updated 4:47 PM UTC, Dec 13, 2018

Manovra economica; La Commissione europea respinge il bilancio dell'Italia e prepara le sanzioni economiche

La Commissione Europea ha dichiarato che il deficit proposto dal paese è troppo alto, quindi  inizierà misure disciplinari contro l'Italia che potrebbero comportare una multa. 


L'Italia non ha apportato modifiche sufficienti al suo bilancio proposto, il che contribuirebbe solo ad aumentare il debito del paese. "La nostra analisi suggerisce che la regola del debito deve essere considerata come non rispettata", hanno affermato i tecnici della commissione in un rapporto sul debito italiano. "Concludiamo che l'apertura di una procedura per il disavanzo eccessivo basato sul debito è quindi giustificata". 

Purtroppo questa è la risposta dell'Europa al braccio di ferro, che in questi giorni il governo Giallo/Verde ha messo in atto, affermando che gli obiettivi fiscali del governo erano validi, che non avrebbe negoziato con la Commissione europea e che qualsiasi sanzione UE contro Roma, sarebbe stata "irrispettosa" nei confronti degli italiani.

L'Unione europea ha annunciato che cercherà di sanzionare l'Italia con una multa visto il rifiuto di presentare una proposta di bilancio che possa quadrare con le rigide regole di bilancio imposte dalla UE a tutti i paesi membri. In una dichiarazione, la Commissione europea - il braccio legislativo dell'UE - ha dichiarato: "Con rammarico, oggi confermiamo la nostra valutazione secondo cui il progetto di bilancio italiano è particolarmente grave inosservanza della raccomandazione del Consiglio del 13 luglio".

La coalizione di governo italiana ha proposto un disavanzo del paese al 2,4% della produzione economica annuale nel 2019, in quanto sicura di poter sostenere gli impegni di spesa presi in campagna elettorale.  

La Commissione ha affermato che, poiché i calcoli sulle spese italiane per il 2019 non sono stati rispettate, i commissari avrebbero ora aperto una "procedura per i disavanzi eccessivi basata sul debito" (EDP). " Gli stati membri dell'Unione Europea hanno ora due settimane per decidere se sono d'accordo che una EDP contro l'Italia sia giustificata. In caso affermativo, la Commissione preparerà un documento con cui chiederà all'Italia, in che modo avrà intenzione di correggere il suo piano di bilancio per rispettare le norme dell'UE. Se Roma dovesse ignorarlo, i funzionari di Bruxelles potrebbero sanzionare l'Italia con multe.

In una intervista alla CNBS il vicepresidente della Commissione europea, Valdis Dombrovskis, ha affermato: "questa è la posizione ufficiale dell'UE con tutti i paesi membri e il piano di bilancio italiano porterà solo più austerità per gli italiani nel prossimo futuro, invece di quello stimolo fiscale che il governo spera e prevediamo un ulteriore rallentamento dell'economia. Ora il governo italiano deve smettere di parlare e deve agire. Non è possibile curare alti livelli di debito con più debito, è una vulnerabilità che non deve essere affrontata"

Ma cos'è una procedura per i disavanzi eccessivi?

Sebbene abbia il potere di sanzionare governi i cui bilanci non sono conformi alle norme fiscali dell'UE, la Commissione europea cerca sempre un dialogo prima di emettere multe. Le regole stabiliscono che, il deficit dei singoli stati non dovrebbe superare il 3% del prodotto interno lordo (PIL) del paese e il debito pubblico non deve superare il 60% del PIL.  Sebbene il progetto di bilancio italiano preveda un deficit entro il limite del 3 per cento, l'obiettivo attuale non rispetta quello presentato dai precedenti governi che prevedeva un abbassamento dello 0,8% invece che un rialzo. Questo significherebbe applicare la regola del debito, ovvero ridurre ogni anno di un ventesimo la parte del debito che eccede il 60% del Pil. Il che significa che potrebbe servire un taglio del debito pari a 60 miliardi di euro l’anno, cosa attualmente impossibile viste le promesse fatte dal governo, a meno di "UNA NUOVA TASSA PATRIMONIALE" che colpirebbe tutti gli italiani. La Commissione ha visto questa manovra come un tentativo per aggirare le regole economiche approvati da tutti gli stati europei.

Ora la Commissione europea raccomanderà al Consiglio europeo (capi di Stato dell'UE) di avviare una procedura per i disavanzi eccessivi (EDP) contro l'Italia. Sostanzialmente, " la EDP richiede che il paese in questione fornisca un piano delle azioni correttive e delle politiche che seguirà, oltre alle scadenze per il loro raggiungimento e i paesi dell'area dell'euro che non seguono le raccomandazioni, possono essere multati."

Intanto Salvini a margine di un'audizione al Copasir, ironizza su quanto dichiarato dalla Commissione Europea: "Ho sempre detto che, fatti salvi i principi guida su pensioni, reddito, lavoro, partite Iva, se si vuole mettere in manovra di più sugli investimenti io sono disponibile a ragionare con tutti. Il debito è aumentato di 300 miliardi di euro in 5 anni in base a manovre a cui qualcuno batteva le mani. Se il Paese non cresce il debito sale, se il Paese cresce il debito scende. Sono assolutamente disponibile - ha aggiunto - a confrontarmi con Juncker, Moscovici o chiunque". E continua: "E' arrivata la lettera Ue? Aspettavo anche quella di Babbo Natale"
 
 

Guerra Italia-Ue sul bilancio, Draghi: "Fiducioso su un accordo". Salvini secco: "Sì ma sulle nostre posizioni. La manovra non cambia"

Parla il presidente della Banca centrale europea: "Anche l'Italia, come Brexit e la guerra commerciale, è fra le incertezze per lo scenario economico dell'Eurozona. Il rialzo dello spread sta causando un rialzo dei tassi a famiglie e imprese". Di Maio Non Vogliamo uscire dall'Euro. I mercati si tranquillizzino" - (LEGGI DI PIU')


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Spiega che l'Italia, come la Brexit, è "fra le incertezze per lo scenario economico dell'Eurozona". Ma sulla manovra bocciata da Bruxelles, si dice "fiducioso che sarà trovato un accordo". Il presidente della Bce Mario Draghi affronta anche il caso Italia nella conferenza stampa a Francoforte, dopo la riunione del Consiglio direttivo, che ha lasciato invariati i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

Draghi esclude tuttavia il rischio che la Bce possa essere coinvolta nella crisi italiana: "Finanziare i deficit non è nel nostro mandato" chiarisce. Quindi precisa: "Abbiamo l'Omt come strumento specifico", da usare in caso i paesi entrino in un programma, "per il resto siamo in un regime di dominanza monetaria", non di bilancio. Un intervento della Bce nel dibattito tra Roma e Bruxelles, insomma, è "assolutamente" da escludere: "Non è il nostro compito quello di fare da mediatori" rimarca Draghi. Questa "è una discussione fiscale, non è un ruolo da banchieri centrali".

SPREAD - L'ex governatore di Bankitalia parla anche dello spread e avverte: "Io non ho la palla di cristallo, 300, 400, certamente questi titoli sono nelle banche e se perdono valore loro impattano sul capitale delle banche". Certo, "abbassare i toni e non mettere in discussione l'esistenza dell'euro può far ridurre gli spread" è l'indicazione che arriva - con un chiaro riferimento all'Italia - dal presidente della Bce. E a chi gli chiede se i rialzi dello spread italiano possano contagiare altri paesi della zona euro, risponde: "Forse c'è qualche ricaduta ma limitata". Secondo il presidente della Bce, i rialzi dello spread sui Btp italiani pesano sui costi di finanziamento di imprese e famiglie e "riducono i margini espansivi" del bilancio.

MANOVRA - Sulla manovra italiana bocciata dalla Ue, Draghi non si sbilancia. "Non c'è stata una grande discussione sull'Italia, c'era Dombrovskis, gli ho chiesto il permesso di citarlo", aggiunge, facendo eco al vice presidente dell'esecutivo Ue: "Si devono osservare e applicare le regole, ma anche cercare il dialogo" specifica il presidenre della Bce.

INFLAZIONE - Nel corso della conferenza stampa, Draghi mette poi l'accento sull'inflazione. "Nell'area dell'euro l'inflazione sui dodici mesi si è portata lo scorso settembre al 2,1%, dopo il 2,0 di agosto" afferma, aggiungendo che "sulla base dei prezzi correnti dei contratti future sul petrolio, è probabile che l'inflazione complessiva si collochi intorno al livello attuale nella parte restante dell'anno". "Davanti ad ogni evenienza - sottolinea ancora Draghi - il Consiglio direttivo della Bce è pronto ad adattare i propri strumenti per assicurare che l'inflazione continui a muoversi verso l'obiettivo".

CRESCITA - Quanto alla crescita dell'Eurozona, precisa Draghi, la Bce "regista un certo rallentamento dello slancio ma non una inversione di rotta". "Una delle spiegazioni arriva dalle situazione specifica dei singoli Paesi", rimarca, facendo l'esempio delle recenti difficoltà dell'industria automobilistica tedesca. Quindi ammette: "Non è semplice distinguere fattori transitori da fattori permanenti" sottolineando però come i dati e i segnali "non ci bastano per cambiare scenario di base".

I rischi che circondano le prospettive di crescita dell'area dell'euro possono ancora "considerarsi ampiamente equilibrati. Allo stesso tempo, i rischi relativi al protezionismo, le vulnerabilità nei mercati emergenti e la volatilità dei mercati finanziari rimangono importanti" afferma il presidente della Bce. L'espansione economica, aggiunge Draghi, è "sostenuta dalla domanda interna e da continui miglioramenti nel mercato del lavoro".

QE - Sulla fine del Quantitative Easing, Draghi spiega che alla riunione odierna "non abbiamo parlato di un prolungamento del programma di acquisti, e non abbiamo discusso di cosa fare dopo, abbiamo altri due incontri prima di fine anno", osservando che alla Bce "pensiamo di avere ancora strumenti che possiamo usare", come gli Tltro tema che è stato sollevato "da due partecipanti".

TASSI DI INTERESSE - Oggi il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Inoltre, il Consiglio direttivo della Bce ha confermato che nel quadro del Quantitative Easing "continuerà a effettuare acquisti netti al nuovo ritmo mensile di 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018", acquisti che "in seguito, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine, giungeranno a termine".

Nella riunione il Consiglio direttivo ha anche confermato l'intenzione di "reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario".

Le reazioni del Governo

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Savona, rimanderemo la manovra identica a Bruxelles - "Non c'è alcun dubbio" che il governo rimanderà la manovra "tale e quale" a Bruxelles, nonostante la bocciatura. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei Paolo Savona in un'intervista alla direttrice di Sky TG 24 Sarah Varetto.

Salvini, Draghi spera accordo? Ma su nostre posizioni  - "Anche io sono per un accordo, ma sulle nostre posizioni". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini risponde al Senato a chi gli chiedeva un commento sull'auspicio formulato dal presidente della Bce Mario Draghi che si arrivi ad un accordo in merito alla manovra economica dell'Italia. Salvini ha anche ribadito che "la manovra non cambia, non potete farmi ogni giorno la stessa domanda". 

Di Maio, da Bce strali ma non lasciamo Euro - Dalla Bce "vedo che arrivano strali sulla questione del pericolo dell'economia italiana per lo spread. Il governatore Draghi sa che il problema dello spread non è legato alla manovra ma alla paura dei mercati che il paese possa uscire dall'Euro. Problema facilmente risolvibile, col fatto che noi nel contratto abbiamo inserito chiaramente che non vogliamo uscire dall'euro". Così Luigi Di Maio aggiungendo che i mercati quindi "non devono avere questi timori e faremo in modo di rappresentare la nostra posizione di restare nell'euro e nell'Ue in tutte le sedi istituzionali competenti".

 

(Fonte: Adnkronos)

Manovra e condono, che botte tra i due vicepremier! Salvini: "Non passo per scemo". Di Maio: "La smetta di fare il fenomeno". Ma entrambi allontanano la crisi

Alta tensione sui mercati dopo la lettera dell'Ue all'Italia sulla manovra e lo scontro nel governo sul condono fiscale. Piazza Affari perde l'1,6%. Lo spread è a 335 dopo avere toccato quota 340, contro i 327 di ieri. Il leader leghista non cede sul decreto fiscale: "Di Maio sapeva tutto del condono", ma "non c'è una crisi all'orizzonte", certo se cambiamo la pace fiscale "si crea un precedente pericoloso".  Il capo politico del M5S ribatte di non "volere passare per bugiardo"


"Per scemo non passo". Dopo aver assicurato che domani volerà a Roma "per risolvere i problemi", Matteo Salvini mette i puntini sulle 'i' e torna a chiarire quanto avvenuto riguardo al 'caso condono' che ha scatenato lo scontro con i Cinque Stelle. "Domani prenderò un aereo con mia figlia, andrò al Consiglio dei ministri, ma chiederò però di lasciare agli atti la verità del Cdm" che ha approvato il decreto, "quello da cui è nato questo can can" sottolinea il vicepremier, in una diretta Facebook, in cui fa il punto in vista del Cdm, dopo le polemiche sul decreto fiscale. "Non volete quella roba? - dice rivolto ai Cinque Stelle - Chi l'ha letta e verbalizzata sono Conte e Di Maio. Chi leggeva non leggeva bene? Non lo so. Chi scriveva non scriveva bene? Non lo so".

"Io non ho intenzione di fare un regalo al Pd, agli speculatori di Bruxelles, questo governo ha tutto il dovere di proseguire sulla via cambiamento" scandisce Salvini garantendo sulla tenuta del governo. "Io non voglio far saltare nulla - assicura - spero che anche i Cinque Stelle vogliano proseguire con questa esperienza. Io sono a disposizione per andare avanti, con questo governo e questa alleanza" ma dico "patti chiari e amicizia lunga". "Porto pazienza, credo in questo governo, credo in questa alleanza, però per scemo non passo", avverte il vicepremier leghista.

"Non volete quella roba? Passare noi per quelli che hanno fatto tutto no, riscriviamo tutto, chissenefrega dei condoni e condonini" dice il leader della Lega rivolgendosi ancora a Cinque Stelle. "Basta litigare, gli avversari sono fuori, non cerchiamo altrove manine che cambiano i decreti di notte", aggiunge. Per il ministro dell'Interno "se qualcuno ha cambiato idea o era distratto, non si diano le colpe agli altri". Ma "quel decreto lo abbiamo scritto tutti insieme", sottolinea. "Se avete problemi interni voi, non scaricateli sul governo, sulla Lega. Lavoriamo per il bene del Paese", afferma Salvini.

Il leader della Lega si toglie un altro sassolino dalla scarpa. "Oggi dico ai Cinque Stelle che scadeva la presentazione degli emendamenti per il decreto Salvini: perché i vostri parlamentari hanno presentato 81 emendamenti, come se fossero all'opposizione?" chiede il vicepremier. "Non si fa così tra alleati di governo - lamenta il titolare del Viminale - Io voglio andare avanti, sgobbo e lavoro, però mantengo la parola, spero che la notte porti consiglio". "Ma se mi presentate 81 emendamenti sul decreto immigrazione, se la fate lunga e difficile sulla legittima difesa, e poi qualche ministro la tira in lungo sul tema dell'autonomia, io faccio finta di niente, io vado avanti, ci metto la salute, il cuore, ma quello che è giusto è giusto", conclude Salvini.

LA REPLICA DI DI MAIO: "SALVINI SMETTA DI FARE IL FENOMENO

"Nessuna chiamata, ma chiariremo quando rientrerà a Roma, al più tardi domani prima del Cdm". Luigi Di Maio con i suoi fedelissimi si mostra sereno sulla crisi con la Lega innescata sui temi -scivolosissimi per il M5S - del condono penale e dello scudo per i capitali all'estero contenuti nel dl fiscale. "Domani si tratta solo di togliere la norma sul condono penale. Sia chiaro: nessun mercimonio su altri tavoli. Il condono tombale nell'accordo non c'era". E, ancora: "L'accordo lo troveremo, di certo su questo non cade il governo. Ma Salvini deve smetterla di fare il fenomeno", si sfoga il vicepremier e ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico con una pattuglia di fedelissimi.

Tanta sicurezza è legata, in parte, anche ai rilievi che sarebbero giunti dal Quirinale circa l'indisponibilità del Colle a far passare nel dl fiscale il condono penale: "E' stata quella la goccia che ha fatto traboccare il vaso e Matteo lo sa perfettamente...". Nel faccia a faccia tra i due, che si terrà al più tardi domani, a quanto apprende l'Adnkronos Di Maio intende chiarire anche il ruolo in tutta questa vicenda di Giancarlo Giorgetti, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio considerato il Richelieu del Carroccio.

Stavolta sotto accusa, viene raccontato da autorevoli fonti di governo grilline, per non aver voluto convocare quel preconsiglio dei ministri che avrebbe dovuto definire nel dettaglio i contenuti tecnici dei provvedimento approvati lunedì scorso in Cdm. Dunque manovra e dl fiscale.

"Con la scusa di voler evitare fughe di notizie alla stampa - spiegano le stesse fonti - Giorgetti l'ha tirata talmente per le lunghe che il preconsiglio non si è mai tenuto. Risultato? Al Cdm si è arrivati con un foglietto volante", sottolineano fonti M5S. Ma c'è di più. Tra i 5 Stelle serpeggia un'accusa pesantissima verso il sottosegretario, dal primo giorno inviso a molti nelle file del Movimento. E che Di Maio intende sottoporre a Salvini nelle prossime ore.

Si tratta del presunto inserimento, ad opera di Giorgetti, di due norme mai concordate con gli altri membri di governo: una su un condono per le società sportive dilettantistiche - il cui 'stralcio' avrebbe provocato una sfuriata del leghista, portandolo addirittura ad abbandonare la riunione - l'altra, rimarcano fonti grilline, relativa a Pantelleria e ai bilanci pregressi dell'isola perla del Mediterraneo, peraltro amministrata da un sindaco 5 Stelle dal giugno scorso.

Di concreto c'è che la diffidenza di Di Maio e dei 5 Stelle nei confronti di Giorgetti - considerato pedina irrinunciabile dei leghisti e interlocutore anche del Quirinale - ha superato i livelli di guardia. C'è chi si chiede, nelle fila grilline, come si possa andare avanti in un clima di tale diffidenza e sospetto. Altra spina nel fianco, la 'coabitazione' al Mef di Laura Castelli e Massimo Garavaglia, considerato dai 5 Stelle altro "avvelenatore di pozzi".

"Sono stati lui e Giorgetti ad informare Matteo nelle ultime ore - avrebbe lamentato ieri sera Di Maio ad alcuni ministri M5S - facendo alzare il livello di scontro. Ma sono certo che chiarendo verrà ripristinata la verità. E che su condono penale e scudo fiscale la Lega saprà fare un passo indietro. I patti del resto erano chiari...".

Eppure il braccio di ferro sembra ben lungi dal rientrare. Oggi sul terreno di scontro entra anche la sanatoria per gli abusi edilizi per le case danneggiate o crollate in seguito al terremoto di Ischia, "uno scempio" l'etichetta Salvini annunciando la volontà della Lega di fermarlo con una norma ad hoc.

La risposta dei vertici M5S non si fa attendere. "La norma sul condono edilizio - sottolineano all'Adnkronos - è stata chiesta dai sindaci locali, per giunta vicini al centrodestra, ed era stata sottoposta a Salvini oltre che a Di Maio. Vorrà dire che la Lega bloccherà la ricostruzione, problemi loro. Ma è singolare che lo stesso stop non arrivi dai leghisti per le case colpite dal sisma nel Centro Italia". 

 

(Fonte: Adnkronos)

Pensioni, reddito di cittadinanza, flat tax e condono: ecco la manovra economica. Tutto quello che c'è da sapere sulla grande scommessa del governo Lega-5Stelle

Dopo l'intesa al Consiglio dei ministri di lunedì sera sul decreto fiscale collegato alla Manovra, che contiene tra le altre cose la pace fiscale sulle tasse non versate in passato e ha gettato le basi per inserire nella legge di Bilancio le misure su reddito di cittadinanza e "quota 100", l'Italia ha inviato a Bruxelles il Documento programmatico di bilancio. E spunta a sorpresa l'abolizione del numero chiuso nelle facoltà di Medicina per "permettere a tutti di accedere agli studi", spiega una nota di Palazzo Chigi - (LEGGI TUTTO)


Reddito di cittadinanza, riforma delle pensioni e flat tax. E ancora, rilancio degli investimenti pubblici, taglio delle pensioni d'oro e istituzione di una task force per la revisione di tutta la spesa pubblica. Sono alcuni dei punti contenuti nella prossima legge di Bilancio approvata ieri dal Consiglio dei ministri e appena approdata sul tavolo europeo. L'accordo tra i partner di governo è arrivato dopo ore di tensione e un lungo braccio di ferro sul decreto fiscale collegato alla manovra, cui è stato aggiunto un secondo decreto legge, ribattezzato 'salva scartoffie' o di 'semplificazione', contenente, tra le altre cose, misure per il lavoro, norme per la sanità e l'introduzione di una RC auto equa sul territorio.

Per quanto riguarda la pace fiscale, l'accordo raggiunto prevede un'aliquota del 20% che interesserà solo da chi ha presentato la dichiarazione dei redditi. Sarà inoltre possibile integrare fino a un massimo del 30% in più, rispetto alle somme già dichiarate, con un tetto massimo di 100.000 euro. Niente sconti, però per gli evasori, per i qual, ha assicurato il vicepremier Luigi Di Maio "ci sarà la galera".

Sul fronte delle pensioni d'oro, la misura dovrebbe interessare gli assegni al di sopra dei 4.500 euro al mese. Dalla 'sforbiciata' si otterrebbe un miliardo che sarà messo a copertura nella legge di bilancio. "Manteniamo le promesse fatte, mantenendo i conti in ordine sulla base del contratto di governo", ha garantito il premier Giuseppe Conte al termine del Cdm.

LE MISURE DELLA LEGGE DI BILANCIO

Reddito di cittadinanza - Si introdurrà una misura universalistica di sostegno al reddito, con la previsione che nessun cittadino abbia un reddito mensile inferiore ai 780 euro, che crescono in base al numero dei componenti della famiglia;

Pensione di cittadinanza - Le pensioni minime saranno aumentate fino a 780 euro, con una differenziazione tra chi è proprietario di un immobile e chi non lo è;

Flat tax - Si estendono le soglie minime del regime forfettario fino a 65 mila euro, prevedendo un'aliquota piatta al 15 per cento;

Quota 100 - Si abrogano i limiti di età per i pensionamenti previsti dalla legge Fornero, introducendo la 'quota 100': si potrà andare in pensione con 62 anni di età e 38 anni di contributi versati, favorendo così chi ha iniziato a lavorare in età molto giovane e al contempo agevolando il necessario ricambio generazionale nella Pubblica Amministrazione e nel privato. Per le donne si proroga 'Opzione Donna', che permette alle lavoratrici con 58 anni, se dipendenti, o 59 anni, se autonome, e 35 anni di contributi, di andare in pensione;

Pensioni d'oro - Si interviene sulle pensioni d'oro, sopra i 4.500 euro mensili, in modo da rimodulare i trattamenti pensionistici più elevati e renderli più equi in considerazione dei contributi versati;

Risarcimento vittime crisi bancarie - Si stanzia un fondo da 1,5 miliardi per risarcire tutte le vittime delle crisi bancarie. Il fondo è così ampliato di 14 volte rispetto a prima;

Rilancio investimenti pubblici - Si stanziano 15 miliardi aggiuntivi nei prossimi 3 anni per rilanciare gli investimenti pubblici, soprattutto nell’ambito infrastrutturale, dell’adeguamento antisismico, dell'efficientamento energetico, dell’intelligenza artificiale e delle nuove tecnologie. Si crea inoltre una task force per valutare, monitorare e attivare rapidamente i progetti d'investimento;

Piano assunzioni straordinario - Si stanziano 500 milioni per un grande piano di assunzioni per poliziotti, magistrati e personale amministrativo, in modo da assicurare ai cittadini maggiore sicurezza, processi civili e penali più rapidi e una Pubblica Amministrazione più efficiente;

Task force spesa pubblica - Si crea una task force per la revisione di tutta la spesa pubblica. Il team analizzerà nel dettaglio ogni singola voce di spesa nel bilancio dello Stato per intervenire sugli sprechi ed efficientare la spesa, intervenendo, tra l'altro, su auto blu, voli di Stato e scorte;

LE MISURE DEL DL FISCALE E DEL DL SEMPLIFICAZIONE

Pace fiscale - Si prevede la pace fiscale solo per chi ha presentato la dichiarazione dei redditi. I contribuenti che sono alle prese con il fisco potranno sanare la loro posizione pagando il 20% del non dichiarato in 5 anni, in caso di vittoria al secondo grado, senza sanzioni e interessi; sarà inoltre possibile integrare fino ad un massimo del 30% in più, rispetto alle somme già dichiarate, con un tetto massimo di 100.000 euro.

Rottamazione ter - Si prevede, per chi aveva già beneficiato della rottamazione bis e ha versato almeno una rata, la possibilità di ridefinire il proprio debito con il fisco (relativo al periodo tra il 2000 e il 2017) a condizioni agevolate, tra cui l'esclusione dal pagamento delle sanzioni e degli interessi di mora, la possibilità di rateizzare il pagamento (massimo 10 rate consecutive di pari importo) in 5 anni pagando un interesse ridotto del 2% l'anno e quella di compensare i debiti con il fisco con i crediti nei confronti della pubblica amministrazione;

Stralcio debiti fino 1000 euro - Si prevede la cancellazione automatica di tutti i debiti con il fisco relativi al periodo che va dal 2000 al 2010 di importo residuo fino a 1000 euro;

Definizione agevolata - Sono previste varie ipotesi di definizione agevolata delle controversie tra i contribuenti e il fisco. In particolare, si prevede la definizione agevolata dei carichi affidati all’agente della riscossione a titolo di risorse proprie dell’Unione europea; delle controversie tributarie nei confronti dell’Agenzia delle entrate; degli atti del procedimento di accertamento; degli atti dei procedimenti verbali di contestazione; delle imposte di consumo;

Fatturazione elettronica- Si mantiene l'entrata in vigore dell'obbligo di fatturazione elettronica dal primo gennaio 2019, riducendo per i primi sei mesi le sanzioni previste per chi non riuscirà ad adeguare i propri sistemi informatici;

Trasmissione telematica scontrini- Oltre all'obbligo di fatturazione elettronica, si introduce l'obbligo generalizzato di memorizzare e trasmettere telematicamente i corrispettivi. Questo consentirà di eliminare alcuni adempimenti contabili come l'obbligo di tenuta dei registri e conservazione delle fatture e degli scontrini e un controllo maggiore e meno invasivo dell'Agenzia delle entrate. L'obbligo parte per chi ha un volume d'affari superiore a 400 mila euro dal primo luglio 2019. Per gli altri dal primo gennaio 2020;

Rc auto equa - Per realizzare una RC auto equa, con canoni differenziati rispetto al territorio, si eliminano i vincoli di trasferimento della polizza da un assicuratore a un altro;

CIGS per riorganizzazione o crisi aziendale - si consente la proroga degli ammortizzatori sociali per il 2018 e 2019 per le imprese con più di 100 dipendenti, che abbiano problemi occupazionali. La cassa integrazione può essere concessa per 12 mesi per riorganizzazione aziendale e sei mesi per il caso di crisi;

Norma 'Bramini' - si introducono norme a tutela di chi ha debiti nei confronti delle banche ma vanta crediti nei confronti dello Stato.

 

(Fonte: Adnkronos)

Nasce "Forza Salvini", la corrente salviniana di Fi. A vedere il simbolo sembra uno scherzo, ma la questione è terribilmente seria. E se alle Europee...

Come riporta l'agenzia Agi, giovedì, con la presentazione a Montecitorio, nascerà ufficialmente "Forza Salvini", la corrente interna agli azzurri che appoggia il leader della Lega e le sue posizioni, contestate invece dai vertici del partito di Berlusconi. Qualcuno potrebbe leggere in questa mossa semplicemente la ricerca di un posto al sole da parte di alcuni forzisti disposti ad abbandonare la nave che affonda per salire sul vascello leghista col vento in poppa. In certi casi è più o meno così, ma il malcontento sta montando da mesi in seno a quello che era il soggetto egemone e trainante del centrodestra ma che ora rischia seriamente di sparire, fagocitato dal sempre più potente Matteo. L'interprete maggiormente in vista di tale processo è il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ancora oggi è tornato ad attaccare: "Forza Italia ormai fa solo convention", ha detto al Corriere. A detta di molti la nuova discesa in campo di Silvio non basterà ad evitare il minimo storico alle elezioni europee di maggio. Se il divario con la Lega assumesse proporzioni imbarazzanti allora l'incubo di alcuni e il sogno di altri, cioè la creazione di un centrodestra forte guidato da Matteo Salvini, diventerebbe realtà. Ecco perché c'è chi si porta avanti.


E con 'Forza Salvini' nasce ufficialmente la corrente salviniana in Forza Italia. Annunciata nei mesi scorsi e promossa dal forzista Pietro Spizzirri, vicecoordinatore nazionale e coordinatore regionale dei club FI della Calabria, la componente sarà presentata giovedì alle 11.30 in una conferenza stampa a Montecitorio.

L'annuncio arriva con una nota in cui si riporta appunto il simbolo FI, l'ormai storico tricolore con il nome del partito in diagonale all'interno. Modificato, però: 'Salvini' al posto di 'Forza Italia'. Nel corso della conferenza stampa - si spiega - sarà presentata "la corrente popolare e populista di Forza Italia".

"Viviamo tra la nostra gente e non nei salotti romani. Viviamo dei nostri sudati guadagni e sappiamo che il nostro popolo apprezza l'operato di Matteo Salvini e guarda con grande interesse e favore ad interventi come la spesa di cittadinanza, la flat tax, la pace fiscale tombale e la ritrovata unità nazionale. Ci poniamo un obiettivo semplice: far capire al presidente Berlusconi che il popolo di Forza Italia vuole essere alleato di Matteo Salvini e della Lega in questa rivoluzionaria azione di miglioramento del Paese", è l'intento.

L'obiettivo? Entrare nella maggioranza

"Forza Italia deve contribuire a migliorare i contenuti di questa manovra, rendendola ancora più efficace per il progresso del Paese ed il benessere dei cittadini, in linea con le vere aspettative della nostra base. Sono numerose e quotidiane - assicurano i promotori - le adesioni di sindaci, amministratori, dirigenti locali, militanti, simpatizzanti ed elettori di Forza Italia alla corrente Forza Salvini".

"L'idea di fondo - spiega ancora la nota - è chiara: bisogna sostenere la Lega di Salvini al governo del Paese, in linea con la tradizionale alleanza di centrodestra e con i valori ed i principi ispiratori originari del movimento azzurro e di Silvio Berlusconi, quali sicurezza, dignità della persona, libertà ed eguaglianza. Avviando, pertanto, un confronto propositivo per il miglioramento dell'azione di governo, anziché fare opposizione ad ogni costo. Bisogna rivalutare la possibilità di sostenere il governo diventando parte della maggioranza".

"In questo particolare momento storico, ma con le opportune modifiche, riteniamo che sia necessario sostenere la manovra del governo Conte e la linea di Matteo Salvini leader del centrodestra italiano, anche contro la strafottenza e l'arroganza di questa Europa vecchia, inutile e da rifondare", si conclude.

 

(Fonte: Agi)

Il governo giallo-verde e l'Europa, il Def e i nostri conti: intervista a Carlo Cottarelli (VIDEO)

Che non sia un grande estimatore delle politiche sovraniste e delle visioni economiche di Lega e 5 Stelle è cosa nota e ai microfoni de ilComizio.it ribadisce le sue posizioni e le sue preoccupazioni per lo scontro in atto tra Roma e Bruxelles. Parla l'ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica del governo Letta ed ex presidente del Consiglio incaricato nel maggio scorso, già direttore del Dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale

Forza Italia avverte Salvini: "Se l'alleanza coi 5 Stelle diventa strutturale si aprono nuovi scenari". Intervista a Mariastella Gelmini che boccia anche il reddito di cittadinanza: "Paghetta di Stato" (VIDEO)

La nostra intervista a Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a margine dell'incontro che gli azzurri hanno tenuto a Milano per confrontarsi con politici, imprenditori e società civile e che ha visto l'intervento di Silvio Berlusconi

Governo; Lega e M5S esultano, "Giorno storico, oggi è cambiata l'Italia!". Piazza Affari perde in un giorno 20 Miliardi

Luigi Di Maio e Matteo Salvini raggiungono l'intesa con Tria sul rapporto deficit/Pil al 2,4% - Il premier Conte: "Manovra coraggiosa per il bene del Paese" Ma i mercati non hanno la stessa visione.


Il rapporto deficit-Pil viene portato al 2,4% per gli anni 2019, 2020 e 2021. Questo lo storico accordo di Governo, approvato all'unanimità dal Consiglio dei Ministri. Sembra inoltre che il ministro Tria non rassegnerà le proprie dimissioni come ipotizzato da qualcuno: "Nessuno ha mai messo in discussione Tria né si è messo in discussione. La sua scelta è la naturale conseguenza di un allineamento politico", ha affermato il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Danilo Toninelli. Ironizza invece Di Maio, intervistato al programma Piazza Pulita in onda sui La7. "Come sta Tria?" ha chiesto al ministro il conduttore Corrado Formigli. "Ve lo saluto", la risposta del vicepremier pentastellato. Che in due post su Facebook ha commentato il risultato della approvazione del DEF e del Decreto Sicurezza.

e sempre sull'ambito social continua:

"Il Decreto Emergenze è ufficialmente in vigore. La ricostruzione del Ponte adesso partirà alla velocità della luce. Infatti per Genova il decreto prevede un super commissario per una veloce ricostruzione del Ponte, l'esclusione di Autostrade dalla ricostruzione del Ponte perché sarebbe stato assurdo farlo ricostruire a chi ne ha causato il crollo, sono previsti aiuti alle famiglie e alle imprese colpite dal crollo e l'istituzione di un'Agenzia per il monitoraggio delle infrastrutture. 
Nel decreto però non c'è solo Genova. Vi avevo promesso che avremmo rimesso il Sud al centro delle politiche di Governo e così sta avvenendo. Per anni siamo stati trattati come cittadini di serie B. Ogni volta che si faceva qualcosa per le regioni meridionali, sembrava sempre una concessione. Sembrava sempre che dovessimo ringraziare per quelli che invece erano nostri diritti. Per quanto mi riguarda il Sud ha un credito con l’Europa e con il resto d’Italia e io ho il dovere di estinguere quel credito mantenendo le promesse fatte.
Il decreto emergenze appena firmato dal Presidente della Repubblica contiene tante norme per tutta l'Italia e che non dimenticano il Sud. Vediamole insieme!

INVITALIA. Evitiamo il pignoramento dei beni agli imprenditori in difficoltà.
Tante aziende, soprattutto al Sud, hanno avuto accesso ai fondi Invitalia. Erano prestiti da onorare e così dovrà essere. Ma la crisi non ha permesso a molte di queste imprese di rientrare con il prestito nei tempi previsti e adesso gli imprenditori rischiano di vedersi pignorati i beni della azienda e soprattutto di fallire. Con il Decreto Emergenze diamo ad Invitalia la possibilità di sospendere i pagamenti e di dilazionare questi prestiti, e quindi di dare respiro a tante piccole e medie imprese in difficoltà. Nei casi più gravi e con esecuzioni già in corso invece addirittura abbiamo previsto la possibilità di transare il debito con Invitalia. In questo modo finalmente le imprese potranno proseguire la propria attività, uscire dalla crisi e magari riniziare ad assumere.

TERREMOTO DI ISCHIA. Finalmente parte la ricostruzione! Un anno e mezzo fa Ischia fu colpita da un terremoto che distrusse centinaia di abitazioni. Da allora gli ischitani sono stati abbandonati. Sono stati gli unici terremotati a non aver avuto un decreto che gli permettesse di ricostruire. Ad Agosto sono stato ad Ischia, a settembre c’è stato il Presidente Conte. Avevo promesso ai sindaci che avremmo avviato la ricostruzione fornendogli gli strumenti normativi per farlo. Con il Decreto Emergenze si parte!

TORNA LA CASSA INTEGRAZIONE PER CESSAZIONE.
Quante aziende falliscono, quante delocalizzano, quanta gente finisce in mezzo ad una strada dall’oggi al domani? Può capitare a tutti. Soprattutto nelle aree più svantaggiate di Italia.
Fino a qualche anno fa c’era la cassa integrazione per cessazione, che dava due anni di aiuti a chi finiva in mezzo ad una strada. Poi è arrivato il PD con il Jobs Act ed ha cancellato anni di battaglie dei lavoratori. Con il Decreto Emergenze ricostituiamo la cassa integrazione per cessazione. Diamo respiro alle persone in difficoltà. 
Un vero salvavita per i lavoratori di tutte le imprese italiane.

AGENZIA PER LA SICUREZZA DELLE INFRASTRUTTURE
Quanti ponti insicuri, quante strade pericolose, quanta paura abbiamo di viaggiare dopo anni di ruberie e trascuratezza delle nostre infrastrutture?
Con il Decreto Emergenze, nasce l’agenzia per la sicurezza delle infrastrutture. D’ora in poi ci sarà un’unica agenzia che si dedicherà al monitoraggio delle nostre strade e dei nostri ponti.
La tecnologia ci aiuterà a migliorare la sicurezza di tutti noi. Grazie ai sensori lo stato di salute di ponti, gallerie e viadotti sarà monitorato in tempo reale. 
Nel giro di pochi mesi avremo una banca dati nazionale e persone qualificate dedite al monitoraggio delle nostre infrastrutture. Mai più un Ponte Morandi!
Tutto questo è già Legge. Ed è solo l’inizio!"

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Anche il Premier Conte sembra colpito da "enfasi di successo" e in un post sui social scrive, "Stiamo facendo del bene all'Italia e degli italiani. Vi garantisco che abbiamo lavorato con serietà e impegno per realizzare una manovra economica meditata, ragionevole e coraggiosa. È un intervento che migliorerà le condizioni di vita dei cittadini e assicurerà al nostro Paese una più robusta crescita economica e un più significativo sviluppo sociale. Abbiamo deliberato di realizzare tutte le riforme già annunciate, mantenendo fede agli impegni presi in tema di giustizia sociale. Introdurremo il reddito di cittadinanza, una seria riforma fiscale" e - conclude - "supereremo la legge Fornero".
 

Purtroppo i mercati non vivono della stessa enfasi 

"Piazza Affari perde in un giorno 20 miliardi. Da maggio il rosso è di 86"
 
Questo il titolo de "il Sole 24 ore" di oggi, che in un articolo a firma Vito Lops spiega che "la reazione a caldo dei mercati finanziari all’innalzamento del deficit/Pil dall’1,6% (proposta del ministro dell’Economia Giovanni Tria) al 2,4% (dato inserito nell’aggiornamento del Def ieri notte) è stata piuttosto violenta. Piazza Affari ha chiuso l’ultima seduta della settimana con un calo del 3,7% (dopo un picco intraday vicino a -5%). Lo spread BTp-Bund, che nel corso della giornata si era impennato fino a quota 280, ha terminato a quota 267, posizionandosi in ogni caso sui livelli di agosto. Il rendimento del decennale è salito al 3,25% rispetto al 2,9% della vigilia. Le tensioni sull’Italia trascinano al ribasso anche la moneta unica che torna sotto quota 1,16 (1,158) accusando un ribasso quotidiano superiore al mezzo punto percentuale."
 
Cosa ci attenderà dunque nelle prossime settimane? siamo di fronte al panic selling?, quello che sicuramente ci attendiamo è che il governo Lega - Cinquestelle, apra un dialogo con Bruxelles evitando lo scontro. Si apre quindi una delicata fase di trattative che potrebbe durare due mesi (entro fine novembre la Commisione europea dovrà dare il nullaosta alla legge di Bilancio). Ne è consapevole anche il commissario agli Affari economici, Pierre Moscovici, che pur definendo la manovra italiana «fuori dai paletti Ue» ha sottolineato allo stesso tempo che «non abbiamo nessun interesse ad aprire una crisi tra la Commissione e l'Italia, nessuno ha interesse a farlo perché l'Italia è membro importante della zona euro». Una conferma che giunge anche dall vicepremier Luigi Di Maio: «Ora parte l'interlocuzione».
 
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