Pesticidi, il gioco tossico della Commissione europea per indebolire le leggi che li vietano

Il quotidiano francese "Libération" svela il contenuto di documenti riservati, ottenuti grazie alla giustizia europea, che mettono in luce le manipolazioni di Bruxelles per aggirare la legislazione sull'autorizzazione dei biocidi.


La legislazione dell'UE in materia di autorizzazione all'uso di biocidi (pesticidi ed erbicidi) era unica per il suo alto livello di protezione, si basava sul principio della possibilità di pericolo, vale a dire che se una sostanza potrebbe potenzialmente essere pericolosa per la salute umana, veniva vietata, senza considerare in che misura sarebbe potuta diventare pericolosa o le condizioni in cui questo pericolo si sarebbe evidenziato.

Questo principio, che mette la salute prima degli interessi commerciali, ovviamente non faceva piacere a tutti. Soprattutto non gli industriali che stanno facendo pressioni su Bruxelles per smantellare o spacchettare questa legge. Al punto che membri "convincenti" della Commissione europea stanno cercando di indebolire e modificare la legislazione, senza chiedere prima il parere dei cittadini. Questo è ciò che rivelano circa 660 documenti riservati (solo alcuni sono disponibili on-line), pubblicati dall'ONG Pesticide Action Network grazie all'autorizzazione della Corte europea, dopo due anni di scontri e processi. Il quotidiano francese Libération ha ieri pubblicato uno stralcio di questi documenti.

Scritte in un gergo tecnocratico specifico per le eminenze grigie di Bruxelles, queste e-mail e documenti di lavoro, parzialmente redatte e in inglese, rivelano come il segretariato generale della Commissione, sostenuto dalle Direzioni generali (DG) dell'agricoltura, dalle aziende, dal libero mercato e persino della salute hanno tentato di indebolire i criteri per la definizione degli interferenti endocrini ovvero dei BIOCIDI. Nuove definizioni che si volevano aggiungere alla attuale normativa europea, così da autorizzare l'uso dei pesticidi in modo incondizionato e non regolamentato.

La definizione finale di questi criteri è stata pubblicata solo il 19 aprile 2018, alla fine di un articolato e ben redatto studio d'impatto, questo studio doveva dare il via all'aggiunta di nuovi piccoli articoli e commi che in qualche modo avrebbero modificato il testo di legge, permettendo escamotage per l'uso di Biocidi. In un'e-mail datata 6 marzo 2014 indirizzata ai membri delle direzioni dell'ambiente e della salute e al Segretario Generale della commissione, i funzionari, coinvolti in questa losca manovra, hanno espresso esplicitamente i loro obiettivi: "Lo studio per la nuova definizione di legge, non mette direttamente in discussione la validità della legislazione originale ma fornisce un'analisi che giustifica il suo cambiamento". In poche parole cambiamo la legge per rendere legale l'uso dei pesticidi.

Il 24 gennaio dello stesso anno, il CEO della società che produce su vasca scala Pesticidi e Biocidi, in una e_mail inviata alla Direzione Generale della Commissione Salute, rilevava le sue intenzioni : "Poiché lo studio sull'impatto include varie opzioni che richiedono cambiamenti nelle leggi, non v'è alcun motivo per non includere nella Legge la definizione "valutazione del rischio", rimuovendo la definizione "valutazione del pericolo" [normativa vigente, ndr]". Una modifica che avrebbe indebolito le maglie della restrizione, passando il principio del rischio e non quello del pericolo.

L'approccio alla valutazione, basato sui rischi e non sui pericoli è la moda dell'industria agrochimica. Permette di stabilire un certo livello di rischio e quindi di autorizzare in modo incondizionato la vendita della sostanza, mentre secondo la normativa vigente, il minimo sospetto di pericolo per l'uomo ne comporta il divieto. La strategia ha funzionato. Tra le varie opzioni proposte nello studio d'impatto, quella che sembra essere la più favorevole è l'opzione 4, la cui conclusione è rivelatrice: "se saranno consentiti più pesticidi, sarà meglio per i cittadini europei."

Hans Muilerman, esperto di politiche chimiche europee per la rete di azione dei pesticidi, afferma che non vi è dubbio che i documenti trovati, rivelano la manipolazione della procedura, per soddisfare gli interessi di una parte della Commissione europea: "Questi sistemi sono contrari al processo democratico dell'UE. Non è compito della Commissione modificare la legislazione votata dagli Stati membri e dal Parlamento. Deve solo applicarla in modo equo e scientifico".

È il governo svedese che ha portato la giustizia europea contro la Commissione. Dopo un giudizio a suo favore, Asa Romson, allora Ministro dell'Ambiente svedese, ha persino lanciato, il 4 gennaio 2016, in una lettera, un avvertimento alle alte autorità di Bruxelles che li invitava a cambiare il loro comportamento. "La Corte [europea] ha concluso che i criteri per la determinazione del disturbo endocrino devono essere basati esclusivamente sulla scienza [...] e non su considerazioni economiche, Spero che la Commissione adotterà le misure necessarie per rispettare i trattati e rispettare la legittima aspettativa dei cittadini europei, secondo cui l'UE protegge la salute umana e l'ambiente dalle minacce degli interferenti endocrini."

Al di là delle manovre del Segretariato generale, la cosa più preoccupante è che questi documenti portano alla luce, gli sforzi deliberati della Direzione generale della Sanità europea, la cui essenza è proteggere i cittadini dai rischi per la salute, di indebolire invece la guardia europea. Nel corso di una riunione svoltasi il 4 aprile 2016 a Bruxelles, il dipartimento della sanità rifiutò di prendere in considerazione le osservazioni del direttore dell'ambiente, che aveva avuto solo due giorni e mezzo per consultare il progetto di studio a lungo impatto, di oltre 300 pagine. Quest'ultimo venne anche respinto quando chiese che le conclusioni della sentenza della Corte europea contro la Commissione, fossero prese in considerazione nella valutazione dello studio d'impatto (pro Pesticidi) presentato.

Dopo un aumento di pressione da parte del Parlamento europeo, le nuove definizioni di interferenti endocrini sono state adottate e applicate a tutte le autorizzazioni di pesticidi da dicembre. Solo "con il pretesto della semplificazione, la Commissione europea continua i suoi sforzi per indebolire la legislazione del 2009 attraverso la sua riforma chiamata Refit", avverte l'eurodeputato Hans Muilerman: "Le sue azioni sono in linea con le richieste dell'industria e di paesi come gli Stati Stati Uniti, i cui sforzi di lobbying raggiungono livelli inimmaginabili."

L'eurodeputato socialista Eric Andrieu in una seduta del Parlamento europeo dichiara: "L'attuale Commissione continua la sua linea politica liberale in cui gli interessi commerciali vanno prima della protezione della salute e dell'ambiente. Il nostro lavoro evidenzia come i giganti delle industrie agrochimiche si siano infiltrati insidiosamente nel processo di convalida dei pesticidi nel corso degli anni. Il loro potere è tale da rappresentare un pericolo per la democrazia europea. Il Parlamento dovrebbe avere più mezzi di pressione per contrastare o bloccare l'esecutivo europeo."

Charlotte Lepitre, coordinatore della rete di ONG Salute Ambiente, dichiara che: "Attualmente, un altro difetto del processo è che non vi sono più riscontri sui dati tossicologici,  la validazione del prodotto non viene più fatta in base ai suoi riscontri tossicologici, che in precedenza dovevano avere valenza zero. Pertanto le sostanze sono consentite senza conoscerne i loro potenziali effetti sulla salute nel lungo periodo. Solo quando vengono utilizzati e diffusi nell'ambiente, se c'è la farmacovigilanza, scopriamo il loro impatto."

  • Pubblicato in Cultura

Giubbotti Gialli: in Francia le proteste diventano sempre più violente, un campione di boxe si scontra con i gendarmi (VIDEO)

Sabato, durante la mobilitazione parigina dei giubbotti gialli, un uomo ha attaccato i gendarmi a mani nude come su un ring di boxe, è rivolta popolare (VIDEO)


Sabato pomeriggio, durante la mobilitazione parigina dei giubotti gialli, sulla passerella Sédar-Senghor, situata tra il Giardino delle Tuileries e l'Assemblea Nazionale, un uomo si è difeso dai gendarmi a colpi di pugni. Due video sono stati diffusi sui social network. "Sarà responsabile di questo attacco, vigliacco e scomodo", ha twittato il ministro degli Interni Christophe Castaner, in risposta a un messaggio dell'Unione dei commissari della polizia nazionale (SCPN). Definire un uomo che a mani nude si scontra contro scudi, giubbotti antiproiettile, protezioni e caschi, è alquanto paradossale. Questo la dice lunga sulla difficoltà in cui si trova il governo francese. Un governo che tenta di dettare legge (anche contro l'Italia), in europa, ma che vive una situazione sociale al limite dell'implosione e di una guerra civile.

"Anche se sarai un riferimento per coloro che pensano di aver ragione, la tua carriera nello sport è finita, non hai i valori richiesti". L'uomo è stato identificato sarebbe un pugile professionista della regione di Parigi. Per ora, nessuna conferma ufficiale è arrivata dall'ufficio del pubblico ministero o dalla polizia.

Un'inchiesta è stata affidata alla sicurezza territoriale, ma per ora il procuratore non ha attivato alcuna procedura.

Insensibili alle concessioni dell'esecutivo e al grande dibattito nazionale che si aprirà a metà gennaio, i "giubbotti gialli" si sono riuniti nelle piazze simbolo di Bordeaux, Tolosa o Lione. I manifestanti sono stati osservati anche a Rouen, Rennes, Nantes, Reims, Marsiglia, Saint-Brieuc o Saint-Lô. Il ministro degli Interni Christophe Castaner ha contato circa 50.000 manifestanti in tutto il paese (contro 32.000 sabato 29 dicembre). Il ministro ha chiamato "tutti alla responsabilità e al rispetto della legge" dopo gli incidenti in diverse città. In serata, Emmanuel Macron ha denunciato una "violenza estrema" che ha detto di "attaccare la Repubblica".

Secondo una fonte ministeriale, sarebbero ora "meno di 2.000" per dimostrare ogni giorno in tutto il territorio. Un netto calo rispetto ai 230.000 della prima manifestazione.

Cinque Stelle, alle Europee andiamo da soli. Esclusa l'alleanza elettorale con la Lega

Per quanto riguarda le elezioni europee a maggio, il partito di governo M5S non vuole stare all'ombra della Lega: "Non abbiamo nulla in comune con Orbán e Le Pen".


Il partito pseudo populista Movimento Cinque Stelle esclude un'alleanza elettorale con la destra rappresentata dalla Lega, un conto è governare in Italia, un conto è la politica a Bruxelles. "Abbiamo lavorato e stiamo lavorando bene al Governo Nazionale, ma con il primo ministro ungherese Viktor Orbán e con il politico destra francese Marine Le Pen, non abbiamo nulla in comune", ha detto Luigi Di Maio. Il vice-premier ha quindi fatto riferimento a due politici, con i quali la gamba destra del ministro dell'Interno Matteo Salvini vuole costruire un'alleanza elettorale in Europa. "Il movimento a cinque stelle vuole fondare una fazione europea che offra un'alternativa sia alla destra che alla sinistra", ha proseguito Di Maio. 

Il movimento cinque stelle rimane il partito più forte nell'attuale parlamento italiano, e vede sempre più nella scia il loro giovane socio di destra Matteo Salvini . Secondo i sondaggi, nel caso di nuove elezioni i Cinque Stelle sarebbero attualmente al 28,5%, mentre nelle elezioni politiche di marzo erano 32%, una leggera flessione dovuta allo strapotere mediatico e populista della Lega. Sempre secondo i dati di un sondaggio pubblicato sabato da Ipsos, il partito anti-immigrati guidato dal ministro dell'Interno Salvini è attualmente al massimo della popolarità raggiungendo il 33,8%. L'approvazione è quindi quasi il doppio rispetto alle elezioni parlamentari di sei mesi fa. A quel tempo, la Lega arrivò al 17,4 percento dei voti.

Finora, il movimento a cinque stelle è stato parte di un gruppo politico con il partito anti-Europa UKIP della fazione populista EFDD (Europa della libertà e democrazia diretta), tuttavia, questo gruppo di partito ha poche prospettive future a causa dell'uscita dell'UE dal Regno Unito. Il cambio pianificato dai cinque stelle è di passare alla fazione liberale di Alde, cambio tentato ma miseramente fallito nel gennaio 2017, a causa della resistenza all'interno dei liberali, che includeva anche i deputati austriaci del Neos. La Lega al Parlamento europeo è attualmente nel gruppo nazioni e la libertà (ENF), i cui membri includono l'Assemblea Nazionale Francese (RN) di Marine Le Pen e l'FPÖ. 

Sposati in Italia e divorziati in Europa, questo è volenti o nolenti, essere italiani.

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