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Elezioni europee, i sondaggi prevedono un terremoto: avanzano i sovranisti, popolari e socialisti senza maggioranza. Il boom di Salvini insieme all'eurodestra dell'Enf

Popolari e Socialisti non avranno la maggioranza dei seggi alla prossima Eurocamera dopo il voto di maggio per le Europee. Lo dicono le prime proiezioni raccolte dal Parlamento Ue, basate su sondaggi nazionali. Il Ppe scenderebbe dagli attuali 217 seggi a 183, i Socialisti (S&D) da 186 a 135, i Conservatori (Ecr) da 75 a 51, i Verdi da 52 a 45. Salgono i Liberali da 68 a 75, l'Efdd (dove c'è M5S) da 41 a 43, l'Enf (dove c'è la Lega) da 37 a 59. Nelle proiezioni i partiti nazionali sono assegnati nei gruppi politici esistenti. La Lega sarebbe il primo partito italiano con più eletti, passando dagli attuali 6 eurodeputati a 27, ed il secondo dopo i tedeschi della Csu/Cdu che ne avrebbero invece 29


 

Salgono i Liberali e l'estrema destra dell'Enf, perdono terreno i Popolari, ma restano di gran lunga il primo gruppo nel Parlamento europeo, e soprattutto i Socialisti, che tuttavia dovrebbero restare il secondo gruppo, ma anche i Verdi, che erano considerati in crescita. Il quadro che emerge dal sondaggio diffuso oggi dal Parlamento europeo, con le proiezioni dei seggi, in vista delle prossime elezioni europee, realizzato da Kantar Public sulla base delle intenzioni di voto rilevate all'inizio di febbraio, prevede un'Aula in cui i Socialisti e i Popolari non avranno più la maggioranza. Ma già un'alleanza tra Socialisti, Popolari e Liberali avrebbe una maggioranza confortevole, che diverrebbe inattaccabile se imbarcasse anche i Verdi.

Per quanto riguarda l'Italia, secondo l'indagine realizzata da Kantar Public, la Lega è prima al 32,4% nelle intenzioni di voto, con 27 seggi. Secondo il Movimento Cinque Stelle al 25,7%, con 22 seggi. Terzo il Partito democratico al 17,3%, con 15 seggi, poi Forza Italia all'8,7%, con 7 seggi e Fratelli d'Italia al 4,4%, con 4 seggi. L'indagine è stata realizzata sulla base di otto sondaggi di istituti italiani tra il 19 gennaio e l'8 febbraio (due di Ipsos, due di Emg Acqua, due di Swg, uno dell'Istituto Piepoli e uno di Euromedia Research). Sotto la soglia di sbarramento, e quindi con zero seggi, sono Più Europa (3,3%), Potere al Popolo (2,2%), Articolo 1-Mdp (1,9%) e altri partiti (4,1%).

Il gruppo che guadagna più seggi è dunque quello dell'Enf, in cui siede la Lega, il partito che in Europa, secondo queste proiezioni, dovrebbe fare il salto maggiore. Nel dettaglio: il Ppe è previsto passare da 217 seggi, quanti ne ha oggi (in un'Aula con 751 seggi, che dovrebbero diventare 705 nella prossima legislatura per via della Brexit) a 183, scendendo da 28 a 23 delegazioni nazionali; l'Italia passa da 13 a 8 seggi nel gruppo Ppe. Il gruppo dei Socialisti e Democratici, S&D, passa da 186 a 135, perdendo 51 seggi (con 26 delegazioni nazionali, ne perde due); l'Italia qui è più che dimezzata, passando da 31 a 15 seggi e cedendo lo 'scettro' di delegazione più numerosa ai Socialisti.

L'Ecr, Conservatori e Riformisti, cala da 75 a 51 seggi, con gli italiani stabili a 4 (il gruppo ben 8 delegazioni nazionali, scendendo a 11). L'Alde, i Liberaldemocratici, cresce da 68 a 75 seggi, con gli italiani assenti (perde tre delegazioni nazionali, a 18). I Verdi, che erano considerati in ascesa, perdono 7 seggi, da 52 a 45; l'Italia passa da un seggio a zero all'interno del gruppo (il gruppo passa da 18 a 10 delegazioni nazionali). L'estrema sinistra della Gue/Ngl cala da 52 a 46 seggi; l'Italia passa da 3 seggi a zero (il gruppo perde una delegazione nazionale, scendendo a 13). L'Efdd, il gruppo in cui siedono oggi i Cinque Stelle, cresce da 41 a 43 seggi; l'Italia sale da 14 a 22 seggi, assumendo che i Cinque Stelle restino nell'Efdd, cosa che non è detta dato che hanno dichiarato l'intenzione di creare un nuovo gruppo.

Il gruppo Efdd sulla carta è a rischio, perché, secondo queste proiezioni, perderebbe due delegazioni nazionali, passando a 5, sotto la soglia minima necessaria per costituire un gruppo. La destra dell'Enf è il gruppo che aumenta di più, da 37 a 59 seggi; l'Italia passa da 6 a 27 seggi, l'aumento di gran lunga maggiore in tutta l'Unione europea. Sulla carta il gruppo è però a rischio, perché è sul filo per il numero di delegazioni nazionali (da 8 passa a 6). I non iscritti scendono da 22 a 10; gli altri, cioè i gruppi che per ora non hanno una precisa affiliazione politica (tra cui la Lrem di Emmanuel Macron) sono 58; di essi 18 sono francesi, nessuno è italiano.

 

(Fonte: Ansa, Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Il grande ritorno di Silvio, il profeta dei liberali: "Libertà in pericolo, è l'ora di mobilitare le coscienze". Poi attacca Salvini e annuncia che alle Europee ci sarà

"Io candidato alle europee? "Penso di sì, è ciò che mi chiedono tutti. E poi, se dobbiamo salvare l'Italia, bisogna cominciare a fare le cose sul serio". Colpo di scena al termine della kermesse azzurra di Fiuggi, dove Silvio Berlusconi è tornato a parlare dell'alleanza del centrodestra, senza risparmiare stoccate al governo gialloverde e al compagno di coalizione Salvini. L'annuncio ufficiale del Cav arriva all'uscita del Grand Hotel Palazzo della Fonte in una breve risposta ai cronisti. D'altra parte, fiume in piena sul palco, il capo di Forza Italia lo aveva già detto. "Sarò in campo alle prossime elezioni per salvare anche io il paese che amo", annunciava, per poi scandire: "Dobbiamo aprirci a quegli altri italiani che in definitiva la pensano come noi e questa volta sono rimasti a casa o hanno espresso un voto di protesta. Dobbiamo ritornare ad avere un voto importante e che faccia ancora di noi la prima forza politica in Italia". Nel corso dell'intervento del leader azzurro a chiusura della tre giorni organizzata da Antonio Tajani, Berlusconi aveva sottolineato come il vertice del centrodestra a Palazzo Grazioli "ha confermato che la coalizione è definitiva per tutti e tre i partiti". Però, aveva anche sottolineato, "Salvini ha delle uscite che non sono gradevoli e accettabili da parte nostra. Forse deve tentare di non far scoppiare un diverbio assoluto con i Cinque Stelle, quel diverbio che noi auspichiamo anche presto"


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IL MANIFESTO

"Noi, donne e uomini liberi d'Italia, ribadiamo la nostra fede nei principi liberali espressi nel 'credo laico' di Forza Italia e lanciamo un grido d'allarme per il pericolo che tali principi corrono nel nostro Paese e in Europa". Così recita l'incipit del 'Manifesto per la libertà' presentato ieri a Fiuggi dal leader di Forza Italia Silvio Berlusconi, protagonista della giornata conclusiva della kermesse azzurra organizzata da Antonio Tajani.

Un manifesto programmatico per il rilancio del partito che si articola in 5 punti. "La libertà è la condizione naturale di ogni essere umano. La garanzia della libertà e della dignità di ogni essere umano è la prima e più importante funzione dello Stato", si legge al primo punto.

I principi "sui quali si fonda la comune civiltà europea, sono oggi minacciati dai movimenti pauperisti, giustizialisti, statalisti e ribellisti che in varie forme operano in alcuni Stati europei" e, prosegue il manifesto, "questo pericolo riguarda direttamente il nostro Paese, nel quale la delusione di molti cittadini per gli errori del vecchia politica ha condotto al governo un movimento come i Cinque Stelle, ispirato dall'invidia e dall'odio sociale, nemico delle libertà, del progresso, della democrazia rappresentativa".

Per questo "da responsabili politici di Forza Italia, facciamo appello a tutti coloro che hanno a cuore i principi liberali affinché compiano una scelta di campo e si uniscano a noi per difendere l'avvenire del nostro Paese", è il messaggio del presidente di Fi. "Come nel 1994 - si legge ancora nel documento presentato alla platea di Fiuggi - è l'ora di una grande mobilitazione delle coscienze per noi che rappresentiamo l'Italia seria, onesta, concreta, fattiva": l'obiettivo è costruire "un centrodestra rinnovato e unito, nel quale possano riconoscersi gli italiani moderati, ragionevoli e di buon senso".

Berlusconi (che al termine del suo intervento di ieri, secondo quanto raccontato da fonti azzurre, avrebbe avuto un lieve calo di pressione), ha illustrato le linee guida della 'road map' che nelle intenzioni del Cav porterà al rilancio della sua creatura politica: "Quest'anno", ha spiegato, "la struttura territoriale del nostro movimento" verrà "totalmente rinnovata attraverso congressi che certamente non dovranno essere una conta burocratica di tessere" ma "assemblee aperte, alle quali si possa partecipare con grande facilità".

Avranno "spazio" e "rappresentanza nei nostri organi dirigenti", ha sottolineato Berlusconi, anche "i rappresentanti di quel ricchissimo mondo delle liste civiche di centrodestra che in moltissimi comuni sono la nuova leva degli amministratori locali".

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Politica

Energie per l'Italia, i cattolici e il centrodestra: Parisi accelera e arruola l'ex leader di CL

Il manager romano, consigliere comunale e già protagonista della sfida con Sala per diventare sindaco di Milano, si sta ritagliando un ruolo forte nel fronte moderato con una netta scelta di campo. La sfida aperta ad Alternativa Popolare di Angelino Alfano: "In Lombardia andiamo d'accordo, in Sicilia meno. Ora decidano da che parte stare". Intanto, dopo aver affidato il dipartimento della sicurezza del suo movimento al generale Mario Mori, ecco la delega per il Terzo settore e la Sussidiarietà a Giancarlo Cesana, storica figura apicale di Comunione e Liberazione. Un "acquisto" di peso per una strategia chiara. Le nostre interviste ai protagonisti del nuovo sodalizio - (VIDEO)


Stefano Parisi: "Serve costruire una forza politica che sia in grado di rappresentare le tante anime e i valori della società. L’impegno dei cattolici in politica credo debba dopo tanti anni arrivare a un punto di sintesi. Il loro disimpegno ha prodotto una società meno coesa e forze politiche sbandate. Penso che l’allontanamento dei cattolici dalla politica sia stato destabilizzante"

  • Pubblicato in Politica
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