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updated 10:26 AM UTC, Jul 3, 2020

Lega contro la Cina per Hong Kong, Salvini: "Il silenzio del governo italiano? Spero non a pagamento". L'ambasciata non ci sta: "Forte disappunto. Sono affari nostri"

"Libertà per Hong Kong", è il testo dello striscione che Matteo Salvini ha srotolato ieri di fronte agli ingressi dell'ambasciata cinese a Roma. Il leader della Lega sottolinea come "I diritti umani vanno difesi in tutto il mondo, come abbiamo criticato gli Usa facciamo lo stesso oggi a difesa di Hong Kong. Viva la libertà in Cina come in tutto il mondo". Per Salvini "quando la violenza viene dal regime cinese nessuno dalla maggioranza apre bocca. Trovo imbarazzante - conclude Salvini - il silenzio del governo su violenze e menzogne del regime cinese, spero non sia a pagamento"


Il partito comunista cinese si prepara al congresso - Il Post

La Lega di Salvini contro la Cina per Hong Kong. Dura la reazione (con lezione di sovranismo): "Gli affari di Hong Kong - ha detto l'ambasciata cinese - sono politica interna cinese, su cui i paesi esteri non hanno diritto di ingerenza. Nessuno deve sottovalutare la ferma determinazione del governo cinese e di 1,4 miliardi di cittadini cinesi nel tutelare la sovranità, la sicurezza e lo sviluppo nazionale"

"Il 2 luglio, alcuni politici italiani hanno inscenato un cosiddetto "Flash Mob" davanti all'Ambasciata della Repubblica Popolare Cinese, pronunciando accuse gratuite contro la Cina. Le respingiamo esprimendo il nostro forte scontento e disappunto". Così l'ambasciata cinese in Italia critica in una nota il flash mob organizzato ieri dalla Lega davanti alla sede diplomatica di Pechino in segno di solidarietà con Hong Kong e al quale ha partecipato anche il leader Matteo Salvini. La nuova legge entrata in vigore a Hong Kong, si legge nella nota, "mira a punire un gruppo estremamente piccolo di elementi criminali che minacciano gravemente la sicurezza nazionale" e allo stesso tempo "permette di tutelare meglio i legittimi diritti dei cittadini e delle aziende straniere presenti ad Hong Kong"

"Salvaguardare la sicurezza nazionale è una sacrosanta responsabilità di cui il governo centrale di ogni paese deve farsi carico. Al mondo non c'è Paese, Italia e Cina comprese, che, di fronte a gravi crimini che ne minacciano la sicurezza nazionale, rimarrebbe seduto a guardare senza far niente", prosegue l'ambasciata.

"Tali politici, che avevano denunciato gli atti di violenza e criminalità che hanno avuto luogo sul territorio italiano e avanzato proposte volte a rafforzare le misure legislative in materia di ordine pubblico, di fronte alle deliberate violazioni della legge da parte dei violenti di Hong Kong, che sfociano persino in crimini di separatismo, fingono invece di non vedere e non sentire", sottolinea l'ambasciata cinese.

"Il governo centrale cinese tutela la sicurezza nazionale attraverso una legislazione e garantisce la stabilità e la durata nel tempo del principio 'un Paese, due Sistemi', mantenendo la prosperità e la stabilità di Hong Kong. I suddetti politici, invece, applicano due pesi e due misure rispetto a quanto sta avvenendo a Hong Kong, mettendo in scena lo spettacolo cui abbiamo assistito con dispiacere", si aggiunge nella nota.

"Gli affari di Hong Kong - conclude l'ambasciata - sono politica interna cinese, su cui i paesi esteri non hanno diritto di ingerenza. Nessuno deve sottovalutare la ferma determinazione del governo cinese e di 1,4 miliardi di cittadini cinesi nel tutelare la sovranità, la sicurezza e lo sviluppo nazionale".

Russia, Putin stravince il referendum costituzionale: ora potrà rimanere in carica fino al 2036. Stretta su famiglia e religione: il matrimonio sarà definito come "un'unione tra un uomo e una donna"

Con la nuova Costituzione il presidente, alla guida del Paese negli ultimi 20 anni, potrà rimanere al potere fino al 2036. Gli emendamenti approvati aumentano i poteri del capo dello Stato, che potrà anche imporre il proprio candidato premier senza sciogliere la Duma, e rafforzano i principi conservatori, specie su matrimoni e religione. Si afferma che la Federazione è erede dell'Unione sovietica. Proteste delle opposizioni che parlano di "brogli". Gli Usa "preoccupati"


Russia, referendum sulla Costituzione: ora Putin è "per sempre ...

Dopo aver contato il 100% dei voti espressi nella votazione nazionale sugli emendamenti alla Costituzione russa, la Commissione Elettorale Centrale ha annunciato che il 77,92% dei cittadini ha sostenuto gli emendamenti e il 21,27% ha votato contro

L'affluenza totale al plebiscito sulla riforma costituzionale iniziato il 25 giugno e conclusosi ieri in Russia è stata del 67,97%: lo ha annunciato la Commissione elettorale centrale. La riforma, tra le altre cose, dà a Vladimir Putin la possibilità di aggirare il limite di due mandati consecutivi da capo dello Stato e candidarsi alle presidenziali del 2024 e del 2030.

Il Cremlino ha definito il plebiscito sulla riforma costituzionale russa "un trionfo" del presidente Vladimir Putin e della fiducia dei russi nel loro leader. "Sicuramente lo consideriamo un trionfo. In realtà, de facto ha avuto luogo un referendum trionfale sulla fiducia nel presidente Putin", ha detto ai giornalisti il portavoce di Putin, Dmitry Peskov. Vladimir Putin ha ringraziato i cittadini russi per il voto sulla riforma costituzionale. La riforma, tra le altre cose, dà a Putin la possibilità di aggirare il limite di due mandati consecutivi da capo dello Stato e candidarsi alle presidenziali del 2024 e del 2030 e quindi, potenzialmente, di rimanere al Cremlino fino al 2036. "Prima che cominciamo a lavorare vorrei rivolgermi ai cittadini russi con parole di ringraziamento. Voglio dire grazie molte per il vostro sostegno e la vostra fiducia", ha detto il presidente russo a una seduta del Comitato Pobeda, un organo consultivo presso la presidenza sull'educazione patriottica. Lo riporta l'agenzia Ria Novosti.

Gli Usa sono "preoccupati" per le modalita' di svolgimento del referendum costituzionale in Russia, che consente a Vladimir Putin di restare in carica sino al 2036. "Siamo preoccupati per le informazioni sugli sforzi del governo russo per manipolare i risultati dei recenti voti sugli emendamenti costituzionali, comprese le informazioni su una coercizione degli elettori, sulle pressioni verso gli oppositori agli emendamenti e sulle restrizioni imposte agli osservatori indipendenti", afferma il dipartimento di stato.

"Abbiamo preso atto dell'annuncio della Commissione elettorale centrale della Federazione russa in merito ai risultati del voto nazionale sugli emendamenti alla Costituzione russa. Ci rammarichiamo che, nel periodo precedente al voto nazionale, non sia stata consentita la campagna a favore e contro, negando così agli elettori l'accesso a informazioni equilibrate". Lo ha affermato Peter Stano, portavoce dell'Alto rappresentante Ue Josep Borrell. "Ci aspettiamo che tutte le segnalazioni e le accuse di irregolarità, tra cui la coercizione degli elettori, il doppio voto, la violazione della segretezza del voto e le accuse di violenza della polizia contro un giornalista siano debitamente indagate", ha aggiunto.


SCHEDA - Cosa prevede la riforma costituzionale di Putin

Russia, via al referendum che permetterà a Putin di restare al ...

Putin resta al Cremlino, principi conservatori e presidente forte

La riforma della Costituzione potrà permettere a Putin di aggirare il limite di due mandati presidenziali consecutivi e di rimanere quindi potenzialmente al Cremlino fino al 2036 allontanando lo spettro di una lotta per la successione. Questa è probabilmente la principale novità della riforma, ma anche quella meno pubblicizzata in Russia e quasi ignorata dalla tv di Stato. Gli emendamenti alla Costituzione però sono tanti e di diversa natura. Alcuni ridisegnano in parte le competenze dei vari organi statali aumentando di fatto i poteri del capo dello Stato. Altri danno valore costituzionale al patriottismo e ai principi conservatori promossi da Putin in questi 20 anni ai vertici della Federazione.

Nella "nuova Costituzione", ad esempio, il matrimonio sarà definito come "un'unione tra un uomo e una donna" rinvigorendo il divieto dei matrimoni gay in un Paese in cui i diritti delle minoranze sessuali sono regolarmente calpestati. Nella legge fondamentale dello Stato inoltre si inserisce un accenno alla "fede in Dio", si vieta di sminuire il contributo sovietico nella lotta al nazismo e di cedere ad altri Paesi parti del territorio russo: un modo quest'ultimo per ribadire che Mosca non intende restituire all'Ucraina la Crimea, annessa di fatto dalla Russia nel 2014.

Infine, si afferma che la Russia è l'erede dell'Urss e si legittimano così le mire del Cremlino sullo scacchiere internazionale. C'è poi una terza categoria di emendamenti che riguardano il benessere socio-economico e che servono ad attirare voti: introducono nella Costituzione l'indicizzazione delle pensioni e vietano che gli stipendi siano inferiori al minimo di sussistenza, per ora fissato a 135 euro al mese.

Vediamo ora come cambia l'assetto istituzionale. Il capo dello Stato potrà adesso imporre il proprio candidato premier anche senza sciogliere la Duma nel caso in cui questa respinga tre volte la persona scelta dal presidente per guidare l'esecutivo. Il presidente potrà inoltre destituire i giudici della Corte costituzionale e della Corte suprema e "dirigere il lavoro generale del governo", che così viene di fatto subordinato al Cremlino, a cui in futuro i ministri risponderanno direttamente. Gli ex presidenti diverranno poi senatori a vita ottenendo così l'immunità parlamentare. Si rafforza anche il Consiglio di Stato, che finora ha solo avuto funzione consultiva e ora diventa invece un organo di rilevanza costituzionale col potere di indicare "la direzione della politica interna e di quella estera e le priorità socio-economiche" del Paese. Per questa ragione, non è da escludere che Putin possa un giorno presiedere questo istituto. La Russia di Putin si dota inoltre di una sorta di filtro per eliminare le sentenze dei tribunali internazionali che non le vanno a genio: un emendamento prevede infatti che il diritto internazionale non si applichi nel caso in cui la Corte Costituzionale lo reputi in contrasto con la legge russa.

 

(Fonte: Ansa)

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Frontiere chiuse agli americani, turismo ed enogastronomia: quanto perde l'Italia. La stima di Coldiretti è drammatica

Circa 1,8 miliardi di euro in meno per l'Italia. Questa la previsione di Coldiretti, principale organizzazione degli imprenditori agricoli a livello nazionale, dopo la decisione dell'Unione europea di tenere chiuse le frontiere agli Stati Uniti. L'economia della Penisola sarà quindi costretta a rinunciare a 1,4 milioni di turisti americani abitualmente accolti durante l'estate. Inoltre, gli statunitensi sono gli stranieri più presenti tra quelli extra-Ue: in Italia spendono circa il 29% del totale dei vacanzieri non europei. A farne le spese sarebbe soprattutto il settore enogastronomico


Coldiretti: frontiere chiuse a 1,4 milioni di turisti Usa in Italia

Anche l'Umbria al Villaggio Coldiretti di Milano « ilTamTam.it il ...

L'Unione europea chiude le frontiere a 1,4 milioni di turisti Usa in viaggio durante l'estate in Italia dove sono gli stranieri più presenti, tra quelli provenienti da fuori dei confini comunitari. È quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Bankitalia sugli effetti della riapertura delle frontiere europee senza obbligo di quarantena dal 1 luglio ad un gruppo limitato di paesi quali Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay mentre per la Cina la reciprocità è una condizione necessaria per entrare nella lista di viaggi sicuri che verrà rivista ogni 14 giorni.

"Ad essere esclusi dalla lista che rappresenta una raccomandazione per gli Stati membri - sottolinea la Coldiretti - sono anche i quattrocentomila turisti estivi nel Belpaese provenienti dalla Russia mentre positiva è la riapertura dei confini europei ai quindici paesi tra i quali in particolare i quasi mezzo milione di viaggiatori dal Canada e ai 120mila cittadini giapponesi che hanno visitato l'Italia durante l'estate lo scorso anno". "La perdita dei turisti statunitensi - continua la Coldiretti - è particolarmente pesante perché hanno un budget elevato con una spesa estiva complessiva di 1,8 miliardi in Italia, pari a quasi 1/3 (29%) del totale della spesa totale dei cittadini extracomunitari nella Penisola durante i mesi di luglio, agosto e settembre".

"Le mete privilegiate sono le città d'arte che risentiranno più notevolmente della loro mancanza ma - precisa l'associazione - gli americani prestano anche particolare attenzione alla qualità dell'alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. Gli effetti si faranno sentire anche dal venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio".

"Non mancano le preoccupazioni sugli effetti che la decisione dell'Unione europea potrebbe avere sulla guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti con il presidente Donald Trump che - ricorda la Coldiretti - ha appena pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi che per l'Italia interessa i 2/3 del valore dell'export agroalimentare e si estende tra l'altro vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti".

Con gli arrivi dai Paesi comunitari che sono ancora molto ridotti, il vuoto dei turisti stranieri non viene compensato dal turismo domestico - segnala l'associazione - con appena 34 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell'estate 2020, in calo del 13% secondo l'analisi Coldiretti/Ixè che evidenzia comunque che l'Italia è di gran lunga la destinazione preferita dal 93% degli italiani rispetto all’86%% dello scorso anno. "A rischio c'è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese con oltre 700mila unità locali e rappresenta - conclude la Coldiretti - il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell'occupazione nazionale secondo Unioncamere".

L'Ue riapre le frontiere, ma non a tutti: sì ai cinesi, no agli americani. Fuori anche Russia, Brasile, Turchia e Israele. Elenco, metodo e condizioni

Il Consiglio europeo ha adottato con procedura scritta una "Raccomandazione" agli Stati membri sull'eliminazione graduale delle restrizioni temporanee ai viaggi non essenziali nell'Unione per chi proviene dai paesi elencati in una lista che verrà aggiornata ogni due settimane. Speranza: "Per arrivi extra-Schengen resta la quarantena"


Tutti i nemici di ripresa e coesione europea | Siderweb - La ...

L'Unione europea riapre, dal primo luglio, le sue frontiere esterne a 15 Paesi terzi, con previsto aggiornamento della lista ogni due settimane. I governi dei 27 hanno approvato infatti un elenco di paesi la cui situazione epidemiologica legata al Covid-19 è considerata sufficientemente sicura. La competenza sulla riapertura dei confini resta comunque in mano a ciascuno Stato membro e quella di Bruxelles è solo una indicazione orientativa e non vincolante giuridicamente. L'Italia ha votato a favore, mentre secondo alcune fonti Svezia e Polonia si sarebbero astenute. 

Si tratta di Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Rwanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia, UruguayCina (quest'ultima a condizione di reciprocità). Fuori dall'elenco gli Stati Uniti. Secondo Bruxelles non potranno arrivare in Europa nemmeno i cittadini di Brasile, Russia, India, Turchia e Israele. Il Regno Unito non è stato interessato dalle restrizioni ai viaggi deciso dalla Ue a marzo.

I residenti di Andorra, Monaco, San Marino e Vaticano, secondo la raccomandazione adottata dal Consiglio, sono considerati residenti nell'UE. I criteri per determinare i paesi terzi per i quali l'attuale limitazione di viaggio dovrebbe essere revocata riguardano in particolare la situazione epidemiologica e le misure di contenimento, comprese le distanze fisiche, nonché le considerazioni economiche e sociali. 

Per quanto riguarda la situazione epidemiologica, i paesi terzi elencati dovrebbero soddisfare i seguenti criteri: numero di nuovi casi COVID-19 negli ultimi 14 giorni e per 100.000 abitanti vicini o al di sotto della media UE, tendenza stabile o decrescente di nuovi casi in questo periodo rispetto ai 14 giorni precedenti, risposta globale a COVID-19 tenendo conto delle informazioni disponibili, compresi aspetti quali test, sorveglianza, tracciabilità dei contatti, contenimento, trattamento nonché l'affidabilità delle informazioni. La reciprocità dovrebbe anche essere presa in considerazione regolarmente e caso per caso. 

Per i paesi in cui le restrizioni ai viaggi continuano ad applicarsi, saranno esentati i cittadini dell'UE e loro familiari, residenti nell'UE a lungo termine e loro familiari viaggiatori con una funzione o necessità essenziali. Il Consiglio precisa, infine, che la raccomandazione non è uno strumento giuridicamente vincolante. Le autorità degli Stati membri restano responsabili dell'attuazione del contenuto della raccomandazione. Possono, in piena trasparenza, eliminare solo progressivamente le restrizioni di viaggio verso i paesi elencati. Tuttavia i 27 hanno concordato che uno Stato membro non dovrebbe decidere di revocare le restrizioni di viaggio per i paesi terzi non elencati prima che ciò sia stato deciso in modo coordinato. L'elenco dovrebbe essere rivisto ogni due settimane e può essere aggiornato dal Consiglio, a seconda dei casi, previa stretta consultazione con la Commissione e le agenzie e i servizi dell'UE pertinenti a seguito di una valutazione globale basata sui criteri di cui sopra.    Le restrizioni di viaggio possono essere revocate o reintrodotte in tutto o in parte per un determinato paese terzo già elencato in base ai cambiamenti di alcune condizioni e, di conseguenza, nella valutazione della situazione epidemiologica. Se la situazione in un paese terzo elencato peggiora rapidamente, è necessario applicare un processo decisionale rapido.

Speranza: "Per arrivi extra-Schengen resta la quarantena"

L’Italia sceglie la linea della prudenza e mantiene in vigore l’isolamento fiduciario e la sorveglianza sanitaria per tutti i cittadini provenienti dai Paesi extra Schengen. La misura si applica nel nostro Paese anche ai cittadini dei 14 Paesi individuati dall’Ue nella “lista verde”, da e per i quali ci si può muovere liberamente da domani. È questo il contenuto dell’ordinanza firmata oggi dal ministro della Salute, Roberto Speranza. Nel testo si aggiunge anche la comprovata ragione di studio ai motivi che consentono l’ingresso nel territorio nazionale. Le altre motivazioni per l’arrivo in Italia sono le comprovate esigenze lavorative, i motivi di salute e l’assoluta urgenza. “La situazione a livello globale resta molto complessa. Dobbiamo evitare che vengano vanificati i sacrifici degli italiani negli ultimi mesi”. Queste le parole del ministro Speranza dopo la firma dell’ordinanza.

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Basket, Milano accoglie Datome e sogna in grande. L'entusiasmo dell'ala azzurra per la nuova avventura con l'Olimpia

Gigi Datome è un giocatore dell'Olimpia Milano. L'azzurro, dopo aver detto addio al Fenerbache, è stato annunciato dal club meneghino. Dopo 5 anni l'ala piccola cresciuta in Sardegna saluta la Turchia e torna in Italia. "Sono davvero felice di cominciare questo nuovo capitolo della mia carriera in una società storica e ambiziosa come l'Olimpia Milano": queste le parole di Datome dopo l'ufficialità dell'affare. "Gigi è un giocatore che rappresenta tutto quello che cerchiamo in un atleta: carisma, esperienza, valori umani, mentalità vincente. Siamo entusiasti di averlo con noi", ha dichiarato il general manager Christos Stavropoulos


Gigi Datome - il fuoriclasse silenzioso - Basketinside.com

UN FUORICLASSE PER MILANO

La Pallacanestro Olimpia Milano annuncia di aver raggiunto un accordo di tre anni con Luigi Datome, nato a Montebelluna, il 27 novembre 1987, 2.03 di statura, ala, proveniente dal Fenerbahce Istanbul. “Sono davvero felice di cominciare questo nuovo capitolo della mia carriera in una società storica e ambiziosa come l’Olimpia Milano”, dice Datome. “Gigi è un giocatore che rappresenta tutto quello che cerchiamo in un atleta: carisma, esperienza, valori umani, mentalità vincente. Siamo entusiasti di averlo con noi”, afferma il general manager Christos Stavropoulos.

UNA CARRIERA DA SUPERSTAR

Nato a Montebelluna, ma cresciuto a Olbia, dove ha giocato nella Santa Croce, squadra di proprietà del padre Sergio, Luigi Datome, ala piccola di 2.03, ha vinto un titolo Allievi con la formazione della sua città e nel 2003 si è trasferito a Siena, rimanendovi fino al 2006 e debuttando sia in Serie A che in Eurolega. In seguito, ha giocato a Scafati dal 2006 al 2008 e a Roma dal 2008 al 2013. Nella stagione 2012-13 ha segnato 16.9 punti di media con 5.8 rimbalzi ed è stato nominato Mvp del campionato. Nell’estate del 2013 è passato nella Nba, firmando per i Detroit Pistons. Dopo 36 partite in due anni, è stato ceduto ai Boston Celtics all’interno di uno scambio a tre che ha coinvolto anche i Phoenix Suns. A Boston ha giocato 18 gare di stagione regolare e tre di playoff. Nell’estate del 2015, è tornato in Europa per giocare nel Fenerbahce dove ha vinto 3 campionati turchi, 3 coppe di Turchia, 2 coppe del Presidente e l’Eurolega nel 2017.

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Seattle, nuova sparatoria nella zona autogestita dagli antirazzisti: ucciso un 16enne, grave un altro ragazzo. Trump: "Riprendere la città dai terroristi" (VIDEO)

Nuova sparatoria, la quarta in dieci giorni, nella "Chop zone" di Seattle, la zona vicino al Congresso occupata da gruppi di anarchici e "antifa" radicali che cavalcano le proteste per la morte dell'afroamericano George Floyd e dove la polizia non può entrare. Nella prima, il 20 giugno, un 19enne è stato ucciso e un 33enne ferito. Il giorno successivo, un 17enne è stato ferito, così come lo è stata due giorni dopo un'altra persona. Il sindaco sotto accusa per aver gestito male la situazione. Il presidente Donald Trump all'attacco


I'm Scared”: Seattle Residents Living Near CHOP Frightened For ...

Un ragazzo di 16 anni è stato ucciso e un altro è ricoverato in terapia intensiva dopo una sparatoria a Seattle, negli Stati Uniti. Il luogo dove è avvenuta la tragedia è la cosiddetta "Chop zone", vicino al Congresso, presidiata dai manifestanti del movimento Black Lives Matter che protestano per la morte di George Floyd. Si tratta della quarta sparatoria che si è verificata in città negli ultimi dieci giorni.

Autogestione - La zona "Capitol Hill Occupied Protest" è finita sotto l'autogestione dei manifestanti, dopo essere stata occupata pacificamente da centinaia di persone. Negli ultimi dieci giorni si sono però verificate quattro sparatorie.

I precedenti - Nella prima, il 20 giugno, un 19enne è stato ucciso e un 33enne ferito. Il giorno successivo, un 17enne è stato ferito, così come lo è stata due giorni dopo un'altra persona. A seguito dei ripetuti episodi di violenza, le autorità locali hanno dichiarato di valutare lo smantellamento della zona Chop e riaprire la stazione di polizia.

La polizia: "Zona non sicura" - La direttrice del Seattle Police Department, Carmen Best, ha accusato dimostranti e abitanti di "non essere collaborativi con le nostre richieste di aiuto" e ha descritto l'area come "non sicura, per nessuno". Nel frattempo si sollevano da varie parti del panorama politico richieste di dimissioni nei confronti del sindaco Jenny Durkan, accusata di aver gestito male la situazione.

Secondo i media locali la zona Chop è pacifica e tranquilla di giorno, con volontari che distribuiscono cibo gratuitamente e gente che si rilassa nei parchi, dove è stato anche creato un giardino comunitario. Di notte, tuttavia, la tensione sale quando i dimostranti marciano e persone armate controllano le strade.

Trump: "Riprendere Seattle dai terroristi" Il presidente Donald Trump ha più volte criticato la gestione della situazione da parte della sindaca e delle autorità statali, invitandoli a "riprendere Seattle" dai "terroristi", dagli "anarchici" e dai "democratici della sinistra radicale". Oggi, Trump ha scritto su Twitter: "Gli agitatori, gli anarchici, i saccheggiatori e i 'manifestanti" si rifiutano ora di lasciare la zona 'Chop'. Hanno zero rispetto per il governo, per la sindaca di Seattle o il governatore dello Stato di Washington. Non va bene!".

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Pandemia e frontiere Ue, si cerca un accordo sulla riapertura: verso il sì alla Cina, fuori gli Usa. Ecco i criteri per entrare in Europa dal primo luglio

Si cerca l'accordo a Bruxelles per la riapertura delle frontiere ai Paesi extra Ue. Entro il primo luglio l'Europa dovrà decidere se allentare o estendere le restrizioni in entrata, sulla base del quadro epidemiologico dei singoli Stati (meno di 16 positivi ogni 100mila abitanti negli ultimi 14 giorni). Una condizione che, allo stato attuale, confermerebbe l’esclusione dalla lista dei Paesi ammessi di Usa, Russia e Brasile


Ue per apertura graduale frontiere Paesi - Ultima Ora - ANSA

La presidenza del Consiglio Ue ha lanciato la procedura scritta sulla raccomandazione approvata venerdì scorso sulla riapertura dei confini con alcuni Paesi extra europei a partire dal primo luglio. Lo si apprende da fonti diplomatiche Ue. La scadenza è fissata per domani a mezzogiorno. Per approvare la raccomandazione occorre la maggioranza qualificata.

Gli Stati membri discutono sulla lista e sui criteri almeno da venerdì scorso, quando, dopo una lunga riunione del Coreper, il Comitato dei Rappresentanti Permanenti degli Stati Ue, è stata fatta circolare tra le capitali una bozza di raccomandazione, con una lista di Paesi che comprende la Cina, a patto che conceda piena reciprocità, ma non gli Usa, dove, in alcuni Stati, la diffusione del coronavirus Sars-Cov-2 è ancora in fase uno. Inizialmente era stata indicata come scadenza per la decisione le 18 di sabato, ma le trattative si sono protratte per tutto il fine settimana e non si sono ancora concluse, visto la delicatezza della materia. "Attendiamo i risultati della discussione in Consiglio, stiamo aspettando", aveva spiegato il portavoce della Commissione Europea per gli Affari Interni Adalbert Jahnz, durante il briefing on line con la stampa a Bruxelles.

Gli ammessi


La Cina si aggiungerebbe a un elenco di altri 14 ammessi: Algeria, Australia, Canada, Georgia, Giappone, Montenegro, Marocco, Nuova Zelanda, Ruanda, Serbia, Corea del Sud, Thailandia, Tunisia e Uruguay.

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Turismo, senza americani sono dolori: quasi 2 miliardi di incassi in meno con la chiusura delle frontiere Ue. E Trump potrebbe vendicarsi sui dazi

I turisti statunitensi sono i viaggiatori stranieri più presenti nella penisola e con un budget elevato, con ben 12,4 milioni di pernottamenti durante l’estate secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Bankitalia relativi al terzo trimestre del 2019. Una perdita importante che – sottolinea la Coldiretti - si somma a quelle dei viaggiatori provenienti dalla Russia che sono stati in costante crescita negli ultimi anni mentre deboli segnali arrivano ancora sulle presenze da Germania e nord Europa nonostante la riapertura delle frontiere da quasi 15 giorni


Turismo, Roma perde 35 miliardi - Il Sole 24 ORE

Una perdita di 1,8 miliardi di euro per il turismo Made in Italy con le frontiere chiuse durante l’estate agli americani che sono i viaggiatori stranieri più presenti in Italia, al di fuori dai confini comunitari. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti sugli effetti della riapertura delle frontiere esterne dell’Unione Europea senza obbligo di quarantena limitata ad un gruppo ridotto di paesi che non ricomprende gli Stati Uniti colpiti duramente dall’emergenza coronavirus.

I viaggiatori provenienti dagli Usa sono i turisti extracomunitari più affezionati all’Italia con ben 12,4 milioni di pernottamenti durante l’estate secondo le elaborazioni Coldiretti su dati Bankitalia relativi al terzo trimestre del 2019. Una perdita importante che – sottolinea la Coldiretti - si somma a quelle dei viaggiatori provenienti dalla Russia che sono stati in costante crescita negli ultimi anni mentre deboli segnali arrivano ancora sulle presenze da Germania e nord Europa nonostante la riapertura delle frontiere da quasi 15 giorni.

I turisti statunitensi hanno un budget elevato e come mete privilegiate in Italia le città d’arte che risentiranno più pesantemente della loro mancanza ma – continua la Coldiretti - prestano anche particolare attenzione alla qualità dell’alimentazione per la quale destinano una quota elevata della spesa durante la vacanza. A pesare – precisa la Coldiretti – è anche il venir meno della leva positiva del turismo sulle esportazioni nazionali con i turisti che al ritorno in patria cercano sugli scaffali i prodotti gustati durante il viaggio.

Non mancano le preoccupazioni sugli effetti che la decisione dell’Unione Europea potrebbe avere sulla guerra commerciale in atto con gli Stati Uniti con il Presidente Donald Trump che – ricorda la Coldiretti - ha appena pubblicato la lista definitiva dei prodotti e dei Paesi europei sotto esame per nuovi dazi che per l’Italia interessa i 2/3 del valore dell’export agroalimentare e si estende tra l’altro vino, olio e pasta Made in Italy oltre ai formaggi e salumi che sono stati già colpiti.

Il vuoto dei turisti stranieri non viene peraltro compensato dal turismo domestico con appena 34 milioni gli italiani che hanno deciso di andare in vacanza per almeno qualche giorno nell’estate 2020, in calo del 13% secondo l’analisi Coldiretti/Ixe’ che evidenzia comunque che l’Italia è di gran lunga la destinazione preferita dal 93% degli italiani rispetto all’86%% dello scorso anno. A rischio c’è un sistema turistico Made in Italy che si compone di 612mila imprese con oltre 700 mila unità locali e rappresenta – conclude la Coldiretti – il 10,1% del sistema produttivo nazionale, superando il settore manifatturiero, con 2,7 milioni di lavoratori, il 12,6% dell’occupazione nazionale secondo Unioncamere.

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