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updated 5:03 PM UTC, Apr 9, 2020

Il Tempo della Paura visto da destra. Marcello Veneziani: "Viviamo in una società di codardi, abbiamo smesso di osare. Così si sfascia tutto"

Una lettura non scontata, che non ammicca, che anzi dovrebbe scuotere qualche animo impigrito e involuto anche tra quelli che possono avere una certa vicinanza culturale all'autore. Per questo vogliamo riproporre questo articolo pubblicato da Il Tempo. Un contributo alla riflessione su temi spesso dibattuti su queste pagine in una fase storica in cui, a furia di sentir parlare di "qualcosa-fobia", finiamo per crederci davvero e comportarci di conseguenza


Benvenuti a Pauropolis

di Marcello Veneziani (Il Tempo, 31 marzo 2017)

Benvenuti nel Tempo della Paura e nel Paese degli Impauriti. Se c’è una cosa che anima il discorso pubblico, che fa parlare e agitare le persone, di solito chiuse nel loro clan o nella loro solitudine, è la paura. È una paura assoluta e trasversale, che colpisce ogni ambito di vita, le strade, i locali pubblici, la politica, gli ospedali e i tribunali, i media. La paura è la protagonista assoluta. La violenza, il terrorismo, il terremoto, la rapina in casa o per strada; e poi la paura del collasso economico, paura della nuova povertà (alle vecchie povertà si è in fondo abituati), paura dei veleni in cucina e nell’ambiente, paura del contagio e del male oscuro, paura di incidenti e disgrazie collettive, paura degli immigrati, dei rom, dei centri sociali, degli antagonisti, paura dei populisti e perfino di fantomatici e risorgenti nazi-razzisti... Paura di tutto e tutti.

Eppure le statistiche ci dicono che in assoluto non viviamo in una società violenta, altre epoche e altre società sono assai più cruente e più pericolose, gli atti terroristici sono rarissimi e colpiscono finora altri paesi e comunque non più di un cittadino ogni milione d’abitanti, ma anche gli atti di violenza non sono poi così diffusi e anche se si uccide una persona al giorno la percentuale è di gran lunga inferiore agli incidenti, ai suicidi, o ad altre morti statisticamente ricorrenti. Abbiamo sostituito alla realtà la percezione della realtà; non conta quanto caldo o quanto freddo realmente misura il termometro, quel che conta è la nostra percezione.

Viviamo un’epoca soggettiva, impressionistica, emotiva, che non a caso promette agli utenti emozioni, percorsi emozionali, film, libri, serate che vi emozioneranno. Tutto questo non è che il rovescio della paura. Viviamo nella società della paura e costruiamo il consenso politico ma anche le nostre case e la nostra vita sulla base della paura. Forse aveva ragione il vecchio Hobbes che la paura fonda gli Stati, ma non riusciamo a provare a livello pubblico sentimenti positivi o ambizioni costruttive; ci unisce solo la rabbia, il disprezzo e la paura, vera regina dei popoli.

Viviamo in una società di codardi, che vivono barricati nella loro sicurezza e temono ogni eventuale esposizione al rischio, una società spaventata che non a caso è anche una società popolata da anziani e ancor più da anziane. Una società vigliacca che ha paura anche della propria ombra... No, non cerchiamo i colpevoli perché è un meccanismo, un processo generato da più cause, non diamo la colpa nemmeno a chi vive nella paura. Qualche colpa semmai ce l’ha chi vi specula, come gli imprenditori della paura. Per il resto abbiamo smesso di osare, di tentare nuove imprese, di rimetterci in gioco e ci spaventa ogni rischio di insicurezza. E se ripensassimo la vita pubblica all’insegna del noi, dell'appartenenza, del vivere comune anziché sempre e solo per paura? Le società non reggono sulla paura ma si sfasciano. Come vediamo sotto i nostri occhi. Abbandoniamo Pauropolis.

  • Pubblicato in Salute

Benzina e diesel, salgono i prezzi: in arrivo la stangata di Pasqua? Automobilisti preoccupati

Ancora aumenti sulla rete carburanti italiana. Petrolio alle stelle dopo l'attacco americano alla Siria. Il rischio di brutte sorprese al distributore per chi si metterà in viaggio nel prossimo weekend è sempre più concreto. Ecco quanto si paga oggi


Con i mercati internazionali dei prodotti petroliferi che continuano a salire, complici anche le rinnovate tensioni siriane, sabato Esso è intervenuta infatti sui prezzi raccomandati di benzina e diesel con rialzi di 2 centesimi e oggi Tamoil ha ritoccato all'insù i due carburanti di 1 cent.

Sul territorio, prezzi praticati in crescita sull'onda della girandola di aumenti messi a segno negli ultimi giorni dalle compagnie. In base all'elaborazione di Quotidiano Energia dei dati alle 8 di ieri comunicati dai gestori all'Osservaprezzi carburanti del Mise, il prezzo medio nazionale praticato in modalità self della benzina è pari a 1,541 euro/litro, con i diversi marchi che vanno da 1,533 a 1,567 euro/litro (no-logo 1,513). Il prezzo medio praticato del diesel è pari a 1,391 euro/litro, con le compagnie che passano da 1,389 a 1,413 euro/litro (no-logo a 1,360).

Quanto al servito, per la benzina il prezzo medio praticato è di 1,658 euro/litro, con gli impianti colorati che vanno da 1,609 a 1,743 euro/litro (no-logo a 1,544), mentre per il diesel la media è a 1,512 euro/litro, con i punti vendita delle compagnie da 1,461 a 1,597 euro/litro (no-logo a 1,391). Il Gpl, infine, va da 0,613 a 0,634 euro/litro (no-logo a 0,609).

Sono giorni ormai che, centesimo dopo centesimo, i prezzi di benzina e diesel continuano a salire. Il rischio stangata di Pasqua per chi vuole mettersi in viaggio sembra sempre più concreto. (Fonte: Adnkronos)

E' in onda ma non se ne accorge: che cosa combina la giornalista con la penna (GUARDA)

Natasha Exelby, conduttrice della ABC news 24, network australiano, sorpresa in diretta dopo la fine di un servizio. La sua espressione è molto divertente e le avrà regalato certamente ulteriori simpatie tra il pubblico. Dopo un attimo di terrore la professionista ha ripreso pienamente il controllo della situazione e il notiziario è proseguito normalmente - (VIDEO)

Satira, la mano pesante di Sabina Guzzanti sulla Meloni: "Prima i campi di concentramento per gli italiani"

Toni decisamente forti nella nuova edizione dello show satirico ideato e realizzato dall'artista romana, nota per il suo impegno politico. Farà certamente discutere la sua imitazione della leader di Fratelli d'Italia maltrattata sulle posizione che esprime in materia di immigrazione e accoglienza. Il personaggio è certamente riuscito, così come quello della giornalista "aggratis" che dopo il collegamento da Montecitorio dovrà dedicarsi al lavoro di dog-sitter per portare a casa qualcosa. Sul resto si può discutere, ma non saremo noi a farlo - (VIDEO)


Giorgia Meloni piuttosto maltrattata da Sabina Guzzanti che ripropone l'imitazione della presidente di Fratelli d'Italia nella nuova edizione del suo Tg Porco. Tema l'immigrazione, l'accoglienza e il diritto d'asilo. "Basta immigrati che vengono in Italia", dice Guzzanti-Meloni, "ci rechiamo noi in Africa e con dei banchetti sapientemente collocati, il richiedente asilo viene e compila questo modulo. Noi prendiamo le informazioni necessarie e gli diciamo 'grazie, le faremo sapere noi'".

Alcuni passaggi sono certo pesantini: "Spendiamo quattro miliardi e mezzo per 'sti campi di concentramento dei profughi quando - fa dire all'ex ministra - ancora l'Italia, lo ribadiamo, i campi di concentramento per gli italiani non li ha". A cosa servono tutti quei soldi? "I soldi - spiega Giorgia-Sabina servono per pagare la Libia per fare fuori quelli che arrivano da sotto. Perché dobbiamo a stare perde tempo?". 

Milano, investe una bambina in scooter e non si ferma: ecco il video che lo inchioda

La piccola, di quattro anni, che era con la nonna non ha riportato fortunatamente gravi conseguenze. Il responsabile è un imprenditore di 65 anni. Guidava senza assicurazione e senza patente, gli era stata ritirata. Rintracciato dopo poche ore grazie alle telecamere e ai testimoni. Il comandante della Polizia locale, Antonio Barbato: "Si conferma un tasso altissimo, che sfiora il 90%, di individuazione dei pirati della strada" - (VIDEO)


È un imprenditore di 65 anni l'uomo che ieri pomeriggio in via Imbonati a Milano ha investito con uno scooter una bambina di quattro anni e non si è fermato a prestare soccorso. La bambina, accompagnata dalla nonna, fortunatamente non ha riportato gravi conseguenze per l'impatto ed è stata portata via dall'ambulanza in codice verde.

Il responsabile dell'incidente è stato rintracciato dalla squadra interventi speciali della Polizia locale nella serata di ieri grazie alla collaborazione dei testimoni, alle telecamere e alle investigazioni. Si tratta di un uomo che viaggiava senza assicurazione e senza patente perché gli era stata revocata. Ora è denunciato a piede libero, gli è stato sequestrato il veicolo e gli sono state comminate sette diverse infrazioni per violazione del codice della strada.

"Le indagini della Polizia locale e la collaborazione dei cittadini - spiega il comandante della Polizia locale Antonio Barbato - hanno permesso di rintracciare l'uomo nel giro di poche ore. Si conferma un tasso altissimo, che sfiora il 90%, di individuazione di chi non si ferma dopo un incidente. Prestare soccorso è sempre e comunque la scelta più giusta". (Fonte: Adnkronos)

Siria, i populisti mollano Trump: Salvini parla di "regalo all'Isis", Marine Le Pen "stupita". CasaPound: "Donald si è sottomesso ai centri di potere. Tradite le speranze degli americani"

I rappresentanti di quel fronte che guardava con una certa simpatia al tycoon di New York divenuto presidente, così come plaudivano alle posizioni internazionali della Russia di Putin sono rimasti spiazzati dalla decisione di Washington di attaccare Assad dopo il controverso attacco chimico attribuito al governo di Damasco nei giorni scorsi. Da Matteo Salvini a Marin Le Pen fino a Simone di Stefano il coro è di condanna: "Scelta sbagliata che aiuta il terrorismo"


"Missili Usa sulla Siria pessima idea e regalo all’Isis. Forse per i problemi interni, forse mal consigliato dai guerrafondai che stanno ancora cercando le armi chimiche di Saddam Hussein, Trump in Siria fa la scelta più sbagliata e riapre una guerra contro il terrorismo islamico che era già stata vinta. Forse qualcuno a Washington vuole ripetere i disastri dell’Iraq, della Libia e delle primavere arabe con tutte le devastanti conseguenze per Italia e Europa?". Queste le parole di Matteo Salvini, segretario della Lega Nord, che esprime la sua posizione sull'attacco lanciato la notte scorsa dagli Stati Uniti alla Siria di Bashar Al Assad. Salvini dunque tra i due suoi "idoli" in politica estera sceglie da che parte stare: con Vladimir Putin e contro Donald Trump.

La posizione di Salvini, fa eco a quella di Marine Le Pen, leader del Front National e aspirante presidente francese, che si è detta "stupita" per mossa di Trump. "Prima di operare dei bombardamenti in Siria occorreva attendere i risultati di un’inchiesta internazionale. Sono sorpresa da questa reazione", ha affermato in un'intervista alla televisione transalpina France 2 per poi aggiungere: "Ciò che è accaduto in Siria è spaventoso e lo condanno. Ma serve prima di tutto un’inchiesta internazionale". 

Sul'blitz missilistico Usa è intervenuto anche Simone Di Stefano, vicepresidente di CasaPound Italia che ha detto: "Le speranze che il popolo americano aveva riposto in Donald Trump e le giustissime motivazioni per cui era stato votato oggi sono state tradite. L'attacco di stanotte alla Siria, segna la sua sottomissione ai centri di potere che hanno confezionato ad arte la bufala dell'attacco coi gas".

Trump attacca la Siria. La condanna di Putin: "Aggressione contro uno Stato sovrano. Danni significativi alle relazioni Usa-Russia"

Gli Stati Uniti hanno lanciato un attacco missilistico colpendo la base aerea di Shayrat, nella provincia occidentale di Homs, con circa 60 missili cruise. Il bilancio sarebbe di cinque morti e 7 feriti. Dura la reazione di Mosca: "Azione compiuta con un pretesto inventato". Damasco indignata: "Violate tutte le leggi e le convenzioni internazionali. Così l'America si allea coi terroristi". Pollice verso dall'Iran, plaude invece all'atto di guerra di Washington l'Arabia Saudita - (VIDEO)


Sull'azione americana in Siria arriva una dura risposta dal Cremlino, che condanna l'attacco definendolo "un'aggressione contro una nazione sovrana". L'attacco è stato sferrato sulla base di "un pretesto inventato", prosegue Mosca, per cui l'esercito siriano non dispone di armi chimiche. Quanto accaduto, aggiunge, arrecherà "danni significativi alle relazioni Usa-Russia" e crea "un serio ostacolo" alla costituzione di una coalizione internazionale per sconfiggere l'Is. Il presidente russo Vladimir Putin, prosegue il Cremlino, considera l'attacco un tentativo di sviare l'attenzione del mondo dalle vittime civili in Iraq dove una serie di raid della coalizione ha provocato la morte di almeno 150 persone a Mosul il mese scorso.

Gli Stati Uniti hanno fornito versioni contrastanti sull'avvenuta comunicazione preventiva a Mosca dell'attacco alla base aerea in Siria. Secondo il segretario di Stato Rex Tillerson, questa comunicazione non c'è stata. "Non ci sono state discussioni o contatti precedenti, né ce ne sono stati con Mosca da quando è stato sferrato l'attacco", ha dichiarato parlando con i giornalisti. Il Pentagono invece ha sostenuto che la Russia è stata allertata in anticipo, attraverso canali militari. Secondo il portavoce Jeff Davis, la Russia è stata avvertita nel corso di "plurime conversazioni" ieri, per il tramite del canale di comunicazione con la base di Latakia usato per evitare scontri a fuoco o collisioni tra i velivoli americani ed alleati da una parte e russi dall'altra. "Ci sono russi alla base ed abbiamo adottato precauzioni straordinarie per non colpire l'area in cui si trovano".

A condannare l’attacco americano, oltre alla Russia, è anche l ’Iran. “È un’azione unilaterale è pericolosa, distruttiva e viola i principi del diritto internazionale”, ha detto il portavoce del ministero degli Esteri di Teheran, Bahram Ghasemi, sottolineando che a suo modo di vedere “queste misure rafforzeranno i terroristi in Siria e complicheranno la situazione in Siria e nella regione”. La portavoce del ministero degli Esteri cinese, Hua Chunying, invece ha invitato “le parti a mantenere la calma e ad evitare l’escalation delle tensioni”. Plaude ai missili americani contro Assad, invece, l’Arabia Saudita (nella foto sotto una visita di Barack Obama con signora alla corte di Riad) che definisce la “decisione coraggiosa” come la giusta risposta ai “crimini del regime contro il suo popolo alla luce del fallimento della comunità internazionali di porvi fine”.

La tv di Stato di Damasco ha definito l'attacco un'"aggressione". "Aggressione americana contro obiettivi militari siriani con diversi missili", ha titolato l'emittente dopo l'annuncio dell'intervento militare.

"Non mi aspetto alcuna escalation militare", ha poi dichiarato il ministro siriano dell'Informazione, Mohammad Ramez Tourjman, rispondendo a una domanda sulla possibilità di una risposta russa all'attacco lanciato dagli Usa.Nel corso di un'intervista telefonica alla tv di Stato siriana, Tourjman si è detto convinto che il raid statunitense sia stato "limitato nel tempo e nello spazio" e ha detto che era "previsto". L'attacco contro la base aerea siriana di Shayrat rende gli Stati Uniti "alleati" di gruppi terroristici come il sedicente Stato islamico (Is). Questa la posizione delle forze armate di Damasco in un comunicato letto da un portavoce davanti alle telecamere della tv di Stato siriana.

Secondo il portavoce, il tentativo degli Usa di "giustificare questa aggressione", sostenendo che si tratta di una risposta al raid con armi chimiche dell'esercito siriano senza che ancora siano stati accertati i responsabili, "invia messaggi sbagliati alle organizzazioni terroristiche che potrebbe incoraggiarle ulteriormente a usare armi chimiche in futuro ogni volta che subiranno gravi perdite sul campo di battaglia". L'attacco, ha concluso il portavoce, rappresenta una "violazione di tutte le leggi e le convenzioni internazionali e mira a ridurre le capacità dell'esercito siriano nella sua lotta contro il terrorismo".

  • Pubblicato in Esteri
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