"Guido Rossa infame", a Genova scritte pro Br nel giorno in cui si ricorda l'operaio ucciso dai terroristi. Mattarella: "I latitanti scontino la pena"

Alcune scritte che celebrano personaggi delle Brigate rosse e di insulti nei confronti del sindacalista Guido Rossa, ucciso dalle Br il 24 gennaio 1979, sono state scoperte dalla digos a Genova proprio nel giorno in cui Mattarella ricorda in città l'omicidio di 40 anni fa.  Oltre a "Guido Rossa infame", su un muro si leggeva "Mara Cagol, Tino Viel e Gianfranco Zola vivono" e su un altro un'ultima frase contro un giornalista, "Marco Peschiera, sciacallo"


Mattarella: Terroristi in fuga devono scontare la pena 'Guido Rossa infame', scritta choc a Genova

"Guido Rossa ebbe il coraggio di non cedere di fronte alla minaccia e alla violenza. Ha pagato, con la sua famiglia, il prezzo supremo di chi ha voluto tenere fede ai valori della Repubblica, che a Genova e nelle sue fabbriche hanno trovato radice profonda nell’impegno nato nella Resistenza". Lo ha detto il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, oggi a Genova, durante il suo intervento nello stabilimento ArcelorMittal di Cornigliano per prendere parte alle celebrazioni per i 40 anni dalla scomparsa di Guido Rossa, operaio ucciso dalle Br nel 1979. "Guido Rossa - ha affermato il capo dello Stato - non indugiò a chiedersi se toccasse proprio a lui contrastare il terrorismo. Seppe battersi per tutti. Anche per chi preferiva fingere di non vedere. Anche per chi stentava a capire cosa fosse in gioco nella drammatica stagione del terrorismo, più o meno mascherato dietro deliri ideologici e sigle di maniera".

La prima pagina de Il Secolo XIX del 25 gennaio 1979

"Onoriamo oggi un uomo, un lavoratore, un militante politico e un delegato sindacale che di fronte alle forze oscure ebbe la forza di reagire e resistere" ha rimarcato il presidente della Repubblica. "Non si proponeva di diventare un eroe ma voleva essere fedele a se stesso, per la sua famiglia, la fabbrica dove lavorava e la società" ha aggiunto Mattarella che ha inoltre sottolineato l'emozione di partecipare alla cerimonia di oggi: "La democrazia prevalse e divenne più forte nel rispetto della Costituzione e grazie al movimento dei lavoratori nelle fabbriche".

Mattarella ha scandito che "l’azione delle istituzioni per ristabilire piena luce, dove questa è ancora lacunosa, non può fermarsi. Così come una definitiva chiusura di quella pagina richiede che sia resa compiuta giustizia, con ogni atto utile affinché rendano testimonianza e scontino la pena loro comminata quanti si sono macchiati di gravi reati e si sono sottratti con la fuga alla sua esecuzione".

"La memoria - ha sottolineato ancora il presidente della Repubblica - è parte vitale della costruzione del nostro futuro, non saremo mai veri protagonisti se non avremo la forza di riconoscere la continuità di valori nel cammino di cambiamento della società". Mattarella ha inoltre rimarcato: "Continueremo a custodire la memoria dei tanti che negli anni di piombo sono divenuti bersagli inermi e innocenti del terrorismo brigatista, delle sue spietate filiazioni, dello stragismo della galassia dell’eversione neofascista".

"Ancora ci chiediamo come sia potuto accadere. Ed è un interrogativo attuale per una democrazia che voglia saper vivere e affrontare le proprie contraddizioni, per impedire che forze oscure avvertano nuovamente la tentazione di tornare all’attacco" ha detto il capo dello Stato. "La nostra comunità - ha proseguito - ha superato la prova grazie alla propria coesione, rafforzata da quelle personalità e da quelle forze politiche e sociali che sono state capaci di ricostruire unità nei momenti cruciali. Grazie alla lungimiranza di uomini di governo e delle istituzioni rappresentative, alla dedizione di uomini delle forze dell’ordine, di magistrati, di sindacalisti, di insegnanti, di tanti cittadini che hanno saputo respingere la barbarie, la violenza, l’odio, la sopraffazione. A decenni di distanza, quell’impegno non può dirsi del tutto concluso".

"Il terrorismo si definisce da solo per ciò che è: attacco vile alle persone, alla loro dignità, alla vita. Aggressione alle idee, intimidazione contro la libertà di ciascuno. Tentativo di abbattere le istituzioni poste a salvaguardia di tutti", ha sottolineato Mattarella.

Durante il suo intervento, il presidente della Repubblica ha parlato anche del crollo del Ponte Morandi ed ha ricordato le vittime. "Per Genova - ha detto - c’è bisogno di colmare al più presto il gap infrastrutturale, evidenziato dal tragico, inaccettabile crollo del ponte Morandi. Anche in questa occasione desidero ricordare le vittime e rivolgere un pensiero di vicinanza ai loro familiari; così come a coloro che hanno perduto la propria abitazione. Alla città di Genova, che ha dimostrato ancora una volta i suoi valori di solidarietà, va garantito che la ricostruzione del ponte, in tempi certi, sia una priorità nazionale".

Mattarella ha inoltre ricordato Eros Cinti, l'operaio 40enne morto due giorni fa in un incidente sul lavoro all'Ansaldo Energia di Genova. ""Morti come quella di Eros Cinti sono inaccettabili - ha scandito - Dobbiamo ribadire che la sicurezza sul lavoro è un diritto fondamentale di cittadinanza".

 

(Fonte: Adnkronos)

Genova: La società Autostrade apre un fondo per sostenere le vittime del crollo del ponte Morandi e il M5S non parla di "Gronda"

La società di gestione Autostrade sostiene di aver messo a disposizione la somma di 500 milioni di euro. 


In una conferenza stampa i vertici della società, hanno annunciato l'intenzione di costruire un nuovo ponte. Un progetto che non sarà in grado di essere realizzato se la sua concessione fosse revocata. Il governo "GialloVerde" tra alti e bassi, considera Autostrade la "principale colpevole" di "questa inaccettabile tragedia", in risposta, la società Autostrade per l'Italia ha annunciato, in una conferenza stampa, la creazione di un fondo di compensazione per le vittime del crollo del viadotto genovese. I suoi dirigenti, Fabio Cerchiai e Giovanni Castellucci, hanno anche avanzato anche il progetto di un nuovo ponte. E questo mentre il Ministero delle Infrastrutture ha ufficialmente inviato venerdì una lettera ad Autostrade per revocare la concessione della compagnia. Di fronte a numerosi giornalisti, il presidente Fabio Cerchiai e il suo amministratore delegato Giovanni Castellucci hanno annunciato la creazione di un fondo di compensazione di 500 milioni di € per i "bisogni immediati delle famiglie delle vittime" e un altro fondo per trasferire in altro loco, le persone che vivono vicino al ponte. "Questi sono i fondi che saranno disponibili da lunedì", ha detto Giovanni Castellucci. Entrambi i fondi saranno gestiti dal comune. Inoltre hanno espresso le loro condoglianze alle vittime, chiarendo che per il momento, questo non doveva essere considerato come atto di scuse e presa di responsabilità per quanto avvenuto perchè solo le indagini ufficiali in corso, stabiliranno la verità e i responsabili della tragedia. "Era un ponte molto speciale ed era stato considerato sicuro da tutti coloro che lo avevano esaminato. Qualcosa è successo e spetta al giudice dire cosa", ha spiegato Castellucci. Il tribunale di Genova dovrà infatti, cercare di stabilire le cause esatte della caduta del viadotto nei prossimi mesi. Autostrade per l'Italia ha espresso anche il desiderio di costruire un nuovo ponte, entro otto mesi. "Abbiamo un progetto che ci consente, in otto mesi, tra demolizione e ricostruzione, di avere un nuovo ponte in acciaio", ha detto, aggiungendo che questo periodo è stato concordato dal via libera delle autorità. In effetti, questo progetto sarà in grado di emergere solo se la società rimarrà concessionaria, il che non è una certezza. Il Ministero delle Infrastrutture ha ufficialmente inviato una lettera ad Autostrade per revocarne la concessione. L'azienda ha ora 15 giorni per dimostrare di aver adempiuto a tutti i suoi obblighi contrattuali. In una dichiarazione rilasciata mercoledì, Autostrade ha dichiarato che il Ponte Morandi era soggetto a controlli trimestrali, come richiesto dalla legge. Sono stati effettuati ulteriori controlli utilizzando attrezzature sofisticate e consultando esperti esterni, ha detto la società, sottolineando che questi controlli hanno fornito sufficienti garanzie sulle condizioni della struttura. Per dovizia d'informazione è giusto anche segnalare di voci sulla presenza di uno studio commissionato lo scorso anno da Autostrade che svela i problemi di stabilità del ponte. "Sappiamo di poter dare molto e fare molto per Genova", ha detto ancora Castellucci. "Siamo qui." Ma Luigi Di Maio, vice primo ministro, ha respinto le aperture della compagnia, scrivendo su Facebook che il governo ha stanziato oltre 32 milioni di dollari in fondi di emergenza e che: "non accetterà la carità da parte di Autostrade. Chiediamo un risarcimento credibile e non ci sarà alcun compromesso", ha scritto. "Le scuse non aiutano molto e non c'è modo di alleviare la sofferenza di una città distrutta dal dolore". 

Il vecchio paese, le vecchie infrastrutture e la politica; dobbiamo ricordare che nel 2009 la società Autostrade sviluppò un progetto di rampa, definita "gronda" per ridurre il traffico e proteggere le strutture del ponte, uno dei primi ostacoli che incontrò fu il movimento a 5 stelle, ferocemente contrario alla sua costruzione.

Uno degli slogan potrebbe essere "Non parlare di Gronda a Danilo Toninelli". Questo è oggi il punto che infastidisce il movimento a 5 stelle (M5S), in difficoltà dopo la tragedia di Genova . Chi avesse il coraggio anche solo di voler capire il perchè il M5S si oppose al progetto, verrebbe tacciato, dal ministro delle infrastrutture, di "sciacallaggio". La "Gronda" avrebbe dovuto essere uno svincolo autostradale che avrebbe permesso ai veicoli pesanti di aggirare Genova, senza dover prendere il viadotto Morandi. Nel 2009 la società autostradale Autostrade sviluppò un progetto di rampa, per ridurre il traffico sull'autostrada Genova-Savona ed eventualmente proteggere le strutture del Ponte Morandi, inaugurato nel 1967. Il sindaco di Genova, il presidente della provincia e i datori di lavoro locali lo volevano. Alcune dozzine di residenti si opposero e il movimento a 5 stelle, che era appena nato, fece di questa lotta un eccellente cavallo di battaglia per affermare la sua ostilità verso tutte le principali opere pubbliche e il governo allora in carica.

Nessuno vuole fare dello sciacallaggio ma molte volte prima di esprimere pareri o accuse populiste, volte solo a obiettivi che non servono alla comunità, bisogna pensare e capire che spesso quello che viene identificato come una "mera speculazione (gronda)" nella realtà e nel futuro potrebbe rappresentare un vantaggio per molti e in questo caso...

 

Crollo del ponte di Genova: continuano le polemiche e si dimenticano le vittime

Molte critiche per le foto pubblicate su Twitter a poche ore dal crollo del ponte Morandi a Genova, che mostrano Matteo Salvini sorridente e festoso ad una cena in Sicilia. Oggi i paranti delle vittime definiscono una farsa i funerali di stato. 


Al dramma si aggiunge la polemica. Poche ore dopo il crollo del Ponte Morandi, il ministro degli Interni italiano stava partecipando a una cena in Sicilia con i rappresentanti regionali della Lega, questa azione gli è costata non poche critiche sui social da parte dei politici di opposizione. 

Mentre l'Italia è ancora scioccata dal crollo del ponte Morandi a Genova, che ha ucciso almeno 42 persone e si cercano ancora dei dispersi, Matteo Salvini è oggetto di critiche. Se il ministro dell'Interno, che si trovava in Sicilia martedì 14 agosto, ha reagito rapidamente dopo l'evento, promettendo in particolare che i funzionari che dovevano vigilare sulla sicurezza del ponte, avrebbero "pagato, pagato tutto e pagato a caro prezzo", il suo atteggiamento a quella cena ha fatto molto parlareIn Sicilia per incontrare i rappresentanti regionali della Lega, Salvini non ha cancellato la cena prevista e non è andato a Genova fino al giorno successivo. Una serata con un clima festoso e le diverse foto pubblicate sui social network, non hanno mancato di suscitare indignazione, soprattutto da parte di rappresentanti dell'opposizione di sinistra. "Questo è quello che ha fatto il ministro dell'Interno Salvini ieri sera, festeggiava in Sicilia, mentre a Genova, altri stavano scavando tra le macerie", ha twittato Anna Rita Leonardi (PD).




"Le immagini di Salvini che festeggiano in un momento drammatico per Genova sono un affronto al dolore del nostro Paese", ha risposto giovedì il presidente del Partito Democratico Matteo Orfini.
 

Matteo Salvini ha risposto fermamente a queste critiche. "Alcuni sciacalli di sinistra mi aggrediscono perché la sera del 14 agosto ho osato incontrare nel quadro di cena 300 persone (sindaci, presidenti di associazioni di volontariato, forze dell'Ordine e molti cittadini) in Sicilia. Sono stato il primo al Comando Nazionale dei Vigili del Fuoco a seguire le operazioni di salvataggio a Genova ", ha risposto, aggiungendo," ai parlamentari del Partito Democratico, che sono stati informati del mio viaggi di questi due giorni, chiedo conti per conto degli italiani del loro lavoro negli ultimi anni".

Intanto nel giorno dei funerali anche i parenti delle vittime alzano i toni affermando che i "Funerali di Stato rischiano di diventare una farsa", per questo motivo diverse faglie delle vittime del crollo del ponte Morandi non vogliono la cerimonia organizzata dallo stato. L'Italia si sta preparando a seppellire dozzine di morti, in piena polemica, mentre i soccorritori stanno continuando instancabilmente da venerdì a cercare i dispersi sotto le macerie del ponte autostradale crollato a Genova. Un solenne funerale è previsto per la tarda mattinata di oggi Sabato 18 Agosto, in una sala del centro espositivo di Genova, con una messa celebrata dall'arcivescovo, alla presenza di tutte le più alte autorità dello stato, tra cui il presidente Sergio Mattarella.

Questa cerimonia di stato promette comunque imbarazzo per le istituzioni italiane. Secondo un conteggio 17 famiglie su 42 vittime preferiscono astenersi e 7 famiglie non hanno ancora preso una decisione. Alcune famiglie hanno persino preferito organizzare sepolture private il venerdì o il sabato boicottando l'iniziativa delle autorità.
 
 
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