updated 3:05 PM UTC, Nov 23, 2019

Il comportamento della Russia rischia di innescare un nuovo conflitto globale?

Il comportamento della Russia e le sue violazioni del diritto internazionale possono "accidentalmente" innescare un nuovo conflitto globale, domenica il capo dello staff della difesa britannico, il generale Nick Carter ha messo in guardia il mondo...


"Stati ambiziosi come la Russia, la Cina e l'Iran si stanno affermando in un modo che rappresenta una sfida per la nostra sicurezza, stabilità e prosperità", ha scritto sul "The Sunday Telegraph", il generale Nick Carter. Secondo il capo dello staff della difesa britannico, il governo russo sta operando in una "zona grigia" con "nuovi tipi di armi" come gli attacchi informatici, la diffusione di informazioni false o l'uso di società militari private che "minano politica e distruggono insidiosamente il modo di vita occidentale". "La Russia è molto più sicura di quanto non fosse dieci anni fa e ora si sta affermando anche come potenza mondiale", ha aggiunto alla BBC. E per citare come esempi, le "famigerate attività" in Africa del gruppo paramilitare russo Wagner, sospettato di appartenere a un uomo d'affari vicino al Cremlino, o un'operazione di disinformazione in diversi paesi africani, smantellato da Facebook, guidato dalla rete di un potente uomo d'affari molto vicino a Vladimir Putin. "Non insinuo che i nostri avversari vogliono andare in guerra secondo la definizione tradizionale del termine, ma comportamenti imprudenti e mancanza di rispetto per il diritto internazionale, portano a escalation, che possono facilmente portare a un errore di giudizio involontario ", ha detto il generale Carter. Intervistato da Sky News, il capo di stato maggiore britannico, ha ribadito, "l'Occidente ha iniziato a preoccuparsi per la Russia solo dopo una serie di attacchi informatici attribuiti al Cremlino (che a sua volta a negato ogni coinvolgimento), contro obiettivi diversi come il Partito democratico americano e l'Organizzazione per il divieto delle armi chimiche, con sede nei Paesi Bassi. In questo contesto, la NATO "rimane un elemento molto importante della nostra sicurezza nazionale".

Erdogan incontra Putin in Russia per discutere dell'operazione siriana

Il presidente Recep Tayyip Erdogan ha incontrato oggi il presidente russo Vladimir Putin per discutere dell'offensiva turca in Siria, un incontro che non ha lasciato dubbi sulle intenzioni del presidente turco.


Un incontro che è avvenuto poche ore prima della scadenza di un cessate il fuoco di cinque giorni tra le milizie curde appoggiate dalle milizie siriane e l'esercito del governo di Erdogan.

La Turchia ha minacciato di riavviare l'offensiva militare se entro questa sera i combattenti curdi non completano il ritiro da un'area predeterminata lungo il confine meridionale della Turchia. Ankara mira a creare una vasta zona cuscinetto turco lungo gran parte del suo confine con la Siria. L'incontro di Erdogan con Putin, il più potente sostenitore del governo siriano, si è incentrato sulle spinose conseguenze dell'operazione militare turca, sulla rapida evoluzione della mappa di controllo siriana e sulla confusione creata da fazioni concorrenti che si sono precipitate a colmare il vuoto lasciato dalle truppe americane. "Questi sono giorni molto critici nella regione", ha detto Erdogan dopo essere stato salutato da Putin nella città di Sochi sul Mar Nero. "L'operazione Peace Spring e questo incontro creeranno opportunità molto importanti", ha aggiunto riferendosi al titolo che la Turchia ha dato alla sua operazione militare. Le milizie a guida curda, conosciute come le forze democratiche siriane, hanno dichiarato di aver completato solo parzialmente il loro ritiro da un'area che si estende per circa 70 miglia lungo il confine con la Turchia e 20 miglia in profondità nel territorio siriano. Mervan Qamishlo, un portavoce dell'SDF, ha accusato la Turchia di aver cessato gli attacchi solo alcune ore dopo l'entrata in vigore della tregua, affermando che le truppe curde si erano già ritirate dalla città siriana di Ras al-Ayn. "Sembra che la Turchia non sia seria riguardo all'accordo", ha detto in un messaggio di questa mattina. "Fino ad ora, non vi è alcun ritiro da altre aree." 

Uno degli altri difficili compiti di Putin è quello di mediare una sistemazione tra Erdogan e il presidente siriano Bashar al-Assad, che sono stati avversari durante la lunga guerra civile in Siria durata ben 8 anni. La Russia aveva usato il suo potere militare per aiutare Assad a respingere la ribellione civile siriana e ora sta cercando di assicurarsi che il suo governo riacquisti il ​​controllo dell'intero paese. “I militari russi non possono autorizzare le forze turche a rimanere o lasciare il territorio siriano. Solo il governo legittimo della Repubblica araba siriana può farlo”, ha detto il portavoce di Putin Dmitry Peskov, ai giornalisti in una conferenza stampa a Sochi.
 
 

Il desiderio di Erdogan è creare una "zona sicura", che si estenda in gran parte della Siria settentrionale, Assad, durante una visita alle sue truppe nella provincia di Idlib, nel nord della Siria, ha definito Erdogan "un ladro" che continua a rubare la terra siriana. Il ruolo di Putin come mediatore centrale della Siria è stato rafforzato dopo che l'amministrazione Trump ha annunciato il ritiro delle sue truppe rimanenti nel nord della Siria. L'annuncio fu dato poco dopo l'incontro tra Erdogan e Trump all'inizio di questo mese, questo ritiro ha aperto la strada all'offensiva turca contro l'SDF, il principale partner militare degli Stati Uniti, che da sempre ha combattuto contro il gruppo militante dello Stato Islamico (ISIS). Un grosso convoglio di veicoli militari statunitensi ha lasciato la Siria lunedì e ha attraversato il confine iracheno, il convoglio è stato attaccato dal popolo curdo, che accusavano gli Stati Uniti di tradimento, lanciando pietre e verdure contro i veicoli. Il segretario alla Difesa degli Stati Uniti Mark T. Esper ha dichiarato che anche il restante contingente americano lascerà i territori entro la fine di quest'anno

Via della Seta, Tajani attacca il governo: "I sovranisti si arrendono all'invasione cinese". Timori anche da Salvini: "No a colonizzazione. Nessun pregiudizio, ma serve prudenza". Tria: "Tempesta in un bicchier d'acqua"

"Sono un sovranista europeo. Per quanto riguarda il tentativo di invasione cinese di porti, infrastrutture e reti in Europa e Italia, mi pare singolare che chi si dice sovranista alzi le mani e si arrenda all'invasione cinese". E' quanto ha detto il presidente del Parlamento Europeo Antonio Tajani, a Strasburgo, durante un punto stampa con il premier slovacco Peter Pellegrini. "Non condivido affatto - continua Tajani - le scelte del governo italiano che si arrende all'invasione della Cina. Non possiamo accettarlo: la Cina fa i suoi interessi, ma l'Italia e l'Europa devono fare i propri". Per questo, oggi il Parlamento Europeo "voterà un testo molto significativo" su questa materia. Tajani, "per essere ancora più chiaro", precisa di non essere "favorevole a cedere il 5G ai cinesi e ho anche molte perplessità sugli accordi che l'Italia intende sottoscrivere sulla Via della Seta".

(Fonte: Adnkronos)


I timori della Lega - Non è solo l'aspetto della sicurezza informatica a preoccupare Matteo Salvini che, da Milano, avverte: "Se si tratta di colonizzare l'Italia e le sue imprese da parte di potenze straniere, allora no" all'intesa. Già domenica sia il vicepremier sia Giancarlo Giorgetti avevano espresso le loro perplessità sulla tenuta della difesa degli interessi nazionali, a cominciare da quelli della cibernetica.

Salvini: "Non pregiudizi, ma prudenza" - Il ministro dell'Interno sottolinea che l'Italia "non nutre pregiudizi" sulla Cina, ma vuole usare "molta prudenza". "Siamo favorevoli al sostegno e all'apertura dei mercati per le nostre imprese. Altre però sono le valutazioni, sempre attente, che occorre fare in settori strategici per il nostro Paese come telecomunicazioni e infrastrutture", afferma il leader del Carroccio.

I Cinquestelle: "Lavoriamo per le imprese" - Nelle ultime ore lo scontro con il M5S emerge in tutta la sua forza "elettorale". "Sorprende la spaccatura della Lega sulla via della seta", sottolineano dal Movimento ricordando come tra i primi promotori dell'adesione alla Bri ci sia proprio Michele Geraci, sottosegretario al Mise in quota Lega. "Questa frattura interna fa male alle nostre imprese e al Made in Italy. Stiamo lavorando perché le imprese ci chiedono uno sforzo per portare l'Italia nel mercato cinese e non subirlo", sottolinea il Movimento.

Di Maio: "Non è l'occasione per nuove alleanze" - Per il vicepremier Luigi Di Maio, la Via della Seta "non è assolutamente l'occasione per noi per stabilire nuove alleanze a livello mondiale e geopolitico, ma il modo per dire che dobbiamo riequilibrare le esportazioni di più sul nostro lato, un rapporto ora sbilanciato sulla Cina".

Tria: "Una tempesta in un bicchier d'acqua" - Per il ministro dell'Economia, Giovanni Tria, "si sta facendo credo una gran confusione su questo accordo, che non è un accordo, è un Memorandum of understanding", "si ribadiscono i principi di cooperazione economico e commerciali presenti in tutti i documenti europei, nessuna regola commerciale ed economica viene cambiata". Cambiare le regole commerciali "non sarebbe nelle possibilità italiane visto che è una competenza europea, credo che si stia facendo un po' una tempesta in un bicchier d'acqua".

Conte prova a rassicurare - Anche il premier Conte tenta di smorzare i toni, ricordando che il Memorandum non costituisce un accordo internazionale e "può rappresentare un'opportunità per l'Italia e per la Ue e l'occasione per introdurre i nostri criteri e standard di sostenibilità finanziaria, economica e ambientale", spiegano fonti di Palazzo Chigi rimarcando due concetti. Il primo è una replica indiretta ai timori di Donald Trump: l'intesa è meramente economica e commerciale non "ridisegna il quadro dei rapporti politici e la collocazione euro-atlantica del nostro Paese". Il secondo concetto sembra invece essere diretto proprio alla Lega: "Poniamo massima attenzione alla difesa dei nostri interessi nazionali, alla protezione delle infrastrutture strategiche, incluse quelle delle telecomunicazioni, e quindi alla sicurezza cibernetica".

L'allarme di Bruxelles - Ai timori di Washington si aggiungono anche quelli di Bruxelles. Per l'Ue, scrive il Corriere della Sera, la Cina è "un avversario sistemico che ha modelli di governance diversi" da quelli comunemente accettati in sede internazionale, che obbligano il Vecchio Continente a "difendere i propri principi e valori". L'auspicio è quello di un'Europa unita in grado di adottare politiche e accordi più stringenti con Pechino "per rafforzare le proprie politiche" e difendere "la propria base industriale".

L'Italia sarebbe il primo Paese del G7 ad aprire a Pechino - Al momento, tuttavia, il governo pare intenzionato a firmare l'accordo. L'Italia sarebbe così il primo Paese del G7 ad aderire ad una iniziativa che potrebbe aprire ulteriormente, dal punto di vista commerciale, il Belpaese ai colossi economici cinesi. Con particolare attenzione al settore marittimo e ai porti di Genova e Trieste dove le imprese cinesi sono già da tempo impegnate ad ultimare accordi con gli interlocutori italiani. Ma, salvo poche eccezioni (Grecia e Portogallo) la nuova Via della Seta continua a non convincere i Paesi Ue. Iniziativa che si innesca, inoltre, nella grande guerra tra Usa e Cina sui dazi e sul caso 5G-Huawei.

(Fonte: Tgcom24)

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La Russia sta finanziando la Lega?

Secondo un articolo pubblicato sull'Espresso, il partito di Salvini avrebbe trattato con uomini d'affari russi vicini al Cremlino al fine di ottenere finanziamenti attraverso un accordo di compravendita petrolifera.


Stando a quanto scrive il settimanale del gruppo De Benedetti, tonnellate di gasolio per il valore di milioni di dollari, dovevano essere vendute ad una società italiana, da una ditta russa "vicina al Cremlino". Gli utili ricavati si sarebbero dovuti deviare verso le casse della Lega.

Tuttavia, la stessa rivista ha ammesso di non sapere se l'accordo, presumibilmente destinato a finanziare la campagna politica del Carroccio delle elezioni europee di maggio, sia stato mai effettivamente concluso.

In una recente intervista al Telegraph, peraltro, un esponente salviniano, interrogato su tali voci aveva risposto seccamente: "Non commentiamo su fantascienza e fantasie". Ma questa risposta non è bastata ai deputati del centrosinistra, che hanno chiesto un'inchiesta ufficiale che possa chiarire gli avvenimenti. In un comunicato dell'opposizione si legge: "La Russia sta finanziando la Lega? Un articolo preoccupante dell'Espresso ha bisogno di essere immediatamente chiarito dal governo". 

In questo rapporto giornalistico si presuppone che una società petrolifera russa dovesse vendere fornitura di carburanti ad una società italiana con l'obiettivo di finanziare la tanto onerosa campagna politica per le elezioni europee di Salvini. 

Anche l'ex presidentessa della Camera, Laura Boldrini, interviene sui Social e su Twitter scrive: "Finanze russe per la campagna elettorale della Lega, Salvini deve chiarire immediatamente perché se ciò fosse confermato, sarebbe davvero preoccupante".

Già altre volte sui media sono comparsi articoli che parlavano di rapporti speciali tra Salvini e Putin. L'Espresso ha sostenuto che l'accordo di fornitura di carburante venne discusso da tre uomini d'affari russi con loro contatti italiani nello scorso ottobre, quando Salvini si recò a Mosca. Il periodico ha inoltre affermato di avere tutti i documenti a conferma di quanto scritto, senza però citare alcun dettaglio. Contemporaneamente l'Espresso si copre le spalle: "Non sappiamo come la vicenda si è conclusa, se è stato firmato l'accordo e i termini dell'accordo".

Salvini è un fervente ammiratore di Vladimir Putin e ha fatto molte visite a Mosca, negando sempre di aver mai ricevuto alcun finanziamento dai russi: "Non ho mai avuto una lira dalla Russia, o una Matrioska (un insieme di bambole di legno incastrate una dentro l'altra, ndr) o un cappello di pelliccia", ha affermato scherzosamente lo scorso anno. Il leader leghista ha chiesto più volte all'Europa di porre fine alle sanzioni occidentali contro Mosca, affermando che queste danneggiano le imprese italiane che esportano in Russia. Per queste ragioni l'opposizione non ha perso occasione per accusare il vicepremier e ministro dell'Interno di intrattenere rapporti strette relazioni con Putin per ottenere in cambio sovvenzionamenti economici. "Mi sento più a casa in Russia che in molti paesi pseudo amici in Europa", aveva detto lui. Quest'ultima esternazione non passò inosservata e gli valse un rimprovero da Guy Verhofstadt, leader del gruppo liberale al Parlamento europeo, che su Twitter scrisse: “Se Salvini si sente così a casa a Mosca, perché non si rimane lì? Sta tradendo l'interesse europeo collettivo.”

Per tutta risposta Salvini aveva rilanciato sugli amati social, scrivendo in un post: "Credo che il Presidente Putin abbia fatto molto per il suo popolo e per il mondo, con gli interventi contro il terrorismo islamico, come l'intervento in Siria. E lo dico gratuitamente, perché penso che sia così". Un titolo gratuito cui l'Espresso non crede e punta il dito contro il "Capitano". Come andrà a finire?

La Russia terrà delle esercitazioni navali nel Mediterraneo, mentre aumentano le tensioni in Siria

Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che giovedì partirà un importante manovra navale nel Mar Mediterraneo. Una mossa che coincide con le crescenti tensioni tra Mosca e Washington sulla Siria.


La Russia in Agosto ha intensificato attivamente i movimenti delle sue forze navali nel Mediterraneo, parte di quello che un giornale russo martedì ha definito "il più grande accumulo navale russo" da quando Mosca è entrata nel conflitto siriano nel 2015.

Il TASS ha citato il ministero della Difesa dicendo che avrebbero preso parte 25 navi da guerra, 30 sottomarini e 30 aerei, compresi jet da combattimento e bombardieri strategici,  le esercitazioni hanno il compito di migliorare i valori tecnico tattici dei militari russi impegnati in manovra.

Le comunità internazionali vedono queste manovre come un atto di forza russo proprio mentre crescono le tensioni tra la Russia e l'Occidente sulla regione di Idlib, nel nord della Siria. Alcuni fonti militari segnalano che il presidente siriano Bashar Assad, ha dato il via a una grande offensiva terrestre proprio nel nord della Siria. Una strana coincidenza che fa pensare a una intesa militare tra i due alleati.

Il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov in un comunicato stampa di alcuni giorni fa, definisce i ribelli presenti nella regione di Idlib, come un male da estirpare per poter arrivare ad una pace definitiva. Nel comunicato del ministero si legge anche che, "Al fine di garantire la sicurezza della navigazione e dei voli aerei in linea con il diritto internazionale, le aree della manovra saranno dichiarate pericolose per la navigazione o i voli civili".

Alla fine del mese di Luglio, Anatoly Antonov, ambasciatore della Russia negli Stati Uniti ha richiesto un incontro con i funzionari USA responsabili della polita internazionale americana, nel corso di questo incontro l'ambasciatore russo ha riferito che Mosca era molto preoccupata per i segnali militari americani che preannunciavano un massiccio attacco proprio nel nord della Siria. 

Fonte: (Dailystar)

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Merkel e Putin, dopo anni di tensione un nuovo incontro. Germania e Russia mai state così vicine

Sempre i loro incontri sono stati sottolineati da una linea di diffidenza e sfide, oggi i due paesi si vedono uniti contro un comune nemico, ma quanto durerà?


 Il rapporto personale tra il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente Vladimir V. Putin è spesso ridotto ad aneddoti che hanno colorato i loro precedenti incontri: Putin che per infastidire la cancelliera racconta del suo ruolo nel KGB, o i suoi tentativi di farla sobbalzare portando il suo grande Labrador nero a un incontro, pur conoscendo la paura della Merkel per i cani. Ma la lunga storia di alienazione e riavvicinamento dei due paesi era in gioco anche quando la signora Merkel e il signor Putin si sono incontrati per tre ore e mezza sabato nella villa del governo tedesco a Meseberg, fuori Berlino. Era il loro secondo incontro in tre mesi. I due leader hanno concluso i colloqui senza rilasciare dichiarazioni. Prima che iniziasse l'incontro, hanno detto ai giornalisti che portare stabilità nell'est dell'Ucraina, in Siria e affrontare il futuro sull'accordo nucleare iraniano erano i temi principali nella loro agenda. Gli analisti hanno visto l'incontro come un'opportunità per mettere le relazioni tra Berlino e Mosca su un terreno più pragmatico e concreto, dopo anni di crescenti tensioni. Putin sembrava suggerire lo stesso nei suoi commenti ai giornalisti, segnalando un tema in particolare, l'aiuto della Germania per ricostruire le infrastrutture della Siria in modo che i rifugiati potessero tornare nel paese oggi devastato dalla guerra. Va ricordato che gli interessi russi in quel paese sono sempre stati alti, per anni la Russia ha fornito il sostegno militare in sostegno al presidente Bashar al-Assad, contro i gruppi ribelli che vogliono la sua fine, anche la cancelliera Merkel ha sottolineato la necessità di una maggiore cooperazione in quei teritori. "La Germania, ma soprattutto la Russia, come membro del Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, ha la responsabilità di trovare soluzioni", ha detto la signora Merkel. "Sono dell'opinione che le questioni controverse possano essere affrontate solo nel dialogo e attraverso il dialogo". Sono stati discussi anche i problemi bilaterali incentrati sull'energia e sul gasdotto Nord Stream 2. Ecco uno sguardo ai problemi che definiscono e influenzano i legami russo-tedeschi e le discussioni dei leader. I due paesi potrebbero essere descritti come i "amicinemici", con legami economici, culturali e intellettuali che risalgono a secoli fa. Dal XVIII secolo, hanno attraversato una serie di conflitti e riconciliazioni, più recentemente la seconda guerra mondiale e la guerra fredda. Durante l'era sovietica, la Germania era il principale partner commerciale di Mosca, e molti tedeschi vedono i legami forti e positivi con Mosca, come un fattore chiave per la fine della guerra fredda e la riunificazione della Germania. Con la caduta del muro di Berlino, la Germania ha raggiunto Mosca, per aiutare i paesi del blocco sovietico a integrarsi nell'Unione europea, per rafforzare i legami politici ed economici, ma anche per investire nella società civile. Purtroppo questo idillio ha subito una brusca interruzione dei rapporti, che è iniziata con la reazione repressiva delle autorità russe alle proteste pubbliche nel 2011 e nel 2012 ed è peggiorata nel 2014, quando la Russia ha annesso la Crimea e sostenuto i ribelli nell'Ucraina orientale.

La Merkel e Putin hanno mantenuto contatti regolari. A maggio, la cancelliera ha visitato il presidente russo nella sua residenza estiva a Sochi e ha detto ai giornalisti di aver visto l'incontro di sabato come una continuazione di quei colloqui. L'incontro dei leader in Germania non dovrebbe essere considerato come un cambiamento fondamentale nelle relazioni russo-tedesche, invece va visto come la volontà di stringere accordi sulla situazione siriana, sull'energia e su altre questioni chiave, pur mantenendo le loro divergenze sul ruolo della Russia nel conflitto in Ucraina. Sia la Germania che la Russia hanno problemi legati alla Siria, Per la Cancelliera Merkel, il problema è interni, visto che la sua decisione di consentire a più di un milione di persone, la maggior parte di loro rifugiati dalla guerra in Siria, di chiedere asilo in Germania,  ha incontrato una crescente resistenza da parte del governo e della popolazione tedesca. Per Putin il problema è trovare un alleato per far cessare la guerra civile in Siria e rinforzare i propri interessi economici.

Entrambi i leader potrebbero trarre beneficio dal trovare un modo per garantire una sufficiente stabilità politica in Siria, "è nell'interesse politico interno del governo tedesco che i rifugiati siriani possano tornare in una Siria stabile". Un interesse comune potrebbe anche riavvicinare i paesi dopo un periodo di deterioramento delle relazioni. La Russia si è vista sorpresa dalla volontà della Germania di appoggiare le sanzioni americane a Mosca, per l'annessione della Crimea, per il suo coinvolgimento politico nell'insurrezione filo-Cremlino nell'est dell'Ucraina e per le forti dichiarazioni che hanno seguito l'abbattimento del volo 17 della Malaysia Airlines. Le mosse hanno chiarito ai leader russi che il rapporto speciale che ritenevano di aver condiviso con Berlino era finito. Poco dopo, la Germania si è trovata nel mirino degli attacchi informatici russi e una campagna sui media russi ha fatto precipitare la Germania all'ultimo posto nella graduatoria di gradimento dell'opinione pubblica russa. 

Il presidente Trump vede questi  nuovi incontri come una forte mossa russa che in qualche modo tiene in scacco la Germania riassumendo il suo pensiero in un Tweet: "La Germania è "ormai prigioniera della Russia?" Secondo le statistiche del governo la Germania importa circa il 40% del suo gas naturale dalla Russia, più di qualsiasi altro paese dell'Unione europea. Sabato, Putin ha snocciolato un elenco di statistiche che parlano della forza dei legami economici dei due paesi, tra cui un aumento del 22% degli scambi nel 2017, portandolo a 55 miliardi di $. Ha anche affermato che il gasdotto Nord Stream 2, al centro della rivendicazione di Trump, era necessario per "soddisfare la crescente domanda di risorse energetiche dell'economia europea". "Voglio sottolineare ancora una volta che Nord Stream 2 è un progetto esclusivamente economico e non chiude nessuna opportunità per le spedizioni in transito attraverso il territorio ucraino", ha affermato Putin.

Il rapporto dell'ex cancelliere Gerhard Schröder con Putin e la sua decisione di entrare a far parte del consiglio di amministrazione della compagnia petrolifera statale russa, Rosneft, rafforza l'idea che la Germania sia molto vicina oggi alla Russia.

Ma la signora Merkel ha mostrato la volontà di tracciare una linea, con le sue decisioni di sostenere le sanzioni contro la Russia nel 2015 e di unirsi alla risposta coordinata all'avvelenamento in Gran Bretagna questa primavera.

Si mischiano le carte della politica internazionale dei due paesi in modo da non far alzare muri e chiudere le porte dei dialoghi.

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FIFA; in Russia tutto è pronto per ospitare la Coppa del Mondo 2018

"La Russia è pronta al 100% per ospitare la Coppa del Mondo 2018", così il presidente della FIFA, Gianni Infantino


La Russia ospiterà la Coppa del Mondo 2018 dal 14 giugno al 15 luglio, in 12 stadi dislocati in diverse città tra cui Mosca, San Pietroburgo e Sochi e Infantino ritiene che i sostenitori russi si presenteranno con una vera sorpresa. 

"Penso che si possa dire che la Russia è pronta al 100% e che il mondo intero lo vedrà il 14 giugno, al momento del calcio d'inizio della partita tra Russia e Arabia Saudita nello stadio Luzhniki", ha detto Infantino in risposta alle preoccupazioni sul razzismo, sui diritti umani e sulla sicurezza nel paese ospitante a pochi giorni dell'inizio del torneo. 

"Tutti saranno in grado di vedere quanto sono belli gli stadi, quanto è accogliente il paese, come sono stati organizzati i preparativi e sarà una bella esperienza".

La Russia ha affrontato un esame approfondito del torneo, da parte del comitato FIFA, su questioni quali la sicurezza dei tifosi e delle squadre, nonché sul tema razzismo alle partite. Infatti il mese scorso, la FIFA ha contestato alla Russia una sanzione di 30.000 franchi svizzeri ($ 30.422), per i canti discriminatori dei fan russi diretti contro giocatori francesi durante un'amichevole a San Pietroburgo tra Russia e Francia.

Parlando delle accuse rivolte allo stato russo, in merito a violazioni dei diritti umani, il presidente FIFA ha aggiunto: "Ci siamo anche occupati di verificare che non vi siano state violazioni durante tutta la preparazione della manifestazione e direi che non sono affatto preoccupato, non abbiamo verificato discriminazioni o violazioni di diritti umani anche in termini di sicurezza, ma ovviamente prendiamo molto seriamente la questione e abbiamo preso le misure appropriate. Per la prima volta abbiamo controllato la costruzione degli stadi, per garantire le condizioni dei lavoratori... sono stati compiuti progressi concreti in termini di trattamento delle questioni relative ai diritti umani". 

Il presidente della FIFA ha inoltre promesso che tutti i fan, al seguito delle loro squadre, troveranno un "ambiente sicuro", precisando: "Le autorità russe sono consapevoli della situazione della sicurezza in un evento così importante", ha affermato. "Stanno lavorando duramente in cooperazione con le autorità di polizia di tutti i governi del mondo...  così da essere completamente pronti ad affrontare qualsiasi potenziale problema. Ogni fan che verrà in Russia sarà il benvenuto e troverà un ambiente sicuro per festeggiare. Se qualcuno sta pensando di venire in Russia per creare problemi, è meglio che resti a casa...".

Il costo per ospitare la Coppa del Mondo FIFA 2018 in Russia supera i 14 miliardi di dollari, diventando così la competizione calcistica più costosa della storia.

E' la prima volta che la Russia ospita la Coppa del Mondo 2018, dal 14 giugno al 15 luglio, trentadue squadre si sfideranno per il premio più ambito nel mondo del calcio. L'ex vice primo ministro russo Arkady Dvorkovich ha stimato che i costi dei preparativi per il campionato hanno contribuito con circa 14 miliardi $, ovvero circa l'1 per cento del PIL della Russia negli ultimi cinque anni.

"Abbiamo speso un sacco di soldi e dobbiamo assicurarci che tutta questa infrastruttura funzioni in primo luogo per lo sviluppo dello sport", ha detto il presidente Vladimir Putin durante la visita allo stadio che darà il via alla manifestazione.

 

ECCO ALCUNE NOTIZIE SU GIRONI E PARTITE:

 

Gruppo A: Russia (nazione ospitante), Arabia Saudita, Egitto, Uruguay

Gruppo B: Portogallo, Spagna, Marocco, Iran

Gruppo C: Francia, Australia, Perù, Danimarca

Gruppo D: Argentina, Islanda, Croazia, Nigeria

Gruppo E: Brasile, Svizzera, Costa Rica, Serbia

Gruppo F: Germania, Messico, Svezia, Corea del Sud

Gruppo G: Belgio, Panama, Tunisia, Inghilterra

Gruppo H: Polonia, Senegal, Colombia, Giappone

 

 
   CALENDARIO

Giovedì 14 giugno
Russia - Arabia Saudita: 17:00CET, Mosca (Luzhniki)

Venerdì 15 giugno
Egitto - Uruguay: 14CET, Ekaterinburg 
Marocco - Iran: 17CET, San Pietroburgo
Portogallo - Spagna: 20CET, Sochi

Sabato 16 giugno
Francia - Australia: 12CET, Kazan 
Argentina - Islanda: 15CET, Mosca (Spartak) 
Perù - Danimarca: 18CET, Saransk 
Croazia - Nigeria: 21CET: Kaliningrad

Domenica 17 giugno
Costarica - Serbia: 14CET, Samara 
Germania - Messico: 17CET, Mosca (Luzhniki) 
Brasile - Svizzera: 20CET, Rostov

Lunedì 18 giugno
Svezia - Corea del Sud: 14CET, Nizhny Novograd 
Belgio - Panama: 17CET, Sochi 
Tunisia - Inghilterra: 20CET, Volgograd

Martedì 19 giugno
Polonia - Senegal: 14CET, Mosca (Spartak) 
Colombia -Giappone: 17CET, Saransk 
Russia - Egitto: 20CET, San Pietroburgo

Mercoledì 20 giugno
Portogallo - Marocco: 14CET, Mosca (Luzhniki) 
Uruguay - Arabia Saudita: 17CET, Rostov 
Iran - Spagna: 20CET, Kazan

Giovedì 21 giugno
Francia - Perù: 14CET, Ekaterinburg
Danimarca - Australia: 17CET, Samara
Argentina - Croazia: 20CET, Nizhny Novograd

Venerdì 22 giugno
Brasile - Costarica: 14CET, San Pietroburgo
Nigeria - Islanda: 17CET, Volgograd
Argentina - Croazia: 20CET, Kaliningrad

                                                                                    La Kazan ArenaLa Kazan Arena©Getty Images
 

Sabato 23 giugno
Belgio - Tunisia: 14CET, Mosca (Spartak)
Germania - Svezia: 17CET, Sochi
Corea del Sud - Messico: 20CET, Rostov

Domenica 24 giugno
Inghilterra - Panama: 14CET, Nizhny Novograd
Giappone - Senegal: 17CET, Ekaterinburg
Polonia - Colombia: 20CET, Kazan

Lunedì 25 giugno
Uruguay - Russia: 16CET, Samara
Arabia Saudita - Egitto: 16CET, Volgograd
Iran - Portogallo: 20CET, Saransk
Spagna - Marocco: 20CET, Kaliningrad

Martedì 26 giugno
Danimarca - Francia: 16CET, Mosca (Luzhniki)
Australia - Perù: 16CET, Sochi
Nigeria - Argentina: 20CET, San Pietroburgo
Croazia - Islanda: 20CET, Rostov

Mercoledì 27 giugno
Corea del Sud - Germania: 16CET, Kazan
Messico - Svezia: 16CET, Ekaterinburg
Serbia - Brasile: 20CET, Mosca (Spartak)
Svizzera - Costarica: 20CET, Nizhny Novograd

Giovedì 28 giugno
Giappone - Polonia: 16CET, Volgograd
Senegal - Colombia: 16CET, Samara
Inghilterra - Belgio: 20CET, Kaliningrad
Panama - Tunisia: 20CET, Saransk

 

L'Islanda è la prima nazione con meno di un milione di abitanti a qualificarsi a un Mondiale
L'Islanda è la prima nazione con meno di un milione di abitanti a qualificarsi a un Mondiale©AFP/Getty Images
 
Ottavi di finale

Sabato 30 giugno
1 – Vincente C - Seconda D: 16CET, Kazan
2 – Vincente A - Seconda B: 20CET, Sochi

Domenica 1° luglio
3 – Vincente B - Seconda A: 16CET, Mosca (Luzhniki)
4 – Vincente D - Seconda C: 20CET, Nizhny Novograd

Lunedì 2 luglio
5 – Vincente E - Seconda F: 16CET, Samara
6 – Vincente G - Seconda H: 20CET, Rostov

Martedì 3 luglio
7 – Vincente F - Seconda E: 16CET, San Pietroburgo
8 – Vincente H - Seconda G: 20CET, Mosca (Spartak)

 

   Quarti di finale

Venerdì 6 luglio
QF1 – Vincente 2 - Vincente 1: 16CET, Nizhny Novograd
QF2 – Vincente 5 - Vincente 6: 20CET, Kazan

Sabato 7 luglio
QF3 – Vincente 7 - Vincente 8: 16CET, Samara
QF4 – Vincente 3 - Vincente 4: 20CET, Sochi

 

   Semifinali

Martedì 10 luglio
SF1  – Vincente QF1 - Vincente QF2: 20CET, San Pietroburgo

Mercoledì 11 luglio
SF2 – Vincente QF4 - Vincente QF3: 20CET, Mosca (Luzhniki)

 

  Finale terzo posto
 
Sabato 14 luglio
Perdente SF1 - Perdente SF2: 16CET, San Pietroburgo

 

  Finale primo posto

Domenica 15 luglio
Vincente SF1 - Vincente SF2: 17CET, Mosca (Luzhniki)

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Putin introduce un nuovo arsenale di armi nucleari

In risposta alle recenti tensioni con gli Stati Uniti e la NATO, la Russia sta espandendo il suo arsenale nucleare. Il presidente Vladimir Putin ha presentato in un discorso ai deputati a Mosca giovedì, diversi nuovi sistemi di armi che sono in parte per consentire qualsiasi difesa.


Il suo paese è costretto ad agire di fronte agli armamenti statunitensi, ha detto Putin. Il rafforzamento dell'esercito russo dovrebbe assicurare la pace nel mondo, ha sottolineato allo stesso tempo. Gli Stati Uniti hanno introdotto una nuova dottrina sulle armi nucleari a febbraio, riferendosi esplicitamente agli sviluppi in Russia. Il governo di Mosca ha quindi minacciato le conseguenze.

Nel suo discorso, due settimane prima delle elezioni presidenziali, Putin ha parlato, tra le altre cose, di un nuovo razzo a propulsione nucleare che è stato testato alla fine del 2017 e potrebbe raggiungere ogni punto del pianeta. I sistemi di difesa, d'altra parte, sono impotenti.

Inoltre, la Russia sta testando la presentazione di nuovi droni sottomarini che potrebbero essere equipaggiati con armi nucleari. Una nuova testata nucleare più piccola si adattava ai missili cruise che non potevano essere intercettati.

I nuovi sistemi resi inutili nel miglioramento del confine della NATO con la Russia e dei sistemi di difesa missilistica degli Stati Uniti, ha detto Putin. Ha avvertito che un attacco nucleare contro un alleato russo sarebbe considerato un attacco alla stessa Russia: "La risposta sarebbe immediata".

Il ministro delle finanze russo Anton Siluanov ha affermato che, secondo l'agenzia di stampa Tass, non è previsto un aumento delle spese per la difesa. Il ministro dell'Industria Denis Manturov ha sottolineato che i sistemi di armi di Putin sono già inclusi nel programma militare per il periodo fino al 2027, che è stato approvato l'anno scorso.

Gli Stati Uniti hanno annunciato una nuova strategia nucleare all'inizio di febbraio. Questo era stato criticato dalla Russia, ma anche dalla Cina e dalla Germania. Il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti vuole quindi sviluppare armi nucleari più piccole con minore potenza esplosiva per rispondere in modo più flessibile agli attacchi.

Un documento ha osservato che la Russia ha un numero maggiore e una varietà di armi nucleari rispetto agli Stati Uniti. Il governo di Mosca ritiene che un primo attacco nucleare limitato potrebbe portare benefici al paese in caso di crisi o piccole guerre. Gli Stati Uniti accusano inoltre la Russia dal 2014 di aver infranto il trattato sulle armi nucleari INF con lo sviluppo di un nuovo missile da crociera a terra.

Oggi, le armi nucleari con una forza esplosiva di meno di 20 kilotoni sono considerate piccole. Tra questi c'è la bomba atomica usata dagli Stati Uniti nel 1945 su Hiroshima. Si stima che oltre 100.000 persone siano state uccise dall'esplosione e dagli effetti a lungo termine delle radiazioni.

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