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Milano Area C: da oggi l'ingresso si paga anche con un SMS

Milano, 9 gennaio 2017 - Pagare l'ingresso in Area C diventa più facile e veloce e si può fare con un sms o nei punti vendita e nelle ricevitorie di Lottomatica Italia Servizi.


A partire da oggi, lunedì 9 gennaio, l’ingresso in Area C si può pagare anche così: dal proprio cellulare con un messaggio telefonico o a seguire, dall’11 gennaio recandosi in tutti i punti della rete Lottomatica Italia Servizi, a Milano e nel resto d’Italia, per acquistare e attivare il proprio ticket. Due nuovi strumenti di pagamento che si aggiungono a quelli esistenti – rivendite autorizzate (tabaccherie, edicole, Atm point), sito web, call center 800.437.437, bancomat di Intesa Sanpaolo e parcometri – e che rendono ancora più agevole e veloce l’accesso alla Congestion Charge di Milano. Entrambe le iniziative sono frutto degli accordi tra Atm e il Comune di Milano, che mirano a smaterializzare i ticket cartacei, modernizzare e rendere sempre più fruibili servizi e procedure per i cittadini.

SMS: I clienti di Tim, Vodafone Italia e Wind Tre potranno accedere all’Area C pagando direttamente con il credito telefonico. L’acquisto sarà semplice e immediato: il giorno stesso dell'ingresso in Area C - o al massimo entro la mezzanotte del giorno successivo - sarà sufficiente inviare un sms al numero 48444 scrivendo la targa del veicolo; grazie alla tecnologia sviluppata come nuova sperimentazione in sinergia con Netsize (del gruppo Gemalto), in pochi secondi l’utente riceverà un sms con il PIN che dà diritto all'ingresso per l’intera giornata. Il PIN sarà già valido e non sarà più necessario contattare il call center per l’attivazione.

Al costo dell’accesso all’Area C si aggiunge il costo del messaggio di richiesta previsto da ciascun operatore telefonico. I costi del servizio sono consultabili al seguente link www.mobilepay.it/ticketing.

Il Mobile Ticketing per l’Area C si aggiunge al servizio già attivo per l’acquisto del biglietto Atm (bus e metro), utilizzando il numero unico 48444 dedicato ad Atm per gli acquisti con il credito telefonico.

Gli utenti possono fruire dei servizi di Mobile Ticketing anche attraverso le app dei singoli operatori telefonici: Tim Mobility, Vodafone Trasporti, MyWind, Wind Talk e 3Mobility.

RETE LOTTOMATICA ITALIA SERVIZI: L’acquisto dell’accesso all’Area C attraverso l’ampia rete di Lottomatica Italia Servizi sarà possibile non soltanto a Milano ma in tutta Italia, grazie alla capillare diffusione del servizio sull’intero territorio nazionale (sul sito www.lottomaticaservizi.it è possibile trovare il punto vendita più vicino). Sarà sufficiente recarsi in una delle molte rivendite dotate del terminale di Lottomatica Italia Servizi e fornire al gestore il numero di targa del proprio mezzo per ricevere il PIN d’accesso già attivato in tempo reale. Il servizio sarà erogato dalla società LIS IP, l’Istituto di Pagamento di Lottomatica Italia Servizi, sulla base del mandato all’incasso ricevuto da Atm Servizi.

 

 

Milano,emergenza gelo: I cittadini segnalino al comune i senzatetto ancora per strada

Morto un un clochard che non era conosciuto dai Servizi Sociali.  Ci sono ancora 300 posti letto disponibili in strutture comunali per far fronte all’emergenza freddo di questi giorni


Milano, 8 gennaio 2017 – "La morte di questo cittadino ci addolora profondamente. Non ci risulta che la causa del decesso sia da ricondurre al freddo, ma non possiamo che rinnovare l'appello alla massima collaborazione da parte dei cittadini. Chi vede o conosce persone in difficoltà lo segnali al Centro Aiuto, consentendoci di intervenire tempestivamente. Abbiamo ancora 300 posti liberi per far fronte all’emergenza freddo di questi giorni”. Lo fanno sapere dall'Assessorato alle Politiche sociali del Comune di Milano. Il senzatetto deceduto il 5 gennaio non era conosciuto dai servizi Sociali del Comune di Milano, nè la sua presenza era mai stata segnalata dai cittadini. Per far fronte all’emergenza freddo di questi giorni il Comune ha messo a disposizione 15 strutture in tutta la città, aprendole dall’inizio di dicembre secondo la necessità. Il piano predisposto prevede complessivamente 2.780 posti letto: è il numero più alto messo a disposizione dall’amministrazione comunale e il doppio rispetto al 2010. Questi posti si aggiungono ai circa 3.500 dedicati all'accoglienza dei profughi, per un totale di oltre 6.000 posti messi a disposizione dall'Amministrazione. Operatori e volontari, giorno e notte, girano per la città e cercano di intercettare chi ancora non conosce i servizi messi a disposizione dal Comune e non sa che è possibile avere un posto letto. Il Centro Aiuto  è aperto tutti i giorni con orario prolungato dalle 8.30 alle 24 (il sabato e la domenica dalle 9). Per segnalazioni persone in difficoltà è possibile chiamare questi numeri: 02/88447645 – 02/88447646 – 02/88447647 – 02/88447648 – 02/88447649.

 

Bufera nell'agroalimentare, chi non ha pagato gli agricoltori della OI del pomodoro? debiti per 20 milioni di euro

Nuova bufera sul mondo del pomodoro. Centinaia di agricoltori della OI del pomodoro da industria del Nord sono furiosi, perché non hanno ancora visto un euro di pagamento del prodotto - dell’ultima campagna 2016-2017 - che avevano consegnato per la trasformazione.


Sotto accusa ci sono una cooperativa e un’azienda privata, che si trovano entrambe in Emilia Romagna. Il valore del pomodoro non pagato sarebbe di 20 milioni di euro. Intanto, la OI (Organizzazione interprofessionale) ha pubblicato la situazione dei pagamenti delle varie industrie. Dai dati della OI risulta che il 17% del pomodoro del Nord non è stato pagato. Oltre alle due imprese che non hanno pagato, ce ne sono altre quattro che hanno pagato solo in parte. Intanto, si registra la dura presa di posizione delle principali associazioni piacentine degli agricoltori, Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

 INDUSTRIA PIACENTINA OK Per quanto riguarda le aziende piacentine, Steriltom, Emiliana Conserve, Casalsco-Arp e Carlo Manzella & C. hanno pagato interamente il pomodoro agli agricoltori, secondo i contratti, rispettando l’articolo 62 della legge 27/2012. Questa nuova tegola, si aggiunge al calo del prezzo alla tonnellata, dovuto alla sovrapproduzione. Una decurtazione, prevista nel contratto, che è stata di 2,25 €/ton.

 CONFAPINDUSTRIA Nel mirino ci sono almeno quattro trasformatori, che hanno pagato solo in parte, e addirittura due - l’azienda privata e la cooperativa - che sono in situazione di totale insolvenza. Una prima forte presa di posizione arriva dalle aziende di Unione alimentare associate a Confapindustria Piacenza. In una dura nota, inviata alla OI del pomodoro del Nord, a tutte le OP e a tutte le industrie aderenti, è stato chiesto alla stessa OI di assumere iniziative a tutela dei diritti lesi da comportamenti scorretti e in contrasto con le norme contrattuali. Molti di coloro che non sono stati pagati stanno valutando anche una richiesta di danni.

 LA LEGGE 27/2012 La situazione danneggia gravemente le industrie private e le cooperative che, invece, hanno provveduto ai pagamenti nei termini previsti, cioè entro i trenta giorni dalla consegna. Una norma stabilita dall’articolo 62 della legge 27 del 2012 che ha rivoluzionato il sistema agroalimentare. Per l’ultima campagna, tutte le OP (organizzazioni di prodotto) e le industrie del Nord hanno sottoscritto un contratto con regole condivise. Nel testo si prevede che la cessione del pomodoro tra OP e industrie/cooperative avvenga in modo omogeneo: le condizioni applicate devono essere comuni e uguali per tutti (articolo 6 del contratto, che non ammette deroghe).

 PERCHE’ NON SI PAGA I mancati pagamenti - secondo una prima stima - ammonterebbero a oltre 20 milioni di euro. La situazione è molto difficile, in quanto le OP (che avrebbero dovuto comunque avere le fidejussioni come garanzia delle consegne) non incassando, non sono in grado di procedere al pagamento degli agricoltori. In questo quadro, la rabbia dei singoli produttori e delle cooperative che devono ancora essere pagate è trattenuta a stento.

 LA OI DEL POMODORO «La prossima settimana - fa sapere Tiberio Rabboni, presidente della Oi del pomodoro del Nord - è in agenda l’incontro del gruppo “regole condivise”. Questa situazione è nota da ottobre. La regola prevede che se i pagamenti non vengono onorati nei tempi stabiliti non c’è possibilità di nuovi contratti per la futura campagna». L’OI, spiega Rabboni, è il luogo delle regole condivise, «che i soci si sono date. E la OI pretende il rispetto delle regole. Attualmente è in corso un’ipotesi di puntualizzazione che verrà sottoposta ai soci. Nello stesso tempo, si sta verificando con la OP creditrice l’evolversi della situazione e una via di uscita. Quest’ultima va definita fra industrie e fornitori di prodotto. E’ la condizione per poter sottoscrivere ulteriori contratti». L’ex assessore regionale all’Agricoltura si dice «molto preoccupato. Voglio sperare che chi non ha pagato si stia dando da fare per pagare almeno in parte e dare garanzie, altrimenti verrà escluso dalla prossima campagna. Questo è un elemento di destabilizzazione in un settore che vale il 50% del pomodoro italiano».

La OI è impegnata anche sul fronte della raccolta dei dati di previsione di produzione e fabbisogno di trasformazione, «per poter calibrare la programmazione. L’obiettivo - conclude Rabboni - è quello di arrivare, prima della fine di gennaio, a una programmazione chiara. Il mercato deve restare stabile. Ricordo che lo scostamento dalla produzione programmata rispetto all’accordo firmato ha portato a una penale che poi ha generato danni per tutti».

 COLDIRETTI «Siamo a conoscenza delle difficoltà in cui versano alcune OP - commenta Marco Crotti, presidente Coldiretti Piacenza - che non avendo ancora incassato interamente il credito da alcune imprese di trasformazione, stanno liquidando in modo parziale i produttori conferenti; per questo terremo monitorata la situazione e ci rendiamo disponibili a raccogliere segnalazioni al fine di tutelare gli interessi dei nostri associati. Certo è che questa problematica si va ad inserire oggi in un contesto difficile, con una campagna partita con un prezzo di riferimento già poco remunerativo che senz’altro non valorizzava la qualità e la salubrità garantita dai produttori agricoli, per questo si rende oltremodo necessario avviare un percorso per riconoscere il pattuito».

 L’INDUSTRIA Steriltom e Emiliana Conserve sono tra i firmatari della lettera inviata da Confapindustria alla OI e attendono risposte convincenti e, soprattutto, assicurazioni perché l’articolo 6 sia rispettato e non provochi concorrenza sleale tra le aziende e problemi agli agricoltori. «Il mancato rispetto di questo articolo - afferma Dario Squeri, ad di Sterltom - deve essere sanzionato a salvaguardia delle imprese serie, che hanno pagato, e degli agricoltori piacentini. Diverse aziende agricole sono a rischio sopravvivenza perché esposte per decine di migliaia di euro e senza la possibilità di poter pianificare la programmazione della prossima campagna».

 CONFAGRICOLTURA Secondo il direttore di Confagricoltura Piacenza, Luigi Sidoli, «il problema è duplice e riguarda una coop e un’industria privata. Per la cooperativa il problema è interno ai soci, per il secondo caso il problema ricade sulle OP. Entrambi i nodi impattano sul mercato e impatteranno anche sulla campagna futura. Sarà più che mai necessario che le OP facciano bene il loro mestiere, cioè governare l’offerta secondo il reale fabbisogno. Auspichiamo un ruolo ancora maggiore della OI in termini di programmazione della campagna 2017». Infine, Sidoli ricorda che «come sindacato, non avendo un ruolo diretto sul mercato, non possiamo far altro che ribadire necessità della concentrazione dell’offerta per sostenere mercato e reddito degli agricoltori».

 CIA AGRICOLTORI «E’ chiaro che non sono stati rispettati gli accordi e le regole. Così non va». Giovanni Malchiodi, presidente di Cia Piacenza, sostiene che «occorre fissare paletti che vanno poi rispettati: sia da parte degli agricoltori, sia da parte dell’industria. A farne le spese, sono gli agricoltori che lavorano correttamente, che si impegnano a non sforare le superfici a loro attribuite. Gli errori di pochi non devono essere pagati da tutti». Secondo Gianluigi Arata, vice presidente Cia e consigliere della OP Asipo «la OI non avrebbe dovuto lasciare firmare i contratti a chi non aveva fornito le garanzie». I soci di Asipo «hannoportato il pomodoro solo alle industrie che hanno dato garanzie, una regola questa che è prevista dalla OI. Purtoppo, alcuni non l'hanno rispettata». Anche Arata si dice «molto preoccupato. Adesso occorre mettere le carte sul tavolo. Si pagano fior di quattrini persone che poi non fanno i nostri interessi. Per ora, ritengo che una soluzione sia difficile e qualora se ne troverà una prevedo che sarà molto dolorosa».

Terrorismo in Italia: Gabrielli, "il rischio attentati c'è, questo, però non deve toglierci la nostra libertà"

Il capo della polizia Gabrielli afferma che molte sono state le persone arrestate in Italia nel 2016 perchè considerate vicine all'ISIS e molte di loro stavano pianificando attentati nel nostro paese.


"Anche l'Italia avrà il suo prezzo da pagare..." ad affermalo è il capo della polizia Franco Gabrielli in una intervista rilasciata al "ilGiornale", a Bologna, dove ha partecipato alla festa della Befana organizzata dal Sap (sindacato autonomo di polizia). Annunciando che presto si procederà all'assunzione di 1000 agenti, prosegue dicendo: ""Non c'è una ricetta, però sottovalutare la minaccia, oggi, è un errore gravissimo. Lo dico in maniera molto cruda: anche noi un prezzo lo dovremo pagare. Ci auguriamo sia quanto più contenuto possibile. Noi dentro a quella minaccia ci siamo. La cittadinanza, di contro, deve comprendere che deve continuare a vivere normalmente, altrimenti i terroristi avrebbero già vinto togliendoci la libertà. Per quanto ci riguarda, non si devono sottovalutare eventuali segnali, ma nemmeno amplificarli in maniera abnorme. Intelligence e controllo del territorio sono i due pilastri con i quali si costruisce il sistema della sicurezza nel nostro Paese". Alla domanda sulla pericolosità delle moschee in Italia Gabrielli risponde: "Oggi le moschee in senso assoluto sono i luoghi meno preoccupanti perché posti facilmente verificabili. Abbiamo vissuto una stagione dove le prime moschee erano estremamente problematiche, ma oggi sono le sedi meno preoccupanti: la comunità islamica sta facendo progressivamente una sorta di intelligente passo verso l'integrazione": E sulla sicurezza in Italia dice: "È una sicurezza garantita ogni giorno e la vicenda di Sesto San Giovanni credo ne sia la dimostrazione. Ovviamente abbiamo molto lavoro davanti. Mi rendo conto che le nostre comunità abbiano, invece, una percezione della sicurezza non sempre elevata e questo è il frutto di tantissimi fattori. Ai miei dico, però, che non bisogna anteporre le statistiche a quello che sente la gente, perché il nostro primario compito è quello di essere al servizio delle persone".

 

Lombardia, Bordonali (LN). Siamo preoccupati per infiltrazioni terroristiche fra i migranti

"Siamo preoccupati, ma non sorpresi. Ormai e' risaputo che tra i richiedenti asilo ci possano essere infiltrazioni terroristiche di matrice islamica."


"E' necessario rimpatriare tutti i clandestini e bloccare gli sbarchi, solo cosi' si potra' ridurre il rischio attentati". Lo ha detto l'assessore regionale alla Sicurezza, Protezione civile eImmigrazione, Simona Bordonali, commentando le dichiarazioni del procuratore aggiunto di Venezia, Carlo Nordio.
SUPERARE MODELLO DEI CENTRI DI ACCOGLIENZA - "Purtroppo la Lombardia ospita attualmente 23.050 richiedenti asilo: un primato nazionale che non vorremmo avere. Bisogna superare - ha aggiunto l'assessore - il modello dei centri di accoglienza che rappresenta solo un enorme business per le cooperative. Minniti deve solo copiare Maroni: stop agli sbarchi e rimpatri forzati di tutti gli irregolari". 
"I dati ufficiali del Viminale confermano - ha concluso Bordonali - che i richiedenti asilo sbarcati nel 2016 arrivano quasi tutti da Paesi che non sono in guerra. Il Governo ci sta facendo invadere da centinaia di migliaia di clandestini".
FONTE:(Lnews)

Dal 9 Gennaio parte “BUONGIORNO MILANO”: Le linee metropolitane di Milano anticipano le partenze

Milano, 5 gennaio 2017 – La rete della metropolitana di Milano anticipa l’orario di apertura del mattino: dal 9 gennaio prossimo le partenze dei treni dai capolinea seguiranno un nuovo orario, tutti i giorni dal lunedì al sabato, per rispondere alle esigenze di mobilità dei cittadini, soprattutto lavoratori, nelle primissime ore del giorno.


Il provvedimento nasce a seguito delle molte richieste dei clienti, nell’ambito di un progetto condiviso con il Comune di Milano, e consente di ampliare l’offerta del servizio favorendo anche gli spostamenti delle persone che raggiungono Milano dall’hinterland e agevolando i flussi di interscambio tra i diversi mezzi di trasporto pubblico locale.

L’ampliamento dell’orario è reso possibile a seguito di una serie di verifiche e di azioni importanti sull’organizzazione dell’intera macchina dell’Azienda Trasporti Milanesi, tra cui sono rientrate anche 20 assunzioni nell’ambito della direzione della metropolitana.

Sono stati affrontati e rivisti, con uno sforzo importante dal punto di vista gestionale e operativo in tempi brevi: i turni delle figure professionali coinvolte nell’esercizio - macchinisti, agenti di stazione, operai per la manutenzione dell’assistenza di linea, manutentori, assistenti alla clientela e controlleria; la sincronizzazione degli orari di servizio; la programmazione delle manutenzioni. Il tutto, orchestrando le partenze dai capolinea in modo da far coincidere gli arrivi alle stazioni di interscambio in maniera più armonica ed efficace per i clienti. Il valore complessivo dell’operazione è di circa 6 milioni di euro su base annua.

Particolare importanza ha rivestito l’organizzazione dei processi di manutenzione che ogni notte iniziano quando le linee terminano il servizio. Anticipando l’orario di apertura delle linee al mattino si comprime ulteriormente il tempo a disposizione, che costringe quindi ad un superlavoro per garantire la massima sicurezza dei viaggiatori. Proprio per questo motivo saranno impiegati 15 operai in più.

Al via nei primi giorni di gennaio una campagna di informazione per i cittadini attraverso tutti i canali aziendali, fra cui anche l’emissione di un biglietto speciale.

NUOVO ORARIO M1

NUOVO ORARIO M2

NUOVO ORARIO M3

NUOVO ORARIO M5

 

FONTE (Ufficio Stampa ATM)

 

Studenti disabili, la rabbia di Arianna Censi: "La Regione non fa il suo dovere"

L'amministrazione della Città metropolitana denuncia il venir meno ai propri impegni economici da parte dell'Ente lombardo. La vicesindaca: "Maroni convochi subito la Giunta"; a rischio il rientro a scuola di 2.500 ragazzi nella sola area milanese. La conigliera delegata alle Politiche sociali, Elena Buscemi: "Non si può impedire il diritto allo studio e limitare la loro crescita personale". Fabio Pizzul, del gruppo regionale Pd: "Ignorati i nostri solleciti" - (VIDEO)


 "Ieri abbiamo aspettato che si riunisse la giunta regionale, sperando in un provvedimento sul tema dell'inclusione scolastica degli studenti con disabilità, che purtroppo non c'è stato. Abbiamo fatto tutto quello che era in nostro potere per cercare di risolvere questa situazione, cercando costantemente un punto d'incontro con Regione Lombardia. Ora il tempo è scaduto e chiediamo con forza che la Regione faccia il proprio dovere istituzionale.” Queste le dichiarazioni della Vicesindaca Arianna Censi, in apertura alla conferenza stampa che si è svolta questa mattina a Palazzo Isimbardi, convocata per manifestare il disappunto della Città metropolitana di Milano verso le ultime decisioni assunte dalla Regione Lombardia in merito all' inclusione scolastica degli studenti con disabilità. Se la Regione Lombardia ha infatti dichiarato che riprenderà in carico la delega a partire dal prossimo anno scolastico, rimane però una grossa criticità per quanto riguarda l'anno scolastico in corso: dovrà infatti essere data copertura finanziaria per i mesi che vanno dal 9 gennaio fino a giugno 2017. Inoltre, dovranno essere rimborsati i costi anticipati dai Comuni, dalle scuole e dalle famiglie per i mesi che vanno da gennaio a giugno 2016. “Da due anni non abbiamo avuto risposte, oramai la situazione è diventata insostenibile ed è arrivato il momento di dare risposte definitive ai diritti delle bambine e dei bambini, delle ragazze e dei ragazzi disabili” ha concluso la Vicesindaca Censi. All'incontro hanno partecipato anche la Vicepresidente della Provincia di Pavia, Milena D'Imperio, una rappresentanza della Provincia di Monza e Brianza, numerose associazioni, dirigenti scolastici e genitori che hanno espresso la loro preoccupazione verso la mancata soddisfazione di un diritto fondamentale quale il diritto all'istruzione. “Come Città metropolitana, come Istituzione al servizio dei cittadini, - ha dichiarato la consigliera delegata alle Politiche sociali, Elena Buscemi - ci sentiamo responsabili verso i 2500 studenti disabili presenti sul nostro territorio e verso le loro famiglie, che ogni anno si trovano a dover gestire una situazione così delicata senza avere il sostegno di cui necessitano. La scuola – ha concluso la consigliera Buscemi – è il luogo per eccellenza dove si realizza l'inclusione; non dare agli studenti disabili i mezzi per poter usufruire del loro diritto allo studio significa limitarli nella loro crescita personale e nel rapporto con i loro coetanei”.

SENZATETTO, MASSIMA ALLERTA PER IL GELO, MOBILITATI OPERATORI, VOLONTARI E 118

Già in uso 15 strutture, a disposizione 400 nuovi posti letto per le prossime notti. Majorino: “Apprensione per chi ancora dorme per strada.  Cercheremo di convincere chi fino ad oggi ha rifiutato di andare in un ricovero o al mezzanino del metrò in Stazione Centrale. Segnalate e aiutate chi si trova in difficoltà”


Milano, 3 gennaio 2017 – L’allerta è stata diramata ieri sera dal Centro Aiuto Stazione Centrale, il servizio del Comune di via Ferrante Aporti 3, che gestisce gli interventi di soccorso e accoglienza per i senzatetto. È stato chiesto ad associazioni ed enti di prestare ancora più attenzione alla situazione dei senza dimora che ancora dormono per strada perché non se la sentono di andare al chiuso di una struttura, o perché non sanno che un posto libero per loro ancora c’è. 

Il Comune ha messo a disposizione finora 15 strutture in tutta la città, aprendole gradualmente dall’inizio di dicembre secondo la necessità: per questa e per le prossime notti saranno a disposizione fino a 400 nuovi posti letto. Il piano predisposto ne prevede complessivamente 2.780: è il numero più alto messo a disposizione dall’amministrazione comunale, raggiunto nel 2013 dopo aver più che raddoppiato la capacità di accoglienza che, nel 2010, era di soli 1.428 posti.

Cruciale sarà il monitoraggio notturno per le strade. “C’è apprensione per i senzatetto che ancora rifiutano il posto in un ricovero e chiedono di restare all’aperto”, afferma l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino.

“Le prossime saranno le notti più fredde finora affrontate, con temperature che scenderanno ben oltre lo zero. Sarà complicato ma cercheremo di convincere i senzatetto ad accettare l’accoglienza in uno dei centri o al mezzanino della metropolitana in Stazione Centrale. La rete di operatori e volontari e il 118 sono stati allertati affinché fin da stasera ci sia la massima attenzione. Chiediamo ai milanesi di unirsi a noi nell’aiuto a queste persone segnalando chi si trova solo e in luoghi isolati. Grazie a tutti coloro che lavoreranno in queste giornate”.

Nelle prossime notti saranno 7 le unità mobili che gireranno per i vari quartieri toccando i punti dove si trovano i senzatetto “storici” e segnalati nel tentativo di convincerli a lasciare, almeno per qualche notte, il proprio posto per un luogo al riparo dal gelo. Porteranno bevande calde e sacchi a pelo termici in caso non si riuscisse a convincerli. Lavoreranno in stretta comunicazione con il 118 per eventuali interventi sanitari di emergenza. Dopo le 24 sarà il 118 a monitorare il territorio accompagnando i senzatetto in Stazione Centrale al mezzanino della linea 2 della metropolitana. Gli operatori saranno presenti anche sulle linee di trasporto pubblico, attive di notte, grazie ai City Angels e a Ronda della Carità. Il controllo continuerà anche durante il giorno.

Dallo scorso 15 novembre il Centro Aiuto Stazione Centrale ha prolungato gli orari di servizio rimanendo aperto tutti i giorni, dalle 8.30 alle 24 (il sabato e la domenica dalle 9). Il servizio sarà effettuato anche nella giornata festiva del 6 gennaio.

Per le segnalazioni di persone in difficoltà è possibile chiamare questi numeri: 02/88447645 – 02/88447647 – 02/88447648 – 02/88447649.

FONTE: (Comune Milano)

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