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Sbarchi, i numeri della linea Salvini: dall'inizio dell'anno 155 arrivi contro i 2.730 del 2018 nello stesso periodo. Il ministro esulta: "Finiti gli affari di scafisti, trafficanti e mafiosi"

I dati pubblicati dal Viminale con un report aggiornato alle 8 di questa mattina. Il leader leghista sicuro della sua politica: "Meno partenze, meno morti". Ieri la Guardia costiera libica aveva recuperato aveva recuperato 393 migranti riportandoli indietro. E Di Maio attacca la Francia: "Apra i suoi porti" 


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Tutti sani e salvi, e riportati indietro, i 393 immigrati recuperati dalla Guardia Costiera libica nella giornata di ieri. Lo fa sapere il Viminale. In particolare, 143 sono stati riportati a Tripoli, 144 a Misurata, 106 ad al-Khoms. "La collaborazione funziona, gli scafisti, i trafficanti e i mafiosi devono capire che i loro affari sono finiti. Meno partenze, meno morti, la nostra linea non cambia”, commenta il ministro dell'Interno Matteo Salvini.

I migranti sbarcati in Italia dall'inizio dell'anno, ad oggi, sono 155. L'anno scorso erano stati 2.730. Lo si apprende dai dati del Viminale.
Le nazionalità dichiarate al momento dello sbarco da parte dei migranti sono: 57 provenienti dal Bangladesh, 38 dall'Iraq, 31 dalla Tunisia, 13 dall'Iran, 9 dall'Egitto, 2 dalla Russia, 2 dal Sudan, 2 dal Pakistan, uno dal Gambia.

Di Maio, salvataggi in mare spettano a Libia  - "Abbiamo richiamato la guardia costiera libica perché ci aspettiamo da loro i salvataggi in mare". Lo ha detto il vicepremier Luigi Di Maio parlando a Rtl 102,5 della nuova emergenza migranti di ieri. Nel corso della trasmissione, il vicepremier ha poi ribadito le critiche alla Francia ed è tornato sul 'franco delle colonie' con cui Parigi "impoverisce" l'Africa. "Per far restare gli africani in Africa - ha sottolineato - basta che i francesi stiano a casa loro. La Francia cominci ad aprire i porti. I migranti li portiamo a Marsiglia finché non la smettono di stampare a Lione la moneta per l'Africa".

 

(Fonte: Ansa)

Satira, la mano pesante di Sabina Guzzanti sulla Meloni: "Prima i campi di concentramento per gli italiani"

Toni decisamente forti nella nuova edizione dello show satirico ideato e realizzato dall'artista romana, nota per il suo impegno politico. Farà certamente discutere la sua imitazione della leader di Fratelli d'Italia maltrattata sulle posizione che esprime in materia di immigrazione e accoglienza. Il personaggio è certamente riuscito, così come quello della giornalista "aggratis" che dopo il collegamento da Montecitorio dovrà dedicarsi al lavoro di dog-sitter per portare a casa qualcosa. Sul resto si può discutere, ma non saremo noi a farlo - (VIDEO)


Giorgia Meloni piuttosto maltrattata da Sabina Guzzanti che ripropone l'imitazione della presidente di Fratelli d'Italia nella nuova edizione del suo Tg Porco. Tema l'immigrazione, l'accoglienza e il diritto d'asilo. "Basta immigrati che vengono in Italia", dice Guzzanti-Meloni, "ci rechiamo noi in Africa e con dei banchetti sapientemente collocati, il richiedente asilo viene e compila questo modulo. Noi prendiamo le informazioni necessarie e gli diciamo 'grazie, le faremo sapere noi'".

Alcuni passaggi sono certo pesantini: "Spendiamo quattro miliardi e mezzo per 'sti campi di concentramento dei profughi quando - fa dire all'ex ministra - ancora l'Italia, lo ribadiamo, i campi di concentramento per gli italiani non li ha". A cosa servono tutti quei soldi? "I soldi - spiega Giorgia-Sabina servono per pagare la Libia per fare fuori quelli che arrivano da sotto. Perché dobbiamo a stare perde tempo?". 

Maroni: "I sindaci non vogliono gli immigrati? Fanno bene. La Lombardia è satura e al ministro dell'Interno ho detto basta"

Il governatore a ilComizio.it dichiara di aver dato a Minniti la disponibilità per individuare insieme un sito sul territorio regionale un sito per allestire un centro di identificazione ed espulsione, ma anche di avergli ribadito la sua contrarietà ad accogliere ulteriori stranieri: "Non sono profughi, sono clandestini, pardon, irregolari...". La nostra intervista - (VIDEO)


"I sindaci che non vogliono altri immigrati fanno bene. Non sono profughi, ma irregolari. Io ho parlato con il ministro dell'Interno e mi sono dato disponibilità a individuare con lui un sito in Lombardia per fare il centro di indentificazione ed espulsione, ma gli ho ribadito anche la mia contrarietà ad accogliere ulteriori immigrati, perché nella nostra regione ne abbiamo già accolti tanti e ormai il territorio è saturo". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti al suo arrivo all'inaugurazione di "Made Expo".

"Visto che in governo ha detto no alla nostra richiesta di 'election day', deciderò insieme al collega Luca Zaia la data per celebrare il referendum sull'autonomiaEntro quest'anno il Lombardo-Veneto voterà per la sua autonomia", ha poi dichiarato Maroni, rispondendo a una domanda in proposito de ilComizio.it. E sul ministro Orlando candidato alla segreteria del Pd, sempre rispondendo a noi, il governatore ha detto "Lo stimo, ma non entro in casa d'altri".

Sicurezza e immigrazione, Rozza apprezza le misure del governo: "Ora c'è più chiarezza. I leghisti? Bravi a parole..."

L'assessore della giunta Sala commenta i provvedimenti annunciati dall'esecutivo dopo le decisioni adottate dal Consiglio dei ministri: "Ci aiuteranno a gestire in maniera più ordinata i flussi dei migranti e per una volta si mettono punti fermi per cominciare a costruire un sistema di rimpatri che funzioni". Ai microfoni de ilComizio.it: "Vi spiego perché è giusta una stretta sul fenomeno. Siamo per l'accoglienza, ma anche per la legalità e contro la tratta di esseri umani. Basta aree grige" - (VIDEO)

Sicurezza, Maroni critica il governo: "Più poteri ai sindaci? Troppo pochi. Quando c'ero io invece..."

Il presidente della Regione Lombardia commenta le misure annunciate dall'esecutivo dopo che il Consiglio dei ministri, su proposta del responsabile del Viminale, Marco Minniti, ha approvato un decreto che realizza un patto per dare più poteri agli amministratori dei Comuni. Il governatore parla anche di gestione dell'immigrazione e pung Sala sul post Expo. La nostra intervista - (VIDEO)


ANCORA TROPPI POCHI I POTERI AI SINDACI - "Va bene dare più potere ai sindaci, però questi che sono stati dati sono troppo pochi. Io avevo dato, da ministro dell'Interno, poteri veri, mentre in questo caso non si è andato fino in fondo". E' una reazione tiepida quella di Roberto Maroni, presidente della Regione Lombardia, sulle misure annunciate dal governo in tema di sicurezza dopo che il Consiglio dei ministri, su proposta del ministro dell'Interno, Marco Minniti, ha approvato un decreto che realizza un patto tra prefetto e sindaci per dare loro più strumenti. Secondo il governatore lombardo non basta dunque il cosiddetto "Daspo urbano" previsto nella legge: un allontanamento che può durare fino ad un anno per chi reitera i reati una stessa città. "Il vero potere da dare ai sindaci e' il potere di ordinanza - ha affermato Maroni a margine del "112 day" - per gestire la sicurezza nel comune, per qualunque necessità", un provvedimento preso, a detta sua, proprio da lui quando era titolare del Viminale: "Questo avevo fatto: avevo dato ai sindaci il potere di ordinanza anche non contingibile e urgente, purtroppo non è stata riproposta questa iniziativa". 

BENE CIE, MA NON BASTA – Per il numero uno di Palazzo Lombardia, sono deboli anche gli interventi in materia di immigrazione clandestina. "Sui CIE – ha osservato il governatore – sono d’accordo, ma un CIE da 100 posti, in una regione come la Lombardia, dove ci sono 22.000 immigrati clandestini, mi pare serva a poco, se non ci sono altre misure. E la prima di queste, sono i respingimenti e fare i campi profughi in Libia, per evitare che partano".

 

A chi gli chiedeva di commentare le parole del sindaco di Milano, Beppe Sala, che ha proposto di estendere i controlli antimafia preventivi anche su tutto il post Expo, Maroni ha risposto con una frecciata all'ex commissario unico dell'esposizione universale: "Sì, se fosse stato fatto già per Expo non sarebbe stato male".

Immigrazione, Maroni: "Minniti non cambi idea sui Cie. E Dall'Europa zero risultati. Il 2 febbraio vedrò Donald Trump"

Il presidente della Regione Lombardia auspica che il ministro dell'Interno mantenga i propositi espressi a fine dicembre scorso durante un vertice in Prefettura a Milano e commenta le politiche allo studio dell'Unione Europea che prevedrebbero anche un blocco navale al largo delle coste libiche per controllare le partenze dei barconi: "Da anni Bruxelles fa solo annunci senza alcuna concretezza". L'intervista de ilComizio.it - (VIDEO)


"A Roma Minniti ha parlato dei Cie in maniera diversa rispetto a quanto aveva fatto a Milano. Secondo me, l'ha fatto sotto la pressione di alcuni governatori di centrosinistra che non vogliono i Cie. Se fosse così, mi dispiacerebbe. Io gli do credito, rimango a quanto ha detto a Milano al comitato per l'Ordine e la sicurezza. Spero non cambi idea. Aspettiamo i fatti concreti, perché fino ad ora abbiamo ascoltato solo parole".

Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, conversando con i giornalisti, su precisa domanda de ilComizio.it, a margine dell'inaugurazione dell'anno accademico dell'Università degli Studi di Milano, a proposito dell'emergenza immigrazione. Duro il giudizio del governatore sulle politiche allo studio dell'Unione europea: "Da anni l'Ue annuncia, sta pensando, ha programmi... Concretezza zero, risultati zero".

Sempre sollecitato da noi Maroni ha anche detto: "Vedrò il presidente americano Donald Trump il 2 di febbraio al 'National prayer breakfast'". Il presidente lombardo sarà negli Stati Uniti, "fra Washington e New York, e - ha sottolineato - parteciperò a un incontro alle Nazioni Unite sul tema dell'immigrazione. Voglio capire se loro hanno programmi, progetti, idee".

Immigrazione, rissa tra extracomuntitari nel centro d'accoglienza di Alghero. Bastoni, cinghie e forchette come armi

Mentre si discute sull'intenzione del governo di approntare un Cie in ogni Regione italiana, in Sardegna scoppia una violenta lite tra un gruppo di marocchini e bengalesi che si erano già affrontati nei giorni scorsi


Cinghiate, colpi di bastone e forchette usate come armi bianche. Così ieri sera si sono affrontati una decina di extracomunitari ospiti del centro di accoglienza Vel Marì di Fertilia, in comune di Alghero (Ss). I protagonisti della rissa sono bengalesi e marocchini che sembra si fossero già affrontati nei giorni scorsi, senza però arrivare a gravi conseguenze. Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Alghero che hanno inviato un rapporto alla procura ordinaria e a quella dei minori di Sassari, in quanto sei degli extracomunitari coinvolti sono minorenni. Alcuni sono stati medicati al pronto soccorso.

(Fonte: Adnkronos)

Immigrazione, Corrado (M5S): "I Cie non funzionano perché non si fanno le espulsioni"

Il consigliere comunale pentastellato a Milano commenta ai microfoni de ilComizio.it l'intenzione espressa dal ministro dell'Interno Minniti di aprire un centro di accoglienza in ogni regione italiana: "Il 70% dei richiedenti asilo non ha diritto a restare, ma noi li ospitiamo per anni. Bisogna cambiare prospettiva" - (VIDEO) 


"Evidentemente il sistema di accoglienza attuato in Italia non è stato idoneo a risolvere la questione così come si è presentata nella nostra società. I Cie non sono la soluzione, si deve rivedere integralmente il tutto. Perché si possa giungere a una vera accoglienza e una vera integrazione, bisogna destinare ingenti risorse ai rimpatri, così che chi ha diritto a rimanere nel nostro Paese possa essere realmente integrato, mentre chi non ne ha diritto non deve drenare risorse agli altri. Al momento è evidente che le espulsioni non si fanno. E' accertato che circa il 70% dei richiedenti asilo non ha il diritto allo status di profugo; quindi finché non si decide di rimpatriare chi non ha diritto a restare è inutile determinare altre questioni, spostando sempre in avanti il problema. Dobbiamo rivedere tutta la questione da un'altra prospettiva". 

Lo ha detto ai microfoni de ilComizio.it il consigliere comunale del Movimento 5 Stelle a Milano, Gianluca Corrado, in merito all'intenzione espressa dal ministro dell'Interno, Marco Minniti, di aprire un centro di accoglienza in ogni regione italiana.

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