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updated 6:50 PM UTC, Sep 26, 2020

Mario Monti: "La Brexit metterà fine all'Ue se non saremo al sicuro e uniti"

Pragmatico, l'ex premier opta per un veloce accordo così da evitare mali peggiori per l'Europa


Mario Monti classe 1943, economista, manager, politico, calmo e ironico, abituale nei media, nelle istituzioni e nei congressi con ripercussioni globali (leggi la Commissione Trilaterale o il club del Bilderberg), incarna buona parte di ieri, oggi e domani della politica italiana. Dottore di ricerca in scienze economiche e commerciali presso l'Università Bocconi di Milano, di cui sarebbe è diventato professore, rettore e presidente, un uomo decisamente di frontiera, a suo dire convinto liberale e moderato. "La Brexit metterà fine all'UE se non saremo al sicuro e uniti", dice il professore in un'intervista al giornale spagnolo "La Vanguardia". Monti valuta l'uscita del Regno Unito come una decisione che mette l'Europa allo specchio, una situazione che costringerà i vertici UE a prendere decisioni importanti. “oggi l'Europa non è un'entità con integrazione politica completa, all'interno dell'UE c'è chi vuole realizzare gradualmente un'unione politica, mentre altri si oppongono. Entrambi concordano, però, che oggi l'Unione è già molto più di un'area di libero scambio. La Brexit potrebbe ridurre l'UE a una zona di libero scambio, ma in tal caso solo l'UE dovrebbe essere incolpata".

Già membro del consiglio di amministrazione della Fiat e della compagnia di assicurazioni Generali, editorialista di giornali e riviste, parte dell'Accademia esclusiva di scienze morali e politiche di Francia e detentore di numerose onorificenze della Repubblica italiana, Monti rappresenta più di chiunque altro l'Europa. “Scegliendo di lasciare l'UE, il Regno Unito non è più vincolato da politiche comuni, ma non può neppure appropriarsi dei benefici che ne derivano. E in particolare, il Regno Unito non dovrebbe far parte del mercato unico europeo, a meno che non si raggiunga con la Norvegia un accordo simile a quello in vigore da tempo. Nei negoziati sarà fondamentale che l'UE non segua ancora una volta il modello di mostrarsi debole, agitandosi e rinunciando al corretto uso degli strumenti esistenti". “Nei negoziati per attuare la Brexit sarà fondamentale che l'Ue, nonostante i suoi sentimenti negativi nei confronti di un Paese che ha deciso di abbandonarli, non segua ancora una volta lo schema di mostrare debolezza, auto-flagellarsi e rinunciare al corretto uso degli strumenti esistenti.” Sottolinea Monti. E, secondo lui, ci sono due esempi che non si possono ripetere, "uno è l'intesa dello scorso febbraio tra il Consiglio e il Regno Unito, un accordo che (nonostante sia stato un tentativo fallito di mantenere il Regno Unito nell'UE) ha creato un precedente controproducente per altri Stati membri, che ora potrebbero chiedere la “rinegoziazione” dei loro termini come membri del club comunitario. L'altro esempio, di poche settimane fa", prosegue, "è la resa senza precedenti della Commissione Europea (sotto la pressione in particolare di Germania e Francia), nell'esercitare i suoi poteri per chiudere un accordo commerciale con paesi terzi, in questo caso dopo lunghe trattative con il Canada".

Infine dichiara in modo schietto, "Se i membri dell'UE e gli stati centrali perseguono accordi individuali con il Regno Unito piuttosto che trattarli in modo appropriato e collettivo e se la Commissione si inchina alle pressioni degli Stati per ridurre ulteriormente i loro poteri comunitari, poi l'Ue finirà per arrendersi a un assedio navale da parte del Regno Unito, invece di stabilire semplicemente nuove e cordiali relazioni con un Paese che ha deciso di salpare separatamente verso un'altra destinazione ”.

FONTE: (la vanguardia)

Arriva il Forum del Sistema Salute 2020 e sarà digitale. L'appuntamento dell'1-2 e 5 ottobre a Firenze online su una piattaforma hi-tech

"Il Forum - spiegano gli organizzatori - sarà la prima grande occasione di confronto nazionale sul futuro del sistema sanitario italiano dopo l'emergenza Covid-19". Ecco dettagli, caratteristiche e programma


La V edizione del “Forum del Sistema Salute” si terrà a Firenze nei giorni 1-2 ottobre e 5 novembre 2020 e si svolgerà in formato webinar.

I principali temi che saranno affrontanti nel corso delle varie giornate riguardano principalmente l’innovazione e il cambiamento nel sistema della salute, la sanità digitale in Italia, gli stati generali delle malattie rare dopo il Covid, procurement in sanità e la governance farmaceutica.

Il Forum del Sistema Salute 2020 si articolerà in tre fasi principali:

FASE 1: preparatoria e di partecipazione con invio di questionari e di raccolta di idee – I CANTIERI –

FASE 2: si svilupperà durante i due giorni del Forum per la discussione di quanto raccolto nella FASE 1

FASE 3: lavoro per la presentazione degli output, per lo sviluppo dei progetti e il monitoraggio di quanto previsto nella FASE 2.

Vedi sito web: forumdellaleopolda.it

Il "Futuro della Sanità dopo il Covid-19": doppio appuntamento live con il  Forum Sistema Salute 2020 (1, 2 ottobre e 5 novembre) - Ordine Nazionale  dei Biologi

Come è cambiata e come dovrà ancora cambiare la sanità italiana dopo il Covid-19? È quello di cui si discuterà al Forum del Sistema Salute 2020, in programma a Firenze in due appuntamenti: l'1 e 2 ottobre e il 5 novembre. In un inedito ambiente in forma digitale e innovativa, saranno chiamati a confrontarsi tutti gli attori del sistema sanitario. Per l’occasione è stata messa a punto una nuova piattaforma hi-tech in cui gli incontri saranno trasmessi in diretta in diverse “stanze” virtuali, sempre garantendo l'interazione, lo scambio di idee e spunti. Quanto emergerà dal dibattito sarà poi condensato in una serie di proposte e position papers per l’innovazione del sistema, che verranno presentati nella giornata “Reloaded” del 5 novembre.

 “Il Forum - spiegano gli organizzatori - sarà la prima grande occasione di confronto nazionale sul futuro del sistema sanitario italiano dopo l'emergenza Covid-19. Un evento davvero speciale. Speciale perché si pone l’obiettivo di contribuire alle giuste scelte di cambiamento in Sanità, evitando sprechi e dispersioni ma costruendo resilienza. Speciale nella partecipazione, che avverrà attraverso strumenti digitali su cui abbiamo costruito - in modo partecipativo - programmi e modalità di fruizione particolarmente innovative, a tratti rivoluzionarie. Speciale, come speciali sono le reali occasioni di incontro e di scambio in questa stagione particolare". Il programma toccherà tutte le aree del complesso sistema della salute, a partire dalla governance del Servizio Sanitario Nazionale e dalla necessità strategica dei network tra Regioni, Paesi e continenti per affrontare le nuove sfide e dalla necessaria continua evoluzione digitale.

L’1 e il 2 ottobre si parlerà anche di malattie rare, di terapie biologiche, dell’impatto della pandemia sulla salute mentale, del nuovo procurement e del rapporto con il mondo farmaceutico. Protagonisti del dibattito saranno rappresentanti del mondo della politica e delle istituzioni, medici, ricercatori, docenti universitari, aziende, cittadini. In programma, il 5 novembre, anche un hackaton: un incontro-contest virtuale in cui giovani talenti della digitalizzazione e della medicina si sfidano per “inventare” soluzioni tecnologiche che siano in grado di semplificare la vita alle persone affette da malattie rare.  Il Forum è un melting pot di iniziative e laboratori, un ambiente stimolante per immaginare la sanità del futuro.  Al Forum, del tutto gratuito, è possibile iscriversi fin da ora sul sito forumdellaleopolda.it

  • Pubblicato in Salute

Movimento 5 Stelle nella bufera dopo il voto: alta tensione interna sulla "sconfitta storica" e rischio scissione. Grillo shock: "Non credo nella rappresentanza parlamentare"

La vittoria referendaria non basta a fronte della batosta rimediata nel voto amministrativo. "E' la più grande sconfitta del M5s". Queste erano state le dichiarazioni Alessandro Di Battista a commento delle Regionali, parlando di una "innegabile crisi identitaria" e della "fine di un sogno in cui in tanti hanno creduto". Di Battista non aveva esultato nemmeno per la vittoria del "Sì" che porta al taglio dei parlamentari: "E' un risultato bellissimo ma viene da chi il Movimento lo odia, questo eccesso di esultanza è fuorviante". Fico e Di Maio provano a rimettere insieme i cocci, ma c'è chi non esclude una scissione. E scattano le purghe per i ribelli del No al referendum: i otto rischiano l'espulsione. Intanto Beppe Grillo parla di "parlamentari estratti a sorte" e attacca la democrazia rappresentativa


Ilcomizio.it - M5S, Di Battista torna e spacca il Movimento: "Serve un  congresso il prima possibile". Grillo lo boccia: "Pensavo di averle viste  tutte...". E il governo ha un problema in più

Alta tensione nel M5s dopo le Regionali e in vista della riunione congiunta dei gruppi parlamentari. Fico replica a Di Battista: "Non è stata una sconfitta storica". Bonafede spinge per gli stati generali, Di Maio chiede "il contributo di tutti". Grillo, in collegamento con Bruxelles, parla del referendum come del 'massimo dell'espressione democratica': 'Non credo più in una forma di rappresentanza parlamentare, ma nella democrazia diretta', aggiunge. 

"Quando usiamo un referendum usiamo il massimo della espressione democratica, e per me la domanda andare a votare si o no alla riduzione dei parlamentari - per me che non credo più in una forma di rappresentanza parlamentare ma credo nella democrazia diretta fatta dai cittadini attraverso i referendum -, è come fare una domanda ad un pacifista di essere a favore o meno della guerra". Così Beppe Grillo intervenendo in collegamento con il parlamento europeo ad un incontro con Sassoli. 

"State costruendo una società del debito, questa è la società del debito", ha detto Grillo nel suo intervento facendo riferimento al Recovery fund.

Dal "reddito universale", alle "visione del futuro", al ruolo dello stato" fino alla semantica. Sono i temi toccati nel suo intervento da Beppe Grillo al secondo incontro virtuale del ciclo di dialoghi pubblici - Idee per un nuovo mondo - promossi dal presidente del Parlamento europeo David Sassoli e dal titolo "Sarà l'Europa il motore della trasformazione verde e socialmente giusta?". "Ursula ha detto cose straordinarie, finalmente dopo 20 anni ha parlato energia rinnovabile", ha esordito così il comico genovese, collegato in video con il Parlamento europeo chiedendo all'Europa di avere una "visione" del futuro.

L'Italia al voto, l'Italia divisa

La maggioranza degli elettori italiani sono chiamati al voto oggi e lunedì, per scrivere un "SI" oppure un "NO" al referendum a favore della legge già approvata dal parlamento, per la soppressione di 230 seggi alla Camera dei deputati e 200 al Senato. Secondo i sondaggi, anche una parte dell'attuale maggioranza al governo (sia parte del PD, sia parte M5S), voterà contro quella che viene definita la svolta costituzionale del secolo, sostenendo il mantenimento degli attuali 945 parlamentari. 

La divisione all'interno di ciascuno dei partiti al governo è totale e ancor di più se si tiene conto che è stato lo stesso M5S a proporre la riforma, con l'obiettivo di "semplificare" il potere legislativo e risparmiare denaro, una cifra stimata di circa 57 milioni di euro all'anno. Lo stipendio mensile di ogni deputato è di 12.000 euro, oltre ad altri vantaggi tra cui il viaggio gratuito e un buono di affitto per i non residenti a Roma.

"Basta con i dinosauri", ha gridato Beppe Grillo, fondatore del M5S e favorevole alla riduzione del numero dei parlamentari, così come favorevole è Luigi di Maio, attuale ministro degli Esteri. La riforma ha anche l'appoggio del segretario generale del PD, Nicola Zingaretti. 

"E 'fondamentale riconoscere l'importanza dei cittadini e il modo in cui partecipano alla vita politica", ha detto Riccardo Fraccaro, sottosegretario alla Presidenza del M5S e primo firmatario della riforma costituzionale. Fraccaro si riferisce a quella che definisce "democrazia diretta" , come avviene per le decisioni all'interno del partito anti-sistema, che vengono prese attraverso il voto effettuato online, dei suoi membri.

A proposito di questa procedura, nota come piattaforma Rousseau, il suo fondatore Roberto Casaleggio disse,  "il superamento della democrazia rappresentativa è inevitabile, attualmente esistono strumenti di partecipazione decisamente più democratici ed efficaci, in termini di rappresentanza popolare di qualsiasi modello di governo del Novecento". 

"La democrazia non è un clic", sostengono, invece, coloro che criticano questo sistema. 

"Vattene, tu e le tue bugie", ha scritto a sorpresa lo scrittore Roberto Saviano, rivolgendosi a chi, come Grillo, difende la riforma costituzionale. 

Marco Damiano, direttore di "Espresso", altro critico, ha posto sulla copertina del periodico uscito il 30 agosto, la foto di Di Maio, che appare seduto su una poltrona dorata in stile "ancien régime". "Il referendum è un contributo per smantellare un altro pezzo di istituzioni ", si afferma. 

Gli oppositori alla riforma sostengono che abbassare il livello di rappresentanza in Parlamento riduce lo spettro democratico. Il Congresso italiano conta 630 deputati (350 in Spagna, 577 in Francia) e ciascuno rappresenta 96.006 abitanti, che diverrebbero 151.210 con la riforma.

La Cina ha schedato 4mila italiani: in un mega database politici, imprenditori e criminali (famiglie comprese). Tutto per aumentare la sua influenza

Lo studio del Foglio su un enorme documento prodotto da una società privata per conto di Pechino: "Oltre quattromila nomi. Da Renzi a Ferrero, da Berlusconi a Merloni. E poi padri, madri, compagni e compagne di leader politici. Persino i loro figli appena maggiorenni. Tra le persone di "interesse speciale": il narcotrafficante Rocco Morabito, assieme a esponenti di camorra, 'ndrangheta e cosa nostra. Censiti anche presunti terroristi islamici residenti in Italia"


Oltre quattromila nomi. Da Renzi a Ferrero, da Berlusconi a Merloni. E poi padri, madri, compagni e compagne di leader politici. Persino i loro figli appena maggiorenni. Ma anche criminali e presunti terroristi residenti sul suolo italiano. Una società privata, la Zhenhua della città di Shenzhen, in Cina, "raccoglie informazioni dettagliate all'estero su politici, sui loro familiari, su persone di interesse pubblico, membri delle istituzioni, imprenditori e criminali. Tutto per conto di Pechino. E lo fa anche in Italia". E' quanto emerge dall'analisi di un mastodontico database ottenuto dal Foglio insieme con altre testate internazionali come il Telegraph, il Sunday Times, l'Indian Express, il Globe and Mail e l'Australian Financial Review.

L'Okidb, Oversea Key Information DataBase, stando all'analisi condotta da Foglio "raccoglie informazioni pubbliche analizzando tutti i big data disponibili online; ogni singolo social network, blog, articoli, qualunque pubblicazione su internet diventa fonte". I dati sono poi analizzati 'da numerosi ricercatori specializzati', viene ancora spiegato da Il Foglio. Un'altra sezione del database "monitora cargo via mare e via aerea, ma non sono spiegati i dettagli dell'attività. Se gran parte delle fonti del database sono raccolte dall'intelligenza artificiale attraverso internet, la lettura dei dati contenuti nel database mostra l'intervento persone fisiche, che inseriscono dati non pubblici, assegnano a ogni individuo un punteggio – che non è stato possibile interpretare in maniera indipendente – e ne tracciano una mappa di connessioni e interessi", spiega ancora Il Foglio nella sua inchiesta. Nel dettaglio, sotto alla chiave di ricerca 'Italia' compaiono 4.544 nomi e cognomi. La raccolta dei dati italiani sembra iniziare dal 2006, ben prima che la società esistesse. Tra le persone di 'interesse speciale' "figurano il narcotrafficante Rocco Morabito, assieme a esponenti di camorra, 'ndrangheta e Cosa nostra. Censiti anche presunti terroristi islamici residenti in Italia", rivela ancora il quotidiano.

Leggi l'articolo del Foglio: https://www.ilfoglio.it/esteri/2020/09/13/news/ecco-come-la-cina-scheda-migliaia-di-italiani-per-aumentare-la-sua-influenza-1058353/

  • Pubblicato in Esteri

Alitalia, De Micheli assicura: "Piano ambizioso nei prossimi 5 anni. Newco è imminente, non sarà dello Stato a tempo illimitato"

La ministra delle Infrastrutture e Trasporti, Paola De Micheli, in audizione alla commissione Trasporti della Camera, sul futuro della compagnia di bandiera: "Obiettivo della nuova società sarà trovare alleanze e salvaguardare i livelli occupazionali"


AVIONEWS - World Aeronautical Press Agency - Alitalia, ministro De Micheli:  "Personale riassorbito in base a traffico"

''La Newco dovrà presentare un piano ambizioso di 5 anni. Dobbiamo lavorare per impostare ora ad una pianificazione strategica di lungo termine, con un ribilanciamento tra medio, lungo viaggio e rinnovare flotta che permetterà risparmi operativi fino al 40%''. Lo sottolinea il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Paola De Micheli, in occasione di un'audizione alla Camera sulla situazione di Alitalia. ''Il governo - ha sottolineato - non intende immaginare una compagnia aerea per un tempo illimitato di esclusiva proprietà dello Stato, ma riteniamo che una volta realizzata la fase iniziale del piano industriale ci saranno le condizioni per poter accedere sul mercato delle compagnie aeree e alla possibilità di costruire alleanze e sinergie con partner industriali e commerciali''.

''La Newco è sostanzialmente imminente'', spiega quindi De Micheli, che aggiunge: ''Il numero di aerei, di personale e di rotte saranno chiari quando sarà terminato il piano che sarà presentato in 30 giorni dalla costituzione della Newco''.

Per il governo, spiega ancora, ''il tema occupazionale è in cima alle nostre preoccupazioni. Io voglio essere molto chiara: siccome non tutti, anche legittimamente, sono d'accordo sulla scelta del Governo di fare Alitalia così come la stiamo facendo. In questo periodo ci sono state serie fughe notizie che non corrispondono al vero. Il mandato agli amministratori è stato e continuerà ad esserlo, quello di salvaguardare i livelli occupazionali, compatibilmente alla tempistica dettata dalla ripresa del mercato. Man mano che si iniettano nella Newco nuovi aeromobili e si possono percorrere le rotte, ovviamente il personale sarà richiamato''.

''Il tema occupazionale di Alitalia - ha continuato il ministro - è anche una delle questioni che in un recente incontro riservato con la Commissione Europea abbiamo ribadito: noi daremo discontinuità su alcuni aspetti strategici e organizzativi dell'azienda, mentre invece sul tema dell'occupazione riteniamo che non solo per le grandi competenze che ha Alitalia può esprimere ma anche per l'attuale situazione oggettiva dell'economia noi abbiamo l'esigenza di farci carico e chiederemo all'Europa di sostenerci in questo per un percorso occupazionale che garantisca per davvero i livelli occupazionali''.

''Oggi siamo nelle condizioni -aggiunge De Micheli- in termini di investimenti fatti in questi mesi con i vari decreti, di poter garantire che questo percorso non sia traumatico per coloro che non saranno magari immediatamente investiti nella prima fase di rilancio di Alitalia, ma che dovranno seguire la gradualità. Bisogna tenere conto che c'è già un meccanismo di rotazione del lavoro che sta già funzionando''.

''Io francamente non ho nessuna notizia di una richiesta da parte della Commissione Ue di dire ora che dobbiamo privatizzare, quando farlo e quando. Non credo che il ruolo della Commissione europea si di entrare in queste questioni. Che la prospettiva sia quella di trovare un partner industriale ve la confermo. Però non esiste nessuna lettera o comunicazioni formale o informale da parte della Commissione su questo tema'', sottolinea.

 

(Fonte: Adnkronos)

Orfini (Pd): "Se il M5S resta questo non vedo alleanze in futuro". E critica Zingaretti sul Sì al referendum: "Messaggi volgari e antipolitici, dovremmo stare col No"

Il deputato del Partito Democratico Matteo Orfini, commenta le dichiarazioni di Pier Luigi Bersani su un futuro campo progressista allargato ai grillini parlando anche di referendum e e legge elettorale


Orfini attacca Di Maio: "Vergognati e chiedi scusa su Bibbiano" -  IlGiornale.it

"Bersani lancia un campo progressista con M5S? Penso che per fare un campo progressista bisogna per prima cosa esserlo e non credo che chi ha scritto i decreti sicurezza, giusto per fare un esempio, si possa definire tale. Questa alleanza di governo ha una natura eccezionale ed emergenziale. E' vero che ha diverse anime ma se il Movimento 5 Stelle è questo, io non vedo alleanze per il futuro. Poi, se chiarirà la sua collocazione, diventando una forza diversa da quella che è oggi, valuteremo". Lo dice all'Adnkronos il deputato del Partito Democratico Matteo Orfini, commentando le dichiarazioni di Pier Luigi Bersani su un futuro campo progressista.

"Franceschini in Direzione ci diceva che c'è un'evoluzione del Movimento 5 Stelle rispetto al loro antiparlamentarismo poi, però, ho visto sugli autobus di Roma la loro campagna per il Sì: una poltrona tagliata. Verso messaggi di questo tipo, volgari e antipolitici, la nostra storia e identità dovrebbe portarci in un'altra direzione, cioè a stare con chi vota no", aggiunge.

"Il mio partito è il Pd e lo rimarrà finché esisterà. Credo che chi se ne è andato, vale per Bersani, come per Renzi e per Calenda, abbia fatto un errore. La scissione non è stata un bene né per il Partito Democratico né per chi ci ha lasciato. Io credo di essere la dimostrazione che si può stare in un partito anche se in minoranza e anche quando non si condividono alcune posizioni. Poi se non si è d'accordo, su alcuni temi e battaglie, se ne discute", afferma ancora.

Capitolo legge elettorale: "Siamo in alto mare perché non c'è un accordo di merito della maggioranza, sono molto preoccupato. Io credo, da sempre, poiché sono un proporzionalista della prima ora che serva un proporzionale con uno sbarramento robusto. Se dovesse vincere il Sì al referendum, cosa che spero non accada, è indispensabile una legge si quella natura per evitare ulteriori distorsioni".

(Fonte: Adnkronos)

Scuola, Conte conferma la partenza il 14 settembre: "Mettiamo in conto nuovi contagi". Azzolina: "E' il luogo meno rischioso". I dubbi dei presidi: "Difficile aprire lunedì"

In vista della riapertura delle scuole del 14 settembre, il governo "ha fatto il massimo per dare il meglio ai ragazzi". Lo afferma il premier Giuseppe Conte, spiegando che gli istituti "hanno quantitativi sufficienti di gel per affrontate i primi giorni" e che è stata predisposta la consegna di 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite per studenti e personale. "La riapertura è una sfida per il sistema Italia", aggiunge - (VIDEO)


Il discorso di Giuseppe Conte in 10 punti - Il Post

"Abbiamo lavorato intensamente alla riapertura delle scuole: quest'anno avverrà in un contesto nuovo e non facile che sfiderà tutto il sistema Italia. Ma grazie al nostro lavoro l'anno scolastico comincerà regorlamente". Lo afferma il premier Giuseppe Conte in una conferenza stampa a Palazzo Chigi. "La scuola riapre regolarmente il 14 settembre", ha sottolineato.

"Le famiglie italiane non devono dubitare: abbiamo fatto il massimo per dare ai ragazzi il meglio e per regalare alla scuola un nuovo inizio", ha detto il premier. 

"Ci sarà qualche cambiamento, qualche nuova regola si aggiungerà rispetto a quelle consuete. Il rientro in classe è un rientro in piena sicurezza ed è e sarà il faro di questo governo".

"Potrà scattare - ha avvertito - nel peggiore dei casi una quarantena dell'intera classe: ci potranno essere difficoltà, ma invito a rispettare le regole e affrontare con fiducia questo anno. Quest'anno si torna a scuola, in presenza".

"Sulla scuola - ha detto Conte - abbiamo messo in campo un investimento di 7 miliardi: per la riapertura c'è un grande lavoro di squadra. Devo ringraziare i ministri Azzolina, Speranza, De Micheli, Boccia, ill commissario Arcuri, Borrelli e tutti i rappresentanti regioni e enti locali".

"Abbiamo conciliato - ha evidenziato - sicurezza ed efficienza. Ci sarà un orario scaglionato per evitare assembramenti, questo lo decideranno i dirigenti scolastici, le scuole hanno già quantitavi sufficienti di gel e mascherine per affrontate i primi giorni. Abbiamo predisposto la consegna di 11 milioni di mascherine chirurgiche gratuite per studenti e personale".

"In soli due mesi abbiamo reperito 2,5 milioni di banchi nuovi. Alcuni di questi banchi sono stati già distribuiti, continueremo in tutto il mese di settembre. Il programma di consegne finirà entro ottobre".

"Investiremo sulla scuola, non vogliamo più classi pollaio", ha detto in un altro passaggio del suo intervento.

"Rivolgo un appello ai principali protagonisti della sfida: ai nostri ragazzi. Mi rivolgo a voi per dirvi grazie, siete stati voi a pagare il prezzo più grande di questa emergenza. La scuola chiusa, la didattica a distanza è stato un peso enorme. La tecnologia che avete a disposizione non ha potuto compensare la rinuncia che siete stati chiamati a compiere", ha detto ancora il presidente del Consiglio.

"A scuola ci sono delle regole, delle misure sanitarie, ma anche adulti preparati. La scuola è il luogo meno rischioso". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina durante la conferenza. "L'unica via - ha continuato - è garantire una grande alleanza con le famiglie. Dobbiamo essere tutti responsabili, anche fuori dalla scuola. La scuola ha bisogno di essere protetta il più possibile".

"Se a giugno gli studenti che sostanzialmente erano senza un'aula per via del metro di distanza erano 1 milione - ha detto la ministra - oggi sono 50mila". "Questo - ha aggiunto - non significa che non andranno a scuola. Andranno anche senza il metro di distanza ma mettendo la mascherina per questo inizio di anno scolastico. Sono comunque situazioni che stiamo risolvendo, grazie ad altri 100 milioni di euro per prendere in affitto altri locali e grazie agli accordi con teatri, parrocchie o scuole paritarie".

"Ci attende un anno scolastico molto impegnativo, ci saranno difficoltà, ci sono già stati alcuni casi di positività, ce lo aspettavamo, le procedure sono state efficaci la scuola e la sanità sono tornate a parlare. E' giusto ripristinare la normalità, la speranza il futuro. La scuola coinvolge 30 milioni di persone, è una macchina complessa".

"Voglio ringraziare il personale del servizio sanitario nazionale per quello che hanno fatto nei mesi passati e per quello che faranno ora in questa nuova fase di relazione con le scuole. L'Italia è un grande Paese e lo ha dimostrato, ed io sono convinto che lo sarà anche in questo altro passaggio che è la riapertura della scuola". Lo afferma Roberto Speranza, ministro della Salute in conferenza.

"Per il trasporto locale abbiamo pensato ad un sistema di flussi complessi pensando anche a chi torna al lavoro. Ci sarà obbligo della mascherina chirurgica, il massimo del riempimento è all'80% e una riduzione dei posti in piedi. Dovranno esserci distributori di disinfettante e il personale dovrà verificare che la mascherina sia indossata". Lo afferma il ministro dei trasporti Paola De Micheli.

Scuola, l'associazione dei presidi: "Difficile aprire il 14 settembre"

"Tutto il personale scolastico è impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il 4 settembre. E' evidente, però che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto è in grave ritardo". Lo afferma il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, aggiungendo: "Queste difficoltà devono trovare immediata soluzione".

"Banchi in forte ritardo" - "Tutto il personale scolastico è fortemente impegnato per la riapertura delle scuole, prevista per il prossimo 14 settembre. E' evidente, però, che per riaprire in sicurezza è necessario che alcuni problemi vengano risolti. A quanto sappiamo, la consegna dei banchi monoposto, gli unici in grado di garantire il distanziamento, è in grave ritardo", evidenzia Giannelli.

"Mancano aule e professori" - Altre due criticità importanti sono quelle delle aule, "perché gli enti locali non le hanno reperite ovunque, e l'assegnazione piena dell'organico, ovvero dei docenti da assumere per assicurare il servizio", sottolinea ancora Giannelli. "Se queste difficoltà non troveranno immediata soluzione, è oggettivamente difficile pensare che il termine del  14 settembre sia rispettato ovunque. E' opportuno dunque valutare, sulla base di accordi tra enti locali e consigli di istituto, la possibilità di ragionevoli differenziazioni locali".

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