Umberto Bossi colto da malore. E' caduto in casa e ha battuto la testa. Ricoverato a Varese, condizioni in miglioramento

Umberto Bossi, 77 anni, è stato ricoverato in gravi condizioni dopo essersi sentito male in casa. E' successo a Gemonio ed è stato trasportato con urgenza in elisoccorso all'ospedale di Varese. E' accaduto attorno alle 17, il senatur ha battuto la testa e per questo è stato immobilizzato per evitare ulteriori lesioni alla spina dorsale. In ospedale è stato sottoposto a tac che non ha evidenziato sanguinamenti. Le sue condizioni sarebbero in miglioramento.

Bossi sarebbe stato colto da un ictus. Il malore avrebbe provocato una caduta e il senatur ha anche battuto la testa. L'ospedale ha annunciato un bollettino medico per venerdì alle 12. Il fondatore della Lega Nord già nel 2004 aveva avuto gravi di problemi di salute quando era stato colpito da un ictus cerebrale che lo aveva lasciato parzialmente paralizzato.

Non ci sarebbe emorragia - Bossi è successivamente stato stato sottoposto a una angiotac del cervello da cui è emersa l'assenza di una emorragia. I valori ematochimici bassi potrebbero aver scatenato una crisi epilettica. Da quanto si è saputo, inoltre, Bossi muoverebbe in maniera normale il braccio destro. Cauto ottimismo da parte dei medici che lo hanno in cura.

Berlusconi: "A Bossi voglio bene, gli auguro pronta guarigione" - Umberto Bossi "è una brava persona, leale, siamo amici e io gli voglio bene. Gli mando i più affettuosi auguri di pronta guarigione". Lo ha detto Silvio Berlusconi nel corso della registrazione di Porta a porta.

Maroni: "Siamo sollevati per Bossi, non ha avuto ciò che temevamo" - "Siamo sollevati per le condizioni di salute di Umberto Bossi, fortunatamente non ha avuto quello che temevamo nei primi momenti". Lo ha detto Roberto Maroni, ex segretario della Lega ed ex governatore della Lombardia. "Bossi rimarrà in ospedale questa notte sotto sedazione e domani farà tutti gli accertamenti del caso ma i medici sono cautamente ottimisti", ha aggiunto Maroni facendo intendere che, se le condizioni di Bossi lo permetteranno, nelle prossime ore lo andrà a trovare.

 

(Fonte: TgCom24)

 

Salvini tour; in Sicilia sbarca la Lega senza "Nord" (forse) e iniziano i problemi...

Mentre il segretario leghista Matteo Salvini si trova in Sicilia per un tour che anticipa le prossime elezioni regionali, i militanti del nord dibattono sulla scelta di togliere la parola "Nord" dal simbolo e nome che identifica il movimento fin dalla sua nascita


Che sta succedendo all'interno del movimento? a molti militanti la decisione di presentarsi alle politiche con il simbolo Lega, senza "nord", come confermato da Matteo Salvini proprio non va giù e sui social la divisione è incominciata. Ancora in molti apprezzano l'operato del leader ma aumenta sempre più il numero di chi non si rivede nelle manovre del "capitano", ben sapendo che questa nuova legge elettorale lo costringerebbe ad alleanze molto scomode. Gianni Fava, che sul tema "Nord" aveva già contrastato Salvini, in una intervista all'agenzia AGI dice, “Io sicuramente non sono d’accordo e, per quanto ne so, nemmeno Umberto Bossi e’ d’accordo. Voglio chiarire pero’ che vanno distinti i livelli perchè si sta creando confusione. La Lega nord non cambia nome, per fare ciò sarebbe necessario un congresso federale. Salvini ha detto che cambierà il contrassegno elettorale. Lo dico perchè sto ricevendo decine di telefonate di militanti preoccupati. Se vi fosse un cambiamento del genere in molti sarebbero pronti ad abbandonare la Lega”. L'assessore lombardo è molto chiaro nella sua esternazione, "io insisto: la Lega nasce ed e’ il sindacato del nord. Le istanze storiche sono entrate nel DNA dei cittadini e i referendum per l’autonomia di Lombardia e Veneto ci hanno dimostrato come i nostri temi sono stati fatti propri da un elettorato che va oltre la nostra capacità elettorale. Abbandonare quella strada per sceglierne una con contorni non identificati sarebbe sbagliato. Cambiare il simbolo non serve. Ci è stato raccontato in questi anni che il consenso della Lega è salito a doppia cifra e lo ha fatto con quel simbolo, "Lega Nord". Non vedo perchè cambiare. La Lega è la Lega nord non mi vergogno delle mia storia e molti militanti che non sono dirigenti come me, hanno bisogno di chiarezza”. 

La linea del segretario leghista è molto chiara, lui si definisce un "autonomista nazionale", ma non ha mai spiegato come intende risolvere i problemi della Sicilia risolvendo quelli del Veneto. Una regione è, per una sua caratteristica inserita in un mercato economico produttivo, l'altra non lo è, come sarà possibile per la nuova Lega votare l'autonomia veneta e contemporaneamente votare nuovi stanziamenti per una regione in crisi finanziaria? Uscire dall'Euro era un cavallo di battaglia, ora solo un'uscita di sicurezza che non si può prendere da soli ma con gli altri paesi europei e tutto quello detto fino ad oggi? Legge Fornero? altro cavallo di battaglia sbandierato mentre, come tutti gli altri partiti, si mettevano prima in cassa integrazione (alle spese dello stato per due anni), poi si licenziavano quasi 80 dipendenti. Forse i soldi dei rimborsi potevano essere utilizzati per dare un lavoro invece di toglierlo, magari votando la legge per la riduzione degli stipendi e non contribuendo a bloccare in Senato quella sulle Baby pensioni (oggi tutti i nostri parlamentari anche con una sola legislatura di 5 anni percepiranno una pensione di circa 1000 €). Ma questi sono solo i nostri dubbi che aggiungono punti di domanda alla questione Calderoli, che al Senato passa dalla Lega Nord al Gruppo Misto, i mal pensanti potrebbero dire che questa è una manovra studiata a tavolino per una mera questione finanziaria legata ai conti Lega.

Torniamo al progetto questa nuova "LEGA" nazionale, oggi su http://palermo.blogsicilia.it si legge di interessi tra attivisti del movimento "noi con Salvini" nell'accoglienza dei migranti, il blog riporta di un botta e risposta tra due coordinatori Francesco Vozza e Alessandro Pagano. Vi riportiamo uno stralcio dell'articolo:

Nuovi vertici di Noi con Salvini in Sicilia ma impegnati nell’accoglienza dei migranti. A puntare l’indice su questa vicenda è uno scontro violento all’interno del movimento dei Salviani in Sicilia a poche ore dall’elezione dei nuovi vertici e dall’assegnazione dei ruoli di partito in tutta la Sicilia occidentale. A lanciare strali contro il segretario del partito, Alessandro Pagano, è Francesco Vozza, già coordinatore a Palermo. “Non è un bel giorno oggi, amici: sono stato ESTROMESSO dal coordinamento palermitano di “Noi con Salvini” per volontà dell’On. Alessandro #Pagano (ex #NCD, fiero seguace di #Alfano, passato da poco con noi). I motivi della decisione mi sono attualmente oscuri, ma tutto questo è successo subito dopo aver chiesto delle spiegazioni all’Onorevole in merito alla presenza di alcuni suoi familiari alla guida di uno dei più grandi #centri di #accoglienza della Sicilia, il Pian del Lago di #Caltanissetta. Non so cosa ci sia sotto, amici, ma temo proprio che non si tratti di nulla di bello. Informerò a breve i vertici del movimento sull’intera vicenda...

e ancora: 

Il riferimento è ad esponenti di Noi con Salvini al vertice di un grande centro di accoglienza in Sicilia, quello di Pian del Lago nel Nisseno attualmente gestito dalla cooperativa Auxilia. L’appalto è in scadenza a probabilmente a settembre cambierà il soggetto attuatore. I vertici a cui probabilmente fa riferimento Vozza sono Gianni Pagano cugino del deputato della Lega, Alessandro Pagano e Josefin Sollami, entrambi impiegati proprio presso la coop Auxilium, incaricata di gestire il centro per migranti di Caltanissetta, Pian del Lago.

Pur lavorando nell’ambito dell’accoglienza ai profughi, sia la Sollami che Pagano ricoprono dei ruoli nel movimento di Salvini. In particolare la Sollami è la responsabile di Noi con Salvini a San Cataldo, paese natale di Alessandro Pagano.

Pagano non replica ma parla il vice coordinatore esecutivo Salvo Zinnanti “Nessuna esclusione, Vozza si è escluso da solo – dice a BlogSicilia – da quando Pagano,. nel dicembre dello scorso anno, è stato indicato da Salvini in persona alla guida del partito come segretario nella Sicilia occidentale si è lavorato ad una organizzazione nel territorio alla quale si è giunti ieri con una libera e democratica elezione. io stesso sono stato eletto dai militanti in una assemblea pubblica come anche tutti gli altri a cui è stato assegnato un ruolo” Ma la questione va oltre la politica e riguarda gli interessi nella gestione dell’accoglienza dei migranti. “Ma quali interessi – dice a BlogSicilia Gianni Pagano cugino di Alessandro– è vero io lavoro nel settore dell’assistenza dei migranti e sono coordinatore ma non sono un amministratore della cooperative. sono un dipendente come tutti gli altri solo con esperienza e per questo coordino le attività di accoglienza. Lo sono dal 2007, ho cominciato con la cooperativa Albatros e ora sono con Auxilia. A settembre cambierà di nuovo l’appalto ma le clausole di salvaguardia dei livelli occupazionali garantiscono i dipendenti che passano da un appaltatore all’altro. Ho lavorato per diversi soggetti vincitori dell’appalto di Piano del Lago ma sempre e soltanto come dipendente e non ho alcun ruolo nel partito politico nel quale milita mio cugino. Non ho tempo per la politica. O forse non posso più lavorare perchè mi chiamo Pagano?” 

Diversa la posizione di Josefin Sollami eletta segretario del Movimento a San Cataldo e che lavora, anche lei, la centro di Pian del Lago come informatore normativo ovvero addetto ad informare i migranti al loro arrivo su ciò che prevede la normativa italiana e che li riguarda. Insomma diritti e doveri.“E’ vero – conferma Sollami a BlogSicilia – ho un ruolo nel partito di Salvini e lavoro con i migranti. Che il signor Vozza informi pure i vertici nazionali. Matteo Salvini lo sa bene e apprezza il mio lavoro. Quando è venuto in Sicilia sono stata io ad accompagnarlo in varie visite nei centri migranti, anche a Lampedusa. Il mio lavoro è proprio quello del primo contatto con i migranti. Sono laureata in scienze umanistiche e sono certamente la persona che più di altre può comprendere come stanno davvero le cose. Parlando con loro dei diritti e dei doveri che godono o che hanno in Italia e in Europa mi rendo conto anche dei motivi dei loro viaggi, posso distinguere fra i migranti per necessità perchè scappano da guerre e persecuzioni, dai migranti economici. Non vedo nessuna incompatibilità con il ruolo politico, al contrario io comprendo meglio di altri il fenomeno dell’immigrazione. Peraltro, e ci tengo a sottolinearlo, sono stata eletta democraticamente in una assemblea pubblica”. Ma Sollami non si ferma qui “Sono onorata della carica che mi è stata data e ci tengo a precisare che non ho nessuna parentela con l’onorevole Pagano che, peraltro, è approdato da sette mesi nel partito nel quale io milito dal 2014. Stima per il segretario della Sicilia occidentale ma nient’altro. Al signor Vozza vorrei anche dire che la Lega dei popoli non si occupa solo di immigrazione. Certo è uno dei punti programmatici ma come partito parliamo anche di tanto altro. Ridurci a un solo argomento è veramente di basso livello”. TUTTO L?ARTICOLO ALLA FONTE (http://palermo.blogsicilia.it/interessi-dei-salviniani-di-sicilia-nellaccoglienza-dei-migranti-scoppia-la-guerra-a-palermo-vozza-contro-pagano-escluso-per-averne-chiesto-conto-foto/403768/)

 

Sul Tour del "capitano" in terra sicula si sbilancia anche http://www.ingrato.it/blog (del 28/19/2017), che posta questa immagine 

seguita da tre brevi righe: 

Salvini è come Garibaldi.
“Votate me, voglio la poltrona” gridò Matteo Salvini durante la battaglia di Sicilia quando le sorti dello scontro sembravano dovessero favorire i siciliani.

E’ uno degli episodi più tristi della storia Italiana.
Lo sterminatore del nord, dopo aver annientato il suo movimento cerca voti al Sud. (da http://www.ingrato.it/blog/2017/10/28/salvini-come-garibaldi/

Tornando a noi, l'attuale 15 per cento di consensi sale parecchio proprio nelle terre del Nord, dove in questi giorni si sta muovendo un altro movimento il "Grande Nord" che vede Roberto Bernardelli il suo presidente. Il movimento intende presentarsi alle prossime elezioni regionali lombarde come valida alternativa alla Lega (forse ancora Nord). 

“Ho sempre creduto nelle ragioni del NORD e ho lasciato la Lega dopo 29 anni perché aveva abbandonato le proprie origini. Ai miei amici che sono rimasti dico che le nostre idee meritano di essere portate avanti con coraggio e passione. Noi ci crediamo, e nella Confederazione GRANDE NORD c’è posto per tutti. Oggi la decisione di Salvini di cambiare il nome della Lega decidendo di togliere “NORD” ufficializza una linea nazionale, incompatibile con le nostre origini. Da oggi, il federalismo, l’autonomismo e l’indipendenza hanno il nome di GRANDE NORD”. Così su facebook, Marco Reguzzoni, co-fondatore di "Grande Nord".

Si preannunciano grandi cambiamenti e tempi duri per quel movimento che anni fa "ce l'aveva duro..."

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