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updated 12:16 PM UTC, Sep 25, 2020

Diciotto anni fa l'incidente aereo al grattacielo Pirelli. Il ricordo del presidente Fontana: "Come allora la Lombardia e l'Italia sapranno ripartire"

"Era il 18 aprile 2002: un aereo da turismo si schiantò contro il Pirellone, provocando la morte di due dipendenti della Regione (Annamaria Rapetti e Alessandra Santonocito) e decine di feriti". Lo scrive sulla sua pagina Facebook il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana. 
"Il maledetto Covid19 - prosegue Fontana - non ci permette la tradizionale commemorazione pubblica, ma noi non dimentichiamo. Anzi, ricordiamo quella tragedia con ancora più forza. L'incidente sfregiò uno dei grattacieli simbolo di Milano e di tutta Europa, che però è tornato a splendere. Milano, la Lombardia e l'Italia sanno e sapranno ripartire. L'hanno dimostrato e lo dimostreranno ancora"

 

L'articolo di Repubblica del 18 aprile 2002

MILANO - Un piccolo aereo, un monomotore da turismo Air Commander, si è schiantato alle 17.50 contro contro il grattacielo Pirelli a Milano, sede della Regione Lombardia, in piazzale Duca d'Aosta. Il velivolo, decollato da Locarno, in Svizzera, intorno alle 17.15, e diretto a Milano Linate, avrebbe subito un'avaria al carrello e il pilota ha lanciato un sos prima di schiantarsi contro il grattacielo sventrando il 25esimo piano. Secondo la Prefettura di Milano l'incidente ha provocato tre morti: due donne avvocato, Annalisa Rapetti, 40 anni, che lascia una figlia di tre anni, e Alessandra Santonocito (entrambe le donne lavoravano al 26esimo piano dell'edificio) e il pilota dell'Air Commander. In un primo momento si era diffusa la notizia che le vittime fossero cinque, ma non si è avuta al momento alcuna conferma. I feriti sarebbero invece una settantina.

Il monomotore Aer Commander era pilotato da Luigi Fasulo, 68 anni, originario di Pregassona, comune del Canton Ticino, 5 mila ore di volo alle spalle. L'uomo, l'unico a bordo, ha comunicato alla torre di controllo di Linate di avere un problema al carrello. La pista per l'atterraggio di emergenza non era libera così l'aereo da turismo è stato dirottato verso un'altra zona. Poi la torre di controllo ha perso il segnale del velivolo. Secondo l'Enac (ente nazionale aviazione civile) l'incidente sarebbe da addebitarsi a un malore del pilota o a del fumo a bordo. Ora l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo (Ansv) ha disposto l'invio a Milano di un team di investigatori per i primi atti dell'inchiesta.

Un altro piccolo aereo, pochi minuti dopo lo schianto del monomotore sul Pirellone, ha volato per alcuni minuti nelle vicinanze della sede della Regione Lombardia. Dopo essere stato avvistato da alcuni testimoni, l'Ata (Ali
Trasporti aerei) ha confermato che il secondo aereo civile era autorizzato ad atterrare dopo l'Air Commander che non riusciva a completare le sue operazioni di atterraggio. Così l'aereo si è messo a girare in ovale attorno a Milano ed è poi atterrato regolarmente all'Ata. Secondo quanto si è appreso, il pilota del secondo velivolo, dopo aver tentato inutilmente di mettersi in contatto con l'Air Commander, avrebbe notato dei problemi al carrello che il pilota stava cercando di azionare manualmente.

Al momento dell'impatto al "Pirellone" stavano lavorando circa 300 dipendenti della Regione Lombardia: negli ultimi piani del palazzo erano poche le persone presenti perché ancora in corso dei lavori di ristrutturazione. Lo schianto all'altezza del 25esimo piano del grattacielo ha provocato un incendio, l'alzarsi di una densa colonna di fumo che ha oscurato tutta la zona, non lontana dalla stazione centrale. I vigili del fuoco, accorsi sul posto in ottanta circa, hanno spento l'incendio ed evacuato l'edificio. Secondo Carlo Lio, assessore alla Protezione Civile, i feriti che si trovano all'interno del Pirellone sarebbero stati tutti evacuati dal 25esimo piano in giù. "Proseguono invece le ricerche - ha spiegato spiega Lio - sul 26esimo piano dove tra le macerie potrebbero trovarsi altre persone. Questo perché il pavimento del 27esimo piano è crollato rendendo difficili i soccorsi.

In Piazza Duca D'Aosta sono arrivati poco dopo l'incidente elicotteri dei vigili del fuoco da Varese, Genova, Torino e Venezia con i reparti Saf mentre i carabinieri hanno lanciato un appello, attraverso la televisione, perché tutti i medici disponibili nell'area milanese si rechino al Pirellone. La Protezione civile ha istituito due numeri telefonici (800-061160 e 02-67652848) per avere informazioni sulle vittime dell'incidente.

L'impatto dell'aereo con l'edificio ha provocato una caduta di detriti: vetri, metallo, fogli di carta che si sono sparsi su tutta la piazza. Sul terreno sono evidenti i rottami dell'ala dell'aereo. L'apertura dell'esplosione è su tutto il fronte delle vetrate del Pirellone, una sorta di "ferita trapassante" attraverso il grattacielo. Dal piazzale della Stazione, che è vicino al Pirellone, si possono vedere i piani alti del grattacielo ancora avvolti nel fumo. In tutta l'area attorno al grattacielo Pirelli le comunicazioni telefoniche anche via cellulare sono interrotte o quasi impossibili.

Tre deceduti, settanta i feriti trasportati all'ospedale Fatebenefratelli, dove è stata allestita l'unità di crisi. Continua, comunque, l'opera dei vigili del fuoco, che al momento stanno lavorando al 26esimo piano. Le operazioni sono rese difficili dal crollo del pavimento del 27esimo piano. Si cerca di capire se vi siano altre persone intrappolate tra le macerie.

Il Presidente del Consiglio Silvio Berlusconi è stato avvisato nel suo volo di ritorno in Italia da Sofia dell'esplosione al Pirellone. Il premier appena arrivato a Roma si è messo in contatto con il ministro dell'Interno Claudio Scajola che, andato a Milano, ha detto che "tutti gli elementi a disposizione fino ad ora fanno propendere nettamente per l'ipotesi dell'incidente".

Disastro in Etiopia, la Gran Bretagna chiude lo spazio aereo al Boeing 737 Max. Anche l'Europa vauta lo stop. Il costruttore americano annuncia un aggiornamento del software dell'intera flotta

Dopo lo schianto del volo 302 della Ethiopian Airlines, diversi Paesi e compagnie aeree hanno deciso di bloccare l'utilizzo dei Boeing 737 Max 8. Martedì è arrivata anche la decisione del Regno Unito: lo spazio aereo sarà chiuso ai 737 Max 8 e una misura simile potrebbe essere adotatta in tutta l'Unione europea dall'agenzia che si occupa di vigilare sul trasporto aereo, l'Easa, secondo indiscrezioni raccolte dall'agenzia Bloomberg


Il Regno Unito ha annunciato di aver bandito tutti i voli nel suo spazio aereo dei Boeing 737 Max 8, dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines. E, secondo quanto riferisce Bloomberg, l'agenzia europea per la sicurezza aerea (Easa) sarebbe pronta a seguire la Gran Bretagna e a bloccare tutti i voli dei Boeing 737 Max 8, dopo il disastro aereo della Ethiopian Airlines. 

Boeing ha affermato che procederà ad un aggiornamento del software dell'intera flotta dei 737 Max 8. L'annuncio poche ore dopo che Fedaral Aviation Administration statunitense era intenzionata a chiedere alcuni cambiamenti riguardanti l'aereo in questione entro aprile.

Intanto i titoli Boeing ancora in calo a Wall Street, dove aprono le contrattazioni perdendo il 4,08%.

L'Autorità dell'aviazione civile di Singapore ha temporaneamente vietato a tutti gli aerei Boeing 737 Max di entrare e uscire dal Paese in seguito ai due incidenti mortali che hanno coinvolto questo tipo di aeromobile in meno di cinque mesi. Lo stop, precisa l'Autorità, ha inizio oggi e sarà passibile di revisione quando saranno disponibili le informazioni sulla sicurezza di questi aeromobili".

Anche l'Australia ha sospeso tutti voli dell'aereo Boeing 737 Max 8. Stessa decisione da parte della compagnia aerea sudcoreana Eastar Jet. La compagnia Aerolineas Argentinas ha disposto un "riposo obbligato" per i suoi cinque Boeing 737 Max 8. In un comunicato la compagnia ha precisato che "il fermo degli aerei permetterà una loro ispezione e successivamente, secondo quanto comunicherà il costruttore Boeing, si deciderà se torneranno a volare".

Poi la compagnia aerea brasiliana Gol ha annunciato la sospensione dei suoi voli con aerei del modello Boeing 737 Max 8. La compagnia ha spiegato che "la sicurezza è il valore numero uno per la Gol, che orienta in modo assoluto tutte le iniziative dell'azienda", per cui dalle 20 di lunedì (mezzanotte in Italia) si sospendono tutte le operazioni commerciali dei suoi aerei 737 Max 8. La Gol ha precisato che la sua flotta aerea è composta da 121 aerei Boeing, dei quali solo 7 sono del modello 737 Max 8, sottolineando che da quando sono operativi questi velivoli "hanno già portato a termine 2.933 voli, per un totale di 12.700 ore di volo, in totale efficienza e sicurezza".

Alla lista si aggiunge anche la Lion Air, la più grande compagnia aerea privata indonesiana, che ha sospeso tutti i voli dei suoi 10 velivoli Boeing 737 Max 8. 

L'autorità per l'aviazione civile della Malaysia ha annunciato che sospenderà i voli degli aerei Boeing 737 Max 8 da e per il Paese, con effetto immediato, dopo l'incidente alle Ethiopian Airlines. Lo ha comunicato la stessa authority con un tweet citato dall'agenzia Bloomberg.

TRUMP - "Gli aerei stanno diventando troppo complicati per volare. I piloti non sono più necessari, piuttosto servono scienziati informatici del MIT". Donald Trump, con un tweet, si esprime così a due giorni dal disastro aereo. "Lo vedo continuamente in molti prodotti. Si cerca sempre di fare un passo avanti non necessario, quando spesso è decisamente meglio ciò che è vecchio e più semplice", aggiunge il presidente degli Stati Uniti. "Bisogna prendere decisioni nel giro di un secondo e la complessità crea pericolo. Tutto questo comporta costi enormi e guadagni minimi. Non so voi, ma io non voglio che Albert Einstein sia il mio pilota. Voglio grandi professionisti del volo a cui sia permesso di prendere facilmente e rapidamente il controllo di un aereo".

 

(Fonti d'agenzia)

  • Pubblicato in Esteri
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