Furia Pd alla Camera, lanciati fogli contro il presidente Fico. Ecco cosa è successo (VIDEO)

(VIDEO) - Bagarre alla Camera durante l'esame del ddl di riforma costituzionale sul referendum propositivo. Il Pd ha abbandonato l'Aula, dopo che il presidente, Roberto Fico, aveva respinto la richiesta di espellere dall'Aula il deputato M5S Giuseppe D'Ambrosio, per aver mimato il gesto delle manette nei confronti dell'esponente Pd Gennaro Migliore. Mentre uscivano dall'Aula, Fico si è rivolto agli esponenti Dem con un "arrivederci", visto che, ha spiegato, "mi state salutando". A quel punto sono stati lanciati dei fogli contro il presidente dell'Assemblea, colpendo anche la segretaria generale Lucia Pagano, che ha deciso di sospendere la seduta. Fico aveva richiamato D'Ambrosio, aggiungendo che del caso se ne sarebbe occupato comunque il collegio dei Questori. Il presidente della Camera ha poi chiesto "chiedo scusa al Pd per l'arrivederci". "Apprezzate le circostanze", Fico ha deciso di chiudere la seduta, aggiornando l'esame del ddl di riforma costituzionale sul referendum propositivo a martedì 19 febbraio, alle ore 14.

(Fonte: Adnkronos)

Bici contromano, 150 all'ora in autostrada, stop al fumo in auto, carrozze a cavalli vietate: come il governo vuole cambiare il codice della strada (LEGGI TUTTO)

Dal via libera ai contromano per le bici all'aumento a 150 km/h in autostrada, fino al divieto di fumo alla guida: sono diverse le novità del Codice della Strada in discussione in Commissione Trasporti alla Camera. La proposta di legge presentata da Lega e 5Stelle rivede e aggiorna il codice della strada, prevedendo anche i cosiddetti 'parcheggi rosa' riservati alle donne in gravidanza o con figli di età non superiore a un anno. Tra le proposte che fanno più discutere c'è sicuramente il divieto di fumo alla guida anche non in presenza di minori e donne in stato di gravidanza.


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HOVERBOARD E SKATE - Ma nel testo presentato in commissione, c'è spazio un po' per tutto: come l'inasprimento delle sanzioni per chi utilizza dispositivi mobili durante la guida, l'aumento dei limiti orari sulle autostrade a tre corsie- estesi a 150 km/h - e l'ingresso tra i velocipedi di tutti i mezzi categorizzabili di micro mobilità elettrica di piccola taglia come i segway, i monopattini, gli skate e gli hoverboard. Il testo prevede inoltre il divieto alla circolazione di carrozze trainate da cavalli. Unica deroga l'uso delle slitte, che potranno essere destinate al servizio di piazza.

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BICI IN CONTROMANO - Tra le proposte più discusse, infine, c'è la possibilità per le biciclette di andare contromano nei centri abitati nei tratti che non superano la velocità a 30 km/h. Un'ipotesi sulla quale l'Asaps, l'Associazione sostenitori e amici della polizia stradale, è cauta. "Bisognerebbe sperimentare e monitorare con molta attenzione - sottolinea il presidente dell'Asaps Giordano Biserni, all'Adnkronos -, la questione merita molta prudenza". Secondo Biserni è infatti giusto riflettere sul 'dove' l'eventuale norma venga avviata, "perché il rischio che aumenti l'incidentalità non è escluso".

"Nei Paesi nordici, dove è più diffuso l'uso della bicicletta, vengono fatti osservare i limiti di velocità, gli automobilisti si fermano con l'arancione, bisogna vedere invece nella nostra realtà cosa accadrebbe considerando il contesto di ogni centro: illuminazione, fondo stradale, viali pianeggianti o meno. I rischi potrebbero aumentare" avverte Biserni. Se la proposta di legge venisse approvata, ricorda Biserni, "l'autorizzazione al contromano sarà concessa dai sindaci, che dovranno avere una ottima conoscenza dei black-point cittadini, luoghi dove avviene il maggior numero di incidenti con il coinvolgimento dei ciclisti, proprio sulle strade autorizzate da questa eventuale novità".

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Quanto al limite di velocità sulle autostrade a tre corsie che viene elevato a 150 km/h, Biserni giudica la misura "assurda e popolare, può solo attrarre consensi e nient'altro". E spiega: "è una misura in controtendenza con i restringimenti dei limiti di velocità, specie sulle statali, che si stanno effettuando in Europa. Saremmo infatti l'unico paese al mondo ad aumentare i limiti sulla rete autostradale. Si pensi ai danni che ne deriverebbero: inquinamento, maggiori consumi, e nessun guadagno anche in termini di tempo. Perché il rischio è camminare più forte per fermarci più spesso, visto che è plausibile pensare a più incidenti nelle strade". Preoccupa, conclude Biserni, "che queste proposte avvengano in un momento nel quale il numero dei morti nel 2017 è aumentato rispetto all'anno precedente, in attesa di capire cosa è accaduto nel 2018". (Fonte: Adnkronos)

Articolo dettagliato

La maggioranza giallo-verde si appresta a cambiare il codice della strada. Due i disegni di legge (uno di M5s e uno della Lega) all’attenzione della commissione Trasporti della Camera, guidata dal leghista Morelli. Tante le novità previste. Dal niente tasse per le auto storiche ai parcheggi rosa per le donne in gravidanza; dall’aumento delle sanzioni per chi utilizza il cellulare in macchina al divieto di fumare durante la guida; dal no alle carrozze trainate dai cavalli nelle città all’aumento della velocità a 150 km/h sulle autostrade a tre corsie; dallo stop alla possibilità per gli ausiliari del traffico di comminare multe alla fine dell’obbligo per le auto di dover tenere accese le luci di posizione durante il giorno; dall’aumento delle sanzioni per chi sosta negli spazi riservati alle persone invalide (norma voluta dal sottosegretari ai Trasporti, Siri) all’inserimento delle macchine agricole tra i veicoli storici.

Le modifiche proposte dal Movimento 5 Stelle

La proposta 5 stelle, firmata dal pentastellato Scagliusi, prevede tra l’altro «parcheggi rosa» riservati alle donne in gravidanza o con figli di età non superiore a un anno di vita e parcheggi gratis nelle strisce blu per i veicoli al servizio di persone invalide. In un articolo si vieta «tout court le carrozze trainate da cavalli» anche se si lascia la possibilità ai comuni di «regolamentare il servizio di piazza su slitte».

Prevista anche una stretta per contrastare il fenomeno della guida sotto l’effetto di sostanze stupefacenti o psicotrope e il divieto di fumo alla guida «per evitare distrazioni da parte del guidatore» (oggi è già vietato fumare in presenza di donne incinte e minori). 

Nuove regole anche per i comuni: dovranno rendicontare e riportare «i dati relativi alle sanzioni comminate durante l’anno», altrimenti non potranno partecipare «ai bandi per l’attuazione del Piano nazionale della sicurezza stradale».

In un articolo poi si prevede nelle zone a traffico limitato (con un limite di velocità uguale o inferiore a 30km/h) la circolazione delle biciclette «anche in senso opposto a quello di marcia».

Alcune misure che il Movimento 5 stelle vuole introdurre sono simili a quelle proposte della Lega, soprattutto riguardo l’aumento delle sanzioni per chi utilizza il cellulare alla guida dell’auto. Altre, invece, vanno in una direzione diversa. In ogni caso gli azionisti della maggioranza dovranno necessariamentetrovare un accordo in Commissione.

 

La versione della Lega

Ecco invece alcune novità del piano della Lega di riforma del codice della strada: niente più tasse (dall’inizio dell’anno prossimo) per le auto e le moto storiche (dal 2019 è prevista una apposita copertura finanziaria quantificata in 80 milioni di euro annui) e revisione per i veicoli ultraventennali ogni due anni non più ogni quattro; aumento delle sanzioni (da 422 euro a 1.697 e non più da 161 a 647) per chi usa il cellulare alla guida; aumento delle multe per chi sosta con la propria auto negli spazi riservati alle persone invalide (da 161 a 647 e non più da 85 a 338 euro); limite massimo di velocità elevato a 150 km/h nelle autostrade a tre corsie; l’ingresso tra i veicoli storici anche delle macchine agricole (la cui data di costruzione sia precedente di almeno 40 anni a quella di richiesta di riconoscimento nella categoria).

Nella proposta della Lega si prevede lo stop alla possibilità degli ausiliari del traffico di comminare multe, si disciplina la normativa relativa ai veicoli immatricolati negli Stati esteri e si introduce anche un’altra novità: al di fuori dei centri abitati l’obbligo di usare le luci di posizione durante il giorno varrà solo per i veicoli a due ruote ma non - si legge nel testo - «per tutti gli altri veicoli, nei quali l’accensione dei proiettori anabbaglianti, comportando un indubbio aumento dell’energia necessaria richiesta al mezzo, determina un maggiore consumo di carburante, nonché un incremento del livello di emissioni inquinanti».

Altra norma che sarà discussa nella commissione Trasporti della Camera: chi è in possesso di patente B potrà condurre i mezzi impiegati nell’ambito della nettezza urbana (oggi si richiede la patente C con un costo particolarmente elevato). Verrà anche «previsto anche l’obbligo di collocare all’interno dell’abitacolo un dispositivo di segnalazione acustica che «avverta il conducente del mancato azionamento del freno di stazionamento una volta spento il veicolo».

Inoltre si prevede di consentire sulle autoambulanze «il trasporto di un familiare accompagnatore, se richiesto dalla persona soccorsa». Infine è possibile che si arrivi a una proroga della durata del foglio rosa «di ulteriori tre mesi nel caso in cui le prove orali o pratiche non si sono potute svolgere per cause non ascrivibili all’aspirante».

Alcune proposte che erano inserite nel disegno di legge predisposto dal partito di via Bellerio sono state ’trasferite’ negli emendamenti al dl fiscale.

Tra questi il raddoppio della sanzione amministrativa pecuniaria per i recidivisorpresi al volante di un’auto non coperta da assicurazione (la multa è ora compresa tra gli 841 euro e i 3.287) e «la sanzione amministrativa accessoria del fermo amministrativo del veicolo per quarantacinque giorni» nonché «la sanzione amministrativa accessoria della sospensione della patente per sessanta giorni.

Nasce "Forza Salvini", la corrente salviniana di Fi. A vedere il simbolo sembra uno scherzo, ma la questione è terribilmente seria. E se alle Europee...

Come riporta l'agenzia Agi, giovedì, con la presentazione a Montecitorio, nascerà ufficialmente "Forza Salvini", la corrente interna agli azzurri che appoggia il leader della Lega e le sue posizioni, contestate invece dai vertici del partito di Berlusconi. Qualcuno potrebbe leggere in questa mossa semplicemente la ricerca di un posto al sole da parte di alcuni forzisti disposti ad abbandonare la nave che affonda per salire sul vascello leghista col vento in poppa. In certi casi è più o meno così, ma il malcontento sta montando da mesi in seno a quello che era il soggetto egemone e trainante del centrodestra ma che ora rischia seriamente di sparire, fagocitato dal sempre più potente Matteo. L'interprete maggiormente in vista di tale processo è il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ancora oggi è tornato ad attaccare: "Forza Italia ormai fa solo convention", ha detto al Corriere. A detta di molti la nuova discesa in campo di Silvio non basterà ad evitare il minimo storico alle elezioni europee di maggio. Se il divario con la Lega assumesse proporzioni imbarazzanti allora l'incubo di alcuni e il sogno di altri, cioè la creazione di un centrodestra forte guidato da Matteo Salvini, diventerebbe realtà. Ecco perché c'è chi si porta avanti.


E con 'Forza Salvini' nasce ufficialmente la corrente salviniana in Forza Italia. Annunciata nei mesi scorsi e promossa dal forzista Pietro Spizzirri, vicecoordinatore nazionale e coordinatore regionale dei club FI della Calabria, la componente sarà presentata giovedì alle 11.30 in una conferenza stampa a Montecitorio.

L'annuncio arriva con una nota in cui si riporta appunto il simbolo FI, l'ormai storico tricolore con il nome del partito in diagonale all'interno. Modificato, però: 'Salvini' al posto di 'Forza Italia'. Nel corso della conferenza stampa - si spiega - sarà presentata "la corrente popolare e populista di Forza Italia".

"Viviamo tra la nostra gente e non nei salotti romani. Viviamo dei nostri sudati guadagni e sappiamo che il nostro popolo apprezza l'operato di Matteo Salvini e guarda con grande interesse e favore ad interventi come la spesa di cittadinanza, la flat tax, la pace fiscale tombale e la ritrovata unità nazionale. Ci poniamo un obiettivo semplice: far capire al presidente Berlusconi che il popolo di Forza Italia vuole essere alleato di Matteo Salvini e della Lega in questa rivoluzionaria azione di miglioramento del Paese", è l'intento.

L'obiettivo? Entrare nella maggioranza

"Forza Italia deve contribuire a migliorare i contenuti di questa manovra, rendendola ancora più efficace per il progresso del Paese ed il benessere dei cittadini, in linea con le vere aspettative della nostra base. Sono numerose e quotidiane - assicurano i promotori - le adesioni di sindaci, amministratori, dirigenti locali, militanti, simpatizzanti ed elettori di Forza Italia alla corrente Forza Salvini".

"L'idea di fondo - spiega ancora la nota - è chiara: bisogna sostenere la Lega di Salvini al governo del Paese, in linea con la tradizionale alleanza di centrodestra e con i valori ed i principi ispiratori originari del movimento azzurro e di Silvio Berlusconi, quali sicurezza, dignità della persona, libertà ed eguaglianza. Avviando, pertanto, un confronto propositivo per il miglioramento dell'azione di governo, anziché fare opposizione ad ogni costo. Bisogna rivalutare la possibilità di sostenere il governo diventando parte della maggioranza".

"In questo particolare momento storico, ma con le opportune modifiche, riteniamo che sia necessario sostenere la manovra del governo Conte e la linea di Matteo Salvini leader del centrodestra italiano, anche contro la strafottenza e l'arroganza di questa Europa vecchia, inutile e da rifondare", si conclude.

 

(Fonte: Agi)

Incidenti sul Lavoro, Di Maio parla alla Camera: "No a più leggi, ma rispetto delle norme esistenti. Premiamo le aziende che investono in sicurezza". Poi scivola di nuovo sul congiuntivo: "Perdonatemi, è l'emozione" (VIDEO)

l ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico è intervenuto alla Camera dei Deputati per un'informativa urgente in materia di incidenti sul lavoro. Ecco alcuni stralci del suo discorso, condito da uno dei suoi più classici strafalcioni che però ha prontamente corretto con tanto di scuse - (VIDEO)


Sugli incidenti sul lavoro i dati indicano "numeri devastanti", di "un bollettino di guerra". Così il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio, iniziando l'informativa in Aula alla Camera sugli incidenti sul lavoro. Un "tema importantissimo, su cui dobbiamo metterci al lavoro come governo", ha affermato. In tribuna, a seguire l'informativa, siede il segretario della Cgil Susanna Camusso. A lei il ministro lancia indirettamente un messaggio: "Non è alimentando il conflitto tra imprese e lavoratori che aumenteranno i diritti dei lavoratori, è il momento di fare squadra".

"Sicurezza, ma no misure punitive per le aziende" Non penso che la sicurezza sul lavoro si garantisca "scaricando sulle imprese oneri e responsabilità, ovvero solo attraverso misure punitive" ha aggiunto Di Maio, "Bisogna rafforzare la vigilanza e i controlli nei luoghi di lavoro".

"La cultura della sicurezza deve partire dalle Partecipate dello Stato" Se la sicurezza sul lavoro deve essere "una cultura, questa cultura deve partire innanzitutto dalle aziende partecipate dallo Stato" ha aggiunto il ministro, ricordando che l'ultima vittima sul lavoro c'è stata ieri sera in un appalto Fincantieri.

"Almeno 1.000 assunzioni di ispettori" "Nei prossimi 5 anni il personale ispettivo subirà un dimezzamento, per potenziare la vigilanza" si dovrà procedere "all'assunzione di almeno 1.000 unità ed è nostro interesse farlo" ha spiegato Di Maio.

"No più leggi, ma rispetto delle norme esistenti" "Non è con più leggi e ancora più leggi che otterremo il risultato di tutelare i lavoratori. E' l'opposto: le norme esistenti le lasciamo, ma adesso è il momento di farle rispettare e di premiare chi le rispetta" ha concluso il vicepremier e ministro al Lavoro e allo Sviluppo economico. Al termine dell'informativa, i deputati hanno osservato un minuto di silenzio in memoria di tutte le vittime sul lavoro.

Movimento 5 Stelle, Di Battista si congeda dal Parlamento e attacca tutti: da Renzi a Gentiloni, da Napolitano a Salvini. E battibecca con la Boldrini

Il vulcanico "portavoce" grillino ha tenuto quello che dovrebbe essere il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Lo ha fatto a modo suo senza risparmiare nessuno. Agli avversari che lo deridevano ha replicato: "Vorrei ricordare che anche per molti di voi saranno gli ultimi giorni. E non per decisioni personali, ma per scelta del popolo italiano" - (VIDEO)


Alessandro Di Battista, popolarissimo esponente del Movimento 5 Stelle ha tenuto quello che, con ogni probabilità sarà il suo ultimo intervento alla Camera dei Deputati. Un discorso quello di "Dibba" tutto all'attacco. Eccone alcuni passaggi.

Il commiato al veleno: "Questo molto probabilmente sarà il mio ultimo discorso in Parlamento per questa legislatura. Vorrei ricordare che anche per molti di voi si tratta degli ultimi giorni in Parlamento: non per decisioni personali ma per un'unica decisione del popolo italiano, che non vi voterà più".

L'attacco alla classe politica: "Avete fallito in questi 5 anni. Avete provato a ostacolare un cambiamento: quello che voi definite ‘populismo’ ma che in realtà è solo voglia di cambiare le cose. Siamo passati dall'arroganza di Renzi all'irrilevanza di Gentiloni, ma non ce l’avete fatta nemmeno in questo caso, perché il Movimento 5 Stelle è più forte oggi del 2013".

Il Pd e Alfano: "Avete provato a fare una legge elettorale contro il M5S, l'unica forza politica che non fa le alleanze. Salvo vedere poi che siete voi a non riuscire a fare un’alleanza. Nessuno vuole andare più col Partito democratico, è incredibile: pure Alfano ha mollato il Pd. E' umiliante essere rifiutati da Alfano…".

Contro Salvini: "Si scaglia contro la legge Fornero e poi va a braccetto con Berlusconi e Meloni, che quella legge l’hanno votata. Il Movimento 5 Stelle è riuscito a crescere: siamo la prima forza politica del Paese e se il popolo italiano lo vorrà riusciremo finalmente a prendere le redini del governo".

Islam in Italia, bocciata la proposta di Daniela Santanché. La sua delusione: "Chiedevo solo un albo degli imam e più controlli nelle moschee"

Il voto contrario in Commissione Affari costituzionali. La deputata di Forza Italia sul suo profilo Instagram: "La mia proposta voleva impedire l'islamizzazione dell'Italia e il rafforzamento del terrorismo fondamentalista nel nostro Paese. La legge prevedeva l'istituzione di un albo degli imam e strumenti per aiutare la polizia a controllare le moschee e le attività al loro interno". Secondo la Santanché, gli stessi capi religiosi islamici avrebbe dovuto appoggiare la sua legge. E anche "tutti quei musulmani moderati che dicono di non avere nulla contro l'Occidente e i suoi valori. Chi non commette attività illegali e non incita al terrorismo non avrebbe nulla da temere se la polizia svolge opportuni controlli esattamente come controlla qualsiasi altro cittadino o luogo di aggregazione in Italia. Ma evidentemente c'è chi vuole in Italia privilegi speciali"

Brunetta: "Lo ius soli è il Vinavil della sinistra. Se passa raccoglieremo le firme per referendum abrogativo"

Intervista al capogruppo di Forza Italia alla Camera: "Il governo non ha maggioranza al Senato per approvare Ius Soli e soprattutto non ce l’ha nel paese. Gentiloni vuole imporlo nei prossimi giorni come Vinavil della sinistra, giusto per far vedere che anche lui sa dire cose di sinistra. Indecente e inaccettabile: se ci sarà fiducia, il giorno dopo inizieremo raccolta firme per il referendum abrogativo" - (VIDEO)

Entrato in vigore il nuovo Codice Anti-Mafia

Dopo lunghe discussioni, mercoledì sera la Camera dei Deputati ha adottato un nuovo codice anti-mafia. Il disegno di legge, approvato dal Senato nel mese di luglio, entra finalmente in vigore


Le nuove regole introdotte dalla riforma riguardano procedimenti di prevenzione garantiti da tempi certi, confisca rafforzata, controlli più rigorosi sulle imprese infiltrate con lo scopo di impedire alla mafia l'ingresso in appalti pubblici, Inoltre, il Codice contiene nuove linee guida per affrontare il gravoso tema delle proprietà confiscate alla mafia. La confisca della proprietà della criminalità organizzata viene semplificata, in caso di reati quali riciclaggio di denaro e reati contro l'ambiente, le confische avverrano in automatico senza più macchinose autorizzazioni. Stanziato un fondo di dieci milioni di euro allo scopo di facilitare il riavvio delle società confiscate. L’Agenzia nazionale per i beni confiscati viene riorganizzata, avrà 200 dipendenti e sarà sotto il controllo del ministero dell’Interno. Estese le sue competenze, tra le più importanti la facoltà di poter assegnare i beni confiscati a enti territoriali e associazioni.

Ampliate anche le competenze dei procuratori anti-mafia e anti-terrorismo, che potranno godere di più ampi spazi autonomi, con l'ausilio di nuovi gruppi investigativi e forze impegnate sul campo dell'infomazione bancaria digitale.

Un decreto che finalmente adotta misure molto forti atte a contrastare il lavoro sommerso e il lavoro nero nel settore agricolo, che ancora danno grossi guadagni ai gruppi di controllo mafiosi. Il pacchetto legislativo prevede pene più severe per gli imprenditori che sfruttano i migranti o i meno abbienti, nei campi come schiavi, pene che prevedono la confisca dei conti bancari, degli immobili e tutti gli eventuali altri interessi commerciali. 

Il Codice rappresenta una pietra miliare nella prevenzione della corruzione e della penetrazione della mafia nell'economia. "L'adozione di questa legge è un risultato importante per la democrazia", ​​ha spiegato il capo dell'associazione sindacale CGIL, Susanna Camusso, che si era molto impegnata nella risoluzione della legge.

Una legge molto discussa e contestata soprattutto da Forza Italia ma anche da parte del PD e di Alleanza Popolare, il nuovo Codice prevede l’equiparazione di reati contro l’amministrazione pubblica, come corruzione e concussione, a quelli di associazione mafiosa. In pratica, potranno essere sequestrati i beni di chi è anche soltanto sospettato di fare parte di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione propria e impropria, alla corruzione in atti giudiziari o alla concussione e induzione indebita. Estendere le restrittive misure antimafia anche ai reati contro l'amministrazione pubblica, rischia di ledere i normali principi costituzionali. Anche Confindustria si dice preoccupata per gli effetti distorsivi che potrebbe provocare il nuovo codice Antimafia, uno dei primi effetti potrebbe essere l'interruzione di molti appalti causata appunto dalla distorta visione costituzionale di questo nuovo codice. 

Per Giancarlo Caselli, magistrato già capo del pool antimafia di Palermo, intervenuto a ‘6 su Radio1, questo nuovo codice "E’ un risultato davvero importante  perché punta molto all’attacco contro le ricchezze e i patrimoni mafiosi. Il Codice è in linea con la realtà della mafia che è sempre più impresa e sempre meno coppola e lupara e in linea anche con un certo modo di pensare dei mafiosi che temono di andare in galera ma temono soprattutto di essere toccati nel portafoglio perché il loro potere è un potere economico”. E ancora, ”Questo nuovo codice prevede il potenziamento della confisca, dunque dell’espropriazione delle ricchezze mafiose, attraverso procedure più veloci, e non è solo questione di tempo ma anche di sensibilità. Prevedere una corsia preferenziale, significa attenzione per un problema fondamentale per la nostra democrazia. Sicuramente da capire l'equiparazione dei corrotti ai mafiosi, anche se la corruzione è un male terribile, mina la nostra economia, è un problemaccio. Papa Francesco dice che di peggio c’è solo la tratta degli esseri umani. Monitoriamo, ed eventualmente correggiamo, ma per favore senza il retro pensiero che poi non è un reato così grave”.

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