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updated 12:50 PM UTC, Feb 27, 2020

Salvini-Renzi, il duello show da Vespa tra i due Mattei fa il botto. Il leader leghista: "2-0 per me e palla al centro". L'ex premier: "No, è finita come Milan-Fiorentina". Il confronto tra i due maestri della politica pop-social

Record storico su Rai1 per la puntata di "Porta a Porta" che ospitava il confronto tra Matteo Renzi e Matteo Salvini: il programma di Bruno Vespa, trasmesso in seconda serata, è stato visto da 3.808.000 spettatori con il 25.4% di share. Il faccia a faccia, iniziato subito senza esclusioni di colpi tra i due leader, ha avuto un largo seguito anche sui social. Tutti i momenti più caldi


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Avvio esplosivo per il tanto atteso duello tv a 'Porta a Porta' su Rai1 tra Matteo Renzi Matteo Salvini. Il confronto inizia subito senza esclusioni di colpi. I due leader non si lesinano attacchi ma c'è spazio anche per qualche battuta. "Sono 13 anni che due leader non si confrontano qui, furono Prodi e Berlusconi - ricorda Bruno Vespa introducendo i suoi ospiti - Vi ringrazio per la vostra presenza". E sono subito scintille.

"Renzi in maniera geniale si è inventato un governo sotto il fungo - dice Salvini - Il governo è nato per non fare votare gli italiani, dopo le europee era tutto un no, continuo. No addirittura alle olimpiadi". La crisi? "Il colpo di sole del Papeete che ha preso il collega Salvini è evidente che lo fa rosicare ancora - attacca Renzi - Non è mai accaduto che ci fosse una crisi in questo modo. Salvini dice 'non vi vogliono far votare': quando si vota lo decide la Costituzione non il menu di un beach club a Milano Marittima".
 

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RENZI - Il leader di Italia Viva ricostruisce quanto accaduto da agosto ad oggi. "Salvini ha fatto una cosa senza capo né coda. Voleva portare il Paese al voto, ci ha spiegato che dovevamo alzare le terga e andare in Parlamento. Ci siamo andati e lo abbiamo messo in minoranza" scandisce Renzi, che spiega: "Io non volevo fare l'accordo con 5 stelle ma siccome che c’era di mezzo l'interesse del Paese, allora lo abbiamo fatto. Per tre motivi: il primo abbassare lo spread, secondo non aumentare l'Iva e terzo per tornare protagonisti in Europa. Non si fa la guerra a Francia e Germania per un like in più".

In breve arriva l'affondo all'ex ministro dell'Interno: "Io mai mi permetterei di giudicare le ferie di Salvini. Avrebbe fatto migliore figura se a fine luglio quando era in ferie a Milano Marittima non si fosse messo in missione al Senato...". Parole che provocano la reazione del leader del Carroccio che cerca di ribattere. "Lei non conosce la buona educazione, perché io l'ho fatta parlare senza interrompere", incalza Renzi. Che rincara rivolgendosi direttamente al suo avversario: "Stare in spiaggia col figlio è legittimo, ma se sei un ministro non stai in piazza, stai nelle istituzioni. Conosci tutte le sagre del Paese, stai sempre a mangiare, hai uno stomaco d'amianto. Allora fai il presidente della pro loco...". E ancora: "Salvini promette tutto a tutti ma non ha mai portato a casa niente e sono 27 anni che fa politica".

Il confronto si fa durissimo. "Il governo Conte-Salvini ha messo due miliardi sulle forze dell'ordine. I governi Renzi-Gentiloni ne hanno messi sei", rivendica Renzi. E a Salvini che dice che il governo vuole tassare merendine e badanti, ribatte: "Mi dice dove sta scritto? Perché così lei non fa che aumentare le paure dei cittadini. Allora, parliamo di numeri e fatti: Salvini racconta cose che sono palesemente false", "è un mentitore, abbindola le persone raccontando balle" insiste l'ex premier accusando il leader del Carroccio di raccontare bugie a partire dal tema migranti. A 'Porta a Porta' Renzi mostra anche una foto con Salvini che regge il cartello 'no euro': "Lei si è candidato con queste parole d'ordine. Se ha cambiato idea, mi fa piacere, vorrebbe dire che vince il Nobel per l'intelligenza". Quanto al presidente del Consiglio, a Vespa che gli chiede se voglia 'fare la festa' a Giuseppe Conte, il leader di Italia Viva risponde: "Non è vero".

SALVINI - Salvini rivendica i risultati ottenuti e rimarca la distanza con l'interlocutore: "Io adoro i comuni, le sagre, è vero, ma o gli italiani sono cretini, visto che mangio come un bufalo, non vado alle riunioni europee, oppure qualcosa di buono si è fatto, se lui ha il 4% e io il 33%". Poi, riferendosi al governo giallorosso: "Possiamo fare qualcosa di utile insieme? Sì, se presentano cose utili io le voto, ma la tassa sui pannolini, sulle merendine...". Replicando alle misure che l'ex premier Renzi ha indicato come risultati del suo governo, Salvini ironizza: "E' un genio incompreso, ha fatto tutto e gli italiani non se ne sono accorti, ha portato pure la pace nel mondo".

Immancabile il riferimento alle imminenti regionali con un pronostico: "In Umbria prenderanno una botta che se la ricorderanno per i prossimi 50 anni. Il M5S ha prima denunciato quelli del Pd, che hanno arrestato e poi si sono alleati con loro". Lo scontro si infiamma sui migranti. "Io non raccolgo i cadaveri? Pessimo gusto" dice l'ex titolare del Viminale in risposta all'ex premier. "Numeri: morti e dispersi nel Mediterraneo più che dimezzati, quando c'era lei siamo arrivati a 5mila morti, 800 quando c'eravamo noi". "Vi sistemate la coscienza, con il multirazziale, poi arriva Richard Gere. Mi tengo l'etichetta del brutto e cattivo, ma penso di aver fatto opera cristiana". "L'immigrazione bella è quella dei 5 milioni che hanno i documenti, non quella degli scafisti", scandisce Salvini.

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Tema del contendere anche i numeri di nuovi occupati dopo quota 100. "Lo vedo nervosetto..." afferma Salvini rivolto a Renzi per il quale i meriti delle nuove occupazioni sono della legge Madia che ha riformato la Pa. Il leader della Lega replica: "La Madia non ha assunto nessuno". Renzi insorge, si scalda, chiedendo a Vespa di non bacchettare lui, che lo invita alla calma. E poi arriva Salvini che chiosa: "Lo vedo nervosetto". Altro tema caldo i fondi della Lega. "I 49 milioni? Sono vicende del passato, ma se qualcuno ha sbagliato dieci anni fa ora stiamo pagando. Dove sono finiti i soldi della Lega? Io non li ho visti", taglia corto Salvini, mentre Renzi lo incalza, chiedendo di "fare chiarezza su una sentenza ormai passata in giudicato. Bossi e Maroni dicono che li ha presi lei. Ha utilizzato o no i 49 milioni per comprare pubblicità su Facebook, per alimentare la Bestia? Li ha usati o no quei soldi".

Nel corso della trasmissione il leader del Carroccio rimanda all'appuntamento di sabato prossimo, quando la Lega sarà in piazza a Roma. "C'è una emergenza rifiuti a Roma e in Campania, dove governano M5S e Pd, mentre in Veneto e Lombardia si riciclano i rifiuti - scandisce mostrando un grafico - Saremo a San Giovanni sabato alle tre, raccoglieremo le firme contro Raggi, per il sistema maggioritario e per l'elezione diretta del capo dello Stato". E' sulla sindaca di Roma che i due leader trovano un punto d'accordo, l'unico: "Spero che la Raggi si dimetta domattina - dice Renzi - Se c'è una persona che ha fallito come sindaco è la Raggi".

Al termine di 'Porta a Porta' Salvini osserva: "E' stato un confronto civile. Chi ha vinto? Non chiedetelo a me che sono parte in causa" risponde il leader della Lega. "Il prossimo confronto? Ma con 'Giuseppi' dove vuole, quando vuole, sulla rete che vuole".

I SUPPLEMENTARI SOCIAL - Ma la sfida tra Renzi e Salvini continua via social. "Con tutta l'umiltà del mondo - twitta Salvini - visto che spetterà a voi giudicare, diverse persone, che hanno assistito al confronto fra me e Renzi, hanno commentato '2 a 0 per Salvini e palla al centro'. Ora aspetto un bel confronto col signor Conte". Ribatte Renzi: "Pensa un po': a me invece dicono che è finita come Milan-Fiorentina di quest'anno a San Siro. Lascia giudicare a chi la vedrà #RenziSalvini #ItaliaViva".

 

(Fonte: Adnkronos)

Caso Consip, Renzi: "Sto con i giudici, nessun legame umano viene prima della legge". E attacca Emiliano: "Non giochi sui vaccini per qualche voto in più"

L'ex premier a Porta a Porta parla della vicenda giudiziaria che ha coinvolto il padre Tiziano: "Chi è innocente non ha paura della verità". Ma non rinuncia a un affondo sui pm: "Tante inchieste finite nel nulla, alcune carriere parlano da sole". Punge il governatore della Puglia che ambisce alla segreteria insieme al ministro Orlando e liquida lo strappo di Bersani: "Il partito non è 'C'è posta per te'. La scissione c'è stata per risentimenti personali" - (VIDEO)


"Nessun legame umano viene prima della legge". Lo dice Matteo Renzi a Porta a Porta sul coinvolgimento del padre Tiziano nel caso Consip. "Mio padre non si è assolutamente avvicinato ad incarichi pubblici mentre io ero a Palazzo Chigi. Ma questo è il minimo che potesse fare" afferma l'ex premier.

"Ci sono due dimensioni profondamente diverse - spiega - quella del figlio, per cui se vedo mio padre in difficoltà sono preoccupato e sono al suo fianco" ma "sono un uomo delle istituzioni e non entro nelle indagini e non giudico". "Ovviamente - aggiunge - sono dispiaciuto, non siamo dei robot".

 "Stiamo discutendo su indagini su cui chiedo massima velocità e chiarezza - sottolinea - in cui ci sono cittadini che sono tutti innocenti fino a sentenza. Romeo, l'imprenditore che in questo momento è in carcere, si è fatto due anni fa due mesi di carcere e poi gli hanno detto che era innocente". Renzi cita la vicenda Tempa Rossa: "Da premier dissi: sto dalla parte dei magistrati. Noi siamo per il rispetto delle leggi ma dopo il referendum non se ne è saputo più niente e l'inchiesta è finita in bolla di sapone".

"Si vada a sentenza - dice Renzi - Ci sono politici che sperano che le cose cadano nel dimenticatoio. Io chiedo che si vada a sentenza e ricordatevi di queste ore e andiamo a vedere se ci saranno sentenze di condanna... chi è innocente non ha paura della verità".

"Sono certo dell'innocenza di Lotti e di Del Sette" afferma l'ex premier. Quanto all'esistenza "di un gruppo potere toscano è una cosa - rimarca - che non sta né in cielo né in terra".

GOVERNO - "Lo abbiamo detto in tutte le salse, l'importante è che si facciano le cose - sottolinea Renzi a 'Porta a Porta' - C'è il pieno accordo con Gentiloni e siamo tutti impegnati a sostenerlo. Fino al febbraio 2018 il percorso della legislatura è previsto dalle leggi dello Stato".

EMILIANO - "A litigare sui vaccini si perde la faccia e la dignità - afferma l'ex premier a proposito delle dichiarazioni di Michele Emiliano sui vaccini - Non giochiamo sulla pelle della gente. Ci sono tanti argomenti su cui discutere ma evitiamo di strumentalizzare la salute per un voto più".

D'ALEMA E BERSANI - "Penso che alla base di questa scissione ci siano risentimenti personali, in primis di D'Alema e Bersani, ma io credo che la politica si faccia con il sentimento e non con il risentimento... - dice Renzi - Non faccio polemiche contro di loro, gli faccio un in bocca al lupo ma penso che aver tentato per tre mesi di far passare l'idea che il problema della sinistra in Italia fosse Renzi suoni ridicolo per la maggioranza delle persone che vanno alle Feste dell'Unità".

Riguardo a Bersani, in particolare, "quando si sta in un partito non è che si sta dalla De Filippi, a 'C'è posta per te'. Se non ci si trova ci sono delle regole e si rispettano. Ha ragione Bersani, non ci siamo mai trovati sul piano personale, ma io sono stato leale quando ho perso le primarie, non sono scappato dal partito".

FISCO - Poi il fisco. "Non voglio aumentare le tasse - spiega Renzi - perché sarebbe un errore politico. E' un errore politico oggi aumentare l'Iva in un momento come quello che stiamo vivendo".

"Io credo - aggiunge - che il governo abbia la possibilità nei propri numeri di non far scattare nessuna clausola di salvaguardia e non far scattare le accise e alzare le tasse. Quando il governo presenterà la manovra, daremo una mano". Sulla manovra, prosegue, "decide il presidente del Consiglio e il governo. Non pensate che sia possibile litigare con Paolo Gentiloni, non c'è riuscito nemmeno Roberto Giachetti... A lui sono legato da un rapporto di amicizia da anni. Personalmente penso che sarebbe un grave errore aumentare l'Iva da oggi. Se si spreme, spreme, spreme, alla fine ammazzi. Non credo che Gentiloni voglia questo ma tra i tecnici di alcuni ministeri l'aumento dell'Iva è un evergreen".

Sul taglio del cuneo fiscale "io ho qualche dubbio. Con il governo Prodi non ha funzionato. Io non l'ho fatto. Se il governo vuole farlo, discuteremo".

DISOCCUPATO? NON SCHERZIAMO - "Io disoccupato? Non scherziamo, i disoccupati veri sono persone che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese. Io come arrivare alla fine del mese me lo trovo. Non facciamo battute sui disoccupati, quelli veri" ribatte Renzi a 'Porta a Porta'. E spiega di aver avviato una serie di iniziative personali: "Non sono a carico di mia moglie. Io ho una serie di iniziative mie: un libro, un professore universitario...".

(Fonte: Adnkronos)

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