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updated 12:16 PM UTC, Sep 25, 2020

Covid, cosa succede nel mondo: il bilancio aggiornato e le nuove misure dei vari Paesi. Norme contro gli assembramenti in Inghilterra, la Francia riduce la quarantena, ma l'Oms è contraria

Sono 27.583.796 i casi di contagio da Coronavirus registrati nel mondo, stando al bilancio aggiornato dal Coronavirus Resource Center della Johns Hopkins University. I decessi attribuiti al Covid-19 sono nel mondo 897.614. Nuove misure anti-assembramenti in vigore in Inghilterra da lunedì. L'Organizzazione mondiale della Sanità ribadisce che la quarantena deve essere di quattordici giorni, dopo che la Francia l'ha ridotta a sette


Ecco come il Coronavirus sta cambiando il mondo: luci ed ombre del virus

Gli incontri sociali di più di sei persone saranno proibiti in Inghilterra a partire da lunedì - con alcune esenzioni - a causa del forte aumento dei casi di coronavirus, pena una multa che va da 100 sterline fino a un massimo di 3.200. Lo riferisce la Bbc la quale precisa che il premier Boris Johnson terrà una conferenza stampa in mattinata per fornire ulteriori dettagli.  

La modifica alla legge pone il divieto al maxi assembramento al chiuso e all'aperto, ma non si applicherà alle scuole, ai posti di lavoro e ai matrimoni, funerali e eventi sportivi organizzati che adottano le misure anti-Covid.  Le nuove regole segnano un cambiamento nell'attuale orientamento dell'Inghilterra. Al momento, due famiglie di qualsiasi dimensione possono incontrarsi all'interno o all'esterno, o fino a sei persone di famiglie diverse all'aperto. Fino ad ora la polizia non ha avuto il potere di fermare i raduni a meno che non superassero le 30 persone.

Sarà prorogata fino al 30 settembre l'indicazione del governo tedesco di evitare viaggi, che non siano indispensabili, nei 160 paesi ritenuti a rischio per il Coronavirus. Lo ha deciso oggi il gabinetto di Angela Merkel, secondo quanto ha riferito la portavoce del ministero degli esteri a Berlino in conferenza stampa. Subito dopo, ha spiegato la portavoce Marie Adebahr, si deciderà in base alla situazione della diffusione del virus dei singoli Paesi.

Parigi gli ospedali pubblici sperano di poter effettuare test rapidi "su larga scala" entro "metà settembre" per fronteggiare al meglio la seconda ondata del coronavirus. Due prototipi di tamponi rapidi, anche detti 'antigenici', sono già stati sperimentati durante l'estate. Questi permettono di conoscere il risultato entro trenta minuti. AP-HP, il consorzio che gestisce gli ospedali pubblici parigini, ne ha quindi ordinati "100.000 esemplari", attualmente in corso di consegna.  Il governo francese "sarà obbligato a prendere alcune decisioni difficili entro 8 o 10 giorni al massimo" ha detto oggi Jean-François Delfraissy, presidente del Consiglio scientifico che affianca i vertici del Paese nelle decisioni in tema di pandemia. Per Delfraissy, il livello di epidemia del Covid-19 in Francia è "preoccupante": "ci si può ingannevolmente rassicurare" perché l'aumento della circolazione del virus ha "attualmente poche ricadute" sul sistema sanitario, ma può verificarsi "un aumento rapidissimo, esponenziale, in un secondo tempo", ha precisato, citando "in particolare" la situazione della regione "Provenza-Alpi-Costa Azzurra". 

In Belgio tra il 30 agosto ed il 5 settembre c'è stata una media di 502,1 contagi al giorno, in aumento (+ 13%) rispetto a sette giorni prima. A fotografare la situazione sono i dati aggiornati dall'Istituto di Sanità Pubblica Sciensano. Il numero totale di infezioni dall'inizio dell'epidemia è ora di 89.141 casi. I ricoveri sono ancora in calo, del 4%, con una media di 18,4 al giorno. Anche i decessi, seguono una tendenza al ribasso. Sono stati 2,3 al giorno in media nel periodo di riferimento (-2%), per un totale di 9.912 dall'arrivo del coronavirus.

La Russia ha registrato 5.218 nuovi casi e 142 decessi nelle ultime 24 ore. Lo ha dichiarato la sede operativa nella lotta al virus. La Russia ha visto un totale di 1.041.007 casi di coronavirus, tra cui 18.135 morti e 856.458 guarigioni (tra cui 6.409 pazienti dimessi nelle ultime 24 ore). Il numero di casi attivi è attualmente pari a 166.414. Lo riporta Interfax. 

Intanto il bilancio dei morti nella regione America Latina-Caraibi ha superato quota 300mila. E' quanto risulta da un conteggio dell'agenzia di stampa Afp. In particolare, il Perù ha superato i 30mila decessi.

L'Argentina ha superato oggi la soglia del mezzo milione di casi di coronavirus, è quanto emerge dai conteggi della Johns Hopkins University. Il Paese registra ora 500.034 contagi, inclusi 10.405 decessi. Finora sono guarite 366.590 persone.

Il Messico ha registrato ieri 5.351 nuovi casi e 703 ulteriori decessi: lo ha reso noto il ministero della Sanità, secondo quanto riporta la Cnn. I dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 642.860 e quello dei morti a quota 68.484.

Continua a salire il numero dei contagi in Israele ma anche la quantità di tamponi. Nelle ultime 24 ore, secondo il ministero della sanità, le nuove infezioni sono state 3.496 portando il totale, da inizio pandemia, a 139.013 casi. I tamponi sono stati circa 43 mila con un tasso di infezione dell'8.1%. Del totale dei casi, quelli attivi, per la prima volta hanno superato la soglia dei 30mila (30.366) con 472 in serie condizioni e 140 in ventilazione. I decessi, con altre 5 morti, sono saliti a 1.048. Da ieri sera 40 tra città e quartieri (in prevalenza arabe ed ortodosse) in tutto il Paese sono stati posti sotto coprifuoco notturno nel tentativo di rallentare le infezioni laddove i contagi sono più alti.

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Il capo della NATO esorta la Russia a non immischiarsi nella crisi della Bielorussia

Putin giura sostegno militare a Lukashenko e il capo della NATO Jens Stoltenberg lo invita a non immischiarsi nella crisi che sta travolgendo la Bielorussia a seguito di elezioni presidenziali contestate.


“La Bielorussia è uno stato sovrano e indipendente, nessuno, inclusa la Russia, dovrebbe interferire lì", ha detto Stoltenberg in un'intervista al quotidiano tedesco Bild. Durante l'intervista, Stoltenberg ha anche ribadito che sarebbe "inaccettabile" per il regime bielorusso usare la violenza per reprimere le proteste pacifiche dell'opposizione. "Il presidente Lukashenko e il regime di Minsk devono garantire che anche il popolo bielorusso possa decidere e determinare il futuro della Bielorussia", ha affermato. 

La risposta politico diplomatica del presidente russo Vladimir Putin è subito arrivata e giovedì scorso, ha promesso sostegno militare allo stretto alleato e leader bielorusso Alexander Lukashenko, sollecitando una risoluzione pacifica ai disordini e alle proteste scoppiati dopo il contestato voto del 9 agosto. Il rapporto tra i due leader è da sempre molto controverso, il 65enne Lukashenko ha da sempre accusato la Russia di voler alimentare le proteste dell'opposizione per riuscire ad entrare nel territorio e porvi delle sue roccaforti.

Eppure Putin giovedì ha promesso il sostegno militare alla Bielorussia e ha affermato che la Russia ha istituito un gruppo di riserva di agenti delle forze dell'ordine da dispiegare se la situazione post-voto si deteriorasse.

"Non verrà utilizzato a meno che la situazione non inizi a perdere il controllo", ha detto Putin, a meno che "elementi estremisti ... non comincino a dare fuoco ad auto, case e banche, inizino a sequestrare edifici amministrativi"

 

Fonte (AFP)

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Elezioni in Bielorussia, la polizia si prepara a soffocare ulteriori disordini

La polizia antisommossa è stata dispiegata nella capitale bielorussa in vista di una nuova manifestazione contro la rielezione del presidente Alexander Lukashenko.


Isolata piazza dell'Indipendenza, mentre colonne di persone si stanno unendo in una marcia di protesta proprio verso la piazza principale di Minsk. La polizia in tenuta antisommossa ha già effettuato molti arresti con metodi molto duri.


Presidente Alexander Lukashenko

La Bielorussia è attanagliata da proteste di massa, dalle elezioni del 9 Agosto, che hanno visto uscire come vincitore il leader di lunga data Lukashenko, al potere da 26 anni.

Sabato, le autorità hanno ritirato l'accreditamento di 17 giornalisti, la maggior parte dei quali cittadini bielorussi, che lavoravano come inviati per media stranieri e incaricati di realizzare reportage sulle proteste post-elettorali in corso. I più colpiti sono stati gli inviati della BBC, individuato come media straniero contro l'attuale governo. In un comunicato, la BBC ha affermato di condannare "con la massima fermezza possibile questo soffocamento del giornalismo indipendente".

I disordini in Bielorussia sono stati innescati all'inizio di questo mese da un'elezione che si ritiene sia stata truccata a favore di Lukashenko, al potere dal 1994.

La principale candidata dell'opposizione, Svetlana Tikhanovskaya, è stata arrestata il giorno dopo il voto ed è partita per la Lituania, da allora non si hanno notizie certe sulla sua dimora . 

La Bielorussia sta assistendo a manifestazioni senza precedenti, in sciopero anche i lavoratori delle principali imprese statali, cosa mai avvenuta fino ad oggi. Migliaia di persone sono state arrestate e numerose sono state le segnalazioni di brutalità della polizia. Le poche notizie che trapelano parlano di 4 morti e centinaia i feriti.

L'Unione europea e gli Stati Uniti sono tra coloro che rifiutano le elezioni, in quanto né libere né giuste. L'UE sta preparando sanzioni contro i funzionari del governo, accusati di aver manipolato il risultato per ottenere la vittoria di Lukashenko e di reprimere il movimento di opposizione.

Il principale alleato della Bielorussia, la Russia, ha messo in guardia l'Occidente, interferenze di stati distanti dal territorio bielorusso non saranno accettate e di conseguenza avranno una reazione di pari peso. Il presidente russo considera questi disordini solo una manovra dell'occidente, per prendere il controllo del territorio bielorusso.

Il presidente Vladimir Putin ha detto di aver formato una forza di riserva della polizia, che interverrà solo in caso di necessità e di aver concordato con il presidente Lukashenko "che non verrà utilizzata fino a quando la situazione non sarà fuori controllo".

Lukashenko, in carica da 26 anni come presidente, ha rivendicato un sesto mandato quando le autorità elettorali hanno dichiarato di aver vinto con l'80% dei voti. Ma l'opposizione guidata dalla Tikhanovskaya ha subito parlato di brogli e di aver vinto il 60-70% sulla base di conteggi non falsati.

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Inferno sulla terra. Dove sono i luoghi più estremi del nostro pianeta?

Negli USA, nell'area della Death Valley National Park, è stata registrata una temperatura dell'aria di + 54,4 ° C. Questa è una delle temperature più alte mai registrate sulla Terra. Ora un team internazionale di esperti condurrà un'analisi approfondita. Se i dati saranno confermati, questa cifra diventerà il terzo record di temperatura sul pianeta.


Sulla Terra ci sono luoghi che possono essere considerati estremi in termini di climatologia. Vale a dire...

... il più caldo

In Etiopia, nel Bacino di Afar, c'è l'insediamento abbandonato di Dallol. È riconosciuta come la zona con la più alta temperatura media annua dell'aria: nel periodo dal 1960 al 1966 ha raggiunto i 34,4 ° C.

 Tuttavia, se valutiamo misurazioni una tantum, il palmarès dovrebbe essere dato ad altre coordinate geografiche. Nella città libica di Al-Aziziya il 13 settembre 1922, la temperatura dell'aria più alta registrata (e anche all'ombra), ha raggiunto i 57,7° C. Ma l'Organizzazione meteorologica mondiale (OMM) non riconosce questo record, citando l'inaffidabilità delle informazioni e l'inaffidabilità dei mezzi di fissazione. Ufficialmente, il segno di 56,7° C, registrato il 13 luglio 1913 nella già citata Death Valley in California, è considerato l'indicatore del caldo infernale sulla Terra.

Al secondo posto c'è la città di Kelibia in Tunisia. Nel luglio 1931, l'aria si riscaldò fino a 55° C. La terza è la città di Mithribah in Kuwait, dove a luglio 2016 è stata registrata una temperatura di 53,9° C. E ora la stessa Death Valley la spingerà indietro, infatti il 19 agosto il termometro segnava + 54,4° C.

Se procediamo dalle statistiche ufficiali, sembra che questo parco nazionale statunitense debba essere riconosciuto come il luogo più caldo della Terra. Si trova a est della catena montuosa della Sierra Nevada in California ed è considerato il territorio più arido del Nord America: le correnti d'aria, che scendono rapidamente dalle montagne, diventano molto calde e perdono umidità di conseguenza, l'aria diventa secca e calda. Le temperature diurne superiori a 50° C sono comuni in questo parco durante i mesi estivi. 

... il più freddo

Nel dicembre 1957, nelle profondità dell'Antartide, tra il ghiaccio e la neve, fu fondata la stazione scientifica sovietica "Vostok". È diventata un simbolo di inaccessibilità, lo spessore della copertura di ghiaccio sotto la stazione è di 3700 metri.

La stazione è famosa per il fatto che nella sua area c'è un lago subglaciale unico, che gli scienziati ancor'oggi stanno studiando. E anche un record climatico: il 21 luglio 1983, lì è stata registrata la temperatura più bassa del pianeta -89,2° C.

I luoghi in cui si trova la stazione di Vostok sono, in linea di principio, caratterizzati da forti venti freddi considerati estremi. L'umidità dell'aria in inverno è prossima allo zero. Il vapore che esce dalla bocca si congela e si deposita istantaneamente, gli esploratori polari lo chiamano il "sussurro dell'Antartide".

E, a quanto pare, il record del 1983 non è infatti la temperatura più bassa del continente ghiacciato. Il telerilevamento dai satelliti mostra che ci sono regioni più fredde su questa terraferma. Dopo aver analizzato i dati, gli scienziati hanno stabilito che sull'altopiano antartico orientale durante la notte polare meridionale (di solito in luglio e agosto), il termometro dovrebbe scendere a -98° C.

 

Ghiacciaio Ross.
 

... il più umido

Nell'est dell'India, vicino al confine con il Bangladesh, a un'altitudine di 1313 metri sul livello del mare, si trova l'insediamento di Cherrapunji. In città vivono circa 10mila persone. I meteorologi conoscono questo posto come uno dei più piovosi e umidi della Terra. Qui piove continuamente per cinque mesi. In media, cadono 11-12 metri di precipitazioni all'anno.

Due record mondiali sono stati registrati a Cherrapunji. Ha ricevuto la maggiore quantità di precipitazioni durante l'anno, 26471 millimetri (oltre 26 metri!). E anche la quantità massima di precipitazioni in un mese, 9299 millimetri (quasi 9,3 metri!). È interessante notare che entrambi i record sono stati registrati circa 160 anni fa.

La ragione per l'umidità anormale sta nel rilievo. La città si trova in un'alta gola. Quando i monsoni nella stagione delle piogge raggiungono le nuvole del Golfo del Bengala, le montagne li spingono in direzione di Cherrapunji, dove il vapore acqueo si raffredda e cade al suolo in forti acquazzoni.

Cherrapunji.

... il più secco

Tuttavia, ci sono luoghi del pianeta in cui ci si può aspettare pioggia per anni. Uno di questi è il deserto di Atacama in Cile. La sua anormale secchezza è spiegata dal fatto che è "bloccata" su entrambi i lati, le Ande da est e l'alta pressione da ovest dall'Oceano Pacifico.

Nell'Atacama ci sono luoghi in cui ha piovuto l'ultima volta durante il Medioevo. Allo stesso tempo, non può essere definito un deserto caldo: è allo stesso tempo secco e piuttosto fresco, e talvolta freddo. Le piante si sono adattate, assorbono l'umidità dalle nebbie dense. E anche ad Atacama c'è la città più arida del mondo, Arica. Piove lì solo una volta ogni diversi decenni e la piovosità media è di 0,8 millimetri all'anno.

Il deserto cileno è rivaleggiato con le aride valli dell'Antartide. Queste si trovano al largo di McMurdo Sound a Victoria Land e coprono una vasta area non ricoperta di ghiaccio. Gli scienziati suggeriscono che non ci siano piogge da 8 milioni di anni. Il clima locale è considerato vicino a quello marziano, quindi la NASA ha testato i veicoli da discesa destinati al pianeta rosso, su queste terre.

Deserto Atacama.

... Il più ventoso

Sembra che l'Antartide possa essere tranquillamente definita il luogo più estremo della Terra, perché lì si trova anche il territorio più drenato, qui si trova la Commonwealth Bay. Il vento qui a volte accelera fino a 240 chilometri all'ora e la sua velocità media annuale è di 80 chilometri all'ora. Si noti che sulla scala Beaufort, che viene utilizzata per valutare gli uragani, il massimo di 12 punti massimi vengono assegnati ai venti con raffiche di 130 chilometri all'ora: la loro forza è sufficiente per distruggere case e sradicare alberi.

Tempeste particolarmente potenti nella baia del Commonwealth iniziano in inverno e possono durare più di un mese. Allo stesso tempo, il vento non si indebolisce neanche per un secondo. Quando l'Australian Antarctic Expedition arrivò in questi luoghi nel 1912, il suo leader, Douglas Mawson , descrisse in questo modo le condizioni meteorologiche, "Il clima è essenzialmente una tormenta e una bufera di neve tutto l'anno, i venti degli uragani ruggiscono per settimane, interrompendosi solo occasionalmente per un paio d'ore".

 

Macron e Merkel mettono in scena la forza dell'asse franco-tedesco di fronte alle nuove "sfide"

I due leader assicurano che c'è "convergenza" nell'agenda internazionale, anche se differiscono nella strategia nel Mediterraneo orientale


Tra il coronavirus e la lotta alla crisi economica che sta comportando, la crisi in Bielorussia, la Brexit, le tensioni nel Mediterraneo orientale, il colpo di stato in Mali o, proprio giovedì, l'avvelenamento del principale oppositore russo, Alexei Navalni, l'agenda, sia bilaterale che internazionale, era ben piena. Ma soprattutto quello che ha destato più interesse è stato il gesto di Angela Merkel che giovedì è diventato il primo cancelliere tedesco in 35 anni a visitare un presidente francese. L'incontro tra Emmanuel Macron e Angela Merkel è avvenuto a Fort Brégançon, "l'Eliseo dell'estate", dove il presidente trascorre le vacanze e dove, nei suoi tre lunghi anni di governo, aveva ospitato solo la britannica Theresa May e il russo Vladimir Putin. Una visita "eccezionale", aveva sottolineato l'Eliseo, che dovrebbe evidenziare quel rapporto speciale dell'asse franco-tedescoil . Va ricordato che il primo viaggio di Macron da presidente è stato a Berlino, nonostante i suoi alti e bassi, il rapporto tra i due è stato fondamentale nella politica bilaterale ed europea degli ultimi tre anni, un rapporto che dovrà essere ancora più stretto in quest'ultimo anno di vita politica del veterano cancelliere tedesco.

“Stiamo vivendo tempi difficili, la crisi Covid è la prima, ma ci troviamo anche di fronte a un mondo che si sta ricostruendo, compresi i cicli economici americani e cinesi, abbiamo la profonda convinzione della necessità di un'Europa che prenda il suo posto completamente, che difenda la sua sovranità strategica e l'indipendenza nel quadro della cooperazione e nel rispetto degli equilibri internazionali e del multilateralismo, ma che sappia difendere la sua agenda", ha sintetizzato Macron dopo le due ore di riunione, seguite da una" cena di lavoro ".

Era la prima volta che Merkel e Macron si vedevano di persona dopo l'interminabile Consiglio europeo di fine luglio a Bruxelles, in cui era stato approvato il fondo per la ricostruzione, non senza grandi difficoltà. L'Unione Europea darà 750.000 milioni di euro per aiutare i Paesi più colpiti dal coronavirus per far fronte alla crisi economica. L'iniziativa è stata possibile grazie alla spinta decisa di Parigi e Berlino, che insieme hanno presentato il piano multimilionario che ritengono fondamentale per salvaguardare lo stesso progetto europeo. Ma c'è ancora tanto da fare per Macron e Merkel che hanno approfittato di questo incontro in Costa Azzurra, per mettere a punto i dettagli prima della fase critica che inizierà con il ritorno delle vacanze e l'inizio del corso politico che dovrà validare la ratifica del fondo da parte del Parlamento europeo e dei 27 Stati membri, preferibilmente entro la fine dell'anno (e il mandato europeo tedesco).
Entrambi hanno concordato il desiderio di un "migliore coordinamento europeo" sia per l'approvazione finale dei fondi e la loro distribuzione a livello sanitario, sia per la risposta di ciascun paese a una pandemia che si ripercuote in Tutta l'Europa.

"Ora più che mai, dobbiamo avere un'azione europea contro il coronavirus, non possiamo limitarci a risposte nazionali, confinare nuovamente i Paesi, dobbiamo lavorare sul piano europeo, dobbiamo coordinare la nostra azione per combattere insieme l'epidemia" ha ribadito Angela Merkel.

Durante l'incontro si è parlato anche della crisi elettorale in Bielorussia, Macron ha accusato Lukashenko di "resistere" alla proposta di mediazione dell'OSCE a cui il presidente russo Vladimir Putin è già stato "favorevole", secondo il presidente francese, che allo stesso tempo ha ammonito sia Mosca sia l'Europa, si aspetta un "dialogo franco" sull'ex repubblica sovietica, perché "anche in questo caso sono in gioco la stabilità e la possibilità di un rapporto tra Ue e Russia". "Non vogliamo vedere una replica con quello che abbiamo visto negli anni passati, specialmente con l'Ucraina, e siamo stati molto chiari con Putin". "Quello che ci aspettiamo dalla Russia è davvero un dialogo franco e sincero con l'UE, in particolare con Germania e Francia, una cooperazione per una mediazione efficace che contribuisca ad evitare qualsiasi escalation e, soprattutto, vietare assolutamente qualsiasi violenza aggiuntiva alla situazione bielorussa. ".

Insieme alla Merkel, il presidente francese ha anche passato in rassegna la situazione in Libia, il colpo di stato in Mali e la crisi nel Mediterraneo orientale. Sebbene entrambi abbiano assicurato che vi sia "convergenza" su tutte le questioni, era chiaro che, almeno per quanto riguarda le strategie, quando si tratta di conflitti con la Turchia, le strade divergono, mentre Berlino sostiene il dialogo, Parigi ha inviato rinforzi militari nell'area a sostegno di Grecia e Cipro, anche se perseguono lo stesso obiettivo.

"Il nostro obiettivo strategico sul Mediterraneo orientale è lo stesso: la sovranità e la stabilità europee", ha detto Macron, anche se ha continuato precisando: "Ognuno di noi ha un modo per farlo, ognuno di noi ha la sua storia. Ci deve essere una complementarità per un obiettivo comune che agli stessi risultati ". "Ci sono diversi modi di agire", ha ammesso la Merkel. “Possiamo sostenere i nostri alleati europei, possiamo anche inviare navi, ma stiamo anche lavorando per riprendere il dialogo tra Grecia e Turchia. È difficile dire quale sia la strategia migliore, ecco perché lavoriamo insieme, penso ci siano molte possibilità di lavoro", ha aggiunto in tono conciliante.

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Perchè i media occidentali si sono scagliati contro il vaccino russo?

L'11 agosto, il presidente russo Vladimir Putin ha annunciato che la Russia aveva registrato il primo vaccino contro il coronavirus al mondo. E come prova della sua totale sicurezza, confermava che sua figlia aveva partecipato ai test sul nuovo farmaco.


I media occidentali sono immediatamente attivati con articoli contro la Russia, il suo governo e gli scienziati che hanno partecipato alla scoperta, accusando tutti contemporaneamente, spingendosi fino a parole molto pesanti, quasi genocidio.

 

Ecco alcune citazioni prese dai principali media:

  • "Putin sogna un "momento da leader stellare...".
  • "... Russia e Cina non sono molto scrupolose nell'osservare gli standard medici ed etici". 
  • "... più di 170 progetti per trovare un vaccino sono in corso nel mondo ... la Russia sta registrando il farmaco, ignorando alcune fasi dei test ... gli scienziati hanno testato i vaccini sui soldati e su se stessi..."
  • "L'approccio russo è sconsiderato e non etico".
  • "... questo farmaco rischia di esacerbare piuttosto che aiutare a far fronte alla pandemia."

Un'elenco che potrebbe continuare.

Sorge però una domanda: perché tutta questa isteria? Nessuna persona sarà vaccinata con la forza e contro la sua volontà con il farmaco russo "Sputnik V".

la risposta a questa domanda si potrebbe ritrovare in un post del NYT:

"Le principali potenze sono coinvolte in una corsa al vaccino globale, che il presidente Trump, Putin e il presidente cinese Xi Jinping considerano una guerra per procura, volta a consolidare per la loro leadership personale e per i sistemi nazionali concorrenti. Gli Stati Uniti, attraverso l'operazione Warp Speed e la Cina hanno investito miliardi in questo inseguimento, le autorità sanitarie sono preoccupate che la Russia stia cercando di strappare la vittoria alle due super potenze NEMICHE AMICHE".

 

Coronavirus; la Russia prosegue la registrazione del vaccino nonostante le preoccupazioni per la sicurezza

Il presidente Vladimir Putin ha annunciato che il vaccino è stato registrato, la produzione su larga scala dovrebbe iniziare a settembre e la vaccinazione di massa a ottobre


Lunedì, l'ente industriale dell'Associazione delle organizzazioni di sperimentazione clinica (ACTO), che rappresenta le organizzazioni che conducono studi clinici multinazionali sulla produzione di farmaci, aveva sollecitato ulteriori test prima della registrazione del nuovo vaccino russo contro il covid-19. La risposta delle autorità russe è stata secca, "L'ACTO sta ovviamente saltando alle conclusioni senza conoscere i risultati", ha detto al sito web di RBC Valentina Kosenko, vice capo sanitario del Roszdravnadzor l'agenzia russa per il controllo sanitario. "Diverse centinaia di volontari sono stati vaccinati con questo vaccino e non ci sono state reazioni avverse gravi", ha concluso la Kosenko.

L'istituto di ricerca statale russo Gamaleya ha lanciato la scorsa settimana gli studi di Fase III per il suo vaccino Covid-19. La Kosenko ha affermato che i nuovi test coinvolgeranno migliaia di volontari, le dosi e i tempi saranno gli stessi della fase II, fase che ha visto coinvolta come volontaria anche la figlia del presidente Putin. 

Sergei Glagolev, capo del dipartimento di controllo del Roszdravnadzor, conferma che la registrazione del vaccino avverrà durante le fase III e contemporaneamente verranno terminati anche tutti i test di laboratorio sui risultati di queste ultime vaccinazioni. “È accettabile registrare il farmaco durante le prime fasi degli studi clinici. Schemi simili esistono anche nell'UE e negli Stati Uniti, stiamo seguendo tutte le regole dettate dal controllo mondiale della sanità", ha detto Glagolev.

“Durante le pandemie, i paesi hanno fatto ricorso al permesso di utilizzare farmaci in assenza di normali studi randomizzati; non è il caso del nostro "vaccino di Gamaleya". Nel nostro caso, stiamo parlando di un'ammissione anticipata al mercato in condizioni rigorosamente controllate".

Il vaccino di Gamaleya è un cosiddetto vaccino a vettore virale, il che significa che impiega un altro virus per trasportare il DNA che codifica la risposta immunitaria necessaria nelle cellule. Si basa sull'adenovirus, il comune "raffreddore".

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Coronavirus, superati i 12 milioni di casi nel mondo. Il dramma degli Usa: 55mila nuovi contagiati nelle ultime 24 ore. Preoccupa Israele, fiammata ad Hong Kong

Il numero delle persone contagiate dal coronavirus nel mondo ha superato i 12 milioni, secondo il bilancio, continuamente aggiornato, della Johns Hopkins University. Poco dopo l'ultimo aggiornamento dei casi in corso, con 55 mila nuovi contagi negli Stati Uniti, il totale mondiale è salito a 12.007.327. Di questi, 548.799 hanno avuto un esito fatale


STATI UNITI - I nuovi casi di coronavirus negli Stati Uniti nelle ultime 24 ore sono stati 55.000. E' quanto emerge dai dati della John Hopkins University, che parla di 3.051.427 contagi e 132.195 morti.
Balzo dei casi di coronavirus a Tulsa, la città dell'Oklahoma dove Donald Trump ha tenuto un comizio lo scorso 20 giugno. La contea di Tulsa ha registrato 206 nuovi casi di coronavirus martedì e 261, un record, lunedì. "Negli ultimi due giorni abbiamo avuto quasi 500 casi e sappiamo che ci sono stati diversi grandi eventi poco più di due settimane fa", afferma Bruce Dart, il direttore del Dipartimento della Salute di Tulsa. Dart non ha fatto esplicito riferimento al comizio di Trump ma ha spiegato che si tratta solo di "fare due più due" fra l'aumento dei casi e i grandi eventi delle scorse settimane, quali il comizio di Trump.

Il coronavirus probabilmente si diffondeva ampiamente negli Stati Uniti già a febbraio: il virus potrebbe essere stato importato dalla Cina e da altri Paesi, ma una volta entrato nel territorio americano gran parte della sua diffusione è avvenuta tra Stato e Stato. E' quanto emerge da un modello statistico realizzato da ricercatori della Northeastern University di Boston, secondo quanto riporta la Cnn.

ISRAELE - Resta sempre alto il numero delle nuove infezioni in Israele: secondo il ministero della sanità ci sono stati 1.231 casi diagnosticati nelle ultime 24 ore per un totale, da inizio pandemia, di 33.947. Crescono anche le vittime con 2 nuovi morti che portano la somma complessiva a 346. I casi attivi della malattia sono 15.209 con 118 persone in gravi condizioni: due settimane fa erano 45. Un altro ministro Rafi Peretz - dopo il suo collega alla difesa Benny Gantz - si è messo in auto quarantena a seguito della scoperta di un suo consigliere risultato positivo al Covid 19. Non è migliore la situazione nei Territori Palestinesi dove un uomo è morto di complicazioni da coronavirus a Hebron in Cisgiordania portando il totale a 24: i casi accertati sono 5.567, con 23 pazienti in condizioni critiche. In tutti i Territori è in vigore il secondo lockdown.

IRAN - Nuovo record di vittime di Covid-19 in Iran. Nelle ultime 24 ore sono stati registrati 221 decessi, per un totale di 12.305 decessi confermati. I casi salgono a 250.458, con 2.079 contagi in un giorno. I ricoverati in terapia intensiva crescono a 3.324, mentre i pazienti guariti diventano 212.176. I test effettuati sono 1.897.803. Lo ha riferito nel suo bollettino quotidiano la portavoce del ministero della Salute iraniano, Sima Lari.

HONG KONG - Le autorità di Hong Kong hanno messo in guardia la popolazione contro una potenziale "crescita esponenziale" di nuovi casi di coronavirus dopo una fiammata di contagi locali. Da domenica scorsa a oggi nella metropoli sono stati registrati 65 nuovi casi, inclusi 31 in cui l'infezione è stata trasmessa a livello locale. Si tratta per alcuni della "terza ondata" del virus nel centro finanziario asiatico, riporta la Cnn, che ha colpito tassisti, camerieri, infermieri e anziani ospiti di case di riposo. "E' possibile che ci sarà un grande focolaio", ha detto Chuang Shuk-kwan, il direttore del Centro per la protezione della salute: "Potrebbe esserci un'improvvisa crescita esponenziale dei casi". Dall'inizio della pandemia Hong Kong ha registrato 1.324 casi di coronavirus e solo sette decessi legati alla malattia. "Il virus troverà qualsiasi spiraglio nella vostra armatura", ha commentato da parte l'esperta di malattie infettive Sarah Borwein volendo sottolineare la facilità con cui il virus riesce a penetrare nell'organismo: "Lo abbiamo visto a Pechino, a Singapore, in Corea del Sud e adesso in Israele, in Australia e altrove".

GIAPPONE - Tokyo aggiorna nuovamente il record dei casi giornalieri di coronavirus fino a raggiungere quota 224 nelle ultime 24 ore, il massimo livello da metà aprile. Lo ha annunciato il governo metropolitano dopo un temporaneo rallentamento registrato nelle 24 ore precedenti con 75 casi, e confermando la presenza dei maggiori focolai nel distretto a luci rosse della capitale, l'area di Kabukicho (nord ovest), malgrado i recenti inviti delle autorità locali a ridurre le visite e l'assistenza finanziaria promessa alle attività commerciali in presenza di una riduzione degli orari di apertura. Con circa 7.200 casi, Tokyo rappresenta oltre un terzo dei contagi complessivi a livello nazionale.

LIBIA - La Libia registra nelle ultime 24 ore altri 86 nuovi contagi da coronavirus, che portano a 1.268 il totale dei casi confermati nel Paese. Lo ha reso noto il Centro nazionale libico per il controllo delle malattie sulla propria pagina Facebook, precisando che i morti salgono a 36, i guariti a 306, e le persone attualmente positive da 852 a 906. La maggior parte dei casi si registra al Sud, con molti contagi anche tra il personale sanitario. L'ospedale di Ubari, nella Libia meridionale, ha sospeso le sue attività per 48 ore dopo che un membro dello staff è risultato positivo al coronavirus, come annunciato dal suo direttore, Suleiman Alwa. I dati sugli infettati da coronavirus, secondo alcune agenzie Onu, potrebbero tuttavia essere più alti, considerata la scarsa capacità del Paese di condurre test su larga scala per via della difficile situazione politica e del conflitto in corso.

PAKISTAN - Il Pakistan ha registrato 3.359 casi di coronavirus e 61 decessi provocati dalla malattia nelle ultime 24 ore: lo ha reso noto oggi il ministero della Sanità del Paese. I nuovi dati portano il bilancio complessivo dei contagi a quota 240.848 e quello dei morti a quota 4.983. Sempre nelle ultime 24 ore sono guarite 4.346 persone, per un totale di 145.311 dall'inizio della pandemia. Attualmente 2.193 pazienti sono in condizioni critiche, 43 in più rispetto alle 24 ore precedenti.

RUSSIA - In Russia sono stati registrati 6.509 nuovi casi di Covid-19 nelle ultime 24 ore. Il totale dei contagi nel Paese sale così a 707.301. I decessi provocati dal virus sono ufficialmente 10.843, di cui 176 nel corso dell'ultima giornata. I guariti sono 8.805 nelle ultime 24 ore e 481.316 in tutto. Lo riporta il centro operativo russo anticoronavirus.

 

(Fonte: Ansa)

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