updated 4:42 PM UTC, Apr 8, 2020

Coronavirus, il quadro europeo: in Spagna più contagiati che in Italia, 757 morti nelle ultime 24 ore. Aumentano i casi in Germania, Macron prolungherà le misure in Francia

In Spagna il bilancio sale a 14.555 decessi dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Secondo il ministero della Sanità di Madrid, sono 146.690 i casi di Covid-19, più che in Italia (135.586, stando ai dati confermati ieri). In Spagna sono 48.021 le persone guarite dopo aver contratto l'infezione. Per la prima volta dall'inizio dell'emergenza, il ministero della Sanità di Madrid non chiarisce quante siano le persone ricoverate in terapia intensiva. I dati di ieri parlavano di 7.069 pazienti. El Mundo conferma come la regione di Madrid resti la più colpita con 42.450 casi e 5.586 morti con coronavirus. Solo qui si contano 215 decessi in più rispetto a ieri. Segue sempre la Catalogna, con 29.647 contagi accertati e 3.041 vittime. La Spagna comincerà ad allentare il lockdown verso fine mese, ha anticipato la ministra delle Finanze e portavoce del governo, Maria Jesus Montero. I cittadini potranno gradualmente "tornare alla loro vita normale" dopo il 26 aprile, il giorno in cui scade il provvedimento per il confinamento introdotto lo scorso 15 marzo. Il governo emanerà però "istruzioni chiare" sulle modalità di interazione delle persone nei luoghi pubblici, ha aggiunto Montero in un'intervista televisiva.


Il quadro europeo

"Ad oggi l'Europa resta al centro della pandemia e abbiamo sia ragioni per essere ottimisti sia motivi per essere preoccupati", ha dichiarato il direttore dell'Organizzazione mondiale della Sanità per l'Europa Hans Kluge, aggiornando in conferenza stampa la situazione relativa alla pandemia. "I casi confermati nell'intera regione e il numero di contagi confermati è pari a 687.236 e 52.824 morti. Questi dati riguardando 53 Paesi e sette territori", ha aggiunto Kluege. "Alcuni Paesi con trasmissione locale stanno iniziando a mostrare segni di un declino della percentuale di aumento dei nuovi casi", ha aggiunto spiegando che altri Paesi, invece, "attendono un aumento rapido dei contagi o una nuova fiammata". Per quanto riguarda il primo trend, "la Spagna adesso ha più casi dell'Italia" ma "dopo "15-20 giorni dalle misure restrittive, l'aumento dei contagi ha rallentato, come la curva dei decessi".   Sono 750 mila i casi di contagio da coronavirus nella sola Europa, secondo un conteggio dell'Afp. Si tratta della metà dei casi in tutto il mondo che sfiorano il milione e mezzo, in base ai dati della Johns Hopkins University.

Spagna, 757 decessi in un giorno

La Spagna registra 757 morti con  coronavirus nelle ultime 24 ore. Il bilancio sale a 14.555 decessi  dall'inizio dell'emergenza sanitaria. Secondo il ministero della  Sanità di Madrid, sono 146.690 i casi di Covid-19, più che in Italia  (135.586, stando ai dati confermati ieri). In Spagna sono 48.021 le  persone guarite dopo aver contratto l'infezione .

Aumentano i casi in Germania

I nuovi casi di Covid-19 in Germania aumentano per il secondo giorno consecutivo dopo quattro giorni di calo, secondo quanto registrato dal Robert Koch Institute. Con 4.003 nuovi casi nelle ultime 24 ore, il bilancio totale dei contagi sale a 103.228; i nuovi decessi sono 254, che portano il bilancio generale delle vittime a 1.861. Sono attualmente 103.228 i casi di contagio,  3676 in più rispetto a ieri. sono 2041. Si tratta di un "trend positivo", ha detto il presidente del Koch Institut, Lothar Wieler, in un'intervista al Deutschlandfunk: "Vuol dire che le misure restrittive funzionano". Nondimeno, Wieler sottolinea che "al momento ancora non è pensabile mettere fine a tutti i provvedimenti. Posso immaginare che nel tempo ci possano essere cambiamenti progressivi".  

Francia, oltre 10mila morti. Domani nuovo discorso di Macron 

Il presidente francese Emmanuel Macron parlerà al Paese giovedì alle 20. Lo ha fatto sapere l'Eliseo. Si tratterà del terzo intervento di Macron dedicato all'emergenza legata alla pandemia del nuovo coronavirus, mentre in Francia i morti sono oltre 10mila. Secondo fonti ufficiali citate dai media francesi, il presidente parlerà "delle misure d'isolamento e del suo calendario". La Francia ha iniziato le misure il 17 marzo, per un periodo iniziale di 15 giorni già prolungato sino al 15 aprile, ma secondo le previsioni il periodo sarà esteso ulteriormente. Una quarantina di marinai della portaerei nucleare francese Charles de Gaulle sono affetti da"sintomi compatibili" con il Coronavirus e sono sotto"osservazione medica speciale".  Lo ha annunciato oggi a Parigi il ministero delle Forze armate. "Da oggi - si legge in un comunicato - una squadra attrezzata con strumenti di screening sarà imbarcata sulla portaerei per indagare sui casi emersi e impedire la propagazione del virus a bordo della nave". La Charles de Gaulle si trova attualmente nell'Atlantico e sta facendo rotta verso il Mediterraneo per un attracco che -secondo i programmi - era previsto a Tolone il 23 aprile.

Belgio: più dimessi che ricoverati, è prima volta

"Nel corso delle ultime 24 ore 487 persone con il Covid-19 sono state ricoverate mentre 524 hanno lasciato l'ospedale per un totale di 5.688 guariti". Lo ha annunciato il virologo Emmanuel Andre durante la consueta conferenza stampa, precisando che "per la prima volta constatiamo che cala il numero dei ricoverati".   Per quanto riguarda i decessi la SPF Santé publique ed il Centro di crisi hanno annunciato che da ieri si sono registrati 205 morti per un totale di 2.240. Per quanto riguarda le nuove infezioni nelle ultime 24 ore si sono avuti 1.209 nuovi casi per un totale di 23.403 casi confermati.

In Olanda oltre 20mila casi, 147 morti in un giorno

Sono più di ventimila le persone che  hanno contratto il Covid-19 in Olanda e 2.248 i morti, 147 solo nelle  ultime 24 ore. Lo rende noto il National Institute for Public Health  and the Environment (Rivm), precisando che sono 20.549 i positivi al  coronavirus in Olanda, 969 in un giorno.

Svizzera conferma rallentamento

I casi di contagio da coronavirus in Svizzera sono aumentati di 547 rispetto a ieri a un totale di 22.789 e segnano un incremento analogo a quello degli ultimi giorni, in base ai dati odierni dell'Ufficio federale della sanità pubblica (Ufsp). La scorsa settimana l'incremento quotidiano dei contagi era sempre sopra la soglia di 1.000 casi e quindi trova conferma uno scenario di rallentamento. I decessi legati al Covid-19 sono complessivamente 705, con un aumento di 64 in un giorno. L'Ufsp precisa che sui 171.938 test effettuati, circa il 15% è risultato positivo. Il Ticino resta il cantone più colpito con l'incidenza della malattia (casi per 100.000 abitanti) è più alta (748) della Confederazione. In generale, la Svizzera (266) ha uno dei tassi più alti d'Europa. In Ticino sono stati registrati in 24 ore altri 60 casi (2659 in totale) e 13 vittime, a un totale di 211.

In Polonia 5.000 casi, mascherine in pubblico

Il numero di contaminati del coronavirus in Polonia ha superato i 5 mila casi, mentre i morti sono 136. Lo ha reso noto il ministero della sanità di Varsavia. La curva della pandemia in Polonia sta crescendo velocemente e - secondo gli analisti del quotidiano Gazeta Wyborcza - con tre settimane di ritardo segue quella degli Stati Uniti. Le autorità temono il periodo della Pasqua, che secondo la tradizione unisce le famiglie anche se risiedono in località lontane. Da domani, ha annunciato il viceministro della sanità, Waldemar Kraska le restrizioni finora in vigore  fino a sabato l'11 aprile, saranno prolungate anche per altri giorni e saranno rafforzate le misure con l'obbligo di usare le mascherine nei luoghi pubblici.

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Coronavirus, Zaia: "Se l'Europa è la madre di tutti si è dimenticata di qualche suo figlio. La Germania stanzia 550 miliardi per le imprese" (VIDEO)

Come al solito incalzante il presidente della Regione Veneto nel corso del suo consueto punto stampa sull'emergenza Covid-19. Il suo sguardo sulla fase durissima che attende la nostra economia in rapporto a quanto sta succedendo negli altri Paesi - (VIDEO)


Coronavirus, l'affondo di Zaia: "Ue latitante come per i migranti ...

Il presidente della Regione Veneto, Luca Zaia, durante il punto stampa di oggi è ritornato sul più che bollente argomento degli aiuti di Stato e sulle sproporzioni tra gli interventi che le nazioni europee stanno mettendo in campo per aiutare le imprese nell’emergenza Coronavirus.

In questa prima delicatissima fase, le autorità statali e regionali italiane sono impegnate in prima linea per il problema sanitario ma, appena si potrà tornare ad una parvenza di quotidianità, con tutte le limitazioni che potrebbero durare per molto tempo, la vera partita sarà quella economica, con l’obiettivo di far ripartire le aziende italiane in ginocchio da settimane.

Tornare nei mercati europei e mondiali non sarà facile, soprattutto se, come ricordato dal governatore della Regione Veneto, Luca Zaia, le nazioni europee non partiranno tutte dalla stessa griglia di partenza.

Se l’Europa è la madre di tutti - ha spiegato Zaia -, si è dimenticata di qualche suo figlio. Noi non possiamo pensare di tornare alla riapertura delle imprese sapendo che c’è un Paese europeo che stanzia 550 miliardi, il Paese al mondo che ha stanziato più soldi ad abitante, perché gli Stati Uniti hanno stanziato 1100 miliardi, se li rapportassimo agli abitanti della Germania gli Stati Uniti dovrebbero stanziare 1500 miliardi. Tra l’altro sono anche dollari e, quindi, dovrebbero versarne molti di più”.

“Allora voi capite che - prosegue il presidente della Regione Veneto - quando si apriranno di nuovo i mercati e le attività, l’Europa deve garantire che tutti siano nelle griglie di partenza in egual misura, con le stesse potenzialità. Perché è inutile che ci siamo fatti le “seghe mentali” per anni, sentendoci dire dall’Europa che bisogna evitare gli aiuti di Stato, bisogna stare attenti ai trust e tutte ste robe e poi ci ritroviamo che usciamo dall’emergenza sanitaria con le nostre aziende diroccate e distrutte, che dovrebbero andare sul mercato, e quelle tedesche che sono tenute in vita alla grande con un investimento come questo”.

“Qualcuno potrebbe dire sono soldi dei tedeschi - conclude -, sì ma siamo in Europa. Ripeto, a noi dei grandi messaggi dei leader europei che dicono “Italia forza, avanti, ce la farete, vogliamo vedervi come prima” non ce ne facciamo nulla. Bene, è un atto di cortesia, giriamo pagina, vogliamo vedere i soldi. L’Europa è latitante e sta legittimando una rendita di posizione, che avrà la Germania, che sarà paurosa. Io non ce l’ho con la Germania, è impensabile dar per perse realtà come l’Italia, la Spagna e anche la Francia perché ancora non si è ben capito cosa faranno. Stiamo veramente assistendo ad un atteggiamento che è inconcepibile e insostenibile”.

 

(Fonte: Andrea Berton © Qdpnews.it)

Coronavirus, superata quota 275.000 contagi nel mondo. Cresce l'allarme in Spagna, in Germania piano economico da 822 miliardi. Stato di calamità per New York, c'è l'approvazione di Trump

I casi di contagio da coronavirus nel mondo hanno superato la soglia delle 275.000 unità mentre il numero dei decessi sfiora quota 11.400: lo riporta l'ultimo bollettino diffuso dalla Johns Hopkins University, che vede il numero delle persone guarite a 88.256 unità. In particolare, i contagi sono 275.434 ed i morti 11.399. Quasi un miliardo di persone, per l'esattezza oltre 900 milioni, sono confinate a casa in 35 paesi del mondo nella speranza di riuscire a bloccare la pandemia di coronavirus che ha già provocato 11.400 vittime e messo in crisi l'economia mondiale. Lo rivela un'analisi dell'Afp. La maggior parte - circa 600 milioni di persone in 22 paesi - è soggetta a confinamento obbligatorio, come in Francia o in Italia. Altri a coprifuoco (come in Bolivia), quarantena (come in Azerbaigian e Kazakistan) o a inviti a non lasciare le proprie case (come in Iran)


Risultato immagini per john hopkins

USA -266 morti e oltre 21.000 casi - Sono almeno 266 i pazienti morti per coronavirus, mentre i casi positivi hanno superato quota 21 mila: è l'ultimo aggiornamento della situazione negli Stati Uniti. Le agenzie di intelligence Usa lanciarono ripetuti allarmi con rapporti classificati in gennaio e in febbraio sul pericolo mondiale posto dal coronavirus mentre Donald Trump e anche molti parlamentari - nonostante le informazioni ricevute - minimizzavano la minaccia e non prendevano le azioni che avrebbero potuto rallentare la diffusione del virus. Lo scrive il Washington Post citando dirigenti Usa a conoscenza dei rapporti degli 007. Donald Trump ha approvato la dichiarazione di stato di calamità per New York, lo stato Usa più colpito dal coronavirus. Lo rende noto la Casa Bianca. La mossa rende disponibili i fondi federali per affrontare la crisi. Il pacchetto di aiuti che si sta negoziando al Congresso contro la crisi da coronavirus potrebbe arrivare a 2000 miliardi di dollari, superando il 10% del Pil americano. Lo ha detto il consigliere economico della Casa Bianca, Larry Kudlow, come riferisce Politico. Il voto è atteso per lunedì.

GERMANIA - Piano da 822 miliardi - La Germania prevede un piano di sostegno economico di 822 miliardi di euro per arginare le conseguenze economiche della pandemia. E' quanto emerge da un progetto di legge.

SPAGNA - Sale a 24.926 il bilancio dei casi di coronavirus in Spagna (4.946 in più) e 1.326 morti, 324 in più. Lo rende noto il Ministero della Salute, secondo quanto riporta la Efe. Secondo il dicastero, ci sono anche 1.612 pazienti in terapia intensiva, 471 in più rispetto a ieri, e un totale di 2.125 pazienti hanno già recuperato, 540 in più.

BELGIO - I decessi salgono a 67 - Salgono a 2.815 i contagiati da Coronavirus in Belgio, mentre i decessi salgono a 67. Nelle ultime 24 ore i contagi sono saliti di 558 e i decessi sono 30 in più. I nuovi ricoverati in terapia intensiva sono 74, e portano il totale a 238. Lo rendono noto le autorità sanitarie belghe, sottolineando che al momento è occupato solo un terzo della capacità di posti di terapia intensiva del Paese.

SVIZZERA - oltre 6.000 casi, 56 decessi - Il numero di casi di coronavirus in Svizzera e Principato del Liechtenstein registra un'impennata e sale a quota 6.113, ben 1.273 in più rispetto a ieri: in Svizzera salgono anche i decessi, a quota 56, tredici in più in 24 ore. E' quanto emerge dalle statistiche rese note a metà giornata dall'Ufficio federale di sanità pubblica. Il Ticino è il cantone più colpito, con 918 contagi e 28 decessi, precisano i media locali. Dopo l'inasprimento delle misure volte a frenare la propagazione del virus, annunciate ieri dal governo, la presidente della Confederazione Simonetta Sommaruga ha rivolto oggi una lettera aperta alla popolazione: "Vi chiedo di restare a casa, se avete più di 65 anni o se siete ammalati. Mantenete le distanze con le altre persone. Così proteggete voi stessi e proteggete gli altri", si legge nell'appello. "Siamo un Paese, aiutiamoci", esorta la presidente. Le autorità non forniscono i dati relativi ai contagi nel solo Principato del Liechtenstein (secondo l'ultimo bollettino della Johns Hopkins University sono 28), dove non si registrano decessi.

FINLANDIA - Prima vittima - La Finlandia ha annunciato il primo decesso legato al coronavirus. Ne ha dato notizia l'Istituto finlandese della Sanità precisando che si tratta di una persona "anziana" che viveva nell'area della capitale Helsinki. Finora sono stati censiti 521 casi di contagio, ma i test sono stati effettuati solo su pazienti ad alto rischio e si stima che i dati reali sulle persone infettate potrebbero essere 30 volte superiori.

CINA - Zero casi interni, 41 importati: Per il terzo giorno di fila, la Cina non ha avuto nuovi casi di coronavirus generati sul fronte interno, neanche a Wuhan, il focolaio della pandemia: nei dati aggiornati a venerdì, la Commissione sanitaria nazionale (Nhc) ha citato solo 41 infezioni importati dall'esterno. Sono 14 i casi a Pechino, 9 a Shanghai, 7 nel Guangdong e 4 nel Fujian; due ciascuno nelle province di Zhejiang, Shandong e Shaanxi; uno nello Sichuan. Il numero dei contagi di ritorno è salito a 269. I nuovi decessi sono 7, tutti nell'Hubei, per totali 3.255.

COREA DEL SUD - Tornano a salire i nuovi casi di coronavirus in Corea del Sud, a causa di alcuni piccoli focolai: secondo i dati forniti dal Korea Centers for Disease Control and Prevention (Kcdc) aggiornati a venerdì, le infezioni aggiuntive sono 147 dalle 87 di giovedì, portando il totale a 8.799. Con 8 nuovi morti, il bilancio dei decessi supera quota 100, fino a 102, a un mese dalla prima vittima causata dal Covid-19. Il focus della autorità sanitarie è sui nuovi focolai di infezione, come un call center a Seul e un ospedale di Daegu. 

SINGAPORE - Il ministero della Sanità di Singapore ha annunciato oggi i primi due decessi provocati dal coronavirus nella città Stato asiatica: secondo quanto riporta il Guardian si tratta di una 75enne di Singapore e di un indonesiano 64enne. Finora i casi accertati di contagio sono 385.

COLOMBIA - Il presidente della Colombia, Ivan Duque, ha annunciato che da martedì prossimo e fino al 13 aprile verrà imposto nel Paese l'isolamento obbligatorio per far fronte alla pandemia del coronavirus. "Nell'ambito dello stato di emergenza imporremo l'isolamento preventivo obbligatorio per tutti i colombiani da martedì prossimo", ha detto Duque in un discorso tv alla nazione. Circa la metà della popolazione già partecipa da ieri ad una sorta di prova generale di isolamento che durerà fino alla mezzanotte di lunedì.

UCRAINA - Sono saliti a 41 i casi accertati di Covid-19 in Ucraina: lo riferisce il Servizio statale delle situazioni di emergenza, ripreso dall'agenzia Interfax. La regione col maggior numero di positività è quella di Chernivtsi, con 25 casi. I decessi legati al nuovo coronavirus nel Paese sono tre.

IRAN - L'Iran annuncia altri 123 morti per coronavirus, con un bilancio totale che sale a 1.556. 

ARMENIA - In Armenia sono stati confermati altri 24 casi di Covid-19 portando a 160 il totale nella repubblica ex sovietica: lo riferiscono le autorità locali, riprese dall'agenzia Interfax.

CROAZIA - In Croazia rispetto a ieri sera sono stati confermati 78 nuovi casi di contagio da coronavirus, con il totale salito a 206. Lo ha riferito l'Unità di crisi del ministero della Sanità.

GUATEMALA - Il presidente del Guatemala, Alejandro Giammattei, ha annunciato la chiusura parziale delle attività industriali del Paese per far fronte all'emergenza coronavirus. "Abbiamo concordato con la Camera dell'Industria un arresto volontario delle attività industriali non essenziali nel Paese per un periodo di otto giorni", ha detto Giammattei in un messaggio alla nazione. La misura entrerà in vigore lunedì, ma non riguarderà i settori alimentare, farmaceutico e "tutti quelli relativi alla fabbricazione di prodotti per l'igiene e la sanità". Il presidente ha inoltre precisato che i supermercati, le stazioni di servizio, le banche ed altre attività commerciali essenziali resteranno aperte.

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Un'Europa a due velocità, la Germania "vola" in autostrada

Bocciata la proposta di fissare una velocità massima di 130 chilometri orari, sostenuta dalla maggioranza della popolazione tedesca e delle organizzazioni ambientaliste


La Germania rimarrà il paradiso dei conducenti che amano l'alta velocità. Il Consiglio federale tedesco (Bunderat) e la Camera che rappresenta i 16 stati federati, hanno rifiutato di fissare un limite di velocità sulla famosa rete autostradale del paese. Andando contro alla volontà dei cittadini e alle regole che impongono un abbassamento dei livelli di inquinamento attuati nei maggiori paesi europei. 

La misura era stata proposta del Comitato Ambiente della Camera di Stato nell'estate del 2019 e i rappresentanti degli Stati federati dovevano votare a favore o contro l'imposizione di un limite di velocità di 130 km all'ora. Il Partito socialdemocratico (SPD) e i Verdi avevano appoggiato la proposta, ma i due partiti cristiani democratici, il CDU e il CSU di Baviera, nonché il Partito liberale (FDP), si sono opposti ai nuovi limiti, votando contro. 

Le complicate relazioni politiche esistenti all'interno dei governi regionali alla fine hanno definitivamente chiuso l'iniziativa, sostenuta dalla maggioranza della popolazione e da numerose organizzazioni ambientaliste, che combattono l'inquinamento nelle città. 

Il limite di velocità sulle autostrade tedesche, aveva causato alla fine dello scorso anno un'aspra polemica all'interno del governo a causa delle diverse opinioni esistenti tra le tre parti che compongono la coalizione, la SPD, la CDU e la CSU. I socialdemocratici erano a favore della fissazione di un limite con l'obiettivo di ridurre gli incidenti mortali e le emissioni inquinanti, ma i due partiti cristiano-democratici si sono sempre opposti alla misura, perché ritenevano che un limite di velocità sulle autostrade potesse causare seri problemi per Giganti dell'industria automobilistica tedesca, come Mercedes Benz, BMW, Audi e le iconiche fabbriche di auto sportive come Porsche.

Nel mese di ottobre dello scorso anno, i Verdi hanno tentato di ottenere l'approvazione del limite di velocità nel parlamento federale, il Bundestag, ma il tentativo è fallito ancor prima di partire. La proposta per abbassare il limite di velocità è stata infine recuperata dal Comitato per l'ambiente del Bundesrat ed è stato inclusa in un pacchetto di modifiche alla legge sulla circolazione stradale, che intendono, ad esempio, rendere più sicuro e più attraente l'uso della bicicletta nelle città. Poco dopo aver saputo del risultato del voto, il Primo Ministro della Sassonia, Michael Kretschmer (CDU), ha difeso il suo voto contro, in un messaggio Twitter: "La Germania ha abbastanza leggi, regolamenti e divieti, non è necessario aggiungerne un altro".

L'organizzazione ambientalista Deutsche Umwelthilfe (DUH), da parte sua, ha espresso la sua delusione per il fallimento nel far approvare al Bundesrat una legge che andava verso la protezione del clima e ha diramato un comunicato stampa velenoso: "Ancora una volta le sedi di BMW, Daimler e VW hanno dimostrato che la politica del trasporto in Germania non è determinato dai rappresentanti eletti del popolo, ma dal più potente gruppo di pressione industriale in Germania".

 

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Conte incoraggia la no-fly zone in Libia e si schiera con gli europeisti Merkel e Macron

In questo modo, si può ottenere la "cessazione immediata delle ostilità", afferma il Primo Ministro. 


 Giuseppe Conte ha descritto la creazione di una no-fly zone in Libia come opzione per risolvere il conflitto nella guerra civile del Nord Africa. "Una zona di non volo può anche essere uno strumento per raggiungere un obiettivo come la cessazione immediata delle ostilità", ha dichiarato Conte alla conferenza stampa di fine anno che si è tenuta questa mattina a Roma. L'Italia sostiene pienamente l'iniziativa per una conferenza sulla Libia a Berlino all'inizio del 2020.

"Vi è un'intensa attività diplomatica in Italia che spesso non è visibile", ha dichiarato Conte, riferendosi all'ex colonia italiana. Inoltre Conte riferisce di aver parlato con il presidente turco Recep Tayyip Erdogan e con il presidente russo Vladimir Putin, sulle conseguenze dell'intervento militare prospettato dal presidente turco, una nuova guerra che comporterebbe molte vittime civili, eppure nessuna delle due parti vincerebbe.

Erdogan ha annunciato che all'inizio di gennaio 2020, avrebbe presentato una proposta al parlamento turco, per fornire supporto militare al governo libico. Dalle parole di Erdogan inizialmente non era chiaro quale tipo di truppe volesse schierare. La Turchia e il governo unitario in Libia avevano precedentemente concluso un accordo globale di sicurezza e cooperazione militare. Ciò potrebbe consentire alla Turchia di inviare addestratori e consulenti militari.

L'Italia, come la Turchia, affianca il governo del Primo Ministro sostenuto dall'ONU Fajez Sarradsch a Tripoli in Libia. La Russia e altri paesi stanno invece supportando il generale Chalifa Haftar, che è attivo nella parte orientale della Libia e sta cercando di conquistare Tripoli da mesi. 

Conte ha sottolineato che l'UE si sta ancora una volta impegnando per una pace in Libia, già all'ultimo vertice dell'UE era già stato redatto un documento congiunto con il cancelliere tedesco Angela Merkel e il presidente francese Emmanuel Macron, che preannunciava maggiori investimenti militari su quel fronte.

Circoli del Ministero degli Affari Esteri riferiscono che il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio, ha già ricevuto l'approvazione iniziale dalle sue controparti europee per attivare la procedura proposta da Conte dell'UE sulla Libia, ma ci sono ancora molti dettagli da chiarire.

Quello che invece è sempre più chiaro è l'intenzione di Conte di stringere accordi e sinergie con le due principali potenze europee, la Germania e la Francia, sarà l'inizio di una rinascita politico economica oppure l'inizio di una "d'orata schiavitù"?

Grecia; la polizia antisommossa spara gas lacrimogeni contro i medici ospedalieri che protestano contro la privatizzazione della sanità

Mercoledì 18 dicembre, la polizia antisommossa greca ha sparato gas lacrimogeni contro i medici ospedalieri nel centro di Atene, che protestavano contro la richiesta dell'Unione Europea di privatizzare la sanità pubblica.


Gli scontri sono iniziati quando i sindacalisti dell'Associazione ellenica dei medici ospedalieri della Grecia (OENGE), hanno tentato di entrare nella sala di Aigli Zappeion dove la Panhellenic Medical Association (PIS) ospitava un evento sulla partnership pianificata tra il settore privato e quello della sanità pubblica.


 Nonostante l'intervento della polizia i manifestanti sono riusciti a entrare nella sala e interrompere l'incontro. 

L'unione dei medici dell'ospedale pubblico incolpa la leadership dell'Associazione medica di essere “in prima linea nella promozione dei piani del governo per la piena privatizzazione della salute pubblica”, questa rappresenta “la caduta della sanità pubblica in favore di grandi interessi privati."

Il sindacato ha descritto come "casus beli" la possibilità che "i medici privati ​​lavoreranno negli ospedali pubblici, la gestione delle attrezzature tecnico-mediche sarà gestita da società private e lo status degli ospedali pubblici sarà trasformato in quello delle società private”, rispecchiando in pieno il piano sanitario Americano e in parte quello nazionale Britannico. Due potenze che con la Brexit si vedono sempre più vicine. 

Il sospetto è che questo sia parte del grande piano delle potenze UE, che vogliono rendere la Grecia, uno stato sottomesso e conquistato, non militarmente ma economicamente. La nuova schiavitù dei nostri tempi. 

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-6 giorni alle Elezioni europee: forti timori per i cambiamenti portati dall'attesa spinta dei populisti

Più di 400 milioni di elettori nei paesi dell'UE saranno chiamati alle urne dal 23 al 26 maggio, per eleggere un nuovo Parlamento europeo


Saranno le elezioni dei partiti populisti che dovrebbero registrare una nuova spinta verso l'alto grazie al problema scottante dell'immigrazione. Queste forze ostili all'Unione europea, tuttavia secondo i sondaggi, saranno ben lontane dall'ottenere la maggioranza, ma sicuramente contribuiranno allo sconvolgimento degli equilibri ormai storici dell'emiciclo europeo, dominato quasi ininterrottamente dal 1979 dai due maggiori partiti della destra e della sinistra europeista.

Ironia della sorte, il voto inizierà nel Regno Unito, costretto a votare perché il suo accordo sul distacco dell'UE non è ancora stato ratificato e si concluderà domenica, con il passaggio nella cabina elettorale degli elettori di paesi importanti come Germania, Francia, Italia e Spagna.

Verranno esaminati in particolare i voti dei partiti di estrema destra del National Rally di Marine Le Pen in Francia, della Lega di Matteo Salvini in Italia e del partito pro-Brexit di Nigel Farage nel Regno Unito.

Considerate dagli studiosi politici come le "elezioni per il run-off ", il rinnovo dei 751 membri eletti del Parlamento è anche tradizionalmente segnato da una forte astensione, grazie alla poca informazione e alla grande disinformazione, che non pongono questo voto come un ingranaggio essenziale nello sviluppo delle leggi europee.

Questo disinteresse degli elettori è aumentato costantemente dalle prime elezioni del 1979, l'astensione è aumentata dal 38% di quell'anno al 57,4% nel 2014 data delle ultime elezioni.

Secondo un sondaggio condotto da YouGov su 8.021 persone in otto paesi (Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia, Ungheria, Svezia), pubblicato a maggio, l'immigrazione e la protezione dell'ambiente, due temi emersi in ambito locale, sono considerati le principali sfide per il futuro dell'UE.  


Quattro anni dopo la crisi migratoria del 2015 e sebbene il flusso degli arrivi abbia cessato la sua veloce corsa, la destra politica continua a focalizzare il suo discorso su questo tema, un tema che diventerà una linea di faglia sul continente europeo. Intanto i vertici della Lega Italiana con Matteo Salvini e i francesi del Rassemblement National di Marine Le Pen stanno tentando di creare un fronte comune delle forze nazionaliste che combatta l'immigrazione e la forte vocazione centralista dell'attuale Unione Europea.

Secondo le ultime proiezioni pubblicate da Parlamento europeo, sulla base di indagini nei 28 paesi, nella nuova Camera, il gruppo attuale, ENL salirebbe a 62 eletti (25 in più rispetto ad oggi), tra cui 26 italiani (20 Lega) e 20 francesi (5 RN). Aggiungendo gli anti-europeisti e l'ELDD (dove siedono il Movimento Cinque Stelle italiana o pro-Brexit britannico Nigel Farage), gli euroscettici CRE (costituiti dai conservatori britannici e del partito polacco PiS al potere Varsavia), questa proiezione dà un totale di 173 eletti.

"Attualmente, il Parlamento conta quasi il 25% di euroscettici e potrebbe arrivare al 35%", ha dichiarato Jean-Dominique Giuliani, presidente della Robert Schuman Foundation, "Non bloccherà il Parlamento, ma ci sarà un'irradiazione, un'influenza dei partiti di destra e di estrema sinistra nei temi che il nuovo parlamento metterà in discussione".

Inoltre, se questi partiti, che vogliono cambiare l'Unione europea dall'interno, possono avere intenti comuni in materia di immigrazione, sono ben lungi dall'essere d'accordo su altre importanti questioni, come ad esempio l'atteggiamento da avere sulla La Russia di Vladimir Putin o il rispetto delle regole in merito di stabilità economica.

Sempre secondo le ultime proiezioni pubblicate dal Parlamento europeo, le due grandi famiglie tradizionali, il PPE e i socialdemocratici (S&D) a sinistra, si potranno vedere depauperate di ben 37 poltrone, perdendo così la loro maggioranza. I verdi, che potrebbero beneficiare del movimento pro-clima, in particolare in Belgio e in Germania, otterrebbero 5 seggi. Quindi si potrebbero creare 3 macro gruppi che andrebbero a determinare la maggioranza a seconda del tema trattato.

Questo insieme di alleanze sarà cruciale per i futuri dirigenti europei, incluso il successore di Jean-Claude Juncker a capo della Commissione, che vedra chiudersi il suo mandato subito dopo le elezioni.

Volkswagen taglierà 7.000 posti di lavoro in cinque anni. Ecco perché e che cosa ha in mente il colosso tedesco dell'auto

Volkswagen taglierà tra i 5.000 ed i 7.000 posti di lavoro al suo marchio principale VW nei prossimi cinque anni come parte degli sforzi per migliorare i guadagni di 5,9 miliardi di euro (6,7 miliardi di dollari) all'anno, ha detto il produttore tedesco. La casa automobilistica fa sapere che le perdite sarebbero, appunto, "il risultato dell'automazione delle attività di routine, ma che i pensionamenti avrebbero aiutato ad assorbire parte delle perdite e che sarebbero stati creati altri 2.000 posti di lavoro nello sviluppo tecnico". La società sta investendo enormi somme di denaro nella modernizzazione dei suoi sistemi IT e sta anche pianificando di ridurre la gamma di modelli e tagliare i costi dei materiali. "Le misure del programma di miglioramento degli utili consentiranno al nostro marchio di raggiungere un livello di rendimento competitivo del 6% nel 2022", ha detto in una nota il membro del consiglio di amministrazione Arno Antlitz.

(Fonte: Adnkronos)

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