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Brexit, colpo di Nissan al governo May: via il nuovo modello X-Trail che sarà costruito in Giappone. Resta a Sunderland la produzione di Juke, Qashqai e dell'elettrica Leaf

Nissan Motor non costruirà il nuovo modello di X-Trail nei suoi impianti di Sunderland, nel Regno Unito, annullando così i piani presentati due anni fa in seguito alle rassicurazioni del governo May di concessioni volte a garantire la continuità della produzione nel Paese in seguito alla Brexit. La prossima generazione del veicolo destinata al mercato europeo verrà invece prodotta nello stabilimento di Kyushu in Giappone.

Come precisato da Nissan, la decisione "serve a ottimizzare gli investimenti in Europa e a consolidare la produzione del suv X-Trail in Giappone. Non cambierà nulla, invece, per gli altri veicoli il cui assemblaggio è previsto a Sunderland, ovvero le prossime generazioni di Juke e Qashqai".

 

Negli impianti di Sundeland viene costruita anche la Nissan Leaf, l'auto elettrica più venduta in Europa, che lo scorso anno ha toccato il record di unità prodotte: +177% a 46.889 autovetture.

 

(Fonte: Adnkronos)

Il Regno Unito costruisce un cyber-center in Kenya "per colpire i pedofili britannici prima che possano nascondersi"

In Africa il centro sarà il primo del suo genere, il Kenya è lo stato dove si registra il maggior numero (crescente) di casi di abusi sui minori


Il governo del Regno Unito costruirà un nuovo "cyber center" per colpire i pedofili britannici che troppo spesso  scelgono l'Africa come meta dei loro viaggi sessuali. Il centro sarà il primo del suo genere in Africa, il Kenya è lo stato dove si riscontra un numero crescente di casi di abuso minorile a scopo sessuale. Negli ultimi due anni due uomini britannici sono stati condannati a lunghe pene detentive dopo essere arrivati nel paese africano con l'unico scopo di abusare sessualmente di giovani, alcuni dei quali erano indigenti bambini di strada.

Fa parte di un patto di sicurezza più ampio annunciato da Theresa May, a Nairobi nella tappa finale del suo tour di tre giorni in Africa, che ha anche toccato la Nigeria e il Sud Africa. Il primo ministro ha dichiarato: "Lo sfruttamento dei minori online è un crimine aberrante e siamo determinati a garantire che non ci sia posto per i predatori che usano Internet per condividere immagini di abusi attraverso i confini nazionali, troppo spesso impunemente. Questa drammatica situazione ha dato il via ad un accordo con il Kenya in materia di sicurezza e giustizia penale - una partnership che guarda alla sicurezza in molti campi e che ha già contribuito a condannare e imprigionare terroristi presenti entri i confini del Regno Unito". Attualmente le autorità keniane non ricevono segnalazioni relative a materiale pedopornografico sulla rete africana da parte di aziende tecnologiche statunitensi, perché ancora non esistono "canali sicuri", che abbiano le necessarie policy di sicurezza. 

Il nuovo cyber center consentirà per la prima volta alle autorità di accedere ai dati sugli abusi forniti dalle imprese tecnologiche, garantendo che i perpetratori possano essere assicurati alla giustizia. 

Il centro si baserà sulla realizzazione di un'unità anti-traffico di materiale pornografico e anti-bambino, formata da personale kenyota ma istituita dall'Agenzia nazionale per la criminalità del Regno Unito, che secondo i funzionari sta riscontrando un aumento dei casi di abusi sui minori. In oltre 100 indagini in corso, da marzo 2016 ha protetto circa 400 bambini e sostenuto l'arresto di circa 40 sospetti. L'unità ha contribuito a garantire la condanna di Simon Harris, che è stato condannato a 14 anni nel 2015 per aver abusato sessualmente di bambini di strada proprio in Kenya. Altra indagine fiore all'occhiello dell'agenzia è quella che ha portato all'arresto di Keith Morris, anche lui condannato a più di 18 anni di carcere nel 2018 per aver abusato sessualmente di bambini del Kenya in un villaggio vicino a Mombasa, a seguito del lavoro svolto presso l'unità di costruzioni. Il nuovo patto di sicurezza impegna inoltre il Regno Unito a rafforzare la sicurezza dell'aviazione keniana, compresa la fornitura di macchine per rilevare gli esplosivi per aiutare a  mantenere il turismo inglese, che vede ogni anno più di 100.000 turisti britannici presenti nel paese. Il Regno Unito offrirà anche formazione alla polizia e aiuterà le autorità keniane a combattere la violenza contro le ragazze e le donne. Infine, condivideranno le competenze con il sistema giudiziario penale del Kenya per rafforzare le procedure per casi legali complessi, compresi il terrorismo e la criminalità organizzata.

La premier Theresa May ha assicurato che, nonostante la transizione che porterà gli inglesi all’uscita dall’Ue, i rapporti commerciali con il Kenya rimarranno invariati, ed ha garantito un accesso libero al mercato britannico, cosa a cui teneva il presidente Kenyatta. Proseguendo nel discorso ha dichiarato che “Stiamo portando avanti, naturalmente, un accordo che lasci invariate le regole degli scambi internazionali una volta che avremo lasciato l’Unione Europea. Ma ci occuperemo di migliorare anche le nostre relazioni commerciali nel resto del mondo”.
Inoltre ha assicurato che ogni bene acquisito tramite corruzione in Kenya e nascosto nel Regno Unito sarà rimandato indietro: “Oggi abbiamo firmato un accordo che garantisce che ogni provente della corruzione finito nel Regno Unito sarà restituito al popolo del Kenya”.
Il viaggio aveva lo scopo di massimizzare le opportunità di commercio per Nigeria, Sudafrica, Kenya dopo l’uscita della Gran Bretagna dell’Unione Europea, prevista per il marzo 2019. Inoltre May ha annunciato un extra di quattro miliardi per aiutare l’economia africana, ed è stato firmato il primo patto per il commercio dopo Brexit con il Mozambico e l’Unione doganale africana del sud.

Insomma presto vedremo una Gran Bretagna uscire dall'Europa sbattendo la porta ed entrare in Africa accolta da un lungo tappeto rosso.

Fuga di notizie sull'attentato di Manchester: Londra furiosa con gli americani. Theresa May pronta a "ribaltare" Trump

Nel mirino dei britannici, afferma la Bbc, i media Usa e la stessa amministrazione di Washington. Il New York Times ha pubblicato fotografie che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco. Diffuso anche il nome dell'attentatore che Downing Street avrebbe voluto mantenere riservata. La prima ministra annuncia rimostranze al presidente statunitense che incontrerà a Bruxelles per il vertice Nato - (VIDEO)


La polizia che indaga l'attentato alla Manchester Arena ha smesso di condividere le informazioni con gli Stati Uniti dopo la pubblicazione dei leak sull'inchiesta da parte della stampa statunitense. Lo riferisce la Bbc, spiegando che la polizia del Greater Manchester spera di riprendere presto le normali relazioni di intelligence, ma è attualmente "furiosa" per le fotografie pubblicate dal 'New York Times' che mostrano i resti dell'ordigno utilizzato nell'attacco.

I media americani hanno anche diffuso il nome dell'attentatore, nome che Londra avrebbe voluto mantenere riservato. La premier britannica Theresa May dovrebbe sollevare la questione con Donald Trump che incontrerà a Bruxelles per il vertice della Nato.

La premier Theresa May "metterà in chiaro" con il presidente Trump che le informazioni condivise tra le intelligence dei due Paesi "devono rimanere riservate". Al termine di una riunione del gabinetto di emergenza, la May ha annunciato che esprimerà al presidente Usa la posizione di Londra nel corso del vertice Nato di Bruxelles. Prima della partenza letteralmente ha detto: "Chiarirò al presidente Trump che le informazioni di intelligence condivise tra le nostre autorità devono restare al sicuro".

Inoltre, ha detto la premier, il livello di allarme terrorismo nel Regno Unito rimane "critico", a indicare che un attacco è ritenuto probabile o "imminente". May ha anche riferito che altri mille militari sono stati dispiegati in tutto il Paese per assistere la polizia.

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Arrivato il giorno della Brexit: tutte le tappe del divorzio tra Regno Unito e Unione Europea. Che cosa cambia per gli italiani in Gran Bretagna

L'ambasciatore britannico all'Ue, Tim Barrow, ha consegnato nelle mani del presidente del Consiglio Europeo, Donald Tusk, la lettera di notifica dell'articolo 50 del Trattato di Lisbona firmata dalla premier Theresa May che ha detto: "E' un'opportunità storica. I giorni migliori sono davanti a noi, saremo un Paese più forte ed equo" 


Il giorno della Brexit è arrivato. Decisa dal referendum del 23 giugno dell'anno scorso, l'uscita dall'Europa partirà formalmente oggi con l'attivazione dell'articolo 50 del trattato di Lisbona. Sarà infatti l'ambasciata britannica presso l'Ue a consegnare al presidente del Consiglio Ue Donald Tusk la lettera di diverse pagine con la quale viene richiesta l'attivazione dell'articolo. Appena avvenuta la consegna, la premier britannica Theresa May annuncerà l'avvio formale della Brexit in Parlamento. Comincerà così un negoziato che dovrà durare due anni. Eccone le principali tappe:

29 APRILE: summit a Bruxelles fra i 27 leader dei paesi che rimangono nella Ue. L'obiettivo è di concordare le linee guida e il mandato di Michel Barnier, capo negoziatore dell'Ue per la Brexit. Il vertice arriverà dopo un intenso lavoro preparatorio. Tusk dovrà mandare ai 27 una bozza di linee guida entro 48 ore dalla notifica dell'articolo 50, sulla quale lavoreranno i rappresentanti dei vari stati con due riunioni in aprile a Bruxelles. Prima del summit ci sarà il 27 aprile il consiglio dei ministri degli Esteri a Lussemburgo.

MAGGIO: Barnier presenterà al più presto, forse già il 2 maggio, le sue proposte su come strutturare il negoziato. E' anche previsto un consiglio dei ministri degli Esteri per definire le direttive per Barnier, che dovranno essere firmate da tutti i 27 paesi. Solo dopo le firme potranno iniziare i negoziati veri e propri.

OTTOBRE 2018: Barnier vorrebbe finalizzare il trattato del ritiro entro questo mese, perchè ci sia il tempo necessario per la ratifica del Parlamento Europeo e la ratifica del Consiglio Europeo. E' possibile che ci sia anche un voto del parlamento britannico. E la Scozia vorrebbe poter decidere in un referendum se restare nel Regno Unito.

29 MARZO 2019: scaduti i due anni dall'attivazione dell'articolo 50, la Gran Bretagna lascerà l'Unione Europea. L'eventuale estensione dei tempi del negoziato sarà possibile solo con l'accordo di tutti i 28 paesi coinvolti. L'accordo finale potrebbe prevedere un periodo di transizione, che potrebbe oscillare fra due e cinque anni, durante il quale potrebbe essere definito un accordo commerciale fra le parti.

Che cosa cambia per gli italiani

In Gran Bretagna risiedono oltre mezzo milione di italiani. E' una delle più grandi comunità dei nostri connazionali all'estero. Di questi, meno della metà, sono registrati all'anagrafe britannica. Agli altri con la Brexit sarà chiesto di certificare e dimostrare la propria residenza per poi ottenere il permesso di residenza.

Chi lavora già lì. Chi paga le tasse già da 5 anni nel Paese britannico può richiedere un permesso di residenza o di cittadinanza, magari doppia italiana-inglese. Se invece non si sa se restare o meno si può richiedere un visto di lavoro da rinnovare ogni 2-3 o 5 anni.

Chi vuole emigrare. Chi pensa di trasferirsi nel Regno Unito in futuro, dovrà aspettare il risultato dei negoziati tra Londra e Bruxelles. In bilico ci sono, infatti, i vantaggi oggi garantiti dalla comune appartenenza alla Unione Europea. In particolare potrebbe essere più difficile per un nostro connazionale andare a Londra per cercare un lavoro. L'occupazione andrà trovata prima, dall'Italia prima della partenza.

Studio. Lo studente britannico e quello italiano prima della Brexit avevano uguali diritti. Dalla possibile esenzione dalle tasse universitarie all'accesso ai finanziamenti bancari per pagarle. Adesso, se non ci saranno accordi specifici, le tasse universitarie saranno più alte così come succede al momento per chi va a studiare negli atenei inglesi da fuori Europa.

Turismo. Grossi cambiamenti in arrivo anche per chi vuole andare a Londra per una vacanza. Per fare il classico weekend nella capitale inglese ci vorrà il passaporto e non più soltanto la carta d'identità. Non sarà più garantita la copertura sanitaria della tessera europea, ma bisognerà stipulare un'assicurazione come succede per i viaggi negli Stati Uniti.

Biglietti aerei. Si prevedono pesanti rincari delle tariffe - da e per la Gran Bretagna - quando il Paese uscirà formalmente dall'Unione Europea.

Telefonia. Dopo l'uscita formale del Paese dall'Europa potranno esserci pesanti aggravi tariffari per i viaggiatori che utilizzeranno il telefonino in Gran Bretagna.

Cambio. Al momento la Brexit rappresenta un vantaggio per i turisti che utilizzano l'euro. La svalutazione della sterlina, infatti, rende più conveniente fare acquisti nel Regno Unito e aumenta il potere d'acquisto dei viaggiatori europei.

(Fonte: Adnkronos)

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Trump riceve il primo ministro britannico alla Casa Bianca

Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump riceve il primo ministro britannico, Theresa May e subito parla della Brexit definendola "una cosa meravigliosa"


Donald Trump e Theresa May insieme oggi 27 Gennaio 2017, in una giornata che si potrà definire come l'inizio di una idilliaca storia d'amore tra America e Inghilterra. Il presidente degli Stati Uniti ha ricevuto per la prima volta un leader straniero alla Casa Bianca e ha riservato questo onore per il primo ministro britannico Theresa May, lodando Brexit come "una cosa meravigliosa", che ha "dato un'identità" nel Regno Unito. Nel corso di una breve conferenza stampa, Donald Trump è comunque stato molto più sfuggente del suo ospite sulle sanzioni contro la Russia, Theresa May ha invece chiarito che le sanzioni contro Mosca devono essere mantenute  fino a quando non sarà pienamente attuato l'accordo di Minsk. Donald Trump al suo fianco fa marcia indietro e ritiene ancora "molto presto" per discutere di revoca delle sanzioni, ma ha ribadito che è suo desiderio migliorare i rapporti tra la Casa Bianca e il Cremlino. Questa posizione del neo presidente non è vista da tutti di buon occhio, il senatore repubblicano John McCain ha affermato che il Congresso era pronto a una prova di forza nel caso in cui il presidente degli Stati Uniti avesse continuato con la politica a favore della Russia e della revoca delle sanzioni. Nessun riferimento alla NATO, "alleanza obsoleta" secondo Donald Trump, che ha scaricato la patata bollente al segretario alla difesa, affermando comunque che l'America rimarrà all'interno della NATO almeno fino a quando il nemico ISIS non sarà definitivamente sconfitto. Il presidente proseguirà con un week-end molto intenso: sono previsti colloqui telefonici ufficiali con Putin e Francois Hollande.

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