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updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

Lombardia, i candidati Governatori a confronto con l’Ordine dei giornalisti (GUARDA IL LIVE)

In streaming il confronto tra i candidati alla Presidenza di Regione Lombardia organizzato dall'Ordine dei giornalisti lombardo in collaborazione con il Master in giornalismo dell'Università Iulm di Milano che ha ospitato l'evento - (VIDEO)


I candidati Governatori a confronto con l’Ordine dei giornalisti della Lombardia

Giulio ARRIGHINI - Grande Nord

Angela DE ROSA - CasaPound

Attilio FONTANA - Lega/Centrodestra

Massimo GATTI - Sinistra per la Lombardia

Giorgio GORI - PD/Centrosinistra

Onorio ROSATI - Liberi e Uguali

Dario VIOLI - Movimento 5 Stelle

Rispondono alle domande di Alessandro Galimberti, presidente dell’Ordine dei giornalisti della Lombardia. In collaborazione con il Master in giornalismo dell’Università Iulm.

Sinistra, D'Alema stronca Renzi: "Lunare che il Pd vinca le elezioni"

L'esponente Di Liberi e Uguali parla dell'aria che tira prima del voto del 4 marzo: "Gran parte delle persone che incontro voteranno centrodestra o M5S, nel mezzogiorno è prevalentemente così". E fa fuori anche il premier Gentiloni, da più parti indicato come guida di un futuro governo anche di larghe intese: "Se i dem perdono mi pare difficile che gli sia dato l'incarico"


"E' lunare pensare che il Pd vinca le elezioni", e quando sente Matteo Renzi sostenerlo "mi sembra di essere sulla luna, invece io sono tra la gente". Lo dice Massimo D'Alema, ospite di Circo Massimo su Radio Capital. "Gran parte delle persone che incontro voteranno centrodestra o M5S, nel mezzogiorno è prevalentemente così", aggiunge. Per l'ex premier, "il Pd "pagherà il prezzo alla legge elettorale che ha fatto" anche con l'obiettivo di "schiacciarci".

In campagna elettorale, tra la gente, sente "rabbia", "innanzitutto verso chi ha governato", attuando "una politica sbagliata e inconsapevole del grado di difficoltà che c'era nel paese".

E "se il Pd perde le elezioni mi pare difficile dare l'incarico a Gentiloni", sottolinea D'Alema. Prodi rimprovera i fuoriusciti dal Pd come 'amici che hanno sbagliato'? "E' la stessa cosa che penso di lui. Non si può votare Gentiloni: con questa legge elettorale, che Prodi reputa scandalosa e Gentiloni ha fatto passare con 8 voti di fiducia, non si vota Gentiloni ma Renzi. Se la lista 'Insieme' non supera il 3% il voto va a Renzi, quindi Prodi voterà per Renzi e Casini senza dirlo nemmeno a se stesso" ed esprimendo un voto "non utile né per se né per il paese".

A Renzi D'Alema rimprovera di aver composto "liste con stile padronale", usando una legge elettorale "pessima, che è un insulto ai cittadini, e a mio avviso sotto certi profili è anche incostituzionale". Quanto al progetto politico di Liberi e uguali, "io voglio ricostruire una sinistra unita ma innanzitutto unita al suo popolo". Dalla gente, dice D'Alema, in Salento per la campagna elettorale, "ci viene rimproverato di aver messo troppo tardi in campo la ricostruzione della sinistra, nessuno ci rimprovera" invece di aver detto addio al Pd. (Fonte: Adnkronos)

Centrodestra, chi sarà il premier? A ciascuno il suo: Berlusconi dice Tajani, Meloni e Salvini si candidano. Ma i sondaggi dicono...

La coalizione di centrodestra è unita, ma non troppo. Certamente non lo è per quanto riguarda il nome del futuro, ipotetico, presidente del Consiglio. La legge elettorale consente a ciascun partito di esprimere simbolicamente la candidatura auspicata, più per rafforzare la propria propaganda che per aspettative reali. Ecco dunque che le due formazioni "sovraniste", Lega e Fratelli d'Italia, spingono i rispettivi leader, mentre Forza Italia, non potendo schierare l'ineleggibile Berlusconi, per bocca dello stesso Presidente, avanza il nome dell'europeista Antonio Tajani, anche per marcare la distanza con gli alleati anti-Ue. Intanto però i sondaggi dicono che l'asse "in blu" è sempre in testa ma ancora ben al di sotto della soglia del 40% che garantirebbe una maggioranza di governo. Tutti gli scenari sono ad oggi possibili


La scelta del premier è rimandata a dopo il voto, ma qualche nome comincia ad emergere, come quello di Antonio Tajani. "Io - ha detto Silvio Berlusconi a Rtl 102.5 - non ho ambizioni politiche, voglio vincere e scegliere il premier e la squadra di governo con i miei alleati. Se fosse possibile avere Tajani sarebbe una bellissima scelta, molto stimata a livello europeo, certo sarebbe una perdita per l'Italia a livello Ue. Oltre a lui ci sono altre due possibilità in campo ma non le dico ora. Con gli alleati ne abbiamo parlato ma prima dobbiamo vincere".

"Chi vota Lega - precisa il leader del Carroccio - sa che il presidente del Consiglio sarà Salvini, lo abbiamo scritto nel simbolo. Chi vota Forza Italia lo scoprirà... Commenterò il 4 marzo sera, quando gli italiani avranno votato, perché lo decidono gli italiani. Questo abbiamo deciso con Berlusconi: chi prende un voto in più fra Salvini e Berlusconi, che hanno un programma comune ma sono persone diverse, decide". 

"Tajani - va però all'attacco Giorgia Meloni ad Agorà - sarà il candidato di FI, non è il candidato di FdI. Sto facendo la campagnaper poter arrivare io a presidente del Consiglio dei ministri. Gli Italiani sceglieranno la proposta che li convince di più". (Fonte: Ansa)

Intanto il centrodestra cala leggermente (-0,5) ma resta saldamente in testa con il 36,7 per cento dei consensi, recupera qualcosa il Pd e sale il Movimento 5 stelle. Mentre gli indecisi sono al 37,3 per cento. E' questo lo scenario che emerge dal sondaggio Swg per il Messaggero.

Forza Italia è ferma al 16 per cento, mentre Lega e Fratelli d'Italia calano un pochino. Il centrosinistra, sospinto dal Pd a quota 24 per cento (+0,4 rispetto a settimana scorsa) e dalla crescita degli altri partiti, arriva al 28,1 per cento (+0,8).
Bene anche il Movimento 5 stelle che passano dal 27,3 al 27,8 per cento. Perde quasi mezzo punto Liberi e uguali (-0,4) 

Vota un gruppo sempre più ridotto di elettori. E questo si posizione, indica il sondaggio, su Forza Italia (15 per cento) e Pd (13 per cento), mentre raccoglie il 6 per cento la Lega e il 4 per cento M5s (4%). Il partito considerato "meno peggio" è sempre l'ultima ancora di salvataggio per il cittadino deluso: opzione attiva soprattutto per M5s (16%), Leu (15%) e Forza Italia (13). Pd e Lega si fermano al 9%. Tra gli indecisi il 29 per cento vuole capire le proposte dei partiti, il 22 voterà chi gli darà maggiori garanzie di stabilità e governabilità e il 15 per cento si orienterà sul meno peggio. 

Grillo esclude alleanze ed "esce" dal simbolo del Movimento 5 Stelle: "Non siamo come la Lega. Salvini ministro? Fantascienza"

Beppe Grillo, insieme a Luigi Di Maio e Davide Casaleggio ha presentato il simbolo del M5S, senza il suo nome e con il nuovo sito ilblogdellestelle.it: "Siamo nella fase adulta del Movimento.  Un governo tecnico o politico? "Dietro ogni politico ci sono sempre i tecnici, c'è sempre uno staff tecnico"


Le alleanze con il M5S? "Perché mi fate domande che non hanno senso? E' come dire che un panda un giorno potrà mangiare carne cruda, noi mangiamo solo cuore di bambù. Non ci sono forze politiche, l'unica forza politica nuova siamo noi". Così Beppe Grillo, lasciando il Viminale dopo aver depositato il simbolo M5S per le elezioni politiche al fianco di Luigi Di Maio e Davide Casaleggio.

Grillo è arrivato nei pressi del Viminale intorno alle 7.40. "Siamo nella fase adulta del movimento, ma guardateli, guardateli quanto sono belli", ha detto rivolgendosi a Casaleggio e Di Maio, poco prima di depositare il nuovo simbolo del M5S. 

"Siamo qui per depositare il simbolo e il programma della prima forza politica del Paese - ha affermato il candidato premier Di Maio - Ha il sito internet all'interno, che è ilblogdellestelle.it", l'indirizzo web che ha preso il posto di 'movimento5stelle.it'. E' il terzo 'restyling' del simbolo della creatura politica di Grillo e Gianroberto Casaleggio, il primo - nato nel 2009 - riportava la dicitura beppegrillo.it. Il contrassegno depositato oggi è rappresentativo della terza associazione nata con Di Maio capo politico e Grillo garante.

Grillo non ha risparmiato una stoccatina alla stampa. "Sono immerso nei ricordi, sono nel 2013 non è cambiato nulla, è tutto assurdo - dice circondato da cronisti e telecamere -  pensate cosa direbbe Giolitti a vedervi qui dalle 7 per la consegna di un simbolo".

Poi, una volta dentro, si è imbattuto nel senatore Roberto Calderoli, con cui ha scambiato un paio di battute. Ma subito dopo ha marcato le distanze dalla Lega: "Non sono come noi loro, per favore eh...". E su Matteo Salvini al ministero dell'Interno, come ipotizzato da Silvio Berlusconi?: "L'inizio di un capitolo di fantascienza...".

A Casaleggio ha invece riservato una battuta: "Ha uno sguardo magnetico. Guarda le telecamere che tiriamo su 2 milioni di voti in più".

(Fonte: Adnkronos)

 

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Noi Repubblicani e la solidarietà alle Forze dell'ordine, Daniela Reho: "In piazza per chiedere il rispetto delle regole"

Il presidio davanti alla Stazione Centrale di Milano dell'associazione promossa da importanti esponenti di Forza Italia come Daniela Santanchè, Mario Mantovani, Luca Squeri, Sante Zuffada e Giuseppe Romele. IlComizio.it ha raccontato in live l'evento (guarda) che ha visto la partecipazione di centinaia di persone tra cui molti iscritti al Sindacato autonomo di Polizia (Sap) e rappresentanti dell'Arma dei Carabinieri. La nostra intervista alla persona che ha curato l'organizzazione dell'appuntamento - (VIDEO)

Salvini senza filtri sui Navigli: le primarie del centrodestra, il congresso del Pd, le elezioni e... il Papa

Appuntamento alla Darsena di Milano per parlare del progetto di riapertura dei Navigli, idea tanto cara all'esponente socialista Roberto Biscardini, che ha incontrato il favore della Lega in Regione Lombardia, in particolare per iniziativa del vicepresidente del Consiglio, Fabrizio Cecchetti. Il leader leghista parla a ruota libera sui temi caldi dell'agenda politica. Il tono è decisamente informale e le battute, anche sopra le righe, non mancano, ma le "notizie" sono serie. Per gli utenti ortodossi abbiamo anche l'intervista ufficiale... - (VIDEO)

Milano, Forza Italia incontra le parti sociali e presenta il suo Patto per il lavoro

A Palazzo Marino un tavolo con sindacati, Assolombarda e Camera di Commercio. Mariastella Gelmini: "Vogliamo dare il nostro contributo. Ecco gli impegni che prendiamo". Presenti l'assessore regionale Valentina Aprea e la responsabile azzurra per il Lavoro, Renata Polverini. La coordinatrice lombarda ha parlato anche di immigrazione: "Minniti serio e concreto sui Cie ma si proceda davvero alle espulsioni degli irregolari" - (VIDEO)


 

Un incontro sulle tematiche del lavoro si è tenuto oggi a Milano per iniziativa di Mariastella Gelmini, deputata e coordinatrice lombarda di Forza Italia.  Al tavolo i rappresentanti milanesi e lombardi delle principali sigle sindacali con i segretari locali e di Camera di Commercio e Assolombarda. Presenti anche l'assessore regionale alla Formazione e al Lavoro, Valentina Aprea e la parlamentare e responsabile per il Lavoro del partito, Renata Polverini.


"Vogliamo intraprendere ogni utile ed opportuna iniziativa, volta a coniugare le istanze di flessibilità delle imprese, con le esigenze di tutela dei lavoratori, attraverso la definizione di accordo territoriale che valorizzi le specifiche esigenze del contesto produttivo milanese - ha detto la Gelmini - Vogliamo sostenere i progetti post Expo di Human Technopole, il trasferimento dell'università a Rho e l'insediamento di laboratori di ricerca da parte delle imprese".

"I giovani devono diventare imprenditori di se stessi - ha spiegato la parlamentare azzurra - Purtroppo l'autoimprenditorialità è stata dimenticata dal Jobs act. Serve ripartire da politiche attive come quelle di Regione Lombardia, che vorremmo esportare come esempio a livello nazionale". Quindi un'esortazione energica sul tema al sindaco di Milano Beppe Sala: "Vogliamo che il sindaco dialoghi con il consiglio comunale sul piano di assunzioni, valorizzando prima di tutto le risorse interne. Sala, nel suo duplice ruolo sindaco e primo cittadino metropolitano, può fare molto. Vogliamo dare il nostro contributo".

 

A margine dell'incontro Mariastella Gelmini ha parlato anche di immigrazione e della decisione del governo di potenziare i Cie e di aprirne uno in ogni Regione. "L'identificazione degli immigrati è importante e da questo punto di vista osserviamo le prime mosse del ministro Minniti che mi sembrano improntate alla serietà e alla concretezza. Non vogliamo dare una mano al governo, vogliamo che le persone siano identificate. È chiaro  - ha aggiunto - che il passaggio nei Cie ha senso nella misura in cui poi si pratichino serie misure di espulsione per chi è migrante economico e non ha diritto a rimanere in Italia".

"L'identificazione celere è un primo importante punto, ma è chiaro che non basta perché occorre uscire dall'ipocrisia delle porte aperte per tutti e occorre praticare serie politiche di espulsione di chi non ha diritto a rimane anche perché c'è un problema grande di risorse che riguarda anche gli italiani. L'Italia - ha concluso l'ex ministro - è da sempre è un Paese accogliente e solidale, ma lo può essere solo nei confronti d chi ne ha diritto".

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