updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

L'Italia rinnova il contratto con la Libia per il blocco dei migranti sulle coste africane

L'Italia ha rinnovato il controverso accordo firmato nel 2017 con la Libia, per bloccare i migranti illegali che cercano di lasciare dalla costa partendo del paese nordafricano.


La Libia, devastata dai conflitti dall'insurrezione del 2011 che hanno ucciso il dittatore Moamer Kadhafi, è una delle principali coste di partenza per i migranti, in particolare quelli provenienti dall'Africa sub-sahariana, diretti spesso verso l'Italia attraverso il Mediterraneo.

Il ministro degli Esteri italiano Luigi di Maio ha dichiarato al parlamento che l'accordo del 2017 con la Libia, sarebbe automaticamente stato prorogato in modo tacito, per altri tre anni a partire da novembre. "Una riduzione dell'assistenza italiana potrebbe significare una sospensione delle attività della guardia costiera libica con gravi conseguenze, più partenze, tragedie in mare e un deterioramento delle condizioni per i migranti nei centri di detenzione", ha dichiarato nel suo intervento.

I gruppi per i diritti umani (ONG), temono che questo accordo che vede l'obbligo dell'Italia di intercettare i migranti prima che raggiungano le acque internazionali, potrebbe mettere a grave rischio migliaia di persone con diritto di asilo. I critici sono anche preoccupati per il destino dei migranti nei campi di detenzione della Libia, dove le condizioni sono spesso squallide.

Di Maio ha affermato che il governo lavorerà per migliorare l'accordo, ma ha notato che l'accordo ha contribuito a ridurre drasticamente le partenze dei migranti, portando da 170.000 persone l'anno, nel 2016, a 2.200 di oggi. Ha inoltre aggiunto, che il governo lavorerà con le Nazioni Unite per migliorare le condizioni nei campi di immigrazione libici e per aumentare i fondi per il rimpatrio dei migranti nei loro paesi.

Marco Bertotto, un rappresentante italiano di Medici senza frontiere (MSF), ha definito le modifiche all'accordo solo "trucco umanitario" che sarebbe difficile da raggiungere, l'unica soluzione umanitaria era porre fine alle detenzioni arbitrarie in condizioni disumane in Libia, ed evacuare rifugiati e migranti.

Medici senza frontiere da sempre contrasta sia l'Italia che la comunità internazionale, dichiarando che queste dovrebbero da subito interrompere tutti gli accordi con lo stato libico perchè questi "aumentano solo le sofferenze e le violazioni dei diritti umani, incentivando la tratta degli schiavi". Con il sostegno dell'Unione Europea, l'Italia fornisce supporto tecnico alla guardia costiera libica e informazioni sulle navi migranti.

Sondaggio Swg, i sovranisti mettono pressione al governo: Salvini continua a volare e sale ancora la Meloni. Per la maggioranza Pd sotto il 20%, M5S stabile, frena Italia viva di Renzi (VIDEO)

Nel centrodestra avanzano Lega e Fratelli d'Italia. Piccolo aumento per Forza Italia e Movimento 5 Stelle. Male il centrosinistra con le flessioni sia di Pd sia di Italia Viva. Lo rileva il sondaggio Swg realizzato per il Tg La7. La Lega rispetto ad una settimana fa guadagna lo 0,9 per cento, arrivando al 33,2 dal 32,3. Il Pd invece perde lo 0,6, scendendo al 19,4 dal 20, mentre M5S si attesta al 18,6, più 0,1 in confronto a sette giorni fa. Il partito di Giorgia Meloni è al 7,6 e guadagna lo 0,5. Perde invece Italia Viva, dal 5,6 al 5,3, mentre Forza Italia, dal 5 passa al 5,1. Stazionario "Cambiamo" di Giovanni Toti all'1,6; meno 0,2 per Sinistra italiana-Articolo 1, dal 3,3 al 3,1. In calo anche i Verdi, che scendono all'1,9 dal 2,3, mentre +Europa passa dall'1,8 all'1,9

Salvini-Renzi, il duello show da Vespa tra i due Mattei fa il botto. Il leader leghista: "2-0 per me e palla al centro". L'ex premier: "No, è finita come Milan-Fiorentina". Il confronto tra i due maestri della politica pop-social

Record storico su Rai1 per la puntata di "Porta a Porta" che ospitava il confronto tra Matteo Renzi e Matteo Salvini: il programma di Bruno Vespa, trasmesso in seconda serata, è stato visto da 3.808.000 spettatori con il 25.4% di share. Il faccia a faccia, iniziato subito senza esclusioni di colpi tra i due leader, ha avuto un largo seguito anche sui social. Tutti i momenti più caldi


Risultati immagini per renzi-salvini

Avvio esplosivo per il tanto atteso duello tv a 'Porta a Porta' su Rai1 tra Matteo Renzi Matteo Salvini. Il confronto inizia subito senza esclusioni di colpi. I due leader non si lesinano attacchi ma c'è spazio anche per qualche battuta. "Sono 13 anni che due leader non si confrontano qui, furono Prodi e Berlusconi - ricorda Bruno Vespa introducendo i suoi ospiti - Vi ringrazio per la vostra presenza". E sono subito scintille.

"Renzi in maniera geniale si è inventato un governo sotto il fungo - dice Salvini - Il governo è nato per non fare votare gli italiani, dopo le europee era tutto un no, continuo. No addirittura alle olimpiadi". La crisi? "Il colpo di sole del Papeete che ha preso il collega Salvini è evidente che lo fa rosicare ancora - attacca Renzi - Non è mai accaduto che ci fosse una crisi in questo modo. Salvini dice 'non vi vogliono far votare': quando si vota lo decide la Costituzione non il menu di un beach club a Milano Marittima".
 

Risultati immagini per renzi-salvini

RENZI - Il leader di Italia Viva ricostruisce quanto accaduto da agosto ad oggi. "Salvini ha fatto una cosa senza capo né coda. Voleva portare il Paese al voto, ci ha spiegato che dovevamo alzare le terga e andare in Parlamento. Ci siamo andati e lo abbiamo messo in minoranza" scandisce Renzi, che spiega: "Io non volevo fare l'accordo con 5 stelle ma siccome che c’era di mezzo l'interesse del Paese, allora lo abbiamo fatto. Per tre motivi: il primo abbassare lo spread, secondo non aumentare l'Iva e terzo per tornare protagonisti in Europa. Non si fa la guerra a Francia e Germania per un like in più".

In breve arriva l'affondo all'ex ministro dell'Interno: "Io mai mi permetterei di giudicare le ferie di Salvini. Avrebbe fatto migliore figura se a fine luglio quando era in ferie a Milano Marittima non si fosse messo in missione al Senato...". Parole che provocano la reazione del leader del Carroccio che cerca di ribattere. "Lei non conosce la buona educazione, perché io l'ho fatta parlare senza interrompere", incalza Renzi. Che rincara rivolgendosi direttamente al suo avversario: "Stare in spiaggia col figlio è legittimo, ma se sei un ministro non stai in piazza, stai nelle istituzioni. Conosci tutte le sagre del Paese, stai sempre a mangiare, hai uno stomaco d'amianto. Allora fai il presidente della pro loco...". E ancora: "Salvini promette tutto a tutti ma non ha mai portato a casa niente e sono 27 anni che fa politica".

Il confronto si fa durissimo. "Il governo Conte-Salvini ha messo due miliardi sulle forze dell'ordine. I governi Renzi-Gentiloni ne hanno messi sei", rivendica Renzi. E a Salvini che dice che il governo vuole tassare merendine e badanti, ribatte: "Mi dice dove sta scritto? Perché così lei non fa che aumentare le paure dei cittadini. Allora, parliamo di numeri e fatti: Salvini racconta cose che sono palesemente false", "è un mentitore, abbindola le persone raccontando balle" insiste l'ex premier accusando il leader del Carroccio di raccontare bugie a partire dal tema migranti. A 'Porta a Porta' Renzi mostra anche una foto con Salvini che regge il cartello 'no euro': "Lei si è candidato con queste parole d'ordine. Se ha cambiato idea, mi fa piacere, vorrebbe dire che vince il Nobel per l'intelligenza". Quanto al presidente del Consiglio, a Vespa che gli chiede se voglia 'fare la festa' a Giuseppe Conte, il leader di Italia Viva risponde: "Non è vero".

SALVINI - Salvini rivendica i risultati ottenuti e rimarca la distanza con l'interlocutore: "Io adoro i comuni, le sagre, è vero, ma o gli italiani sono cretini, visto che mangio come un bufalo, non vado alle riunioni europee, oppure qualcosa di buono si è fatto, se lui ha il 4% e io il 33%". Poi, riferendosi al governo giallorosso: "Possiamo fare qualcosa di utile insieme? Sì, se presentano cose utili io le voto, ma la tassa sui pannolini, sulle merendine...". Replicando alle misure che l'ex premier Renzi ha indicato come risultati del suo governo, Salvini ironizza: "E' un genio incompreso, ha fatto tutto e gli italiani non se ne sono accorti, ha portato pure la pace nel mondo".

Immancabile il riferimento alle imminenti regionali con un pronostico: "In Umbria prenderanno una botta che se la ricorderanno per i prossimi 50 anni. Il M5S ha prima denunciato quelli del Pd, che hanno arrestato e poi si sono alleati con loro". Lo scontro si infiamma sui migranti. "Io non raccolgo i cadaveri? Pessimo gusto" dice l'ex titolare del Viminale in risposta all'ex premier. "Numeri: morti e dispersi nel Mediterraneo più che dimezzati, quando c'era lei siamo arrivati a 5mila morti, 800 quando c'eravamo noi". "Vi sistemate la coscienza, con il multirazziale, poi arriva Richard Gere. Mi tengo l'etichetta del brutto e cattivo, ma penso di aver fatto opera cristiana". "L'immigrazione bella è quella dei 5 milioni che hanno i documenti, non quella degli scafisti", scandisce Salvini.

Risultati immagini per renzi-salvini

Tema del contendere anche i numeri di nuovi occupati dopo quota 100. "Lo vedo nervosetto..." afferma Salvini rivolto a Renzi per il quale i meriti delle nuove occupazioni sono della legge Madia che ha riformato la Pa. Il leader della Lega replica: "La Madia non ha assunto nessuno". Renzi insorge, si scalda, chiedendo a Vespa di non bacchettare lui, che lo invita alla calma. E poi arriva Salvini che chiosa: "Lo vedo nervosetto". Altro tema caldo i fondi della Lega. "I 49 milioni? Sono vicende del passato, ma se qualcuno ha sbagliato dieci anni fa ora stiamo pagando. Dove sono finiti i soldi della Lega? Io non li ho visti", taglia corto Salvini, mentre Renzi lo incalza, chiedendo di "fare chiarezza su una sentenza ormai passata in giudicato. Bossi e Maroni dicono che li ha presi lei. Ha utilizzato o no i 49 milioni per comprare pubblicità su Facebook, per alimentare la Bestia? Li ha usati o no quei soldi".

Nel corso della trasmissione il leader del Carroccio rimanda all'appuntamento di sabato prossimo, quando la Lega sarà in piazza a Roma. "C'è una emergenza rifiuti a Roma e in Campania, dove governano M5S e Pd, mentre in Veneto e Lombardia si riciclano i rifiuti - scandisce mostrando un grafico - Saremo a San Giovanni sabato alle tre, raccoglieremo le firme contro Raggi, per il sistema maggioritario e per l'elezione diretta del capo dello Stato". E' sulla sindaca di Roma che i due leader trovano un punto d'accordo, l'unico: "Spero che la Raggi si dimetta domattina - dice Renzi - Se c'è una persona che ha fallito come sindaco è la Raggi".

Al termine di 'Porta a Porta' Salvini osserva: "E' stato un confronto civile. Chi ha vinto? Non chiedetelo a me che sono parte in causa" risponde il leader della Lega. "Il prossimo confronto? Ma con 'Giuseppi' dove vuole, quando vuole, sulla rete che vuole".

I SUPPLEMENTARI SOCIAL - Ma la sfida tra Renzi e Salvini continua via social. "Con tutta l'umiltà del mondo - twitta Salvini - visto che spetterà a voi giudicare, diverse persone, che hanno assistito al confronto fra me e Renzi, hanno commentato '2 a 0 per Salvini e palla al centro'. Ora aspetto un bel confronto col signor Conte". Ribatte Renzi: "Pensa un po': a me invece dicono che è finita come Milan-Fiorentina di quest'anno a San Siro. Lascia giudicare a chi la vedrà #RenziSalvini #ItaliaViva".

 

(Fonte: Adnkronos)

"Matteo Polo" alla scoperta della vecchia politica... Ovvero la convergenza delle linee parallele.

Dobbiamo risalire ad una analisi storico-politica per comprendere le mosse di questi ultimi tempi nel panorama politico italiano


Sicuramente il suicidio politico di Salvini è stato organizzato in modo scientifico e con precisione micrometrica.
In questa occasione Renzi ha dimostrato di essere un Politico con la P maiuscola, da vecchia scuola in un misto tra quella Democristiana e quella Comunista.
Anche la sua posizione per far nascere il Governo è stata un’opera d’Arte, chi lo dava per finito quando si era dimesso, oggi deve ricredersi perché non solo è vivo e vegeto, ma tiene in scacco tutto il panorama politico italiano.
Si potrebbe obiettare che abbia agito in modo scorretto per non aver declinato in anticipo le sue intenzioni, ma quando mai la Politica ha realmente detto quello che poi ha fatto? E chi sono i catocensori che possono scagliare la prima pietra senza perdere la mano?
Di fatto Renzi ha chiuso un cerchio che gli è stato sempre attribuito, tutti i politici gli hanno sempre dato una collocazione per suo conto, hanno sempre insistito sulla nascita di un nuovo soggetto politico a sua guida, sperando che questo succedesse e indebolisse il PD.
Di fatto è vero che all’interno del PD c’è sempre stata la voglia di liberarsi di un personaggio carismatico che era ed è tuttora scomodo per la classe politica che ha sempre vissuto il Partito come una cosa propria, sia nelle linee guida che nelle strategie molte volte corto miranti e senza visione d’insieme.
Adesso il dado è tratto e bisogna fare i conti con il nuovo gruppo che è stato formato, e secondo la mia opinione si deve fare molta attenzione a sottovalutare questa scelta, perché potrebbe essere la chiave di volta dei cambiamenti del panorama politico Italiano.
Dopo la fine della realtà Democristiana, che radunava nelle sue fila una grande moltitudine di personaggi politici di diversa estrazione e con gruppi formati al suo interno che presidiavano il territorio, il suo elettorato e la sua classe politica rimanente, orfani oramai di un personaggio carismatico che li tenesse uniti, si è sparpagliata in rivoli diversi in partitini nuovi che sono nati, e in gran parte si è riunita sotto Forza Italia, che aveva come personaggio forte Berlusconi, che nonostante tutti gli errori dell’aver personalizzato troppo il suo partito, ha raccolto la maggior parte dell’eredità Democristiana.
Con la stessa forza dirompente con la quale si è imposto nel panorama politico, le vicende varie giudiziarie e personali, hanno fatto sì che si auto eliminasse come figura di riferimento, nel panorama del centro liberale.
A sua volta Bossi si era già autoeliminato con tutte le sue vicende personali, familiari, politiche e aveva indubbiamente lasciato un vuoto a destra non colmabile dopo le vicende che avevano coinvolto Fini come leader di destra.
L’Ascesa di Salvini ha ricompattato l’elettorato di destra che non si è mai riconosciuto in una Leader come la Meloni che pur avendo gestito con intelligenza certi momenti politici, ha ereditato una situazione molto confusa e discutibile con tutti gli scandali che il suo partito ha dovuto affrontare e con i transfughi che si sono riciclati negli altri schieramenti cercando di portare elettori di destra verso una compagine che non li ha mai sdoganati e riconosciuti.
Salvini ha tentato un avvicinamento goffo con il rosario e il Crocefisso verso gli elettori più vicini alla religione, cercando spazi che non gli sono consentiti proprio per le ideologie che la sua parte politica continua a promulgare, scontrandosi con il principio di umanità che contraddistingue quella parte di elettorato che si riconosce di più nella solidarietà umana che nello scontro di piazza.
A questo punto i vari componenti della sinistra del PD si sono anche loro scontrati contro un non riconoscimento del loro ruolo e l’unico Leader che ha avuto voti trasversali in modo massiccio sino ad arrivare ad un 40% è stato Renzi.
Ma come dice lui il fuoco amico ha fatto danni che nessuno poteva pensare, e ancora oggi sembra che l’unico bersaglio sia sempre lui.
E’ naturale che si arrivasse ad una scissione del gruppo che fa riferimento al suo modo di vedere la vita, la politica, l’impegno sociale. Tenendo ben presente che è l’unico leader che propone una visione centrista, con una visione futura, con la capacità di riunire sotto la sua guida molte realtà di impegno sociale che oggi non hanno più nessun riferimento politico e sociale.
Di fatto Renzi sta ricostruendo la Democrazia Cristiana, con attenzione a non ricreare una serie di sottopoteri territoriali che ne hanno decretato la sua fine. La Leopolda (che è cosa sua) può rappresentare il trampolino di lancio di questa iniziativa ed organizzarsi sul territorio in modo radicato e a macchia d’olio, ripetendo le famose sezioni del PCI e della DC che oramai non esistono più, ricreando quel tessuto di presenza che va ad organizzare feste per spiegare alla gente che non sarà più sola raccogliendo le loro idee, sviluppando interesse sociale, culturale, umano; cosa che oramai si è persa e manca nel tessuto sociale di vita comune.
Quindi non sottovalutate la potenza delle visioni soprattutto quando provengono da persone intelligenti !!! E penso che Renzi abbia sino ad oggi dimostrato di essere lungimirante, attento, culturalmente preparato, in poche parole “Intelligente”

  • Pubblicato in Politica

Salvini ha un problema che si chiama Berlusconi. In Sardegna Forza Italia va bene e l'Udc sorprende: così il centrodestra frena le ambizioni del "Capitano"

Il leader leghista, giustamente, canta vittoria dopo aver conquistato un'altra regione grazie a un uomo suo. Ma, fermandosi sotto il 12%, non fa il pieno e gli alleati "storici", che insieme ottengono un bel risultato, lo costringono a fare i conti con la tradizionale idea di coalizione moderata. Lui giura che non tornerà mai indietro e si tiene stretti i compagni di governo grillini, ma intanto il Cav gongola: "Senza di noi non va da nessuna parte"


Ho ragione io, il centrodestra è la maggioranza naturale del Paese e Forza Italia resta una sua componente essenziale... Ogni giorno dico a Salvini di staccare la spina a questo governo, ora che i Cinque stelle vengono sempre più abbandonati dagli italiani, è arrivato il momento di farlo...Dopo la vittoria in Abruzzo, Silvio Berlusconi considera il bis in Sardegna un risultato positivo, soprattutto per la sua creatura politica lanciata nel '94 e la sua leadership. Il crollo dei Cinque stelle e la Lega che non sfonda, secondo il Cav, gli consentono di restare in carreggiata e di marcare stretto Matteo Salvini. E nello stesso tempo, sono due fattori che rappresentano un segnale molto incoraggiante per le europee. Della serie: Matteo non può fare a meno di noi, i voti di Fi restano determinanti. "Senza Fi e il centrodestra la Lega non va da nessuna parte", esultano gli azzurri.

Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari, lo dice chiaramente: ''Il voto in Sardegna offre innanzitutto un dato preciso e chiarissimo: alla maggioranza parlamentare non corrisponde più la maggioranza elettorale. Nella coalizione di centrodestra nessuna forza politica è autosufficiente...''. Prima di mandare un lunga nota a fine giornata, dove definirà il ''centrodestra maggioranza naturale degli italiani'', parlerà del ''declino irreversibile dei Cinque stelle'' e di un ''centrosinistra in crisi'' senza mai citare direttamente Salvini, il leader azzurro si congratula con tutti i vertici forzisti nell'isola, a cominciare dal coordinatore regionale Ugo Cappellacci.

Berlusconi cita anche l'importanza delle liste apparentate (civiche e non), in primis quelle centriste, che ancora una volta hanno portato voti alla causa e che, sommate, di fatto, permettono a Fi di raggiungere quota 16%, come fa notare Cappellacci che scrive: "Se consideriamo anche il contributo delle liste collegate e riconducibili al nostro movimento a livello nazionale, i voti del popolo di Fi nel complesso arrivano al 16%". Nel dettaglio, all'8% circa portato in dote da Forza Italia vanno aggiunti il 4% di 'Sardegna 2020' del senatore azzurro Emilio Floris e il 4% dell'Udc. Numeri, spiegano fonti forziste, che ''fanno ben sperare per le europee e le prossime politiche''.

 

Fonte: (Adnkronos)

 

Venezuela, Renzi attacca i 5 Stelle: "Per loro Maduro è un modello, si devono vergognare". E ne ha anche per Salvini (VIDEO)

Tra i diversi attacchi alle forze di governo davanti alla Stampa Estera per la presentazione del suo libro "Un'altra strada", Matteo Renzi ha bocciato senza mezzi termini la posizione del Movimento 5 Stelle sul Venezuela. L'ex premier ha deprecato il fatto che Nicolas Maduro abbia "ringraziato Roma" per non aver appoggiato apertamente l'opposizione alla sua presidenza. Alla Lega il senatore del Pd ha rimproverato di aver fatto dichiarazioni di segno opposto ma di aver votato poi insieme agli alleati grillini

  • Pubblicato in Esteri

Incredibile: il marito di Cécile Kyenge si candida con la Lega: "Sono persone perbene. Salvini non è disumano"

Domenico Grispino, sposato con l'ex ministro ed eurodeputata Pd di origini africane, che col Carroccio ha avuto scontri durissimi, sarà nella lista salviniana a Castelfranco Emilia: "Con mia moglie non parlo mai di di queste cose. Gli immigrati? Sono favorevole allo slogan 'aiutiamoli a casa loro'" 


Risultati immagini per cecile kyenge

"Ho firmato per Salvini ai banchetti della Lega, entrerò in lista alle comunali di Castelfranco Emilia, sono persone perbene quelli della Lega". Così Domenico Grispino, marito dell'eurodeputata del Pd Cecile Kyenge, a La Zanzara su Radio 24. "Ci sono le elezioni comunali - dice - e metto a disposizione della Lega quello che so, e mie competenze". Hai firmato contro il processo a Salvini sul caso Diciotti?: "Sì, finirà nel nulla, se uno prende una linea poi non può cambiare, è evidente che Salvini lo fa per svegliare l’Europa. Sta facendo bene".

"Mia moglie? Io penso per me, ognuno pensa per sé, con mia moglie non parlo mai di queste cose". "Sono a favore dello slogan 'aiutiamoli a casa loro' - dice il marito dell’ex ministro - e bisogna creare dei punti strategici in Africa di attrazione delle persone. Ma mica con cattiveria. Salvini non è disumano, penso che sia una macchina da guerra per avere consensi. Poi ci sono altri personaggi a cui sono più vicino, come Giorgetti. Alle Europee non voterò Pd, per il partito di mia moglie. Le persone che ho conosciuto a Castelfranco sono molto in sintonia con me e tutt'altro che aggressive".

 

(Fonte: Adnkronos)

Renzi gela l'irritato Minniti: "Non mi occupo del congresso Pd". Partito nel caos. Zingaretti duro: "Gioco macabro". Calenda ironico: "Bello. Altre idee?" (VIDEO)

Sono ore decisive nel Partito democratico per capire se l'ex ministro dell'Interno si ritirerà o meno dalla corsa alla segreteria. La scelta di convergere su di lui era stata avallata proprio dallo stesso ex premier che però ha detto chiaramente di non essere coinvolto nel dibattito congressuale. Secondo alcuni il segnale che vada ormai verso la creazione di un suo soggetto politico - (VIDEO)


Sale la tensione all'interno del Pd in vista del 12 dicembre, termine ultimo per la presentazione delle candidature al congresso. Con Matteo Renzi che torna a confermare il suo disimpegno rispetto alla partita in corso per il rinnovo della leadership. E Nicola Zingaretti che attacca a testa bassa: "Spero che qualcuno non abbia deciso di distruggere il Pd, giocando a un gioco macabro".  
 
I dubbi espressi in queste ore da Marco Minniti, infastidito per lo scarso sostegno dei renziani e per le voci che danno l'ex segretario sul punto di formare un movimento tutto suo, rischiano di cambiare i connotati di una sfida finora apertissima. L'ex ministro dell'Interno è infatti sempre più tentato di dire addio alle primarie. Un ritiro frutto anche di una telefonata tutt'altro che conciliante fra Renzi e lo stesso Minniti, durante la quale quest'ultimo avrebbe chiesto chiarimenti sul progetto dei comitati civici inaugurati all'ultima Leopolda, ricevendo in risposta solo qualche parola vaga rispetto a una possibile scissione.

Una freddezza ribadita in mattinata. "Minniti irritato? Come sapete non mi occupo del congresso Pd", taglia corto l'ex premier a margine di un incontro con gli europarlamentari a Bruxelles. Chiudendo ogni discussione sul punto. 

Durissimo Zingaretti. "Per il Pd sono preoccupato e allarmato. Spero che qualcuno non abbia deciso di distruggere il Pd e stia giocando a un gioco macabro. Non dobbiamo permetterlo", avverte il governatore del Lazio. "Il Pd va cambiato, non picconato con le furbizie. Distruggerlo ora o puntare a dividere credo sia un immenso regalo al M5s e Salvini". E' netto il candidato alla segreteria dem: "Le difficoltà del governo devono portare a essere più seri e responsabili. Vedo masse immense di persone che vogliono combattere: non si può sputare in faccia alle speranze, alle ansie, alle passioni di milioni di persone che vogliono voltare pagina. Siamo dentro a un congresso che ha questo obiettivo. Io farò di tutto per cambiare, allargare, rilanciare il Pd e farne il perno dell'alternativa - ha concluso - Non vorrei che proprio perché questo sta avvenendo qualcuno possa averne paura".

In subbuglio il mondo renziano, spiazzato dalla virata di Minniti verso il ritiro che lascerebbe quell'area senza candidato. E infatti: "Se nella giornata di oggi non ci sono fatti espliciti e conclusivi, da domani servirà ragionare su un nuovo assetto del congresso", lancia l'aut aut Antonello Giacomelli, deputato vicino a Luca Lotti e tra i sostenitori dell'ex titolare del Viminale. "Ribadisco ancora una volta che siamo pronti a sostenere Marco Minniti con convinzione, partendo da una comune scommessa sul Pd, sul suo ruolo e sulle sue prospettive", incalza l'esponente dem, "quello che però non possiamo fare è trascinare una situazione indefinita fino alle ore a ridosso della scadenza per la presentazione delle candidature".

Nel frattempo il segretario uscente Maurizio Martina - presentando la sua mozione al circolo romano di San Giovanni insieme a Matteo Richetti, Debora Serracchiani e Tommaso Nannicini - ribadisce la linea già illustrata al momento della sua candidatura: "Noi siamo una squadra, lavoriamo per unire il Pd, non per dividere. Non torniamo indietro, guardiamo avanti. Serve un Pd nuovo, una scommessa di cambiamento".

 

(repubblica.it)

 

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS

-2°C

Milano

Clear

Humidity: 39%

Wind: 9.66 km/h

  • 03 Jan 2019 3°C -3°C
  • 04 Jan 2019 2°C -6°C