updated 1:40 PM UTC, Nov 18, 2018

L'Europa delle sanzioni e dell'AntiNazionalismo, colpisce chi non si piega alle sue regole, Italia compresa

Anche la Polonia (già sanzionata), ultimo vero ex paese comunista dell'Unione europea, ha dichiarato che si opporrà a qualsiasi sanzione imposta dal blocco all'Ungheria, accusata di aver infranto le regole dell'UE sulla democrazia.


"Ogni paese ha il suo diritto sovrano di fare le riforme interne che ritenga più appropriate per i suoi cittadini", così il ministro degli esteri polacco in una dichiarazione mercoledì dopo il voto favorevole dell'Unione alle sanzioni imposte a Orban.

"Le azioni contro gli Stati membri servono solo a dividere e a creare delle profonde crepe nell'UE, aumentando l'attuale mancanza di fiducia dei cittadini verso le istituzioni europee".

Mercoledì il Parlamento europeo ha votato per sanzionare l'Ungheria, accusata di aver violato le norme sulla democrazia in tema migranti, i diritti civili e la corruzione, sono state lo spunto per avviare il processo punitivo definito dall'articolo 7 del trattato UE.

Da quando ha preso il potere nel 2010, il primo ministro ungherese Viktor Orban, un tempo un attivista contro i signori comunisti sovietici dell'Ungheria, ha usato la sua maggioranza parlamentare per fare pressione sui tribunali, sui media e sui gruppi non governativi. E' da sempre il primo oppositore del cancelliere tedesco Angela Merkel e di tutti quelli che vogliono un l'Europa accoglienti nei confronti dei numerosi rifugiati musulmani. Il governo ungherese ha dichiarato che cercherà tutte le vie legali per sfidare il voto alle sanzioni che ha visto 448 favorevoli e solo 197 contrari, descrivendo l'atto come "piccola vendetta". Ma i 197 voti espressi contro la prima richiesta del parlamento di avviare il processo punitivo dell'articolo 7 del trattato UE, hanno evidenziato che una sostanziale minoranza dell'opinione pubblica europea, vede Orban come un crociato per i diritti degli stati nazione e delle maggioranze etniche contro le regole di comportamento civico chieste da Bruxelles.

Da quando ha preso il potere nel 2010, Orban, da sempre attivista contro i signori comunisti sovietici dell'Ungheria, ha usato la sua maggioranza parlamentare per fare pressione sui tribunali, sui media e sui gruppi non governativi in ​​modo da mettere una censura sulle voci dei suoi oppositori, che evidenziavano il suo violare le regole dell'UE. Ha anche portato forte opposizione al cancelliere tedesco Angela Merkel e a tutti gli altri parlamentari che vogliono un Europa dell'accoglienza per i rifugiati musulmani.

"L'odierna decisione del Parlamento europeo non è stata altro che una meschina vendetta dei politici pro-immigrazione contro l'Ungheria", ha detto il ministro degli Esteri Peter Szijjarto in una conferenza stampa a Budapest. "La decisione è stata presa in modo fraudolento e contrario alle norme pertinenti dei trattati europei". Il fatto di non aver conteggiato i voti degli astenuti, ha cambiato l'esito del voto.

Con la Gran Bretagna in procinto di lasciare il blocco UE a marzo e le elezioni del Parlamento europeo a maggio, l'attacco all'Ungheria e di conseguenza all'alleata Polonia, che affronta una procedura di sanzioni similari lanciata dalla Commissione europea esecutiva nel 2017, apre nuove e più aspre tensioni tra due fazioni sempre più divise, i nazionalisti e i federalisti.

Prima del tanto contestato voto ha preso la parola il presidente della commissione europea Jean-Claude Juncker, che parlando in modo diretto e molto critico ai governi populisti e all'amministrazione americana ha detto: "L'Unione europea deve mostrare i muscoli come potenza mondiale ogni qualvolta l'Europa parla, deve parlare come unica voce, solo così possiamo imporre la nostra posizione agli altri", facendo riferimento all'accordo di luglio con il presidente Trump, per bloccare una guerra transatlantica sulle tariffe e che ha ottenuto plausi da tutto il parlamento. " la situazione geopolitica ci dice che questa è l'ora dell'Europa, è giunto il momento per rinforzare la sovranità europea", ha continuato.

 Nel ripetere il suo sostegno a una più profonda integrazione economica, ha anche spinto l'idea che l'euro dovrebbe sfidare il dollaro come valuta leader a livello mondiale, definendo "assurdo" che l'UE paghi la maggior parte della sua energia nella valuta statunitense, nonostante l'acquisto principalmente da terzi del calibro di Russia e stati del Golfo. Ha anche affermato che le compagnie aeree europee dovrebbero comprare i mezzi loro necessari con prezzi in euro e non in dollari.

 Juncker ha rinnovato gli appelli affinché gli Stati dell'Unione proseguano nello sviluppo di una capacità di difesa dell'UE indipendente dall'alleanza NATO guidata dagli Stati Uniti e di abbracciare l'Africa attraverso investimenti, creando così una vasta area di libero scambio e parte di una strategia per frenare il flusso di poveri migranti africani, bloccando da subito i forti nazionalismi anti UE. Tuttavia, l'idea di una Guardia costiera e di frontiera completamente federale, con la sua forza in uniforme di 10.000 soldati, guidata da Bruxelles, potrebbe togliere agli stati di confine molto potere sovrano e di controllo, cosa che non viene ancora vista bene

Con un occhio alle elezioni del prossimo Parlamento europeo, Juncker ha proposto nuove misure di vigilanza e sanzioni per tutti i tentativi di manipolare gli elettori. In veste centenaria della fine della prima guerra mondiale, ha ricordato come gli europei siano stati totalmente colti di sorpresa dal suo scoppio e ha sollecitato un maggior rispetto per l'UE come forza di pace contro il "veleno e l'inganno" nazionalista.  Rimarcando questo principio Jean-Claude Juncker ha parlato anche del suo rapporto con il governo italiano: "Io non ho problemi con il presidente del Consiglio, mio amico Giuseppe Conte. Ma ogni tanto rimango allibito dalla continua retorica messa in campo dalla maggioranza di governo e in particolar modo da almeno uno dei due vicepremier, con il suo continuo attacco a Bruxelles. Ecco, questo non aiuta l’Italia".

Il riferimento è scontato e va al leghista Salvini e ha aggiunto: "Salvini in campagna elettorale ha detto che ogni volta che apro bocca, lui guadagna voti. Ecco, io non voglio essere utile a lui. Ma voglio essere utile all'Italia. Non vedo una sola ragione per cui il PPE possa aprire delle trattative con Salvini. Abbiamo già Orban ed è abbastanza".

Poi parlando del grave incidente avvenuto a Genova con il crollo del ponte Morandi, ha aggiunto: "Non è colpa della Commissione se un ponte è crollato a Genova, nel bilancio europeo ci sono i soldi per le infrastrutture e bisogna usarli tutti, fino all'ultimo centesimo. Questo il governo italiano è carente e spesso dimentica di usare i soldi per le infrastrutture che ha a disposizione, lasciando scadere i fondi".

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