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updated 4:39 PM UTC, Sep 29, 2020

Conte sta con Tridico: "Stipendio adeguato, ma lavorare sulla cassa integrazione non pagata"

Il premier Giuseppe Conte difende il presidente dell'Inps Pasquale Tridico al centro di una polemica per la questione dello stipendio: "Posso dire, all'esito dell'informativa assunta, che il presidente dell'Inps all'atto dell'insediamento prendeva emolumenti di molto inferiori rispetto al precedente presidente. E' stato necessario, sulla base di provvedimenti normativi, adeguare gli emolumenti"


Sul caso dello stipendio del numero 1 dell'Inps, Pasquale Tridico,"io stesso nei giorni scorsi, quando mi è stata posta la domanda, vi ho detto 'permettetemi di verificare'. All'esito dell'informativa assunta, ho verificato che il presidente Inps prendeva emolumenti molto inferiori rispetto al precedente". Il premier Giuseppe Conte, a margine dell'incontro con la presidente della Confederazione svizzera Simonetta Sommaruga, risponde a una domanda sull'affaire Tridico.

"C'è stato un riassetto dei vertici dell'Inps e credo dell'Inail, sono stati insediati i cda, a quel punto, su base di procedimenti legislativi e regolamentari, è stato necessario adeguare gli stipendi. Questo ha portato a un adeguamento stipendiale" per Tridico che, "se guardate le tabelle comparative, ancor oggi risulta in linea o inferiore a quelli dei vertici di istituti paragonabile. Il tema non è questo, il tema è che ci sono cittadini che ancora aspettano la cassa integrazione in deroga. In questo momento quindi, il presidente Inps, i lavoratori e tutti coloro che hanno un ruolo, io per primo, dobbiamo lavorare giorno e notte" per far sì che tutti percepiscano la Cig nei tempi previsti e senza ritardi.

Il fatto che dei lavoratori non abbiano ancora percepito la cassa integrazione "è un problema per chi non ha mezzi di sostentamento. Non ha senso dire che milioni l'han presa" se "c'è ancora un piccolo numero che non lo ha percepito, perché si tratta di famiglie", ha rimarcato il premier ringraziando le aziende che hanno deciso di anticipare ai propri dipendenti la Cig.

ESCLUSIVO - Parla Paolo Pininfarina: "Pandemia come la crisi energetica degli anni '70. Dobbiamo puntare sul design italiano e fare sistema" (VIDEO)

Si è svolta il 25, 26 e 27 Settembre 2020, a Rho Milano Fiera, "AutoClassica", il grande appuntamento espositivo dedicato alle auto classiche e sportive; ilComizio.it era presente con le sue telecamere e un giornalista d'eccezione, GIORGIO BUNGARO. Nell'occasione abbiamo avuto il piacere di fare una bella chiacchierata con PAOLO PININFARINA, un nome che non ha bisogno di presentazioni. Tema, ovviamente, il design italiano d'eccellenza, il momento attuale e il futuro che ci attende.

L'altra faccia della crisi da pandemia: riscoperti i negozi di quartiere, uno su due ha raddoppiato la clientela

L'Osservatorio Fida-Confcommercio: le imprese si sono adeguate con successo e tempestività alle nuove disposizioni sanitarie e di sicurezza. Accelerati i processi d’innovazione


Con il Covid-19 le imprese delle distribuzione alimentare al dettaglio sono state messe a dura prova e, soprattutto durante il lockdown, i punti vendita sono stati in prima linea per assicurare la spesa e continuare ad erogare, in condizioni di difficoltà, un servizio fondamentale per i cittadini facendo riscoprire anche il ruolo dei negozi di vicinato (come afferma il 70% delle imprese) e quasi un’impresa su due (47,3%) ha rilevato un aumento di nuovi clienti. È quanto emerge dall’Osservatorio della Fida, la Federazione italiana dettaglianti dell’alimentazione aderente a Confcommercio, realizzato in collaborazione con Format Research. 

Secondo l'analisi, il 31% delle imprese prevede un peggioramento della propria attività economica nei prossimi tre mesi, mentre per il 59% la situazione rimarrà stazionaria. Principalmente all’inizio e nella fase più acuta della pandemia le imprese hanno dovuto risolvere problemi di carattere organizzativo mai affrontati prima, con dispendio di energie e risorse, come il reperimento dei dispositivi di protezione individuale, ma si sono adeguate con successo e tempestività alle nuove disposizioni sanitarie e di sicurezza: dalla pulizia e sanificazione quotidiana di ambienti e strumenti, all’installazione dei pannelli separatori in plexiglass tra dipendenti e clienti.

L'emergenza sanitaria ha accelerato i processi di innovazione nel settore: il 40,7% delle imprese ha iniziato a fare consegne a domicilio, il 32,2%, di quelle che già lo facevano, ha intensificato questo servizio e il 14,2% ha attivato servizi di asporto. E anche sul fronte digitale crescono le imprese che hanno avviato servizi che prima non offrivano come la prenotazione spesa tramite email (per il 13,1%), tramite Social Network (per il 9%), il click & collect (per il 7,1%) e la vendita per mezzo di piattaforme online (per il 4,7%). Le imprese della distribuzione alimentare al dettaglio in Italia sono oltre 140 mila, pari a circa il 4% del totale complessivo delle imprese, di cui il 60% 'specializzate'.

La Casa del Quartiere è uno degli snodi di distribuzione di beni alimentari  e di prima necessità di Torino Solidale – Casa del Quartiere di San Salvario

Boom della pasta 100% italiana: in sei mesi consumi su del 28,5%

Volano i consumi di pasta con dicitura che richiama l'origine nazionale della materia prima, in controtendenza rispetto all'andamento degli acquisti negli ultimi anni in Italia, che registrano una costante riduzione, in un settore considerato dagli esperti maturo. Lo evidenzia il report Ismea "Tendenze. Frumento duro – pasta di semola"


Ecco i pastifici che portano a tavola la pasta fatta al 100% con grano  italiano

Volano i consumi di pasta 100% italiana che nel primo semestre dell'anno mettono a segno aumenti del 23% in quantità e del 28,5% in valore. Questo in controtendenza rispetto all'andamento in calo degli acquisti nazionali di pasta generica. Un dato che conferma come in un comparto ormai maturo, il richiamo all'origine nazionale della materia prima ha fornito un forte e nuovo stimolo per le famiglie. E' quanto evidenzia il report Ismea 'Tendenze sul frumento duro', precisando che nel 2019 la confezioni con etichetta '100% italiana' hanno avuto una crescita del 13% sia a volume che a valore.

Il peso della pasta 100% italiana sui consumi totali di quella di semola secca, segnala il report, è costantemente aumentato: da una quota del 14% in volume e del 17% in valore nel 2018, ha superato nei due casi il 20%. Durante i mesi del lockdown in analogia a quanto verificatosi per l'intero comparto alimentare anche le vendite di pasta sono risultate in netto aumento. Il primi sei mesi del 2020 fanno infatti segnare una crescita su base annua dell'8% in volume, e del 13,5% della spesa. In generale l'attuale pandemia e le conseguenti misure restrittive, hanno esposto le industrie della trasformazione molitoria e pastaria italiana a una forte vulnerabilità, data la strutturale dipendenza dalla materia prima estera. Va ricordato, infatti, che i quantitativi di granella che provengono oltre frontiera oscillano annualmente tra il 30% e 40% del fabbisogno delle imprese. Tale preoccupazione è stata maggiormente sentita durante le prime settimane dell'emergenza, successivamente la filiera ha mostrato un elevato grado di resilienza: sono aumentate infatti sia le importazioni di materia prima sia le esportazioni di pasta di semola, così come il consumo domestico dei derivati del frumento duro. 

Alitalia, De Micheli assicura: "Piano ambizioso nei prossimi 5 anni. Newco è imminente, non sarà dello Stato a tempo illimitato"

La ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, in audizione alla commissione Trasporti della Camera, sul futuro della compagnia di bandiera: "Obiettivo della nuova società sarà trovare alleanze e salvaguardare i livelli occupazionali"


AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency - Alitalia, ministro De Micheli:  "Personale riassorbito in base a traffico"

''La Newco dovrà presentare un piano ambizioso di 5 anni. Dobbiamo lavorare per impostare ora ad una pianificazione strategica di lungo termine, con un ribilanciamento tra medio, lungo viaggio e rinnovare flotta che permetterà risparmi operativi fino al 40%''. Lo sottolinea il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in occasione di un'audizione alla Camera sulla situazione di Alitalia. ''Il governo - ha sottolineato - non intende immaginare una compagnia aerea per un tempo illimitato di esclusiva proprietà dello Stato, ma riteniamo che una volta realizzata la fase iniziale del piano industriale ci saranno le condizioni per poter accedere sul mercato delle compagnie aeree e alla possibilità di costruire alleanze e sinergie con partner industriali e commerciali''.

''La Newco è sostanzialmente imminente'', spiega quindi De Micheli, che aggiunge: ''Il numero di aerei, di personale e di rotte saranno chiari quando sarà terminato il piano che sarà presentato in 30 giorni dalla costituzione della Newco''.

Per il governo, spiega ancora, ''il tema occupazionale è in cima alle nostre preoccupazioni. Io voglio essere molto chiara: siccome non tutti, anche legittimamente, sono d'accordo sulla scelta del Governo di fare Alitalia così come la stiamo facendo. In questo periodo ci sono state serie fughe notizie che non corrispondono al vero. Il mandato agli amministratori è stato e continuerà ad esserlo, quello di salvaguardare i livelli occupazionali, compatibilmente alla tempistica dettata dalla ripresa del mercato. Man mano che si iniettano nella Newco nuovi aeromobili e si possono percorrere le rotte, ovviamente il personale sarà richiamato''.

''Il tema occupazionale di Alitalia - ha continuato il ministro - è anche una delle questioni che in un recente incontro riservato con la Commissione Europea abbiamo ribadito: noi daremo discontinuità su alcuni aspetti strategici e organizzativi dell'azienda, mentre invece sul tema dell'occupazione riteniamo che non solo per le grandi competenze che ha Alitalia può esprimere ma anche per l'attuale situazione oggettiva dell'economia noi abbiamo l'esigenza di farci carico e chiederemo all'Europa di sostenerci in questo per un percorso occupazionale che garantisca per davvero i livelli occupazionali''.

''Oggi siamo nelle condizioni -aggiunge De Micheli- in termini di investimenti fatti in questi mesi con i vari decreti, di poter garantire che questo percorso non sia traumatico per coloro che non saranno magari immediatamente investiti nella prima fase di rilancio di Alitalia, ma che dovranno seguire la gradualità. Bisogna tenere conto che c'è già un meccanismo di rotazione del lavoro che sta già funzionando''.

''Io francamente non ho nessuna notizia di una richiesta da parte della Commissione Ue di dire ora che dobbiamo privatizzare, quando farlo e quando. Non credo che il ruolo della Commissione europea si di entrare in queste questioni. Che la prospettiva sia quella di trovare un partner industriale ve la confermo. Però non esiste nessuna lettera o comunicazioni formale o informale da parte della Commissione su questo tema'', sottolinea.

 

(Fonte: Adnkronos)

L'atteso baby boom non ci sarà. Lo dicono gli esperti: preoccupazioni sanitarie ed economiche frenano le nascite

In molti prevedevano un incremento della natalità a seguito del confinamento domestico a causa della pandemia da coronavirus. Tutti a casa, concepimenti alle stelle, si pensava. Ma pare che così non sia così: tra economisti ed epidemiologi alcuni arrivano a prevedere un calo di mezzo milione di nascite dovuto alla perdita dei posti di lavoro e alle preoccupazioni per la sanità pubblica, per altri l'eccezionalità di quanto successo complica questo tipo di calcoli


Baby boom da lockdown? Difficile che ci sia. Quando a marzo buona parte del mondo è finita sotto confinamento, con l'obbligo di rimanere a casa, alcuni hanno ironicamente speculato sulla possibilità di un baby boom da Covid-19. Sui social media sono anche apparsi suggerimenti per i possibili appellativi di questa nuova generazione - "coronials" o "quaranteens" i più diffusi.

Ma con il protrarsi della pandemia, economisti ed epidemiologi non sono sicuri dei reali effetti del coronavirus sul tasso di natalità. Alcuni arrivano a prevedere un calo di mezzo milione di nascite dovuto alla perdita dei posti di lavoro e alle preoccupazioni per la sanità pubblica, per altri l'eccezionalità di quanto successo complica questo tipo di calcoli.

A giugno la Brookings Institution, una non-profit dedicata alle politiche sociali, aveva pubblicato un rapporto che stimava un calo tra le 300.000 e 500.000 nascite a causa della pandemia. I ricercatori avevano calcolato le cifre osservando il tasso di natalità dopo la crisi finanziaria del 2008, che aveva portato a un calo del 9% delle nascite nei successivi quattro anni, dopo la Spagnola del 1918, che risultò in un declino del 12,5%.

Secondo Philippe Levine, coautore dello studio, la teoria di un baby boom non sarebbe suffragata dai dati storici. Anzi, l'economista suggerisce come il calo delle nascite potrebbe essere superiore a quello dopo la pandemia del 1918, perché "durante la spagnola l'economia americana non si fermò essendo il paese in guerra, le fabbriche restarono aperte e non ci fu una crisi dei posti di lavoro come quella che dobbiamo affrontare oggi”.

A maggio, un sondaggio del Guttmacher Institute di Washington su un campione di 2.009 donne tra i 18 e i 49 anni ha rivelato come più del 40% avesse cambiato idea su quando e quanti bambini avere a causa della pandemia. Il 17%, al contrario, ha dichiarato di volere più figli, o di voler allargare la famiglia prima del previsto.

"Ci aspettavamo un calo della fertilità dovuto a una maggiore instabilità nel rapporto vita-lavoro - ha detto Jennifer Horney, professoressa di epidemiologia all'Università del Delaware - Quello che non ci aspettavamo è un incremento nei casi di malattie veneree, che ci ha portato a credere come più persone stiano avendo rapporti non protetti con diversi partner”.

Mentre si attende di vedere quali saranno gli effetti a lungo termine del Covid-19 sul tasso di natalità a livello globale, economisti ed epidemiologi sembrano essere d'accordo su una cosa: ci saranno implicazioni importanti per quello che accadrà alla popolazione mondiale. Per Levine "i baby boomers hanno già lasciato il segno, e questa generazione non sarà da meno".

 

(Fonte: Adnkronos)

Mercato dell'auto, recupero ad agosto. Gli incentivi frenano il calo delle vendite (-38,9% da inizio anno)

Il mercato italiano dell'auto recupera nel mese di agosto. Le immatricolazioni - secondo i dati del ministero dei Trasporti - sono state 88.801 autovetture, con un calo dello 0,43% rispetto allo stesso mese dell'anno scorso. Da inizio anno le auto vendute sono 809.655, il 38,9% in meno dell'analogo periodo del 2019


Tracollo del mercato dell'auto, a marzo vendite giù dell'85% | L'HuffPost

Recupera il mercato dell'auto in Italia ad agosto. Nel mese la Motorizzazione ha immatricolato 88.801 autovetture, con una variazione di -0,43% rispetto ad agosto 2019, durante il quale ne furono immatricolate 89.184 (nel mese di luglio 2020 sono state invece immatricolate 136.653 auto, con una variazione di -10,88% rispetto a luglio 2019, durante il quale ne furono immatricolate 153.335). Nello stesso periodo di agosto sono stati registrati 155.727 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -34,14% rispetto ad agosto 2019, durante il quale ne furono registrati 236.436 (nel mese di luglio 2020 sono stati invece registrati 273.622 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -27,81%  rispetto a luglio 2019, durante il quale ne furono registrati 379.028). Nel mese di agosto 2020 il volume globale delle vendite (244.528 autovetture) ha dunque interessato per il 36.32% auto nuove e per il 63,68% auto usate.

Le vendite nei primi otto mesi dell'anno

Nel periodo gennaio-agosto 2020 la Motorizzazione ha in totale immatricolato 809.655 auto, con una variazione di -38,93% rispetto al periodo gennaio-agosto 2019, durante il quale ne furono immatricolate 1.325.704. Nello stesso periodo di gennaio-agosto 2020 sono stati registrati 1.725.609 trasferimenti di proprietà di auto usate, con una variazione di -38,21% rispetto a gennaio-agosto 2019, durante il quale ne furono registrati 2.792.681.

Fca, ad agosto -2,65% vendite

Sono 20.286 044 le immatricolazioni di auto Fca in Italia ad agosto, il 2,65% in meno dello stesso mese del 2019. Scende la quota di mercato del gruppo, pari al 22,84% a fronte del 23,87% (-0,52%). Da inizio anno le immatricolazioni di Fca sono state 190.075, in calo del 40,94% sull'analogo periodo dell'anno scorso (321.827 auto), con una quota pari al 23,48% (-0,80%). Positivi i risultati ottenuti nel mese di agosto da Jeep e da Alfa Romeo: il primo brand nel mese ha immatricolato quasi 4.500 vetture, l'8,3% in piu' in confronto al 2019, con una quota del 5%, in crescita rispetto allo stesso mese di un anno fa di 0,4 punti percentuali, mentre il Biscione ha venduto oltre 1.300 veicoli (il 14,1% in piu' rispetto all'anno scorso) e ha una quota dell'1,5%, in aumento di 0,2 punti percentuali. Fiat in agosto registra piu' di 12.200 vetture per una quota del 13,8% mentre Lancia immatricola quasi 2.300 auto per una quota al 2,6%.

Gli incentivi frenano il calo

È grazie agli emendamenti al Decreto Rilancio che in agosto le immatricolazioni di auto sono ritornate sui livelli del 2019. A rilevarlo è il Centro Studi Promotor,secondo cui il calo dello 0,43% indica che "è in via di superamento la fase orribile del mercato auto", che ha visto cadute dell’85% in marzo, del 98% in aprile e un andamento fortemente negativo nel complesso dei primi sette mesi di quest’anno che chiudono il loro consuntivo con un calo di immatricolazioni del 41,7%, con una perdita di fatturato per il settore stimata in 9,6 miliardi e con un calo del gettito Iva per l’Erario di 2,1 milioni.

Per Promotor, il merito del ritorno a livelli di vendita normali è dovuto essenzialmente ad aver esteso gli incentivi, con gli emendamenti presentati in sede di conversione in legge del Decreto Rilancio, anche alle vetture con alimentazione a benzina o gasolio ed emissioni non superiori a 110 g/km di CO2. Gli incentivi alle sole vetture ad emissioni zero, già in vigore nel 2019 e potenziati nel 2020, si sono infatti rivelati utili per favorire l’auto elettrica, ma certamente non sono sufficienti per rilanciare l’intero mercato dell’auto in cui le immatricolazioni di vetture non elettriche sono ancora il 98%.

Il superamento delle difficoltà burocratiche a cui si è accennato dovrebbe consentire a partire da settembre di recuperare, almeno parzialmente, questo calo nei mesi che restano del 2020. Ne sono convinti anche i concessionari che, operando in prima linea sul mercato, percepiscono con immediatezza i mutamenti delle tendenze. Dall’inchiesta congiunturale mensile condotta dal Centro Studi Promotor a fine agosto emerge infatti che nel mese scorso la raccolta di ordini è stata normale o alta per il 79% dei concessionari interpellati, mentre sempre in agosto l’87% giudica normale o alto l’afflusso di potenziali interessati nei saloni di vendita e il 91% stima stabile o in aumento le vendite nei prossimi mesi.

A ciò si aggiunge che l’indicatore di fiducia degli operatori auto determinato dal CSP, sintetizzando i risultati delle sue inchieste congiunturali mensili, ha toccato in agosto quota 53,20. “Si tratta - ha dichiarato Gian Primo Quagliano, presidente del Centro Studi Promotor - di uno dei valori più alti registrati dal gennaio del 1993 quando iniziammo a determinare questo indicatore”. 

Di Maio torna in Libia: visite a Tripoli e Tobruk. Obiettivo consolidare la tregua e rilanciare gli accordi economici. Ripresi i vecchi accordi siglati da Berlusconi con Gheddafi

Il ministro degli Affari esteri e della Cooperazione internazionale, Luigi Di Maio, è stato ricevuto oggi a Tripoli dal presidente del Consiglio presidenziale del Governo di accordo nazionale della Libia, Fayez al SarrajTra i progetti più importanti in sospeso ci sono l'"autostrada della pace" e l'aeroporto internazionale di Tripoli. La missione ha anche lo scopo di rilanciare il dossier economico: la Farnesina preme per il rientro delle aziende italiane


PressReader - Corriere della Sera: 2020-09-01 - Di Maio in visita a Tripoli  rilancia l'autostrada promessa da Berlusconi

"L’Italia vede con favore l’accordo raggiunto con Saleh per la promozione di un cessate il fuoco e lo sosteniamo. Crediamo anche, come diciamo da sempre, che debba cessare ogni interferenza esterna”. Così il ministro degli Esteri Luigi Di Maio, in visita a Tripoli, al premier libico Fayez Serraj, parlando dell'intesa raggiunta il 21 agosto scorso con il presidente della Camera dei rappresentanti di Tobruk Aguila Saleh.

Di Maio è arrivato questa mattina a Tripoli dove, oltre a Fayez Serraj, vedrà il ministro degli Esteri Mohamed Syala, il vice premier Ahmed Maitig, il presidente della Noc, Mustafa Sanalla e il presidente dell’Alto Consiglio di Stato, Khaled Meshri. Poi si sposterà a Tobruk per un incontro con il presidente della Camera dei rappresentanti Aguila Saleh.

Di Maio a Tripoli:

La Libia per noi è un attore importante, uno snodo cruciale per costruire un nuovo modello” di sviluppo nel Mediterraneo, “con scambi commerciali fiorenti e opportunità di crescita” per tutti i Paesi dell’area, ha detto ancora Di Maio.

"Istituiremo la commissione" per le questioni economiche tra Italia e Libia "il prima possibile, vogliamo che le imprese italiane vengano qui da noi per sostenere lo sviluppo e la crescita della Libia”, ha detto dal canto suo il premier del governo di accordo nazionale libico Fayez Serraj.

È il primo viaggio all’estero del ministro dalla ripresa dei lavori dopo la pausa estiva. Il 17 agosto era stato in Tunisia. Di Maio oggi sarà accompagnato dal sottosegretario Manlio Di Stefano, delegato dal ministro a lavorare per istituire la commissione mista italo-libica per le questioni economiche. Nel piano di Di Maio c’è la ripresa dei vecchi accordi siglati da Silvio Berlusconi, con l’obiettivo di dare nuovo impulso agli investimenti italiani in Libia e offrire nuove opportunità di crescita alle nostre imprese e al popolo libico. Del tema il ministro Di Maio ne aveva discusso con Serraj già durante l’ultima visita a Tripoli il 24 giugno scorso.

  • Pubblicato in Esteri
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