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updated 10:46 AM UTC, Apr 7, 2020

Super Bowl 2017, Papa Francesco irrompe con un messaggio in spagnolo. Placcaggio su Trump?

Il Pontefice ha registrato un video di auguri per l'evento sportivo più atteso negli Stati Uniti: "Possa quest'anno essere un segno di pace, amicizia e solidarietà per il mondo". L'incontro, finale del massimo campionato professionistico di football, si svolgerà tra poche ore a Houston, in Texas, e sarà seguito in tv da 110 milioni di americani. L'intervento di Bergoglio non ha precedenti ed espresso in questo momento, nella lingua parlata dai migranti messicani che il nuovo presidente Usa vorrebbe fermare anche con un muro, appare come una presa di posizione politica - (VIDEO)


 

Super Bowl anno 51. Alle 24.30 ora italiana, nello stadio NRG di Houston, in Texas, i New England Patriots e gli Atlanta Falcons si contenderanno il titolo di squadra più forte del football americano. L'evento sportivo più atteso dell'anno negli Usa, e la prima sfida dell'era Trump.

E anche il Papa ha registrato un videomessaggio per il Super Bowl. "I grandi eventi sportivi come il Super Bowl sono altamente simbolici dimostrando che è possibile costruire una cultura di incontro e un mondo di pace. Prendere parte ad attività sportive ci fa andare oltre la nostra visione personale della vita - e in modo sano - ci fa imparare il significato del sacrificio, crescere nel rispetto e fedeltà alle regole. Possa il Super Bowl di quest'anno essere un segno di pace, amicizia e solidarietà per il mondo. Grazie!".

Spot, touch down e politica: il fattore Donald Trump irrompe nel rito a stelle e strisce del Super Bowl che questa notte riunirà gli Stati Uniti coast to coast per la finalissima di football tra i campioni uscenti, i New England Patriots e gli Atlanta Falcons. La solita festa a base di birra e i cibi classici dei fast food si svolgerà quest'anno all'insegna delle polemiche dopo il bando imposto dal tycoon all'immigrazione e i viaggi da sette paesi a maggioranza musulmani.

Gli striscioni delle proteste sono pronti: Black Lives Matter, socialisti, indiani-americani, musulmani, ebrei, ispanici, gay e lesbiche, democratici "mainstream" saranno rappresentati nell'universo pronto a marciare davanti allo stadio di Houston, una delle città Usa piu' avanti nell'accoglienza ai profughi.

Dentro, spettatori paganti come minimo 2.000 dollari a poltrona con punte da mezzo milione per i palchi. Fuori, davanti alla tv, 110 milioni, un terzo del Paese, per un appuntamento che nell'immaginario collettivo riveste la stessa importanza del Natale o di Thanksgiving. I Patriots sono i favoriti ma in maggioranza l'America tifa per i Falcons, secondo un sondaggio di Public Policy Polling, 53 a 27 per cento.

Trump guardera' la partita a Mar-a-Lago, la "Casa Bianca d'inverno" come l'ha definita, tra le polemiche che hanno investito anche i giocatori: chi come il quarterback Tom Brady che andrà a festeggiare nello Studio Ovale in caso di vittoria, e chi come il "tight end" Martellus Bennett che non andrà perche' "crede nell'inclusione".

All'insegna dell'inclusione anche l'"half time" di Lady Gaga che ha invitato sul palco il novantenne Tony Bennett. Gaga, che ha appoggiato Hillary Clinton alle elezioni di novembre e ha marciato sotto la Trump Tower dopo la vittoria di Trump, ha spiegato che la sua performance sara' "coerente" con quello che ha sempre detto durante la sua carriera: "Credo nell'inclusione, credo nell'eguaglianza, nell'amore, la compassione e la gentilezza".

(Fonte: Ansa)

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L'esperta di terrorismo islamico: "Il killer di Quebec City ammirava Trump, Marine Le Pen e le forze israeliane"

Il tweet di Rita Katz, analista cittadina dello Stato ebraico, direttrice del Site Intelligence Group, società americana che pubblica tutte le attività online delle organizzazioni jihadiste, rivela a modo suo le simpatie di Alex Bissonette, lo studente canadese, arrestato per l'attacco al centro islamico costato la vita a sei persone.

Rilasciato il giovane marocchino fermato dopo la sparatoria. Restano i dubbi: chi ha gridato Allah Akbar? Testimonianze, news e commenti risultano contraddittori. Serve una verità "politica"?


 

''A uno degli assalitori della moschea di Quebec, Alex B (Bissonnette, ndr), piacevano Trump, Marine Le Pen e le forze di difesa israeliane su Fb, rendendo improbabili i legami con la Jihad'': lo ha twittato l'analista israeliana Rita Katz, direttrice di Site Intelligence Group, società Usa che si occupa di pubblicare tutte le attività online delle organizzazioni jihadiste.

(Fonte: Ansa)

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Immigrazione, Maroni: "Minniti non cambi idea sui Cie. E Dall'Europa zero risultati. Il 2 febbraio vedrò Donald Trump"

Il presidente della Regione Lombardia auspica che il ministro dell'Interno mantenga i propositi espressi a fine dicembre scorso durante un vertice in Prefettura a Milano e commenta le politiche allo studio dell'Unione Europea che prevedrebbero anche un blocco navale al largo delle coste libiche per controllare le partenze dei barconi: "Da anni Bruxelles fa solo annunci senza alcuna concretezza". L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


"A Roma Minniti ha parlato dei Cie in maniera diversa rispetto a quanto aveva fatto a Milano. Secondo me, l'ha fatto sotto la pressione di alcuni governatori di centrosinistra che non vogliono i Cie. Se fosse così, mi dispiacerebbe. Io gli do credito, rimango a quanto ha detto a Milano al comitato per l'Ordine e la sicurezza. Spero non cambi idea. Aspettiamo i fatti concreti, perché fino ad ora abbiamo ascoltato solo parole".

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti, su precisa domanda de ilComizio.it, a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università degli Studi di Milano, a proposito dell'emergenza immigrazione. Duro il giudizio del governatore sulle politiche allo studio dell'Unione europea: "Da anni l'Ue annuncia, sta pensando, ha programmi... Concretezza zero, risultati zero".

Sempre sollecitato da noi Maroni ha anche detto: "Vedrò il presidente americano Donald Trump il 2 di febbraio al 'National prayer breakfast'". Il presidente lombardo sarà negli Stati Uniti, "fra Washington e New York, e - ha sottolineato - parteciperò a un incontro alle Nazioni Unite sul tema dell'immigrazione. Voglio capire se loro hanno programmi, progetti, idee".

I britannici sbagliano il test militare e lanciano un missile verso gli Stati Uniti

Esercitazione mal riuscita della Royal Navy: il Trident, privo di testata, era indirizzato in direzione della costa occidentale dell'Africa, ma per un errore balistico ha preso la via dell'America. Una gaffe imbarazzante nei confronti del potente alleato. Downing Street tace sull'accaduto e definisce l'operazione un successo perché "sia il sottomarino che l'equipaggio sono tornati sani e salvi alla base"


Londra avrebbe inviato un missile, privo di testata, verso gli Stati Uniti per un errore balistico. In realtà, si legge sull'Independent, era diretto verso la costa occidentale dell'Africa, ma qualcosa sarebbe andato storto durante i test, effettuati nel giugno dell'anno scorso.

Il Trident sarebbe stato lanciato da un sottomarino nucleare della Royal Navy. Downing Street a domanda precisa non risponde, ma definisce l'operazione un successo perché "sia il sottomarino che l'equipaggio sono tornati sani e salvi alla base".

(Fonte: Adnkronos)

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Maullu: "Stop alle sanzioni alla Russia che stanno danneggiando gravemente l'export italiano"

L'eurodeputato di Forza Italia (Ppe) è da tempo impegnato nel sostenere la necessità di interrompere l'embargo commerciale contro la Federazione Russa, voluto dagli Stati Uniti sotto la presidenza Obama. Una situazione che sta nuocendo in termini molto pesanti alle imprese italiane esposte nel Paese, soprattutto per quanto riguarda l'agroalimentare, il lattiero-caseario e il manifatturiero. Se ne è parlato in un convegno organizzato dallo stesso parlamentare europeo a Palazzo Pirelli cui hanno partecipato imprenditori, rappresentanti di Confindustria e Coldiretti e il vice console russo a Milano. L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


 Si è svolto a Palazzo Pirelli un convegno organizzato dall'eurodeputato di Forza Italia, Stefano Maullu, in cui è stato affrontato un tema molto sentito dalle imprese in una fase già difficile per ragioni congiunturali. Al Pirellone, in una sala piena, nonostante l'orario dell'incontro (le 18 di venerdì 20 gennaio) si è parlato di quanto le sanzioni inflitte alla Federazione Russa abbiano danneggiato il comparto economico milanese e lombardo. A discuterne diversi rappresentanti di associazioni di categoria e osservatori economici (Federalimentare, Assocalzaturifici, Coldiretti, Assolombarda, Ice Milano), che hanno fatto un bilancio, settore per settore, di quanto negli ultimi tre anni le imprese lombarde e milanesi abbiano subito gli effetti delle sanzioni.

"I numeri sono chiari: l'export lombardo, dalle sanzioni alla Russia in poi, ha perso qualcosa come 1 miliardo e 400 milioni di euro", ha detto Maullu che ha rilasciato anche un'intervista a noi de ilComizio.it.

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Trump si vendica dei media: "Alle conferenze stampa solo giornalisti scelti da me"

La sala è piccola ma i rappresentanti della categoria hanno rifiutato di cambiare sede per i briefing. Il presidente eletto degli Stati Uniti parlando alla Fox ha annunciato: "C'è talmente tanta gente che vuole partecipare che dovremo decidere chi potrà entrare. Sono sicuro che glia altri saranno entusiasti..."


 

Donald Trump ha detto che sarà costretto a scegliere quali giornalisti potranno partecipare alle sue conferenze stampa. Così si è espresso sulla Fox il presidente eletto, dopo che i rappresentanti dei media hanno rifiutato di cambiare sede per i briefing.

 Secondo Trump, nell'attuale sala stampa non ci sarà posto per tutti i giornalisti che si vogliono accreditare. "C'è talmente tanta gente che vuole partecipare che dovremo decidere chi potrà entrare. Sono sicuro che gli altri saranno entusiasti. Molto presto ci pregheranno per avere una sala più grande", ha detto il presidente eletto all'emittente televisiva.

In realtà non tocca alla Casa Bianca decidere chi può assistere alle conferenze stampa del presidente. E' l'Associazione dei Corrispondenti della Casa Bianca (WHCA) che assegna i posti nella sala dei briefing, che si trova vicino allo Studio Ovale.

Il futuro capo di Ganibetto dell'amministrazione Trump, Reince Priebus, ha ipotizzato di trasferire le conferenze stampa celebrate tradizionalmente alla Casa Bianca in uno spazio più ampio fuori dall'edificio. Intervistato dall'Abc, Priebus ha spiegato che questo permetterà di avere più testate e una "maggiore copertura in tutto il Paese". Priebus ha parlato a 'This Week' della Abc dopo che la rivista Esquire aveva anticipato che i media potrebbero venire sfrattati definitivamente dalla loro area di lavoro dentro il palazzo presidenziale.

Su questo tema, il direttore delle comunicazioni della Casa Bianca, Sean Spicer, ha riconosciuto che esiste una "discussione su come farlo". "L'unica cosa di cui si è discusso - ha detto Priebus - è se le prime conferenze stampa si terranno o meno in quella piccola sala stampa". Secondo Priebus, l'edificio dell'ufficio esecutivo Eisenhower, che si trova a ovest della Casa Bianca, potrebbe dare migliore ospitalità alle decine di giornalisti che prenderanno parte ai briefing. "Si può quadruplicare la quantità di persone in conferenza stampa", il che significherebbe una "maggior copertura da tutto il Paese", ha sottolineato Priebus. L'attuale disposizione della sala stampa della Casa Bianca era stata formalizzata durante il governo di Richard Nixon e finora nessun presidente l'ha modificata. Eventuali cambiamenti potrebbero dunque venire interpretati come un tentativo di proteggersi dal controllo del pubblico. (Fonte LaPresse)

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Dieselgate Usa: "Fca ha violato le norme sulle emissioni". La replica: "Rispettiamo le regole". Ma il titolo crolla a Wall Street

L'indiscrezione riportata dall'Associated Press: secondo alcune fonti il gruppo automobilistico guidato da Sergio Marchionne avrebbe utilizzato un software per aggirare le leggi anti inquinamento americane. Se le accuse fossero fondate la società rischia sanzioni fino a 4,63 miliardi di dollari


Dopo Volkswagen il Dieselgate colpisce Fca, finita sotto sotto accusa negli Stati Uniti: l'Agenzia per Protezione ambientale americana si appresta ad accusare l'azienda di aver usato un software per consentire emissioni diesel sopra i limiti. Lo riporta l'Associated Press citando alcune fonti, secondo le quali il software ha consentito di violare le norme sull'inquinamento. 

Dopo le indiscrezioni, Fca è affondata a Wall Street. I titoli sono arrivati a perdere il 18,39% a 9,05 dollari per azione. 

Arriva la replica della società. Fca Us ritiene che "i propri sistemi di controllo delle emissioni rispettino le normative applicabili". La società - afferma un comunicato - intende collaborare con la nuova Amministrazione "per presentare i propri argomenti e risolvere la questione in modo corretto ed equo, rassicurando l'Epa e i clienti di Fca Us sul fatto che i veicoli diesel della società rispettano tutte le normative applicabili".

Secondo quanto riporta la Cnbc, l'accusa delle autorita' americane a Fca per violazione delle norme sulle emissioni potrebbe costare sanzioni a Fca fino a 4,63 miliardi di dollari.

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Trump parte col botto: "Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra"

Prima conferenza stampa del presidente eletto degli Stati Uniti. Elogio alla sua futura amministrazione: "Sarà una delle più brillanti di sempre"; Nuovi ringraziamenti a Fiat Chrysler e Ford per i loro annunciati investimenti negli Usa; Sulle polemiche per i rapporti con la Russia: "Non abbiamo debiti con loro. Se piaccio a Putin è una cosa positiva, spero di avere una buona relazione con lui"


"Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra". Lo ha detto il presidente eletto, Donald Trump, nel corso della sua prima conferenza stampa (dopo 168 giorni), dalla vittoria delle presidenziali, ricordando di aver incontrato in questo periodo tanti importanti industriali che "se non avessi vinto le elezioni, sarebbero andati a investire altrove".

Il presidente eletto, nella conferenza stampa in corso, è poi tornato a ringraziare la Fiat Chrysler e la Ford per i loro annunciati investimenti negli Stati Uniti. Trump ha auspicato che anche la General Motors segua il loro esempio.

Trump ha quindi ringraziato i giornalisti che non si sono prestati a diffondere le "notizie false" sul suo conto. E parla di notizie false "che forse sono state diffuse dalla stessa intelligence". Le sue parole giungono dopo che alcuni media hanno parlato di dossier dei russi su Trump. "Ho molta paura di germi e batteri". Così ha liquidato le rivelazioni sulle presunte pratiche sessuali delle quali sarebbe stato protagonista durante un suo soggiorno a Mosca. Le rivelazioni sono contenute in un dossier di intelligence pubblicato da BuzzFeed e la cui veridicità non è stata confermata.

"Non ho crediti, debiti o accordi con la Russia", ha detto il presidente americano ai cronisti. "Abbiamo pochissimi debiti e non sono in mano alla Russia", ha aggiunto. In precedenza aveva detto che "se a Putin piace Donald Trump è una cosa positiva, io spero di avere una buona relazione con lui". "Per quanto riguarda l'hacking penso siano stati i russi", ha quindi affermato, aggiungendo che vi sono stati però attacchi informatici anche "da altre persone e altri paesi". Il presidente americano eletto ha poi ribadito l'accusa al Comitato Nazionale Democratico di non essere stato in grado di difendersi dai cyberattacchi.

Ricordando di aver incontrato in questo periodo tanti importanti industriali che "se non avessi vinto le elezioni, sarebbero andati a investire altrove", Trump ha poi promesso: "Sarò il più grande creatore di posti di lavoro che Dio abbia mai messo sulla terra". "La mia amministrazione - ha continuato - sarà una delle più brillanti mai messe assieme da un presidente". Trump ha poi tessuto le lodi di Jeff Sessions che sarà "un grande ministro della Giustizia" e di Rex Tillerson "pragmatico e pronto all'azione" come futuro segretario di Stato.

E dopo gli annunci delle scorse settimane, il presidente Usa ha confermato alla stampa di voler cedere le attività di famiglia agli eredi per la durata del mandato: "Do ai miei figli il controllo dei miei affari".

(Fonte: Adnkronos)

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