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updated 2:09 PM UTC, Dec 10, 2018

Migranti, Salvini corregge la rotta del governo: l'Italia non firmerà il Global Compact. Bruciato sul tempo Conte e smentito il ministro Moavero. Così Matteo è sempre più uomo forte, altro che contratto...

Prima il presidente del Consiglio Conte, davanti all'Onu, e poi il ministro degli Esteri Moavero Milanesi in altre riunioni internazionali avevano sostenuto il Global Migration Compact, il documento delle Nazioni Uninite per una gestione condivisa dell’immigrazione. Ma ora la linea del governo cambia, secondo le indicazioni del vicepremier Salvini e dell'ala leghista: il documento non si firma, prima si passa dal Parlamento


Il governo italiano non sottoscriverà il 'Global Compact for Migration' finché non sarà il Parlamento a esprimersi. Ad annunciarlo alla Camera bruciando sul tempo il premier Conte - intervenuto in seguito con una nota ufficiale -, il ministro dell'Interno Matteo Salvini. Il 'Global Compact for Migration', lanciato dall'Onu nel settembre 2016, è il patto che mira a definire impegni condivisi dalla comunità internazionale sui temi dell'emergenza immigrazione.

"La sinistra - ha detto il titolare del Viminale in aula - si lamenta da ore che il governo tolga spazio di espressione, di discussione, di confronto, di partecipazione e di dialogo al Parlamento. Cosa farà il governo sul Global Compact? Farà come la Svizzera, che ha fatto una scelta di democrazia e cambiamento: ha detto fermi tutti. Il governo italiano non andrà a Marrakech, non firmerà nulla. Il dibattito è così importante che non può essere questa solo una scelta del governo. Deve essere il Parlamento a discutere del Global Compact".
"E' una scelta, noi - ha aggiunto - avremmo potuto fare le scelte che hanno fatto altri governi prima del nostro. A differenza di qualcun altro che ha messo decine e decine di fiducie senza far parlare nessuno, su questo lascerà che sia il Parlamento a pronunciarsi. Se poi a voi non interessa è un vostro problema: Lega, Fdi, M5S e Fi ne discuteranno. Se voi siete ostili a questo approccio il problema è solo del Pd", ha concluso Salvini.

Poco dopo l'intervento di Salvini, ecco arrivare la nota del presidente del Consiglio, Giuseppe Conte. "Il Global Migration Compact - si legge - è un documento che pone temi e questioni diffusamente sentiti anche dai cittadini: riteniamo opportuno, pertanto, parlamentarizzare il dibattito e rimettere le scelte definitive all'esito di tale discussione, come pure è stato deciso dalla Svizzera. A Marrakech, quindi, il Governo non parteciperà, riservandosi di aderire o meno al documento solo quando il Parlamento si sarà pronunciato".

 

(Fonte: Adnkronos)

  • Pubblicato in Esteri

Guerra Italia-Ue sul bilancio, Draghi: "Fiducioso su un accordo". Salvini secco: "Sì ma sulle nostre posizioni. La manovra non cambia"

Parla il presidente della Banca centrale europea: "Anche l'Italia, come Brexit e la guerra commerciale, è fra le incertezze per lo scenario economico dell'Eurozona. Il rialzo dello spread sta causando un rialzo dei tassi a famiglie e imprese". Di Maio Non Vogliamo uscire dall'Euro. I mercati si tranquillizzino" - (LEGGI DI PIU')


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Spiega che l'Italia, come la Brexit, è "fra le incertezze per lo scenario economico dell'Eurozona". Ma sulla manovra bocciata da Bruxelles, si dice "fiducioso che sarà trovato un accordo". Il presidente della Bce Mario Draghi affronta anche il caso Italia nella conferenza stampa a Francoforte, dopo la riunione del Consiglio direttivo, che ha lasciato invariati i tassi sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%.

Draghi esclude tuttavia il rischio che la Bce possa essere coinvolta nella crisi italiana: "Finanziare i deficit non è nel nostro mandato" chiarisce. Quindi precisa: "Abbiamo l'Omt come strumento specifico", da usare in caso i paesi entrino in un programma, "per il resto siamo in un regime di dominanza monetaria", non di bilancio. Un intervento della Bce nel dibattito tra Roma e Bruxelles, insomma, è "assolutamente" da escludere: "Non è il nostro compito quello di fare da mediatori" rimarca Draghi. Questa "è una discussione fiscale, non è un ruolo da banchieri centrali".

SPREAD - L'ex governatore di Bankitalia parla anche dello spread e avverte: "Io non ho la palla di cristallo, 300, 400, certamente questi titoli sono nelle banche e se perdono valore loro impattano sul capitale delle banche". Certo, "abbassare i toni e non mettere in discussione l'esistenza dell'euro può far ridurre gli spread" è l'indicazione che arriva - con un chiaro riferimento all'Italia - dal presidente della Bce. E a chi gli chiede se i rialzi dello spread italiano possano contagiare altri paesi della zona euro, risponde: "Forse c'è qualche ricaduta ma limitata". Secondo il presidente della Bce, i rialzi dello spread sui Btp italiani pesano sui costi di finanziamento di imprese e famiglie e "riducono i margini espansivi" del bilancio.

MANOVRA - Sulla manovra italiana bocciata dalla Ue, Draghi non si sbilancia. "Non c'è stata una grande discussione sull'Italia, c'era Dombrovskis, gli ho chiesto il permesso di citarlo", aggiunge, facendo eco al vice presidente dell'esecutivo Ue: "Si devono osservare e applicare le regole, ma anche cercare il dialogo" specifica il presidenre della Bce.

INFLAZIONE - Nel corso della conferenza stampa, Draghi mette poi l'accento sull'inflazione. "Nell'area dell'euro l'inflazione sui dodici mesi si è portata lo scorso settembre al 2,1%, dopo il 2,0 di agosto" afferma, aggiungendo che "sulla base dei prezzi correnti dei contratti future sul petrolio, è probabile che l'inflazione complessiva si collochi intorno al livello attuale nella parte restante dell'anno". "Davanti ad ogni evenienza - sottolinea ancora Draghi - il Consiglio direttivo della Bce è pronto ad adattare i propri strumenti per assicurare che l'inflazione continui a muoversi verso l'obiettivo".

CRESCITA - Quanto alla crescita dell'Eurozona, precisa Draghi, la Bce "regista un certo rallentamento dello slancio ma non una inversione di rotta". "Una delle spiegazioni arriva dalle situazione specifica dei singoli Paesi", rimarca, facendo l'esempio delle recenti difficoltà dell'industria automobilistica tedesca. Quindi ammette: "Non è semplice distinguere fattori transitori da fattori permanenti" sottolineando però come i dati e i segnali "non ci bastano per cambiare scenario di base".

I rischi che circondano le prospettive di crescita dell'area dell'euro possono ancora "considerarsi ampiamente equilibrati. Allo stesso tempo, i rischi relativi al protezionismo, le vulnerabilità nei mercati emergenti e la volatilità dei mercati finanziari rimangono importanti" afferma il presidente della Bce. L'espansione economica, aggiunge Draghi, è "sostenuta dalla domanda interna e da continui miglioramenti nel mercato del lavoro".

QE - Sulla fine del Quantitative Easing, Draghi spiega che alla riunione odierna "non abbiamo parlato di un prolungamento del programma di acquisti, e non abbiamo discusso di cosa fare dopo, abbiamo altri due incontri prima di fine anno", osservando che alla Bce "pensiamo di avere ancora strumenti che possiamo usare", come gli Tltro tema che è stato sollevato "da due partecipanti".

TASSI DI INTERESSE - Oggi il Consiglio direttivo della Bce ha deciso di mantenere invariati i tassi di interesse sulle operazioni di rifinanziamento principali, sulle operazioni di rifinanziamento marginale e sui depositi presso la banca centrale rispettivamente allo 0,00%, allo 0,25% e al -0,40%. Inoltre, il Consiglio direttivo della Bce ha confermato che nel quadro del Quantitative Easing "continuerà a effettuare acquisti netti al nuovo ritmo mensile di 15 miliardi di euro sino alla fine di dicembre 2018", acquisti che "in seguito, se i dati più recenti confermeranno le prospettive di inflazione a medio termine, giungeranno a termine".

Nella riunione il Consiglio direttivo ha anche confermato l'intenzione di "reinvestire il capitale rimborsato sui titoli in scadenza nel quadro del PAA per un prolungato periodo di tempo dopo la conclusione degli acquisti netti di attività e in ogni caso finché sarà necessario per mantenere condizioni di liquidità favorevoli e un ampio grado di accomodamento monetario".

Le reazioni del Governo

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Savona, rimanderemo la manovra identica a Bruxelles - "Non c'è alcun dubbio" che il governo rimanderà la manovra "tale e quale" a Bruxelles, nonostante la bocciatura. Lo ha detto il ministro per gli Affari europei Paolo Savona in un'intervista alla direttrice di Sky TG 24 Sarah Varetto.

Salvini, Draghi spera accordo? Ma su nostre posizioni  - "Anche io sono per un accordo, ma sulle nostre posizioni". Così il ministro dell'Interno Matteo Salvini risponde al Senato a chi gli chiedeva un commento sull'auspicio formulato dal presidente della Bce Mario Draghi che si arrivi ad un accordo in merito alla manovra economica dell'Italia. Salvini ha anche ribadito che "la manovra non cambia, non potete farmi ogni giorno la stessa domanda". 

Di Maio, da Bce strali ma non lasciamo Euro - Dalla Bce "vedo che arrivano strali sulla questione del pericolo dell'economia italiana per lo spread. Il governatore Draghi sa che il problema dello spread non è legato alla manovra ma alla paura dei mercati che il paese possa uscire dall'Euro. Problema facilmente risolvibile, col fatto che noi nel contratto abbiamo inserito chiaramente che non vogliamo uscire dall'euro". Così Luigi Di Maio aggiungendo che i mercati quindi "non devono avere questi timori e faremo in modo di rappresentare la nostra posizione di restare nell'euro e nell'Ue in tutte le sedi istituzionali competenti".

 

(Fonte: Adnkronos)

Nasce "Forza Salvini", la corrente salviniana di Fi. A vedere il simbolo sembra uno scherzo, ma la questione è terribilmente seria. E se alle Europee...

Come riporta l'agenzia Agi, giovedì, con la presentazione a Montecitorio, nascerà ufficialmente "Forza Salvini", la corrente interna agli azzurri che appoggia il leader della Lega e le sue posizioni, contestate invece dai vertici del partito di Berlusconi. Qualcuno potrebbe leggere in questa mossa semplicemente la ricerca di un posto al sole da parte di alcuni forzisti disposti ad abbandonare la nave che affonda per salire sul vascello leghista col vento in poppa. In certi casi è più o meno così, ma il malcontento sta montando da mesi in seno a quello che era il soggetto egemone e trainante del centrodestra ma che ora rischia seriamente di sparire, fagocitato dal sempre più potente Matteo. L'interprete maggiormente in vista di tale processo è il governatore della Liguria, Giovanni Toti, che ancora oggi è tornato ad attaccare: "Forza Italia ormai fa solo convention", ha detto al Corriere. A detta di molti la nuova discesa in campo di Silvio non basterà ad evitare il minimo storico alle elezioni europee di maggio. Se il divario con la Lega assumesse proporzioni imbarazzanti allora l'incubo di alcuni e il sogno di altri, cioè la creazione di un centrodestra forte guidato da Matteo Salvini, diventerebbe realtà. Ecco perché c'è chi si porta avanti.


E con 'Forza Salvini' nasce ufficialmente la corrente salviniana in Forza Italia. Annunciata nei mesi scorsi e promossa dal forzista Pietro Spizzirri, vicecoordinatore nazionale e coordinatore regionale dei club FI della Calabria, la componente sarà presentata giovedì alle 11.30 in una conferenza stampa a Montecitorio.

L'annuncio arriva con una nota in cui si riporta appunto il simbolo FI, l'ormai storico tricolore con il nome del partito in diagonale all'interno. Modificato, però: 'Salvini' al posto di 'Forza Italia'. Nel corso della conferenza stampa - si spiega - sarà presentata "la corrente popolare e populista di Forza Italia".

"Viviamo tra la nostra gente e non nei salotti romani. Viviamo dei nostri sudati guadagni e sappiamo che il nostro popolo apprezza l'operato di Matteo Salvini e guarda con grande interesse e favore ad interventi come la spesa di cittadinanza, la flat tax, la pace fiscale tombale e la ritrovata unità nazionale. Ci poniamo un obiettivo semplice: far capire al presidente Berlusconi che il popolo di Forza Italia vuole essere alleato di Matteo Salvini e della Lega in questa rivoluzionaria azione di miglioramento del Paese", è l'intento.

L'obiettivo? Entrare nella maggioranza

"Forza Italia deve contribuire a migliorare i contenuti di questa manovra, rendendola ancora più efficace per il progresso del Paese ed il benessere dei cittadini, in linea con le vere aspettative della nostra base. Sono numerose e quotidiane - assicurano i promotori - le adesioni di sindaci, amministratori, dirigenti locali, militanti, simpatizzanti ed elettori di Forza Italia alla corrente Forza Salvini".

"L'idea di fondo - spiega ancora la nota - è chiara: bisogna sostenere la Lega di Salvini al governo del Paese, in linea con la tradizionale alleanza di centrodestra e con i valori ed i principi ispiratori originari del movimento azzurro e di Silvio Berlusconi, quali sicurezza, dignità della persona, libertà ed eguaglianza. Avviando, pertanto, un confronto propositivo per il miglioramento dell'azione di governo, anziché fare opposizione ad ogni costo. Bisogna rivalutare la possibilità di sostenere il governo diventando parte della maggioranza".

"In questo particolare momento storico, ma con le opportune modifiche, riteniamo che sia necessario sostenere la manovra del governo Conte e la linea di Matteo Salvini leader del centrodestra italiano, anche contro la strafottenza e l'arroganza di questa Europa vecchia, inutile e da rifondare", si conclude.

 

(Fonte: Agi)

Pubblica amministrazione, mano dura della ministra Bongiorno: impronte digitali contro i "furbetti del cartellino" e "black list". Ma si sbloccano le assunzioni. Ecco il "ddl concretezza"

Nuove misure contro i "fannulloni", sblocco del turnover, rivoluzione digitale nella pubblica amministrazione, ma anche nuove assunzioni. Queste alcune delle misure previste dal disegno di legge "concretezza" approvato dal Consiglio dei ministri. La "Lady di ferro" di Salvini ha annunciato rilevazioni biometriche e videosorveglianza per stanare i "furbetti del cartellino". "Non si tratta di provvedimenti punitivi - ha sottolineato Giulia Bongiorno - c'è la maggior parte dei dipendenti che vanno al lavoro e che mi chiedono di tutelarli, ma ci sono anche i cosiddetti furbetti del cartellino. Il ddl si chiama concretezza - ha aggiunto - perché non vuole essere l'ennesima riforma epocale ma vuole permettere alla pubblica amministrazione di cominciare a correre"


Sblocco totale del turnover, impronte contro i 'furbetti del cartellino', un nuovo 'nucleo concretezza' per aiutare ma anche sanzionare le amministrazioni inadempienti, che finiranno in una vera e propria 'black list'. Arriva l'annunciato 'ddl concretezza' che consentirà alla pubblica amministrazione, secondo le parole del ministro Giulia Bongiorno, di "cominciare a correre". Il ddl, ha spiegato al termine del Cdm che ha dato il via libera al provvedimento, "è propedeutico alla trasformazione digitale" e punta a renderla effettiva. Basta con le liste di attesa di mesi per fare la nuova carta d'identità digitale, o alle amministrazioni che non utilizzano alcune innovazioni come l'autocertificazione.

Con l'approvazione del disegno di legge arriverà il 'Nucleo della concretezza' che, in collaborazione con l'Ispettorato della funzione pubblica, farà sopralluoghi, affiancherà le amministrazioni e proporrà eventuali misure correttive con l'indicazione dei tempi di realizzazione, delle quali risponderanno di dirigenti della P.a. A questo si affiancherà anche un "piano triennale" delle azioni concrete da mettere in campo per l'efficienza della macchina pubblica, nel quale sarà coinvolto anche il ministero dell'Interno. Altro punto cardine del provvedimento la "rilevazione biometrica" e la "videosorveglianza" per rilevare presenze e rispetto dell'orario di lavoro: una innovazione, ha assicurato il ministro che "non è punitiva, ma tutela i dipendenti che lavorano, quelli che non sono fannulloni".

Via libera poi alle assunzioni per un "numero pari all'80% di quelle previste e poi verranno fatte verifiche puntuali. Questo consentirà di avere nell'immediatezza un ricambio generazionale ma saranno assunzioni mirate". Con l'obiettivo di arrivare alla possibilità di assumere, anche via concorsi in deroga, "il 100% del personale cessato dal servizio nell'anno precedente". Prevista anche la sostituzione delle convenzioni Consip sui buoni pasto. (Fonte: Ansa)

  • Pubblicato in Economia

Salvini freddo con Berlusconi: "Premier chi prende più voti? Non ho bisogno del suo permesso". E sul Milan: "Sono profondamente depresso"

"Non ho bisogno del suo permesso per chiedere il voto ai cittadini italiani per cambiare questo Paese. Ho letto che ha già fatto tutto: programma, squadra di Governo con ministri e viceministri. Se avremo tempo e modo ci incontreremo altrimenti più avanti". Il segretario della Lega Nord, Matteo Salvini, a margine dell'inaugurazione dell'Esposizione Internazionale sull'ospitalità a Rho Fiera Milano, replica così, in modo anche un po' brusco, alle parole di del leader di Forza Italia che nei giorni scorsi, insieme al governatore lombardo Maroni, aveva parlato di piena sintonia col Carroccio anche su programma e possibile governo futuro - (VIDEO)

Gli studenti protestano ma la ministra Fedeli difende l'alternanza scuola-lavoro: "E' un'innovazione didattica importante. Dati positivi, eleveremo la qualità"

Manifestazioni, anche movimentate, in molte città contro attività che sono denunciate dai contestatori come sfruttamento. L'esponente del governo Gentiloni annuncia gli Stati generali sul tema il prossimo 16 dicembre e dice: "Dobbiamo fare uno sforzo aggiuntivo per qualificare ulteriormente i percorsi e la gestione delle procedure"


“L’alternanza scuola-lavoro è un’innovazione didattica importante. È uno strumento che offre alle studentesse e agli studenti la possibilità di acquisire competenze trasversali e consente loro di orientarsi con più consapevolezza verso il loro futuro di studi e lavorativo. L’alternanza è uno strumento in cui crediamo profondamente. Anche per questo, come Ministero, lavoriamo per elevare ulteriormente la qualità dei percorsi offerti, mettendo al centro, come ho ribadito il 10 ottobre in audizione in Parlamento, le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Su questo punto garantiamo il massimo impegno e anche la massima fermezza di intervento in caso di situazioni in cui il patto formativo che sta alla base dell’alternanza sia violato, impedendo a studentesse e studenti di fare un percorso significativo, innovativo e di qualità. Stiamo mettendo in campo strumenti concreti che vanno in questa direzione e che ci consentiranno un costante monitoraggio e controllo perché la qualità formativa è decisiva”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

 “I dati relativi ai primi due anni di attuazione sono importanti e testimoniano lo sviluppo dell’alternanza e l’impegno delle scuole. Nell’anno scolastico 2016/2017, secondo le prime rilevazioni del Ministero che confluiranno in un ampio report a fine ottobre, il 95% degli istituti ha fatto alternanza. Le studentesse e gli studenti partecipanti sono stati oltre 873.000 fra scuole statali e paritarie, l’89% della platea attesa per le classi terze e quarte, quelle già coinvolte dall’obbligo lo scorso anno. Sono oltre 900.000 se si considerano anche le classi quinte. Le strutture ospitanti sono state più di 200.000, 131.000 di queste sono imprese. Il coinvolgimento è alto. Anche nei Licei, dove il 91% delle ragazze e dei ragazzi iscritti nelle classi terze e quarte ha svolto un percorso di alternanza. I finanziamenti messi a disposizione sono anch’essi significativi: 100 milioni all’anno previsti dalla legge 107, altri 140 milioni stanziati nell’ambito del PON scuola. Ci impegneremo per incrementarli ancora”.

“Ora - prosegue la Ministra - dobbiamo fare uno sforzo aggiuntivo per qualificare ulteriormente i percorsi e la gestione delle procedure da parte delle scuole, rispondendo alla richiesta delle nostre studentesse e dei nostri studenti di poter far emergere eventuali problemi riscontrati durante la loro esperienza. Ci sarà un ampio confronto su questo, lo faremo il 16 dicembre: organizzeremo come Ministero gli Stati Generali dell’alternanza con tutti gli attori in campo, a partire dai rappresentanti delle ragazze e dei ragazzi. Prima di allora lanceremo due strumenti importantissimi: la piattaforma di gestione dell’alternanza e la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza che sono strettamente connesse fra loro. La piattaforma sarà strumento di attuazione della Carta, che è molto attesa ed è uno strumento centrale di informazione e di garanzia per chi partecipa all’alternanza”.

La piattaforma “sarà pronta nei prossimi giorni, comunque entro la fine di ottobre, e sarà messa a disposizione di tutte le scuole, delle strutture ospitanti, di studentesse, studenti e famiglie per facilitare la progettazione, la gestione e il controllo dell’alternanza. La piattaforma consentirà alle scuole di reperire con più facilità una struttura ospitante, attraverso un sistema di geolocalizzazione e di prenotare on line i percorsi. Gli adempimenti burocratici connessi all’alternanza si potranno gestire digitalmente, consentendo un passo in avanti significativo. Su queste innovazioni prevediamo uno specifico accompagnamento per le scuole”.  

“La piattaforma - prosegue la Ministra - avrà una specifica sezione dedicata a studentesse e studenti che, oltre a strumenti importanti come il corso sulla sicurezza gratuito realizzato insieme ad Inail, avrà un bottone rosso, come ho più volte annunciato, per le segnalazioni di eventuali problematicità significative riscontrate durante l’alternanza. Credo sia importante e serio fare in modo che situazioni anomale possano essere rilevate in tempo reale dagli Uffici scolastici e dal Ministero, per poter intervenire tempestivamente. Ieri abbiamo mostrato al Forum degli studenti il funzionamento e gli strumenti previsti. Vogliamo fare questo percorso insieme e i loro suggerimenti saranno per noi essenziali”.

La piattaforma “consentirà anche al Ministero di avere una panoramica qualitativa importante e un costante monitoraggio. È prossima, poi, come dicevo poco fa, la pubblicazione della ‘Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro’, prevista dal comma 37 della legge 107: dopo l’acquisizione dei concerti e pareri previsti dalla legge, il testo è in fase di esame da parte del competente Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la definitiva autorizzazione prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Con la Carta mettiamo al centro la necessità di informare al meglio studentesse e studenti e genitori, in un'ottica di dialogo e condivisione che deve sempre accompagnare il rapporto scuola-famiglia. Prevediamo che le ragazze e i ragazzi impegnati in alternanza siano accolti in ambienti di apprendimento favorevoli alla loro crescita e ad una formazione qualificata, coerente con il percorso di studi. Diamo attenzione alle studentesse e agli studenti con disabilità. Abbiamo anche firmato un protocollo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro per mettere a disposizione delle scuole i tutor ANPAL, esperti di mercato del lavoro che possano supportare referenti, tutor e dirigenti scolastici nell’entrare in contatto con le strutture ospitanti del territorio. È evidente -  conclude la Ministra - che quello che stiamo facendo tutti insieme, il Ministero, le scuole, le strutture ospitanti, non è un percorso semplice. Ma è un percorso che, abbiamo visto, va nella giusta direzione e che dobbiamo proseguire con sempre maggiore determinazione. Nella consapevolezza che anche questa è scuola. Una scuola aperta, capace di innovarsi e di offrire uno sguardo sul futuro alle nuove generazioni”.

Immigrazione, i sindaci della Lega dicono no al Protocollo per l'accoglienza dei richiedenti asilo: "Pronti a fare blocchi stradali"

Protesta davanti alla Prefettura di Milano di alcuni amministratori di Comuni dell'area metropolitana che non accettano il piano di distribuzione degli aspiranti profughi voluto dal governo e ratificato oggi alla presenza del ministro Minniti proprio a Palazzo Diotti. Le nostre interviste - (VIDEO)


Una delegazione di sindaci leghisti della Città Metropolitana di Milano ha manifestato fuori dalla Prefettura di Milano per dire "no" al Protocollo, alla cui firma era presente anche il ministro dell'Interno, Marco Minniti, redatto dalla Prefettura per distribuire i profughi tra i vari Comuni del Milanese.

I sindaci del Carroccio, con la fascia tricolore, hanno inteso esprimere la loro contrarietà "perché - ha spiegato il sindaco di Parabiago Raffaele Cucchi - non abbiamo le risorse da destinare nemmeno ai nostri cittadini e il nostro personale sarebbe chiamato a far fronte ad un lavoro insostenibile".

"Siamo qui per dire no - ha aggiunto il capogruppo della Lega in Consiglio comunale a Milano, Alessandro Morelli - a un piano imposto dal prefetto senza che i sindaci siano stati consultati: e sono i sindaci ad essere stati eletti e non il prefetto".

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