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updated 10:26 AM UTC, Jul 3, 2020

Milano, matrimoni fittizi e finiti esami d'italiano: la rete che favoriva l'immigrazione clandestina. Cinque arrestati e 78 indagati

Un'indagine della polizia di Milano su matrimoni fittizi e falsi esami di conoscenza della lingua italiana per favorire l'immigrazione clandestina ha portato all'arresto di 5 persone, mentre altre 78 sono indagate. In manette sono finiti due italiani e tre stranieri ritenuti responsabili, a vario titolo, di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina, induzione al falso ideologico in atti pubblici, corruzione e rivelazione di segreti d'ufficio. Le indagini, coordinate dalla Procura di Milano, sono state svolte nei confronti di cittadini stranieri, prevalentemente nordafricani, titolari di Caf o centri disbrigo pratiche per extracomunitari


La “Fabbrica di matrimoni” scoperta a Milano nel 2017

Già nell'aprile del 2017 a Milano era stato scoperta una "fabbrica" di matrimoni misti attraverso una agenzia illegale che offriva nozze simulate e perfino finte assunzioni in aziende. Obiettivo era fare ottenere il permesso di soggiorno agli stranieri in cambio di denaro. I finanzieri del comando provinciale di Milano avevano eseguito cinque ordinanze di custodia cautelare in carcere per associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina e all'occupazione abusiva di case popolari.  L'altra attività in cui il gruppo era specializzato consisteva nel reperire appartamenti case Aler di Milano da assegnare ai richiedenti attraverso il rilascio di falsi contratti.

(Fanpage)

Serie di accoltellamenti a Reading: "E' terrorismo". Fermato richiedente asilo libico, in Inghilterra torna la paura

Tre persone sono morte ed altre tre sono rimaste gravemente ferite per la serie di attacchi avvenuti sabato notte nel parco di Forbury Gardens, a Reading, circa 70 chilometri a ovest di Londra. Il premier Boris Johnson: "Inorridito. Se c'è da imparare una lezione la impareremo e non esiteremo ad agire quando necessario"


E' un richiedente asilo libico e si chiama Khairi Saadallah il 25enne arrestato ieri a Reading, in Inghilterra, con l'accusa d'aver accoltellato 6 persone in un parco cittadino, uccidendone tre. Lo riferiscono fonti dell'intelligence all'agenza Pa, precisando che la vicenda - considerata di natura terroristica dalla polizia locale - ha a che fare anche con un problema di 'salute mentale'. Il giovane, residente a Reading, risulta essere stato già in carcere in passado, ma per presunti reati minori di criminalità comune.

L'attacco, avvenuto sabato notte nel parco di Forbury Gardens, a Reading, circa 70 chilometri a ovest di Londra, è considerato come un atto 'di natura terroristica'. Lo ha reso noto la polizia britannica che durnate la notte scorsa aveva invece annunciato che le indagini riguardavano un fatto criminale e non seguivano la pista del terrorismo. 

Il premier britannico Boris Johnson si è detto "inorridito" dell'accaduto ed ha espresso la sua vicinanza alle vittime e la sua solidarietà a servizi di emergenza. Ha inoltre assicurato che il suo governo "non esiterà" a prendere tutte le eventuali iniziative necessarie. "Se ci saranno lezioni da trarre lo faremo e non esiteremo ad agire", ha detto.

La ministra dell'Interno britannica, Priti Patel, ha parlato in un messaggio di "un incidente serio", dicendosi vicina alle persone colpite e alla polizia locale. La polizia ha anche escluso che l'attentato possa essere collegato a una protesta del movimento Black Lives Matter svolta poco prima nella stessa zona. 

  • Pubblicato in Esteri

Razzismo e immigrazione, tutti a lezione dal capo sardina: "Noi siamo per lo ius soli puro, ma prima educhiamo gli italiani"

"Noi saremmo per lo ius soli puro, ma siamo convinti che prima serva un’opera di sensibilizzazione, di educazione". Lo dice all'AdnKronos, Mattia Santori, leader delle Sardine, dopo la manifestazione di ieri a Piazza del Popolo, a Roma, convocata in memoria di George Floyd e contro il razzismo, nel corso della quale si è levata la richiesta di approvare la legge per la cittadinanza ai figli dei migranti nati in Italia.

Santori spiega di essere favorevole a una cittadinanza concessa a chi nasca nel nostro territorio, sul modello americano, ma ammette che "quando i diritti umani vengono calpestati per meri fini propagandistici, è difficile affrontare certi temi". Quindi "prima di parlare di ius soli, bisogna bonificare la narrazione farlocca e strumentale portata avanti da certi personaggi della politica e bisogna finalmente avere il coraggio di fare i conti con la Storia".

"Questo è l’unico modo che abbiamo per dare dignità ad un argomento così importante e per sottrarlo al rischio di strumentalizzazione", conclude Santori.

 

(Fonte: Adnkronos)

Fase 2, Zaia: "Linee guida inapplicabili. Così spiagge e ristoranti non riaprono". E sulla sanatoria per i migranti: "Non l'avrei fatta. Nei campi tanti italiani. Chiediamo prima a loro se davvero non vogliono lavorare nell'agricoltura"

"Oggettivamente stanno calando i ricoveri e le terapie intensive in maniera vistosa, e abbiamo anche negativizzazioni in ricovero. Sono passati 10 giorni dal 4 maggio, e se c'era la preoccupazione della reinfezione dopo la 'liberazione' di un milione e 200 mila veneti, ad oggi non abbiamo contezza o segnale di focolai", ha detto in conferenza stampa ai giornalisti il presidente del Veneto Luca Zaia


Zaia: «Il 18 riapro tutto, la mia linea è vincente. E non si ...

"Abbiamo il massimo rispetto del lavoro fatto dall'Inail, ma le loro guida sono inapplicabili: così non si apre, un esempio per tutti, le spiagge e i ristoranti. Certo, Sono prudenziali ma non funzionano". Lo ha ribadito oggi il presidente del Veneto, Luca Zaia oggi nel corso del punto stampa. "E poi, se dovessimo guardare ai parametri dell'Iss, il Veneto può affrontare qualsiasi apertura", ha tenuto a sottolineare Zaia che ha quindi ricordato che "il Veneto chiede di aprire molte attività: il settore del commercio, bar, ristoranti, parrucchieri, barbieri e centri per l'estetica, centri sportivi, palestre e piscine. Abbiamo già concordato le nostre linee guida con gli operatori". "Chiediamo che nel Dpcm ci sia la delega alle Regioni di applicare linee guida alternative a quelle dell'Inail. Perché se così con fosse, nessuno può derogare e non si può aprire. Deve essere il Dpcm che ce lo permette", ha spiegato.

E ancora: "Le linee dell'Inail sono discrezionali, i famosi 4 metri sono frutto di un lavoro al tavolino da parte dei tecnici, i nostri dicono altre misure", ha sottolineato ancora aggiungendo: "Non è una norma automatica, ma deve essere mediata dell'umanità di quelli che ci lavorano. abbiamo un'intesa verbale con il presidente del Consiglio su linee guida generali e poi la delega alle linee di apertura delle Regioni. Per certi settori economici sono impossibili da mettere in pratica, basti pensare all'Harry' Bar di Cipriani: con quelle norme potrebbe avere un solo tavolo al piano terra ed uno al primo piano. Perché non avere un approccio mitteleuropeo? In Germania o in Austria danno solo indicazioni di massima con delle icone", ha spiegato.

"Non abbiamo ancora pronto il documento con le linee guida - ha detto ancora - vogliamo vedere cosa esce anche dalle altre regioni per uniformare i parametri. Sono convinto che tra governatori ci debba essere uniformità, stiamo attendendo per evitare che escano dati che vadano male interpretati. Le nostre linee guida vogliono dare la massima sicurezza cittadini, lavoratori e clienti. E l'uso della mascherina è fondamentale".

"Come governatori lavoriamo per macroaree perché ci siano orientamenti uniformi - ha spiegato Zaia - ci stiamo scambiando bozze delle linee guida e delle ordinanze, non so cosa faranno le regioni che non hanno linee guida, se poi il Dpcm dice che sono facoltative e allora cambia tutto".

Poi l'annuncio: "E' la tragedia nella tragedia quella dell'accudimento dei minori. Noi inseriremo nell'ordinanza del Veneto, l'apertura di tutti i servizi dagli 0 ai 14 anni: dalla fattoria didattica, all'asilo, ai giochi gonfiabili, ai centri estivi, ai grest. Se passa questa linea noi la settimana prossima apriamo tutto, anche tutti i centri estivi, i grest e le scuole paritarie".

"No alla regolarizzazione dei migranti. Io non l'avrei fatta", ha quindi affermato commentando la decisione presa ieri dal governo. "Se c'è bisogno di manodopera per le nostre campagne bisognerebbe chiedere anche ai nostri concittadini se davvero non vogliono andare a lavorare in campagna. Io ho visto tanti frutteti e campagne in Veneto dove a lavorare sono tutti italiani e quindi io non avrei fatto una sanatoria per i migranti", ha detto ancora.

Per quanto riguarda il bollettino del giorno, in Veneto "stanno calando i ricoveri e le terapie intensive in maniera vistosa e abbiamo anche pazienti negativizzati in ricovero negli ospedali. Sono passati 10 giorni dal 4 maggio quando si è aperto con i codici Ateco, e se c'era la preoccupazione della reinfezione dopo la 'liberazione' di un milione e 200 mila veneti, ad oggi non abbiamo contezza o segnali di focolai".

"Stiamo procedendo - ha aggiunto il governatore - con gli accordi per gli spostamenti tra Regioni; abbiamo chiuso con il Friuli Venezia Giulia, lo abbiamo fatto con il Trentino, stiamo procedendo con le altre regioni".

Regolarizzazione per mezzo milione di immigrati: verso l'accordo tra Pd, M5S. Iv e LeU. I grillini provano a inserire dei paletti

BELLANOVA, BUONA NUOVA... Sarebbe stata raggiunta un'intesa sulle regolarizzazioni dei migranti che lavorano nel settore agricolo. A quanto si apprende da fonti di tutti i partiti di governo, nel vertice di questa notte si sarebbe siglato un compromesso sulla norma di cui si discute da giorni: accanto all'istanza del datore di lavoro ci sarà anche l'istanza del lavoratore, che otterrà un permesso temporaneo di sei mesi, convertibile in permesso di lavoro alla sottoscrizione del contratto, ma con verifiche più stringenti che provino di aver svolto in passato attività lavorativa nel settore agricolo


Il clandestino che si dice gay viene salvato dai magistrati ...

"Sul tema dei lavoratori stagionali, rimaniamo fortemente contrari rispetto a qualunque intervento che si configuri come una regolarizzazione indiscriminata - scrive in una nota il Movimento 5 Stelle -. Non riteniamo questa una soluzione che possa rispondere alle reali esigenze nostre aziende del settore agroalimentare. Confermiamo il nostro principio di partenza: il permesso di soggiorno deve essere legato ad un contratto di lavoro, non viceversa". "Resta poi confermato il nostro fermo 'no' rispetto a qualunque ipotesi di sanatoria sui reati commessi. Non possiamo immaginare che possa farla franca chi si è macchiato di caporalato, di sfruttamento delle persone. Questo significherebbe, tra l'altro, anche prendersi gioco di tutte quelle aziende oneste che invece hanno sempre rispettato le leggi e rispettato i diritti dei lavoratori. Se vogliamo dare un segnale forte e chiaro, dovremmo inasprire le pene e aumentare i controlli".


Rassegna stampa

da Repubblica

L'accordo sulla regolarizzazione dei migranti che lavorano nei campi e come badanti e colf "in nero" è stato raggiunto. Nella maratona notturna tra il premier Giuseppe Conte e i capi  delegazione dei partiti della maggioranza giallo-rossa, in cui ogni punto del decreto Rilancio è stato oggetto di lunghe discussioni e mediazioni, all'una e mezza di notte, è stato tratto il dado anche sulla sanatoria.

"Un buon compromesso"

In vista del pre consiglio dei ministri (fissato oggi per le 14) e del cdm in serata, Teresa Bellanova, la ministra dell'Agricoltura che, insieme con il dem Peppe Provenzano, responsabile del dicastero del Sud, più hanno spinto per la regolarizzazione, erano ottimisti. Salvo ultimi colpi di coda dei 5Stelle, che di regolarizzazione non volevano sentire parlare, soprattutto non da inserire nel decreto Rilancio, il provvedimento per ora c'è. 

"Rifiniture sono in corso", commenta ancora prudente Bellanova che è stata anche oggetto di pesanti attacchi e insulti sul web per la sua battaglia. Comunque per il Viminale il testo è un buon compromesso. La ministra Luciana Lamorgese non aveva mai dubitato che si sarebbe raggiunta l'intesa. Manca un ultimo miglio, ma se i nodi politici non si aggrovigliano, nel decreto si varerà anche la regolarizzazione.

Il Pd ha spinto perché oltre a braccianti e raccoglitori, fosse inserito anche il lavoro domestico. I 5Stelle hanno ottenuto che i permessi temporanei, che sono comunque di sei mesi e per ricerca di lavoro, siano subordinati a un controllo dell'Ispettorato del lavoro. Solo infatti se l'Ispettorato certificherà che gli immigrati, che ne fanno richiesta, hanno già lavorato in quei settori in passato, potranno ottenere il permesso di ricerca di lavoro per sei mesi in attesa di trasformarlo poi in permesso di lavoro vero e proprio.

"Regolarizzabili" mezzo milione di stranieri

Non si fanno numeri al Viminale. Ma i "regolarizzabili" potrebbero essere 500 mila stranieri. Infatti le leve di regolarizzazione sono due: quella dei permessi di ricerca di lavoro (con il vaglio dell'Ispettorato del lavoro) e alla fine per sei mesi, ma soprattutto quella che affida al datore di lavoro l'emersione del lavoro "in nero". Vale ovviamente per italiani e stranieri. Il ministro del Sud, collegato questa notte con la video riunione, si è battuto perché l'emersione fosse da intendersi il più ampia possibile. Ai lavoratori stranieri a cui il datore di lavoro garantisce il contratto, sarà dato un permesso di soggiorno della durata del contratto di lavoro. I datori di lavoro che dichiarano le pregresse irregolarità avranno uno scudo penale e amministrativo.

La ministra del Lavoro, la grillina Nunzia Catalfo, avrebbe dato un sostanziale via libera, benché dal Blog delle Stelle al capo politico del Movimento, Vito Crimi, ci sia un "no" ripetuto. L'ultimo braccio di ferro dei 5Stelle è stato per evitare che la regolarizzazione fosse inserita nel decreto Rilancio.

Coronavirus, porti chiusi alle Ong: mancano i requisiti si sicurezza. Protesta LeU: "Errore politico per paura della propaganda di destra"

Il decreto è stato firmato dalla ministra dell'Interno, Luciana Lamorgese, dal ministro della Sanità, Roberto Speranza, e dalla ministra delle Infrastrutture, Paola De Micheli. Dice che per l'intero periodo di durata "dell'emergenza sanitaria nazionale", "i porti italiani non assicurano i necessari requisiti per la classificazione e definizione di place of safety", espressione usata nel diritto internazionale per indicare un posto dove vengono assicurati tutti i diritti dei migranti


In seguito all'emergenza Coronavirus, i porti italiani "non assicurano i necessari requisiti per la classificazione e definizione di 'Place of safety' ('luogo sicuro') in virtù di quanto previsto dalla convenzione di Amburgo sul salvataggio marittimo" per i soccorsi effettuati da navi con bandiera straniera al di fuori dell'area sar Italiana.
E' quanto prevede un decreto firmato da 4 ministri - Trasporti, Esteri, Interni e Salute - che punta ad evitare l'arrivo di navi di soccorso straniere con i migranti. Il decreto è valido per "l'intero periodo dell'emergenza".

"Il decreto che chiude i porti italiani alle navi umanitarie dichiarandoli non sicuri è un errore politico dettato più dalla paura della propaganda della destra che dalla razionalità necessaria in momenti come questi. Dev'essere ritirato immediatamente e sostituito da un protocollo sanitario che preveda, per chiunque approdi nei nostri porti, un periodo di quarantena obbligatorio da trascorrere in strutture sulla terra ferma o a bordo di assetti navali idonei che possano garantire la sicurezza di tutti". Lo afferma il deputato di LeU Erasmo Palazzotto, componente della commissione Esteri di Montecitorio.

Coronavirus, la ministra Bellanova: "Abbiamo bisogno di nuovi immigrati. Senza la loro manodopera raccolti a rischio". Oggi l'incontro con l'ambasciatore romeno

Parla la ministra delle politiche agricole del governo Conte: "Il Nord sta soffrendo c'e' difficoltà a far arrivare i lavoratori e le lavoratrici dai Paesi dell'Est. Nonostante il 'corridoio verde' per le merci, le persone non vogliono spostarsi: dobbiamo garantire loro che potranno lavorare in condizioni di assoluta sicurezza"


Il ministro Bellanova ha la terza media: i social la massacrano ...

"Avere una norma che sbatte fuori le persone è sbagliato; averla adesso, in questo momento, è doppiamente sbagliato". Così Teresa Bellanova, ministra delle Politiche agricole, ai microfoni della trasmissione radiofonica 'Circo Massimo' su Radio Capital. "Noi abbiamo bisogno degli immigrati per portare avanti anche il normale funzionamento della catena alimentare - spiega - E anche perché questi processi o li regola lo Stato o la mafia. E io voglio che sia lo Stato". Nel Nord, spiega Bellanova, "c'erano tanti lavoratori dell'Est nelle campagne per la raccolta e, nonostante il corridoio verde europeo, non si vogliono spostare. Oggi incontrerò l'ambasciatore romeno per parlarne". 

"Il Paese ritorni gradualmente a produrre con il massimo di garanzia per i lavoratori - dice ancora Bellanova - Abbiamo grande rispetto per la scienza, è un punto di riferimento. Dobbiamo avere in grande conto quello che la scienza ci mette a disposizione e fare lo sforzo per non scegliere le vie più semplici".

"Non dobbiamo scegliere le scorciatoie, come dire chiudiamo tutto, ma le vie complesse, ad esempio pensare alle riaperture, a nuovi modi di lavoro. Se non lo facciamo adesso, rischiamo di andare fuori dalla competizione a livello globale" conclude Bellanova.

Ursula von der Leyen, Presidente della Commissione Europea, vola in Africa per il suo primo viaggio istituzionale

 Il primo viaggio fuori dall'UE, non porterà il nuovo presidente della commissione europea negli Stati Uniti, ma in Etiopia. C'è un messaggio ai populisti, nella decisione di Ursula von der Leyen?


Forse "no", Ursula von der Leyen non ha mai pronunciato la parola "migrazione". Migrazione, che suona come preclusione e rifugiati morti nel Mediterraneo. La migrazione è sinonimo di rabbia e vecchi dibattiti che hanno spesso determinato gli incontri e gli scontri dei politici europei e africani.

Il nuovo presidente della commissione europea non vuole parlare di problemi, ma di opportunità. Pertanto, preferisce parlare della lotta ai cambiamenti climatici ed elogia lo scenario di ripresa di alcuni paesi africani. "L'Africa è un partner su cui conto", afferma. Il suo primo incontro è con Moussa Faki, presidente della Commissione dell'Unione Africana e Ministro degli Esteri del Ciad, che si mostra sorridente piacevolmente colpito dalla visita della von der Leyen.

Ursula von der Leyen è in carica come presidente della commissione europea dal primo Dicembre 2019, ora vuole sfruttare il nuovo incarico per rilanciare anche le relazioni con l'Africa. Il fatto che visiti l'Etiopia è già una dichiarazione. Finora, il primo viaggio extraeuropeo di precedenti capi delle commissioni dell'UE li ha portati regolarmente negli Stati Uniti o a un vertice importante nei paesi dell'Occidente.

L'Etiopia è vista come uno dei principali paesi fautori del rilancio africano: se c'è un posto dove l'Africa ha prodotto in modo affidabile buone notizie nel campo economico, questo è l'Etiopia. Insieme al presidente della Commissione dell'Unione Africana, Ursula von der Leyen incontrerà il presidente dell'Etiopia, Sahle-Work Zewde e il primo ministro Abiy Ahmed. Sebbene l'Unione africana sia incomparabile con la Commissione europea in termini di poteri e potere, la fusione di 55 stati africani è un forte simbolo di cooperazione transfrontaliera. Il presidente dell'Etiopia, a sua volta, è attualmente l'unica donna a capo di uno stato africano, con la Leyen che è la prima donna a capo della Commissione europea. 

Una delle motivazioni extra economiche del viaggio è la fine della guerra tra i due storici rivali, L'Etiopia e L'Eritrea, un conflitto che si posizionava come un muro per lo sviluppo dei popoli africani. I diplomatici dell'UE stanno confrontando lo sconvolgimento che sta avvenendo attualmente in Etiopia e nella regione del Corno d'Africa, con la caduta del muro di Berlino in Germania e in Europa 30 anni fa. Il primo ministro etiope Abiy Ahmed, Martedì prossimo riceverà il Nobel per la pace, nonostante tutti i problemi legati a storiche divergenze anche religiose, Ahmed con estenuanti colloqui con il paritetico eritreo è riuscito a porre fine al sanguinoso conflitto. 

"Congratulazioni per il premio Nobel", ha affermato la Von der Leyen durante il loro incontro, "oggi sono qui per ascoltare", ha concluso Von der Leyen.

Volo di una notte il venerdì sera, volo di ritorno il sabato sera, la presidente della commissione europea non ha molto tempo per la sua visita, inoltre non ha pacchetti di soluzioni già pronte, vuole scoprire cosa ha funzionato nella politica UE-Africa in passato e cosa no. "Vogliamo separare il successo dalla realtà dei castelli di carta esistenti", ha affermato la  Von der Leyen, dopo l'incontro con il presidente.

Intanto si sta preparando il grande incontro per il vertice dei capi di stato UE-Africa, a Bruxelles. Tutto ciò suona come una nuova partenza, l'unico problema è cancellare le strategie di alcuni stati europei che hanno grandi interessi in Africa e le incomprensioni nei trattati effettuati negli anni precedenti alla visita della Leyen. Ciononostante, l'UE continua a rimanere indietro rispetto ai suoi Stati membri, ad esempio per quanto riguarda il rispetto degli impegni finanziari assunti durante il precedente vertice africano in Costa d'Avorio. 

Inoltre, gli stati europei non sono più i soli interessati alla regione del Corno d'Africa. Sebbene l'UE continui a posizionarsi molto più avanti rispetto a paesi come Stati Uniti e Russia, la Cina nella vicina regione del Golfo sta aumentando il volume degli scambi, gli investimenti diretti e gli aiuti allo sviluppo.

Al contrario, la Von der Leyen vuole dare più di un segnale con la sua "commissione geopolitica", l'Europa dovrebbe mostrare la sua forza, questo è il modo di renderla visibile, specialmente in Africa. Ad Addis Abeba investirà in aiuti economici, 100 milioni di euro per le riforme economiche, altri 50 milioni per il sistema sanitario e così via.

Il breve viaggio è quello di segnare l'inizio di una nuova politica africana per l'Europa, Lunedì scorso, la Leyen ha tenuto un breve discorso in occasione del lancio della Conferenza sui cambiamenti climatici a Madrid, sottolineando che la lotta ai cambiamenti climatici è uno dei compiti principali della sua nuova commissione e Mercoledì prossimo presenterà il suo cosiddetto Green Deal europeo, che vedrà l'Africa come parte centrale del discorso, "Le persone", afferma la Von der Leyen, "sentono il cambiamento climatico più qui che altre parti del mondo, perché i deserti diventano più grandi e le inondazioni sempre più violente.".

  • Pubblicato in Esteri
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