updated 1:11 PM UTC, Oct 13, 2018

Ilaria Cucchi non dimentica: "Al Viminale solo se Salvini si scusa. Mio fratello morto perché era un ultimo" (VIDEO)

"Sono rinato. Ora non mi interessa nulla se sarò condannato o destituito dall'Arma". Sono le parole che Francesco Tedesco ha affidato ieri al suo avvocato, Eugenio Pini, dopo la notizia delle sue accuse a due carabinieri per il pestaggio di Stefano Cucchi. "Ho fatto il mio dovere; quello che volevo fare fin dall'inizio e che mi è stato impedito", ha aggiunto Tedesco al suo avvocato. Il militare è imputato, assieme ai carabinieri Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo di omicidio preterintenzionale. L'uomo verrà ascoltato entro gennaio in aula nell'ambito del dibattimento in corso. Già interrogato tre volte dal pm Giovanni Musarò, dovrà ribadire davanti alla corte le accuse a Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo arrivate a nove dalla morte di Cucchi.
Intanto Ilaria, sorella di Stefano, "Il giorno in cui il Ministro dell'Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci, prima di allora non credo proprio" - (VIDEO)


"Il giorno in cui il ministro dell'Interno chiederà scusa a me, alla mia famiglia e a Stefano allora potrò pensare di andarci, prima di allora non credo proprio". Dopo la svolta storica nel processo la sorella di Stefano Cucchi, Ilaria, è intervenuta in diretta ai microfoni di 'RTL 102.5' durante 'Non Stop News' ed è tornata sull'invito del ministro dell'Interno Matteo Salvini al Viminale. 

"Io dico sempre - aggiunge - che Stefano è morto perché era un ‘ultimo’, perché abbiamo una giustizia che ha due pesi e due misure, forte con i deboli e debole con i forti e di ultimi ce ne sono tanti e, ahimè, nella nostra società sono destinati ad aumentare. Vero, Stefano non me lo riporterà indietro nessuno; se domani Stefano dovesse bussare alla mia porta e dirmi che c’è stato un errore e che è ancora vivo, il mio dolore di questi nove anni non me lo toglie nessuno, la mia vita è cambiata per sempre. L’unica cosa che mi dà la forza di andare avanti è provare, tramite Stefano, a dar voce a tutti gli altri Stefano, tutti gli altri ultimi di cui non importa niente a nessuno, che muoiono e che subiscono soprusi quotidianamente nel disinteresse generale, di una società che è abituata a voltarsi dall’altra parte e che pensa sempre che le cose capitino sempre agli altri e mai a se stessi".

IL RACCONTO - Proseguendo nell'intervista, Ilaria dice che quando ha ascoltato il racconto del pestaggio è stato "terribile": "Avevo voglia di piangere. Ho letto quelle parole, nero su bianco, la brutalità, la cattiveria che è stata fatta a mio fratello che ha dovuto subire… quel corpo inerme, quella fragilità. Tante volte in questi anni si è parlato, strumentalizzandola, della magrezza di mio fratello, ecco, quei due corpi che si sono avventati sopra mio fratello che era arrestato, indifeso, che non poteva fare del male a nessuno, la brutalità, la cattiveria, il disinteresse, il pregiudizio nel quale poi Stefano nei giorni successivi, sei giorni ricordo – un lasso di tempo brevissimo – è stato lasciato morire. Tutto questo si fa fatica ad accettarlo, da sorella di Stefano e da cittadina, siamo in un momento terribile per la nostra società, per il nostro Paese, nel quale si sta facendo passare in qualche maniera il concetto che i diritti umani sono sacrificabili in nome di presunti interessi superiori. Credo che mio fratello sia un esempio di questo".

"Una cosa che non tutti sanno è che mio fratello in quei sei giorni in cui moriva da solo come un cane in realtà non era da solo, perché poi li abbiamo contati durante il processo, lui è stato visto, è entrato in contatto con qualcosa come 140 o 150 pubblici ufficiali, non cittadini comuni, che hanno avuto in qualche modo, a vario titolo, a che fare con lui e che hanno visto man mano il degenerare di quelle condizioni fisiche che lo hanno portato alla morte. Mio fratello stava malissimo, lo sentiamo nell’audio dell’udienza di convalida dell’arresto che si lamenta perché non può parlare tanto bene. Nessuna di quelle persone è stata capace di guardare oltre il pregiudizio - conclude Ilaria - e di vedere oltre quel detenuto un essere umano che stava male e che stava morendo, perché se lo avessero fatto ora non esisterebbe nessun ‘caso Cucchi’".

TEDESCO IN TRIBUNALE - Intanto, sarà ascoltato in aula in tribunale a Roma tra dicembre e gennaio Francesco Tedesco, il carabiniere imputato di omicidio preterintenzionale che nel corso di tre interrogatori ha rivelato di avere assistito al pestaggio accusando gli altri due suoi colleghi, anche loro imputati. Davanti al pm Giovanni Musarò, Tedesco dovrà, a nove anni dai fatti, confermare quanto emerso ieri in aula: e cioè che a picchiare il giovane, che morì pochi giorni dopo l'arresto, il 22 ottobre del 2009, furono i carabinieri Raffaele D'Alessandro e Alessio Di Bernardo

 

(Fonte: Adnkronos)

Nasce "Forza Salvini", la corrente salviniana di Fi. A vedere il simbolo sembra uno scherzo, ma la questione è terribilmente seria. E se alle Europee...

Come riporta l'agenzia Agi, giovedì, con la presentazione a Montecitorio, nascerà ufficialmente "Forza Salvini", la corrente interna agli azzurri che appoggia il leader della Lega e le sue posizioni, contestate invece dai vertici del partito di Berlusconi. Qualcuno potrebbe leggere in questa mossa semplicemente la ricerca di un posto al sole da parte di alcuni forzisti disposti ad abbandonare la nave che affonda per salire sul vascello leghista col vento in poppa. In certi casi è più o meno così, ma il malcontento sta montando da mesi in seno a quello che era il soggetto egemone e trainante del centrodestra ma che ora rischia seriamente di sparire, fagocitato dal sempre più potente Matteo. L'interprete maggiormente in vista di tale processo è il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ancora oggi è tornato ad attaccare: "Forza Italia ormai fa solo convention", ha detto al Corriere. A detta di molti la nuova discesa in campo di Silvio non basterà ad evitare il minimo storico alle elezioni europee di maggio. Se il divario con la Lega assumesse proporzioni imbarazzanti allora l'incubo di alcuni e il sogno di altri, cioè la creazione di un centrodestra forte guidato da Matteo Salvini, diventerebbe realtà. Ecco perché c'è chi si porta avanti.


E con 'Forza Salvini' nasce ufficialmente la corrente salviniana in Forza Italia. Annunciata nei mesi scorsi e promossa dal forzista Pietro Spizzirri, vicecoordinatore nazionale e coordinatore regionale dei club FI della Calabria, la componente sarà presentata giovedì alle 11.30 in una conferenza stampa a Montecitorio.

L'annuncio arriva con una nota in cui si riporta appunto il simbolo FI, l'ormai storico tricolore con il nome del partito in diagonale all'interno. Modificato, però: 'Salvini' al posto di 'Forza Italia'. Nel corso della conferenza stampa - si spiega - sarà presentata "la corrente popolare e populista di Forza Italia".

"Viviamo tra la nostra gente e non nei salotti romani. Viviamo dei nostri sudati guadagni e sappiamo che il nostro popolo apprezza l'operato di Matteo Salvini e guarda con grande interesse e favore ad interventi come la spesa di cittadinanza, la flat tax, la pace fiscale tombale e la ritrovata unità nazionale. Ci poniamo un obiettivo semplice: far capire al presidente Berlusconi che il popolo di Forza Italia vuole essere alleato di Matteo Salvini e della Lega in questa rivoluzionaria azione di miglioramento del Paese", è l'intento.

L'obiettivo? Entrare nella maggioranza

"Forza Italia deve contribuire a migliorare i contenuti di questa manovra, rendendola ancora più efficace per il progresso del Paese ed il benessere dei cittadini, in linea con le vere aspettative della nostra base. Sono numerose e quotidiane - assicurano i promotori - le adesioni di sindaci, amministratori, dirigenti locali, militanti, simpatizzanti ed elettori di Forza Italia alla corrente Forza Salvini".

"L'idea di fondo - spiega ancora la nota - è chiara: bisogna sostenere la Lega di Salvini al governo del Paese, in linea con la tradizionale alleanza di centrodestra e con i valori ed i principi ispiratori originari del movimento azzurro e di Silvio Berlusconi, quali sicurezza, dignità della persona, libertà ed eguaglianza. Avviando, pertanto, un confronto propositivo per il miglioramento dell'azione di governo, anziché fare opposizione ad ogni costo. Bisogna rivalutare la possibilità di sostenere il governo diventando parte della maggioranza".

"In questo particolare momento storico, ma con le opportune modifiche, riteniamo che sia necessario sostenere la manovra del governo Conte e la linea di Matteo Salvini leader del centrodestra italiano, anche contro la strafottenza e l'arroganza di questa Europa vecchia, inutile e da rifondare", si conclude.

 

(Fonte: Agi)

Il governo giallo-verde e l'Europa, il Def e i nostri conti: intervista a Carlo Cottarelli (VIDEO)

Che non sia un grande estimatore delle politiche sovraniste e delle visioni economiche di Lega e 5 Stelle è cosa nota e ai microfoni de ilComizio.it ribadisce le sue posizioni e le sue preoccupazioni per lo scontro in atto tra Roma e Bruxelles. Parla l'ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica del governo Letta ed ex presidente del Consiglio incaricato nel maggio scorso, già direttore del Dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale

Salvini sempre in trincea: attacca ancora l'Europa e sulla legittima difesa annuncia: "Lo Stato pagherà le spese legali di chi si difende e il ladro non verrà risarcito"

Nuovo attacco del ministro dell'Interno Matteo Salvini all'Europa. "L'Ue ha detto sì a manovre economiche che hanno impoverito e precarizzato l'Italia - ha detto arrivando al villaggio della Coldiretti a Roma - e quindi non mi alzo la mattina pensando al giudizio che del governo e dell'Italia hanno persone come Juncker e Moscovici, che hanno rovinato l'Europa e l'Italia". "Dicano quello che credono - ha proseguito -, noi andiamo avanti dritti e sereni". Quindi il leader leghista ha annunciato alcuni spunti della legge sulla legittima difesa e parlato del decreto sicurezza


"Un ladro ti entra in casa, in azienda o in negozio e tu ti difendi? Sarà tuo diritto farlo, senza finire sotto processo per anni e pagando di tasca tua". Parola di Matteo Salvini, che intervenendo al Circo Massimo a Roma per il Villaggio della Coldiretti, annuncia "alcuni spunti della Legge sulla legittima difesa".

"Lo Stato coprirà le eventuali spese legali di chi si è difeso e il delinquente (e i suoi parenti) non potranno chiedere neanche un euro di risarcimento - spiega il ministro dell'Interno -. Sono alcuni spunti della Legge sulla legittima difesa, che il 23 ottobre comincerà il suo percorso in Senato. Dalle parole ai fatti".

Il titolare del Viminale spende poi alcune parole per il decreto sicurezza: "Ho giurato sulla Costituzione - dice - da ministro rispetto leggi, trattati, convenzioni e ovviamente la Carta, però rappresento anche la voglia di sicurezza, di cambiamento di milioni di italiani e quindi i furbetti che sbarcano, spacciano e stuprano tornano a casa loro, trattati sì o trattati no''. "Questo è solo l'inizio di un percorso virtuoso per riportare serenità sulle nostre strade - aggiunge Salvini -. Sono convinto che il presidente della Repubblica sia pienamente d'accordo con questa impostazione''.

Quanto all'eventualità della fiducia in Parlamento su dl Sicurezza "spero proprio di no - sottolinea il ministro - perché ci sono proposte migliorative che ho già visto e sottoscriverò personalmente. Arrivano da sindaci e associazioni. Se il Parlamento ha voglia di lavorare seriamente migliorando questo testo, io sono felicissimo. Se qualcuno presenterà migliaia di emendamenti evidentemente non vuole migliorare il testo. Vado in Parlamento sereno per migliorare testo che porterà più sicurezza nelle città italiane''.

 

(Fonte: Adnkronos)

Il "Me ne frego" di Salvini, un motto "crudo" che ha radici lontane e anche eroiche. Dagli Arditi della Grande Guerra a D'Annunzio e Mussolini: una lettura storica oltre le banalizzazioni

Il ministro dell'Interno, il "Capitano" del sovranismo italiano, fa sempre, inevitabilmente, parlare di sé. Ci ha preso gusto e sui social come in tv, in piazza come nel Palazzo, non rinuncia a galvanizzare i suoi sostenitori e, contemporaneamente, ad attirare gli strali dei nemici. Questi ultimi, bene che vada, lo definiscono "fascista" per sintetizzare le accuse di razzismo, xenofobia e via dicendo. Lui ha capito che la cosa funziona e che non gli porta altro che nuove simpatie. Ecco perché non rinuncia ad accarezzare i riferimenti che nel cuore e nelle viscere degli italiani sono ancora ben presenti. Quindi osa, quindi "se ne frega"...


Matteo Salvini si riscopre sempre più 'dannunziano'. Anche oggi è tornato a difendere a spada tratta la manovra economica contro le accuse del Commissario Ue, Jean Claude Juncker (''Sarà seria e coraggiosa e poi dal prossimo anno il debito scenderà'') citando per la seconda volta in meno di una settimana il motto del Vate 'Me ne frego'. Nell'era del governo giallo verde, dopo il tabù violato dell'affaccio sul balcone di palazzo Chigi di Luigi Di Maio e i ministri M5S, è il leader della Lega, sempre a proposito del Def, a sdoganare un'espressione originariamente appartenente agli Arditi durante la Prima guerra mondiale e resa famosa da Gabriele D'Annunzio, ma poi entrata nella fraseologia fascista con i discorsi di Benito Mussolini.

 Ospite stamane di 'Mattino Cinque', su Canale 5, il ministro dell'Interno ha assicurato: ''Abbiamo sempre detto che avremmo fatto una manovra coraggiosa anche se in Europa ci avessero bacchettato", ma il "presidente della Commissione Ue ci paragona alla Grecia, la Francia ci minaccia, il tedesco ci minaccia... Queste minacce - rivendica il 'Capitano' - non ci sfiorano e come D'Annunzio dico 'me ne frego', perché noi rispondiamo solo agli italiani''. Anche sabato scorso, Salvini aveva tirato in ballo D'Annunzio, proferendo un secco 'me ne frego', nel corso di un intervento alla Giornata mondiale del sordo, a Roma: "Abbiamo fatto una manovra che investe soldi per chi di soldi non ne vede da molti anni: giovani, pensionati, le pensioni di invalidità. E se a Bruxelles mi dicono che non lo posso fare me ne frego e lo faccio lo stesso". Oggi il bis.

Altri leader in passato hanno usato il 'Me ne frego' di memoria mussoliniana. Tra questi Silvio Berlusconi, che se ne servì nel 2018 per replicare a chi gli domandava se fosse in ambasce per la decisione di Strasburgo sul suo ricorso (poi ritirato). Non è la prima volta che l'attuale ministro dell'Interno sceglie il linguaggio politicamente 'scorretto', ma lo fa a meno di 48 ore dallo show dal balcone di palazzo Chigi dei suoi colleghi M5S, che ha provocato un'ondata di commenti sui social e sulla carta stampata, con l'inevitabile richiamo ai discorsi del Duce.

C'è però anche un precedente 'comunitario', e riguarda la frase del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che in polemica con l'allora premier Matteo Renzi usò le parole "je m’en fous". La traduzione che andò per la maggiore fu "me ne frego", con inevitabile coda di polemiche, anche se in francese il senso è tra "non m'importa" e il triviale "me ne fotto". Benché attribuito a D'Annunzio (che lo definì un motto 'crudo) e poi diventato lo storico slogan squadrista, il 'Me ne frego' (tratto dal dialetto romanesco) probabilmente era diffuso già tra gli Arditi durante la prima guerra mondiale e la successiva Impresa di Fiume. Apparve per la prima volta sui manifesti lanciati dagli aviatori del Carnaro su Trieste. Ed era ricamato in oro al centro del gagliardetto azzurro dei legionari fiumani.

Qualcuno dice che traeva origine dalla scritta che un soldato ferito si fece apporre sulle bende, come segno di abnegazione totale alla Patria. Secondo gli ultimi studi, sembra che il motto nacque in occasione della Battaglia del Solstizio (15 giugno 1918), così battezzata da D’Annunzio per la coincidenza con il solstizio estivo e per il significato strategico che assunse nel prosieguo della Grande Guerra, quando il colonnello degli arditi rispose così al suo superiore, che gli aveva ordinato di lanciarsi con i suoi uomini in una missione suicida per la Patria: "Me ne frego, si fa ciò che si deve fare per il Re e per la Patria". Gli Incursori di oggi del nono Reggimento d'assalto paracadutisti, considerato il reparto diretto erede degli Arditi della Prima Guerra Mondiale, continuano ad usare l’espressione "me ne frego del dolore, me ne frego della fatica, me ne frego dei sacrifici, me ne frego della mia ideologia politica o del mio credo religioso perché faccio quello che l’autorità militare mi ordina di fare".

 

(Fonte: Adnkronos)

Moscovici ci va giù pesante: "Gli italiani hanno scelto un governo xenofobo". Salvini reagisce: "Stufi di essere insultati". I parlamentari M5S: "Offende il nostro popolo"

Nuovo pesante attacco all'Italia da parte di un rappresentante istituzionale dell'Unione Europea. L'ultimo affondo arriva dal commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici:  "Come gli ungheresi - ha detto Moscovici in un intervento intervento ad una conferenza presso la sede di Parigi dell'Ocse - anche gli italiani hanno optato per un governo decisamente euroscettico e xenofobo che, sulle questioni migratorie e di bilancio, sta cercando di sbarazzarsi degli obblighi europei". Dura la reazione del ministro dell'Interno: "Parla a vanvera"


"Anche gli italiani hanno fatto la scelta di un governo risolutamente euroscettico e xenofobo che, sulle questioni migratorie e di bilancio, tenta di disfarsi degli obblighi europei". Lo ha detto il commissario europeo agli Affari economici e finanziari Pierre Moscovici, intervenuto a Parigi ad un convegno organizzato dall'Ocse, secondo il testo scritto del discorso.

Per questi politici "Bruxelles e l'Europa - aggiunge Moscovici - sarebbero la causa di tutti i nostri mali ed è il momento per il popolo, il vero popolo come potrebbero dire loro, di riprendersi il potere dalle mani dei tecnocrati. E' un'idea che è già stata al cuore della campagna per la Brexit, con lo slogan 'take back control'".

Questa visione "è oggi riciclata quotidianamente dagli euroscettici dell'Europa Centrale, dell'Austria o dell'Italia. Orban o Salvini, tutti pretendono di avere il monopolio della rappresentanza della 'volontà popolare'. E' una retorica fallace, ma indubbiamente efficace: i loro successi elettorali ne sono la prova", conclude.

"Bisogna riconoscere che le regole" della governance economica europea, che "tentano un compromesso tra diverse culture sono incredibilmente complesse e difficilmente comprensibili per i cittadini". In più, "i cittadini non sono stati coinvolti nel processo di elaborazione di queste regole: sono state concepite dietro le porte chiuse dell'Eurogruppo", ha poi sottolineato il commissario europeo.

Per Moscovici "decidere del destino di milioni di cittadini, come è successo per i greci, senza dover rendere conto ai cittadini europei, senza andare a spiegare davanti al Parlamento Europeo o davanti al Parlamento greco è semplicemente uno scandalo democratico". Insomma, "le decisioni hanno dato la sensazione di essere state prese da esperti e tecnocrati, piuttosto che da uomini politici responsabili. Questo - conclude - ha inevitabilmente aumentato la distanza che separa i cittadini dall'Europa".

SALVINI: "PAROLE A VANVERA" - "Moscovici parla a vanvera, in Italia non c'è nessun razzismo o xenofobia, ma finalmente un governo scelto dai cittadini che ha bloccato gli scafisti e chiuso i porti ai clandestini. Siamo stufi degli insulti che arrivano da Parigi e da Bruxelles", commenta il ministro dell’Interno Matteo Salvini.

IRA M5S - "Dopo la serie di dichiarazioni inopportune e irresponsabili dei giorni scorsi, che hanno contribuito ad innervosire i mercati, stamattina il signor Moscovici è tornato alla sua specialità: offendere gli italiani. Oggi ha definito il nostro Governo xenofobo ed euroscettico, insultando così il Parlamento e più del 60% del popolo italiano che sostiene l’azione del nostro esecutivo". Ad affermarlo sono i deputati M5S della commissione Bilancio.

"In quanto membri di un’istituzione autorevole e importante come il Parlamento italiano riteniamo mortificante dover ascoltare e rispondere a insulti beceri che si commentano da soli. Fa tristezza dover constatare come certi personaggi sminuiscano giorno dopo giorno le istituzioni europee. Se oggi l’Europa non gode della fiducia dei cittadini europei è proprio a causa della pochezza politica di chi fino ad oggi ha rappresentato l’Ue e dei danni consapevolmente provocati all’Europa intera con le loro politiche fallimentari”.

“Non comprendiamo gli attacchi di odio che personaggi quali Dombrovskis, Juncker e Moscovici rivolgono quotidianamente al popolo italiano. Milioni di italiani - proseguono i parlamentari M5S - meritano rispetto, soprattutto in considerazione dei sacrifici e delle sofferenze causate dalle politiche economiche disastrose imposte dai signori dell’austerità. Evidenziamo le parole dell’ambasciatore americano a Roma, Lewis Eisenberg, che ha definito l'attuale governo italiano ‘la quintessenza della democrazia in azione’. È davvero curioso che solo l’Ue non riconosca la legittimità ed il messaggio di cambiamento arrivato dai cittadini lo scorso 4 marzo".

"Come ribadito dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte, l’Italia è un Paese fondatore dell’Unione Europea e monetaria e noi crediamo fortemente nel progetto europeo. Pare evidente che certe esternazioni abbiano il solo scopo di provocare tensioni e scontri del tutto immotivati. Fortunatamente questa triste stagione per l’Europa volgerà al termine molto presto, già a partire dalle prossime elezioni di maggio” - concludono i deputati.

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Reddito di cittadinanza, chi ne ha diritto, quanto dura e come funziona. Tutto quello che c'è da sapere sull'attesa e discussa misura targata 5 Stelle

Non potrà essere speso in contanti, avrà un importo di 780 euro e sarà destinato a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà. Il famigerato reddito di cittadinanza non è solo il cavallo di battaglia del Movimento Cinque Stelle ma anche uno dei cardini del contratto di governo. E tra una manciata di mesi diventerà realtà. Ma come funziona? A chi spetta? E quando si potrà richiedere?


COS'E' E COME FUNZIONA - Il reddito di cittadinanza è un sussidio destinato a chi è senza lavoro o in stato di indigenza, che viene erogato solo a particolari condizioni. Per ottenerlo bisognerà sottostare ad alcuni requisiti: essere cittadini italiani, aver compiuto almeno 18 anni, essere disoccupati o percepire un reddito o pensione considerati al di sotto della soglia di povertà, iscriversi al centro per l'impiego, svolgere progetti di utilità sociale organizzati dal Comune di residenza per un massimo di 8 ore settimanali, e soprattutto accettare uno fra i primi tre lavori offerti dal centro per l'impiego. Chi vuole ottenere il reddito di cittadinanza, dovrà inoltre dimostrare di impiegare alcune ore al giorno alla ricerca di un lavoro.

QUANTO DURA - Il reddito di cittadinanza si può ottenere per tre anni, se persistono i requisiti elencati sopra. Dopo il rifiuto di tre offerte, però, i cittadini saranno esclusi dal sussidio.

CENTRI PER L'IMPIEGO - I Cinquestelle lo hanno ribadito più volte: senza il potenziamento dei centri per l'impiego il reddito di cittadinanza non può decollare. Ecco perché a partire da gennaio 2019 il primo passo sarà quello di rafforzare gli attuali centri per l'impego utilizzando circa 1 miliardo e mezzo. Per riformarli, il vicepremier Luigi Di Maio ha assoldato Mimmo Parisi, un professore di origini pugliesi che lavora da 30 anni in America. Direttore della National Strategic Planning and Analysis Research Center, Parisi, come ha spiegato Di Maio "darà una grossa mano per fare i nuovi centri impiego dell'Italia. Un mix di innovazione tecnologica e ristrutturazione completa di questi centri".

A QUANTO AMMONTA L'ASSEGNO E A CHI SPETTA - L'assegno avrà un massimo di 780 euro mensili e sarà destinato a circa 6,5 milioni di italiani che vivono sotto la soglia di povertà (cifra calcolata dall'Istat). Chi ha qualche forma di entrata, invece, dovrebbe avere solo un'integrazione. Stando a quanto affermato da Di Maio il contributo sarà riservato ai soli cittadini italiani e a chi risiede in Italia da almeno 10 anni.

QUANTO VALE - Con l'approvazione della nota di aggiornamento del Def, il governo ha stimato in 10 miliardi le risorse a disposizione per introdurre il reddito di cittadinanza e contemporaneamente riformare i centri per l'impiego.

QUANDO ARRIVA - Il reddito di cittadinanza dovrebbe partire da marzo-aprile 2019.

COSA CI SI PUO' COMPRARE - Il reddito dovrebbe essere erogato sotto forma di carta acquisti o borsellino elettronico che i beneficiari potranno spendere per i beni di prima necessità, come alimenti e medicinali. Ma anche per pagare l'affitto. Il denaro non potrà essere messo da parte e si potranno utilizzare sistemi di pagamento tramite app. Esclusa anche la possibilità di spendere i soldi in giochi d'azzardo. Le spese effettuate con la card saranno comunque tracciabili. 

 

(Fonte: Adnkronos)

Il grande ritorno di Silvio, il profeta dei liberali: "Libertà in pericolo, è l'ora di mobilitare le coscienze". Poi attacca Salvini e annuncia che alle Europee ci sarà

"Io candidato alle europee? "Penso di sì, è ciò che mi chiedono tutti. E poi, se dobbiamo salvare l'Italia, bisogna cominciare a fare le cose sul serio". Colpo di scena al termine della kermesse azzurra di Fiuggi, dove Silvio Berlusconi è tornato a parlare dell'alleanza del centrodestra, senza risparmiare stoccate al governo gialloverde e al compagno di coalizione Salvini. L'annuncio ufficiale del Cav arriva all'uscita del Grand Hotel Palazzo della Fonte in una breve risposta ai cronisti. D'altra parte, fiume in piena sul palco, il capo di Forza Italia lo aveva già detto. "Sarò in campo alle prossime elezioni per salvare anche io il paese che amo", annunciava, per poi scandire: "Dobbiamo aprirci a quegli altri italiani che in definitiva la pensano come noi e questa volta sono rimasti a casa o hanno espresso un voto di protesta. Dobbiamo ritornare ad avere un voto importante e che faccia ancora di noi la prima forza politica in Italia". Nel corso dell'intervento del leader azzurro a chiusura della tre giorni organizzata da Antonio Tajani, Berlusconi aveva sottolineato come il vertice del centrodestra a Palazzo Grazioli "ha confermato che la coalizione è definitiva per tutti e tre i partiti". Però, aveva anche sottolineato, "Salvini ha delle uscite che non sono gradevoli e accettabili da parte nostra. Forse deve tentare di non far scoppiare un diverbio assoluto con i Cinque Stelle, quel diverbio che noi auspichiamo anche presto"


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IL MANIFESTO

"Noi, donne e uomini liberi d'Italia, ribadiamo la nostra fede nei principi liberali espressi nel 'credo laico' di Forza Italia e lanciamo un grido d'allarme per il pericolo che tali principi corrono nel nostro Paese e in Europa". Così recita l'incipit del 'Manifesto per la libertà' presentato ieri a Fiuggi dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, protagonista della giornata conclusiva della kermesse azzurra organizzata da Antonio Tajani.

Un manifesto programmatico per il rilancio del partito che si articola in 5 punti. "La libertà è la condizione naturale di ogni essere umano. La garanzia della libertà e della dignità di ogni essere umano è la prima e più importante funzione dello Stato", si legge al primo punto.

I principi "sui quali si fonda la comune civiltà europea, sono oggi minacciati dai movimenti pauperisti, giustizialisti, statalisti e ribellisti che in varie forme operano in alcuni Stati europei" e, prosegue il manifesto, "questo pericolo riguarda direttamente il nostro Paese, nel quale la delusione di molti cittadini per gli errori del vecchia politica ha condotto al governo un movimento come i Cinque Stelle, ispirato dall'invidia e dall'odio sociale, nemico delle libertà, del progresso, della democrazia rappresentativa".

Per questo "da responsabili politici di Forza Italia, facciamo appello a tutti coloro che hanno a cuore i principi liberali affinché compiano una scelta di campo e si uniscano a noi per difendere l'avvenire del nostro Paese", è il messaggio del presidente di Fi. "Come nel 1994 - si legge ancora nel documento presentato alla platea di Fiuggi - è l'ora di una grande mobilitazione delle coscienze per noi che rappresentiamo l'Italia seria, onesta, concreta, fattiva": l'obiettivo è costruire "un centrodestra rinnovato e unito, nel quale possano riconoscersi gli italiani moderati, ragionevoli e di buon senso".

Berlusconi (che al termine del suo intervento di ieri, secondo quanto raccontato da fonti azzurre, avrebbe avuto un lieve calo di pressione), ha illustrato le linee guida della 'road map' che nelle intenzioni del Cav porterà al rilancio della sua creatura politica: "Quest'anno", ha spiegato, "la struttura territoriale del nostro movimento" verrà "totalmente rinnovata attraverso congressi che certamente non dovranno essere una conta burocratica di tessere" ma "assemblee aperte, alle quali si possa partecipare con grande facilità".

Avranno "spazio" e "rappresentanza nei nostri organi dirigenti", ha sottolineato Berlusconi, anche "i rappresentanti di quel ricchissimo mondo delle liste civiche di centrodestra che in moltissimi comuni sono la nuova leva degli amministratori locali".

 

(Fonte: Adnkronos)

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