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updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

Trump parte col botto: "Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra"

Prima conferenza stampa del presidente eletto degli Stati Uniti. Elogio alla sua futura amministrazione: "Sarà una delle più brillanti di sempre"; Nuovi ringraziamenti a Fiat Chrysler e Ford per i loro annunciati investimenti negli Usa; Sulle polemiche per i rapporti con la Russia: "Non abbiamo debiti con loro. Se piaccio a Putin è una cosa positiva, spero di avere una buona relazione con lui"


"Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra". Lo ha detto il presidente eletto, Donald Trump, nel corso della sua prima conferenza stampa (dopo 168 giorni), dalla vittoria delle presidenziali, ricordando di aver incontrato in questo periodo tanti importanti industriali che "se non avessi vinto le elezioni, sarebbero andati a investire altrove".

Il presidente eletto, nella conferenza stampa in corso, è poi tornato a ringraziare la Fiat Chrysler e la Ford per i loro annunciati investimenti negli Stati Uniti. Trump ha auspicato che anche la General Motors segua il loro esempio.

Trump ha quindi ringraziato i giornalisti che non si sono prestati a diffondere le "notizie false" sul suo conto. E parla di notizie false "che forse sono state diffuse dalla stessa intelligence". Le sue parole giungono dopo che alcuni media hanno parlato di dossier dei russi su Trump. "Ho molta paura di germi e batteri". Così ha liquidato le rivelazioni sulle presunte pratiche sessuali delle quali sarebbe stato protagonista durante un suo soggiorno a Mosca. Le rivelazioni sono contenute in un dossier di intelligence pubblicato da BuzzFeed e la cui veridicità non è stata confermata.

"Non ho crediti, debiti o accordi con la Russia", ha detto il presidente americano ai cronisti. "Abbiamo pochissimi debiti e non sono in mano alla Russia", ha aggiunto. In precedenza aveva detto che "se a Putin piace Donald Trump è una cosa positiva, io spero di avere una buona relazione con lui". "Per quanto riguarda l'hacking penso siano stati i russi", ha quindi affermato, aggiungendo che vi sono stati però attacchi informatici anche "da altre persone e altri paesi". Il presidente americano eletto ha poi ribadito l'accusa al Comitato Nazionale Democratico di non essere stato in grado di difendersi dai cyberattacchi.

Ricordando di aver incontrato in questo periodo tanti importanti industriali che "se non avessi vinto le elezioni, sarebbero andati a investire altrove", Trump ha poi promesso: "Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra". "La mia amministrazione - ha continuato - sarà una delle più brillanti mai messe assieme da un presidente". Trump ha poi tessuto le lodi di Jeff Sessions che sarà "un grande ministro della Giustizia" e di Rex Tillerson "pragmatico e pronto all'azione" come futuro segretario di Stato.

E dopo gli annunci delle scorse settimane, il presidente Usa ha confermato alla stampa di voler cedere le attività di famiglia agli eredi per la durata del mandato: "Do ai miei figli il controllo dei miei affari".

(Fonte: Adnkronos)

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Barack Obama, un addio che chiama gli americani ad un maggior impegno

Il presidente uscente ha parlato di un paese profondamente diviso e ha invitato tutti gli americani a un impegno per compattarsi nel bene della nazione.


Probabilmente ultima uscita pubblica come presidente degli Stati Uniti, Barack Obama ha stretto mani, abbracciato le persone accorse per il suo discorso di addio e anche preso un neonato tra le braccia, con il grado di intimità e calore consentito dall'occhio vigile dei servizi segreti americani, presenti in gran numero e mescolati alla folla. Per l'ultima volta, i suoi sostenitori che lo avrebbero voluto "Altri quattro anni" alla Casa Bianca, purtroppo formula vietata dalla Costituzione, lo applaudono con forza facendogli capire quanto un presidente possa essere amato dalla sua base e diventarne una guida da cui è difficile separarsi.  Martedì scorso Obama ha sconsacrato la tradizione e ha deciso di pronunciare l'ultimo discorso da presidente degli Stati Uniti, non da Washington, ma da dove tutta la sua avventura aveva avuto inizio, la città di Chicago.

E 'stata l'occasione per discutere di come si presenta oggi l'Unione, di quali sono le problematiche politiche sul fronte interno e su quello estero, un classico protocollo anche se il pubblico non erano i membri del Congresso. La sconfitta del suo partito nelle elezioni per la presidenza  l'8 novembre, ha ovviamente complicato tutte le manovre politiche che si erano attivate per il futuro. Spesso criticato nelle ultime settimane per il modo in cui si era risentito del risultato del voto che gli elettori avevano espresso alle urne, Obama ha voluto parlare di un bilancio c generalmente positivo sul lavoro svolto, sia come protezione sociale che come politica estera, che vedono l'accordo con L'Iran e l'apertura dei trattati con Cuba. "L'America è migliore e più forte" rispetto agli inizi dei suoi due mandati, ha assicurato un presidente, cosciente anche del fatto che gran parte della sua eredità rischia di essere messa in discussione dalla prossima amministrazione.

Il presidente uscente ha anche dichiarato la sua convinzione che un popolo, come quello americano, non può dividersi ma deve restare unito, perchè questa è la sua forza, al contrario la divisione e la corrosione interna potranno solo distruggere tutto il gran lavoro svolto e le conquiste ottenute, sia in campo sociale che politico. Obama, invita il suo pubblico a superare il pensiero che i problemi dell'economia possano essere riassunti nella lotta tra "classe media bianca che lavora duro" e "le minoranze che non meritano nulla" (un ovvio richiamo a Trump), questo darebbe l'immagine di un paese profondamente diviso e senza stabilità. Nessuna lotta tra le classi sociali perchè questa diventa la prima minaccia contro una democrazia che ha visto molti progressi sociali negli ultimi 10 anni.  Ha anche ricordato che, alle minoranze etniche non si manifesta "trattamento sociale speciale", ma la parità di trattamento promesso dai nostri padri fondatori". 

Il presidente ha anche messo in guardia contro le "bolle di sapone" perpetrate sia "nei campus universitari sia nel flusso dei social network", dove si stigmatizzano stereotipi di pensiero verso gli immigrati, perchè questi pensieri erano gli stessi utilizzati in passato contro "gli irlandese, gli italiani e i polacchi". Proprio per ovviare alla "bolle di sapone de web" Obama lancia un chiaro monito:"Se sei stanco di parlareai bisogno  con gli sconosciuti su Internet, cerca di parlare con qualcuno nella vita reale. Se hai bisogno di qualcosa, di essere riabilitato, indossa un paio di scarpe ed esci, solo così potrai orgnizzarti con le persone intorno a te. Se sei deluso raduna delle persone intorno a te, acquista un notebook e raccogli delle firme per presentarti alle prossime elezioni. Mostrati, fatti notare, cammina sull'acqua, sii perseverante, solo così a volte si vince a volte si perde. 

Obama ha completato il suo discorso con due soli termini "Yes we did ! (si abbiamo fatto) che fa eco all'ormai nostalgico "yes we can !".  Un presidente che chiede ai suoi di mobilitarsi per ripresentare un nuovo cambiamento e si commuove durante l'omaggio al suo grande mentore la moglie Michelle.

Il presidente visibilmente commosso conclude dicendo: "Io vi chiedo di mantenere salda la fede scritta nei nostri documenti fondanti;  quell'idea sussurrata dagli schiavi e dagli abolizionisti; quello spirito che accomunava gli immigrati, i coloni e coloro che hanno marciato per la giustizia; uno spirito riaffermato da coloro che hanno piantato le nostre bandiere, dai campi di battaglia stranieri alla superficie della luna; io vi chiedo di lottare di lottare per un credo al centro di ogni storia americana in cui non è stato ancora scritto: 

Yes We Can. 

Yes We Did

Sì possiamo. 

Sì, abbiamo fatto.

Grazie. Dio ti benedica, possa  continuare a benedire gli Stati Uniti d'America". 

 

FONTE (leMonde)

 



 

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Titolare di un'armeria spara e uccide un rapinatore [VIDEO IMPRESSIONANTE]

America violenta: scene da Far West in Georgia. Commerciante spara, un malvivente freddato, l'altro messo in fuga. L'opinione pubblica si divide (GUARDA IL VIDEO)


Cobb County, vicino ad Atlanta, Georgia, Stati Uniti. Due uomini armati entrano nel negozio di pistole Dixie Gun&Pawn intenzionati a mettere a segno una rapina, in un modo o nell'altro. La coppia di malviventi però non aveva fatto i conti con la prontezza e la temerarietà del titolare, esperto tiratore, che non ci ha pensato su due volte e ha sparato contro i ladri, uccidendone uno sul colpo e mettendo in fuga l'altro. Nessun ferito tra il personale dello store. Il proprietario del locale, che in passato era stato completamente distrutto da un incendio, interrogato dalla polizia, è apparso molto scosso, ma ha ricevuto la solidarietà di clienti e amici che hanno sostenuto il suo pieno diritto alla difesa della propria incolumità come di quella dei colleghi e dei propri beni. La scena, ripresa dalle telecamere di sicurezza, è davvero impressionante. 

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