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updated 4:00 PM UTC, Mar 30, 2020

I curdi accusano la Turchia: "Usa fosforo bianco e napalm". Dura telefonata tra Conte ed Erdogan, che cestina la lettera di Trump

Napalm e munizioni al fosforo bianco sarebbero stati utilizzati dalle forze turche nella loro offensiva nel nord-est della Siria. A denunciarlo è l'amministrazione autonoma curda in una nota, nella quale si sottolinea come Ankara abbia fatto ricorso alle armi vietate a causa dell'inaspettata resistenza incontrata nella città di Ras al-Ayn. Il premier italiano chiama il presidente turco: "Interrompere questa inaccettabile iniziativa militare". Consiglio europeo a Bruxelles, mentre il vicepresidente americano Pence vola a Istanbul. Tensione internazionale alle stelle


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DURA TELEFONATA TRA CONTE E ERDOGAN - Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha avuto un colloquio telefonico con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan. Nel corso della conversazione durata oltre un'ora, a quanto sia apprende da fonti di palazzo Chigi, Conte ha ribadito che l'Italia ritiene inaccettabile l'azione militare avviata in Siria. Durante il colloquio "non sono mancati momenti di forte tensione a fronte del fermo e reiterato invito del presidente Conte ad interrompere questa iniziativa militare, che ha effetti negativi sulla popolazione civile". Conte ha chiesto a Erdogan di ritirare le truppe.

Intanto, crescono di intensità la accuse dei curdi alla Turchia di usare le armi chimiche: secondo le autorità curdo-siriane le forze turche avrebbero usato "fosforo bianco e napalm" dopo aver riscontrato un'inaspettata resistenza curda, in particolare nella città di Ras al Ayn. In un ospedale sarebbero ricoverati alcuni bambini con gravi ferite da ustioni. Non è possibile verificare in modo indipendente l'autenticità delle immagini. Ankara respinge le accuse dei curdi siriani: "Tutti sanno che l'esercito turco non ha armi chimiche. Alcune informazioni ci indicano che" le milizie curde dello "Ypg usano armi chimiche per poi accusare la Turchia", ha detto il ministro della Difesa.

TRUMP SCRIVE A ERDOGAN, IL PRESIDENTE TURCO BUTTA LA LETTERA - "Non fare il duro" o "non fare lo scemo", "lavoriamo a un buon accordo. Tu non vuoi essere responsabile del massacro di migliaia di persone, e io non voglio essere il responsabile della distruzione dell'economia turca", ha scritto Donald Trump al presidente Recep Tayyip Erdogan in una lettera datata 9 ottobre. La lettera è stata "gettata nella spazzatura" dal presidente turco.

La crisi siriana sarà anche sul tavolo del Consiglio europeo in programma oggi a Bruxelles, con Conte.  Mentre a Istanbul il presidente turco incontrerà il vicepresidente americano Mike Pence.

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Siria, la Russia difende Assad: "Attacco chimico? Fake news. Colpito un deposito terroristico di sostanze tossiche". Ma l'Onu attacca Damasco insieme a Usa, Ue, Turchia e Arabia Saudita

Il raid nella provincia di Idib, vicino ad Aleppo, roccaforte dell'opposizione legata ai qaedisti di Al-Nusra, è l'ultimo capitolo di un conflitto geopolitico che si svolge su scala mondiale. Il Cremlino sostiene con forza il governo di Damasco, Londra e Parigi vanno all'attacco insieme agli sceicchi ed Erdogan con la spinta delle Nazioni Unite. L'imbarazzo dell'amministrazione Trump, alle prese da un lato con le vecchie compromissioni coi ribelli risalenti all'epoca Obama-Clinton, dall'altro con i nuovi e controversi rapporti con Mosca


All'origine dell'attacco chimico che ha provocato decine di morti a Idlib in Siria, fra cui alcuni bambini, vi sarebbe stato il bombardamento da parte dell'aviazione siriana di un «deposito terroristico» in cui erano contenute «sostanze tossiche» usate per produrre proiettili contenenti agenti chimici.

È questa la ricostruzione dei fatti fornita dal ministero della Difesa russo all'indomani dalla strage di Khan Sheikhun, cittadina a sud di Aleppo controllata dai ribelli, in cui sono morte almeno 58 persone e 170 persone sono state ferite. E nel giorno in cui si riunirà d'urgenza il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. «Secondo i sistemi di controllo dello spazio aereo russi, ieri tra le 11.30 e le 12.30 ore locali l'aviazione siriana ha condotto un raid aereo alla periferia orientale di Khan Sheikhun, colpendo un deposito di munizioni dei terroristi», ha dichiarato il generale Igor Konashenko, secondo quanto riporta il sito dell'agenzia Tass, precisando che questo deposito «ospitava un laboratorio per la produzione di proiettili contenenti agenti tossici».

«Da questo arsenale, armi caricate con agenti chimici venivano poi consegnate dai militanti all'Iraq - ha aggiunto il portavoce militare russo - il loro uso da parte dei terroristi è stato confermato in molte occasioni da parte di organizzazioni internazionali ed autorità del Paese».

«La Russia e le sue forze armate continuano l'operazione per sostenere la campagna antiterroristica per la liberazione del Paese svolta dalle forze armate della Repubblica araba siriana», ha detto il portavoce di Putin, Dmitri Peskov, rispondendo a un giornalista che gli chiedeva se Mosca continuerà a sostenere il regime di Damasco dopo il presunto attacco chimico in Siria centrale di cui viene accusata l'aviazione siriana.

La Turchia parla invece di un vero e proprio attacco chimico. Le prime analisi indicano che quello di ieri nella provincia di Idlib, in Siria, «è stato un attacco chimico. Le invieremo all'Organizzazione mondiale della sanità», ha fatto sapere il ministro della Salute turco, Recep Akdag, spiegando che 30 feriti sono ora ricoverati negli ospedali di Gaziantep, nel sud-est della Turchia. Almeno altri 2 feriti che erano stati trasportati ieri in Turchia sono invece morti. Subito dopo l'attacco, Ankara aveva inviato in Siria 30 ambulanze, fornendo alle squadre di medici in servizio al valico di frontiera di Cilvegozu un equipaggiamento straordinario per il trattamento di feriti da agenti chimici. 

Tesi confermata da Medici Senza Frontiere secondo cui le vittime dell'attacco su Khan Sheikhun «sono state esposte ad almeno due agenti chimici» e i loro sintomi «erano compatibili con sostanze neurotossiche come il Sarin». I medici di Msf si sono recati nell'ospedale di Idlib dove erano ricoverate le vittime, quello di Bab Al Hawa, circa 100 km a nord dal luogo della strage. Msf precisa di aver fornito ai medici della struttura «antidoti e abiti di protezione» per soccorrere i pazienti in questo tipo di attacchi.

«Dopo l'attacco chimico compiuto ieri dall'aviazione del regime siriano nella città di Khan Sheykhun a Idlib», la Turchia ha inoltre «portato all'attenzione» delle ambasciate di Russia e Iran ad Ankara che si tratta di «una violazione molto grave degli accordi per il cessate il fuoco», ricordando «le responsabilità degli altri due Paesi garanti» della tregua di Astana e spiegando che «violazioni del genere mettono estremamente a rischio la prosecuzione del cessate il fuoco». Lo fa sapere il portavoce del ministero degli Esteri di Ankara, Huseyin Muftuoglu.

L'Onu. Il segretario generale Antonio Guterres si è riferito alla tragedia come «crimine di guerra». «Gli orribili eventi di ieri dimostrano che purtroppo in Siria continuano a verificarsi crimini di guerra. Il diritto internazionale umanitario continua ad essere violato con frequenza», ha spiegato a Bruxelles a margine della conferenza sul futuro della Siria. Intanto Stati Uniti, Francia e Gran Bretagna hanno elaborato una bozza di risoluzione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite che condanna l'attacco chimico nella provincia siriana di Idlib e l'hanno diffusa ai 15 membri. Lo confermano all'ANSA fonti diplomatiche Onu. La bozza è soggetta alla procedura del 'silenzio assensò sino a stamattina alle 9 ora locale, le 15 in Italia: se nessuno si oppone entro quel termine viene adottata. Il Consiglio di sicurezza Onu si riunirà d'urgenza domattina alle 10 locali (le 16 in Italia).

Il presidente francese Hollande ha rinnovato l'invito a «una reazione della comunità internazionale all'altezza
di questo crimine di guerra». 

Mosca ha però definito «provocatorie» le accuse di alcune nazioni occidentali secondo cui il governo siriano ha usato armi chimiche nella provincia di Idlib e ha rigettato «in modo categorico» la bozza di risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell'Onu proposta da Francia, Stati Uniti e Regno Unito. Così una fonte del ministero degli Esteri russo a Interfax. «Tutta questa situazione non è altro che una provocazione», ha detto la fonte aggiungendo che «la bozza di risoluzione suggerita dai tre paesi non è accettabile così com'è». «Durante i lavori al Consiglio di sicurezza dell'Onu, la Russia come minimo presenterà in maniera ben argomentata i dati menzionati dal nostro ministero della Difesa», ha dichiarato il portavoce di Putin, Dmitri Peskov.

Non solo, perché il ministero degli Esteri russo ha bollato i resoconti sull'attacco chimico come «fake»: «Gli Usa hanno presentato una risoluzione al consiglio di sicurezza dell'Onu basandosi su dei rapporti falsi», ha detto la portavoce del ministero citata dalle agenzie, «La bozza di risoluzione complica i tentativi di una soluzione politica alla crisi, è anti-siriana e può portare a una escalation in Siria e nell'intera regione».
Le accuse. Il vice ministro degli esteri siriano Faysal Miqdad ha accusato oggi la Gran Bretagna, la Francia, la Turchia e l'Arabia Saudita di essere responsabili, assieme ai qaedisti siriani, del presunto attacco chimico avvenuto ieri nella Siria centrale e nel quale sono morte oltre 70 persone tra cui venti minori.

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