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updated 7:57 AM UTC, Aug 3, 2020

EVOLUTION … O ... REVOLUTION ?

EVOLUZIONE O RIVOLUZIONE? IL CAMBIAMENTO DEI TONI E DELLA SOSTANZA NELLA POLITICA ITALIANA


Il movimento Cinque Stelle ha in questi ultimi anni ribaltato completamente la visione della politica in Italia e ha man mano ricevuto sempre più consensi tra i cittadini oramai stufi dell’immobilismo politico ed economico che si era radicato nelle nostre aule parlamentari.
Se andiamo ad analizzare le ragioni di questo sempre più crescente rifiuto, notiamo che la motivazione regina è la litigiosità che si era diffusa tra i partiti tradizionali che non riuscivano più ad esprimere dei contenuti di ragionevolezza e stabilità.
Sicuramente il maggior peso di questo fallimento si evince nel PD che in tutte le sue trasformazioni ha perso sempre molti suoi seguaci a favore dei Cinque Stelle, ed all'aumento dei non votanti che raccolgono i delusi sia di destra, sia di centro o di sinistra che, non riconoscendosi più nelle scelte fatte, non vogliono, per loro conformazione mentale e sociale esprimere una nuova scelta. Una sorta di coerenza continua nella loro vita, per la delusione cocente che la loro scelta precedente ha prodotto.
I Cinque Stelle, hanno senza dubbio raccolto molte adesioni su di un parterre di votanti che si sentiva orfano dalla vecchia politica e voleva ancora contare sulle scelte future.
Non sono da sottovalutare anche i messaggi che il loro fondatore (Grillo) lanciava ed al seguito che è riuscito a raccogliere e a moltiplicare man mano che il movimento cresceva.
Poi ad un certo punto sono andati al potere insieme con Salvini, inutile dire che la Lega, molto più radicata sul territorio e molto abile nell'uso dei social, ha fatto una politica distruttiva verso i suoi compagni di percorso minando alla base l’alleanza.
Ma le frequentazioni di Palazzo, il trovarsi di fronte alla realtà dei fatti, alle analisi concrete, alle reali possibilità di incidere nella vita dei cittadini, ha sicuramente prodotto una maturazione profonda tra questo movimento che forse pensava in modo troppo semplicistico alla conduzione del Paese.
Messo di fronte alla realtà, il Movimento ha capito che doveva cambiare alleati e il modo di fare Politica, bisogna dare atto di un’umiltà nell'analisi e nelle scelte successive per il bene del Paese che fa onore a questi nuovi politici.
Renzi con la sua parte politica, hanno capito di essere entrati in una nuova era e hanno spinto per questa soluzione. Lui e molti del suo staff, attaccati e sbeffeggiati in precedenza, hanno saputo scegliere per l’interesse del Paese e andare oltre al rancore personale che poteva indirizzarli verso altre scelte.
Quando si dice da parte di Salvini “Gli Italiani prima di tutto”, non ci si deve fermare a delle mere enunciazioni, ma si deve pensare ai disastri che le nostre posizioni, le nostre parole, i nostri modi di fare provocano sui mercati Internazionali e conseguentemente nella vita di quegli italiani che menzioniamo.
Oggi Renzi, Di Maio, Zingaretti con le loro compagini politiche, uniti al Primo Ministro Conte, hanno dimostrato a differenza di Salvini , che per loro “gli interessi degli Italiani vengono prima di tutto”
Arch. Giuseppe De Gaetano

  • Pubblicato in Politica

Centrodestra, chi sarà il premier? A ciascuno il suo: Berlusconi dice Tajani, Meloni e Salvini si candidano. Ma i sondaggi dicono...

La coalizione di centrodestra è unita, ma non troppo. Certamente non lo è per quanto riguarda il nome del futuro, ipotetico, presidente del Consiglio. La legge elettorale consente a ciascun partito di esprimere simbolicamente la candidatura auspicata, più per rafforzare la propria propaganda che per aspettative reali. Ecco dunque che le due formazioni "sovraniste", Lega e Fratelli d'Italia, spingono i rispettivi leader, mentre Forza Italia, non potendo schierare l'ineleggibile Berlusconi, per bocca dello stesso Presidente, avanza il nome dell'europeista Antonio Tajani, anche per marcare la distanza con gli alleati anti-Ue. Intanto però i sondaggi dicono che l'asse "in blu" è sempre in testa ma ancora ben al di sotto della soglia del 40% che garantirebbe una maggioranza di governo. Tutti gli scenari sono ad oggi possibili


La scelta del premier è rimandata a dopo il voto, ma qualche nome comincia ad emergere, come quello di Antonio Tajani. "Io - ha detto Silvio Berlusconi a Rtl 102.5 - non ho ambizioni politiche, voglio vincere e scegliere il premier e la squadra di governo con i miei alleati. Se fosse possibile avere Tajani sarebbe una bellissima scelta, molto stimata a livello europeo, certo sarebbe una perdita per l'Italia a livello Ue. Oltre a lui ci sono altre due possibilità in campo ma non le dico ora. Con gli alleati ne abbiamo parlato ma prima dobbiamo vincere".

"Chi vota Lega - precisa il leader del Carroccio - sa che il presidente del Consiglio sarà Salvini, lo abbiamo scritto nel simbolo. Chi vota Forza Italia lo scoprirà... Commenterò il 4 marzo sera, quando gli italiani avranno votato, perché lo decidono gli italiani. Questo abbiamo deciso con Berlusconi: chi prende un voto in più fra Salvini e Berlusconi, che hanno un programma comune ma sono persone diverse, decide". 

"Tajani - va però all'attacco Giorgia Meloni ad Agorà - sarà il candidato di FI, non è il candidato di FdI. Sto facendo la campagnaper poter arrivare io a presidente del Consiglio dei ministri. Gli Italiani sceglieranno la proposta che li convince di più". (Fonte: Ansa)

Intanto il centrodestra cala leggermente (-0,5) ma resta saldamente in testa con il 36,7 per cento dei consensi, recupera qualcosa il Pd e sale il Movimento 5 stelle. Mentre gli indecisi sono al 37,3 per cento. E' questo lo scenario che emerge dal sondaggio Swg per il Messaggero.

Forza Italia è ferma al 16 per cento, mentre Lega e Fratelli d'Italia calano un pochino. Il centrosinistra, sospinto dal Pd a quota 24 per cento (+0,4 rispetto a settimana scorsa) e dalla crescita degli altri partiti, arriva al 28,1 per cento (+0,8).
Bene anche il Movimento 5 stelle che passano dal 27,3 al 27,8 per cento. Perde quasi mezzo punto Liberi e uguali (-0,4) 

Vota un gruppo sempre più ridotto di elettori. E questo si posizione, indica il sondaggio, su Forza Italia (15 per cento) e Pd (13 per cento), mentre raccoglie il 6 per cento la Lega e il 4 per cento M5s (4%). Il partito considerato "meno peggio" è sempre l'ultima ancora di salvataggio per il cittadino deluso: opzione attiva soprattutto per M5s (16%), Leu (15%) e Forza Italia (13). Pd e Lega si fermano al 9%. Tra gli indecisi il 29 per cento vuole capire le proposte dei partiti, il 22 voterà chi gli darà maggiori garanzie di stabilità e governabilità e il 15 per cento si orienterà sul meno peggio. 

Salvini vede la vittoria ma avverte: "Nel centrodestra Forza Italia e Meloni unici interlocutori. E voglio un patto anti-inciuci". Maroni premier? Ecco cosa ha detto...

La conferenza stampa del leader leghista che ha radunato i suoi dirigenti in vista delle elezioni del 4 marzo. Tra ottimismo e poca voglia di imbarcare riciclati e cavalli di ritorno il Matteo di Milano ci ha riservato anche qualche sorpresa - (VIDEO)


Matteo Salvini esclude categoricamente la possibilità di trattare, in vista delle elezioni del 4 marzo, con altri potenziali alleati che non siano Fi e FdI. "Evito di seguire le vicende di quarte, quinte o seste gambe, perché non è un problema mio. Penso che un governo possa stare anche su tre gambe, i miei interlocutori sono due: chi vuole fare esperimenti di eugenetica, se ne farà carico", ha detto infatti il segretario della Lega.

"Chiederò un impegno anti-inciuci" - La Lega si impegnerà in Parlamento "esclusivamente all'interno del centrodestra". "Anzi, chiederò un impegno anti-inciucio a tutti i segretari - ha spiegato -, i principali media tifano per il non risultato, per il grande inciucio, come con Monti. Ma noi comunque siamo autosufficienti".

"Chiamerò personalmente Berlusconi" - Al momento all'interno del centrodestra "non ci sono stati incontri e in agenda non ce ne sono. Oggi chiamerò personalmente Silvio Berlusconi e la settimana prossima parleremo di tutto il resto", ha fatto sapere. Sulla vittoria della Lega alle prossime elezioni il segretario leghista ne è quasi certo: "Vinceremo perché siamo l'unico partito che convoca i propri dirigenti il 3 gennaio".

"Maroni non sarà il candidato premier" - Matteo Salvini ha poi escluso che Berlusconi possa candidare Roberto Maroni come futuro premier. "Maroni era al Consiglio federale con Luca Zaia, lui e Zaia sono e saranno risorse fondamentali per la Lega e non per altri". Salvini, che nel simbolo elettorale ha indicato la sua candidatura a capo del governo, ha sottolineato che Maroni come Zaia è impegnato a "portare a casa" l'accordo con l'esecutivo per l'autonomia di Lombardia e Veneto, dopo i referendum regionali del 22 ottobre. (Fonte Tgcom24)

 

Pd, Gori: "Cerchi alleanze più ampie possibili per battere il centrodestra. Renzi? Un leader votato dal 70% del partito. Di Maio irrispettoso e supponente"

Parla il sindaco di Bergamo e futuro candidato del centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia. In un'intervista rilasciata a Milano l'esponente dem ha auspicato una coalizione di forze che consenta di vincere le prossime elezioni e di governare il Paese. Da parte suo anche sostegno al segretario del suo partito e biasimo nei confronti del vicepresidente pentastellato della Camera per aver rifiutato il confronto tv - (VIDEO) 

Toninelli (M5S) attacca pesantemente la Lega di Salvini: "E' indegna e noi non ci alleiamo con gli indegni"

Dal voto di fiducia alla "porcheria chiamata Rosatellum" al sostegno agli "impresentabili" di Musumeci in Sicilia: parole durissime del deputato pentastellato nei confronti del Carroccio con cui il Movimento 5 Stelle rifiuta ipotesi di accordo - (VIDEO)


Duro attacco alla Lega di Matteo Salvini da parte del deputato del M5S Danilo Toninelli. "La Lega è come tutti gli altri - ha detto in un'intervista alla Camera - in Sicilia sta con l'impresentabile Musumeci e una settimana fa ha addirittura votato la fiducia al Rosatellum svendendo così la democrazia: è indegna e Salvini e noi non ci alleiamo con gli indegni". Lo ha detto il deputato dei 5 stelle Danilo Toninelli, parlando con i cronisti alla Camera. A chi gli chiedeva se il Movimento 5 Stelle consideri o rifiuti a priori alleanze con altri partiti, Toninelli ha risposto: "Noi abbiamo un programma e se qualcuno è d'accordo lo voti insieme a noi;è chiaro che dobbiamo essere la prima forza politica per poterlo attuare".

Pd, Renzi riparte in treno: "Puntiamo al 40% per escludere grandi coalizioni". Che schiaffo a Mdp: "Tre blocchi in gioco, immagino che ci sarà anche la sinistra estrema..."

Partito da Roma Tiburtina il tour "Destinazione Italia". In viaggio col segretario dem Delrio, Martina, Rosato, Richetti, Bonifazi e Zingaretti. Prime tappe in Lazio, Marche e Umbria. "Abbiamo fatto questo viaggio in treno per smettere di parlarci addosso ed entrare nei problemi veri degli italiani", ha spiegato l'ex premier all'Abbazia di Farfa, in provincia di Rieti. "La politica fatta in mezzo alla gente - ha aggiunto - è tutta un'altra cosa. Parla dei problemi concreti, di come rilanciare l'industria, del terremoto, di agricoltura. Campagna elettorale? È una campagna di ascolto" - (VIDEO)


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Al via dalla stazione Tiburtina di Roma il treno del Pd "Destinazione Italia", con il quale Matteo Renzi per due mesi attraverserà il Paese. "Pronto per il viaggio in treno di ascolto dell'Italia e degli italiani, buon viaggio a tutti noi", ha scritto il segretario Dem ieri mattina su Instagram, prima di giungere al binario 2 per la partenza del convoglio di cinque vagoni. Sulla livrea sono raffigurati i paesaggi della penisola, a far da sfondo alla scritta "Destinazione Italia" e al logo del Pd. Ad accompagnare Renzi nella prima tappa del viaggio c'erano i ministri Graziano Delrio e Maurizio Martina, il capogruppo Ettore Rosato, il portavoce del partito Matteo Richetti, il tesoriere Francesco Bonifazi e il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti. Il treno ha toccato tre Regioni: Lazio, Marche e Umbria. Fara Sabina, Civita Castellana, Narni, Spoleto e Fano le stazioni di sosta.

"Iniziamo un viaggio dentro il cuore dell'Italia. Io non faccio discorsi - ha promesso Renzi a bordo - è un viaggio per prendere appunti: si impara più due ore a Fara Sabina o Civita Castellana che a stare chiusi nelle stanze tradizionali. E' un viaggio di ascolto, ma anche di impegno, perché in queste zone abbiamo fatto già qualcosa. E' semplice, tranquillo, anche molto umile: andare ad ascoltare. Si parla spesso di voto utile, io credo molto nel voto umile".

"Il Partito democratico, con tutti i suoi difetti - ha dichiarato il segretario dem - è l'unica forza politica di sinistra in Europa ancora credibile e in grado di vincere, nonostante l'atteggiamento tipico - del Pd prima della stampa - di guardare solo le cose che non vano. Ovviamente - ha detto l'ex premier - il Pd è pronto ad aprirsi al dialogo con tutti: campagna di ascolto, più che iniziativa di campagna elettorale vecchia maniera.  Sulla manovra approvata ieri, pieno sostegno al governo. Con questa legge elettorale, se passerà al Senato e speriamo che accada, se una coalizione raggiunge più o meno il 40%, avrà la maggioranza e i numeri per governare da sola. Abbiamo preso il 40% alle europee ed è stato un bel risultato, il 40% al referendum e non lo è stato. Non c'è due senza tre. Lo scopriremo solo vivendo, se guardi i sondaggi io credo che ci possa essere. La larga coalizione? Vorrei vincere le elezioni, vorremmo escludere la grande coalizione perché vinciamo noi. Non abbiamo veti verso nessuno. Punto. Ci interessa capire di cosa si discute e come si discute. Alle elezioni ci saranno centrodestra, centrosinistra col Pd come perno fondamentale ma non solo, e i Cinque stelle. La partita sarà in tre blocchi. Siamo per discutere di cose concrete e non fare polemiche con nessuno. Poi - ha aggiunto - immagino che ci sarà la sinistra estrema...". 

(Fonte: Ansa)

Sinistra, Pisapia senza Speranza: "Non può aspettare? Buon viaggio..."

L'ex sindaco di Milano e leader di Campo Progressista liquida le dichiarazioni dell'esponente di Mdp-Articolo 1 in merito all'uscita del gruppo dalla maggioranza: "Non credo nella necessità di un partitino del 3%, credo in un movimento molto più ampio, molto più largo e soprattutto capace di unire, non di dividere". La distanza con Vendola e SI: "In questa fase a loro non interessa cambiare il Paese, ma ricostruire una area che, però alla fine, sarebbe solo di testimonianza. Chiedo rispetto ma il nostro obiettivo è un altro, noi vogliamo cambiare le cose"


"Non c'è problema. Buon viaggio a Speranza, sono sicuro che ci ritroveremo in tante battaglie". Lo ha detto l'ex sindaco di Milano e leader di Campo Progressista, Giuliano Pisapia, rispondendo a una domanda dei giornalisti a margine di un incontro a Mesagne, in provincia di Brindisi, in merito alle dichiarazioni di Roberto Speranza di Mdp-Articolo 1 che ha sottolineato come il tempo dell'attesa sia finito e di poter andare avanti anche senza Campo Progressista.

"Io continuo in quello che ho sempre detto - ha rimarcato Pisapia - non credo nella necessità di un partitino del 3%, credo in un movimento molto più ampio, molto più largo e soprattutto capace di unire, non di dividere".

"Quando come delegazione di Mdp sono andato a parlare con il presidente Gentiloni non a fare ricatti ma a fare richieste di giustizia sociale" come "il diritto salute", "qualche assicurazione l'abbiamo avuta" ha spiegato Pisapia parlando a Mesagne, aggiungendo particolari su quell'episodio nei rapporti con Mdp.

"Abbiamo fatto un percorso condiviso all'unanimità dai gruppi" su come votare in aula sul Def, "il problema è stato che potevano almeno avvisare quantomeno che quello stesso giorno il loro sottosegretario si sarebbe dimesso e che sarebbero usciti dalla maggioranza".

Nel momento in cui da parte del governo "c'è un annuncio importante", in cui "hai la prospettiva di un'azione concreta" e vicina alla richieste della sinistra, "esci dalla maggioranza? Problemi loro, potevano aspettare una settimana e quantomeno avvisare chi era andato dal presidente del Consiglio, altrimenti sembra una presa in giro".

LEGGE ELETTORALE - "Con una legge di stampo proporzionale come il Rosatellum 2.0, ci possono essere due o tre liste che devono però poi trovare unità in un’ipotesi di governo. Oggi ognuno deve fare la sua battaglia avendo ben presente che l’avversario non è quello che ci sta vicino, ma le destre e i populismi" afferma Pisapia.

"Il primo Rosatellum era molto meglio di quello attuale, bilanciato in senso maggioritario, si potevano scegliere i candidati più stimati sul territorio. Invece è diventato sbilanciato sul proporzionale. E per il concetto che ho di democrazia per me rimane anomalo che ci siano le liste bloccate. L’ideale per il Paese sarebbe ritornare al Mattarellum per permettere ai cittadini di scegliere i propri candidati e dare la responsabilità ai partiti di candidare le persone migliori sul territorio” dice il leader di Campo Progressista

IUS SOLI - Per Pisapia "non è accettabile che una maggioranza si spacchi su una norma di civiltà e semplice buon senso etico e giuridico come lo Ius Soli, è una maggioranza perdente".

"Questo dimostra - sottolinea - che non si possono fare alleanze con il centrodestra. Minori, bambini e bambine che in tutta Italia frequentano le nostre scuole, che hanno genitori che lavorano regolarmente e pagano le tasse, sono già persone integrate. Dobbiamo riconoscere i doveri e i diritti di tutti i cittadini. A questo serve lo Ius Soli”.

VENDOLA - Le critiche di Nichi Vendola? "Umanamente e personalmente mi fa soffrire. Con Nichi abbiamo fatto tante battaglie, per me è stato un punto di riferimento. Non riesco a comprendere questa volontà, peraltro dicendo cose che non rispondono alla verità, di attaccare le mie posizioni - dice Pisapia - Sinistra italiana è coerente dal suo punto di vista. La loro posizione è che serve un quarto polo. In questa fase a loro non interessa cambiare il Paese, ma ricostruire una sinistra che, però alla fine, sarebbe solo di testimonianza. Chiedo rispetto ma il nostro obiettivo è un altro, noi vogliamo cambiare le cose".

(Fonte: Adnkronos)

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