Regione Lombardia, ecco la Giunta di Attilio Fontana. Il neogovernatore: "E' una squadra di persone esperte e capaci. Dai partiti nessun problema. Che bella sfida le Olimpiadi invernali!" (VIDEO)

Il nuovo presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha presentato la sua Giunta, composta da sedici assessori e quattro sottosegretari. La prima riunione convocata per il 4 aprile. L'intervista al governatore e la presentazione della squadra - (VIDEO - VIDEO)


"Con orgoglio presento la giunta regionale composta da persone che apprezzo. Esprimono la concreta rappresentazione degli impegni che ho sempre declinato". Così il presidente di Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha presentato al Belvedere di Palazzo Lombardia la nuova Giunta regionale. "Sono persone esperte - ha aggiunto Fontana - capaci e soprattutto con esperienza amministrativa: ci sono due ex presidenti di Provincia, un attuale vice presidente di Provincia, sindaci, amministratori locali e anche un ex esponente della bicamerale sulle questioni regionali".

"Sono contento e orgoglioso", ha concluso il presidente. La prima riunione della giunta regionale è già stata convocata per mercoledì 4 aprile alle ore 11.

Di seguito brevi note biografiche del presidente Attilio Fontana e della nuova giunta regionale.

ATTILIO FONTANA, presidente: nato a Varese il 28 marzo 1952. Avvocato, è stato Presidente del Consiglio regionale dal 2000 al 2006, poi sindaco di Varese per due mandati, dal 2006 al 2016. Nel 2009 nominato presidente di ANCI Lombardia e componente del Direttivo nazionale. Dal 26 marzo 2018 è presidente della Regione Lombardia.

FABRIZIO SALA, vice presidente e assessore per la Ricerca, innovazione, Università, export e internazionalizzazione. Nato a Milano il 13 giugno 1971. Diplomato in Ragioneria, è stato vice presidente di giunta nella X legislatura in cui ha gestito le deleghe a Casa, Housing sociale, Expo e Internazionalizzazione delle imprese. In precedenza è stato sottosegretario alla Presidenza con delega all'Expo 2015 e all'internazionalizzazione delle imprese. Prima di essere eletto consigliere regionale, nel 2013, è stato assessore all'Ambiente e vice presidente della Provincia di Monza e Brianza.

STEFANO BRUNO GALLI, assessore all'Autonomia e Cultura. Nato il 16 maggio 1966 a Bollate, insegna Storia delle Dottrine Politiche e Teorie e storia della democrazia alla Facoltà di Scienze Politiche all'università degli studi di Milano. Ha al suo attivo diverse pubblicazioni di carattere scientifico sui temi del federalismo, del costituzionalismo, del nazionalismo. Consigliere regionale e presidente del suo gruppo consiliare nella scorsa legislatura.

FABIO ROLFI, assessore all'Agricoltura, alimentazione e sistemi verdi. Nato il 3 novembre 1977 a Brescia, ha lavorato come libero professionista nel campo della mediazione finanziaria e creditizia. E' stato vicesindaco e assessore del Comune di Brescia. Eletto Consigliere regionale nel 2013, è stato Presidente della III Commissione 'Sanità e Politiche sociali' e membro della IV Commissione 'Attività produttive e occupazione'.

RAFFAELE CATTANEO, assessore all'Ambiente e Clima. Nato il 15 settembre 1962 a Saronno, laureato in Economia e Commercio all'Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, è stato presidente del Consiglio di Regione Lombardia della X legislatura. In precedenza ha ricoperto l'incarico di sottosegretario all'attuazione del programma e di assessore alle Infrastrutture e Mobilità della Regione.

DAVIDE CARLO CAPARINI, assessore al Bilancio, finanza e semplificazione. Nato a Brescia il 3 marzo 1967, ingegnere, nel 1996 viene eletto alla Camera dei deputati. Presidente della Commissione bicamerale per le questioni regionali e vicepresidente della Commissione di vigilanza Rai. Ha fatto parte di numerose commissioni parlamentari tra cui cultura, trasporti, attività produttive, giustizia e difesa. Imprenditore nel settore editoria, dal 2001 al 2017 è stato responsabile per la comunicazione della Lega Nord e ha coordinato la campagna per il Referendum consultivo del 2017 in Lombardia.

MASSIMO SERTORI, assessore agli Enti locali, montagna e piccoli comuni. Nato a Sondrio l'11 marzo 1968, si è diplomato come geometra. E' stato vicesindaco di Ponte in Valtellina e nel 2009 è stato eletto presidente della Provincia di Sondrio.

CLAUDIA MARIA TERZI, assessore alle Infrastrutture trasporti e mobilità sostenibile. Nata il 30 settembre 1974 a Osio Sotto (Bg), è laureata in Giurisprudenza. Avvocato. Dal marzo 2013 a marzo 2018 è stata assessore regionale all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile. Eletta alla Camera dei deputati nel marzo 2018. E' stata sindaco del Comune di Dalmine dal 2009 al 2013.

MELANIA RIZZOLI, assessore alla Istruzione, formazione e lavoro. Nata il 31 maggio 1956 a Roma, è medico chirurgo. Deputato dal 2008 al 2013, ha fatto parte della Commissione Affari Sociali. Dal marzo 2009 al marzo 2013 è stata componente della Commissione parlamentare di inchiesta sugli errori in campo sanitario e sulle cause dei disavanzi sanitari regionali. Autrice di testi divulgativi in materia sanitaria e sociale.

SILVIA PIANI, assessore alle Politiche per la famiglia, genitorialità e pari opportunità. Nata l'11 marzo 1987 a Vigevano, laureata in Scienze infermieristiche pediatriche, ha lavorato al Policlinico di Pavia nel reparto di terapia intensiva neonatale. Dal 2016 è stata componente della VIII Commissione permanente Agricoltura, Montagna, Foreste e Parchi del Consiglio regionale della Lombardia.

STEFANO BOLOGNINI, assessore alle Politiche sociali, abitative e disabilità. Nato a Bergamo il 7 giugno 1975, impegnato in politica sin dai primi anni '90, è stato assessore alla Sicurezza, Polizia provinciale, Protezione civile, Prevenzione, Turismo della Provincia di Milano.

RICCARDO DE CORATO, assessore alla Sicurezza. Nato il primo novembre 1951 a Andria, diplomato in Ragioneria. Eletto al Senato per tre mandati, dal 1994 al 2006, è stato anche vice Sindaco di Milano dal 1997 al 2001, poi vice-presidente del Consiglio Comunale. Eletto consigliere regionale nel 2013, è stato membro delle Commissioni Affari istituzionali, Sanità e politiche sociali, Bilancio, Territorio e Infrastrutture, Antimafia, Situazione Carceraria e presidente del 'Comitato paritetico di controllo e valutazione'.

MARTINA CAMBIAGHI, assessore allo Sport e giovani. Nata il 27 agosto 1987 a Desio, laureata in biotecnologie all'Università di Milano Bicocca, si è occupata di controlli di qualità farmaceutici per un importante multinazionale. Istruttrice di nuoto, svolge anche attività agonistica.

ALESSANDRO MATTINZOLI, assessore allo Sviluppo economico. Nato il 30 agosto 1959 a Desenzano del Garda, imprenditore nel settore turistico e della ristorazione. E' sindaco di Sirmione e vice presidente della provincia di Brescia.

PIETRO FORONI, assessore ai Territorio e Protezione Civile. Nato il 23 luglio 1975 a Codogno, laureato in Giurisprudenza all'Università di Pavia, è iscritto all'Albo degli Avvocati del Foro di Lodi. Già presidente della Provincia di Lodi e in precedenza sindaco di Maleo, è stato eletto in Consiglio regionale nel 2013. Ha ricoperto l'incarico di presidente della Commissione Attività produttive e occupazione.

LARA MAGONI, assessore al Turismo, marketing territoriale e moda. Nata il 29 gennaio 1969 a Alzano Lombardo in provincia di Bergamo, campionessa e Nazionale di sci, ha partecipato a cinque mondiali e a tre Olimpiadi. Testimonial dell'UNICEF è maestra e allenatrice di sci alpino con specializzazione nell'insegnamento dello sci nella disabilità. Eletta In Consiglio regionale nel 2013, è stata vice presidente della IV Commissione permanente - Attività produttive e occupazione.

GIULIO GALLERA, assessore al Welfare. Nato a Milano il 28 aprile 1969. Laureato in Giurisprudenza presso l'Università degli Studi di Milano è iscritto all'Albo degli Avvocati di Milano. Già assessore comunale a Palazzo Marino, dal 2012 è consigliere regionale e poi Presidente della Commissione Speciale per il Riordino delle Autonomie Locali di Regione Lombardia. Nel 2014 sottosegretario alla Presidenza di Regione Lombardia con delega ai Rapporti con la città Metropolitana e al Coordinamento dei Progetti Speciali Afferenti allo stesso territorio, da ottobre 2015 è stato assessore regionale al Reddito di Autonomia e Inclusione Sociale e nel 2016 assessore regionale al Welfare.

SOTTOSEGRETARI ALLA PRESIDENZA:

FABIO ALTITONANTE, con delega a Rigenerazione e sviluppo area Expo. Nato l'11 ottobre 1974 a Teramo, è laureato in Ingegneria gestionale al Politecnico di Milano. Libero professionista, esperto in Certificazione Qualità, energetica e aziendale, nel 2013 è eletto consigliere regionale della Lombardia ed è stato componente delle Commissioni Territorio e Infrastrutture, Sanità e Politiche sociale e Ambiente e protezione civile. In precedenza ha ricoperto l'incarico di assessore al Territorio, Infrastrutture, Casa e Acqua pubblica della Provincia di Milano ed è stato consigliere comunale a Milano.

FABRIZIO TURBA, con delega ai Rapporti con il Consiglio regionale. Nato il 2 ottobre 1970 a Erba. Perito Industriale con specializzazione elettronica, imprenditore. E' sindaco di Canzo (Co) dal 2009. Dal 2004, per cinque anni è stato assessore della Comunità montana del Triangolo Lariano. Consigliere comunale dal 1995 a Canzo.

ALAN CHRISTIAN RIZZI, con delega a Rapporti con le delegazioni internazionali. Nato il 30 aprile 1973 a Londra, iscritto all'albo dei giornalisti della Lombardia dal 2001. E' stato consigliere comunale a Milano dal 1997 fino al 2011 e ha ricoperto la carica di assessore allo sport e al tempo libero dal marzo 2009 a giugno 2011. Più recentemente ha ricoperto l'incarico di assessore allo Sport al comune di Legnano.

ANTONIO ROSSI, con delega ai Grandi eventi sportivi. Nato il 19 dicembre 1968 a Lecco. Pluricampione olimpico, ha iniziato a fare canoa nel 1983. Nel 2004 è stato nominato 'Ambasciatore Nazionale dello Sport'. Nel 2005 è eletto membro della Giunta Nazionale del CONI, nel 2008 è stato portabandiera italiano alle Olimpiadi di Pechino. Nel 2009 è nominato assessore allo Sport della Provincia di Lecco e dal 2013 è stato assessore allo Sport e alle Politiche per i Giovani della Regione.

Regione Lombardia, passaggio di consegne tra Maroni e Fontana. Bobo: "Niente campanella come fece Formigoni con me, noi varesini gente concreta". Il neogovernatore: "Giovedì la giunta, subito al lavoro" (VIDEO)

Dopo la proclamazione di ieri della Corte d'Appello di Milano, ecco il passaggio del testimone dalle mani dell'ormai ex presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni. Inizia così a tutti gli effetti l'era del nuovo governatore lombardo Attilio Fontana. Oggi nel palazzo dell'amministrazione regionale una cerimonia sobria con poche parole e un brindisi tra i due, che hanno in comune quasi tutto (entrambi leghisti, varesini, avvocati, milanisti), ma che presentano anche caratteristiche differenti, per certi versi opposte. Queste ultime probabilmente si vedranno presto. Le interviste - (VIDEO-VIDEO)


Attilio Fontana è ufficialmente il nuovo presidente della Regione Lombardia. Dopo la proclamazione di ieri, della Corte d’Appello di Milano, stamattina a Palazzo Lombardia si è tenuto il passaggio di consegne tra l’ormai ex governatore Roberto Maroni e lo stesso Fontana. Un passaggio di consegne tutto in casa Lega. Nel frattempo continuano febbrili le consultazioni all’interno e tra i partiti della coalizione di centrodestra per definire la Giunta. Gli assessori saranno 16, così suddivisi: 7 della Lega, 5 di Forza Italia, 2 di Fratelli d’Italia ed uno a testa per la Lista Fontana e i centristi di Noi con l’Italia. Le donne saranno 5: due del Carroccio, altrettante di Forza Italia e la quinta di FdI. 

Nella Sala Biagi del grattacielo sede della Giunta, il governatore uscente ha consegnato a quello nuovo "non la campanella che mi diede Formigoni - ha sottolineato Maroni - ma un focus del nostro piano regionale di sviluppo, noi di Varese siamo gente concreta". Priorità per entrambi, completare il processo di autonomia avviato col governo dopo il referendum del 22 ottobre. Di Fontana, Maroni ha detto che "è un ragazzo capace, è un varesino come me, è un avvocato come me ed è milanista come me, meglio di così...". "È un onore e un piacere - gli ha risposto il nuovo presidente della Regione - ricevere il testimone da parte di Maroni, un amico ultra-quarantennale, eravamo ragazzi quando ci siamo conosciuti. So anche di raccogliere il testimone da chi ha lavorato bene in questi cinque anni, mi rende il lavoro più facile".

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Fontana ha spiegato poi che la Giunta sarà presentata "giovedì pomeriggio". "Comunicherò i nominativi della Giunta quando sarà completata. Per rispetto nei confronti di tutti gli alleati, non anticipo nessun nome. L'unico certo sono io", ha chiarito il governatore. (Fonte: ilgiorno.it)

C'era una volta "Roma ladrona"... Ora Salvini vuole più poteri per Roma Capitale. La Raggi gradisce: "Idea condivisibile" (VIDEO)

"Ho letto le dichiarazioni di Salvini che mi sembra che si concentrino molto sull'attribuire, finalmente, più poteri a Roma Capitale. E ciò è condivisibile". Lo ha detto la sindaca di Roma, Virginia Raggi, commentando le dichiarazioni del leader della Lega che in un'intervista al Messaggero sottolinea come "in un sistema federalista ma anche di tipo presidenzialistico il rafforzamento di Roma è essenziale: se i territori contano di più anche lo status della Capitale deve cambiare". Salvini però si è spinto oltre immaginando persino una delocalizzazione a sud di alcuni ministeri, "per esempio quello delle Infrastrutture potrebbe andare a Napoli o a Bari". Su questa ipotesi però la prima cittadina romana non si è espressa

Governo, Salvini guarda ai 5 Stelle: "Esclusa una collaborazione col Pd, tutto il resto è possibile". Ma Berlusconi non ci sta: "Aprire la porta al M5S? Sì per cacciarli..." (VIDEO)

Il leader della Lega alla Stampa estera: "Lavoro per portare al Colle programma 10 anni. Escludo aumento dell'Iva, la clausola non esiste. Non ho la smania di fare il premier". Ma l'apertura al Movimento 5 Stelle apre una nuova frattura con l'alleato - (VIDEO)


Dialogo con tutti ma non con il Pd e accordi di governo solo per la coalizione, non la sola Lega. E' la posizione di Matteo Salvini che ha parlato alla Stampa Estera sul dopo voto. "Sento forte - ha detto il leader della Lega - il dovere di tener fede al mandato di 12 milioni che hanno scelto il centrodestra e di quasi 6 milioni che hanno scelto la Lega: stiamo lavorando per dare un governo a questo Paese con un programma di centrodestra aperto ad arricchimenti, contributi e proposte ma non stravolgimenti. Sarebbe irrispettoso coinvolgere chi ha perso le elezioni e quindi no a qualsiasi governo che abbia al centro Gentiloni, Boschi, Minniti". "Lavoriamo - ha detto ancora il leader della Lega - per un governo con una solida maggioranza politica, non recuperando questo o quel transfuga. Stiamo lavorando a un programma da offrire al Parlamento e a tutti gli altri. Non ho la smania di fare il presidente del Consiglio a tutti i costi: farò tutto quello che è umanamente e democraticamente possibile per rispettare il mandato degli elettori. Non sono disponibile a partecipare a un governo a ogni costo per fare il ministro per qualche mese".

"C'è l'accordo che l'indicazione che verrà fatta al presidente della Repubblica, se e quando verremo convocati, sarà quella di premier per Matteo Salvini come coalizione vincente delle elezioni e l'impegno sarà quello di lavorare per trovare i numeri perchè il governo esista; ma lo faremo come squadra, non come singoli, ma questa è l'ultima cosa che mi interessa, non rivendico la presidenza del consiglio è l'ultima mia preoccupazione".

Intanto da Silvio Berlusconi arriva uno stop a M5s. "Ho aperto la porta per cacciarli via", replica  Berlusconi arrivando alla Camera per l'assemblea dei gruppi a chi gli chiede se avesse aperto all'ipotesi di un governo con i Cinque Stelle.

"Gli organismi di garanzia - ha detto ancora Salvini - sono slegati dai programmi di governo. Per il governo stiamo lavorando a un programma comune di centrodestra e poi quando saremo chiamati dal Quirinale ci sarà una proposta di tutto il centrodestra. Se altri si avvicinassero ne riparleremmo come coalizione, non come singolo". Potrebbe fare accordi di governo della Lega e non di tutto il centrodestra con altri partiti? "No", risponde Salvini.

Tra lei e Di Maio c'è una contesa sui ruoli? "Non mi interessa chi vince: abbiamo un programma e chiunque venga al governo con noi deve impegnarsi a cancellare la legge Fornero, a ridurre le tasse al 15%, a rendere l'Italia più federale e meno burocratica. Se ci sono altri suggerimenti a partire da questo presupposto siamo ben contenti di accoglierli. Sui nomi e sui ruoli non ci sono pregiudizi di partenza, mi interessa il progetto: se c'è condivisione di progetto ragioniamo".

"Lavoriamo per portare al presidente della Repubblica e al Parlamento un programma che duri 10 anni perché la nostra ambizione è portare fuori il Paese dalle sabbie mobili, a partire da lavoro", flat tax, cancellazione della legge Fornero e quindi pensione, stabilizzazione del lavoro e quindi l'opposto della precarizzazione imposta da Bruxelles".

 "Vedo che qualche commissario dice che si deve non cambiare la politica immigrazione: un nuovo governo con Lega ovviamente cambierà le politiche sull'immigrazione", ha detto ancora Salvini.

"Per quanto riguarda le presidenze delle Camere mi faccio carico del mandato del centrodestra di contattare tutti i leader di partito per capire desideri e esigenze e poi attenderemo le scelte del presidente della Repubblica, confidando che l'Italia abbia il prima possibile un governo in piena carica e non vorremo che a Bruxelles, anzi a Berlino abbia già preparato le politiche economiche per i prossimi 7 anni. Vogliamo un'Italia da protagonista". 

 "All'interno delle politiche fiscali escludiamo qualsiasi elemento di tasse o accise, la clausola di salvaguardia per l'aumento dell'Iva per noi non esiste. Anzi, nel primo consiglio dei ministri cancelleremo le sette più antiche accise che gravano sull'economia italiana, la più vecchia risale alla guerra di Etiopia sulla benzina". 

"Sono contrario al modello occidentale - ha detto ancora - di esportazione della democrazia forzosa a suon di bombe, sono rispettoso delle scelte dei popoli. Condivido la scelta di Trump su Gerusalemme capitale di Israele. Senza scegliere l'una o l'altra parte, conto si possa arrivare in fondo al processo di pace ma tutti quelli che mettono in discussione l'esistenza dello Stato di Israele non vogliono la pace e quindi questo è uno dei cardini della nostra politica estera".

"Domani sarò in Emilia, Veneto, Trentino, sabato in Calabria, domenica in Friuli, lunedì nel Lazio. Il ringraziamento degli elettori e la risposta alla domanda di cambiamento che ci è stata data ricomincia già da domani".

"Qualcuno mi ha fatto l'onore di fare il mio nome per la presidenza del Senato - ha detto ancora Salvini - mi riempie di gioia ma voi mi vedete come presidente del Senato?". "Ho già in programma una decina di comizi ma come presidente del senato sarebbe complicato..Sono onorato ma voglio fare altro, la risposta è 'no', nemmeno mia mamma ci avrebbe mai pensato, non è quello per cui mi sono impegnato e per cui mi hanno votato". (Fonte: Ansa)

Salvini: "Non governerò mai con Renzi. Vogliamo fare il contrario di quello che ha fatto lui" (VIDEO)

"Spero di avere l'onore di guidare il mio Paese stando al nostro programma, senza annacquare i programmi, senza fare inciuci. Abbiamo ottenuto i voti per mandare a casa Renzi e quindi mai nella vita governerò con Renzi visto che vogliamo fare il contrario di quello che ha fatto lui". Lo ha detto a Strasburgo il leader della Lega, Matteo Salvini nella sua ultima conferenza stampa da eurodeputato, in quanto dimessosi a seguito della sua elezione nel Parlamento italiano - (VIDEO)


Salvini, ha detto che non si rivolgerà ai partiti per trovare la maggioranza per il nuovo governo che propone, ma direttamente al Parlamento, e che proporrà un programma di legislatura per cinque anni con un impegno, che l'eventuale maggioranza dovrà sottoscrivere, a realizzare nel primo anno l'abolizione della Legge Fornero, la riduzione dell'aliquota fiscale al 15%, il controllo del fenomeno migratorio con l'espulsione di tutti i migranti economici (come propone, ha ricordato, anche il presidente francese Manuel Macron, campione di europeismo) e lasciando in Italia solo i rifugiati, che hanno diritto a restarvi. "Più del rapporto Deficit/Pil del 3% - ha concluso - che se possiamo rispettare bene, se siamo in grado di dover ignorare per fare il bene della nostra gente lo faremo senza particolare preoccupazione, più che ai numeri e allo spread noi guardiamo ai bimbi che nascono e il mio obiettivo è che l'Italia torni a scommettere sul futuro e torni a far nascere dei bambini".

Salvini: "Scalfari preferisce Di Maio a me? Grazie a Dio!" (VIDEO)

Polemico e ironico il segretario della Lega, Matteo Salvini, durante il suo intervento alla scuola di formazione politica della Lega sui commentatori di sinistra e in particolare sulla preferenza espressa da Eugenio Scalfari per Luigi Di Maio rispetto a lui per la guida del nuovo governo

Salvini apre al Pd e chiude ai 5 Stelle: "O governo politico o si torni al voto". E promette una manovra con meno tasse

Il segretario della Lega, Matteo Salvini, candidato premier in pectore del del centrodestra è intervenuto a Milano, al Palazzo delle Stelline, alla prima riunione dei neoeletti parlamentari del suo partito. E in una certa misura sorprende...


"O il governo può governare o la parola torna agli italiani". Lo ha detto il leader della Lega, Matteo Salvini, a margine dell’incontro con i parlamentari neoeletti, a Milano. "Credo poco ai governi tecnici e governi a tempo per fare una o due riforme" ha aggiunto Salvini, sottolineando che comunque "una legge che preveda il premio di maggioranza la farei domani mattina. Qualcuno non ha voluto il premio di coalizione".

"Nel Pd spero siano a disposizione per dare una via d’uscita al Paese, a prescindere da chi uscirà dalle primarie" ha detto il segretario della Lega. "Se tutti dicono che al centro c’è il lavoro, su questo - ha assicurato - noi abbiamo una proposta concreta e realizzabile". Al tempo stesso ha escluso un accordo con il Movimento 5 Stelle, da cui lo separa il tema del reddito di cittadinanza: "Ho ben chiaro cosa proporremo noi, sicuramente non il reddito per chi sta a casa. Reddito è per chi crea e offre lavoro noi non siamo per l'assistenza ma per la crescita".

Il segretario del Carroccio ha annunciato una manovra "alternativa", con "meno tasse".

"Stiamo lavorando. Entro aprile, qualunque sia il governo, c'è una manovra economica da preparare" ha risposto Salvini a chi gli domandava su quali punti programmatici ritiene di voler chiedere sostegno."Leggo che Bruxelles vuole nuove tasse, noi presenteremo - ha spiegato - una manovra alternativa fondata sul contrario: meno tasse. E a Bruxelles saranno contenti perché tutti sono contenti se l'Italia cresce"."Io dialogo con tutti - ha poi sottolineato - mi hanno chiesto di dialogare con tutti e dialogo con tutti: poi c'è un programma scelto dagli italiani quindi più che dialogare con Salvini bisognerà scegliere l'idea d'Italia".

E a chi gli chiedeva se si tornerà a votare nel caso non si riuscisse a formare un governo, il leader leghista ha risposto: "Una cosa alla volta. Sicuramente non si fanno pastrocchi".

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