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Il Politecnico di Milano, eccellenza italiana ormai internazionale. Grandi numeri su occupazione ed economia, ma il rettore vuole di più: "Incentiviamo la presenza femminile"

Inaugurato il 155esimo anno accademico del prestigioso ateneo che presenta dati importanti. Dal 2010 sono raddoppiati gli studenti stranieri; a 12 mesi dal titolo è impiegato l'85% degli architetti, l'88% dei designer e il 97% degli ingegneri. Le donne però rappresentano ancora solo un terzo degli iscritti. Ferruccio Resta: "Abbiamo intuizioni e idee per essere insieme motore dell'innovazione del Paese". L'intervista a margine della cerimonia e il commento dell'assessore all'Università, Ricerca e Open Innovation di Regione Lombardia, Luca Del Gobbo - (VIDEO) 


"Abbiamo dimostrato di avere le competenze tecniche e di disporre del miglior capitale umano, di essere ambiziosi e allo stesso tempo pragmatici. Chiediamo a istituzioni e mondo produttivo di proporre le prossime sfide a cui lavorare insieme. Abbiamo intuizioni e idee per essere insieme motore dell’innovazione del Paese”.

Con queste parole, nel corso del suo discorso all'inaugurazione del 155esimo anno accademico del Politecnico di Milano, il magnifico rettore dell'ateneo, Ferruccio Resta, ha chiamato a raccolta mondo produttivo e istituzioni per dare, in una logica di sistema, una spinta innovativa per l'Italia.

"E' necessario allineare il numero dei dottorandi italiani a quello degli altri paesi europei - ha aggiunto Resta - e se si vuole un modello da seguire in Italia bisogna guardare al Politecnico, che dal 2010 ha visto un aumento del 35% dei laureati e il raddoppio degli studenti stranieri a conferma della nostra crescente attrattività internazionale. Chi si laurea al Politecnico ha più possibilità di inserirsi velocemente nel mondo del lavoro e abbiamo guadagnato 100 posizioni nel ranking internazionale delle università".

"Artefici di questi traguardi sono i 42mila studenti, i 3mila docenti e i 1.200 tecnici che rappresentano la nostra anima - ha detto ancora Resta -. Anche nel futuro puntiamo al rinnovamento didattico, puntando su figure professionali più vicine ai bisogni delle imprese e, in generale, del mercato del lavoro, incentivando anche scambi internazionali e progetti interdisciplinari con altri atenei, insomma il Politecnico di Milano è un vero e proprio investimento per i nostri studenti".

Secondo Resta però, il Politecnico può e deve essere ancora più ambizioso. "Vogliamo puntare su corsi di dottorato che siano più attrattivi per il settore produttivo, per i bisogni dell'impresa e per farlo sono necessarie misure forti di investimento sul numero di posti e di defiscalizzazione delle assunzioni. Dobbiamo continuare a investire nei laboratori e nei campus come quello ideato da Renzo Piano. E’ necessario unire le nostre forze, promuovere partnership con istituzioni e imprese, affinché le grandi trasformazioni urbane, i piani industriali e i programmi di innovazione pubblici e privati diventino loro stessi laboratori condivisi: veri e propri cantieri aperti all'innovazione. Penso alle opportunità offerte dalla tecnologia 5G, alla realizzazione di un distretto per le applicazioni delle tecnologie di industria 4.0, al recupero delle periferie e al servizio che stiamo svolgendo con il Duomo di Milano al servizio della conservazione del nostro patrimonio artistico".

"L'ateneo si sta impegnando con azioni concrete a incentivare la presenza femminile all'interno delle sue aule, soprattutto in alcuni rami di ingegneria. Le donne rappresentano solo un terzo del totale - ha aggiunto -, una percentuale ancora poco rappresentativa". (Fonte Itlapress)

Non solo sinistra contro l'alternanza scuola-lavoro, in piazza anche gli studenti di CasaPound. Contestata la ministra Fedeli

Cortei a Roma, Ascoli Piceno e in provincia di Lecce e blitz a Milano e Verona: il Blocco Studentesco si prende spazi importanti nell'ambito delle proteste giovanili in tutta Italia. Migliaia di ragazzi mobilitati tra cori e bandiere tricolori - (FOTO)


 
Cortei e blitz in tutta Italia organizzati dal Blocco Studentesco per chiedere un cambiamento radicale nella gestione dell’alternanza scuola-lavoro e un rapido intervento degli enti pubblici preposti nella risoluzione dei problemi strutturali che affliggono le scuole italiane.
 
“Un successo i cortei studenteschi a Roma, organizzato in collaborazione con il Fronte della Gioventù e Gioventù d’azione, Ascoli Piceno e Nardò (LE) e i blitz a Milano e Verona – si legge in una nota del movimento - per sottolineare ancora una volta la totale assenza delle istituzioni: fallimento del progetto alternanza scuola-lavoro, edifici scolastici in condizioni penose e mancanza di fondi adeguati per l’istruzione”.
 
“Il Blocco Studentesco ha mobilitato migliaia di studenti in tutta Italia nella mattinata di oggi – continua la nota del movimento - per protestare contro l’attuale linea politica del Ministro Fedeli, in perfetta continuità con i governi precedenti, volta ad affossare la già penosa condizione dell’istruzione italiana”.
 
“Quasi uno studente su due dichiara di essere insoddisfatto dell’esperienza di scuola-lavoro, incompatibile con il percorso di studi scelto, fino ad arrivare a veri e propri casi di sfruttamento, senza tralasciare le profonde differenze organizzative tra le varie regioni d’Italia. Come se non bastasse – continua la nota – gli studenti sono costretti a frequentare edifici fatiscenti, con aule o palestre inagibili e mancate verifiche di vulnerabilità sismica”.
 
“Non possiamo più tollerare questi soprusi ai danni degli studenti italiani, motivo per il quale – conclude la nota – con questa prima grande dimostrazione di forza vogliamo lanciare un messaggio chiaro alle istituzioni e al Miur: continueremo a dare battaglia a chiunque rappresenti un ostacolo per il futuro e saremo, come sempre, al fianco degli studenti”.
 
 
 
A Milano blitz e striscioni in diversi istituti e davanti al palazzo della Regione Lombardia
 

“Contro un ministro incompetente, siamo la gioventù che non si arrende”, questo il testo degli striscioni esposti dagli studenti del Blocco Studentesco in due blitz contemporanei davanti agli istituti Lagrange e Primo Levi di Milano.
Gli studenti si sono poi diretti sotto il Palazzo della Regione dove ha avuto luogo un presidio.

“La decisione di scendere in piazza – si legge in una nota del movimento – nasce dal fatto che questo governo, così come quelli che lo hanno preceduto, non sembra assolutamente in grado di portare avanti una riforma che sia degna di questo nome”.

“Nonostante le belle parole del Ministro Fedeli – continua la nota – la realtà è ben diversa e non a caso i blitz hanno interessato gli istituti Lagrange e Primo Levi: tutte scuole che soffrono di gravi problemi a livello strutturale e organizzativo, esempi in negativo di una situazione comune a tutto il territorio italiano”.

“La scuola deve tornare ad essere un luogo sicuro per gli studenti e svolgere una reale funzione formativa, non certo fornire mano d’opera a costo zero alle aziende, come sta avvenendo in troppi casi con il progetto, fallimentare, dell’alternanza scuola-lavoro ”.

“Oggi – conclude la nota – lanciamo l’ennesima sfida a istituzioni che tutto fanno tranne che lavorare per lo sviluppo del futuro di questo paese: quella che è scesa oggi in piazza è una gioventù consapevole delle proprie radici e decisa a riprendere in mano con forza e determinazione le redini del proprio futuro. Questo non è che l’inizio”.

 

Gli studenti protestano ma la ministra Fedeli difende l'alternanza scuola-lavoro: "E' un'innovazione didattica importante. Dati positivi, eleveremo la qualità"

Manifestazioni, anche movimentate, in molte città contro attività che sono denunciate dai contestatori come sfruttamento. L'esponente del governo Gentiloni annuncia gli Stati generali sul tema il prossimo 16 dicembre e dice: "Dobbiamo fare uno sforzo aggiuntivo per qualificare ulteriormente i percorsi e la gestione delle procedure"


“L’alternanza scuola-lavoro è un’innovazione didattica importante. È uno strumento che offre alle studentesse e agli studenti la possibilità di acquisire competenze trasversali e consente loro di orientarsi con più consapevolezza verso il loro futuro di studi e lavorativo. L’alternanza è uno strumento in cui crediamo profondamente. Anche per questo, come Ministero, lavoriamo per elevare ulteriormente la qualità dei percorsi offerti, mettendo al centro, come ho ribadito il 10 ottobre in audizione in Parlamento, le nostre ragazze e i nostri ragazzi. Su questo punto garantiamo il massimo impegno e anche la massima fermezza di intervento in caso di situazioni in cui il patto formativo che sta alla base dell’alternanza sia violato, impedendo a studentesse e studenti di fare un percorso significativo, innovativo e di qualità. Stiamo mettendo in campo strumenti concreti che vanno in questa direzione e che ci consentiranno un costante monitoraggio e controllo perché la qualità formativa è decisiva”. Così la Ministra dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca, Valeria Fedeli.

 “I dati relativi ai primi due anni di attuazione sono importanti e testimoniano lo sviluppo dell’alternanza e l’impegno delle scuole. Nell’anno scolastico 2016/2017, secondo le prime rilevazioni del Ministero che confluiranno in un ampio report a fine ottobre, il 95% degli istituti ha fatto alternanza. Le studentesse e gli studenti partecipanti sono stati oltre 873.000 fra scuole statali e paritarie, l’89% della platea attesa per le classi terze e quarte, quelle già coinvolte dall’obbligo lo scorso anno. Sono oltre 900.000 se si considerano anche le classi quinte. Le strutture ospitanti sono state più di 200.000, 131.000 di queste sono imprese. Il coinvolgimento è alto. Anche nei Licei, dove il 91% delle ragazze e dei ragazzi iscritti nelle classi terze e quarte ha svolto un percorso di alternanza. I finanziamenti messi a disposizione sono anch’essi significativi: 100 milioni all’anno previsti dalla legge 107, altri 140 milioni stanziati nell’ambito del PON scuola. Ci impegneremo per incrementarli ancora”.

“Ora - prosegue la Ministra - dobbiamo fare uno sforzo aggiuntivo per qualificare ulteriormente i percorsi e la gestione delle procedure da parte delle scuole, rispondendo alla richiesta delle nostre studentesse e dei nostri studenti di poter far emergere eventuali problemi riscontrati durante la loro esperienza. Ci sarà un ampio confronto su questo, lo faremo il 16 dicembre: organizzeremo come Ministero gli Stati Generali dell’alternanza con tutti gli attori in campo, a partire dai rappresentanti delle ragazze e dei ragazzi. Prima di allora lanceremo due strumenti importantissimi: la piattaforma di gestione dell’alternanza e la Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza che sono strettamente connesse fra loro. La piattaforma sarà strumento di attuazione della Carta, che è molto attesa ed è uno strumento centrale di informazione e di garanzia per chi partecipa all’alternanza”.

La piattaforma “sarà pronta nei prossimi giorni, comunque entro la fine di ottobre, e sarà messa a disposizione di tutte le scuole, delle strutture ospitanti, di studentesse, studenti e famiglie per facilitare la progettazione, la gestione e il controllo dell’alternanza. La piattaforma consentirà alle scuole di reperire con più facilità una struttura ospitante, attraverso un sistema di geolocalizzazione e di prenotare on line i percorsi. Gli adempimenti burocratici connessi all’alternanza si potranno gestire digitalmente, consentendo un passo in avanti significativo. Su queste innovazioni prevediamo uno specifico accompagnamento per le scuole”.  

“La piattaforma - prosegue la Ministra - avrà una specifica sezione dedicata a studentesse e studenti che, oltre a strumenti importanti come il corso sulla sicurezza gratuito realizzato insieme ad Inail, avrà un bottone rosso, come ho più volte annunciato, per le segnalazioni di eventuali problematicità significative riscontrate durante l’alternanza. Credo sia importante e serio fare in modo che situazioni anomale possano essere rilevate in tempo reale dagli Uffici scolastici e dal Ministero, per poter intervenire tempestivamente. Ieri abbiamo mostrato al Forum degli studenti il funzionamento e gli strumenti previsti. Vogliamo fare questo percorso insieme e i loro suggerimenti saranno per noi essenziali”.

La piattaforma “consentirà anche al Ministero di avere una panoramica qualitativa importante e un costante monitoraggio. È prossima, poi, come dicevo poco fa, la pubblicazione della ‘Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza scuola-lavoro’, prevista dal comma 37 della legge 107: dopo l’acquisizione dei concerti e pareri previsti dalla legge, il testo è in fase di esame da parte del competente Dipartimento della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la definitiva autorizzazione prima della pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Con la Carta mettiamo al centro la necessità di informare al meglio studentesse e studenti e genitori, in un'ottica di dialogo e condivisione che deve sempre accompagnare il rapporto scuola-famiglia. Prevediamo che le ragazze e i ragazzi impegnati in alternanza siano accolti in ambienti di apprendimento favorevoli alla loro crescita e ad una formazione qualificata, coerente con il percorso di studi. Diamo attenzione alle studentesse e agli studenti con disabilità. Abbiamo anche firmato un protocollo con l’Agenzia Nazionale per le Politiche Attive del Lavoro per mettere a disposizione delle scuole i tutor ANPAL, esperti di mercato del lavoro che possano supportare referenti, tutor e dirigenti scolastici nell’entrare in contatto con le strutture ospitanti del territorio. È evidente -  conclude la Ministra - che quello che stiamo facendo tutti insieme, il Ministero, le scuole, le strutture ospitanti, non è un percorso semplice. Ma è un percorso che, abbiamo visto, va nella giusta direzione e che dobbiamo proseguire con sempre maggiore determinazione. Nella consapevolezza che anche questa è scuola. Una scuola aperta, capace di innovarsi e di offrire uno sguardo sul futuro alle nuove generazioni”.

Milano, assalto a Zara e McDonald's con vernice, uova e fumogeni. La protesta degli studenti di sinistra contro l'alternanza scuola-lavoro

Cortei e manifestazioni contro lo "sfruttamento" con momenti di tensione e atti non troppo pacifici: i giovani denunciano condizioni difficili, demansionamenti e il loro utilizzo per lavori che non prevedono alcuna formazione. Bersagliata anche la Camera di Commercio dell'Industria, dell'Artigianato e dell'Agricoltura di via Meravigli. L'attacco a governo e Partito Democratico. Nel mirino le attività previste dalla Legge 196 del 24 giugno 1997 e dall'accordo Stato-Regioni del 24 gennaio 2013. Ma la ministra Fedeli difende la scelta: "E' un'innovazione didattica importante"


Uova, pomodori, vernice e fumogeni contro il McDonald's di piazza XXIV Maggio a Milano. Dal corteo studentesco che protesta contro l'alternanza scuola-lavoro si sono staccati alcuni ragazzi completamente vestiti di nero e mascherati e hanno lanciato uova e pomodori contro le vetrate del fast food, imbrattate anche con della vernice colorata. Sulle vetrate sono comparse le scritte 'Fuck Mc' e 'Stop alternanza'. L'assalto è stato accompagnato da tutto il corteo con cori di insulto nei confronti del McDonald's, considerato dai ragazzi in protesta il simbolo dell'alternanza scuola-lavoro.

Dopo McDonald's è stata la volta di Zara. Il negozio di via Torino è stato vandalizzato da lanci di uova, vernice colorata e fumogeni. Responsabile anche in questo caso un gruppo di ragazzi mascherati e vestiti di nero, accompagnati dall'esultanza di tutto il corteo studentesco che sta protestando tra le vie di Milano.

"Stiamo sanzionando McDonald's e Zara - si sente degli altoparlanti del furgoncino in testa al corteo - perché sono multinazionali che ogni anno sfruttano centinaia di studenti. L'alternanza scuola-lavoro abolisce un concetto sacrosanto, cioè che il lavoro va pagato sempre. Con questa azione dimostrativa vogliamo simboleggiare che McDonald's e Zara sono spazzatura e noi le rifiutiamo".

Ad essere colpita è stata anche la Camera di Commercio dell'Industria, dell'Artigianato e dell'Agricoltura. L'edificio di via Meravigli è il terzo obiettivo del corteo studentesco. Anche qui lanciate uova e vernice colorata. I ragazzi del corteo hanno accompagnato l'azione gridando cori contro la Camera di Commercio. L'edificio è stato colpito "in quanto ente che ha costituito i registri nazionali dell'alternanza scuola-lavoro".

(Fonte: Adnkronos)

Deve assistere il cane malato: donna single ottiene 2 giorni di permesso retribuito

Un'impiegata dell'università La Sapienza di Roma ha ottenuto due giorni di permesso retribuito per assistere il proprio cane che doveva subire un intervento chirurgico. La dipendente, con l'aiuto della Lega anti vivisezione (Lav), è riuscita a dimostrare che la cura dell'animale era un grave motivo personale e giustificava quindi il permesso - (Continua a leggere)


Il cane doveva essere operato per una paralisi alla laringe, e la padrona, una impiegata amministrativa single, non poteva delegare a nessuno l'assistenza. Così ha chiesto due giorni di permesso all'Università per gravi motivi personali e famigliari.

L'ufficio del personale le ha chiesto di motivare meglio la richiesta, visto che non c'erano precedenti per l'assistenza di animali domestici.

La donna si è rivolta allora alla Lav. Il presidente Gianluigi Felicetti e l'ufficio legale hanno rintracciato alcune sentenze della Cassazione che stabilivano che la mancata cura di un animale configura il reato di maltrattamenti. L'impiegata ha potuto sostenere così che, se non avesse assistito il suo cane, avrebbe commesso un reato. L'Università, ricevuto anche il certificato del veterinario, le ha concesso il permesso.

"Ora, con le dovute certificazioni medico-veterinarie, chi si troverà nella stessa situazione potrà citare questo importante precedente - ha dichiarato Felicetti -. Un altro significativo passo in avanti che prende atto di come gli animali non tenuti a fini di lucro o di produzione sono a tutti gli effetti componenti della famiglia. E' un altro passo avanti verso un'organica riforma del Codice Civile che speriamo il prossimo Governo e il prossimo Parlamento avranno il coraggio di fare, approvando la nostra proposta di Legge ferma dal 2008".

(Fonte: Ansa)

Regione Lombardia e il lavoro, i risultati di "Garanzia Giovani". Aprea: "Puntiamo alla piena occupazione"

Parla l'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, intervenuta con il presidente Roberto Maroni nella sede di Afol Citta' Metropolitana, l'agenzia metropolitana per la formazione, l'orientamento e il lavoro (Area Est Milano). "Occupati 91.000 ragazzi con un investimento di 178 milioni di euro, coinvolti 250 operatori ed erogato alle aziende 83 milioni di bonus, assunzioni da 19.803 imprese" - (VIDEO)


"'Garanzia Giovani' in Lombardia e' stato un successo e lo dicono i numeri: abbiamo occupato 91.000 giovani con un investimento di 178 milioni di euro, tra risorse nazionali e regionali, abbiamo coinvolto 250 operatori e erogato alle aziende 83 milioni di bonus; sono state 19.803 le aziende che hanno effettuato un'assunzione. Questi numeri parlano di un record assoluto, nazionale, riconosciuto dai report del Ministero del Lavoro e dell'Anpal, l'agenzia nazionale per le politiche del lavoro".

CONFERENZA STAMPA IN AFOL - Lo ha dichiarato l'assessore regionale all'Istruzione, Formazione e Lavoro Valentina Aprea, intervenuta con il presidente di Regione Lombardia Roberto Maroni nella sede di Afol Citta' Metropolitana, l'agenzia metropolitana per la formazione, l'orientamento e il lavoro (Area Est Milano)alla conferenza stampa di presentazione degli esiti occupazionali di 'Garanzia Giovani', il programma regionale rivolto ai giovani tra i 15 e i 29 anni che offre opportunita' di orientamento, formazione e inserimento al lavoro attraverso percorsi personalizzati in funzione di bisogni individuali.

MILLE INSERIMENTI - "Siamo in Afol, l'agenzia per l'orientamento al lavoro, centro pubblico per l'impiego che si e' particolarmente distinto - ha sottolineato l'assessore Aprea - per gli oltre mille inserimenti con la sola attuazione di 'Garanzia Giovani'".

ALLEANZE TERRITORIALI E RETI CON IL MERCATO DEL LAVORO - "Afol - ha spiegato l'assessore Aprea - e' un centro pubblico per l'impiego che non ha nulla da invidiare ai centri privati accreditati e che ha saputo creare una serie di alleanze territoriali e di reti, con il mercato del lavoro e con altri enti di formazione, per cui riesce a ottenere ottimi risultati e in particolare e' sempre presente nella 'Top ten' degli operatori lombardi che non distingue tra privati e accreditati".

I NUMERI DA RECORD - "Il tempo medio per la presa in carico - ha poi ricordato l'assessore Aprea - e' stato di 11 giorni a fronte di una media nazionale di due mesi; i contratti di lavoro sono stati di apprendistato, prevalentemente professionalizzante, quindi e' un contratto che precede il tempo indeterminato; sono stati oltre 24.000 i contratti a tempo determinato, 11.763 quelli a tempo indeterminato e numerosi i tirocini che hanno comunque portato entro tre mesi alla trasformazione di un rapporto di lavoro in un contratto determinato o indeterminato". "Anche rispetto ai tirocini - ha proseguito l'assessore Aprea - abbiamo raggiunto un record nazionale: il 66 per cento dei tirocini attivati si e' trasformato in un vero e proprio contratto di lavoro".

FONDI 'DOTE UNICA LAVORO' IN ATTESA FASE 2 'GARANZIA GIOVANI' - "Un'esperienza piu' che positiva, da continuare - ha commentato Aprea - al punto che, anche se in questo momento non c'e' una copertura dei finanziamenti nazionali ed europei in quanto siamo in attesa della partenza della Fase 2 di 'Garanzia Giovani', in Lombardia la misura continua con finanziamenti regionali della misura 'Dote Unica Lavoro'". "I giovani in Lombardia - ha chiosato Aprea - sanno di avere a disposizione luoghi, sportelli, dove fare il 'match', dove domanda e offerta si incontrano con buoni risultati".

I SETTORI DI INSERIMENTO - Per quanto concerne i settori di inserimento dei neo-assunti, la classifica e' guidata dal manifatturiero, seguito dai servizi alle imprese, dalle professioni attinenti l'Ict (Informatiom communication technology), e su Milano, prevalentemente area metropolitana, dominano i comparti legati al 'Made in Italy', ossia le tre effe: food, fashion e furniture.

I numeri di Garanzia Giovani in Lombardia:

- 178 i milioni del programma nazionale Garanzia Giovani che saranno investiti per l'occupazione dei giovani in Lombardia;

- 101.903 i giovani presi in carico per trovare un lavoro, 97 per cento Lombardi;

- 91.576 i giovani inseriti nel mercato del lavoro con un contratto di assunzione o un tirocinio;
- 250 gli operatori che hanno erogato servizi di orientamento e accompagnamento al lavoro;
- 83 milioni il totale del bonus erogato alle aziende;
- 19.803 le aziende che hanno effettuato un'assunzione.

PERCHE' SONO NUMERI DI SUCCESSO - Confrontando i report nazionali la Lombardia e' sempre stata la prima regione per assunzioni incentivate con 83 milioni erogati alle aziende lombarde, pari al 24 per cento dell'assegnato a livello nazionale.

Per quanto riguarda i contratti di lavoro con 'Garanzia Giovani', nel triennio 2014-2017, su 48.916 assunzioni, 12.736 sono stati contratti di apprendistato; 11.763 i contratti a tempo indeterminato; 24.417 i contratti a tempo determinato.

TEMPESTIVITA' - Altro dato rilevante la tempestivita', con un tempo medio per la presa in carico dei giovani di 11 giorni, contro un tempo medio a livello nazionale di 2 mesi.

TIROCINI DI QUALITA' E PONTE PER L'ASSUNZIONE - Il 66 per cento dei tirocini attivati entro 3 mesi si e' trasformato in un rapporto di lavoro: 2 giovani su 3, contro 1 su 2 (50 per cento) rilevato a livello nazionale. Dei giovani avviati al lavoro nel triennio 2014-2017 il 43 per cento sono donne, il 57 per cento sono uomini.

FASCIA D'ETA' - Da un punto di vista anagrafico: il 10 per cento appartiene alla fascia di eta' 15-18 anni; il 79 per cento a quella 18-24 anni; l'11 per cento a quella 25-29 anni.

TITOLO DI STUDIO - Per quanto concerne il grado di scolarizzazione: l'11 per cento ha la licenza media; il 67 per cento il diploma; il 22 per cento titoli universitari.

I SETTORI - I settori a maggiore inserimento lavorativo sono risultati: servizi alle imprese, manifatture, turismo e ristorazione.

Di seguito il numero degli attivati nel mercato del lavoro con Garanzia Giovani, nel triennio 2014-2017, divisi per Province:

- Bergamo: 11.532;
- Brescia: 11.244;
- Como: 4.765;
- Cremona: 3.099;
- Lecco: 2.825;
- Lodi: 2.137;
- Mantova: 4.245;
- Milano: 31.655;
- Monza e Brianza: 6.772;
- Pavia: 3.750;
- Sondrio: 1.709;
- Varese: 7.843.

Totale Province: 91.576.

Lavoro, Maroni: "Regione Lombardia un modello in Europa". E sul voto anticipato: "Alle urne il prima possibile, perfetta sintonia con Salvini"

Intervista al governatore lombardo a margine della presentazione dei risultati del programma "Garanzia giovani". Le sue risposte alle domande de ilComizio.it sull'idea di azzerare il cuneo fiscale e sui voucher e i commenti sul quadro politico - (VIDEO)


"Garanzia Giovani in Lombardia e' un grande successo, sono i numeri a dirlo. Siamo una Regione benchmark in Europa, un punto di riferimento per le politiche  attive del lavoro". Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, che questa mattina ha partecipa insieme all'assessore all'Istruzione, Formazione e Lavoro, Valentina Aprea, alla conferenza stampa di presentazione dei risultati (anche in termini di esiti occupazionali) del programma Garanzia Giovani in Lombardia. "Sono particolarmente orgoglioso di questo risultato - ha osservato - perche' anche da ministro del Lavoro mi ero molto impegnato molto per passare dalle politiche passive a quelle attive. Cosi' si aiutano davvero
i giovani, chi perde il lavoro e chi rimane senza occupazione in eta' avanzata. Cosi' sosteniamo davvero l'economia della nostra Regione".

MOLTI FATTORI DI SUCCESSO - Fra i fattori che hanno determinato questo successo, ha sottolineato il governatore, "c'e' la nostra capacita' di ascolto delle reali necessita' del territorio e delle imprese. E poi, l'innovazione. La capacita' di inventare, di innovare, di essere sempre un punto di riferimento per l'Italia e l'Europa".

AZZERARE CUNEO FISCALE - Rispondendo a Ilaria Tettamanti de ilComizio.it che gli ha chiesto un commento sull'idea lanciata dal presidente di Confindustria di azzerare il cuneo fiscale per rilanciare l'occupazione giovanile, Maroni si e' detto "assolutamente 'accordo. E' una delle prime cose che faremo - ha rilanciato - dopo aver vinto il referdendum sull'autonomia del 22 ottobre. Potendoci tenere i nostri soldi, questa e' la strada che intendiamo seguire".

I VOUCHER - "I voucher sono stati introdotti da me con la legge Biagi. Erano stati pensati per regolarizzare dei piccoli lavori che altrimenti sarebbero stati pagati in nero. Quella era la loro funzione, uno strumento utile per fare emergere le irregolarita'. Poi sono stati diffusi in modo inappropriato, quindi bisogna tornare alle origini. In questo campo noi siamo stati pionieri, la sinistra ha fatto confusione", ha detto il presidente rispondendo a un'altra domanda della nostra cronista.

POLITICA E VOTO - Sul quadro politico il governatore ha dichiarato ai giornalisti: "Non e' un problema se Berlusconi e Renzi si parlano. I tempi sono stretti, io sono favorevole a una nuova legge elettorale, qualunque essa sia, purche' ci permetta di tornare alle urne il piu' rapidamente possibile, per dare al Paese un governo eletto dai cittadini e non nominato da altri. Ne ho parlato anche con Salvini e fra di noi c'e' piena intesa, su questo e su tutto il resto".

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