"

La Conferenza dei sindaci della Città metropolitana di Torino ha approvato con 167 sì, 8 astenuti e un voto contrario la mozione delle opposizioni di centrodestra e di centrosinistra a favore della Torino-Lione. La sindaca metropolitana Chiara Appendino non ha partecipato al voto. Il documento impegna la sindaca "a riconoscere i benefici dell'opera per l'intero territorio metropolitano e a svolgere ogni azione finalizzata a sostenerne la realizzazione nei tempi previsti". Con la Appendino non ha partecipato al voto anche una decina di sindaci della Città metropolitana. La mozione approvata è intitolata 'La Città metropolitana di Torino vuole il Tav' e, al contrario dell'ordine del giorno con cui il Comune di Torino ha impegnato la sindaca ad attivarsi col governo per chiedere lo stop dell'opera, impegna la prima cittadina anche a "collaborare con tutti gli attori sociali e produttivi che sostengono l'utilità dell'infrastruttura".

Il voto della Città Metropolitana di Torino è "un atto politico" e conferma che la Torino-Lione è un "tema altamente divisivo sul quale è difficile discutere nel merito". Lo afferma la sindaca Chiara Appendino commentando l'approvazione dell'ordine del giorno a sostegno dell'opera. "Aspettiamo la conclusione dell'analisi costi-benefici e l'analisi giuridica su eventuali costi di sospensione dei lavori - aggiunge - che dovrebbero essere concluse entro fine mese".

 

(Fonte: Ansa)

Aiuto, ci tassano (ancora) la macchina. La marcia indietro del governo sull'ecotassa non convince. La follia del M5S imbarazza Salvini. Di Maio: "Incentiviamo solo a comprare auto non inquinanti" (VIDEO)

Una stangata sull'acquisto delle auto 'tradizionali'. Dal 1° gennaio 2019 arriva infatti l'ecotassa a pesare sulle tasche di quanti vorranno comprare automobili alimentate con carburante più inquinante. Incentivi, invece, per le auto più ecologiche. Ad annunciare ieri le nuove norme contenute nella manovra, una nota congiunta del sottosegretario alle Infrastrutture e Trasporti, Michele Dell'Orco, e il sottosegretario allo Sviluppo economico, Davide Crippa. Reazioni dure da tutti i fronti, i politici provano a metterci una pezza. Ma cresce la preoccupazione - (VIDEO)


Marcia indietro sull'ecotassa per le auto a benzina e diesel, contenuta in un emendamento del governo alla legge di Bilancio approvato ieri. Matteo Salvini si è detto questa mattina contrario alla misura che ha l'obiettivo di favorire le auto elettriche. Mentre Luigi Di Maio ha chiarito che non ci sarà nessuna nuova tassa per le auto già in circolazione, precisando che chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina non pagherà un centesimo in più.

SALVINI- Ospite di 'Mattino 5', il ministro dell'Interno ha spiegato che la proposta di modifica, che ora passerà al Senato e poi tornerà alla Camera, "si può cambiare". Salvini, intervenendo a Radio Anch'io, si è detto "assolutamente contrario a ogni ipotesi di nuova tassa su un bene in Italia già iper tassato come l'auto". "Benissimo a bonus per chi vuole cambiare ma non credo - ha aggiunto - che ci sia qualcuno che ha un Euro3 diesel per il gusto di avere una macchina vecchia. Ce l'ha - ha osservata - perché non ha soldi per comprarsi una macchina nuova".

DI MAIO - Di Maio in un intervento pubblicato sul Blog delle Stelle e su Facebook ha chiarito innanzitutto che non ci sarà nessuna nuova tassa per le auto in circolazione. "Chi ha un Euro3 o qualsiasi altra macchina - ha spiegato - non pagherà un centesimo in più. Abbiamo pensato una norma - ha continuato - per aiutare chi decide di comprare un’auto ibrida, elettrica o a metano. Visto che - ha osservato - i livelli di inquinamento, soprattutto al Nord, sono spaventosi, perché non premiare chi decide di comprare un’auto nuova meno inquinante, dandogli un incentivo fino a 6000 euro? Questa è l’idea della norma pensata dal governo, che disincentiva chi sceglie un’auto più inquinante".

Di Maio ha detto di capire "le preoccupazioni di costruttori e dei cittadini che magari vorrebbero comprare un’auto ecologica, ma non se lo possono permettere perché costa di più". "Per questo la norma - ha sottolineato - va migliorata subito per non penalizzare nessuno, in particolare chi ha bisogno di acquistare un’utilitaria. Infatti il 60% dei modelli per cui è previsto un incentivo sono diesel: Punto diesel, Panda diesel, Clio diesel, Golf diesel, Megane diesel, Polo diesel, Classe A diesel. Per questo motivo - ha annunciato Di Maio - ho deciso di convocare un tavolo tecnico al Ministero dello Sviluppo economico, per migliorare gli incentivi per l’auto elettrica, ibrida e a metano, con i costruttori, a partire da FCA, e con le associazioni dei consumatori. Insieme - ha concluso - troveremo la soluzione giusta per centrare due obiettivi: proteggere noi e i nostri figli dall’inquinamento, senza pesare sul portafogli".

LE PROTESTE - Metalmeccanici e concessionari auto, con Fim Fiom, Uilm e Federauto si sono schierati subito insieme contro la misura dicendosi preoccupati dall'impatto che un meccanismo di bonus-malus così architettato possa avere sull'economia del Paese e sull'occupazione di un settore già esposto agli alti e bassi della crescita. Anche la Cgia di Mestre ha espresso un secco no all'ipotesi di una ulteriore tassazione sulle nuove auto a benzina e diesel. ''Già oggi in Italia sul settore dell'auto grava un carico fiscale di oltre 70 miliardi di euro all'anno - ha dichiarato Paolo Zabeo della Cgia - un record negativo che nessun altro Paese ci invidia".

 

(Fonte: Adnkronos)

Berlusconi scommette sulla crisi tra Lega e 5 Stelle: "Accordo di potere logorato. Presto un governo di centrodestra"

Riunione a palazzo Grazioli tra Silvio Berlusconi ed i vertici di Forza Italia. L'incontro, convocato dal Cavaliere al suo arrivo nella Capitale, serve per fare il punto alla luce delle fibrillazioni della maggioranza e della bocciatura Ue della manovra economica. "Speriamo e crediamo sia vicino il momento nel quale si potrà tornare a dare agli italiani un governo di personalità competenti di centro-destra, espressione della maggioranza naturale degli italiani sulla base dei risultati delle elezioni del 4 marzo", ha detto l'ex premier in una nota al termine della riunione.

"Noi - prosegue Berlusconi - comunque non smetteremo di lavorare anche per dare voce all'altra Italia, a quell'Italia seria e produttiva che è sempre più preoccupata dal gioco irresponsabile in atto sulla pelle delle imprese, dei lavoratori, dei risparmiatori".

E sulla manovra: "Non è tanto il parere dell'Europa in sé stesso che ci preoccupa - dice - è il giudizio degli investitori e dei risparmiatori, che si sono già pronunciati in modo severo sulla politica economica del governo giallo-verde". "Tutto questo mi convince sempre di più del fatto che questa maggioranza non sia in grado di andare avanti a governare il Paese. D'altronde i segnali in sede parlamentare confermano che l'accordo di potere fra Lega-M5s è è ormai profondamente logorato".

 

(Fonte: Ansa)

Decreto sicurezza, Salvini alza la voce: "O passa entro il 3 dicembre o salta tutto". Ma poi accarezza l'alleato: "Mai andato d'accordo con nessuno come con Di Maio"

Dopo la fronda dei 18 deputati grillini che chiedono di cambiare il testo alla Camera il capo politico del Movimento 5 Stelle rassicura il leghista: "Saremo leali". Il ministro dell'Interno: "Con Luigi vado d'amore e d'accordo". Ma i problemi non mancano


"Il decreto sicurezza? No problem. Serve al Paese e sono convinto che passerà entro il 3 dicembre, perché o passa entro il 3 dicembre e diventa legge e porta sicurezza, oppure salta tutto e mi rifiuto di pensare che qualcuno voglia tornare indietro". E' quanto sostiene il ministro dell'Interno Matteo Salvini, lanciando una sorta di avvertimento al M5S in merito al provvedimento licenziato dal Senato lo scorso 7 novembre non senza polemiche, con tanto di rifiuto a votare la fiducia al governo da parte di 5 esponenti pentastellati.

"Il dl sicurezza o si approva entro il 3 dicembre o non si approva", ha ribadito Salvini, dichiarandosi "convinto che si approverà perché serve all'Italia". Ed in merito ad un eventuale caduta del governo in caso di voto negativo il vicepremier taglia corto: "Il problema non si pone, si approva, ne sono sicuro". "Con Di Maio andiamo d'amore e d'accordo", ha inoltre ammesso il vicepremier, sottolineando che non è "mai andato d'accordo con un collega in politica come con il ministro Di Maio".

Sulla stessa lunghezza d'onda il partner di governo. "Il decreto sicurezza va avanti - ha detto Di Maio, ospite di "Radio anch'io" su Radio Raiuno - se adesso noi lo modificassimo significherebbe farlo decadere, dato che scadrebbe e non ci sarebbero i tempi per mandarlo al Senato". Il riferimento è alla lettera inviata ieri da 19 deputati M5S al capogruppo pentastellato Francesco D'Uva per rivendicare la possibilità di apportare modifiche al provvedimento che approderà alla Camera il 23 novembre.

"Da quello che ho capito dalla lettera che i 19 deputati hanno inviato al capogruppo alla Camera - ha spiegato Di Maio - mi è sembrato di capre che gli emendamenti sono più che altro un'azione 'di testimonianza' che non la volontà di modificare e far cadere il decreto, dato che chi nella lettera c'è scritto che si capisce l'importanza del provvedimento in ottica di governo". "Io devo devo assicurare la lealtà del M5S al governo - ha sottolineato infine Di Maio, sostenendo che "noi quel provvedimento lo abbiamo votato in Cdm, quindi deve essere approvato".

Intanto in commissione Affari Costituzionali alla Camera sono stati presentati circa 600 emendamenti al dl sicurezza, di cui 5 depositati dal Movimento 5 Stelle. Per il presidente della commissione e relatore del provvedimento, Giuseppe Brescia (M5S), "rimangono forti perplessità su diversi punti del testo, come il ridimensionamento dello Sprar e la mancata tutela a chi potrebbe subire trattamenti disumani e degradanti. Sono punti a cui alcuni emendamenti presentati dai colleghi M5S danno risposta. Personalmente ho ritenuto opportuno non presentare emendamenti migliorativi come relatore perché è noto che non governiamo da soli". Tuttavia "l'impianto proposto dal decreto regge se aumentano i rimpatri e se il numero di sbarchi rimane invariato - osserva l'esponente 5 Stelle - in caso contrario questo sistema è destinato a creare più irregolari, più marginalità e più insicurezza".

 

(Fonte: Adnkronos)

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