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Fuga di notizie sull'attentato di Manchester: Londra furiosa con gli americani. Theresa May pronta a "ribaltare" Trump

Nel mirino dei britannici, afferma la Bbc, i media Usa e la stessa amministrazione di Washington. Il New York Times ha pubblicato fotografie che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco. Diffuso anche il nome dell'attentatore che Downing Street avrebbe voluto mantenere riservata. La prima ministra annuncia rimostranze al presidente statunitense che incontrerà a Bruxelles per il vertice Nato - (VIDEO)


La polizia che indaga l'attentato alla Manchester Arena ha smesso di condividere le informazioni con gli Stati Uniti dopo la pubblicazione dei leak sull'inchiesta da parte della stampa statunitense. Lo riferisce la Bbc, spiegando che la polizia del Greater Manchester spera di riprendere presto le normali relazioni di intelligence, ma è attualmente "furiosa" per le fotografie pubblicate dal 'New York Times' che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco.

I media americani hanno anche diffuso il nome dell'attentatore, nome che Londra avrebbe voluto mantenere riservato. La premier britannica Theresa May dovrebbe sollevare la questione con Donald Trump che incontrerà a Bruxelles per il vertice della Nato.

La premier Theresa May "metterà in chiaro" con il presidente Trump che le informazioni condivise tra le intelligence dei due Paesi "devono rimanere riservate". Al termine di una riunione del gabinetto di emergenza, la May ha annunciato che esprimerà al presidente Usa la posizione di Londra nel corso del vertice Nato di Bruxelles. Prima della partenza letteralmente ha detto: "Chiarirò al presidente Trump che le informazioni di intelligence condivise tra le nostre autorità devono restare al sicuro".

Inoltre, ha detto la premier, il livello di allarme terrorismo nel Regno Unito rimane "critico", a indicare che un attacco è ritenuto probabile o "imminente". May ha anche riferito che altri mille militari sono stati dispiegati in tutto il Paese per assistere la polizia.

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Siria, Stefano Maullu al Comizio: "Vi spiego perché gli americani sbagliano. E' un Paese laico con un parlamento eletto che va preservato da fondamentalismo e terrorismo"

La nostra ampia intervista all'eurodeputato di Forza Italia sui temi caldi della politica internazionale: dalla crisi mediorientale ai rapporti Usa-Russia, dalla Turchia di Erdogan al ruolo dell'Europa, dalle elezioni in Francia e Gran Bretagna all'immigrazione e il grande progetto necessario per il Mediterraneo - (VIDEO)

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Siria, i populisti mollano Trump: Salvini parla di "regalo all'Isis", Marine Le Pen "stupita". CasaPound: "Donald si è sottomesso ai centri di potere. Tradite le speranze degli americani"

I rappresentanti di quel fronte che guardava con una certa simpatia al tycoon di New York divenuto presidente, così come plaudivano alle posizioni internazionali della Russia di Putin sono rimasti spiazzati dalla decisione di Washington di attaccare Assad dopo il controverso attacco chimico attribuito al governo di Damasco nei giorni scorsi. Da Matteo Salvini a Marin Le Pen fino a Simone di Stefano il coro è di condanna: "Scelta sbagliata che aiuta il terrorismo"


"Missili Usa sulla Siria pessima idea e regalo all’Isis. Forse per i problemi interni, forse mal consigliato dai guerrafondai che stanno ancora cercando le armi chimiche di Saddam Hussein, Trump in Siria fa la scelta più sbagliata e riapre una guerra contro il terrorismo islamico che era già stata vinta. Forse qualcuno a Washington vuole ripetere i disastri dell’Iraq, della Libia e delle primavere arabe con tutte le devastanti conseguenze per Italia e Europa?". Queste le parole di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che esprime la sua posizione sull'attacco lanciato la notte scorsa dagli Stati Uniti alla Siria di Bashar Al Assad. Salvini dunque tra i due suoi "idoli" in politica estera sceglie da che parte stare: con Vladimir Putin e contro Donald Trump.

La posizione di Salvini, fa eco a quella di Marine Le Pen, leader del Front National e aspirante presidente francese, che si è detta "stupita" per mossa di Trump. "Prima di operare dei bombardamenti in Siria occorreva attendere i risultati di un’inchiesta internazionale. Sono sorpresa da questa reazione", ha affermato in un'intervista alla televisione transalpina France 2 per poi aggiungere: "Ciò che è accaduto in Siria è spaventoso e lo condanno. Ma serve prima di tutto un’inchiesta internazionale". 

Sul'blitz missilistico Usa è intervenuto anche Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia che ha detto: "Le speranze che il popolo americano aveva riposto in Donald Trump e le giustissime motivazioni per cui era stato votato oggi sono state tradite. L'attacco di stanotte alla Siria, segna la sua sottomissione ai centri di potere che hanno confezionato ad arte la bufala dell'attacco coi gas".

Trump attacca la Siria. La condanna di Putin: "Aggressione contro uno Stato sovrano. Danni significativi alle relazioni Usa-Russia"

Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico colpendo la base aerea di Shayrat, nella provincia occidentale di Homs, con circa 60 missili cruise. Il bilancio sarebbe di cinque morti e 7 feriti. Dura la reazione di Mosca: "Azione compiuta con un pretesto inventato". Damasco indignata: "Violate tutte le leggi e le convenzioni internazionali. Così l'America si allea coi terroristi". Pollice verso dall'Iran, plaude invece all'atto di guerra di Washington l'Arabia Saudita - (VIDEO)


Sull'azione americana in Siria arriva una dura risposta dal Cremlino, che condanna l'attacco definendolo "un'aggressione contro una nazione sovrana". L'attacco è stato sferrato sulla base di "un pretesto inventato", prosegue Mosca, per cui l'esercito siriano non dispone di armi chimiche. Quanto accaduto, aggiunge, arrecherà "danni significativi alle relazioni Usa-Russia" e crea "un serio ostacolo" alla costituzione di una coalizione internazionale per sconfiggere l'Is. Il presidente russo Vladimir Putin, prosegue il Cremlino, considera l'attacco un tentativo di sviare l'attenzione del mondo dalle vittime civili in Iraq dove una serie di raid della coalizione ha provocato la morte di almeno 150 persone a Mosul il mese scorso.

Gli Stati Uniti hanno fornito versioni contrastanti sull'avvenuta comunicazione preventiva a Mosca dell'attacco alla base aerea in Siria. Secondo il segretario di Stato Rex Tillerson, questa comunicazione non c'è stata. "Non ci sono state discussioni o contatti precedenti, né ce ne sono stati con Mosca da quando è stato sferrato l'attacco", ha dichiarato parlando con i giornalisti. Il Pentagono invece ha sostenuto che la Russia è stata allertata in anticipo, attraverso canali militari. Secondo il portavoce Jeff Davis, la Russia è stata avvertita nel corso di "plurime conversazioni" ieri, per il tramite del canale di comunicazione con la base di Latakia usato per evitare scontri a fuoco o collisioni tra i velivoli americani ed alleati da una parte e russi dall'altra. "Ci sono russi alla base ed abbiamo adottato precauzioni straordinarie per non colpire l'area in cui si trovano".

A condannare l’attacco americano, oltre alla Russia, è anche l ’Iran. “È un’azione unilaterale è pericolosa, distruttiva e viola i principi del diritto internazionale”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Bahram Ghasemi, sottolineando che a suo modo di vedere “queste misure rafforzeranno i terroristi in Siria e complicheranno la situazione in Siria e nella regione”. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, invece ha invitato “le parti a mantenere la calma e ad evitare l’escalation delle tensioni”. Plaude ai missili americani contro Assad, invece, l’Arabia Saudita (nella foto sotto una visita di Barack Obama con signora alla corte di Riad) che definisce la “decisione coraggiosa” come la giusta risposta ai “crimini del regime contro il suo popolo alla luce del fallimento della comunità internazionali di porvi fine”.

La tv di Stato di Damasco ha definito l'attacco un'"aggressione". "Aggressione americana contro obiettivi militari siriani con diversi missili", ha titolato l'emittente dopo l'annuncio dell'intervento militare.

"Non mi aspetto alcuna escalation militare", ha poi dichiarato il ministro siriano dell'Informazione, Mohammad Ramez Tourjman, rispondendo a una domanda sulla possibilità di una risposta russa all'attacco lanciato dagli Usa.Nel corso di un'intervista telefonica alla tv di Stato siriana, Tourjman si è detto convinto che il raid statunitense sia stato "limitato nel tempo e nello spazio" e ha detto che era "previsto". L'attacco contro la base aerea siriana di Shayrat rende gli Stati Uniti "alleati" di gruppi terroristici come il sedicente Stato islamico (Is). Questa la posizione delle forze armate di Damasco in un comunicato letto da un portavoce davanti alle telecamere della tv di Stato siriana.

Secondo il portavoce, il tentativo degli Usa di "giustificare questa aggressione", sostenendo che si tratta di una risposta al raid con armi chimiche dell'esercito siriano senza che ancora siano stati accertati i responsabili, "invia messaggi sbagliati alle organizzazioni terroristiche che potrebbe incoraggiarle ulteriormente a usare armi chimiche in futuro ogni volta che subiranno gravi perdite sul campo di battaglia". L'attacco, ha concluso il portavoce, rappresenta una "violazione di tutte le leggi e le convenzioni internazionali e mira a ridurre le capacità dell'esercito siriano nella sua lotta contro il terrorismo".

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Salvini a tutto campo: i trasporti milanesi, Maroni, il centrodestra, Trump, la Brexit e il Made in Italy. E che parole per Renzi...

La Lega Nord si schiera contro l'ingresso di Ferrovie dello Stato nell'Atm, apertura verso Trenord. L'intervista al leader che utilizza i consueti toni forti sui principali temi della politica lombarda, italiana e internazionale - (VIDEO)


Matteo Salvini, dopo l’ingresso di Fs nella società M5, che gestisce la linea lilla della metropolitana di Milano, vede il rischio di uno “spezzatino” di Atm, gestore dei trasporti pubblici milanesi. “Noi difendiamo migliaia di posti di lavoro a rischio di tranvieri milanese. Atm funziona, se ci mette lo zampino lo Stato e inizia a spezzettare l’azienda è la fine. Già il Comune deve garantire soldi perché ci sono in giro autobus euro 2 e euro 3 che inquinano. È una eccellenza milanese, rimanga tale senza che Sala svenda pezzi di azienda e metta a rischio oltre 2.000 posti di lavoro” ha detto dopo l’insediamento del nuovo Cda di Atm.

Quanto agli attriti tra il sindaco di Milano Giuseppe Sala e l’ex presidente di Atm Bruno Rota il leader leghista ha aggiunto ha aggiunto: “Se la cantano e se la suonano il Pd milanese e Sala in particolare. Quelli che andavano bene ieri ora non vanno più bene. Non vorremmo che ci fosse alla vista lo smantellamento e la vendita di rami di azienda. I nuovi vertici vediamoli alla prova, noi non diamo pregiudizi, vediamo cosa vogliono fare. Chi svende pezzi di città allo Stato non è amico della Lega, di Atm né dei milanesi”.

Salvini ha però previsto che è diverso ipotizzare una fusione tra Atm e Trenord, joint venture paritetica Fs-Regione Lombardia, che gestisce il servizio ferroviario regionale. “La posizione della Lega è chiara: un conto è Trenord che è un’altra istituzione lombarda ed è patrimonio dei lombardi. Quando lo Stato mette piede a Milano di solito lo fa per portare via, non per portare qualcosa, quindi la posizione della Lega, dal Comune, alla Regione, al livello nazionale è ‘giù le mani da Atm e dai lavoratori di Atm'”‘ha concluso.

Matteo Salvini ha detto la sua anche in merito all'ipotesi di dare la disponibilita' del Pirellone per ospitare la sede dell'Agenzia europea del farmaco, come garantito dal governatore lombardo, Roberto Maroni. "Noi non siamo una caserma come i 5 Stelle, dove se tu non la pensi come Grillo vieni sbattuto fuori, ci sono sensibilita' diverse", ha affermato il segretario federale della Lega Nord, con riferimento alla contrarieta' espressa dal gruppo del Carroccio alla decisione di Maroni. "Poi, il mio dovere come segretario e' di portare avanti la voce unica sia sulle tematiche europee che su quelle cittadine", ha continuato, evocando indirettamente la 'spaccatura' in Consiglio regionale lombardo di martedi' sera, quando il governatore ha votato a favore della risoluzione europea mentre il gruppo della Lega e' uscito dall'aula. "Avere un'agenzia europea che riporti lavoro e investimento a Milano sarebbe eccezionale, c'e' un'area che aspetta solo di essere popolata, come quella del post Expo - ha sostenuto -: la riempiamo di contenuti e di posti di lavoro". Quindi e' contrario all'ipotesi Pirellone? "Ho detto che c'e' un'area da valorizzare dove io porterei investimenti, aziende, istituti di ricerca, sedi universitarie, che e' la sede del dopo Expo - ha risposto - e quindi non spezzettiamo in giro per la citta' quello che vorremmo concentrare in una delle aree piu' attrattive di Europa, l'area del dopo Expo puo' diventarlo in tempi rapidi".

Usa, guardia uccide rapinatore in una banca: dichiarato "eroe". Il giudice: "Ha salvato la sua vita e quella di altri" (IMMAGINI FORTI)

Un uomo, incappucciato, pistola in pugno, entra nella filiale di un istituto di credito dell'Illinois e comincia a sparare in aria minacciando il personale. L'agente di sicurezza presente reagisce all'istante e colpisce ripetutamente con la sua arma il malintenzionato, che tenta la fuga ma stramazza al suolo privo di vita. Per la giustizia americana siamo di fronte ad un atto eroico e non ci sarà alcun processo. Giusto o sbagliato? Anche da noi, dopo il caso del Lodigiano il dibattito sulla legittima difesa è aperto - (VIDEO) 


Siamo Rockford, Illinois, Stati Uniti. Le immagini della telecamera interna sono nitide e sono molto forti nel mostrare il tentativo di rapina di una banca finito tragicamente. Il malvivente entra nella filiale dell'istituto, a volto coperto, pistola in pugno; una guardia presente non ci pensa due volte, estrae la pistola e apre il fuoco centrando subito il rapinatore che tenta di scappare ma viene colpito nuovamente, prima di crollare a terra privo di vita. 

Oltre all'esito impressionante della tentata rapina, il fatto, visto da questa parte dell'Oceano, porta con sé un altro aspetto sorprendente. L'agente, Brian Harrison, non andrà neppure a processo: negli Stati Uniti la legittima difesa è un diritto sacrosanto ed è interpretata, anche giuridicamente, in modo assai ampio. Il procuratore di Winnebago, Joe Bruscato, ha affermato: "Non ci sono dubbi sul fatto che Harrison abbia salvato la vita di chi lavorava in quella banca quel giorno, così come ha salvato la sua, di vita". L'agente è stato dichiarato "eroe".

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L'amministrazione Trump avverte la Corea del Nord: "La pazienza è finita, pronti all'intervento militare"

L'avviso per bocca del segretario di Stato americano Rex Tillerson in visita nella zona smilitarizzata tra le due Coree: L'approccio diplomatico degli ultimi vent'anni è fallito. Tutte le opzioni sono sul tavolo". Il messaggio alla Cina: "Applichi in modo completo le sanzioni dell'Onu in risposta ai test militari e missilistici di Pyongyang"


Fine della politica americana di "pazienza strategica" nei confronti della Corea del Nord. A decretarla è stata il segretato di Stato americano Rex Tillerson, che oggi ha visitato la zona smilitarizzata al confine tra le due Coree, dopo aver già sostenuto che "l'approccio diplomatico" perseguito con Pyongyang "negli ultimi vent'anni è fallito".

"La politica della pazienza strategica è finita - ha scandito il capo della diplomazia americana, in un punto stampa congiunto con il ministro degli Esteri sudcoreano Yun Byung-se -. Stiamo esplorando una nuova gamma di misure diplomatiche, di sicurezza ed economiche. Tutte le opzioni sono sul tavolo". Per gli Stati Uniti un'azione militare contro la Corea del Nord è "un'opzione sul tavolo", ha poi affermato Tillerson.

Rex Tillerson, Segretario di Stato Usa

Parlando con i giornalisti dopo aver visitato la zona demilitarizzata che divide le due Coree, il segretario di Stato americano, rispondendo ad una domanda sulla possibilità di un'azione militare, ha detto che "certamente noi non vogliamo che le cose arrivino ad un conflitto militare". "Se loro elevano la minaccia del loro programma di sviluppo di armamenti ad un livello che richiede l'azione, allora questa è un'opzione sul tavolo", ha poi aggiunto. Tillerson ha quindi rivolto un messaggio a Pechino, dove domani concluderà la sua missione asiatica, chiedendo che la Cina applichi in modo completo le sanzioni imposte dall'Onu in risposta ai test nucleari e missilistici della Corea del Nord. "Non credo che noi abbiamo raggiunto il massimo livello di azione possibile nell'ambito della risoluzione del Consiglio di Sicurezza con la piena partecipazione di tutti i Paesi", ha detto.

Anche il ministro degli Esteri sudcoreano Yun Byung ha suggerito che Seul potrebbe appoggiare questa linea. "Noi avremo molte possibilità strategiche a disposizione - ha detto - se consideriamo le pressioni diplomatiche come un edificio, la deterrenza militare è uno dei pilastri delle sue fondamenta. Noi intendiamo avere tutte le nazioni interessate a lavorare in modo più stretto del passato - ha concluso - per fare in modo che la Corea del Nord, sentendosi danneggiata dalle sue azioni sbagliate, cambi strategia".

Donald Trump, presidente Usa
Donald Trump, presidente degli Stati Uniti

Le dichiarazioni del ministro sudcoreano hanno colpito molti osservatori, che comunque hanno ricordato come presto Yu potrebbe non essere più alla guida della diplomazia sudcoreana. Tillerson è arrivato in Corea del Sud infatti pochi giorni dopo la destituzione della presidente Park Geun-hye, a seguito dell'impeachment per corruzione, e a meno di due mesi delle elezioni del 9 maggio che potrebbe portare ad un cambiamento della politica sudcoreana nei confronti di Pyongyang, che costituirebbe un problema per la nuova strategia dell'amministrazione Trump. I sondaggi infatti danno per favorito il candidato progressista Moon Jae-in, che promette di abbandonare la linea dura del governo conservatore di Park e tornare alla "sunshine policy", di apertura nei confronti del Nord, che era stata inaugurata da precedenti governi progressisti. Una politica che prevede, promette ancora il candidato, la ripresa dell'agenda di cooperazione economica, compresa la riapertura del complesso industriale comune che secondo l'ex presidente Park aiutava Pyongyang a pagare per il programma nucleare.

Corea del Nord parata militare
Una parata militare della Corea del Nord

Non solo. Moon ha anche suggerito che rivedrà la decisione del governo attuale di installare il sistema anti-missilistico americano, il Thaad, che ha provocato le proteste non solo nordcoreane ma anche, e soprattutto cinesi. La Cina ha anche imposto pesanti sanzioni a Seul, con il bando di diverse importazioni e lo stop dei gruppi di turisti, per convincerla a cambiare idea sul sistema missilistico. (Fonte: Adnkronos)

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