Deprecated: Function Imagick::painttransparentimage() is deprecated in /home/hyndwkem/public_html/plugins/system/jch_optimize/cache/css-sprite-gen.inc.php on line 413

Deprecated: Imagick::paintTransparentImage method is deprecated and it's use should be avoided in /home/hyndwkem/public_html/plugins/system/jch_optimize/cache/css-sprite-gen.inc.php on line 413
Ilcomizio.it - ministro

Log in
updated 8:03 AM UTC, Aug 8, 2020

Scuola, Azzolina: "Si riparte il 14 settembre, le famiglie devono stare tranquille". Ma è bufera sulla temperatura da misurare a casa. Salvini: "Sciagurata" (VIDEO)

Tutti di nuovo a scuola a settembre, ma in sicurezza. In caso di febbre sopra i 37,5, infatti, gli studenti dovranno rimanere a casa. La misurazione della temperatura "viene fatta a casa": un modo per "responsabilizzare" ulteriormente le famiglie, ha detto nelle ore scorse la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in un’intervista rilasciata a  a TgTg su Tv2000, scatenando non poche polemiche. Duro attacco della Lega: "Scarica responsabilità" - (VIDEO)


La scuola e i sindacati che fermano l'Italia. Intervista a Lucia ...

"Le scuole il 14 settembre riapriranno, le famiglie devono stare tranquille ed evitare di sentire i campanelli di allarme dei Salvini di turno". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, intervenuta a 'In Onda'.

"Comprare nuovi banchi è il modo migliore che abbiamo per guadagnare spazio", afferma la ministra, aggiungendo che "i banchi è vero che ci servono per distanziare ma un giorno anche per avvicinare: sono pensati per una innovazione didattica". I banchi "servono anche per il futuro non solo per il presente", ha concluso aggiungendo: "è un investimento".

"La misurazione della febbre, della temperatura in via precauzionale va fatta a casa", dice ancora Azzolina rispondendo a una domanda sulla possibilità di misurare la temperatura agli studenti a scuola. E ha poi richiamato a "un'assunzione di responsabilità" da parte dei genitori che sanno di dover "misurare la temperatura prima, per evitare di contagiare dopo".

"La sanificazione si fa se c'è un caso di Covid, se no ci sta l'igienizzazione normale", ha affermato ancora la ministra precisando: "Avremo saponi, igienizzanti, ma la sanificazione si fa nei casi di Covid", ha precisato.

"Il compito dei dirigenti è dirci il fabbisogno in termini di arredi" o di "aule", ha affermato Azzolina spiegando che proprio sugli spazi è in corso un lavoro tra ministero e enti locali che sono proprietari degli edifici scolastici.

"Nelle linee guida per i bambini della scuola infanzia non è previsto il distanziamento, è scritto che devono esserci gruppi piccoli", ha poi spiegato la ministra sottolineando che il ministero della Salute "non ha dato un rapporto numerico", ma "è chiaro che ci vogliono più insegnanti".

"Ho fatto richiesta al ministero dell'Economia e delle Finanze per assumere fino a 80mila docenti sia di sostegno sia no: a breve il ministero dovrebbe darci una risposta", ha fatto sapere.

LEGA ALL'ATTACCO: AZZOLINA SCARICA RESPONSABILITA'

Trieste, lieve malore per Matteo Salvini - IlGiornale.it

Una proposta che non va giù al leader della Lega che non può fare a meno di osservare le inadeguatezze: "Lo sciagurato ministro Azzolina conferma che un milione di bimbi e studenti da settembre non avrà spazio in classe e andrà a scuola in ’cinema, teatri e museì. Ma siamo matti? P.S. Ogni giorno - continua l’ex vicepremier in una nota - le famiglie dovranno misurare la febbre ai figli a casa, sopra i 37,5 niente scuola. E se qualcuno sbaglia? E se qualcuno se ne dimentica? E se qualcuno mente? Giù le mani dai nostri figli - conclude -. Azzolina bocciata".

Dopo aver scaricato tutte le responsabilità riguardo l'avvio del nuovo anno scolastico su enti locali, dirigenti scolastici e docenti, il ministro Azzolina ha pensato bene di completare l'opera delegando la sicurezza sanitaria alle famiglie, che dovranno misurare la febbre ai figli, si suppone al momento di uscire di casa. Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama e responsabile nazionale del dipartimento Scuola della Lega. "Ci chiediamo: gli alunni dovranno presentarsi con l'attestazione della misurazione giornaliera? E chi la firmerà nel caso di genitori assenti per motivi di lavoro? O si può intendere che la febbre è misurabile anche alle 6 del mattino se pure lo studente arriva a scuola alle 8.30? Non era più semplice misurarla all'ingresso dell'Istituto usufruendo (e integrando le varie competenze) di collaboratori scolastici, volontari della protezione civile e altre figure professionali che possono corrispondere alla semplice ma fondamentale esigenza di prevenzione sanitaria?", aggiunge.

 

Conte soddisfatto dei suoi ministri: "Non vedo un rimpasto all'orizzonte". Berlusconi: "Nessuna disponibilità di Forza Italia a sostenere il governo"

Il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, parla alla tv spagnola e fa il punto sul lavoro del governo, ma anche su emergenza Covid, rapporti internazionali e Mes. Intanto Silvio Berlusconi replica alle ipotesi formulate sull'onda delle dichiarazioni di Romano Prodi che non escludeva un ingresso nella maggioranza da parte di Forza Italia: "Noi in prima linea nell'evidenziare l'inadeguatezza dell'attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani"


Un rimpasto nella squadra di governo dopo le regionali fissate a settembre? "No, non vedo all'orizzonte un rimpasto di governo, sono soddisfatto della squadra dei ministri". Lo assicura il premier Giuseppe Conte, in un'intervista all'emittente spagnola Nius. "Abbiamo appena approvato un decreto molto importante per l’Italia, il Dl semplificazioni - prosegue il presidente del Consiglio - che taglia la burocrazia, che consente di accelerare la spesa per gli investimenti, sblocchiamo tantissimi cantieri. Abbiamo individuato circa 130 opere strategiche per le quali vogliamo correre molto speditamente, abbiamo un piano di rilancio condiviso con tutta la società italiana, stiamo lavorando a questo, siamo molto concentrati, non vedo rimpasti all’orizzonte”.

CORONAVIRUS - Una nuova ondata Covid post estate? "Alcuni esperti ragionano, è un dibattito pubblico, ragionano di una seconda ondata. Io non so se arriverà, anche perché non sono uno scienziato, e mi pare capire che essendo questa pandemia un nuovo virus le previsioni son difficili. Dico solamente che se ci dovesse essere una nuova ondata l'Italia è attrezzata per mantenerla sotto controllo". A chi gli domanda se gli italiani abbiano ormai abbassato la guardia sulle misure di contenimento, "ho un atteggiamento di fiducia - risponde il presidente del Consiglio - occorre attenzione ma anche fiducia. In questo momento i cittadini italiani devono affrontare la ripresa delle attività economiche sociali e culturali con tranquillità. Devono rispettare le poche regole di distanziamento, l’utilizzo della mascherina se non c’è distanziamento ma la vita in Italia deve riprendere, tutte le attività devono riprendere. Abbiamo potenziato la risposta del sistema sanitario, fatti milioni di test, abbiamo anche elaborato un piano di monitoraggio molto dettagliato che ci consente di controllare tutte le aree territoriali: sono fiducioso, abbiamo tutte le condizioni per affrontare l’estate e anche l’autunno".

OLANDA - Al presidente olandese Mark Rutte "spiegherò che abbiamo fretta nell'interesse di tutti, non solo nostro ma anche dell'Olanda. Più rischiamo di ritardare più rischiamo di elaborare una risposta inefficace. Se noi lasciamo che si distrugga il mercato unico i danni saranno anche per l'Olanda non solo per Italia, Spagna, Portogallo e Francia. Anche l'Olanda beneficia dal mercato unico, si avvale dell'economia europea. Quindi anche nel loro interesse è una reazione chiara e immediata".

MES - Il ricorso al Mes "non è mai stato un tabù: ho semplicemente detto che non puntiamo sul Mes perché non è la risoluzione dei nostri problemi. Noi abbiamo bisogno del Recovery Fund, dopo valuteremo se nell'interesse dell'Italia usare anche il Mes. E valuteremo in modo trasparente la regolamentazione della linea di credito del Mes".

"Ogni Stato deve misurarsi con la propria opinione pubblica e il proprio Parlamento. Non è che non voglio parlare di Mes per non affrontare il problema e fuggire alle mie responsabilità - assicura il presidente del Consiglio - è che affrontarlo adesso significa fare una battaglia astratta, che addirittura può diventare ideologica. In Italia c'è chi dice sì al Mes per principio e chi dice no al Mes per principio. A me interessa un approccio pragmatico e quel che serve alla comunità nazionale".

"Una volta finito il negoziato avremo gli strumenti, li studieremo uno per uno, aggiorneremo la valutazione anche con i flussi di cassa e io andrò in Parlamento a fare una proposta. Alla luce della situazione attuale, credo che queste sono le proposte e se ci sono delle alternative le proporrò e ne discuterò con il Parlamento in modo molto trasparente. Mi assumerò la responsabilità di fare anche una proposta", assicura.

BERGAMO - Sul lockdown a Bergamo, finito al centro di un'inchiesta giudiziaria, "non ho avuto richieste dalla Confindustria. L'ho letto sui giornali, non è una cosa che mi riguarda, le valutazioni sono state fatte senza ascoltare Confindustria, assolutamente no".

 

FORZA ITALIA: "NESSUNA DISPONIBILIA' A SOSTENERE IL GOVERNO"

"Non vi è né da parte del presidente Berlusconi, né del Movimento Politico Forza Italia alcuna disponibilità a fornire un sostegno politico al governo Conte. La disponibilità alla collaborazione istituzionale, già espressa nella storia di Forza Italia nei confronti dei governi in carica, qualunque essi siano, nei momenti in cui sono in gioco vitali interessi nazionali, non ha in alcun modo il significato di una partecipazione o di un atteggiamento benevolo, oggi o in futuro, verso l’attuale maggioranza o verso altre formule politiche incoerenti con la volontà degli elettori". E' quanto si legge in una nota della segreteria politica di Silvio Berlusconi smentendo un retroscena pubblicato oggi dal 'Fatto quotidiano' su un presunto interessamento del gruppo Mediaset a una Newco di rete.

"Al contrario - si sottolinea - Forza Italia, pur mantenendo un comportamento responsabile e costruttivo, è in prima linea nell’evidenziare l’inadeguatezza dell’attuale esecutivo e della formula politica che lo sostiene e nel chiedere di restituire la parola agli italiani".

Il nuovo ponte di Genova ai Benetton, il governo conferma. Imbarazzo 5Stelle, sconcerto generale. Salvini all'attacco: "Grillini ridicoli e bugiardi"

Il nuovo Ponte Morandi sarà gestito da Autostrade per l'Italia. Vale a dire, lo stesso gruppo legato al crollo del precedente viadotto, il 14 agosto 2018. A confermare le indiscrezioni di stampa è la ministra Pd di Infrastrutture e Trasporti Paola De Micheli. E si scatenano le polemiche


TELENORD - Il tricolore illumina il nuovo ponte la notte del suo ...

"Confermo che il nuove Ponte Morandi sarà gestito da Autostrade. Ho scritto io la lettera al sindaco Bucci. La gestione va al concessionario, che oggi è Aspi, ma sulla vicenda c'è ancora l'ipotesi di revoca". Lo ha detto la ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli, intervistata a 24 Mattino su Radio 24.

In mattinata il presidente di Regione Liguria, Giovanni Toti, ha commentato così la notizia: "Dopo due anni di minacce, immobilismo, proclami, giustizia promessa e rimandata il ponte di Genova verrà riconsegnato proprio ad Autostrade, come ha ordinato il Governo M5S-Pd". La lettera della De Micheli è arrivata l'altro ieri, il destinatario è la struttura commissariale per la ricostruzione guidata da Marco Bucci.

La reazione del presidente Toti

Nel testo, stringato, c'è il rimando alla convenzione, alla necessità di stipulare un protocollo di intesa per gestire il passaggio di beni e aree e si anticipa la disponibilità dei tecnici del Mit, per gestire la transizione: "Leggo - prosegue Toti - la rassegna di questa mattina e penso ai grillini che promettevano, sulle macerie del Morandi, che avrebbero tolto subito le concessioni. A chi ci accusava di essere amici di Autostrade quando predicavamo solo buon senso dicendo che la giustizia si fa nei tribunali. Ai tanti partiti di Governo che si sono riempiti la bocca di cambiamento e nuova politica senza prendere una, che sia una, decisione su questo tema. Ad alcuni giornalisti che concionavano sulle malefatte di Autostrade, ci accusavano di difenderle e inneggiavano alla giustizia che il Governo avrebbe fatto togliendo le concessioni. A chi ha bloccato infrastrutture già finanziate da Autostrade, come la Gronda, che ora annunciano come opera strategica dopo averla stoppata (facendo risparmiare la concessionaria)".

"A chi - aggiunge - pur conoscendo la legge, ha mentito agli italiani facendo credere loro che avrebbero potuto estromettere Autostrade con un colpo di spugna. A chi ha permesso che Autostrade non facesse lavori di messa in sicurezza in questi due anni. A chi per colpa di questo squallido balletto ha inchiodato i liguri in code interminabili in piena stagione estiva. Io - aggiunge il governatore - non dico nulla. Ma nulla di nulla".

"Aspetto solo il commento di: Travaglio, Pedullà, Salvatore, Di Maio, Lunardon, alcuni giornalisti che vorrebbero fare politica, insomma tutti coloro che in questi anni hanno pontificato per i loro amici. A differenza loro, noi siamo amici solo dei liguri e vogliamo autostrade che funzionino e sicure. Ci interessa solo questo. Altri forse sono amici di altro... e altri. Sicuro non della verità. Forse perche' la verità vi fa male: voi ridate il ponte ad Autostrade senza ottenere nulla. Noi - conclude Toti - continuiamo a lavorare per l'interesse dei liguri. E intanto per la tragedia del Morandi e per le sue 43 vittime nessuno ancora ha pagato. Mentre a Roma litigavate, noi in Liguria almeno abbiamo ricostruito il ponte. Forse abbiamo ringhiato meno di voi... ma visti i risultati...". 

Salvini: "Ridicoli e bugiardi"

Conoscere Matteo Salvini, per contrastarlo - Il Foglio

Matteo Salvini apprende la notizia della conferma della concessione ad Autostrade per l’Italia del nuovo Ponte Morandi di Genova, annunciata dal ministro delle Infrastrutture del Pd Paola De Micheli, e bombarda il Movimento 5 Stelle: “Due anni di menzogne e tempo perso: colpa di Salvini anche questo?”. Il riferimento è all’annosa richiesta di ritirare la concessione ad Aspi e ai Benetton, un diktat che i grillini hanno espresso fin dal giorno della sciagura, il 14 agosto 2018, e che è però rimasto lettera morta sia durante il Conte 1 sia con il Conte 2, viste le difficoltà legali del caso.

Comitato delle vittime

"Da un punto di vista tecnico me lo aspettavo: non si può affidare un pezzetto di autostrada ad un concessionario e uno ad un altro. Capiamo l'affidamento temporaneo, ma vogliamo la revoca: non è accettabile che un'azienda che ha gestito le autostrade in questo modo per tutto questo tempo, possa continuare a gestire il nostro patrimonio autostradale". Lo dice all'Agi Egle Possetti, portavoce del Comitato Ricordo Vittime Morandi, commentando la decisione del Mit di affidare il nuovo ponte di Genova ad Aspi. Possetti aggiunge che "ci aspetteremmo la revoca entro la commemorazione del 14 agosto, perche' saranno due anni" dalla tragedia. Nel crollo del Morandi persero la vita 43 persone.

Il commento del ministro Bonafede

"Sulla concessione delle autostrade il governo ha lavorato senza sosta. Dopo aver raggiunto un risultato importantissimo, con il nuovo ponte Morandi costruito in meno di due anni, adesso e' arrivato il momento di decidere, possibilmente entro questa settimana". Così il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, e capo delegazione del Movimento 5 Stelle in un giro di telefonate fatte stamane.

La reazione di Forza Italia

"La notizia del giorno è che il ponte Morandi è affidato ad Autostrade. Non ci sono chiacchiere o dietrologie da fare, il Movimento 5 stelle per l'ennesima volta è stato smentito dai fatti, il populismo si e' infranto sulla realtà, sulle regole dello Stato di diritto". Lo ha detto Giorgio Mule', deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, intervenendo questa mattina ad 'Agorà Estate'.

"Conte ha preso in giro il popolo presentandosi a Genova due giorni dopo la tragedia e dicendo 'mai piu' Benetton', non sapendo o volendo ignorare consapevolmente che quell'azienda e' composta per il 70% da investitori stranieri. Però, mentre loro giocavano a rincorrere Aspi con la bandiera del giustizialismo in mano, in Italia sono crollati altri ponti gestiti da Anas a riprova del fatto che non c'e' un disegno criminoso da parte dei 'prenditori' ma ci sono delle manutenzioni che non sono state fatte o per mancanza di soldi o per mancanza di personale. E allora mi domando: potevano assumere questo personale? Sì. Lo hanno fatto? No. Potevano assumere personale per l'Agenzia nazionale di sicurezza per le infrastrutture? Sì. Lo hanno fatto? No. Potevano investire qualche miliardo per la manutenzione di strade e autostrade? Sì. Lo hanno fatto? No", ha aggiunto.

Attesa per la Consulta

Arrivano oggi al vaglio della Corte Costituzionale le misure contenute nel decreto Genova approvato nel 2018, inerenti la ricostruzione del Ponte Morandi, e, in particolare, l'esclusione di Autostrade. La Consulta, dopo l'udienza pubblica ora in corso, esaminerà le questioni sollevate con 5 ordinanze dal Tar della Liguria: le norme censurate disciplinano le attività di demolizione e ricostruzione conseguenti al crollo del ponte Morandi, i poteri del commissario straordinario per la ricostruzione, con particolare riguardo ai rapporti con la concessionaria, alle procedure di affidamento delle attività di ripristino del sistema viario nonché gli iter relativi alla cessione o all'esproprio di immobili situati nell'area interessata dai provvedimenti di sgombero. La decisione è attesa in tempi brevi, presumibilmente entro la fine della settimana.

Il Tar, in particolare, dubita della legittimità delle norme contenute nel dl in riferimento ai parametri costituzionali di "ragionevolezza, proporzionalità e non arbitrarietà". Tra i rilievi messi in luce con le ordinanze alla Consulta, il giudice amministrativo - chiamato a pronunciarsi nell'ambito dei giudizi proposti da Autostrade per l'Italia Spa e dalla controllata Pavimental Spa per l'annullamento degli atti relativi all'intervento di ricostruzione del viadotto del Polcevera crollato il 14 agosto 2018 - osserva che le disposizioni contenute nel decreto, "incidendo sulla convenzione esistente e operando un'esclusione nei confronti dell'operatore economico", si porrebbero in contrasto anche con l'articolo 41 della Costituzione per "violazione dei principi di liberta' imprenditoriale e di liberta' della concorrenza".

Oltre all'Avvocatura dello Stato, che con gli avvocati Vincenzo Nunziata e Alessandro Jacoangeli rappresenta la presidenza del Consiglio in udienza per sostenere la legittimità del decreto, sono state ammesse a intervenire nel giudizio 26 persone, proprietarie di immobili ricompresi nelle disposizioni con cui sono state disciplinate le espropriazioni e gli atti di cessione degli immobili situati nella cosiddetta 'zona rossa', delimitata dopo il crollo del Ponte Morandi. 

 

(Fonte: Agi)

Scuola, Arcuri commissario per la ripartenza. Azzolina: "Nomina fortemente voluta". Salvini all'attacco: "Ha fallito sulle mascherine e il governo lo manda a occuparsi dei nostri figli. Ma basta!"

Domenico Arcuri, il discusso commissario straordinario all'emergenza Covid, secondo la bozza del decreto legge semplificazioni, si occuperà di rifornire gli istituti dei dispositivi di protezione individuale necessari per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico 2020-2021. Soddisfatta la ministra dell'Istruzione. Insorge il leader leghista: "Lo hanno premiato..."


Domenico Arcuri, il commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19, "fino alla scadenza del predetto stato di emergenza", procede, "nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali". E' quanto si legge nella bozza del dl Semplificazioni.

Il commissario, si legge ancora, "per l'attuazione di quanto previsto dal precedente periodo, provvede nel limite delle risorse assegnate allo scopo con Delibera del Consiglio dei Ministri a valere sul Fondo emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1; le risorse sono versate sull’apposita contabilità speciale intestata al Commissario". A tale scopo, "le procedure di affidamento dei contratti pubblici potranno essere avviate dal Commissario anche precedentemente al trasferimento alla contabilità speciale delle suddette risorse".

''Piena soddisfazione per la norma inserita nel Semplificazioni che affida nuove competenze al commissario Arcuri per supportare la riapertura delle scuole a settembre. Una norma scritta e fortemente voluta dal mio ministero. E che permetterà ad esempio di velocizzare l'iter per l'acquisto e la distribuzione degli arredi scolastici, come i banchi singoli di nuova generazione''. Così la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina.

Subito all'attacco Matteo Salvini. "Ha fallito sulle mascherine (che molti stanno ancora aspettando) e per premio il governo lo manda ad occuparsi delle scuole dei nostri figli: ma basta!". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la nomina di Domenico Arcuri commissario per la ripartenza delle scuole.

Coronavirus, stop ai voli dal Bangladesh per fermare la "bomba virale". Speranza: "Già prevista e confermata la quarantena per chi chi viene da Paesi extra Ue ed extra Schengen"

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha deciso "la sospensione dei voli in arrivo dal Bangladesh a seguito del numero significativo di casi positivi al Covid-19 riscontrati sull'ultimo volo arrivato ieri a Roma". Lo evidenzia una nota del ministero della Salute


Roma, volo dal Bangladesh: 225 persone in isolamento, 12 positivi ...

Il ministro della Salute, Roberto Speranza, ha ordinato la sospensione dei voli in arrivo dal Bangladesh a seguito del numero significativo di casi positivi al Covid-19 riscontrati sull'ultimo volo arrivato ieri a Roma. In accordo con il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, rende noto il Ministero della Salute, è stata disposta una sospensione valida per una settimana durante la quale si lavorerà a nuove misure cautelative per gli arrivi extra Schengen ed extra Ue.   "La quarantena per chi viene da Paesi extra UE ed extra Schengen è già prevista ed è confermata. Ma dopo tutti i sacrifici fatti non possiamo permetterci di importare contagi dall'estero. Meglio continuare a seguire la linea della massima prudenza". Lo ha scritto il ministro della Salute Roberto Speranza in un post su Fb annunciando di avere disposto la sospensione dei voli in arrivo dal Bangladesh a seguito "del numero significativo di casi positivi al covid 19 riscontrati sull'ultimo aereo arrivato ieri a Roma".

"Non sono ancora terminate le operazioni di laboratorio dei test, ma sono già saliti a 21 i passeggeri del volo speciale autorizzato dall'Enac diretto da Dacca (Bangladesh) atterrato ieri nel pomeriggio all’aeroporto di Fiumicino risultati positivi al tampone. Una vera e propria 'bomba' virale che abbiamo disinnescato con tempestività attraverso l’ordinanza del presidente Zingaretti". Lo afferma in una nota il responsabile dell'Unità di crisi Covid-19 della Regione Lazio, l'assessore alla Sanità Alessio D'Amato.

"A seguito dell'ordinanza regionale tutti i passeggeri del volo infatti sono stati sottoposti al test sierologico, al test molecolare e all’isolamento. E' la conferma che non ci sono le condizioni di sicurezza da quella provenienza e bene la sospensione dei voli, ma bisogna valutare attentamente le misure da adottare - aggiunge D'Amato - Se non avessimo messo in piedi una imponente macchina dei controlli questi passeggeri molto probabilmente sarebbero stati a loro volta un vettore di trasmissione del virus presso le loro comunità a cui abbiamo chiesto la massima collaborazione, innanzitutto nel loro interesse, per mettersi a disposizione delle autorità sanitarie al fine di eseguire i test per coloro che nell’ultimo mese sono rientrati dal loro Paese di origine o hanno avuto contatti diretti con persone rientrate".

"Si è tenuto proprio stamani un incontro della Asl Roma 2 con alcuni rappresentanti delle comunità del Bangladesh a Roma che hanno dato la massima disponibilità. Ho avvisato il Prefetto di Roma per chiedere una collaborazione affinché vi siano il rispetto delle prescrizioni di isolamento", conclude l'assessore alla Sanità.

Tutti coloro che dal 1° giugno sono rientrati dal Bangladesh o sono entrati in contatto stretto con persone di rientro dal Paese asiatico sono invitati "a recarsi presso il drive-in di Santa Caterina delle Rose operativo tutti i giorni dalle ore 9 alle 18 in Largo Preneste (Asl Roma 2) per effettuare i test. Inoltre in via del tutto straordinaria sono stati predisposti, in collaborazione con la Comunità, ulteriori due punti disponibili per questo sabato e questa domenica in piazza della Marranella 1 e via degli Eucalipti 20 (Asl Roma 2)". L'invito arriva appunto dopo l'incontro di questa mattina, riferisce l'Unità di Crisi Covid-19 della Regione Lazio. "Si invitano inoltre anche coloro che non abbiano sintomi a rispettare l'isolamento per 14 giorni dopo l'arrivo ricordano le regole fondamentali di distanziamento. E per coloro che non hanno una possibilità logistica vengono messi a disposizione degli appositi alberghi''.

Scuola, Azzolina rimandata a settembre: i presidi bocciano il Piano 2020-2021. Critiche trasversali dalla politica: "Inadeguatezza e caos"

La bozza che circola da ieri fa leva su una serie di ipotizzati strumenti di flessibilità ai quali i singoli istituti possono ricorrere grazie all'Autonomia scolastica. Ma "non contiene indicazioni operative", lamentano i dirigenti scolastici. Reazioni negative alle linee guida del ministero dell'Istruzione da parte dell'opposizione, ma anche dalla maggioranza. Il M5S: "Non è il momento delle polemiche"


Coronavirus, nelle scuole private il nodo delle rette da saldare ...

Il Piano scuola 2020-2021 di cui è stata diffusa ieri una bozza "non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita a elencare le possibilità offerte dalla legge sull'autonomia, senza assegnare risorse ulteriori e senza attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale". Lo afferma in una nota il presidente nazionale dell'Anp, Antonello Giannelli. 

Del Piano scuola 2020-2021 che il ministero dell'Istruzione ha consegnato ai presidi, alle parti sociali e agli enti locali affinché lo discutano. Per ora circola una bozza, la versione definitiva è attesa per giovedì. Il Piano fa leva su un ventaglio di strumenti di flessibilità ai quali i singoli istituti possono ricorrere grazie all'Autonomia scolastica, sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio.

Valorizzazione della flessibilità

La frequenza scolastica avverrà in turni differenziati, la classe potrà essere differenziata in più gruppi di apprendimento o moduli di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso; l'estensione del tempo scuola settimanale alla giornata di sabato, ove non già prevista, sarà deliberata dagli organi collegiali competenti. L'attività didattica a distanza resterà, ma solo in misura marginale e solo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Corresponsabilità educativa 

L'offerta formativa per gli studenti sarà ampliata guardando a ciò che c'è nei territori. Ciò significa che Enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del terzo settore e scuole si impegnano a sottoscrivere specifici accordi per "favorire la messa a disposizione di altre strutture e spazi", oltre le scuole, ad esempio "parchi, teatri, biblioteche, cinema, musei, al fine di potervi svolgere ulteriori attività didattiche o alternative a quelle tradizionali, volte a finalità educative.

Scuola dell'infanzia

L'uso di mascherine non è previsto per i minori di sei anni e i dispositivi di protezione per gli adulti (per i quali sono raccomandabili l'utilizzo di visierine 'leggere' e, quando opportuno, dei guanti di nitrile) non devono far venire meno la possibilità di essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini stessi".

Per quanto riguarda l'orario di ingresso dei bambini, si sottolinea che già ora avviene in una "fascia temporale aperta (dalle 7.30 alle 9), fascia che potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell'orario scolastico". La refezione scolastica va garantita a tutti gli aventi diritto, con soluzioni differenti per ciascuna scuola. I locali dove i minori mangiano dovranno essere puliti in modo approfondito e si potrà effettuare la refezione "in due o più turni, al fine di non consentire oltre il dovuto l'affollamento dei locali ad essa destinati".

Distanziamento 

In ogni scuola è necessario prevedere la riorganizzazione degli spazi "per evitare raggruppamenti o assembramenti, e garantire ingressi, uscite, deflussi e distanziamenti adeguati in ogni fase della giornata scolastica per alunni, famiglie, personale scolastico e non scolastico". In particolare le istituzioni scolastiche interessate da un servizio di trasporto appositamente erogato per la mobilità della scuola, comunicano all'ente competente gli orari di inizio e fine delle attività scolastiche.

È di un metro il distanziamento da attuare nelle singole istituzioni scolastiche, come indicato dal Comitato tecnico scientifico (Cts) nel Documento del 28 maggio scorso.

Il Piano scuola consegnato dal ministero non convince i presidi. Per il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, si tratta di "un documento alquanto generico. Ci aspettavamo maggiore concretezza. Afferma cose condivisibili, come quelle sull'autonomia delle scuole, ma poi non dà gli strumenti per realizzarle".


LE RAZIONI POLITICHE

“Ancora una volta il ministro Azzolina ha dimostrato la sua inadeguatezza gettando la scuola nel caos anche per il prossimo settembre: studenti, insegnanti e famiglie completamente abbandonati. Le modalità di riapertura delle scuole non possono spettare ai presidi ma sono precisa responsabilità del ministro e della sua squadra di presunti esperti. Le linee giuda appena accennate da Azzolina non sono altro che l’ennesima beffa nei confronti di chi, secondo Azzolina, in pochissimo tempo dovrà organizzare il nuovo anno scolastico post Covid". Così in una nota i deputati della Lega in commissione Cultura sulla bozza delle linee guida per la riapertura delle scuole.

"È inaccettabile che i presidi e i direttori degli istituti debbano decidere e organizzare da soli la ripartenza: scuola di sabato, distanza di sicurezza addirittura utilizzando locali esterni che al momento non esistono. Siamo dalla parte dei presidi, degli alunni e delle famiglie che meritano rispetto e indicazioni precise, dettate da senso di responsabilità, da chi ha il preciso dovere di gestire il sistema scolastico soprattutto in questa delicata fase", conclude la nota.

Uno "scarica barile sui presidi" anche secondo Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, che parla di un "caos assoluto che amplia le diseguaglianze sociali e dell’apprendimento emerse in questi 4 mesi". "Azzolina e i suoi esperti hanno studiato e ristudiato per non decidere nulla, lasciando professori, studenti e famiglie senza risposte - continua - Le linee giuda sono infatti l’ennesimo inutile fardello arrivato ai presidi con indicazioni di comportamento e nessuna soluzione. E mentre gli altri Paesi europei si sono organizzati da mesi, il ministro Azzolina dimostra ancora una volta la sua inadeguatezza. La scuola non può rimanere ostaggio di chi non sa cosa fare. Bocciata!”. "

Sulla stessa linea i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti ed Ella Bucalo, rispettivamente vicepresidente commissione Cultura della Camera e responsabile Fdi istruzione e scuola: “Le modalità per garantire la riapertura delle scuole sono state delegate ai dirigenti scolastici utilizzando come pretesto l’autonomia scolastica. Di fatto i dirigenti sono stati abbandonati a loro stessi. Il tutto senza aggiungere le risorse necessarie per garantire adeguati spazi con il rischio reale che almeno il 40% delle scuole non potrà rispettare queste indicazioni". Lo dichiarano. “Inoltre – aggiungono i deputati di Fdi - ci vorrebbero risorse per aumentare l’organico del personale docente e ATA in quanto risulta insufficiente rispetto alla gestione dell’aumento delle classi, degli orari essendo previsti i turni, e della sopravvenuta necessità di controllo, vigilanza e sanificazione. Non si comprende poi la finalità didattica di modificare orari e gruppi classe”. “Fdi – concludono Frassinetti e Bucalo - considera queste linee guida generiche, tardive e confuse; le vere necessità sarebbero la riduzione del numero degli alunni per classe, per evitare le classi pollaio, l’aumento dell’organico e gli investimenti nell’edilizia scolastica”.

Anche secondo Gabriele Toccafondi, Daniela Sbrollini e Michele Anzaldi, componenti di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera e al Senato, "il Ministero dell’istruzione non decide e lascia che le regole sulla riapertura delle scuole le decida il Comitato Tecnico Scientifico”. “Nel documento sulle Linee guida del ministero – continuano - si ribadisce e sottolinea che per la riapertura della scuola, tutte le decisioni saranno attuate ‘con esclusivo rinvio al documento del CTS’. Le linee guida scritte il 28 maggio dal CTS prevedono almeno 1 metro di distanza dal 14 settembre. Chi conosce le scuole sa che così o raddoppiamo spazi, docenti - e quindi risorse economiche - oppure si dividono le classi e si fa lezione a turni o in didattica a distanza, oppure, ed è un rischio vero, non si riapre. Vincoli, raddoppi, interventi che costerebbero miliardi e che in tanti casi sarebbero irrealizzabili comunque”. “La politica ha il diritto e il dovere di decidere, ascoltando tutti gli esperti, CTS compreso. Ma solo la politica ha il dovere di prendere delle decisioni, perché chi fa politica è scelto democraticamente dai cittadini, chi siede in un comitato no”, concludono.

Nel documento si legge: 'Per ciò che concerne le misure contenitive e organizzative e di prevenzione e protezione da attuare nelle singole istituzioni scolastiche per la ripartenza, si fa esclusivo rinvio al Documento tecnico del Cts del 28 maggio 2020 e al successivo aggiornamento'. Toccafondi replica: "Attenzione: il metro di distanza fra i ragazzi significa rischiare di non riaprire perché presuppone il raddoppio di spazi, docenti, spese e anche lo smembramento di classi con logistiche complicate. Noi diciamo: da qui a settembre ci sono tre mesi. Speriamo che il dato clinico vada a migliorare. A che pro impegnare adesso risorse in qualcosa che potrebbe cambiare? Si riapra con buon senso ed attenda fine luglio per valutare l'andamento".

Di diverso avviso il M5S. "Le linee guida del ministero dell’Istruzione per la ripresa delle attività didattiche in presenza a settembre, le cui bozze sono state riportate dai media, forniscono un ampio ed efficace ventaglio di possibilità operative ai dirigenti scolastici in primis, e insieme al miliardo di euro che il decreto Rilancio stanzia proprio per il rientro in classe e che intendiamo incrementare, consentiranno di individuare le modalità più adeguate per riorganizzare spazi e attività in base alle caratteristiche di ciascuna scuola. Non si comprende dunque la nota polemica che arriva dall’Associazione nazionale presidi rispetto alle risorse e mancata attribuzione di 'libertà gestionale', mentre sono loro stessi a far riferimento alla legge sull’autonomia". "Da parte della maggioranza e del Governo c’è la massima disponibilità a mettere a disposizione ulteriori risorse in base al fabbisogno che emergerà dai territori e dai dirigenti scolastici in primis. Il Governo e il ministero dell’Istruzione supporteranno il lavoro dei dirigenti e delle scuole, come ha sempre fatto nella fase di emergenza la ministra Azzolina. Non è il momento delle polemiche: dobbiamo lavorare tutti insieme per gestire al meglio questa fase di riorganizzazione, in modo da ripartire in sicurezza a settembre e cogliere l’opportunità di trasformare una criticità in occasione di innovazione della didattica e garanzia effettiva del diritto all’istruzione a tutti gli studenti e le studentesse", conclude.

Che scuola sarà a settembre? Turni, lezioni il sabato e didattica a distanza. Niente mascherina alle materne. Refezione sì, ma da ripensare

In una bozza le linee guida per l'anno scolastico 2020-2021: frequenza in turni differenziati, organizzazione di più gruppi di studio, formati anche da alunni di diverse classi ed età. Scuola anche al sabato, dove non già prevista, su delibera degli organi collegiali. L'attività didattica a distanza resterà, ma solo in misura marginale e solo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado, dove "le opportunità tecnologiche, l'età e le competenze degli studenti lo consentono". E le mense sono confermate, anche se bisogna capire ancora come organizzarle - (LEGGI TUTTO)


Da settembre la frequenza scolastica avverrà "in turni differenziati", integrando "attività didattica in presenza e digitale" ed estendendo le lezioni, ove non già previsto, "alla giornata dal sabato". Sono alcuni dei punti inseriti nella bozza del "Piano Scuola 2020-2021" stilata dal ministero. Gli istituti, si legge, potranno "adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività parallele o alternative alla didattica tradizionale".

Turni, gruppi apprendimento, lezioni di sabato e a distanza - Le scuole, secondo la bozza pubblicata dall'agenzia Lapresse, potranno in via autonoma avvalersi di frome di flessibilitò sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio, che contemplino, ad esempio: una riconfigurazione del gruppo classe in più gruppi di apprendimento; l'articolazione modulare di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso; una frequenza scolastica in turni differenziati, anche variando l'applicazione delle soluzioni in relazione alle fasce di età degli alunni e degli studenti nei diversi gradi scolastici. 

Per le scuole secondarie di II grado si potrà utilizzareattività didattica in presenza e didattica digitale integrata, ove le opportunità tecnologiche, l'età e le competenze degli studenti lo consentano; l'aggregazione delle discipline in aree e ambiti disciplinari, ove non già previsto dalle recenti innovazioni ordinamentali; l'estensione del tempo scuola settimanale alla giornata del sabato, ove non già prevista, su delibera degli Organi collegiali competenti.

A tutti gli alunni le stesse opportunità - "Le istituzioni scolastiche - si legge ancora nella bozza - avranno cura di garantire, a ciascun alunno, la medesima offerta formativa, ferma restando l'opportunità di adottare soluzioni organizzative differenti, per realizzare attività educative o formative parallele o alternative alla didattica tradizionale". "Gli strumenti di autonomia didattica e organizzativa" possono "consentire un diverso frazionamento del tempo di insegnamento, più funzionale alla declinazione modulare del tempo scuola anche in riferimento alle esigenze che dovessero derivare dall'effettuazione, a partire dal 1 settembre 2020 e in corso d'anno 2020-2021, delle attività relative ai Piani di Apprendimento Individualizzati".

Scuole materne: privilegiare l'uso di spazi esterni - Per le attività della scuola dell'infanzia andranno valorizzati tutti gli spazi interni ed esterni (questi ultimi da privilegiare ma con meteo favorevole). L'organizzazione dei diversi momenti della giornata educativa dovrà essere serena per cui i bambini dovranno essere messi  nelle condizioni di potersi esprimere con naturalezza e senza costrizioni. Un'attenzione "particolare" sarà data ai bambini che per la prima volta risultano iscritti, prevedendo per essi (e per i loro genitori) momenti riservati di ascolto e di primo ambientamento. Ma anche per gli altri bimbi andranno riannodate le esperienze che sono state bruscamente interrotte e vanno preparati al nuovo incontro, coinvolgendoli gradualmente.

Scuole materne: no all'uso di mascherine - L'uso di mascherine non è previsto per i minori di sei anni e i dispositivi di protezione per gli adulti (per i quali sono raccomandabili l'utilizzo di visierine "leggere" e, quando opportuno, dei guanti di nitrile) non devono far venir meno la possibilità di essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini  stessi. 

Scuole materne: stabilizzare i gruppi - Nelle linee guida vengono segnalate alcune "accortezze" tra cui la  stabilità dei gruppi: i bambini frequentano per il tempo previsto di presenza, con gli stessi insegnanti e collaboratori di riferimento; la disponibilità di uno spazio interno ad uso esclusivo per ogni gruppo di bambini, con i suoi  rispettivi arredi e giochi che saranno opportunamente sanificati. Tutti gli spazi disponibili (sezioni, antisezioni, saloni, atrii, laboratori, atelier) dovranno essere "riconvertiti" in spazi distinti e separati per accogliere stabilmente gruppi di apprendimento, relazione e gioco. Si potranno variare gli spazi solo dopo attenta igienizzazione e un'aerazione degli ambienti.

Scuole materne: la somministrazione del cibo e gli ingressi - La colazione o la merenda andranno consumati nello stesso spazio di esperienza dedicato al gruppo dei bambini; il pasto completo, comprensivo di primo, secondo, contorno, acqua e frutta sarà consumato negli spazi adibiti alla refezione scolastica, adeguatamente organizzati. Anche sull'ingresso e l'uscita dei bambini si chiede duttilità. Già ora l'ingresso avviene in una fascia temporale "aperta" (che spesso raggiunge i 90 minuti: dalle 7:30 alle 9:00), fascia che potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell'orario scolastico.

Refezione in più turni o pasto in aula - Anche per la refezione scolastica si dovrà far riferimento ai consigli impartiti dal CTS. Si parte dal principio che vada garantita in modo sostanziale per tutti gli aventi diritto, seppure con soluzioni organizzative differenti per ciascuna scuola. In particolar modo, oltre alla necessaria e approfondita pulizia dei locali adibiti alla refezione medesima, le istituzioni scolastiche potranno valutare l'opportunità di effettuare la refezione in due o più turni, sempre al fine di non consentire oltre il dovuto l'affollamento dei locali ad essa destinati. Qualora fosse una strada non percorribile o non sufficiente, le scuole potranno studiare con le ditte concessionarie del servizio la realizzazione di soluzioni alternative di erogazione, come ad esempio il consumo del pasto in monoporzioni all'interno dell'aula didattica, opportunamente areata e igienizzata al termine della lezione e al termine del pasto stesso. 

Con nuova epidemia, didattica a distanza - Qualora l'andamento epidemiologico dovesse configurare nuove situazioni emergenziali a livello nazionale o locale, sulla base di un tempestivo provvedimento normativo, potrebbe essere disposta nuovamente la sospensione della didattica in presenza e la ripresa dell' attività a distanza, attraverso la modalità di didattica digitale integrata.

Formazione specifica per insegnanti e personale Ata - Indicazioni specifiche per i Piani di Formazione di Istituto saranno rivolti al personale dirigente, docente e ATA, da attivarsi anche tramite modalità a distanza, per l'aggiornamento delle differenti competenze professionali risultate utili per la gestione dell'emergenza e attività specifica di informazione e formazione sulle misure di prevenzione igienico-sanitarie, al fine di prevenire il contagio e limitare il rischio di diffusione del COVID-19 in raccordo con il Dipartimento di prevenzione territoriale competente.

"Giustizia uccisa dal governo": gli avvocati in piazza per il "funerale" accusano Conte e Bonafede. Processi bloccati: "Udienze dal 1 luglio? Sarà falsa partenza" (VIDEO)

L'avvocatura romana, in rappresentanza dei colleghi di tutta Italia, ha celebrato a Roma, in piazza Cavour, di fronte alla Cassazione, il funerale della giustizia, "uccisa dall'inerzia del Governo".


Funerali della giustizia, gli avvocati in piazza a Roma ...

Avvocati in piazza questa mattina a Roma per i 'funerali' della giustizia, la protesta promossa dal Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma contro "l'inerzia del governo". In piazza Cavour, davanti alla Corte di Cassazione, circa 300 persone di fronte alla scalinata d'ingresso. "Si è spenta la giustizia", "Non ti posso difendere": sono questi alcuni tra gli striscioni e cartelli mostrati dagli avvocati. In piazza anche la riproduzione di una bara con i simboli della giustizia.

"La giustizia si è spenta e la colpa è del governo per la sua mancanza di attenzione verso questo settore che resta una cenerentola tra le amministrazioni in ripartenza" commenta all'AdnKronos di Antonino Galletti, presidente del Consiglio dell'Ordine degli Avvocati di Roma, nel corso della manifestazione. "La giustizia vede troppo tempo per la celebrazione dei processi - continua Galletti - le udienze vengono rinviate di mesi, se non di anni, e le risorse non sono adeguate: nel solo Tribunale di Roma, su 1200 unità di personale ne mancano 400. Non si può pensare al lavoro agile in queste condizioni, bisogna mettere mano al portafoglio e acquisire risorse per soddisfare le esigenze di giustizia dei cittadini perché i diritti e le libertà non vanno in quarantena".

La ripartenza delle udienze dell'1 luglio rischia di rivelarsi una "falsa partenza". "L'1 luglio tutti aspettano la ripartenza, ma parte delle udienze è già stata rinviata - conclude Galletti -. Noi siamo disponibili a ripartire, ma chiediamo di poter essere messi in condizione di poterlo fare. Siamo disponibili al confronto con il governo, anche eventualmente a lavorare nel periodo estivo, ma purtroppo con il rinvio delle udienze anche questo rischia di essere inutile. Di fatto già c'è una paralisi della giustizia italiana, basta chiedere a chiunque aveva un'udienza da marzo fino a oggi a quando è stata rinviata. Non sono dati che ci inventiamo, ma i nostri studi legali sono presidi di legalità sul territorio, sono i luoghi dove i cittadini sfogano il loro malcontento contro un sistema che non funziona".

"Attualmente viene rinviato circa l'85 per cento delle cause, ne vengono trattate il 10-15 per cento al massimo. Vuol dire che tutti i diritti lesi restano bloccati. C'è il rischio che alla ripresa tutte le udienze fissate per luglio con modalità alternative vengano rinviate: è un problema serio che va assolutamente risolto altrimenti la ripresa di luglio produrrà ulteriori aggravamenti e rinvii" sottolinea all'Adnkronos Giovanni Malinconico, coordinatore dell'Organismo congressuale forense.

"Il problema serio non è solo per questo mese - continua Malinconico -: si utilizzi il periodo estivo, quando cioè il virus ha allentato i suoi effetti, per mettere davvero in sicurezza o tribunali. Se perdiamo questa occasione, il rischio è che a settembre la giustizia sia definitivamente morta e per noi avvocati è totalmente inaccettabile".

"C'è bisogno che attorno alla giustizia si crei un piano straordinario di risorse e di attenzione - conclude -. La giustizia è funzione primaria dello Stato invece è il fanalino di coda delle amministrazioni pubbliche. I tribunali italiani sono in gran parte in condizioni di inagibilità, avevamo chiesto risorse già prima dell'emergenza perché sono i luoghi in cui lo Stato fa vedere la sua capacità di mantenere la legalità. La pandemia ha fatto capire quanto questo problema sia importante".

 

(Fonte: Adnkronos)

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS