updated 2:31 PM UTC, Mar 21, 2019

Salvini ha un problema che si chiama Berlusconi. In Sardegna Forza Italia va bene e l'Udc sorprende: così il centrodestra frena le ambizioni del "Capitano"

Il leader leghista, giustamente, canta vittoria dopo aver conquistato un'altra regione grazie a un uomo suo. Ma, fermandosi sotto il 12%, non fa il pieno e gli alleati "storici", che insieme ottengono un bel risultato, lo costringono a fare i conti con la tradizionale idea di coalizione moderata. Lui giura che non tornerà mai indietro e si tiene stretti i compagni di governo grillini, ma intanto il Cav gongola: "Senza di noi non va da nessuna parte"


Ho ragione io, il centrodestra è la maggioranza naturale del Paese e Forza Italia resta una sua componente essenziale... Ogni giorno dico a Salvini di staccare la spina a questo governo, ora che i Cinque stelle vengono sempre più abbandonati dagli italiani, è arrivato il momento di farlo...Dopo la vittoria in Abruzzo, Silvio Berlusconi considera il bis in Sardegna un risultato positivo, soprattutto per la sua creatura politica lanciata nel '94 e la sua leadership. Il crollo dei Cinque stelle e la Lega che non sfonda, secondo il Cav, gli consentono di restare in carreggiata e di marcare stretto Matteo Salvini. E nello stesso tempo, sono due fattori che rappresentano un segnale molto incoraggiante per le europee. Della serie: Matteo non può fare a meno di noi, i voti di Fi restano determinanti. "Senza Fi e il centrodestra la Lega non va da nessuna parte", esultano gli azzurri.

Giorgio Mulè, portavoce dei gruppi parlamentari, lo dice chiaramente: ''Il voto in Sardegna offre innanzitutto un dato preciso e chiarissimo: alla maggioranza parlamentare non corrisponde più la maggioranza elettorale. Nella coalizione di centrodestra nessuna forza politica è autosufficiente...''. Prima di mandare un lunga nota a fine giornata, dove definirà il ''centrodestra maggioranza naturale degli italiani'', parlerà del ''declino irreversibile dei Cinque stelle'' e di un ''centrosinistra in crisi'' senza mai citare direttamente Salvini, il leader azzurro si congratula con tutti i vertici forzisti nell'isola, a cominciare dal coordinatore regionale Ugo Cappellacci.

Berlusconi cita anche l'importanza delle liste apparentate (civiche e non), in primis quelle centriste, che ancora una volta hanno portato voti alla causa e che, sommate, di fatto, permettono a Fi di raggiungere quota 16%, come fa notare Cappellacci che scrive: "Se consideriamo anche il contributo delle liste collegate e riconducibili al nostro movimento a livello nazionale, i voti del popolo di Fi nel complesso arrivano al 16%". Nel dettaglio, all'8% circa portato in dote da Forza Italia vanno aggiunti il 4% di 'Sardegna 2020' del senatore azzurro Emilio Floris e il 4% dell'Udc. Numeri, spiegano fonti forziste, che ''fanno ben sperare per le europee e le prossime politiche''.

 

Fonte: (Adnkronos)

 

Elezioni europee, i sondaggi prevedono un terremoto: avanzano i sovranisti, popolari e socialisti senza maggioranza. Il boom di Salvini insieme all'eurodestra dell'Enf

Popolari e Socialisti non avranno la maggioranza dei seggi alla prossima Eurocamera dopo il voto di maggio per le Europee. Lo dicono le prime proiezioni raccolte dal Parlamento Ue, basate su sondaggi nazionali. Il Ppe scenderebbe dagli attuali 217 seggi a 183, i Socialisti (S&D) da 186 a 135, i Conservatori (Ecr) da 75 a 51, i Verdi da 52 a 45. Salgono i Liberali da 68 a 75, l'Efdd (dove c'è M5S) da 41 a 43, l'Enf (dove c'è la Lega) da 37 a 59. Nelle proiezioni i partiti nazionali sono assegnati nei gruppi politici esistenti. La Lega sarebbe il primo partito italiano con più eletti, passando dagli attuali 6 eurodeputati a 27, ed il secondo dopo i tedeschi della Csu/Cdu che ne avrebbero invece 29


 

Salgono i Liberali e l'estrema destra dell'Enf, perdono terreno i Popolari, ma restano di gran lunga il primo gruppo nel Parlamento europeo, e soprattutto i Socialisti, che tuttavia dovrebbero restare il secondo gruppo, ma anche i Verdi, che erano considerati in crescita. Il quadro che emerge dal sondaggio diffuso oggi dal Parlamento europeo, con le proiezioni dei seggi, in vista delle prossime elezioni europee, realizzato da Kantar Public sulla base delle intenzioni di voto rilevate all'inizio di febbraio, prevede un'Aula in cui i Socialisti e i Popolari non avranno più la maggioranza. Ma già un'alleanza tra Socialisti, Popolari e Liberali avrebbe una maggioranza confortevole, che diverrebbe inattaccabile se imbarcasse anche i Verdi.

Per quanto riguarda l'Italia, secondo l'indagine realizzata da Kantar Public, la Lega è prima al 32,4% nelle intenzioni di voto, con 27 seggi. Secondo il Movimento Cinque Stelle al 25,7%, con 22 seggi. Terzo il Partito democratico al 17,3%, con 15 seggi, poi Forza Italia all'8,7%, con 7 seggi e Fratelli d'Italia al 4,4%, con 4 seggi. L'indagine è stata realizzata sulla base di otto sondaggi di istituti italiani tra il 19 gennaio e l'8 febbraio (due di Ipsos, due di Emg Acqua, due di Swg, uno dell'Istituto Piepoli e uno di Euromedia Research). Sotto la soglia di sbarramento, e quindi con zero seggi, sono Più Europa (3,3%), Potere al Popolo (2,2%), Articolo 1-Mdp (1,9%) e altri partiti (4,1%).

Il gruppo che guadagna più seggi è dunque quello dell'Enf, in cui siede la Lega, il partito che in Europa, secondo queste proiezioni, dovrebbe fare il salto maggiore. Nel dettaglio: il Ppe è previsto passare da 217 seggi, quanti ne ha oggi (in un'Aula con 751 seggi, che dovrebbero diventare 705 nella prossima legislatura per via della Brexit) a 183, scendendo da 28 a 23 delegazioni nazionali; l'Italia passa da 13 a 8 seggi nel gruppo Ppe. Il gruppo dei Socialisti e Democratici, S&D, passa da 186 a 135, perdendo 51 seggi (con 26 delegazioni nazionali, ne perde due); l'Italia qui è più che dimezzata, passando da 31 a 15 seggi e cedendo lo 'scettro' di delegazione più numerosa ai Socialisti.

L'Ecr, Conservatori e Riformisti, cala da 75 a 51 seggi, con gli italiani stabili a 4 (il gruppo ben 8 delegazioni nazionali, scendendo a 11). L'Alde, i Liberaldemocratici, cresce da 68 a 75 seggi, con gli italiani assenti (perde tre delegazioni nazionali, a 18). I Verdi, che erano considerati in ascesa, perdono 7 seggi, da 52 a 45; l'Italia passa da un seggio a zero all'interno del gruppo (il gruppo passa da 18 a 10 delegazioni nazionali). L'estrema sinistra della Gue/Ngl cala da 52 a 46 seggi; l'Italia passa da 3 seggi a zero (il gruppo perde una delegazione nazionale, scendendo a 13). L'Efdd, il gruppo in cui siedono oggi i Cinque Stelle, cresce da 41 a 43 seggi; l'Italia sale da 14 a 22 seggi, assumendo che i Cinque Stelle restino nell'Efdd, cosa che non è detta dato che hanno dichiarato l'intenzione di creare un nuovo gruppo.

Il gruppo Efdd sulla carta è a rischio, perché, secondo queste proiezioni, perderebbe due delegazioni nazionali, passando a 5, sotto la soglia minima necessaria per costituire un gruppo. La destra dell'Enf è il gruppo che aumenta di più, da 37 a 59 seggi; l'Italia passa da 6 a 27 seggi, l'aumento di gran lunga maggiore in tutta l'Unione europea. Sulla carta il gruppo è però a rischio, perché è sul filo per il numero di delegazioni nazionali (da 8 passa a 6). I non iscritti scendono da 22 a 10; gli altri, cioè i gruppi che per ora non hanno una precisa affiliazione politica (tra cui la Lrem di Emmanuel Macron) sono 58; di essi 18 sono francesi, nessuno è italiano.

 

(Fonte: Ansa, Adnkronos)

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Berlusconi scatenato in tv: "Italiani siete fuori di testa, una vergogna. Conte un burattino, Di Maio inclassificabile". E dalla D'Urso pure contro le canzoni di Sanremo: "Tutte boiate"

"Italiani, siete tutti fuori di testa. Come si fa a ragionare così? Svegliatevi, siete una vergogna!". E' la nuova invettiva di Silvio Berlusconi, stavolta su Rete 4 (dopo il pirotecnico intervento da Barbara D'Urso a "Pomeriggio Cinque"), contro i cittadini che votano M5S o comunque non abbastanza Forza Italia. "A me la politica ha sempre fatto schifo, anche per le presenze di chi viene votato, sono qui per senso di responsabilità", ha aggiunto. "Conte è un burattino dei due viceministri", dice ripetendo il giudizio del liberale belga Guy Verofhstadt ieri all'Europarlamento. Richiesto di un voto al premier, il leader di Forza Italia risponde che "Conte è una brava persona, sa baciare bene la mano alle signore, veste bene, fa bene finta di essere lui a capo del governo". "Di Maio invece ha un solo talento, sorridere e dire bugie in tv. E' inclassificabile"


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Lo show nel salotto di Barbara D'Urso: "Non mi invitate mai nelle vostre tv..."

''Il signor Di Maio che cosa ha fatto?'', ''Di Battista chi è?''. Show in tv di Silvio Berlusconi contro i Cinque stelle. Ospite di 'Pomeriggio Cinque', su Canale 5, il Cav va all'attacco di Luigi Di Maio e Alessandro Di Battista. L'ex premier esordisce con una serie di domande rivolte al pubblico in sala, agli italiani che lo guardano in diretta: ''Che cosa ha fatto il signor Di Maio? Ditemelo voi... Di Maio dove ha studiato? Quanti esami ha superato con 30 e lode? Quante lauree ha preso? Dove ha lavorato? E gli diamo in mano l'Italia? Siete tutti pazzi...". Il presidente di Forza Italia se la prende con il popolo italiano che ha votato i grillini consentendo a Di Maio di sedersi nella 'stanza dei bottoni', a palazzo Chigi: ''Gli italiani sono usciti di testa, siamo un popolo di matti, chiaro?''. Concetto ribadito anche quando parla di quanti lo votano: "Mi conoscono tutti, mi è difficile andare per strada perché mi chiedono foto, mi fermano... e poi? Sa quanti mi votano? Cinque o sei italiani su cento. Mi sembra che gli italiani sono fuori di testa". Riguardo all'esecutivo, "non voglio entrare nel caos creato da questi qui. Il governo è una macedonia impazzita, stiamo diventando tutti più poveri...'' scandisce il leader azzurro.

Berlusconi lancia un affondo anche nei confronti di Di Battista: ''Devo intervenire, non mi invitate mai nelle vostre tv, mentre ho visto Di Battista, ma scusi Di Battista che cosa è? E' colpa di Confalonieri... Ho incontrato Confalonieri e gli ho detto 'non ti saluto più, perché sei presidente di una tv che non mi invita mai...'''. Barbara D'Urso, che per tutta la durata dell'intervista da del 'tu' all'ex premier, ci resta male per la 'ramanzina': ''Ma sei sempre impegnato, perché dici 'vostre tv'?". Pronta la replica del Cav: ''Le vostre, le vostre di voi che le fate, che invitate Di Battista, questo e quell'altro, scusate ma Di Battista cos'è? Non ho detto che è colpa tua, ma di Confalonieri...". Il botta e risposta continua. Ad un certo punto, D'Urso cerca di interromperlo e Berlusconi la stoppa: ''Lasciami finire, poi parli solo tu...''. La conduttrice ribatte: "Parlo solo io, non ci crede nessuno...''.

Dopo la vittoria in Abruzzo del centrodestra a trazione salviniana, il Cavaliere rivendica il peso politico nella coalizione di Forza Italia. "Il centrodestra unito ha vinto tutte le elezioni dopo il 4 marzo. E' l'unica soluzione per l'Italia - rimarca - E non c'è maggioranza senza Forza Italia, l'unica depositaria di tutti i valori dell'Occidente''.

Il leader di Forza Italia rivela di aver "già preso in affitto un appartamento a Bruxelles, forse lo comprerò. Questo dimostra quali siano le mie intenzioni: lavorerò tantissimo. Voglio andare in Europa per cambiarla''. Berlusconi parla anche della Tav. "L'analisi costi-benefici è piena di sciocchezze", afferma, è "costruita apposta per dare ragione al M5S". "Bloccare la Tav - avverte ancora - significa perdere 50mila posti di lavoro''.

Dall'ex premier arriva infine una stroncatura delle canzoni di Sanremo: ''Tutte boiate...''. Il Cavaliere risponde in maniera tranchant quando Barbara D'Urso gli chiede se gli è piaciuto qualche brano: ''No, sono tutte boiate. Io scrivo canzoni, il confronto con le mie è 100 a 5... Non c'è n'è nessuna che mi è piaciuta".

 

(Fonte: Adnkronos)

Incredibile: il marito di Cécile Kyenge si candida con la Lega: "Sono persone perbene. Salvini non è disumano"

Domenico Grispino, sposato con l'ex ministro ed eurodeputata Pd di origini africane, che col Carroccio ha avuto scontri durissimi, sarà nella lista salviniana a Castelfranco Emilia: "Con mia moglie non parlo mai di di queste cose. Gli immigrati? Sono favorevole allo slogan 'aiutiamoli a casa loro'" 


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"Ho firmato per Salvini ai banchetti della Lega, entrerò in lista alle comunali di Castelfranco Emilia, sono persone perbene quelli della Lega". Così Domenico Grispino, marito dell'eurodeputata del Pd Cecile Kyenge, a La Zanzara su Radio 24. "Ci sono le elezioni comunali - dice - e metto a disposizione della Lega quello che so, e mie competenze". Hai firmato contro il processo a Salvini sul caso Diciotti?: "Sì, finirà nel nulla, se uno prende una linea poi non può cambiare, è evidente che Salvini lo fa per svegliare l’Europa. Sta facendo bene".

"Mia moglie? Io penso per me, ognuno pensa per sé, con mia moglie non parlo mai di queste cose". "Sono a favore dello slogan 'aiutiamoli a casa loro' - dice il marito dell’ex ministro - e bisogna creare dei punti strategici in Africa di attrazione delle persone. Ma mica con cattiveria. Salvini non è disumano, penso che sia una macchina da guerra per avere consensi. Poi ci sono altri personaggi a cui sono più vicino, come Giorgetti. Alle Europee non voterò Pd, per il partito di mia moglie. Le persone che ho conosciuto a Castelfranco sono molto in sintonia con me e tutt'altro che aggressive".

 

(Fonte: Adnkronos)

Il crescente populismo, potrebbe scuotere la stabilità dell'Europa alle prossime elezioni?

Una delle principali fonti d'informazione del parlamento europeo, afferma che l'aumento dei partiti antieuropei potrebbe creare il "caos" in parlamento


È la più grande competizione elettorale in Europa, ma lascia spesso molti elettori indifferenti, l'affluenza alle elezioni del Parlamento europeo è in continuo calo fin dai primi voti nel 1979. Potrebbe essere questa volta diversa? Le prossime elezioni europee si terranno nel maggio 2019, meno di due mesi dopo ecco il giorno della Brexit e mai prima d'ora le elezioni erano state etichettate in modo così decisivo, da così tanti leader europei. Durante la sua fortunata corsa alla presidenza francese, Emmanuel Macron si è candidato anche  come leader delle forze anti-populiste e filo-UE e i suoi avversari sono desiderosi di unirsi alla grande battaglia. Matteo Salvini, leader del primo partito della anti-UE nel nostro paese, ha dichiarato che le elezioni sarebbero "un referendum tra l'Europa delle élite, delle banche, della finanza, dell'immigrazione e del lavoro precario" contro " l'Europa delle persone e del lavoro ". Il primo ministro nazionalista ungherese, Viktor Orbán, ha affermato che il voto sarà un'occasione per dire addio "non solo alla democrazia liberale ... ma all'élite del 1968" .

Partiti come Lega, Alternative für Deutschland in Germania e il Rally National potrebbero destabilizzare il parlamento e portare una forte ventata populista nel cuore europeo. Un recente sondaggio ha mostrato che il  Rally National, sta precedendo Macron, con il 21% contro il 19% per il partito del presidente.

A Bruxelles sono stati lanciati tre scenari che dimostrano l'incertezza delle elezioni: un'ondata decisiva per i partiti anti-UE, guadagni inaspettati per i partiti pro-europei e una terza possibilità di confusione tra i due. "Un pasticcio è il risultato più probabile", ha detto una fonte europea di alto livello definendo questo come un risultato "grigio" un "progresso da parte dei populisti, che comunque lascerà ancora una forte maggioranza di almeno 400 eurodeputati pro-UE". Questo "casino" segnerà probabilmente la fine della grande coalizione - i due grandi blocchi che rappresentano il centro-destra e il centro-sinistra, che dominano il parlamento e attualmente detengono il 54% dei 751 seggi dell'assemblea.

Il partito popolare europeo di centro-destra si sta indebolendo, a causa delle scarse prestazioni sui territori dei diversi paesi membri, dove principalmente vengono riconosciuti i partiti locali, e si divide anche su come gestire il difficile membro ungherese, leader di un paese che mette in discussione molte libertà democratiche.

Nel frattempo, il partito socialista e democratico di centrosinistra dovrebbe perdere seggi, dato che i suoi membri continuano a scarseggiare in gran parte dell'Europa, la fazione S&D  sarà anche duramente colpita dalla perdita di 20 deputati laburisti quando il Regno Unito lascerà ufficialmente la UE.

"Esiste un alto rischio di paralisi", ha dichiarato Heather Grabbe, direttrice dell'Open European Society Institute, "Con l'aumento delle sfide per l'Unione europea , potrebbe essere impossibile ottenere una legislazione attraverso la costituzione di un parlamento. Diventa quindi più difficile lavorare con il metodo comunitario e questo avrà un grande impatto".

Le elezioni europee non solo determinano la composizione del parlamento, ma determineranno la spartizione dei migliori posti di comando dell'UE, nel 2019, scadranno i mandati delle presidenze della Commissione europea e del Consiglio europeo.

Le elezioni europee - in realtà una serie di elezioni nazionali - mettono alla prova la temperatura della politica interna. "Molti usano le elezioni europee per mostrare un cartellino rosso o giallo al governo", afferma Janis Emmanouilidis, direttore degli studi presso l'European Policy Centre. Pensa che i guadagni per i partiti anti-UE "creerebbero pressioni a livello nazionale", il che significa che i 27 Stati membri dell'UE divisi sono ancora meno propensi a concordare le questioni complesse della riforma o della migrazione della zona euro. 

Sia il futuro dell'euro che la migrazione saranno probabilmente al centro della scena durante la prossima campagna elettorale, che non solo documenta le grandi differenze tra i partiti "pro-UE" e "no-UE", ma rischia anche di alimentare miti su ciò che l'UE sta realmente facendo e non facendo, portando i popoli comunitari ad incolpare il governo centrale anche di ciò di cui non è realmente responsabile, facendo perdere di vista le discussioni sui reali poteri, come la "pericolosa POLIZIA EUROPEA"

 

La signora è tornata; Marine Le Pen vuole diventare il primo partito alle prossime Elezioni Europee

Dopo la sfortunata performance dello scorso anno, oggi (gli storici alleati di Salvini) i Nazionalisti della Le Pen, sono in forte ripresa 


Meno di 18 mesi fa, Marine Le Pen uscì sconfitta ed esausta dalle elezioni che hanno visto il prevalere di Macron. Aveva perso il ballottaggio presidenziale francese, dopo una un dibattito molto sentito in cui i contendenti sembravano spinti in una selva senza regole e Marine non ha retto il confronto. La sua leadership nel "Fronte nazionale", un partito di populisti di sangue e terra, veniva meno e negli ambienti politici francesi si diceva che la Le Pen ne fosse uscita depressa. In pochi mesi, perse il suo alleato più stretto, Florian Philippot, e scoprì che i conti bancari francesi del suo partito erano vuoti e inaspettatamente venivano chiusi.

Ma ecco che la leonessa ritorna pronta a nuove battaglie, era a Roma l'8 ottobre con un nuovo bagliore negli occhi, accanto a Matteo Salvini, una raggiante signora Le Pen ha lanciato una protesta contro l'Europa "totalitaria" e ha proclamato l'inizio di una nuova storia con la "S" maiuscola.il Populismo e il nazionalismo potrebbero anche essere stati sconfitti alle urne in Francia nel 2017, ma le Elezioni Europee sono un'altra storia, sia la signora Le Pen, sia Matteo Salvini sperano che le elezioni del prossimo maggio dimostrino che le loro idee e i loro partiti, cavalcando un'onda anomala anti Europa, hanno molto da dire. La Lega e il nuovo "Rassemblement national" (Raggruppamento Nazionale), di Marine Le Pen sono delle forze populiste da non sottovalutare. L'idea potrebbe essere quella di sfruttare un'affluenza generalmente bassa e l'opportunità di un voto di protesta, in queste circostanze l'estrema destra francese e la destra italiana hanno spesso fatto bene nei sondaggi europei. Nel 2014 il "Front Nazional" ha ottenuto il primo posto in Francia, con il 25% dei voti. Per i francesi, il voto del prossimo anno sarà determinante anche come test elettorale politico a medio termine, Macron viene da un'estate di scandali mal gestiti e commenti offensivi e oggi i rating di popolarità del presidente francese sono crollati. Questa settimana ha visto Macron lottare per rimescolare il suo governo, dopo che il suo ministro degli Interni, Gérard Collomb, si è dimesso, lamentando il fatto che il presidente era privo di umiltà. Le elezioni del prossimo maggio saranno "molto complicate", afferma uno dei suoi deputati. "Il rischio è che il voto si trasformi in un referendum proprio su Macron." Un sondaggio dell'ultima ora pone la signora Le Pen al 20% e questo la potrebbe vedere di nuovo in cima alla scala di gradimento francesi. "Il vento populista soffia ovunque," avverte Xavier Bertrand, presidente della regione Hauts-de-France, che ha battuto la signora Le Pen nel 2015.

La Le Pen e Salvini sperano di beneficiare di questa brezza, che ha messo in atto uno spostamento strategico sull'Europa e che potrebbe rendere sia il "Rassemblement national" (Raggruppamento Nazionale), sia la Lega una prospettiva meno allarmante per alcuni elettori. Dopo il referendum sulla Brexit nel 2016, guidato dal signor Philippot, allora vicepresidente del partito, l'onorevole Le Pen è diventata un "frexiteer". Un manifesto di partito all'epoca mostrò un paio di pugni che rompevano le catene accanto allo slogan: "Brexit, e ora la Francia!" L'anno scorso ha basato la sua campagna appoggiando un referendum che proponeva delle modifiche sui trattati dell'adesione all'UE e un ritorno a una "valuta nazionale" al posto del Euro. Purtroppo per lei però era troppo presto, i risparmiatori, in particolar modo i pensionati, hanno temuto per i loro risparmi e al primo turno, solo il 10% degli over 70 ha votato per la signora Le Pen, meno della metà del totale dei voti che si sarebbe aspettata.

Da qui partì l'impegno a lavorare verso una "Europa delle nazioni" riformata, un idea molto discussa anche con la Lega di Salvini, insieme hanno promesso di rimodellare l'UE e liberarla dalle grinfie di "quelli rintanati nel bunker di Bruxelles". La signora Le Pen non è più favorevole a lasciare l'UE, ma a conquistarla. Richiamando gli slogan inglesi, "in Europa, ma non governati dall'Europa", il ritornello di molti leader conservatori in Gran Bretagna.

In tutto questo trambusto è doveroso ricordare che Marine ha ancora qualche difficoltà a casa, un tribunale le ha ordinato di sottoporsi a un test psichiatrico in relazione al caso in cui le viene contestato di aver postato su Twitter immagini che mostrano la violenza dello Stato islamico. Ma non è il solo problema che la nuova Le Pen deve fronteggiare, come il suo "oggi amico Salvini", un'indagine che ha portato al sequestro 1 milione di dollari di sussidi pubblici al partito. 

Nonostante tutto la leonessa ricorda che i nazionalisti francesi furono sconfitti nel 2017, non schiacciati. 

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La Destra ai tempi del sovranismo, La Russa: "Nascerà un movimento nuovo, alleato di Salvini, per far vincere il centrodestra, ma senza patti del Nazareno e 5 Stelle" (VIDEO)

"Nessuna fusione con la Lega, ma un grande soggetto sovranista aperto a tutti che sappia riportare il centrodestra alla vittoria senza gli errori del passato come il patto del Nazareno e l'alleanza Salvini-M5S". Ai microfoni de ilComizio.it parla Ignazio La Russa, senatore di Fratelli d'Italia e vicepresidente del Senato, a margine della manifestazione “Popoli e Sovranismo” organizzata dal partito di Giorgia Meloni a Milano al teatro Nuovo, sabato 13 e domenica 14 ottobre 

Cinque Stelle, alle Europee andiamo da soli. Esclusa l'alleanza elettorale con la Lega

Per quanto riguarda le elezioni europee a maggio, il partito di governo M5S non vuole stare all'ombra della Lega: "Non abbiamo nulla in comune con Orbán e Le Pen".


Il partito pseudo populista Movimento Cinque Stelle esclude un'alleanza elettorale con la destra rappresentata dalla Lega, un conto è governare in Italia, un conto è la politica a Bruxelles. "Abbiamo lavorato e stiamo lavorando bene al Governo Nazionale, ma con il primo ministro ungherese Viktor Orbán e con il politico destra francese Marine Le Pen, non abbiamo nulla in comune", ha detto Luigi Di Maio. Il vice-premier ha quindi fatto riferimento a due politici, con i quali la gamba destra del ministro dell'Interno Matteo Salvini vuole costruire un'alleanza elettorale in Europa. "Il movimento a cinque stelle vuole fondare una fazione europea che offra un'alternativa sia alla destra che alla sinistra", ha proseguito Di Maio. 

Il movimento cinque stelle rimane il partito più forte nell'attuale parlamento italiano, e vede sempre più nella scia il loro giovane socio di destra Matteo Salvini . Secondo i sondaggi, nel caso di nuove elezioni i Cinque Stelle sarebbero attualmente al 28,5%, mentre nelle elezioni politiche di marzo erano 32%, una leggera flessione dovuta allo strapotere mediatico e populista della Lega. Sempre secondo i dati di un sondaggio pubblicato sabato da Ipsos, il partito anti-immigrati guidato dal ministro dell'Interno Salvini è attualmente al massimo della popolarità raggiungendo il 33,8%. L'approvazione è quindi quasi il doppio rispetto alle elezioni parlamentari di sei mesi fa. A quel tempo, la Lega arrivò al 17,4 percento dei voti.

Finora, il movimento a cinque stelle è stato parte di un gruppo politico con il partito anti-Europa UKIP della fazione populista EFDD (Europa della libertà e democrazia diretta), tuttavia, questo gruppo di partito ha poche prospettive future a causa dell'uscita dell'UE dal Regno Unito. Il cambio pianificato dai cinque stelle è di passare alla fazione liberale di Alde, cambio tentato ma miseramente fallito nel gennaio 2017, a causa della resistenza all'interno dei liberali, che includeva anche i deputati austriaci del Neos. La Lega al Parlamento europeo è attualmente nel gruppo nazioni e la libertà (ENF), i cui membri includono l'Assemblea Nazionale Francese (RN) di Marine Le Pen e l'FPÖ. 

Sposati in Italia e divorziati in Europa, questo è volenti o nolenti, essere italiani.

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