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updated 10:03 AM UTC, Nov 15, 2019

Pesticidi, il gioco tossico della Commissione europea per indebolire le leggi che li vietano

Il quotidiano francese "Libération" svela il contenuto di documenti riservati, ottenuti grazie alla giustizia europea, che mettono in luce le manipolazioni di Bruxelles per aggirare la legislazione sull'autorizzazione dei biocidi.


La legislazione dell'UE in materia di autorizzazione all'uso di biocidi (pesticidi ed erbicidi) era unica per il suo alto livello di protezione, si basava sul principio della possibilità di pericolo, vale a dire che se una sostanza potrebbe potenzialmente essere pericolosa per la salute umana, veniva vietata, senza considerare in che misura sarebbe potuta diventare pericolosa o le condizioni in cui questo pericolo si sarebbe evidenziato.

Questo principio, che mette la salute prima degli interessi commerciali, ovviamente non faceva piacere a tutti. Soprattutto non gli industriali che stanno facendo pressioni su Bruxelles per smantellare o spacchettare questa legge. Al punto che membri "convincenti" della Commissione europea stanno cercando di indebolire e modificare la legislazione, senza chiedere prima il parere dei cittadini. Questo è ciò che rivelano circa 660 documenti riservati (solo alcuni sono disponibili on-line), pubblicati dall'ONG Pesticide Action Network grazie all'autorizzazione della Corte europea, dopo due anni di scontri e processi. Il quotidiano francese Libération ha ieri pubblicato uno stralcio di questi documenti.

Scritte in un gergo tecnocratico specifico per le eminenze grigie di Bruxelles, queste e-mail e documenti di lavoro, parzialmente redatte e in inglese, rivelano come il segretariato generale della Commissione, sostenuto dalle Direzioni generali (DG) dell'agricoltura, dalle aziende, dal libero mercato e persino della salute hanno tentato di indebolire i criteri per la definizione degli interferenti endocrini ovvero dei BIOCIDI. Nuove definizioni che si volevano aggiungere alla attuale normativa europea, così da autorizzare l'uso dei pesticidi in modo incondizionato e non regolamentato.

La definizione finale di questi criteri è stata pubblicata solo il 19 aprile 2018, alla fine di un articolato e ben redatto studio d'impatto, questo studio doveva dare il via all'aggiunta di nuovi piccoli articoli e commi che in qualche modo avrebbero modificato il testo di legge, permettendo escamotage per l'uso di Biocidi. In un'e-mail datata 6 marzo 2014 indirizzata ai membri delle direzioni dell'ambiente e della salute e al Segretario Generale della commissione, i funzionari, coinvolti in questa losca manovra, hanno espresso esplicitamente i loro obiettivi: "Lo studio per la nuova definizione di legge, non mette direttamente in discussione la validità della legislazione originale ma fornisce un'analisi che giustifica il suo cambiamento". In poche parole cambiamo la legge per rendere legale l'uso dei pesticidi.

Il 24 gennaio dello stesso anno, il CEO della società che produce su vasca scala Pesticidi e Biocidi, in una e_mail inviata alla Direzione Generale della Commissione Salute, rilevava le sue intenzioni : "Poiché lo studio sull'impatto include varie opzioni che richiedono cambiamenti nelle leggi, non v'è alcun motivo per non includere nella Legge la definizione "valutazione del rischio", rimuovendo la definizione "valutazione del pericolo" [normativa vigente, ndr]". Una modifica che avrebbe indebolito le maglie della restrizione, passando il principio del rischio e non quello del pericolo.

L'approccio alla valutazione, basato sui rischi e non sui pericoli è la moda dell'industria agrochimica. Permette di stabilire un certo livello di rischio e quindi di autorizzare in modo incondizionato la vendita della sostanza, mentre secondo la normativa vigente, il minimo sospetto di pericolo per l'uomo ne comporta il divieto. La strategia ha funzionato. Tra le varie opzioni proposte nello studio d'impatto, quella che sembra essere la più favorevole è l'opzione 4, la cui conclusione è rivelatrice: "se saranno consentiti più pesticidi, sarà meglio per i cittadini europei."

Hans Muilerman, esperto di politiche chimiche europee per la rete di azione dei pesticidi, afferma che non vi è dubbio che i documenti trovati, rivelano la manipolazione della procedura, per soddisfare gli interessi di una parte della Commissione europea: "Questi sistemi sono contrari al processo democratico dell'UE. Non è compito della Commissione modificare la legislazione votata dagli Stati membri e dal Parlamento. Deve solo applicarla in modo equo e scientifico".

È il governo svedese che ha portato la giustizia europea contro la Commissione. Dopo un giudizio a suo favore, Asa Romson, allora Ministro dell'Ambiente svedese, ha persino lanciato, il 4 gennaio 2016, in una lettera, un avvertimento alle alte autorità di Bruxelles che li invitava a cambiare il loro comportamento. "La Corte [europea] ha concluso che i criteri per la determinazione del disturbo endocrino devono essere basati esclusivamente sulla scienza [...] e non su considerazioni economiche, Spero che la Commissione adotterà le misure necessarie per rispettare i trattati e rispettare la legittima aspettativa dei cittadini europei, secondo cui l'UE protegge la salute umana e l'ambiente dalle minacce degli interferenti endocrini."

Al di là delle manovre del Segretariato generale, la cosa più preoccupante è che questi documenti portano alla luce, gli sforzi deliberati della Direzione generale della Sanità europea, la cui essenza è proteggere i cittadini dai rischi per la salute, di indebolire invece la guardia europea. Nel corso di una riunione svoltasi il 4 aprile 2016 a Bruxelles, il dipartimento della sanità rifiutò di prendere in considerazione le osservazioni del direttore dell'ambiente, che aveva avuto solo due giorni e mezzo per consultare il progetto di studio a lungo impatto, di oltre 300 pagine. Quest'ultimo venne anche respinto quando chiese che le conclusioni della sentenza della Corte europea contro la Commissione, fossero prese in considerazione nella valutazione dello studio d'impatto (pro Pesticidi) presentato.

Dopo un aumento di pressione da parte del Parlamento europeo, le nuove definizioni di interferenti endocrini sono state adottate e applicate a tutte le autorizzazioni di pesticidi da dicembre. Solo "con il pretesto della semplificazione, la Commissione europea continua i suoi sforzi per indebolire la legislazione del 2009 attraverso la sua riforma chiamata Refit", avverte l'eurodeputato Hans Muilerman: "Le sue azioni sono in linea con le richieste dell'industria e di paesi come gli Stati Stati Uniti, i cui sforzi di lobbying raggiungono livelli inimmaginabili."

L'eurodeputato socialista Eric Andrieu in una seduta del Parlamento europeo dichiara: "L'attuale Commissione continua la sua linea politica liberale in cui gli interessi commerciali vanno prima della protezione della salute e dell'ambiente. Il nostro lavoro evidenzia come i giganti delle industrie agrochimiche si siano infiltrati insidiosamente nel processo di convalida dei pesticidi nel corso degli anni. Il loro potere è tale da rappresentare un pericolo per la democrazia europea. Il Parlamento dovrebbe avere più mezzi di pressione per contrastare o bloccare l'esecutivo europeo."

Charlotte Lepitre, coordinatore della rete di ONG Salute Ambiente, dichiara che: "Attualmente, un altro difetto del processo è che non vi sono più riscontri sui dati tossicologici,  la validazione del prodotto non viene più fatta in base ai suoi riscontri tossicologici, che in precedenza dovevano avere valenza zero. Pertanto le sostanze sono consentite senza conoscerne i loro potenziali effetti sulla salute nel lungo periodo. Solo quando vengono utilizzati e diffusi nell'ambiente, se c'è la farmacovigilanza, scopriamo il loro impatto."

  • Pubblicato in Cultura

Il sindaco di Bolzano (centrosinistra-Svp) esce dal coro dei ribelli: "Il Decreto Salvini va applicato, è legge dello Stato"

Il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, che guida una giunta centrosinistra-Svp, evidenzia come il "Decreto Salvini" promulgato dal Capo dello Stato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, sia "a tutti gli effetti, legge dello Stato e come tale vada applicato dai sindaci, non nella loro veste di responsabili dell'amministrazione comunale, ma come ufficiali di governo, dovere al quale gli stessi sindaci, non possono sottrarsi". "Altro è il giudizio politico condivisibile o meno, così come ad altri toccherà eventualmente sollevare la questione di incostituzionalità del decreto che dovrà essere vagliata dalla Suprema Corte". Non spetta dunque ai sindaci valutare le singole norme, bensì farle rispettare a prescindere dalla loro condivisione, a meno che, aggiunge Caramaschi "non si voglia scardinare lo stato di diritto della Repubblica Italiana".

 

(Fonte: Ansa)

Sequestrata la nave-soccorso dei migranti Aquarius: "Smaltimento illecito di rifiuti infettivi". Indagati membri di Medici Senza Frontiere, Ong di nuovo sotto accusa. Salvini: "Ho fatto bene a bloccarli"

Traffico illecito e smaltimento indifferenziato di rifiuti pericolosi: sono queste le accuse mosse dalla procura di Catania nei confronti della ong Medici Senza Frontiere e di due agenti marittimi che ha fatto scattare il sequestro preventivo della nave Aquarius, attualmente ormeggiata a Marsiglia, e di 460 mila euro. Accuse definite "inaccurate e fuorvianti" dalla Ong, che ha già annunciato l'intenzione di presentare ricorso al Tribunale del riesame. Intanto il ministro dell'Interno Matteo Salvini esulta via social: "Ho fatto bene a bloccare le navi delle ONG, ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti. #portichiusi" - (LEGGI DI PIU')


Risultati immagini per nave aquarius

L'OPERAZIONE BORDERLESS - Il presunto smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, emerso nell'ambito dell'operazione 'Borderless', riguarda "37 sbarchi dell'Aquarius e 7 sbarchi della nave Vos Prudence, per un quantitativo complessivo di circa 24mila chilogrammi di rifiuti pericolosi, con il conseguimento di un indebito risparmio di costi per la Ong pari al profitto sequestrato di circa 460 mila euro". Un importo che secondo la procura di Catania sarebbe corrispondente al presunto profitto per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, nei confronti sia di due agenti marittimi sia delle Ong 'Medici senza frontiere - Operational Centre Belgium - Missione Italia', 'Medici senza frontiere - Operational Centre Amsterdam', sia infine di appartenenti a vario titolo a tali enti. Nell'ambito dell'operazione 'Borderless' la Guardia di Finanza ha inoltre notificato avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 24 indagati.

LA REPLICA DI MSF - Medici Senza Frontiere (MSF) contesta la ricostruzione della Procura e "respinge categoricamente" le accuse, che definisce "inaccurate e fuorvianti", annunciando l'intenzione di presentare "ricorso al Tribunale del riesame". "Tutte le nostre operazioni in porto, compresa la gestione dei rifiuti, hanno sempre seguito procedure standard", sottolinea la Ong, sostenendo che "le autorità competenti non hanno contestato queste procedure né individuato alcun rischio per la salute pubblica da quando MSF ha avviato le attività in mare nel 2015".

MSF ha inoltre definito il sequestro della Aquarius come "una misura sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria in mare". "Dopo due anni di indagini giudiziarie, ostacoli burocratici, infamanti e mai confermate accuse di collusione con i trafficanti di uomini - dichiara Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per MSF - ora veniamo accusati di far parte di un'organizzazione criminale finalizzata al traffico di rifiuti. È l'estremo, inquietante tentativo di fermare a qualunque costo la nostra attivitàdi ricerca e soccorso in mare".

"Siamo pronti a chiarire i fatti e a rispondere delle procedure che abbiamo seguito, ma riaffermiamo con forza la legittimità e la legalità della nostra azione umanitaria", aggiunge Gabriele Eminente, direttore generale di MSF in Italia. "L'unico crimine che vediamo oggi nel Mediterraneo è lo smantellamento totale del sistema di ricerca e soccorso, con persone che continuano a partire senza più navi umanitarie a salvare le loro vite, mentre chi sopravvive al mare viene riportato all'incubo della detenzione in Libia, senza alcuna considerazione del diritto internazionale marittimo e dei rifugiati".

LE ACCUSE - Secondo la procura di Catania gli indagati nell'ambito dell'operazione 'Borderless' avrebbero "sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo delle navi Ong Vos Prudence, da marzo 2017 a luglio 2017, e Aquarius, dal gennaio 2017 al maggio 2018". I rifiuti pericolosi, secondo l'accusa, sarebbero stati "conferiti in modo indifferenziato, insieme ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco di migranti nei porti di Catania, Augusta (Siracusa), Pozzallo (Ragusa), Trapani, Messina, Palermo nonché in altri porti italiani".

Secondo quanto emerso gli indagati "qualificavano, conferivano e smaltivano fraudolentemente, in modo indifferenziato, i rifiuti derivati dall'attività di salvataggio in mare" come "gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, gli scarti degli alimenti somministrati agli stessi, nonché, i rifiuti sanitari infettivi utilizzati a bordo per l’assistenza medica, eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva, in ragione della quale gli stessi andavano classificati come pericolosi, sanitari e non, ad alto rischio infettivo".

Secondo l'accusa dalle indagini è emersa la "consapevolezza da parte degli indagati della pericolosità degli indumenti indossati dai migranti, in quanto fonte di trasmissione di virus o agenti patogeni contratti durante il viaggio, come emergeva tra l'altro anche dai S.A.R. Report Rescues in relazione alle condizioni sanitarie dei migranti assistiti a bordo dell'Aquarius, dove si segnalano frequenti casi di scabbia, Hiv, infezioni del tratto respiratorio quali tubercolosi, meningite".

In particolare, secondo la procura di Catania, nel periodo compreso tra gennaio 2017 e maggio 2018 dalle navi 'Vos Prudence' e 'Aquarius' "non è stata mai dichiarata la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo" anche in presenza di "numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell'arrivo dei migranti nei porti italiani" duranti i quali sono stati "rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati".

GLI INDAGATI - Sono 24 gli indagati nell'ambito dell'operazione 'Borderless'. "Tra gli indagati destinatari del provvedimento cautelare di sequestro", riferisce la procura di Catania, ci sono due agenti marittimi e "l'Ong 'Medici senza frontiere' (Msf), quale produttrice dei rifiuti oggetto del traffico illecito, con riferimento: al centro operativo di Amsterdam (O.C.A.) per quanto concerne l'operatività della nave Aquarius; al centro operativo di Bruxelles (O.C.B.) - Missione Italia, che ha gestito e finanziato le attività di soccorso prestate dalla nave Vos Prudence sino al mese di ottobre 2017".

 

(Fonte: Adnkronos)

Migranti, la Spagna ora critica l'atteggiamento del governo italiano

Il capo del diplomatico spagnolo esce allo scoperto e critica duramente la decisione dell'Italia di chiudere i suoi porti ai migranti e ha sostenuto l'adozione di una politica europea a lungo termine per affrontare la crisi migratoria "più grave della crisi del paese euro".


L'Italia ha chiuso la rotta della migrazione attraverso la Libia "in modo discutibile, che creerà indubbiamente problemi più gravi a livello europeo di quelli creati dai paesi dell'Est", si legge nella nota  del ministro degli Esteri spagnolo Josep Borrell. Anche i paesi dell'Unione dell'Europa orientale rifiutano di accogliere i rifugiati che Bruxelles desiderava distribuire tra gli Stati membri.

Dopo aver respinto diverse navi cariche di migranti raccolti nel Mediterraneo, il governo di Roma ha collegato lo sbarco nei suoi porti dei migranti a una condivisione delle loro cure con altri Stati membri. La Spagna aveva ospitato una delle prime navi respinte dall'Italia, l'Acquario, che aveva sbarcato 630 migranti a Valencia il 17 giugno.

"La soluzione al problema della migrazione", continua Borrell, - "non può essere una sorta di aggiustamento permanente per distribuire i migranti che arrivano. La Spagna avrebbe potuto anche chiedere una distribuzione di migranti che attraversano i confini terrestri delle enclavi spagnole in Marocco, ma non lo fa".

Il ministro spagnolo continua ponendo delle domande alla politica migratoria europea: "Per i prossimi 20 o 30 anni, cosa faremo con gli ulteriori 200 milioni di abitanti che il Sahel avrà? Questo è ciò che cercherò di mettere su il tavolo, delle discussioni". Lo Sahel è una fascia di territorio dell'Africa sub-sahariana che si estende tra il deserto del Sahara a nord e la savana del Sudan a sud, e tra l'oceano Atlantico a ovest e il Mar Rosso a est, un area di circa 3.053.000 km².

-"L'Unione europea deve condurre la politica migratoria in loco, nei paesi di origine, altrimenti trasferiremo solo la pressione da un luogo all'altro", ha continuato l'ex presidente del Parlamento europeo, sottolineando che la chiusura della rotta libica sta dirottando i migranti verso il Marocco e la Spagna, dove si registra il passaggio di ​​più migranti dall'inizio dell'anno, di quelli raccolti nel Mediterraneo e poi sbarcati in Italia.

"La crisi migratoria", ha detto Borrel, "è più difficile da risolvere della crisi dell'euro, perché è molto più strutturale, molto più permanente, influenza molto di più a livello emotivo, culturale e identitario. Le attuali società europee non hanno ancora la mentalità per affrontarla".

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Immigrazione, anche in Germania "è tempo di regole chiare e dure"

Nella disputa sulla protezione delle frontiere esterne dell'Europa e una politica comune in materia di asilo, il ministro dell'Interno tedesco Horst Seehofer (CSU) realizza un piano per proteggere le frontiere della nazione. 


In una lunga conversazione telefonica, tra Matteo Salvini e il ministro dell'interno Horst Seehofer hanno raggiunto un "accordo completo" in materia di sicurezza e politica migratoria. L'obiettivo è di non perdere più tempo. Seehofer ha invitato il segretario della Lega a un incontro a Berlino per meglio definire un piano comune.

Il ministro federale dell'Interno Seehofer, ha posticipato la presentazione del suo piano generale sulla politica di asilo e la migrazione al governo tedesco, viste le continue divergenze con il cancelliere Angela Merkel (CDU).

A differenza dei suoi predecessori, Seehofer non parteciperà al summit in materia di "integrazione" voluto dalla cancelliera, al suo posto un portavoce, il sottosegretario di Stato parlamentare Marco Wanderwitz. 

"Il piano di  Seehofer prevede il blocco dei migranti al confine, anche con la forza"

Il piano di Seehofer è quello di rifiutare i migranti, che hanno già agito come richiedenti asilo in un altro paese europeo e sono quindi registrati nel file di impronte digitali Eurodac, per questo, tutti i rifugiati dovrebbero essere imprigionati alla frontiera. La Merkel invece fa affidamento su soluzioni europee più miti e mette in guardia il suo governo contro lo sforzo solistico tedesco.

Nel frattempo, il governo bavarese si dice pronto a dare fiducia al ministro degli Interni e quidi approvare la sua risoluzione: "Siamo fermamente convinti che la Germania debba agire, per legge e ordine. È finalmente tempo di regole chiare in Germania", ha dichiarato il primo ministro Markus Söder (CSU) dopo la riunione di governo tenutasi a Monaco la scorsa settimana. Il piano generale per la nuova regolamentazione dell'immigrazione, sviluppato dal capo della CSU Seehofer è secondo molti esponenti del governo tedesco, una buona base da cui partire per riguadagnare la fiducia perduta nello stato di diritto. "La verità sull'asilo è anche al confine", ha sottolineato Söder. "Per questo, ci devono essere rifiuti direttamente ai confini della nostra nazione, così da evitare inutili costi per la nazione. La Germania potrebbe impostare un segnale europeo per porre fine al turismo d'asilo", ha affermato ancora Söder,  che continua "Cruciale in questo contesto è che non abbiamo bisogno di nuove leggi, ma solo una legge valida che deve essere applicata coerentemente. Le nostre idee non sono esagerate e moralmente difendibili".

Polemica sul "Acquario"

Il ministro degli Interni italiano Matteo Salvini lunedì in una conferenza stampa sul caso della nave rifugiata "Aquarius"
Il ministro degli interni Matteo Salvini lunedì in una conferenza stampa sul caso della nave "Aquarius"
Immagine: EPA 

Anche il nuovo governo in Italia è nella politica dei rifugiati per una linea dura, chiudendo di fatto i porti italiani alle navi dei rifugiati. Il caso della nave di salvataggio "Aquarius" con 629 persone a bordo ha portato a una disputa con Malta sulle funzioni di ammissione. Recentemente, sia il governo spagnolo che il governo regionale della Corsica si sono offerti di accogliere i rifugiati.

In vista della drammatica situazione della nave "Aquario", il vicepresidente della Commissione europea, Frans Timmermans, ha invitato gli Stati membri a unire le forze. "Dobbiamo smettere di morire nel Mediterraneo", ha detto martedì davanti al Parlamento europeo a Strasburgo. I capi di stato e di governo al loro vertice di fine giugno dovrebbero "adottare finalmente una politica comune in materia di asilo". 

Nella realtà quello di cui c'è bisogno è un "piano di investimento realistico per l'Africa", i giovani africani hanno bisogno di avere una prospettiva di vita nei loro paesi troppo duramente messi alla prova da una politica di conquista e sfruttamento anche europea. In considerazione della situazione in Africa, "non possiamo credere che recinzioni e muri siano la soluzione definitiva."

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Fidanza (FdI): "Noi contro il business dell'immigrazione. Nel centrodestra serve una sintesi tra sovranisti e moderati"

Ai microfoni de ilComizio.it il responsabile per gli enti locali di Fratelli d'Italia, già eurodeputato, parla di quanto emerso in alcune recenti inchieste su sbarchi e traffico di esseri umani. Le sue considerazioni su una coalizione che, se unita, è data per maggioritaria nel Paese, ma che oggi è divisa tra "populisti" ed europeisti - (VIDEO)

La sicurezza a Milano e il blitz alla stazione Centrale, Anguissola: "Ben vengano questi controlli, emerso nervosismo nella giunta di sinistra". E sulle ong dice...

Il consigliere azzurro del Municipio 8 commenta l'operazione delle Forze dell'Ordine nei confronti degli immigrati presenti da lungo tempo in piazza Duca d'Aosta. Un'azione che ha provocato qualche imbarazzo e malumore nello stesso sindaco, in una parte dell'amministrazione e nella maggioranza che lo sostiene. Ai nostri microfoni l'esponente di centrodestra dà una sua valutazione anche sulle inchieste riguardanti le organizzazioni non governative sospettate di favorire gli sbarchi per fini tutt'altro che umanitari - (VIDEO)

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