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updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

Prezzi e tariffe, stangata in arrivo: 842 euro in più a famiglia nel 2019

L'Osservatorio di Federcosumatori: "Rincari dovuti da un lato ad alcune scelte assunte nella manovra di bilancio, dall'altro al forte aumento dei costi energetici. Serve un intervento del governo per evitare di mettere ulteriormente in crisi i cittadini. E urgono provvedimenti su occupazione, sviluppo e crescita di cui non si vede traccia"


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"Il nuovo anno è iniziato da pochi giorni ma già si prospettano aumenti e rincari. La stangata di prezzi e tariffe per il 2019, per una famiglia media, sarà pari a 842,81 euro annui". E' quanto emerge dall'Onf, l'Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che ha effettuato delle previsioni relative agli aggravi che colpiranno le famiglie nel 2019.

"A determinare gli aumenti sono da un lato alcune scelte assunte nella manovra di bilancio, dall’altro il forte aumento dei costi energetici. Gli aumenti dei pedaggi autostradali - rileva l'associazione dei consumatori- risultano contenuti grazie all’accordo che prevede lo stop dei rincari (solo il 10% delle autostrade italiane non è interessato da tale accordo). Inoltre, gli aumenti relativi alle tariffe applicate dai professionisti subiscono una frenata in parte motivata dalla flat tax". I costi relativi a mutui e servizi bancari e assicurativi, sottolinea Federconsumatori, "risultano in crescita a causa dell’incremento della tassazione e dell’aumento dello spread. Tali aumenti avvengono in un contesto delicato, in cui si prospettano ulteriori tagli del reddito dovuti all’abolizione, operata in manovra, del tetto posto alle aliquote comunali e regionali".
 
Fattore, aggiunge Federconsumatori, "che contribuirà a impoverire ulteriormente le famiglie, che già oggi non dispongono delle risorse economiche sufficienti a sostenere aumenti di questa portata. Si rende pertanto necessario un intervento del Governo per fare in modo che le scelte assunte non si ripercuotano, come è facile prevedere, sui cittadini. Inoltre si rende improrogabile l’avvio di provvedimenti urgenti tesi a rilanciare l'occupazione e rimettere in moto l’intero sistema economico, attraverso investimenti per lo sviluppo e la crescita di cui, nella manovra, non si vede alcuna traccia".
 
(Fonte Adnkronos)
 
 

Fregature a quattro ruote: Italia al primo posto per i contachilometri taroccati. Da noi vendute metà delle auto contraffatte in Europa

Secondo uno studio del Parlamento Europeo, il giro di affari si aggira sui 9 miliardi di euro. Solo da noi il mercato ne vale 2: vendute circa la metà delle auto contraffatte in tutto il Vecchio Continente


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Una truffa a quattro ruote che non conosce età. È quella del contachilometri, manomesso dal rivenditore per piazzare un'auto usata ad un prezzo molto più alto. Vecchio e noto, questo raggiro sembra non risentire del passare degli anni, anzi. Secondo uno studio commissionato dal Parlamento Europeo, il giro di affari si aggira sui 9 miliardi di euro. Un mercato che vale 2 miliardi solo in Italia, dove vengono vendute circa la metà delle auto contraffatte in tutto il Vecchio Continente.

"Il consumatore ha poche armi per difendersi - spiega l'associazione di tutela dei consumatori Codici - perché il libretto dei tagliandi può essere contraffatto, ammesso che venga compilato dal proprietario, e la revisione, per cui è obbligatorio segnare i chilometri percorsi, è aggirabile in quanto la macchina spesso viene venduta prima dei quattro anni stabiliti dalla legge per la revisione obbligatoria. In caso di guasto, invece, c'è la riparazione in garanzia con cui il rivenditore disonesto può salvarsi. Una soluzione possibile - suggerisce l'associazione - è affidarsi ad un meccanico di fiducia per una verifica accurata dell'auto prima dell'acquisto. Un aiuto arriva però anche dalla tecnologia, anche se entra in gioco soltanto per gli ultimi modelli. Le funzioni vengono gestite da centraline elettroniche che possono essere controllate per conoscere i dai reali di una vettura.

Per quanto riguarda il futuro, invece, l'Unione Europea ha chiesto più controlli alle autorità nazionali e nuove misure antitruffa alle case automobilistiche". Il giro di vite auspicato dall'UE nasce dal fatto che i truffatori oggi non corrono particolari pericoli. L'eventuale condanna per un reato che rientra nel Codice Penale prevede la reclusione da 6 mesi a 3 anni ed una multa da 51 a 1.032 euro, ma difficilmente la vittima di un raggiro si avventurerebbe in un processo che potrebbe durare anni. Per i disonesti, quindi, meglio rischiare, considerando la possibilità di un guadagno importante. A chi è in cerca di un'auto usata non resta che controllare bene prima di fare l'acquisto, in attesa che autorità ed aziende adottino norme antitruffa più efficaci.

 

(Fonte: repubblica.it)

Benzina, gasolio e Gpl, nuovi rialzi. Automobilisti sempre più tartassati

Questa mattina tutti i maggiori marchi rispondono al rialzo deciso ieri da Eni. Stando alla consueta rilevazione di Staffetta Quotidiana, questa mattina IP e Italiana Petroli (ex TotalErg) hanno aumentato di un centesimo al litro i prezzi consigliati di benzina e gasolio e di due cent quelli del Gpl. Per Q8 e Tamoil registriamo un rialzo di un centesimo al litro su benzina e Gpl e di due cent sul diesel.

Le medie dei prezzi praticati comunicati dai gestori all'Osservatorio prezzi del ministero dello Sviluppo economico ed elaborati dalla Staffetta, rilevati alle 8 di ieri mattina su circa 14mila impianti, indicano: benzina self service a 1,656 euro/litro (+4 millesimi, pompe bianche 1,631), diesel a 1,536 euro/litro (+5, pompe bianche 1,515). Benzina servito a 1,769 euro/litro (+2, pompe bianche 1,673), diesel a 1,655 euro/litro (+4, pompe bianche 1,556). Gpl a 0,674 euro/litro (+1, pompe bianche 0,661), metano a 0,976 euro/kg (+3, pompe bianche 0,964).

(Fonte: Adnkronos)

Fisco, automobilisti tartassati. Le cifre del massacro del popolo motorizzato

Accise sui carburanti, Iva sulla manutenzione e riparazione/acquisto di ricambi, accessori e pneumatici, bollo, imposte sui parcheggi, multe, pedaggi autostradali. La Cgia di Mestre traccia un quadro devastante per le tasche di quella che tra le categorie (un po' tutti noi) più spremute d'Italia


Ammonta a 73 miliardi di euro il carico fiscale che incombe sui 42,8 milioni di autoveicoli presenti nel nostro Paese. Una cifra che secondo la Cgia relega gli automobilisti tra le categorie di contribuenti più tartassate d’Italia.

Solo per dare un’idea della dimensione del prelievo, si ricorda che il gettito derivante dalle imposte che gravano su tutti gli immobili presenti nel Paese ammonta a poco più di 40 miliardi di euro. E nonostante la pesantissima crisi che ha colpito fino a 3 anni fa tutto il settore dell’auto, tra il 2009 e il 2016 (ultimo dato disponibile pubblicato dall’Associazione Nazionale Filiera Industria Automobilistica) il gettito fiscale sugli autoveicoli è aumentato del 10,1 per cento (in termini assoluti pari a 6,7 miliardi di euro), mentre la crescita dell’inflazione è stata del 9 per cento.

“La voce che incide maggiormente sulle tasche degli automobilisti italiani – spiega il coordinatore dell’Ufficio studi della Cgia Paolo Zabeo – è quella delle imposte e delle accise sui carburanti. Ben 34,8 miliardi di euro, infatti, pari a poco meno della metà dei 73 miliardi complessivi, ci vengono prelevati nel momento in cui ci si reca a fare il pieno al nostro autoveicolo”.

Per ogni litro di gasolio per autotrazione che si acquista alla pompa, il 63 per cento circa del prezzo è riconducibile al peso del fisco. Per ogni litro di benzina, invece, l’incidenza sale al 66 per cento, rileva ancora la Cgia.

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Oltre alla tassazione sui carburanti, tra le voci fiscali che gravano maggiormente sui possessori di un autoveicolo segnaliamo l’Iva sulla manutenzione e riparazione/acquisto di ricambi, accessori e pneumatici. Nel 2016 questo prelievo ha pesato sulle tasche degli italiani per 10,2 miliardi di euro (pari al 14 per cento della spesa totale). L’Iva sull’acquisto degli autoveicoli, invece, è costata poco più di 7 miliardi di euro (9,8 per cento del totale), mentre il bollo auto ha assicurato alle casse delle Amministrazioni regionali 6,6 miliardi (9,1 per cento del totale). Le imposte sui parcheggi e sulle contravvenzioni hanno garantito un gettito di 5,6 miliardi (7,7 per cento del totale), quelle sui premi di assicurazione Rc auto quasi 3,9 miliardi di euro (5,3 per cento del totale). Sui pedaggi autostradali il fisco ha riscosso 2 miliardi, mentre l’imposta di trascrizione ha permesso alle amministrazioni provinciali di incassare 1,7 miliardi. Sui lubrificanti, infine, imposte e accise sono costate agli automobilisti 1 miliardo di euro.

"Va comunque sottolineato che l’aumento di gettito ascrivibile ad alcune voci - come l’Iva sull’acquisito dei mezzi, i pedaggi autostradali e l’Imposta provinciale di trascrizione – si è verificato negli ultimi anni a seguito della ripresa economica del mercato automobilistico che ha segnato, in merito alle nuove immatricolazioni, dei risultati molto importanti”, osserva il segretario della Cgia Renato Mason.

Ma i fari della Cgia sono puntati anche sull’elevato tasso di motorizzazione presente in Italia è in parte imputabile anche alla bassa qualità ed efficienza del trasporto pubblico urbano. Secondo una ricerca The European House-Ambrosetti, citata dalla Cgia, il sistema Paese potrebbe risparmiare fino a 12 miliardi di euro all’anno, attraverso una migliore organizzazione della mobilità nelle 14 città metropolitane del Paese.

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"In primo luogo come cittadini, perché il trasporto pubblico funziona poco e male ed è foriero di inefficienze; in secondo luogo come automobilisti, perché non avendo un sistema di pubblica mobilità dignitoso, siamo costretti a utilizzare il nostro automezzo, subendo, tra le altre cose, un carico fiscale spaventoso", afferma la Cgia.

In merito alla distribuzione territoriale degli autoveicoli presenti nel Paese, invece, le Regioni dove la concentrazione è più elevata sono anche quelle con il maggior numero di abitanti. Di conseguenza, "possiamo affermare con buona approssimazione che queste sono anche le realtà dove il gettito fiscale complessivo è più consistente che altrove", afferma la Cgia. La Lombardia presenta il più elevato numero di autoveicoli: nel 2016 (ultimo dato disponibile) ne circolavano oltre 6,7 milioni. Seguono il Lazio con poco più 4,1 milioni, la Campania con quasi 3,8 milioni, la Sicilia con 3,6 milioni e il Veneto con poco meno di 3,5 milioni. (Fonte: Adnkronos)

Tornano gli aumenti di benzina e diesel. Quanto ci costerà andare in macchina

Crescono le quotazioni dei prodotti petroliferi nel Mediterraneo e dopo 11 giorni di stabilità arrivano i rialzi: ecco i prezzi alla pompa dei principali gestori


Si rompe la tregua sulla rete carburanti italiana. Con le quotazioni dei prodotti petroliferi in Mediterraneo in decisa accelerazione, infatti, dopo 11 giorni consecutivi di calma assoluta arrivano i rialzi. In particolare, a muoversi sono oggi TotalErg (+0,5 su benzina e diesel), Q8 (+1 cent sui due prodotti) ed Esso (+1 cent per entrambi i carburanti).

Sul territorio, di conseguenza, prezzi praticati subito con tendenza alla crescita in attesa di osservare le prossime mosse delle compagnie. Nel dettaglio, in base all'elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all'Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,523 euro/litro, con i diversi marchi che vanno da 1,516 a 1,546 euro/litro (no-logo 1,498). Il prezzo medio praticato del diesel è pari a 1,381 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,376 a 1,400 euro/litro (no-logo a 1,354).

Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è di 1,652 euro/litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,621 a 1,741 euro/litro (no-logo a 1,528), mentre per il diesel la media è a 1,513 euro/litro, con i punti vendita delle compagnie da 1,484 a 1,612 euro/litro (no-logo a 1,384). Il Gpl, infine, va da 0,649 a 0,658 euro/litro (no-logo a 0,627).

(Fonte: Adnkronos)

Torna Ecopatente, per mettersi al volante con sicurezza e sensibilità ambientale. E risparmiando qualcosa...

Giunto all'ottava edizione il percorso formativo che si rivolge ai giovani e che punta a sensibilizzarli nei confronti della guida ecosostenibile e sicura e a un utilizzo consapevole delle nuove tecnologie presenti sulle vetture. La nostra intervista al responsabile Patrizio Vanessi - (VIDEO)


"Questo e' il terzo anno che Regione Lombardia collabora al progetto "Ecopatente" (qui il sito), un'iniziativa importante che supportiamo nella convinzione che un uso oculato e intelligente dei mezzi di trasporto privati, oltre a rendere le strade piu' sicure, puo' avere delle forti ricadute positive sull'impatto ambientale causato dai nostri autoveicoli". Cosi' l'assessore regionale all'Ambiente, Energia e Sviluppo sostenibile Claudia Terzi, durante il suo intervento alla conferenza stampa di presentazione dell'edizione 2017 di Ecopatente, svoltasi oggi a Palazzo Pirelli.

BINOMIO VINCENTE - "Prevenzione ed educazione rappresentano, anche in ambito ambientale, un binomio fondamentale. Il tema della sostenibilita', infatti, non e' piu' un tema di nicchia ma una realta' concreta anche nelle imprese che operano sul nostro territorio che merita di essere valorizzato e stimolato sia a livello pubblico sia privato".

IL PROGETTO - "In quest'ottica - ha proseguito la titolare lombarda all'Ambiente - il progetto Ecopatente riesce a tenere insieme il rispetto per l'ambiente e guida sicura, stimolando la sensibilita' su tematiche che sono di primario interesse. E' fondamentale far capire, soprattutto ai piu' giovani, come un atteggiamento moderato e sicuro alla guida, possa portare anche a benefici ambientali ed economici di notevole interesse".

ALCUNI NUMERI - Ecopatente, iniziativa gratuita nata nel 2009, sta prendendo sempre piu' piede. Dal 2009 ad oggi, gli Ecopatentati sono stati circa 72mila e oltre 2 mila i formatori delle autoscuole che hanno partecipato agli incontri di formazione Ecopatente realizzati su tutto il territorio nazionale. La scorsa edizione, dal punto di vista geografico, ha visto la maggiore concentrazione di Autoscuole aderenti al Nord, con il 46 per cento sul totale, e in Lombardia si registrano quasi 500 autoscuole, di cui 51 che hanno aderito nel 2016.

"Le classi che hanno partecipato ad Ecopatente 2016 - conclude l'assessore -s ono per il 74 per cento nel Nord Italia, con una maggiore concentrazione in Lombardia ed Emilia Romagna. Nell'ultima edizione, hanno aderito 600 classi di cui quasi 200 nella nostra Regione, registrando una maggior partecipazione nella provincia di Bergamo".

Benzina e diesel, salgono i prezzi: in arrivo la stangata di Pasqua? Automobilisti preoccupati

Ancora aumenti sulla rete carburanti italiana. Petrolio alle stelle dopo l'attacco americano alla Siria. Il rischio di brutte sorprese al distributore per chi si metterà in viaggio nel prossimo weekend è sempre più concreto. Ecco quanto si paga oggi


Con i mercati internazionali dei prodotti petroliferi che continuano a salire, complici anche le rinnovate tensioni siriane, sabato Esso è intervenuta infatti sui prezzi raccomandati di benzina e diesel con rialzi di 2 centesimi e oggi Tamoil ha ritoccato all'insù i due carburanti di 1 cent.

Sul territorio, prezzi praticati in crescita sull'onda della girandola di aumenti messi a segno negli ultimi giorni dalle compagnie. In base all'elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all'Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,541 euro/litro, con i diversi marchi che vanno da 1,533 a 1,567 euro/litro (no-logo 1,513). Il prezzo medio praticato del diesel è pari a 1,391 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,389 a 1,413 euro/litro (no-logo a 1,360).

Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è di 1,658 euro/litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,609 a 1,743 euro/litro (no-logo a 1,544), mentre per il diesel la media è a 1,512 euro/litro, con i punti vendita delle compagnie da 1,461 a 1,597 euro/litro (no-logo a 1,391). Il Gpl, infine, va da 0,613 a 0,634 euro/litro (no-logo a 0,609).

Sono giorni ormai che, centesimo dopo centesimo, i prezzi di benzina e diesel continuano a salire. Il rischio stangata di Pasqua per chi vuole mettersi in viaggio sembra sempre più concreto. (Fonte: Adnkronos)

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