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updated 6:50 PM UTC, Sep 26, 2020

Immigrazione e sbarchi, da inizio anno raddoppiati gli arrivi via mare in Europa rispetto allo stesso periodo del 2018. La Spagna guida la classifica con l'80% del totale

Nei primi 16 giorni di quest'anno 4.216 migranti e rifugiati sono entrati in Europa via mare, un dato pari a quasi il doppio rispetto ai 2.365 dello stesso periodo dell'anno scorso. Lo riportano i dati dell'Oim, l'organizzazione mondiale per le migrazioni, confermando che l'aumento del flusso irregolare riguarda soprattutto la Spagna che è la destinazione di arrivo dell'80% del totale degli arrivi attraverso il Mediterraneo: solo dal 13 al 16 gennaio, sono arrivati nel Paese 3.367 individui oltre il doppio rispetto ai 1.609 dello stesso periodo di un anno fa. Dall'inizio del 2019, 83 migranti e rifugiati hanno perso la vita nel Mediterraneo mentre tentavano di giungere in Europa, rivela ancora l'Oim. Gli 83 decessi registrati sulle tre rotte principali del Mediterraneo dal 1 al 16 gennaio scorso, sono invece in calo rispetto ai 199 dello stesso periodo 2018.

 

(Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Esteri

Salvini va avanti come un treno: "Il Decreto Sicurezza non cambia di una virgola". E avverte i grillini: "Se su qualche punto non ci sarà accordo, parola agli italiani"

Il vicepremier e ministro dell'Interno alle prese con la resistenza dei sindaci di sinistra sul suo decreto e col braccio di ferro nel governo sulla Tav. E punta sul referendum, che ormai Di Maio non esclude. "Coi 5 Stelle stiamo governando insieme. Se su qualche punto non si trova l'accordo la via del popolo è la via sovrana, la scelta la faranno gli italiani", dice il leader leghista, aggiungendo che in Italia "servono più energia e trasporti"


"Io ascolto tutti, ma di quel decreto non si cambia una virgola". Lo ha detto il ministro dell’Interno e vicepremier Matteo Salvini intervenendo alla scuola politica della Lega, a Milano, riferendosi all'incontro di domani tra il premier Giuseppe Conte e i sindaci critici verso il decreto sicurezza. "Domani il presidente del Consiglio incontrerà alcuni sindaci che hanno dubbi sul decreto sicurezza e immigrazione; io darò a questi sindaci quello che prendevo io a scuola quando c’era la versione di latino, il ‘bigino’. Perché se uno non capisce - ha aggiunto - gli riassumi magari con le figure quello che c'è scritto, che magari lo capisce".

Sulla questione migranti Salvini è tornato anche a Non è l'Arena su La7. "Se l'Europa continuerà a parlare tanto e ad accogliere poco, eviterò di identificare chi arriva. Ma, ad ora, non vorrei essere costretto a farlo. Volendo, quelli che arrivano in Italia posso fare a meno di farli identificare, così possono andare dove vogliono...", ha avvertito.
 

Poi ha commentato i sondaggi che danno la Lega in crescita: "Non farò mai cadere nessun governo per vanagloria o per egoismo. Non faccio saltare i governi così, ho fatto un patto, ho preso un impegno e vado fino in fondo. Saranno gli elettori alla fine a dire se ho fatto bene o male".

 

(Fonte: Adnkronos)

Il sindaco di Bolzano (centrosinistra-Svp) esce dal coro dei ribelli: "Il Decreto Salvini va applicato, è legge dello Stato"

Il sindaco di Bolzano Renzo Caramaschi, che guida una giunta centrosinistra-Svp, evidenzia come il "Decreto Salvini" promulgato dal Capo dello Stato e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale, sia "a tutti gli effetti, legge dello Stato e come tale vada applicato dai sindaci, non nella loro veste di responsabili dell'amministrazione comunale, ma come ufficiali di governo, dovere al quale gli stessi sindaci, non possono sottrarsi". "Altro è il giudizio politico condivisibile o meno, così come ad altri toccherà eventualmente sollevare la questione di incostituzionalità del decreto che dovrà essere vagliata dalla Suprema Corte". Non spetta dunque ai sindaci valutare le singole norme, bensì farle rispettare a prescindere dalla loro condivisione, a meno che, aggiunge Caramaschi "non si voglia scardinare lo stato di diritto della Repubblica Italiana".

 

(Fonte: Ansa)

Blitz e tweet, Spataro contro Salvini: "Operazione messa a rischio". Il ministro a muso duro: "Basta parole a sproposito, se il procuratore è stanco si ritiri"

La procura esegue 15 ordinanze contro la Mafia nigeriana ma il messaggio del vicepremier anticipa la conclusione dell’operazione e manda su tutte le furie il procuratore capo di Torino che tuona: "L'operazione è stata messa a rischio". Il leader leghista però non la manda giù e contrattacca duramente: "Farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca, Se il procuratore capo di Torino è stanco  si ritiri dal lavoro"


Un tweet fa scoppiare un botta e risposta tra Matteo Salvini e il procuratore di Torino, Armando Spataro. La bacchettata di Spataro al vicepremier arriva dopo che il leader del Carroccio ha diffuso via Twitter una notizia in cui si affermava, tra l’altro, che "anche a Torino altri 15 mafiosi nigeriani sono stati fermati dalla Polizia". 
In una nota, Spataro ha criticato le modalità con cui il ministro dell’Interno ha diffuso la notizia, rischiando di compromettere l’operazione ancora in corso. E per questo ha auspicato che, in futuro, "eviti comunicazioni simili o voglia quanto meno informarsi sulla relativa tempistica al fine di evitare rischi di danni alle indagini in corso".

In particolare, Spataro ha osservato che "in relazione ai soli fatti di Torino, al di là delle modalità di diffusione, la notizia in questione è intervenuta mentre l'operazione era (ed è) ancora in corso con conseguenti rischi di danni al buon esito della stessa. Inoltre - ha precisato - la polizia giudiziaria non ha fermato '15 mafiosi nigeriani' ma sta eseguendo un'ordinanza di custodia cautelare emessa, su richiesta della Dda di questo ufficio, dal gip del Tribunale di Torino". 

"Il provvedimento restrittivo non prevede per tutti gli indagati la contestazione della violazione dell'articolo 416 bis c.p. e coloro nei cui confronti il provvedimento è stato eseguito non sono 15 e le ricerche di coloro che non sono stati arrestati è ancora in corso",ha continuato il procuratore. "La diffusione della notizia - ha detto Spataro - contraddice prassi e direttive vigenti nel Circondario di Torino secondo cui gli organi di polizia giudiziaria che vi operano concordano contenuti, modalità e tempi della diffusione della notizie di interesse pubblico, allo scopo di fornire informazioni ispirate a criteri di sobrietà e di rispetto dei diritti e delle garanzie spettanti agli indagati per qualsiasi reato". Quindi, "ci si augura che, per il futuro, il ministro dell'Interno eviti comunicazioni simili a quella sopra richiamata" conclude Spataro, precisando che "allo stato non si ritiene di poter fornire altre informazioni sulle indagini in corso".

SALVINI - Immediata la risposta del vicepremier: "Basta parole a sproposito. Inaccettabile dire che il ministro dell'Interno possa danneggiare indagini e compromettere arresti" ha detto Salvini. "Qualcuno - ha aggiunto - farebbe meglio a pensare prima di aprire bocca". E ancora: "Se il procuratore capo di Torino è stanco - ha proseguito il titolare del Viminale - si ritiri dal lavoro. A Spataro auguro un futuro serenissimo da pensionato". Inoltre, "se il capo della polizia mi scrive alle 7:22 informandomi di operazioni contro mafia e criminalità organizzata, come fa regolarmente, un minuto dopo mi sento libero e onorato di ringraziare e fare i complimenti alle forze dell'ordine" sottolinea Salvini.

SALUZZO - Di parole "sgradevoli e inaccettabili per tono e contenuto" ha parlato il procuratore generale di Torino, Francesco Saluzzo, commentando all'AdnKronos le dichiarazioni del ministro dell'Interno.

LA REPLICA - Poi, in diretta web, il vicepremier ha aggiunto: Spataro "sbaglia nei modi e sbaglia nei tempi. Si usa il telefono" perché serve "rispetto tra istituzioni". E ancora: "Il mio telefono ce l'hanno centinaia di persone. Se c'è un problema, una telefonata e la cosa si chiarisce". Poi ha parlato anche dell'altro vicepremier: "Luigi Di Maio è vittima di attacchi di ogni tipo, ora basta. Chiedo di giudicare me e Luigi dai fatti".

ERMINI - "Il lavoro serio, puntuale e rischioso che la magistratura porta avanti ogni giorno non può e non deve essere utilizzato per scopi di propaganda" dice il vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, David Ermini, che ha telefonato a Spataro, per esprimergli “apprezzamento per il lavoro che sta svolgendo e pieno riconoscimento per l’alta professionalità e per l’impegno dimostrati in tutti questi anni. Un impegno - ha sottolineato - da grande e leale servitore dello Stato che non può essere in alcun modo messo in discussione da toni sprezzanti".

Intanto i togati del gruppo di Area chiedono al comitato di presidenza del Consiglio superiore della magistratura di aprire una pratica a tutela del procuratore Spataro, nei confronti del quale il ministro dell'Interno ha usato "toni di dileggio" ed "espressioni sgradevoli e delegittimanti".

 

(Fonte: Adnkronos)

Migranti, Salvini corregge la rotta del governo: l'Italia non firmerà il Global Compact. Bruciato sul tempo Conte e smentito il ministro Moavero. Così Matteo è sempre più uomo forte, altro che contratto...

Prima il presidente del Consiglio Conte, davanti all'Onu, e poi il ministro degli Esteri Moavero Milanesi in altre riunioni internazionali avevano sostenuto il Global Migration Compact, il documento delle Nazioni Uninite per una gestione condivisa dell’immigrazione. Ma ora la linea del governo cambia, secondo le indicazioni del vicepremier Salvini e dell'ala leghista: il documento non si firma, prima si passa dal Parlamento


Il governo italiano non sottoscriverà il 'Global Compact for Migration' finché non sarà il Parlamento a esprimersi. Ad annunciarlo alla Camera bruciando sul tempo il premier Conte - intervenuto in seguito con una nota ufficiale -, il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il 'Global Compact for Migration', lanciato dall'Onu nel settembre 2016, è il patto che mira a definire impegni condivisi dalla comunità internazionale sui temi dell'emergenza immigrazione.

"La sinistra - ha detto il titolare del Viminale in aula - si lamenta da ore che il governo tolga spazio di espressione, di discussione, di confronto, di partecipazione e di dialogo al Parlamento. Cosa farà il governo sul Global Compact? Farà come la Svizzera, che ha fatto una scelta di democrazia e cambiamento: ha detto fermi tutti. Il governo italiano non andrà a Marrakech, non firmerà nulla. Il dibattito è così importante che non può essere questa solo una scelta del governo. Deve essere il Parlamento a discutere del Global Compact".
"E' una scelta, noi - ha aggiunto - avremmo potuto fare le scelte che hanno fatto altri governi prima del nostro. A differenza di qualcun altro che ha messo decine e decine di fiducie senza far parlare nessuno, su questo lascerà che sia il Parlamento a pronunciarsi. Se poi a voi non interessa è un vostro problema: Lega, Fdi, M5S e Fi ne discuteranno. Se voi siete ostili a questo approccio il problema è solo del Pd", ha concluso Salvini.

Poco dopo l'intervento di Salvini, ecco arrivare la nota del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Il Global Migration Compact - si legge - è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all'esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera. A Marrakech, quindi, il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato".

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Decreto sicurezza, Salvini alza la voce: "O passa entro il 3 dicembre o salta tutto". Ma poi accarezza l'alleato: "Mai andato d'accordo con nessuno come con Di Maio"

Dopo la fronda dei 18 deputati grillini che chiedono di cambiare il testo alla Camera il capo politico del Movimento 5 Stelle rassicura il leghista: "Saremo leali". Il ministro dell'Interno: "Con Luigi vado d'amore e d'accordo". Ma i problemi non mancano


"Il decreto sicurezza? No problem. Serve al Paese e sono convinto che passerà entro il 3 dicembre, perché o passa entro il 3 dicembre e diventa legge e porta sicurezza, oppure salta tutto e mi rifiuto di pensare che qualcuno voglia tornare indietro". E' quanto sostiene il ministro dell'Interno Matteo Salvini, lanciando una sorta di avvertimento al M5S in merito al provvedimento licenziato dal Senato lo scorso 7 novembre non senza polemiche, con tanto di rifiuto a votare la fiducia al governo da parte di 5 esponenti pentastellati.

"Il dl sicurezza o si approva entro il 3 dicembre o non si approva", ha ribadito Salvini, dichiarandosi "convinto che si approverà perché serve all'Italia". Ed in merito ad un eventuale caduta del governo in caso di voto negativo il vicepremier taglia corto: "Il problema non si pone, si approva, ne sono sicuro". "Con Di Maio andiamo d'amore e d'accordo", ha inoltre ammesso il vicepremier, sottolineando che non è "mai andato d'accordo con un collega in politica come con il ministro Di Maio".

Sulla stessa lunghezza d'onda il partner di governo. "Il decreto sicurezza va avanti - ha detto Di Maio, ospite di "Radio anch'io" su Radio Raiuno - se adesso noi lo modificassimo significherebbe farlo decadere, dato che scadrebbe e non ci sarebbero i tempi per mandarlo al Senato". Il riferimento è alla lettera inviata ieri da 19 deputati M5S al capogruppo pentastellato Francesco D'Uva per rivendicare la possibilità di apportare modifiche al provvedimento che approderà alla Camera il 23 novembre.

"Da quello che ho capito dalla lettera che i 19 deputati hanno inviato al capogruppo alla Camera - ha spiegato Di Maio - mi è sembrato di capre che gli emendamenti sono più che altro un'azione 'di testimonianza' che non la volontà di modificare e far cadere il decreto, dato che chi nella lettera c'è scritto che si capisce l'importanza del provvedimento in ottica di governo". "Io devo devo assicurare la lealtà del M5S al governo - ha sottolineato infine Di Maio, sostenendo che "noi quel provvedimento lo abbiamo votato in Cdm, quindi deve essere approvato".

Intanto in commissione Affari Costituzionali alla Camera sono stati presentati circa 600 emendamenti al dl sicurezza, di cui 5 depositati dal Movimento 5 Stelle. Per il presidente della commissione e relatore del provvedimento, Giuseppe Brescia (M5S), "rimangono forti perplessità su diversi punti del testo, come il ridimensionamento dello Sprar e la mancata tutela a chi potrebbe subire trattamenti disumani e degradanti. Sono punti a cui alcuni emendamenti presentati dai colleghi M5S danno risposta. Personalmente ho ritenuto opportuno non presentare emendamenti migliorativi come relatore perché è noto che non governiamo da soli". Tuttavia "l'impianto proposto dal decreto regge se aumentano i rimpatri e se il numero di sbarchi rimane invariato - osserva l'esponente 5 Stelle - in caso contrario questo sistema è destinato a creare più irregolari, più marginalità e più insicurezza".

 

(Fonte: Adnkronos)

Sequestrata la nave-soccorso dei migranti Aquarius: "Smaltimento illecito di rifiuti infettivi". Indagati membri di Medici Senza Frontiere, Ong di nuovo sotto accusa. Salvini: "Ho fatto bene a bloccarli"

Traffico illecito e smaltimento indifferenziato di rifiuti pericolosi: sono queste le accuse mosse dalla procura di Catania nei confronti della ong Medici Senza Frontiere e di due agenti marittimi che ha fatto scattare il sequestro preventivo della nave Aquarius, attualmente ormeggiata a Marsiglia, e di 460 mila euro. Accuse definite "inaccurate e fuorvianti" dalla Ong, che ha già annunciato l'intenzione di presentare ricorso al Tribunale del riesame. Intanto il ministro dell'Interno Matteo Salvini esulta via social: "Ho fatto bene a bloccare le navi delle ONG, ho fermato non solo il traffico di immigrati ma da quanto emerge anche quello di rifiuti. #portichiusi" - (LEGGI DI PIU')


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L'OPERAZIONE BORDERLESS - Il presunto smaltimento illecito di rifiuti pericolosi, emerso nell'ambito dell'operazione 'Borderless', riguarda "37 sbarchi dell'Aquarius e 7 sbarchi della nave Vos Prudence, per un quantitativo complessivo di circa 24mila chilogrammi di rifiuti pericolosi, con il conseguimento di un indebito risparmio di costi per la Ong pari al profitto sequestrato di circa 460 mila euro". Un importo che secondo la procura di Catania sarebbe corrispondente al presunto profitto per attività organizzate per il traffico illecito di rifiuti, nei confronti sia di due agenti marittimi sia delle Ong 'Medici senza frontiere - Operational Centre Belgium - Missione Italia', 'Medici senza frontiere - Operational Centre Amsterdam', sia infine di appartenenti a vario titolo a tali enti. Nell'ambito dell'operazione 'Borderless' la Guardia di Finanza ha inoltre notificato avvisi di conclusione delle indagini preliminari nei confronti di 24 indagati.

LA REPLICA DI MSF - Medici Senza Frontiere (MSF) contesta la ricostruzione della Procura e "respinge categoricamente" le accuse, che definisce "inaccurate e fuorvianti", annunciando l'intenzione di presentare "ricorso al Tribunale del riesame". "Tutte le nostre operazioni in porto, compresa la gestione dei rifiuti, hanno sempre seguito procedure standard", sottolinea la Ong, sostenendo che "le autorità competenti non hanno contestato queste procedure né individuato alcun rischio per la salute pubblica da quando MSF ha avviato le attività in mare nel 2015".

MSF ha inoltre definito il sequestro della Aquarius come "una misura sproporzionata e strumentale, tesa a criminalizzare per l'ennesima volta l'azione medico-umanitaria in mare". "Dopo due anni di indagini giudiziarie, ostacoli burocratici, infamanti e mai confermate accuse di collusione con i trafficanti di uomini - dichiara Karline Kleijer, responsabile delle emergenze per MSF - ora veniamo accusati di far parte di un'organizzazione criminale finalizzata al traffico di rifiuti. È l'estremo, inquietante tentativo di fermare a qualunque costo la nostra attivitàdi ricerca e soccorso in mare".

"Siamo pronti a chiarire i fatti e a rispondere delle procedure che abbiamo seguito, ma riaffermiamo con forza la legittimità e la legalità della nostra azione umanitaria", aggiunge Gabriele Eminente, direttore generale di MSF in Italia. "L'unico crimine che vediamo oggi nel Mediterraneo è lo smantellamento totale del sistema di ricerca e soccorso, con persone che continuano a partire senza più navi umanitarie a salvare le loro vite, mentre chi sopravvive al mare viene riportato all'incubo della detenzione in Libia, senza alcuna considerazione del diritto internazionale marittimo e dei rifugiati".

LE ACCUSE - Secondo la procura di Catania gli indagati nell'ambito dell'operazione 'Borderless' avrebbero "sistematicamente condiviso, pianificato ed eseguito un progetto di illegale smaltimento di un ingente quantitativo di rifiuti pericolosi a rischio infettivo, sanitari e non, derivanti dalle attività di soccorso dei migranti a bordo delle navi Ong Vos Prudence, da marzo 2017 a luglio 2017, e Aquarius, dal gennaio 2017 al maggio 2018". I rifiuti pericolosi, secondo l'accusa, sarebbero stati "conferiti in modo indifferenziato, insieme ai rifiuti solidi urbani, in occasione di scali tecnici e sbarco di migranti nei porti di Catania, Augusta (Siracusa), Pozzallo (Ragusa), Trapani, Messina, Palermo nonché in altri porti italiani".

Secondo quanto emerso gli indagati "qualificavano, conferivano e smaltivano fraudolentemente, in modo indifferenziato, i rifiuti derivati dall'attività di salvataggio in mare" come "gli indumenti contaminati indossati dagli extracomunitari, gli scarti degli alimenti somministrati agli stessi, nonché, i rifiuti sanitari infettivi utilizzati a bordo per l’assistenza medica, eludendo i rigidi trattamenti imposti dalla loro natura infettiva, in ragione della quale gli stessi andavano classificati come pericolosi, sanitari e non, ad alto rischio infettivo".

Secondo l'accusa dalle indagini è emersa la "consapevolezza da parte degli indagati della pericolosità degli indumenti indossati dai migranti, in quanto fonte di trasmissione di virus o agenti patogeni contratti durante il viaggio, come emergeva tra l'altro anche dai S.A.R. Report Rescues in relazione alle condizioni sanitarie dei migranti assistiti a bordo dell'Aquarius, dove si segnalano frequenti casi di scabbia, Hiv, infezioni del tratto respiratorio quali tubercolosi, meningite".

In particolare, secondo la procura di Catania, nel periodo compreso tra gennaio 2017 e maggio 2018 dalle navi 'Vos Prudence' e 'Aquarius' "non è stata mai dichiarata la presenza di rifiuti sanitari pericolosi a rischio infettivo" anche in presenza di "numerosi e documentati casi di malattie registrate dai vari Uffici di Sanità Marittima siciliani e del Sud-Italia intervenuti al momento dell'arrivo dei migranti nei porti italiani" duranti i quali sono stati "rilevati 5.088 casi sanitari a rischio infettivo (scabbia, meningite, tubercolosi, Aids e sifilide) su 21.326 migranti sbarcati".

GLI INDAGATI - Sono 24 gli indagati nell'ambito dell'operazione 'Borderless'. "Tra gli indagati destinatari del provvedimento cautelare di sequestro", riferisce la procura di Catania, ci sono due agenti marittimi e "l'Ong 'Medici senza frontiere' (Msf), quale produttrice dei rifiuti oggetto del traffico illecito, con riferimento: al centro operativo di Amsterdam (O.C.A.) per quanto concerne l'operatività della nave Aquarius; al centro operativo di Bruxelles (O.C.B.) - Missione Italia, che ha gestito e finanziato le attività di soccorso prestate dalla nave Vos Prudence sino al mese di ottobre 2017".

 

(Fonte: Adnkronos)

Quei poveri italiani di cui molti parlano ma che pochi vedono (VIDEO)

Il lavoro perso e non ritrovato a 50 anni, una separazione, una malattia, un incidente o un'ingiustizia. Ecco come si può finire in mezzo a una strada, oggi, da cittadini italiani, anche in una città come Milano; tra chi, come l'associazione ProTetto, dà loro un aiuto concreto e chi si gira dall'altra parte, magari prima di tornare a casa e scrivere, in tutta comodità, qualche bel post contro il "razzismo".

(GUARDA IL SERVIZIO DI GABRIELLA SIMONI DEL TG5)

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