updated 10:18 AM UTC, Apr 13, 2019

La vita aliena su Marte? La foto della NASA rivela un misterioso oggetto nero (VIDEO)

La specie umana ha da sempre messo in dubbio l'esistenza di vite aliene nell'universo. Queste nuove scoperte in arrivo da Marte sembrano invece confermare che nello spazio infinito non siamo soli.


In questi ultimi anni, gli appassionati di scienza e fantascienza hanno setacciato immagini dalla Curiosity Rover della NASA, in cerca di segni tangibili dell'esistenza di altre forme di vita su Marte, presenti o passate.

In questo articolo abbiamo voluto riunire alcune immagini del pianeta rosso che lanciano la fantasia nelle più impensabili rotte del cosmo, per capire se questi segni rappresentano davvero la scoperta di una vita aliena.

Scott C Waring, direttore di UFO Sightings Daily, che trascorre ore riversandosi attraverso le immagini trasmesse dall'ultimo Rover che sta setacciando il pianeta rosso e caricate online dalla NASA, alla ricerca di prove di vita, oggi ritiene di aver trovato qualcosa che l'agenzia spaziale americana ha trascurato.

Questa foto della NASA rivela davvero un misterioso oggetto nero?

Secondo Waring, in questa foto si vede chiaramente il volto di un essere che da dietro una roccia cerca di sbirciare il Rover e in proposito scrive:ritto: "I volti sono ovunque su Marte, la faccia in alto sembra una creatura viva che guarda fuori dalla sicurezza della sua grotta". "Spero che tutto questo faccia pensare la popolazione umana in modo diverso,rispetto alla vita nell'universo che ci circonda".

Sui social si sono moltiplicati i commenti alla foto e molti dei suoi follower online hanno concordato con l'interpretazione, ma, se si crede a Mr Waring, allora tutti stiamo guardando un mini-marziano, di soli 10 cm di altezza. Marte a questo punto potrebbe essere colonizzato da tanti Pisolo, Gongolo, Brontolo, Mammolo, Eolo, Cucciolo e Dotto. La domanda viene spontanea... e Biancaneve?

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La Russia sta finanziando la Lega?

Secondo un articolo pubblicato sull'Espresso, il partito di Salvini avrebbe trattato con uomini d'affari russi vicini al Cremlino al fine di ottenere finanziamenti attraverso un accordo di compravendita petrolifera.


Stando a quanto scrive il settimanale del gruppo De Benedetti, tonnellate di gasolio per il valore di milioni di dollari, dovevano essere vendute ad una società italiana, da una ditta russa "vicina al Cremlino". Gli utili ricavati si sarebbero dovuti deviare verso le casse della Lega.

Tuttavia, la stessa rivista ha ammesso di non sapere se l'accordo, presumibilmente destinato a finanziare la campagna politica del Carroccio delle elezioni europee di maggio, sia stato mai effettivamente concluso.

In una recente intervista al Telegraph, peraltro, un esponente salviniano, interrogato su tali voci aveva risposto seccamente: "Non commentiamo su fantascienza e fantasie". Ma questa risposta non è bastata ai deputati del centrosinistra, che hanno chiesto un'inchiesta ufficiale che possa chiarire gli avvenimenti. In un comunicato dell'opposizione si legge: "La Russia sta finanziando la Lega? Un articolo preoccupante dell'Espresso ha bisogno di essere immediatamente chiarito dal governo". 

In questo rapporto giornalistico si presuppone che una società petrolifera russa dovesse vendere fornitura di carburanti ad una società italiana con l'obiettivo di finanziare la tanto onerosa campagna politica per le elezioni europee di Salvini. 

Anche l'ex presidentessa della Camera, Laura Boldrini, interviene sui Social e su Twitter scrive: "Finanze russe per la campagna elettorale della Lega, Salvini deve chiarire immediatamente perché se ciò fosse confermato, sarebbe davvero preoccupante".

Già altre volte sui media sono comparsi articoli che parlavano di rapporti speciali tra Salvini e Putin. L'Espresso ha sostenuto che l'accordo di fornitura di carburante venne discusso da tre uomini d'affari russi con loro contatti italiani nello scorso ottobre, quando Salvini si recò a Mosca. Il periodico ha inoltre affermato di avere tutti i documenti a conferma di quanto scritto, senza però citare alcun dettaglio. Contemporaneamente l'Espresso si copre le spalle: "Non sappiamo come la vicenda si è conclusa, se è stato firmato l'accordo e i termini dell'accordo".

Salvini è un fervente ammiratore di Vladimir Putin e ha fatto molte visite a Mosca, negando sempre di aver mai ricevuto alcun finanziamento dai russi: "Non ho mai avuto una lira dalla Russia, o una Matrioska (un insieme di bambole di legno incastrate una dentro l'altra, ndr) o un cappello di pelliccia", ha affermato scherzosamente lo scorso anno. Il leader leghista ha chiesto più volte all'Europa di porre fine alle sanzioni occidentali contro Mosca, affermando che queste danneggiano le imprese italiane che esportano in Russia. Per queste ragioni l'opposizione non ha perso occasione per accusare il vicepremier e ministro dell'Interno di intrattenere rapporti strette relazioni con Putin per ottenere in cambio sovvenzionamenti economici. "Mi sento più a casa in Russia che in molti paesi pseudo amici in Europa", aveva detto lui. Quest'ultima esternazione non passò inosservata e gli valse un rimprovero da Guy Verhofstadt, leader del gruppo liberale al Parlamento europeo, che su Twitter scrisse: “Se Salvini si sente così a casa a Mosca, perché non si rimane lì? Sta tradendo l'interesse europeo collettivo.”

Per tutta risposta Salvini aveva rilanciato sugli amati social, scrivendo in un post: "Credo che il Presidente Putin abbia fatto molto per il suo popolo e per il mondo, con gli interventi contro il terrorismo islamico, come l'intervento in Siria. E lo dico gratuitamente, perché penso che sia così". Un titolo gratuito cui l'Espresso non crede e punta il dito contro il "Capitano". Come andrà a finire?

Benvenuti nel "club" europeo per i populisti

Populisti d'Europa, unitevi - nella periferia di Bruxelles!


Questo è quello che una coppia improbabile, formata da un avvocato belga e l'ex capo stratega di Donald Trump, spera che possa accadere con "The Movement", il primo "club" per gli euroscettici e i populisti, d'Europa. 

"Stiamo costruendo un club che riunirà tutti gli euroscettici, formato da persone che avranno l'obbligo di aiutarsi... come fratelli d'armi", ha detto Mischaël Modrikamen in un'intervista nel salotto della sua casa nel quartiere residenziale di Watermael-Boitsfort, nel a sud della capitale belga. "E se un fratello in armi ha bisogno di aiuto, il club sarà lì per dare una mano."

Modrikamen ha lanciato il Partito Populista di estrema destra in Belgio nel 2009 e ha fondato The Movement nel 2016. Pochi lo avevano notato, almeno fino al 2018, quando ha unito le forze con l'ex stratega della Casa Bianca Steve Bannon, per trasformare il Movimento in una fondazione per sostenere gruppi di destra e anti-establishment in tutta Europa e fungere da fonte centrale dei sondaggi, consigli per la messaggistica, targeting dei dati e ricerca, mantenendo la gestione dei famigerati "think tank", letteralmente, "serbatoi di pensiero" del movimento.

Bannon e Modrikamen hanno affermato in diverse interviste che il successo dei partiti populisti in Italia, in Austria e l'attesa ondata di estrema destra nelle elezioni del Parlamento europeo del prossimo anno, sono stati gli spunti che hanno più incoraggiato a formazione di questo nuovo club. "Ci sono differenze tra noi e queste differenze saranno forse più forti in un futuro, comunque sempre un potenziale futuro euroscettico" così l'eurodeputato italiano, ENF, Marco Zanni, in una recente intervista.

Steve Bannon afferma di essere stato invitato dai leader dei principali partiti "anti Europa" a un dialogo più stretto e afferma, "Quando queste persone, hanno iniziato a invitarmi a parlare, ho chiesto loro: - Ehi, quale tema vorresti toccare nel discorso? Cosa ti piacerebbe io dicessi? - E ogni testa mi ha dato la stessa risposta: - Dicci che non siamo soli".

Per ora, il movimento è finanziato principalmente dalle tasche di Bannon e dai donatori europei. Ci sono sette o otto persone a pieno regime che lavorano dalla casa di Modrikamen, a cui si andranno presto ad aggiungere "da tre a quattro persone a tempo pieno" a Bruxelles. 

Una volta che il club avrà un numero sufficiente di membri, Modrikamen ha in programma di organizzare incontri informali e formali nella sua spaziosa casa, utilizzandola per riunioni di dirigenti euroscettici in vista dei vertici UE. Dichiara anche di voler tenere un "summit dei leader euroscettici", che potrebbe aver luogo "a gennaio".

Matteo Salvini, ha dichiarato pubblicamente che si unirà al Movimento, così come ha fatto Giorgia Meloni. Per Bannon l'Italia è e rimarrà ancora per lungo tempo, il "centro dell'universo politico".

Queste alcuni dichiarazioni di alcuni Europarlamentari di destra, a cui è stato chiesto cosa ne pensassero di "THE MOVEMENT"

"Non tutti sono così acuti, sia dentro che fuori dal campo populista. Ci sono differenze tra noi e queste saranno forse più forti in un futuro più euroscettico", ha dichiarato Marco Zanni, eurodeputato ENF. "Ma ci sono differenze in tutti i gruppi, e rendere questo fronte più omogeneo può essere distruttivo per questa Europa". 

Sophie In't Veld, eurodeputata liberale olandese, dichiara che molti politici sono "preoccupati" per come gli euroscettici si stanno organizzando. "I partiti nazionalisti sono piuttosto bravi a lavorare insieme, molto da vicino, [mentre] le forze europeiste sono troppo disperse e ancora troppo divise".

"È una persona interessante, naturalmente, che per ora non abbiamo aggiunto al nostro programma attuale e non vedo alcuna possibilità di incontrarlo a breve termine." , ha detto a Bloomberg all'inizio di quest'anno Jimmie Åkesson, leader dei democratici svedesi di estrema destra in rapida crescita. 

 

Nella ricerca di supporto, Bannon e Modrikamen sono stati in tournée in Europa, dove hanno incontrato anche il primo ministro ungherese Viktor Orbán. "Stiamo andando a vedere i danesi, poi vedremo i veri finlandesi. Ci sono molte persone che non sono lontane dalle nostre convinzioni, come il Cancelliere austriaco Sebastian Kurz e anche il leader del Partito Popolare Spagnolo Pablo Casado in Spagna" ha detto Modrikamen in una recente intervista.

In Francia, Bannon ha gli occhi puntati su Marion Maréchal, nipote di Marine Le Pen, che ha definito "una figura incredibile, in poco tempo ha raggiunto ha raggiunto la popolarità della zia e raggiunto i consensi del National Rally di Le Pen.

Marion Marechal, la nipote di Marine Le Pen, leader francese del National Rally, è stata scoperta come potenziale sostenitrice di The Movement 

The Movement viene definito un'insurrezione a livello mondiale

Infatti Modrikamen è, non sorprendentemente, un fan di Trump. Il belga, quando Trump è emerso come candidato alla presidenza, ha pubblicato un video su YouTube, rivolgendosi direttamente all'americano, in cui diceva, "Sig. Trump, abbiamo questo in comune; diciamo la verità e chiamiamo le cose con il loro vero nome. Rendi di nuovo grande l'America, sei un esempio per noi in Europa". Dopo l'elezione di Trump, Modrikamen ha chiesto al Brexiteer Nigel Farage, di passare un memo di una pagina all'amministrazione statunitense. "Ho detto loro: c'è stata la Brexit, c'è Trump, l'insurrezione populista è mondiale, THE MOVEMENT sarà in tutto il mondo, dobbiamo organizzarlo in tutto il mondo".

 Bannon e Modrikamen hanno dichiarato che intendono formare un nuovo gruppo populista al Parlamento europeo dopo le elezioni del maggio 2019. Non difendono i paesi che si allontanano dall'UE o abbandonano la valuta dell'euro (almeno non ancora), ma dicono che più potere dovrebbe essere restituito da Bruxelles alle capitali nazionali.

"Tutto qui in Europa è diverso", ha detto Bannon. "Onestamente, il nostro obiettivo non è di andare al governo, ma ottenere almeno il 33% dei voti..., una specie di minoranza in grado di bloccare un potere politico troppo radicato sul "potere" e poco sui "territori".

Bannon ha anche detto di essere concentrato sul trasformare il Movimento in una "infrastruttura di vittoria", con operazioni di sondaggio, analisi dei dati,  assumendo imprese per l'analisi del targeting. "Il Movimento dovrebbe fornire, la capacità tecnica di realizzare "stanze di guerra", in grado di dare delle risposte rapide". Oltre a ciò, Bannon si prefigge di raggiungere, nel breve, l'obiettivo più arduo, quello di unire  "populisti di sinistra e nazionalisti di destra". Durante il  suo viaggio a Roma, ha incontrato Luigi Di Maio, per cercare di entrare a far parte del Movimento M5S. 

"In tutto il mondo, non troverai due politici che hanno lavorato duramente come Salvini e Di Maio, senza soldi, portando le loro parti a queste incredibili vittorie, poi si sono fatti indietro e hanno lasciato che qualcun altro fosse "il ragazzo" (CONTE ndr) a sedersi ai tavoli dei potenti al G7, G20 e nello Studio Ovale con Trump ... Nessuno lo farebbe".

BANNON il futuro di un nuovo populismo anche in Italia?

La pianta d'appartamento "OGM" che mangia le sostanze cancerogene presenti nell'aria

Gli scienziati hanno modificato geneticamente una pianta d'appartamento, l'edera di Pothos, ottenendo una nuova specie che assorbe il cloroformio e il benzene dall'aria circostante.


Tutti noi vorremmo mantenere l'aria nelle nostre case il più pulita possibile e, a volte, utilizziamo filtri a base chimica, per tenere a bada allergeni e particelle di polvere. Ma alcuni composti pericolosi sono troppo piccoli perché questi filtri li possano intrappolare. Piccole molecole come il cloroformio, che è presente in piccole quantità nell'acqua clorata, o il benzene, che è un componente della benzina, si accumulano nelle nostre case quando facciamo la doccia o facciamo bollire l'acqua, o quando mettiamo l'auto in garage. Sia l'esposizione il benzene che il cloroformio sono da sempre composti collegati al cancro. Esistono delle piante modificate che producono una proteina, chiamata "2E1", questa proteina trasforma questi composti in molecole che le piante possono utilizzare per sostenere la propria crescita.

Pothos edera

"Le persone non sono a conoscenza di questi pericolosi composti organici presenti nelle case, e penso che sia perché non possiamo fare nulla contro di loro", dice l'autore della sperimentazione Stuart Strand, che è un professore di ricerca nel dipartimento di ingegneria civile e ambientale a l'Università di Washington. "Ora abbiamo progettato piante d'appartamento in grado di rimuovere questi inquinanti per noi."

Il team ha deciso di utilizzare una proteina chiamata citocromo P450 2E1, o 2E1 in breve, che è presente in tutti i mammiferi, compreso l'uomo. Nei nostri corpi, il 2E1 trasforma il benzene in una sostanza chimica chiamata fenolo e il cloroformio in anidride carbonica e ioni cloruro. Ma il 2E1 si trova solo nel nostro fegato e si accende quando beviamo alcolici. Quindi non è disponibile per aiutarci a trattare gli inquinanti nella nostra aria, se siamo sobri o astemi.

"Abbiamo deciso di attivare questa reazione al di fuori del nostro corpo, più precisamente di farla attivare ad una pianta, un esempio del concetto di fegato verde", dice Strand. "il 2E1 può essere utile per la pianta, che usa l'anidride carbonica e gli ioni cloruro per convertirli in cibo e usano il fenolo per costruire i componenti delle loro pareti cellulari".

I ricercatori hanno fatto una versione sintetica del gene che serve come istruzione per creare la la proteina 2E1, poi l'hanno introdotto nell'edera di Pothos in modo che ogni cellula della pianta esprimesse la proteina. L'edera di Pothos non fiorisce, quindi le piante geneticamente modificate non saranno in grado di diffondersi attraverso il polline.

"L'intero processo ha richiesto più di due anni", afferma l'autore principale Long Zhang, ricercatore nel dipartimento di ingegneria civile e ambientale. "un tempo molto lungo, rispetto ai normali progetti di questo ordine, ma volevamo utilizzare solo l'edera di Pothos perché è una pianta d'appartamento robusta che cresce bene in tutte le condizioni".

I ricercatori hanno poi testato in che modo le loro piante modificate, potrebbero rimuovere gli inquinanti dall'aria rispetto alla normale edera di Pothos. Hanno messo entrambi i tipi di piante in tubi di vetro e poi hanno aggiunto benzene o gas cloroformio in ogni provetta. Per oltre 11 giorni, il team ha monitorato come la concentrazione di ciascun inquinante subisse cambiamenti nei singoli tubi. Per le piante non modificate, la concentrazione di entrambi i gas non è cambiata nel tempo. Ma per le piante modificate, la concentrazione di cloroformio è scesa dell'82% dopo solo tre giorni, diventando quasi irrilevante il sesto giorno. Anche la concentrazione di benzene diminuiva nelle fiale delle piante modificate, ma più lentamente: all'ottavo giorno, la concentrazione di benzene era diminuita di circa il 75 percento.

Al fine di rilevare questi cambiamenti nei livelli degli inquinanti, i ricercatori hanno usato concentrazioni molto più elevate di quelle che si trovano tipicamente nelle case. Ma il team si aspetta che i livelli urbani possano scendere allo stesso modo, se non più velocemente, quindi in un minor arco di tempo.

La posizione ideale di queste piante in casa dovrebbe essere all'interno di un recinto con qualcosa che possa spostare l'aria attorno a loro così da dare maggior beneficio a tutto l'ambiente. 

Il team sta attualmente lavorando per aumentare le capacità delle piante aggiungendo una proteina in grado di abbattere un'altra molecola pericolosa trovata nell'aria domestica: la formaldeide, che è presente in alcuni prodotti legati al legno, come pavimenti e armadi laminati o il fumo delle sigarette.

"Questi sono tutti composti stabili, quindi è davvero difficile eliminarli", afferma Strand. "Senza proteine ​​per abbattere queste molecole, dovremmo usare processi ad alta energia per farlo. È molto più semplice e più sostenibile mettere insieme queste proteine ​​in una pianta d'appartamento".

I confini della scienza, un sistema extra-uterino per sostenere fisiologicamente i parti prematuri

Pubblicato in Nature Communications, è la storia di un agnellino nato prematuro e cresciuto per 4 settimane in un tecnologico sacchetto di plastica. 


La sacca era in realtà un utero artificiale che aiutava a portare a termine gli agnelli in fase avanzata, mantenendoli vivi e sviluppandosi fuori dall'utero per diverse settimane. Questa incredibile tecnologia potrebbe un giorno salvare anche le vite dei bambini prematuri, quindi vale la pena porvi la nostra attenzione. 

Nel mondo, la prematurità estrema è la principale causa di mortalità infantile, con oltre un terzo di tutti i decessi infantili e metà della paralisi cerebrale attribuita alla prematurità. I progressi nella terapia intensiva neonatale hanno migliorato la sopravvivenza e hanno spinto i limiti della vitalità a 22-23 settimane di gestazione. Tuttavia, la sopravvivenza è stata raggiunta con alti tassi associati di malattia polmonare cronica e altre complicazioni di immaturità degli organi, in particolare nei bambini nati prima delle 28 settimane. Infatti, alzando i limiti di vitalità, si hanno più pazienti con gravi complicanze date dalla prematurità rispetto a dieci anni fa. L'insufficienza respiratoria rappresenta il problema più comune e problematico, in quanto lo scambio gassoso nei neonati criticamente pretermine è compromesso dall'immaturità strutturale e funzionale dei polmoni. Questa condizione, nota come displasia broncopolmonare, viene ora considerata correlata a un arresto nello sviluppo polmonare secondario, alla transizione prematura dalla ventilazione liquida a quella gassosa, spiegando perché, anche le modalità minimamente invasive di ventilazione neonatale, non hanno ridotto l'incidenza di displasia broncopolmonare. C'è chiaramente un bisogno urgente di un approccio più fisiologico per supportare il bambino prematuro estremo. 

Il concetto di supporto extracorporeo del feto è attraente per l'analogia con la fisiologia fetale innata, in cui lo scambio di gas extracorporeo viene mantenuto dalla placenta. Tuttavia, lo sviluppo di una "placenta artificiale" è stato oggetto di indagine per oltre 50 anni, con un successo limitato. Gli ostacoli primari sono stati l'insufficienza circolatoria progressiva a causa del precarico o dello squilibrio post-carico imposto al cuore fetale dalla resistenza dell'ossigeno e dai circuiti supportati dalla pompa, l'uso di incubatori a fluido aperto con conseguente contaminazione e sepsi fetale e problemi legati all'accesso ombelicale vascolare con conseguente vascolarizzazione spasmo. Per affrontare questi ostacoli è stato progettato un sistema costituito da tre componenti principali, in particolare un circuito arterovenoso senza rigonfiamento, un ambiente fluido chiuso con scambio di fluido continuo e una nuova tecnica di accesso vascolare ombelicale. 

Poter risolvere tutti questi problemi ha portato allo sviluppo di un sistema che incorpora un circuito ossigenatore senza cuciture collegato al feto, nella fase di test si trattava di un agnello, tramite un'interfaccia "il cordone ombelicale", mantenuta all'interno di un circuito chiuso di "liquido amniotico" che riproduce fedelmente l'ambiente dell'utero. Il risultato è stato incredibile, gli agnelli fetali, che sono evolutivamente equivalenti al prematuro umano, sono stati fisiologicamente supportati in questo dispositivo extra uterino, per un massimo di 4 settimane. Gli agnelli, hanno mantenuto parametri normali di gas nel sangue, di ossigenazione e mantengono la pervietà della circolazione fetale, senza apparente squilibrio fisiologico o insufficienza d'organo. Questi risultati sono superiori a tutti i precedenti tentativi di supporto extracorporeo del feto prematuro estremo, sia in termini di durata che di benessere fisiologico. I nascituri all'uscita dal "sacchetto di plastica" non presentavano alcuna complicanza o squilibrio fisico, al punto da essere paragonati a dei nascituri a termine, oggi questa tecnica potrebbe essere applicata, in casi estremi anche a dei feti umani, così da ridurre al minimo i rischi di complicanze nelle nascite premature.

La Cina sfida il ruolo principale dell'America nel mondo

L'anno uscente è passato sotto il segno delle contraddizioni tra l'America, una superpotenza universalmente riconosciuta, e la Cina, che si identifica come un paese in via di sviluppo, il 2019 potrebbe essere l'anno della ripresa delle ostilità.


L'attuale guerra economico/politica tra le due super potenze potrebbe terminare presto, l'incarnazione più visibile della rivalità tra Pechino e Washington è stata la guerra commerciale, che ha portato gli Stati Uniti a fissare un dazio del 10% sulle importazioni cinesi per un valore di $ 250 miliardi. In questi giorni il presidente Donald Trump ha inoltre minacciato di aumentare ancora le tariffe dei prodotti cinesi, venduti sul territorio americano, di un'ulteriore 25%. In risposta, la RPC ha introdotto restrizioni su un numero di merci americane, principalmente soia e altri prodotti agricoli, andando così a colpire gli interessi degli agricoltori di quegli stati che erano la base elettorale di Trump.

Tuttavia, la reazione della RPC alle sanzioni non è stata violenta, in quanto Pechino teme chiaramente che, la proliferazione delle dimensioni di una guerra commerciale potrebbe portare alla chiusura delle imprese industriali cinesi che operano nel mercato statunitense. E questo a fronte di un attuale calo dei tassi di crescita dell'economia interna, che significa un aumento della disoccupazione e un abbassamento della stabilità sociale.

Anche la Casa Bianca è  consapevole del fatto che, una brusca rottura delle catene di produzione che collega la società della Cinese e gli Stati Uniti, con l'aumento dei prezzi di iPhone, computer ed elettrodomestici fabbricati in Cina, potrebbe causare una reazione negativa da parte dei consumatori americani, con conseguente indebolimento del governo. Sembra comunque che gli sforzi del segretario al Tesoro Usa Stephen Mnuchin e degli altri sostenitori di un approccio più morbido alla risoluzione del conflitto commerciale, stiano avendo dei risultati positivi e riscano a mantenere ancora incappucciati i falchi nell'amministrazione Trump, sostenitori di una linea più dura.

Il risultato è stato un incontro tra Trump e il presidente Xi Jinping a margine del vertice del G20 a Buenos Aires il 1 ° dicembre, le due parti hanno convenuto nel voler astenersi dall'introdurre nuove tariffe e dazi per ben 90 giorni, contemporaneamente si sono accordati per la firma di un documento, entro il 1° marzo 2019, che porterebbe alla risoluzione della controversia.

I media statunitensi hanno definito l'accordo non la pace, ma una semplice tregua. In primo luogo perchè  l'obiettivo di Trump, annunciato durante la sua campagna elettorale, rimane quello di eliminare l'enorme deficit commerciale degli Stati Uniti con la RPC e questo è impossibile senza riforme strutturali nell'economia cinese, che Pechino, anche se lo desidera, non può attuare in breve tempo.

Soprattutto, non si tratta solo di una controversi commerciale, il Vice Presidente Michael Pence, ha da sempre accusato Pechino di aver violato le norme internazionali che regolano lo sviluppo degli armamenti militari e di aver svolto attività sovversive contro gli interessi statunitensi, rubando le proprietà intellettuali nell'alta tecnologia e interferendo nelle elezioni americane. A questo dobbiamo aggiungere la continua espansione militare nel Mar Cinese Meridionale, che avvicina troppo pericolosamente i fronti delle due super potenze, generando una nuova guerra fredda, che potrebbe portare anche a scontri armati tra le due marine militari, salvo giustificare poi errori di calcolo o incomprensioni negli avvertimenti.

Oltre al Mar Cinese Meridionale, la situazione intorno a Taiwan è preoccupante. In effetti, in Cina, l'uso della forza militare è legalmente autorizzato a prevenire il separatismo sull'isola e gli Stati Uniti di Trump, invece danno un forte contributo in termini di sostegno militare e politico a Taipei.

Junker accusa i paesi dell'Unione Europea di "sfacciata ipocrisia"

Secondo il presidente della commissione europea, quindi l'Europa non può funzionare! 


Junker riparte nel 2019 con la tattica dell'indebolimento degli stati sovrani all'interno dei confini europei. Il capo della Commissione europea, ha affermato che i leader dei paesi dell'Unione europea mostrano troppa ipocrisia in materia di rafforzamento della protezione delle frontiere esterne.

Secondo lui, per più di due anni tutti i capi di stato e di governo dei paesi dell'UE hanno chiesto una maggiore sicurezza alle frontiere. Allo stesso tempo sono preoccupati perchè un rafforzamento dei controlli di confine, con l'utilizzo di una forza militare congiunta (la temuta POLIZIA EUROPEA), potrebbe minare e quindi influenzare negativamente la SOVRANITA' NAZIONALE di ogni singolo stato. Questa forza di polizia è al di sopra di ogni legge interna dei singoli stati e potrebbe attuare azioni anche senza l'autorizzazione degli stati in cui opera. Cosa decisamente inaccettabile per i governi sovranisti, che si sono già visti depauperare della sovranità economica e hanno paura di diventare un ingranaggio della "poco democratica" macchina europea, ingranaggio sostituibile in qualunque momento. 

Juncker ha sottolineato che i leader criticano l'inadeguata protezione dei confini dell'Unione europea, ma non vogliono assumersi gli obblighi associati, in poche parole non vogliono correre il rischio di diventare burattini di un governo troppo distante dai territori.  "Quindi l'Europa non può funzionare. Dobbiamo agire rapidamente per essere preparati e permettere sotto controllo i confini esterni dell'UE", ha concluso.

Gli scienziati politici presagiscono un cambio di paradigma nell'ordine internazionale, cosa che potrebbe solo portare solo su due strade. La prima vede un'Europa centralista che non riconosce più le sovranità politiche dei territori, passando dalla formula "Stati Nazionali" a quella di "Stati Federali" e muovendo le fila da un singolo governo centrale. La seconda l'Europa così come doveva essere si sfalda e gli stati interni riprendono la loro sovranità economica e politica, lasciando al governo centrale solo la gestione delle politiche internazionali, lasciando (com'è oggi) la palla che muove il futuro di questo nostro mondo, alle 3 super potenze, Russia, Cina e America.

Il crescente populismo, potrebbe scuotere la stabilità dell'Europa alle prossime elezioni?

Una delle principali fonti d'informazione del parlamento europeo, afferma che l'aumento dei partiti antieuropei potrebbe creare il "caos" in parlamento


È la più grande competizione elettorale in Europa, ma lascia spesso molti elettori indifferenti, l'affluenza alle elezioni del Parlamento europeo è in continuo calo fin dai primi voti nel 1979. Potrebbe essere questa volta diversa? Le prossime elezioni europee si terranno nel maggio 2019, meno di due mesi dopo ecco il giorno della Brexit e mai prima d'ora le elezioni erano state etichettate in modo così decisivo, da così tanti leader europei. Durante la sua fortunata corsa alla presidenza francese, Emmanuel Macron si è candidato anche  come leader delle forze anti-populiste e filo-UE e i suoi avversari sono desiderosi di unirsi alla grande battaglia. Matteo Salvini, leader del primo partito della anti-UE nel nostro paese, ha dichiarato che le elezioni sarebbero "un referendum tra l'Europa delle élite, delle banche, della finanza, dell'immigrazione e del lavoro precario" contro " l'Europa delle persone e del lavoro ". Il primo ministro nazionalista ungherese, Viktor Orbán, ha affermato che il voto sarà un'occasione per dire addio "non solo alla democrazia liberale ... ma all'élite del 1968" .

Partiti come Lega, Alternative für Deutschland in Germania e il Rally National potrebbero destabilizzare il parlamento e portare una forte ventata populista nel cuore europeo. Un recente sondaggio ha mostrato che il  Rally National, sta precedendo Macron, con il 21% contro il 19% per il partito del presidente.

A Bruxelles sono stati lanciati tre scenari che dimostrano l'incertezza delle elezioni: un'ondata decisiva per i partiti anti-UE, guadagni inaspettati per i partiti pro-europei e una terza possibilità di confusione tra i due. "Un pasticcio è il risultato più probabile", ha detto una fonte europea di alto livello definendo questo come un risultato "grigio" un "progresso da parte dei populisti, che comunque lascerà ancora una forte maggioranza di almeno 400 eurodeputati pro-UE". Questo "casino" segnerà probabilmente la fine della grande coalizione - i due grandi blocchi che rappresentano il centro-destra e il centro-sinistra, che dominano il parlamento e attualmente detengono il 54% dei 751 seggi dell'assemblea.

Il partito popolare europeo di centro-destra si sta indebolendo, a causa delle scarse prestazioni sui territori dei diversi paesi membri, dove principalmente vengono riconosciuti i partiti locali, e si divide anche su come gestire il difficile membro ungherese, leader di un paese che mette in discussione molte libertà democratiche.

Nel frattempo, il partito socialista e democratico di centrosinistra dovrebbe perdere seggi, dato che i suoi membri continuano a scarseggiare in gran parte dell'Europa, la fazione S&D  sarà anche duramente colpita dalla perdita di 20 deputati laburisti quando il Regno Unito lascerà ufficialmente la UE.

"Esiste un alto rischio di paralisi", ha dichiarato Heather Grabbe, direttrice dell'Open European Society Institute, "Con l'aumento delle sfide per l'Unione europea , potrebbe essere impossibile ottenere una legislazione attraverso la costituzione di un parlamento. Diventa quindi più difficile lavorare con il metodo comunitario e questo avrà un grande impatto".

Le elezioni europee non solo determinano la composizione del parlamento, ma determineranno la spartizione dei migliori posti di comando dell'UE, nel 2019, scadranno i mandati delle presidenze della Commissione europea e del Consiglio europeo.

Le elezioni europee - in realtà una serie di elezioni nazionali - mettono alla prova la temperatura della politica interna. "Molti usano le elezioni europee per mostrare un cartellino rosso o giallo al governo", afferma Janis Emmanouilidis, direttore degli studi presso l'European Policy Centre. Pensa che i guadagni per i partiti anti-UE "creerebbero pressioni a livello nazionale", il che significa che i 27 Stati membri dell'UE divisi sono ancora meno propensi a concordare le questioni complesse della riforma o della migrazione della zona euro. 

Sia il futuro dell'euro che la migrazione saranno probabilmente al centro della scena durante la prossima campagna elettorale, che non solo documenta le grandi differenze tra i partiti "pro-UE" e "no-UE", ma rischia anche di alimentare miti su ciò che l'UE sta realmente facendo e non facendo, portando i popoli comunitari ad incolpare il governo centrale anche di ciò di cui non è realmente responsabile, facendo perdere di vista le discussioni sui reali poteri, come la "pericolosa POLIZIA EUROPEA"

 

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