updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019
Fabio Pasini

Fabio Pasini

Salvini, le donne e la satira del Fatto: quando è lecito il "sessismo" di chi dà lezioni di politicamente corretto?

La battuta non è male, è di quelle che fanno abbastanza ridere. E poi si sa che certi argomenti si prestano al divertimento collettivo, specie se associati a personaggi pubblici. La rubrica "La cattiveria" del Fatto Quotidiano prende di mira il leader della Lega con una battuta tutto sommato innocua: "Salvini vuole legalizzare la prostituzione. Comincia anche lui con le leggi ad personam".

Evidenti sono i richiami a uno storico bersaglio del giornale, Silvio Berlusconi, accusato di farsi confezionare norme utili ai propri interessi economici e alle vicende giudiziarie che lo riguardavano, noto per le sue licenziose consuetudini private per cui è stato a lungo quando fustigato quando deriso. Matteo come Silvio, s'intende con l'unghiata umoristica. Ergo si sostiene, simpaticamente, che anche a Salvini piacciono le... signorine.

Ora, ci hanno raccontato tutto o quasi delle "cene eleganti" di Arcore, ci hanno resi in tutti i modi informati sul "bunga bunga", ma non risulta alle cronache che il segretario del Carroccio (quello attuale), sia solito accompagnarsi con escort più o meno professioniste. Anzi, detto che l'apprezzamento per le donne da parte di un uomo non ci pare ancora così disdicevole, il Capitano, come lo chiamano i fedelissimi, ha alle spalle comunissime relazioni con rispettabilissime signore che gli hanno dato due figli, e ne intrattiene una, ormai famosa, con la conduttrice tv Elisa Isoardi.

Ecco, perché allora alludere ad personam alla prostituzione in riferimento al politico milanese? Non si vorrà mica dire che le donne belle che lavorano nello spettacolo sono tutte...? Sia come sia, era solo una battuta su maschi, femmine, eccetera eccetera. Basta che si possa sempre fare, senza che qualche censore o censora (si dice così, fidatevi), punti il suo ditino gridando al "sessismo"

Londra stoppa Uber. Niente licenza dal 30 settembre: "Non rispetta la sicurezza dei clienti"

L'annuncio dell'autorità dei trasporti della capitale britannica che ha giudicato il servizio di trasporto automobilistico privato "inadatto e inadeguato". Il sindaco Sadiq Khan approva "pienamente" la scelta. L'azienda annuncia che farà appello alla decisione: "A rischio il lavoro di 40 mila driver partner e si limita la libertà di scelta di 3 milioni e mezzo di londinesi che utilizzano la nostra app"


Duro colpo a Uber che a Londra si è vista ritirare la licenza di operare in città. L'annuncio è stato dato dall'autorità di regolazione dei trasporti della capitale britannica (TFL) che ha giudicato il servizio di trasporto automobilistico privato "inadatto e inadeguato", anticipando l'intenzione di non rinnovare la licenza in scadenza il prossimo 30 settembre.

La TFL ha lamentato come "l'approccio e il comportamento di Uber evidenziano una mancanza di responsabilità aziendale in merito a una serie di questioni collegate alla sicurezza pubblica". La società ha 21 giorni per presentare appello: in attesa della decisione Uber potrebbe continuare a operare.

Commentando la decisione - che sostiene "pienamente" - il sindaco di Londra Sadiq Khan ha osservato come "la fornitura di un servizio innovativo non dovrebbe avvenire a spese della sicurezza" dei clienti.

"Tre milioni e mezzo di londinesi che utilizzando la nostra app e più di 40mila driver partner che lavorano principalmente grazie a Uber rimarranno senza parole quando verranno a sapere di questa decisione". Così Tom Elvidge, general manager di Uber a Londra. "Revocando la nostra licenza di operare nella capitale - sostiene Elvidge - è stato assecondato un ridotto numero di persone che vogliono limitare le scelte dei cittadini. Se questa decisione dovesse essere confermata, oltre 40mila autisti partner di Uber rimarranno senza lavoro e Londra verrà privata di un modo di spostarsi conveniente e affidabile. Intendiamo fare appello subito per difendere il lavoro di tutti questi driver e il diritto di scelta di milioni di londinesi che utilizzano la nostra app".

(Fonte: Adnkronos)

"Regole dell'acqua, regole per la vita", a Milano il forum internazionale. Un premio dedicato all'impegno delle donne

Si terrà a Palazzo Isimbardi il 27 e 28 settembre il primo forum internazionale "Regole dell'acqua, regole per la vita". Sarà anche assegnato il premio "Women Peacebuilders for water" dedicato all'impegno e al ruolo delle donne sul tema. In giuria anche Livia Pomodoro che abbiamo intervistato. Ai nostri microfoni anche Arianna Censi, vicepresidente della Città Metropolitana di Milano, con cui abbiamo parlato inoltre del problema legato alla scarsa erogazione di risorse economiche per l'ente che rappresenta - (VIDEO)


Un premio che valorizza l'azione delle donne nella risoluzione dei conflitti legati all'acqua. Il 'Women peacebuilder for water award' è stato istituito in occasione del primo forum internazionale sull'acqua, 'Rules of Water", che si terrà a Milano il 27 e 28 settembre. Il premio, sostenuto dalla Fondazione Milano per Expo 2015, richiama la risoluzione dell'Onu del 31 ottobre 2000 su 'Donne, pace e sicurezza' sul contributo che le donne possono dare per la soluzione dei conflitti e una pace durevole. Tre le finaliste selezionate dalla giuria, composta tra le altre da Diana Bracco, Marta Dassù, Letizia Moratti, Livia Pomodoro: si tratta di Mara Tignino, coordinatrice della piattaforma per le regole internazionali riguardanti l'acqua del Ginevra Water Hub e ricercatrice dell'Università di Genova; Erika Weinthal docente della Nicholas School of the environment della Duke University Usa; e Amina Abdulkadir, somala, dove in Africa affronta problemi di condivisione dell'energia.

Assistenza ai malati di Alzheimer e attenzione alle categorie fragili, che cosa fa il Comune di Milano. Parla l'assessore Majorino

In occasione della XXIV Giornata Mondiale sull'Alzheimer, a margine di un convegno a Palazzo Marino dedicato a questo tema, l'assessore alle Politiche Sociali, Pierfrancesco Majorino, parla di come è articolata la Rete Alzheimer del Comune e degli ulteriori interventi necessari per far fronte alle problematiche legate ai casi di demenza, circa 20mila quelli stimati nel capoluogo lombardo. Intanto, a sostegno di altre categorie fragili a fine settembre prende il via uno sportello sul "Dopo di Noi". La nostra intervista

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