updated 10:53 AM UTC, Oct 18, 2018

Nasce "Forza Salvini", la corrente salviniana di Fi. A vedere il simbolo sembra uno scherzo, ma la questione è terribilmente seria. E se alle Europee...

Come riporta l'agenzia Agi, giovedì, con la presentazione a Montecitorio, nascerà ufficialmente "Forza Salvini", la corrente interna agli azzurri che appoggia il leader della Lega e le sue posizioni, contestate invece dai vertici del partito di Berlusconi. Qualcuno potrebbe leggere in questa mossa semplicemente la ricerca di un posto al sole da parte di alcuni forzisti disposti ad abbandonare la nave che affonda per salire sul vascello leghista col vento in poppa. In certi casi è più o meno così, ma il malcontento sta montando da mesi in seno a quello che era il soggetto egemone e trainante del centrodestra ma che ora rischia seriamente di sparire, fagocitato dal sempre più potente Matteo. L'interprete maggiormente in vista di tale processo è il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ancora oggi è tornato ad attaccare: "Forza Italia ormai fa solo convention", ha detto al Corriere. A detta di molti la nuova discesa in campo di Silvio non basterà ad evitare il minimo storico alle elezioni europee di maggio. Se il divario con la Lega assumesse proporzioni imbarazzanti allora l'incubo di alcuni e il sogno di altri, cioè la creazione di un centrodestra forte guidato da Matteo Salvini, diventerebbe realtà. Ecco perché c'è chi si porta avanti.


E con 'Forza Salvini' nasce ufficialmente la corrente salviniana in Forza Italia. Annunciata nei mesi scorsi e promossa dal forzista Pietro Spizzirri, vicecoordinatore nazionale e coordinatore regionale dei club FI della Calabria, la componente sarà presentata giovedì alle 11.30 in una conferenza stampa a Montecitorio.

L'annuncio arriva con una nota in cui si riporta appunto il simbolo FI, l'ormai storico tricolore con il nome del partito in diagonale all'interno. Modificato, però: 'Salvini' al posto di 'Forza Italia'. Nel corso della conferenza stampa - si spiega - sarà presentata "la corrente popolare e populista di Forza Italia".

"Viviamo tra la nostra gente e non nei salotti romani. Viviamo dei nostri sudati guadagni e sappiamo che il nostro popolo apprezza l'operato di Matteo Salvini e guarda con grande interesse e favore ad interventi come la spesa di cittadinanza, la flat tax, la pace fiscale tombale e la ritrovata unità nazionale. Ci poniamo un obiettivo semplice: far capire al presidente Berlusconi che il popolo di Forza Italia vuole essere alleato di Matteo Salvini e della Lega in questa rivoluzionaria azione di miglioramento del Paese", è l'intento.

L'obiettivo? Entrare nella maggioranza

"Forza Italia deve contribuire a migliorare i contenuti di questa manovra, rendendola ancora più efficace per il progresso del Paese ed il benessere dei cittadini, in linea con le vere aspettative della nostra base. Sono numerose e quotidiane - assicurano i promotori - le adesioni di sindaci, amministratori, dirigenti locali, militanti, simpatizzanti ed elettori di Forza Italia alla corrente Forza Salvini".

"L'idea di fondo - spiega ancora la nota - è chiara: bisogna sostenere la Lega di Salvini al governo del Paese, in linea con la tradizionale alleanza di centrodestra e con i valori ed i principi ispiratori originari del movimento azzurro e di Silvio Berlusconi, quali sicurezza, dignità della persona, libertà ed eguaglianza. Avviando, pertanto, un confronto propositivo per il miglioramento dell'azione di governo, anziché fare opposizione ad ogni costo. Bisogna rivalutare la possibilità di sostenere il governo diventando parte della maggioranza".

"In questo particolare momento storico, ma con le opportune modifiche, riteniamo che sia necessario sostenere la manovra del governo Conte e la linea di Matteo Salvini leader del centrodestra italiano, anche contro la strafottenza e l'arroganza di questa Europa vecchia, inutile e da rifondare", si conclude.

 

(Fonte: Agi)

Il papa paragona l'aborto con "la chiamata di un sicario"

Papa Francesco, nella sua omelia durante la tradizionale udienza in Piazza San Pietro a Roma, ha volontariamente detto che praticare o accettare l'aborto è come assoldare un sicario


"Termina una gravidanza con un aborto, è come eliminare qualcuno, secondo voi è giustificato eliminare un corpo umano per risolvere un problema?", questa è la domanda che il Pontefice ha rivolto ai fedeli che seguivano la sua omelia in Piazza San Pietro.

"È giustificato fare ricorso a un sicario per risolvere un problema?", ha poi aggiunto Francis, oltre a parlare a lungo di come andrebbe seguito il comandamento "non uccidere", il Papa ha aggiunto in tono molto severo e inquisitorio che,  "Liberarsi, anche in modo giustificato, di un essere umano, è come chiamare un sicario per risolvere un problema!".

Il Papa ha attirato l'attenzione sul "deprezzamento della vita umana", attraverso le guerre, lo sfruttamento dell'uomo e l'esclusione. Ha poi aggiunto l'aborto a questa lista. "Come può un atto che rimuove una vita innocente essere umano o terapeutico, civile e molto comune?". Con queste parole Francesco chiude la sua omelia, spostando in modo molto sensibile l'opinione della chiesa cattolica, verso la scomunica di tutti quelli che usufruiscono di una pratica che troppe volte non è terapeutica ma solo di comodo.

Le donne vivono più a lungo e la scienza non sa davvero perché

In tutto il mondo, le donne vivono più a lungo degli uomini. Un bene biologico che potrebbe essere correlato al loro ruolo essenziale nella riproduzione.


Jeanne Calment, Emma Morano, Jessie Gallan, Susanna Mushatt Jones, Kane Tanaka ... Che cosa hanno in comune? Hanno vissuto almeno fino a 110 anni. E per sperare di far parte di questo club di "supercentenari", è meglio essere una donna. Questo vantaggio della longevità, appartiene al cosiddetto sesso debole e si trova in tutto il mondo, basterebbe cercare gli ormoni sessuali giusti. Più in particolare quelli estrogeni. Già noto per proteggere le donne dalle malattie cardiovascolari fino alla menopausa, l'estrogeno preserverebbe anche i telomeri, secondo uno studio presentato in una conferenza sulla menopausa da Elissa Epel, professore di psichiatria all'Università di San Francisco, queste sequenze di DNA che proteggono la fine dei nostri cromosomi, assicurano il mantenimento dell'integrità del genoma durante le divisioni cellulari. Perché ogni volta che una cellula si replica, i cromosomi fanno lo stesso con il rischio di perdere, alle estremità, alcune delle informazioni genetiche necessarie per la funzione cellulare. Un fenomeno evitato grazie ai telomeri che purtroppo, nel tempo, si consumano e si accorciano. Quando raggiungono una certa soglia, la cellula entra in senescenza, favorendo la comparsa di malattie degenerative o tumori. È noto da diversi anni che le donne vivono più a lungo degli uomini. "All'età di 50 anni, una donna ha telomeri equivalenti a quelli di un uomo di 42 anni", ha dichiarato Athanase Benetos, capo della geriatria presso l'Ospedale universitario di Nancy e ricercatrice presso l'Inserm.

Secondo Elissa Epel, questa caratteristica potrebbe essere spiegata dall'azione degli estrogeni. "Gli studi sperimentali suggeriscono che questi ormoni aumentano l'attività della telomerasi, l'enzima che può proteggere e allungare i telomeri", ha affermato la ricercatrice. Un'ipotesi confutata dal professor Benetos. Quest'ultimo spiega che dovremmo quindi osservare un'accelerazione dell'usura dei telomeri dopo la menopausa a causa della carenza di estrogeni. 

La longevità delle donne non può essere ridotta a una semplice domanda ormonale è indubbiamente più complessa.

"Per spiegare questa lacuna, i ricercatori hanno esplorato tutte le aree: biologica, sociale, comportamentale e così via, ma nessuno ad oggi è riuscito a spiegare il fenomeno", analizza il professor Jean-Marie Robine, un demografo, che guida il team longevità biodemografici ricerca e vitalità a Inserm.

Il vantaggio biologico per le donne verrebbe essenzialmente dal loro ruolo nella riproduzione. Le donne danno alla luce bambini e, durante la loro evoluzione, hanno dovuto accompagnarli da vicino durante i primi anni di vita per consentire loro di sopravvivere fino all'età adulta. "Questo è vero per tutte le specie animali. La longevità è sempre dalla parte di chi si prende cura dei bambini, che li protegge ", sottolinea la professoressa Jean-Marie Robine.

Le donne in particolare hanno un vantaggio genetico con i loro due cromosomi X: se una mutazione colpisce uno dei geni dei due cromosomi X, l'altro andrebbe a compensarla. "La donna quindi possiede il gene più robusto, che invece non è il caso degli uomini, che sono XY", afferma il professor Athanase Benetos. Inoltre, la coppia di cromosomi X giocherebbe un ruolo importante contro le lesioni ossidative causate dai radicali liberi. "I doppi cromosomi X garantiscono la replicazione degli enzimi di riparazione, che il cromosoma Y è molto meno in grado di replicare", osserva Jacques Vallin, in Demografia. Determinanti della mortalità (INED).  "Questo vantaggio biologico partirebbe dall'età di circa due anni", afferma Jean-Marie Robine. 

Oggi, questo vantaggio sembra stabilizzarsi o addirittura diminuire, perché gli uomini a loro volta beneficiano dei progressi della moderna medicina e le donne hanno adottato comportamenti più rischiosi. Infatti i benefici biologici innati sembrano essere protezioni molto deboli contro il tabacco, l'alcol o qualsiasi altro ambiente avverso.

Il governo giallo-verde e l'Europa, il Def e i nostri conti: intervista a Carlo Cottarelli (VIDEO)

Che non sia un grande estimatore delle politiche sovraniste e delle visioni economiche di Lega e 5 Stelle è cosa nota e ai microfoni de ilComizio.it ribadisce le sue posizioni e le sue preoccupazioni per lo scontro in atto tra Roma e Bruxelles. Parla l'ex commissario straordinario per la revisione della spesa pubblica del governo Letta ed ex presidente del Consiglio incaricato nel maggio scorso, già direttore del Dipartimento Affari Fiscali del Fondo Monetario Internazionale

Forza Italia avverte Salvini: "Se l'alleanza coi 5 Stelle diventa strutturale si aprono nuovi scenari". Intervista a Mariastella Gelmini che boccia anche il reddito di cittadinanza: "Paghetta di Stato" (VIDEO)

La nostra intervista a Mariastella Gelmini, capogruppo di Forza Italia alla Camera dei deputati, a margine dell'incontro che gli azzurri hanno tenuto a Milano per confrontarsi con politici, imprenditori e società civile e che ha visto l'intervento di Silvio Berlusconi

Reddito di cittadinanza, Di Maio avverte: "Chi fa il furbo rischia sei anni di galera. Sosteniamo i ragazzi depressi perché non ricevono risposte ai loro curriculum" (VIDEO)

Il vicepremier in Senato spiega alcuni aspetti, soprattutto sulle cifre e sulle condizioni per le categorie di quanti avranno diritto al sostegno economico da parte dello Stato, con un avvertimento a chi pensasse di approfittare indebitamente della misura


Chi pensa di fare il furbo con il reddito di cittadinanza si sbaglia di grosso. "Se ci saranno persone che vogliono imbrogliare rischieranno fino a 6 anni di galera", assicura il ministro dello Sviluppo economico e del Lavoro, Luigi Di Maio parlando al Question Time al Senato. Nel provvedimento, scandisce il vicepremier "sono inserite anche delle misure per contrastare i furbi".

Con il reddito di cittadinanza "ci rivolgiamo infatti solo alle persone per bene", sottolinea Di Maio, spiegando che il reddito di cittadinanza "è una politica attiva del lavoro" che permetterà di rilanciare i centri per l'impiego. Quanto ai 780 euro previsti dal reddito di cittadinanza, il vicepremier specifica che "non saranno dati a tutti. Chi ha un reddito di 500 euro, ad esempio, ne percepirà 280 euro; chi ha un reddito di 200 euro ne percepirà 580...chi ha un reddito pari a zero percepirà 780 euro".

Durante il Question Time Di Maio torna poi sulla "manovra del Popolo", "che è una manovra rivoluzionaria" con la quale "intendiamo ripagare il Popolo che ha subito sprechi e che ha dovuto pagare per vitalizi e pensioni d'oro". "Abbiamo fatto bene i conti" con la misura che prevede l'introduzione del reddito di cittadinanza, aggiunge il leader del M5S.

"Una misura che cerca di contrastare non solo la povertà ma di sostenere i tanti ragazzi che stanno in un letto depressi per non avere ricevuto risposte ai curriculum mandati o che si apprestano a fare un biglietto per andare a Londra o che non vogliono più uscire di casa". Quindi ribadisce: "Non sono soldi per chi decide di restare sul divano ma per chi durante la giornata sarà impegnato alla formazione e a servizi di pubblica utilità".

Salvini sempre in trincea: attacca ancora l'Europa e sulla legittima difesa annuncia: "Lo Stato pagherà le spese legali di chi si difende e il ladro non verrà risarcito"

Nuovo attacco del ministro dell'Interno Matteo Salvini all'Europa. "L'Ue ha detto sì a manovre economiche che hanno impoverito e precarizzato l'Italia - ha detto arrivando al villaggio della Coldiretti a Roma - e quindi non mi alzo la mattina pensando al giudizio che del governo e dell'Italia hanno persone come Juncker e Moscovici, che hanno rovinato l'Europa e l'Italia". "Dicano quello che credono - ha proseguito -, noi andiamo avanti dritti e sereni". Quindi il leader leghista ha annunciato alcuni spunti della legge sulla legittima difesa e parlato del decreto sicurezza


"Un ladro ti entra in casa, in azienda o in negozio e tu ti difendi? Sarà tuo diritto farlo, senza finire sotto processo per anni e pagando di tasca tua". Parola di Matteo Salvini, che intervenendo al Circo Massimo a Roma per il Villaggio della Coldiretti, annuncia "alcuni spunti della Legge sulla legittima difesa".

"Lo Stato coprirà le eventuali spese legali di chi si è difeso e il delinquente (e i suoi parenti) non potranno chiedere neanche un euro di risarcimento - spiega il ministro dell'Interno -. Sono alcuni spunti della Legge sulla legittima difesa, che il 23 ottobre comincerà il suo percorso in Senato. Dalle parole ai fatti".

Il titolare del Viminale spende poi alcune parole per il decreto sicurezza: "Ho giurato sulla Costituzione - dice - da ministro rispetto leggi, trattati, convenzioni e ovviamente la Carta, però rappresento anche la voglia di sicurezza, di cambiamento di milioni di italiani e quindi i furbetti che sbarcano, spacciano e stuprano tornano a casa loro, trattati sì o trattati no''. "Questo è solo l'inizio di un percorso virtuoso per riportare serenità sulle nostre strade - aggiunge Salvini -. Sono convinto che il presidente della Repubblica sia pienamente d'accordo con questa impostazione''.

Quanto all'eventualità della fiducia in Parlamento su dl Sicurezza "spero proprio di no - sottolinea il ministro - perché ci sono proposte migliorative che ho già visto e sottoscriverò personalmente. Arrivano da sindaci e associazioni. Se il Parlamento ha voglia di lavorare seriamente migliorando questo testo, io sono felicissimo. Se qualcuno presenterà migliaia di emendamenti evidentemente non vuole migliorare il testo. Vado in Parlamento sereno per migliorare testo che porterà più sicurezza nelle città italiane''.

 

(Fonte: Adnkronos)

Il "Me ne frego" di Salvini, un motto "crudo" che ha radici lontane e anche eroiche. Dagli Arditi della Grande Guerra a D'Annunzio e Mussolini: una lettura storica oltre le banalizzazioni

Il ministro dell'Interno, il "Capitano" del sovranismo italiano, fa sempre, inevitabilmente, parlare di sé. Ci ha preso gusto e sui social come in tv, in piazza come nel Palazzo, non rinuncia a galvanizzare i suoi sostenitori e, contemporaneamente, ad attirare gli strali dei nemici. Questi ultimi, bene che vada, lo definiscono "fascista" per sintetizzare le accuse di razzismo, xenofobia e via dicendo. Lui ha capito che la cosa funziona e che non gli porta altro che nuove simpatie. Ecco perché non rinuncia ad accarezzare i riferimenti che nel cuore e nelle viscere degli italiani sono ancora ben presenti. Quindi osa, quindi "se ne frega"...


Matteo Salvini si riscopre sempre più 'dannunziano'. Anche oggi è tornato a difendere a spada tratta la manovra economica contro le accuse del Commissario Ue, Jean Claude Juncker (''Sarà seria e coraggiosa e poi dal prossimo anno il debito scenderà'') citando per la seconda volta in meno di una settimana il motto del Vate 'Me ne frego'. Nell'era del governo giallo verde, dopo il tabù violato dell'affaccio sul balcone di palazzo Chigi di Luigi Di Maio e i ministri M5S, è il leader della Lega, sempre a proposito del Def, a sdoganare un'espressione originariamente appartenente agli Arditi durante la Prima guerra mondiale e resa famosa da Gabriele D'Annunzio, ma poi entrata nella fraseologia fascista con i discorsi di Benito Mussolini.

 Ospite stamane di 'Mattino Cinque', su Canale 5, il ministro dell'Interno ha assicurato: ''Abbiamo sempre detto che avremmo fatto una manovra coraggiosa anche se in Europa ci avessero bacchettato", ma il "presidente della Commissione Ue ci paragona alla Grecia, la Francia ci minaccia, il tedesco ci minaccia... Queste minacce - rivendica il 'Capitano' - non ci sfiorano e come D'Annunzio dico 'me ne frego', perché noi rispondiamo solo agli italiani''. Anche sabato scorso, Salvini aveva tirato in ballo D'Annunzio, proferendo un secco 'me ne frego', nel corso di un intervento alla Giornata mondiale del sordo, a Roma: "Abbiamo fatto una manovra che investe soldi per chi di soldi non ne vede da molti anni: giovani, pensionati, le pensioni di invalidità. E se a Bruxelles mi dicono che non lo posso fare me ne frego e lo faccio lo stesso". Oggi il bis.

Altri leader in passato hanno usato il 'Me ne frego' di memoria mussoliniana. Tra questi Silvio Berlusconi, che se ne servì nel 2018 per replicare a chi gli domandava se fosse in ambasce per la decisione di Strasburgo sul suo ricorso (poi ritirato). Non è la prima volta che l'attuale ministro dell'Interno sceglie il linguaggio politicamente 'scorretto', ma lo fa a meno di 48 ore dallo show dal balcone di palazzo Chigi dei suoi colleghi M5S, che ha provocato un'ondata di commenti sui social e sulla carta stampata, con l'inevitabile richiamo ai discorsi del Duce.

C'è però anche un precedente 'comunitario', e riguarda la frase del presidente della Commissione europea Jean Claude Juncker che in polemica con l'allora premier Matteo Renzi usò le parole "je m’en fous". La traduzione che andò per la maggiore fu "me ne frego", con inevitabile coda di polemiche, anche se in francese il senso è tra "non m'importa" e il triviale "me ne fotto". Benché attribuito a D'Annunzio (che lo definì un motto 'crudo) e poi diventato lo storico slogan squadrista, il 'Me ne frego' (tratto dal dialetto romanesco) probabilmente era diffuso già tra gli Arditi durante la prima guerra mondiale e la successiva Impresa di Fiume. Apparve per la prima volta sui manifesti lanciati dagli aviatori del Carnaro su Trieste. Ed era ricamato in oro al centro del gagliardetto azzurro dei legionari fiumani.

Qualcuno dice che traeva origine dalla scritta che un soldato ferito si fece apporre sulle bende, come segno di abnegazione totale alla Patria. Secondo gli ultimi studi, sembra che il motto nacque in occasione della Battaglia del Solstizio (15 giugno 1918), così battezzata da D’Annunzio per la coincidenza con il solstizio estivo e per il significato strategico che assunse nel prosieguo della Grande Guerra, quando il colonnello degli arditi rispose così al suo superiore, che gli aveva ordinato di lanciarsi con i suoi uomini in una missione suicida per la Patria: "Me ne frego, si fa ciò che si deve fare per il Re e per la Patria". Gli Incursori di oggi del nono Reggimento d'assalto paracadutisti, considerato il reparto diretto erede degli Arditi della Prima Guerra Mondiale, continuano ad usare l’espressione "me ne frego del dolore, me ne frego della fatica, me ne frego dei sacrifici, me ne frego della mia ideologia politica o del mio credo religioso perché faccio quello che l’autorità militare mi ordina di fare".

 

(Fonte: Adnkronos)

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