Attenzione
  • JUser: :_load: non è stato possibile caricare l'utente con ID: 993

updated 12:24 PM UTC, Dec 8, 2019

Abusò di 200 bambini, pedofilo inglese ucciso in carcere

Ex fotografo, insegnante di religione e lingua inglese delle comunità cristiane di Kuala Lumpur, in Malaysia, il 33enne Richard Huckle è stato accoltellato a morte da un altro detenuto nella prigione di Full Sutton, dove stava scontando la pena di 22 ergastoli comminatagli nel 2016. La sua orribile storia di abusi di cui condivideva immagini e video nel dark web


Risultati immagini per pedofilo ucciso

Richard Huckle, uno dei peggiori pedofili della storia britannica, è stato accoltellato a morte in carcere, probabilmente da un altro detenuto. Il corpo senza vita del 33enne ex fotografo di Ashford nel Kent, riporta Sky News, è stato trovato ieri nella sua cella nella prigione di Full Sutton, dove stava scontando i 22 ergastoli ricevuti nel 2016.
Huckle era stato condannato per avere abusato sessualmente in Asia di quasi 200 bambini di un'età compresa tra i sei mesi e i 12 anni, in un periodo che va dal 2006 al 2014.

Usando l'insegnamento della religione e della lingua inglese come strumento di accesso ai bambini delle comunità cristiane povere di Kuala Lumpur, in Malaysia, era stato autore di una serie interminabile di abusi, dei quali condivideva immagini e video nel dark web. Quando fu arrestato, stava lavorando alla realizzazione di una vera e propria guida per aiutare i pedofili a commettere i loro crimini e a sfuggire alla legge. La sua uccisione è stata confermata da un portavoce del carcere, mentre la polizia ha aperto un'indagine. La morte viene considerata "sospetta" dagli inquirenti.

  • Pubblicato in Esteri

Disastro in Etiopia, la Gran Bretagna chiude lo spazio aereo al Boeing 737 Max. Anche l'Europa vauta lo stop. Il costruttore americano annuncia un aggiornamento del software dell'intera flotta

Dopo lo schianto del volo 302 della Ethiopian Airlines, diversi Paesi e compagnie aeree hanno deciso di bloccare l'utilizzo dei Boeing 737 Max 8. Martedì è arrivata anche la decisione del Regno Unito: lo spazio aereo sarà chiuso ai 737 Max 8 e una misura simile potrebbe essere adotatta in tutta l'Unione europea dall'agenzia che si occupa di vigilare sul trasporto aereo, l'Easa, secondo indiscrezioni raccolte dall'agenzia Bloomberg


Il Regno Unito ha annunciato di aver bandito tutti i voli nel suo spazio aereo dei Boeing 737 Max 8, dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines. E, secondo quanto riferisce Bloomberg, l'agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) sarebbe pronta a seguire la Gran Bretagna e a bloccare tutti i voli dei Boeing 737 Max 8, dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines. 

Boeing ha affermato che procederà ad un aggiornamento del software dell'intera flotta dei 737 Max 8. L'annuncio poche ore dopo che Fedaral Aviation Administration statunitense era intenzionata a chiedere alcuni cambiamenti riguardanti l'aereo in questione entro aprile.

Intanto i titoli Boeing ancora in calo a Wall Street, dove aprono le contrattazioni perdendo il 4,08%.

L'Autorità dell'aviazione civile di Singapore ha temporaneamente vietato a tutti gli aerei Boeing 737 Max di entrare e uscire dal Paese in seguito ai due incidenti mortali che hanno coinvolto questo tipo di aeromobile in meno di cinque mesi. Lo stop, precisa l'Autorità, ha inizio oggi e sarà passibile di revisione quando saranno disponibili le informazioni sulla sicurezza di questi aeromobili".

Anche l'Australia ha sospeso tutti voli dell'aereo Boeing 737 Max 8. Stessa decisione da parte della compagnia aerea sudcoreana Eastar Jet. La compagnia Aerolineas Argentinas ha disposto un "riposo obbligato" per i suoi cinque Boeing 737 Max 8. In un comunicato la compagnia ha precisato che "il fermo degli aerei permetterà una loro ispezione e successivamente, secondo quanto comunicherà il costruttore Boeing, si deciderà se torneranno a volare".

Poi la compagnia aerea brasiliana Gol ha annunciato la sospensione dei suoi voli con aerei del modello Boeing 737 Max 8. La compagnia ha spiegato che "la sicurezza è il valore numero uno per la Gol, che orienta in modo assoluto tutte le iniziative dell'azienda", per cui dalle 20 di lunedì (mezzanotte in Italia) si sospendono tutte le operazioni commerciali dei suoi aerei 737 Max 8. La Gol ha precisato che la sua flotta aerea è composta da 121 aerei Boeing, dei quali solo 7 sono del modello 737 Max 8, sottolineando che da quando sono operativi questi velivoli "hanno già portato a termine 2.933 voli, per un totale di 12.700 ore di volo, in totale efficienza e sicurezza".

Alla lista si aggiunge anche la Lion Air, la più grande compagnia aerea privata indonesiana, che ha sospeso tutti i voli dei suoi 10 velivoli Boeing 737 Max 8. 

L'autorità per l'aviazione civile della Malaysia ha annunciato che sospenderà i voli degli aerei Boeing 737 Max 8 da e per il Paese, con effetto immediato, dopo l'incidente alle Ethiopian Airlines. Lo ha comunicato la stessa authority con un tweet citato dall'agenzia Bloomberg.

TRUMP - "Gli aerei stanno diventando troppo complicati per volare. I piloti non sono più necessari, piuttosto servono scienziati informatici del MIT". Donald Trump, con un tweet, si esprime così a due giorni dal disastro aereo. "Lo vedo continuamente in molti prodotti. Si cerca sempre di fare un passo avanti non necessario, quando spesso è decisamente meglio ciò che è vecchio e più semplice", aggiunge il presidente degli Stati Uniti. "Bisogna prendere decisioni nel giro di un secondo e la complessità crea pericolo. Tutto questo comporta costi enormi e guadagni minimi. Non so voi, ma io non voglio che Albert Einstein sia il mio pilota. Voglio grandi professionisti del volo a cui sia permesso di prendere facilmente e rapidamente il controllo di un aereo".

 

(Fonti d'agenzia)

  • Pubblicato in Esteri

Economia italiana, le fosche previsioni dell'Ocse: Pil 2019 al -0,2%. Confindustria: "Andare oltre il contratto di governo, serve sviluppo". E nel resto del mondo cosa succede?

L'Outlook dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico ci mette dietro la lavagna, anche se in "buona" compagnia. Rallentano Europa e Cina, i motivi dell'indebolimento della crescita globale


L'Ocse rivede al ribasso la stima del Pil 2019 per l'Italia (-0,2%) mentre indica allo 0,5% il Pil 2020. E' quanto emerge dall'ultimo Economic Outlook che rispetto a quello di novembre taglia di 1,1 punti percentuali la crescita del Pil per l'anno in corso e di 0,4 p.p. quella prevista per il 2020.

Quanto all'economia mondiale, l'Ocse prevede che crescerà del 3,3% nel 2019 e del 3,4% nel 2020. Le prospettive e le proiezioni dell'Organizzazione con sede a Parigi coprono tutte le economie del G20. Le revisioni al ribasso delle precedenti previsioni economiche diffuse nel novembre 2018 sono particolarmente significative per l'area dell'euro, in particolare la Germania e l'Italia, nonché per il Regno Unito, il Canada e la Turchia. Il nuovo Interim Economic Outlook dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico identifica il rallentamento cinese ed europeo, nonché l'indebolimento della crescita del commercio mondiale, come i principali fattori che pesano sull'economia mondiale. Sottolinea che ulteriori restrizioni commerciali e l'incertezza delle politiche potrebbero portare ulteriori effetti negativi sulla crescita globale. Mentre si prevede che lo stimolo delle politiche contribuirà a compensare gli sviluppi commerciali deboli in Cina, permangono rischi di un rallentamento più accentuato che colpirebbe la crescita globale e le prospettive commerciali.

 
 

Il taglio delle stime del Pil dell'Italia nel 2019 da parte dell'Ocse sono un "motivo in più per reagire", secondo il presidente di Confindustria Vincenzo Boccia.  "Bisogna prendere atto- afferma - di questa situazione e costruire una stagione che va al di là del contratto di Governo". E dal contratto "si evolva in una sorta di stagione di sviluppo del Paese".  Secondo l'imprenditore, "ci sono da fare passi importantissimi. Il primo è reagire a questa situazione è il secondo è affrontare la manovra dell'anno prossimo che non è un fatto marginale per i numeri che avrà. Prima lo facciamo meglio è", conclude.

A constatare ''le difficoltà dell'attuale fase ciclica dell'economia italiana'' anche l'Istat nella nota mensile sull'economia a febbraio, sottolineando che nel quarto trimestre 2018, il Pil italiano ha segnato una lieve diminuzione, la seconda consecutiva.

(Fonte: Adnkronos)

Brexit, Honda chiuderà la fabbrica di Swindon: si perderanno 3.500 posti di lavoro. Il governo britannico: "Decisione terribile". Ma la lista delle fughe industriali dal Regno Unito è già lunga

Un altro durissimo colpo per Londra dopo la decisione della Nissan di sospendere la produzione del Suv X-Trail nello stabilimento di Sunderland, l'annuncio della Porsche del rincaro del 10% dei prezzi di listino e la presa di posizione della Ford che aveva parlato di "catastrofe". Senza contare che, per quanto riguarda un altro settore importantissimo, Panasonic e Sony hanno deciso di trasferire le proprie operazioni ad Amsterdam


Risultati immagini per honda uk

Honda ha confermato il piano di chiudere nel 2021 la sua fabbrica europea di Swindon, in Gran Bretagna, che causerà la perdita di 3.500 posti di lavoro. Lo riporta Sky News, che ieri aveva anticipato la decisione della casa automobilistica giapponese. L'iniziativa, ha spiegato Honda, è la risposta "a cambiamenti senza precedenti nell'industria automobilistica globale".

Lo scorso anno Honda nella sua fabbrica britannica, dove realizza la Civic, ha prodotto oltre 160 mila veicoli, poco più del 10% del totale delle auto realizzate nel Paese (circa 1,52 milioni). L'ufficializzazione dello stop all'impianto di Swindon è stata accolta duramente dal governo britannico, con il ministro Greg Clarg, titolare delle Industrie, che ha parlato di "decisione terribile per il Regno Unito".

Secondo le indiscrezioni filtrate dalla vigilia, la società nipponica dovrebbe ancora mantenere la sede europea a Bracknell così come il suo team di Formula 1 nel Regno Unito. Il passo indietro della casa automobilistica giapponese è l'ultimo di una lunga lista di addii: Panasonic e Sony hanno deciso di trasferire le proprie operazioni ad Amsterdam, mentre Nissan ha annunciato l'intenzione di cancellare il progetto di fabbricare i Suv a Sunderland nonostante le assicurazioni del Governo britannico.

Anche la Ford ha parlato apertamente di una "catastrofe" per il mondo automobilistico, soprattutto qualora il divorzio tra Londra e Bruxelles arrivi senza un accordo. La Porsche ha fatto sapere che aumenterà del 10% i prezzi di listino.

  • Pubblicato in Esteri

Brexit, colpo di Nissan al governo May: via il nuovo modello X-Trail che sarà costruito in Giappone. Resta a Sunderland la produzione di Juke, Qashqai e dell'elettrica Leaf

Nissan Motor non costruirà il nuovo modello di X-Trail nei suoi impianti di Sunderland, nel Regno Unito, annullando così i piani presentati due anni fa in seguito alle rassicurazioni del governo May di concessioni volte a garantire la continuità della produzione nel Paese in seguito alla Brexit. La prossima generazione del veicolo destinata al mercato europeo verrà invece prodotta nello stabilimento di Kyushu in Giappone.

Come precisato da Nissan, la decisione "serve a ottimizzare gli investimenti in Europa e a consolidare la produzione del suv X-Trail in Giappone. Non cambierà nulla, invece, per gli altri veicoli il cui assemblaggio è previsto a Sunderland, ovvero le prossime generazioni di Juke e Qashqai".

 

Negli impianti di Sundeland viene costruita anche la Nissan Leaf, l'auto elettrica più venduta in Europa, che lo scorso anno ha toccato il record di unità prodotte: +177% a 46.889 autovetture.

 

(Fonte: Adnkronos)

Un bus girerà l'Europa per far conoscere bellezze della Lombardia. L'assessore Magoni: "Un'idea geniale. Così diventeremo la prima meta turistica d'Italia" (VIDEO)

Presentato il Tour Internazionale Next Stop? #inLombardia che poterà la Regione in Germania, Regno Unito, Francia e Austria. Un itinerario di circa 10.000 chilometri per presentare le potenzialità e le eccellenze lombarde, un inedito assoluto per un'istituzione regionale che sarà anche live sui canali social di #inLombardia.  L'assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda: "Un tour di promozione eccezionale, che contribuirà a raggiungere il nostro obiettivo: far diventare la nostra Regione la prima meta turistica d’Italia" - (VIDEO)


NEXT-STOP-InLombardia-1024x682 Parte il bus Next Stop? #inLombardia

Un bus itinerante, un viaggio lungo 10.000 chilometri in Europa per far conoscere e apprezzare a livello internazionale le eccellenze turistiche della Lombardia. E' questo il senso di 'Next Stop? #InLombardia', iniziativa presentata oggi in Regione Lombardia, alla presenza del presidente Attilio Fontana, dell'assessore al Turismo, Marketing territoriale e Moda Lara Magoni e del direttore esecutivo di Enit-Agenzia Nazionale del Turismo, Gianni Bastianelli.

IN LOMBARDIA DIVERSI TIPI DI TURISMO - "Il turismo è un settore in continua evoluzione - ha sottolineato il presidente Fontana - e iniziative come questa intendono potenziare e rendere ancora più importante la visibilità di una regione, la Lombardia, che offre opportunità a 360 gradi in questo settore. Si va dal turismo 'classico' con le nostre città d'arte, con le nostre montagne e i nostri laghi, ai turismi specifici, come quelli sportivo, enogastronomico, religioso". VALORE AGGIUNTO - "Il valore aggiunto di questo autobus, che raggiungerà le principali capitali europee - ha aggiunto il governatore - è però quello di promuovere la candidatura della Lombardia e di Milano alle Olimpiadi invernali del 2016".

IDEA GENIALE - "Sono davvero emozionata nel presentare, per la prima volta in Italia, un bus che farà un viaggio a tappe tra Austria, Germania, Gran Bretagna e Francia - ha detto l'assessore Magoni -. Un'idea geniale per promuovere la Lombardia oltre frontiera, visto che attualmente il 55 per cento dei turisti che arrivano in regione sono stranieri. L'obiettivo è suscitare curiosità, conquistando gli occhi e i cuori dei cittadini europei e sono sicura che chi salirà sul bus rimarrà folgorato dalle bellezze dei nostri territori, dalle montagne ai laghi sino alle città d'arte. Oggi la Lombardia può vantare oltre 40 milioni di presenze e spero davvero che anche grazie a iniziative di questo genere si possa avverare il mio sogno: far diventare la Lombardia prima meta turistica italiana".

VALORIZZIAMO ANCHE PICCOLI BORGHI,VERE MERAVIGLIE - Un'esperienza unica, dunque, "che permetterà di far apprezzare non solo le località blasonate ma anche i nostri piccoli borghi, vere meraviglie di Lombardia - ha proseguito l'assessore -. Il nostro territorio vanta undici siti Unesco e una ricchezza artistica, storica e culturale inestimabile. Con paesaggi unici al mondo: penso anche alle montagne, mai come oggi importanti anche in vista della candidatura per le Olimpiadi del 2026: da campionessa di sci che ha partecipato a ben 3 Olimpiadi, posso dire che lo spirito olimpico, in caso di vittoria, avvolgerà non solo la Lombardia ma tutta Italia".

image003 Parte il bus Next Stop? #inLombardia

LE TAPPE DEL BUS - Il bus, allestito con totem multimediali, schermi che creeranno l'illusione di un viaggio virtuale a 360° tra le bellezze e i paesaggi lombardi, wall photoboot caratterizzati dalle immagini più rappresentative della Lombardia, farà 4 tappe: il 23 e 24 novembre sarà a Innsbruck, in Austria (Dez Shopping Mall); il 30 novembre e il 1 dicembre il tour proseguirà in Germania, all'Olivandenhof-Globetrotter di Colonia; l''8 e il 9 dicembre si trasferirà nel quartiere King's Cross di Londra; infine, il viaggio itinerante terminerà a Parigi, con la fermata al Carre Senart, il 15 e il 16 dicembre.

Rifiutarono di eseguire torta pro-gay, la Corte Suprema britannica dà ragione ai pasticcieri. Ecco perché (e perché qualcuno si deve "ripigliare")

Rifiutarsi di scrivere "Sostieni i matrimoni gay" su una torta non è un atto discriminatorio. Lo ha deciso oggi la Corte Suprema britannica che ha ribaltato le opposte sentenze di primo grado e appello sul caso di una pasticceria di Belfast che nel 2014 non accolse la richiesta del cliente Gareth Lee: attivista omosessuale nordirlandese, aveva chiesto senza successo un dolce con su scritto "Support gay marriage". Il caso, molto simile a quello avvenuto nello stato americano del Colorado (per il quale la Corte Suprema Usa ha raggiunto di recente una simile conclusione), ha fatto molto discutere in Regno Unito. I giudici britannici hanno deliberato all'unanimità che la coppia di cristiani evangelici titolari della pasticceria Ashers, rifiutandosi di preparare la torta, non ha compiuto un atto discriminatorio: secondo la lettura della Corte Suprema, il no dei titolari è legittimo perché non si tratta di un attacco all'identità sessuale del cliente bensì rientra nella cornice della libertà di espressione, la quale a sua volta contempla la possibilità di non condividere una posizione politica o ideologica che, sempre secondo i giudici, recitava la scritta della torta: "Nessuno deve essere costretto a sostenere un'opinione politica che non gli appartiene". Ora il caso potrebbe finire alla Corte europea dei diritti dell'uomo di Strasburgo. (Fonte: Repubblica)


Cosa ci insegna la (sacrosanta) sentenza di Belfast

Politicamente corretto versus libertà di espressione: una piccola lezione di giustizia e civiltà. E se il Medioevo fosse quello del pensiero unico? E se gli intolleranti fossero quelli che vogliono processare chiunque non si adegui ai "diritti" dominanti"? Riflettiamo. E fermiamoci un attimo prima di finire dentro un'Unione sovietica globale, un incubo che resta tale anche se ha i colori dell'arcobaleno.

Un suggerimento a quelli che, piatti e ripetitivi come le proprie ossessioni, invitano a "rileggere la Storia per non ricadere negli errori del passato": fatelo prima voi, senza saltare interi capitoli come siete abituati a fare. E non dimenticate il vecchio Orwell che aveva previsto tutto, compreso un mondo in cui "tutti gli animali sono uguali, ma alcuni sono più uguali degli altri".

Fabio Pasini

 

Immagine correlata

  • Pubblicato in Esteri

Arrivato il giorno della Brexit: tutte le tappe del divorzio tra Regno Unito e Unione Europea. Che cosa cambia per gli italiani in Gran Bretagna

L'ambasciatore britannico all'Ue, Tim Barrow, ha consegnato nelle mani del presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, la lettera di notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona firmata dalla premier Theresa May che ha detto: "E' un'opportunità storica. I giorni migliori sono davanti a noi, saremo un Paese più forte ed equo" 


Il giorno della Brexit è arrivato. Decisa dal referendum del 23 giugno dell'anno scorso, l'uscita dall'Europa partirà formalmente oggi con l'attivazione dell'articolo 50 del trattato di Lisbona. Sarà infatti l'ambasciata britannica presso l'Ue a consegnare al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk la lettera di diverse pagine con la quale viene richiesta l'attivazione dell'articolo. Appena avvenuta la consegna, la premier britannica Theresa May annuncerà l'avvio formale della Brexit in Parlamento. Comincerà così un negoziato che dovrà durare due anni. Eccone le principali tappe:

29 APRILE: summit a Bruxelles fra i 27 leader dei paesi che rimangono nella Ue. L'obiettivo è di concordare le linee guida e il mandato di Michel Barnier, capo negoziatore dell'Ue per la Brexit. Il vertice arriverà dopo un intenso lavoro preparatorio. Tusk dovrà mandare ai 27 una bozza di linee guida entro 48 ore dalla notifica dell'articolo 50, sulla quale lavoreranno i rappresentanti dei vari stati con due riunioni in aprile a Bruxelles. Prima del summit ci sarà il 27 aprile il consiglio dei ministri degli Esteri a Lussemburgo.

MAGGIO: Barnier presenterà al più presto, forse già il 2 maggio, le sue proposte su come strutturare il negoziato. E' anche previsto un consiglio dei ministri degli Esteri per definire le direttive per Barnier, che dovranno essere firmate da tutti i 27 paesi. Solo dopo le firme potranno iniziare i negoziati veri e propri.

OTTOBRE 2018: Barnier vorrebbe finalizzare il trattato del ritiro entro questo mese, perchè ci sia il tempo necessario per la ratifica del Parlamento Europeo e la ratifica del Consiglio Europeo. E' possibile che ci sia anche un voto del parlamento britannico. E la Scozia vorrebbe poter decidere in un referendum se restare nel Regno Unito.

29 MARZO 2019: scaduti i due anni dall'attivazione dell'articolo 50, la Gran Bretagna lascerà l'Unione Europea. L'eventuale estensione dei tempi del negoziato sarà possibile solo con l'accordo di tutti i 28 paesi coinvolti. L'accordo finale potrebbe prevedere un periodo di transizione, che potrebbe oscillare fra due e cinque anni, durante il quale potrebbe essere definito un accordo commerciale fra le parti.

Che cosa cambia per gli italiani

In Gran Bretagna risiedono oltre mezzo milione di italiani. E' una delle più grandi comunità dei nostri connazionali all'estero. Di questi, meno della metà, sono registrati all'anagrafe britannica. Agli altri con la Brexit sarà chiesto di certificare e dimostrare la propria residenza per poi ottenere il permesso di residenza.

Chi lavora già lì. Chi paga le tasse già da 5 anni nel Paese britannico può richiedere un permesso di residenza o di cittadinanza, magari doppia italiana-inglese. Se invece non si sa se restare o meno si può richiedere un visto di lavoro da rinnovare ogni 2-3 o 5 anni.

Chi vuole emigrare. Chi pensa di trasferirsi nel Regno Unito in futuro, dovrà aspettare il risultato dei negoziati tra Londra e Bruxelles. In bilico ci sono, infatti, i vantaggi oggi garantiti dalla comune appartenenza alla Unione Europea. In particolare potrebbe essere più difficile per un nostro connazionale andare a Londra per cercare un lavoro. L'occupazione andrà trovata prima, dall'Italia prima della partenza.

Studio. Lo studente britannico e quello italiano prima della Brexit avevano uguali diritti. Dalla possibile esenzione dalle tasse universitarie all'accesso ai finanziamenti bancari per pagarle. Adesso, se non ci saranno accordi specifici, le tasse universitarie saranno più alte così come succede al momento per chi va a studiare negli atenei inglesi da fuori Europa.

Turismo. Grossi cambiamenti in arrivo anche per chi vuole andare a Londra per una vacanza. Per fare il classico weekend nella capitale inglese ci vorrà il passaporto e non più soltanto la carta d'identità. Non sarà più garantita la copertura sanitaria della tessera europea, ma bisognerà stipulare un'assicurazione come succede per i viaggi negli Stati Uniti.

Biglietti aerei. Si prevedono pesanti rincari delle tariffe - da e per la Gran Bretagna - quando il Paese uscirà formalmente dall'Unione Europea.

Telefonia. Dopo l'uscita formale del Paese dall'Europa potranno esserci pesanti aggravi tariffari per i viaggiatori che utilizzeranno il telefonino in Gran Bretagna.

Cambio. Al momento la Brexit rappresenta un vantaggio per i turisti che utilizzano l'euro. La svalutazione della sterlina, infatti, rende più conveniente fare acquisti nel Regno Unito e aumenta il potere d'acquisto dei viaggiatori europei.

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri
Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C