Fabio Pasini

Fabio Pasini

Alto Adige, Rampelli (Fratelli d'Italia) durissimo: "Disegno di pulizia etnica e linguistica degli austriaci"

E' scontro dopo la decisione assunta dal Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare l’espressione "altoatesino" e "Alto Adige" dalla legge relativa alle "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea". Il vicepresidente della Camera, esponente del partito di Giorgia Meloni, all'attacco con post su Facebook: "Sono dei prepotenti, Evidentemente siamo stati troppo generosi. Ora basta, la misura è colma". Ecco cosa può succedere


Consapevolmente Alto Adige

"Gli austriaci perseguono ancora il disegno della pulizia etnica e linguistica. Ora basta. L'Italia non può più accettare le prepotenze dei tedeschi dell'Alto Adige. La misura è colma". Lo scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli sulla sua bacheca Facebook.

"L'elevatissimo tenore sociale raggiunto dai sedicenti sudtirolesi - sottolinea l'esponente FdI - è dovuto ai finanziamenti dello Stato, cioè ai soldi versati da tutti i cittadini italiani e trasferiti in abbondanza a Bolzano e nella sua provincia, al turismo, italiano per il 90% del totale, al consumo di prodotti locali distribuiti nel mercato italiano, alla costosa tutela della salute gentilmente pagata dall'Italia, esattamente come le forze dell'ordine, la forestale, le forze armate, gli uffici postali, le infrastrutture. Inutile ricordare assurde decisioni subite supinamente dai governi centrali che prevedono che un cittadino italiano che si trasferisce a Bolzano non abbia diritto di voto o le norme che di fatto escludono gli imprenditori italiani dalle agevolazioni o la guerra frontale alla lingua italiana con tanto di rimozione di cartelli bilingue sui percorsi montani".

"Se vogliono mettere in discussione l'esito del primo conflitto mondiale tirassero fuori le palle e ci dichiarassero guerra. Il nostro percorso d'integrazione è stato lungo, comprensivo e molto remunerativo per loro. Ma evidentemente siamo stati troppo generosi... Che s'inizi a rivedere lo Statuto della provincia autonoma di Bolzano. Noi non siamo degli idioti al loro servizio, né una mucca da mungere per satollare le loro viscere. Sappiamo essere cortesi e disponibili, ma anche cinici e spregiudicati, se ci fanno imbestialire", conclude Rampelli. 

(Fonte: Agi)

Abusò di 200 bambini, pedofilo inglese ucciso in carcere

Ex fotografo, insegnante di religione e lingua inglese delle comunità cristiane di Kuala Lumpur, in Malaysia, il 33enne Richard Huckle è stato accoltellato a morte da un altro detenuto nella prigione di Full Sutton, dove stava scontando la pena di 22 ergastoli comminatagli nel 2016. La sua orribile storia di abusi di cui condivideva immagini e video nel dark web


Risultati immagini per pedofilo ucciso

Richard Huckle, uno dei peggiori pedofili della storia britannica, è stato accoltellato a morte in carcere, probabilmente da un altro detenuto. Il corpo senza vita del 33enne ex fotografo di Ashford nel Kent, riporta Sky News, è stato trovato ieri nella sua cella nella prigione di Full Sutton, dove stava scontando i 22 ergastoli ricevuti nel 2016.
Huckle era stato condannato per avere abusato sessualmente in Asia di quasi 200 bambini di un'età compresa tra i sei mesi e i 12 anni, in un periodo che va dal 2006 al 2014.

Usando l'insegnamento della religione e della lingua inglese come strumento di accesso ai bambini delle comunità cristiane povere di Kuala Lumpur, in Malaysia, era stato autore di una serie interminabile di abusi, dei quali condivideva immagini e video nel dark web. Quando fu arrestato, stava lavorando alla realizzazione di una vera e propria guida per aiutare i pedofili a commettere i loro crimini e a sfuggire alla legge. La sua uccisione è stata confermata da un portavoce del carcere, mentre la polizia ha aperto un'indagine. La morte viene considerata "sospetta" dagli inquirenti.

Lombardia, tira una brutta aria: già esauriti i giorni di bonus per l'inquinamento nel 2019. Milano capoluogo anche dello smog. Preoccupazione per scuole e ospedali. La nostra intervista alla presidente regionale di Legambiente (VIDEO)

(VIDEO INTERVISTA A BARBARA MEGGETTO) - Pessimo inizio dell’anno per la Lombardia dal punto di vista dell’inquinamento atmosferico. Nei primi tre mesi del 2019, infatti, in quasi tutte le città della regione si è già registrato il superamento del limite annuo di 35 giorni di tolleranza.

É quanto emerso oggi sul Treno Verde, la campagna di Legambiente e del Gruppo Ferrovie dello Stato Italiane, con il patrocinio del Ministero dell’Ambiente e Tutela del Territorio e del Mare, in questi giorni in sosta alla stazione Porta Garibaldi di Milano. I risultati del monitoraggio scientifico della qualità dell’aria – realizzato grazie al progetto di Citizen Science di Legambiente Volontari per Natura – sono stati presentati stamane a bordo della quarta carrozza da Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia, Mattia Lolli, portavoce del Treno Verde, Raffaele Cattaneo, assessore all’Ambiente e clima di Regione Lombardia, Fabio Carella, direttore di Arpa Lombardia, Rosa Frignola, Direttore Commerciale di Rete Ferroviaria Italiana, Mauro Veca, del progetto BeeCityMilano e Carlo Giglioni di Contec Engineering.

 

Milano è in testa alla classifica dei superamenti del limite di tolleranza, con 50 giorni dall’inizio dell’anno. Segue Cremona con 49 superamenti, Pavia con 46, Mantova 41, Lodi 39, Brescia con 36 superamenti. A Monza i giorni oltre il limite sono stati 33 (tutti i dati sono aggiornati al 4 aprile 2019, e sono aperti e consultabili su arpalombardia.it).
Una situazione preoccupante, insomma, considerato che ci troviamo solo nei primi mesi dell’anno ma già molte delle città lombarde hanno già superato i limiti quotidiani di pm10 imposti dalla normativa. Il dato è dunque destinato ad evolvere, fino a dicembre, in negativo. Si rende necessario, dunque, ridimensionare almeno il tradizionale concetto di “spostamento” in città, ancora molto legato all’uso di autoveicoli per uso privato, e quindi il sistema infrastrutturale di mobilità urbana.

L’obiettivo del Treno Verde è sensibilizzare la cittadinanza e valutare l’esposizione all’inquinamento atmosferico, spesso inconsapevole, a cui i cittadini sono sottoposti quotidianamente. Per questo, dal 19 al 21 febbraio scorsi è stato realizzato un monitoraggio in 8 punti “sensibili” di Milano, scelti in base alle segnalazioni dei cittadini e dei circoli di Legambiente. In questi punti sono state fatte misurazioni della durata di un’ora delle polveri sottili con l’obiettivo di scattare una fotografia dell’inquinamento atmosferico presente nell’area monitorata, facendo particolare attenzione ai picchi di polveri sottili registrati. Traffico, ingorghi, soste selvagge, orari da bollino rosso e altre fonti di emissioni, sono spesso queste le condizioni in cui ogni giorno i cittadini si devono muovere tra mille problemi ma che ormai non sono più sostenibili.
I valori medi di polveri sottili (pm10) registrati a Milano variano tra i 33,9 e i 95 µg/mc (come media oraria). I punti monitorati sono orti di via Esterle (33,93 µg/mc, valore medio), Scuola Martinengo (94,40 µg/mc, valore medio), viale Liguria (95 µg/mc, valore medio), piazza Maciachini (83,15 µg/mc, valore medio), viale Marche (63,18 µg/mc, valore medio), via Orlando (49,7 µg/mc, valore medio), via Linneo (82,50 µg/mc, valore medio) e Castello Sforzesco (88,50 µg/mc, valore medio). Il picco più elevato è stato registrato nei pressi della Scuola Martinengo (124 µg/mc) alle 07:30 circa, qualche minuto prima dell’ora ufficiale d’ingresso degli studenti nell’edificio. Picchi alti anche in viale Liguria (103 µg/mc, ore 09:49), viale Marche (93 µg/mc, ore 13:26), via Linneo (94 µg/mc, ore 07:40) – tutte strade adiacenti ad istituti scolastici – e nei pressi di piazza Maciachini (95 µg/mc, ore 11:29), molto vicina ad una struttura ospedaliera. Target, dunque, estremamente sensibile, esposto giornalmente a massicce concentrazioni di pm10 nelle su citate zone del capoluogo lombardo: giovani e frequentatori di strutture sanitarie si ritrovano ad essere vittime inconsapevoli del radicamento di cattive abitudini quotidiane, come l’uso incontrollato delle auto o la sosta prolungata dei veicoli con il motore acceso davanti strutture pubbliche e private. Infine, alle ore 9:27, i volontari hanno registrato un picco di 95 µg/mc registrato anche nei pressi del Castello Sforzesco. Il picco più basso di pm10 (46 µg/m, ore 17:25) è stato, invece, registrato invece presso gli orti di via Esterle, piccolo orto urbano immerso in un’area fortemente urbanizzata, seguito da quello registrato in via Orlando alle ore 15:52, incrocio particolarmente trafficato ma molto vicino a piccole zone verdi, con un picco di 56 µg/mc.

Nell’insieme, questi numeri sottolineano come, nell’arco della giornata, i cittadini possono respirare ripetutamente ed inconsapevolmente aria inquinata anche se solamente per pochi minuti.

«Nei primi due mesi del 2019 le città lombarde avevano già esaurito il numero di giorni di sforamento concessi dalla normativa, una condizione che si ripete ormai ogni anno e dimostra la cronicità del problema smog in Lombardia – commenta Barbara Meggetto, presidente di Legambiente Lombardia – Ma non solo: in alcune strade di Milano abbiamo rilevato picchi di poveri sottili molto elevati davanti a scuole e ospedali! Siamo convinti che le misure di limitazione delle emissioni debbano diventare una priorità politica e amministrativa. Per questo riteniamo la lotta al traffico una delle battaglie più importanti: è ormai palese che i motori, soprattutto i diesel, anche nelle versioni più recenti, sono incompatibili con la situazione di perdurante inquinamento della pianura padana. Occorre che le città redigano PUMS ambiziosi ripensando l’uso di strade, piazze e spazi pubblici, creando ampie “zone 30” e prevedendo nuove aree verdi nei centri urbani. Bisogna impegnarsi per le forme di mobilità alternative all’auto e preparare il terreno alla transizione verso la motorizzazione elettrica. Milano con Area B ha tracciato un esempio virtuoso, insieme ad un messaggio chiaro a mercato e consumatori: uscire il più rapidamente possibile dalla tirannia dei motori inquinanti, ma non deve essere lasciata sola nel contrasto allo smog».

«I numeri della Lombardia, e in generale dei monitoraggi che abbiamo realizzato in questa trentunesima edizione della nostra campagna, devono spingere le istituzioni e i cittadini, ad agire subito – ha affermato nel corso della conferenza stampa il portavoce del Treno Verde Mattia Lolli – è urgente un Piano Nazionale contro l’inquinamento che penalizzi economicamente anche il traffico motorizzato privato, investendo sul potenziamento del trasporto pubblico locale pendolare, su ferro, e sulla micro-mobilità elettrica».

Il Treno Verde 2019 ha visto l’avvicendarsi di dodici tappe da sud a nord della Penisola, con l’obiettivo promuovere una rivoluzione delle nostre città a favore di una mobilità elettrica, leggera e condivisa. 79 monitoraggi hotspot delle polveri sottili realizzati dai volontari di Legambiente nei punti più critici delle città. Oltre 30mila visitatori e 16mila studenti che hanno potuto toccare con mano le sfide che abbiamo di fronte per segnare la fine dell’era delle fonti fossili e per dare una risposta efficace alla drammaticità dei mutamenti climatici. Più di cento esperienze di enti, associazioni e imprese che hanno presentato a bordo le più innovative idee in tema di mobilità sostenibile e intermodalità, per dimostrare che questa rivoluzione è già in atto sui nostri territori.

Nel corso dell’incontro con la stampa a Milano, è stata presentata anche la ricerca CittAccessibili, di Legambiente e Fondazione Serono, che ha coinvolto i Comuni capoluogo di provincia nell’elaborazione di un quadro nazionale sull’accessibilità dei servizi comunali ai diversamente abili. Sono stati coinvolti i Comuni capoluogo di provincia nell’elaborazione di un quadro nazionale della situazione attuale dei centri urbani per quanto riguarda l’accessibilità dei servizi comunali ai diversamente abili. É stato indirizzato un questionario, al quale ha risposto oltre il 70% dei 104 Comuni capoluogo di provincia, che interroga gli enti su 56 diversi indicatori suddivisi in 5 macro-aree.
Anche a Milano, così come nella maggior parte del Paese, è stata riscontrata una situazione non tranquillizzante, nonostante il Comune abbia risposto in maniera dettagliata al questionario. In città esiste infatti un censimento dei residenti con disabilità e un ufficio preposto a lavorare sul tema, c’è un disability manager ed esiste un’attenzione specifica all’accessibilità per uffici comunali, per scuole e trasporti. Lo scorso anno sono stati resi operativi i PEBA (Piani di Eliminazione delle Barriere Architettoniche), obbligatori per legge dal 1986. Il palazzo comunale è accessibile a persone a mobilità ridotta, ma non ai non vedenti e non udenti; il sito web dell’ente comunale è invece conforme ai requisiti di accessibilità per tutti.

Guardando ai trasporti, Milano può garantire una rete pienamente accessibile a tutti in ambito urbano: oltre l’80% dei mezzi di superficie sono attrezzati in tal senso. La metropolitana lo è invece ancora solo in parte. Tutto il personale garantisce già adeguata formazione per assistere persone con disabilità. Il Comune ha, tra i criteri di assegnazione di spazi pubblici per eventi, quelli legati alla piena accessibilità e fruibilità, così come ne esistono per la progettazione o riconversione di spazi urbani. Il capoluogo lombardo, inoltre, dichiara poi di aver stanziato fondi, per il 2018, dedicati all’eliminazione delle barriere architettoniche e a favorire la piena accessibilità per tutti di spazi e edifici pubblici. Si parla, tuttavia, di meno di 26 mila euro per il 2018. Ancora troppo poco, in un contesto in cui sembra ci sia ancora da migliorare.
Dal 18 febbraio a oggi, lungo tutta Italia hanno viaggiato a bordo le migliori esperienze italiane impegnate sul fronte della sostenibilità ambientale, come il consorzio Ecopneus, partner principale del convoglio ambientalista; i partner sostenitori Enel X e Ricrea; i partner Bosch, Iterchimica, Montello, Valorizza (brand di Sma e Gemmlab); i partner tecnici Con.Tec, Ecoplus, 100% Campania – Formaperta e come le esperienze dei partner start up Lime e Movecoin. Media partner del tour del convoglio ambientalista sono la Nuova Ecologia e QualEnergia. Gli allestimenti delle carrozze sono stati curati, invece, dall’Accademia delle Arti e nuove tecnologie di Roma.

Maledetta primavera, nel fine settimana arriva il caldo ma poi... Tutti i capricci del meteo

"Non si sa più come vestirsi". Già, dopo uno strano inverno, piuttosto mite, abbiamo vissuto un'inattesa fase di calo delle temperature. Nelle prossime ore, invece, il termometro salirà sopra le medie del periodo, regalandoci un weekend di bel tempo un po' ovunque, con punte oltre i 25°. Tuttavia è consigliabile posticipare il cambio degli armadi, perché, almeno al Nord, è previsto da lunedì un lieve calo termico per colpa di un blocco d'aria fredda dall'Europa settentrionale


Continua l'altalena climatica. Dopo una parentesi più fredda, ci prepariamo finalmente a indossare gli indumenti più leggeri. In queste ore avremo già i primi segnali di un aumento termico al Nord e su alcune zone delle Regioni centrali tirreniche: le temperature massime su queste zone guadagneranno infatti in media 2-3°C rispetto alle scorse ventiquattro ore, fanno sapere gli esperti de 'ILMeteo.it'. Leggero aumento anche al Sud, ad eccezione di Puglia, Calabria e Sicilia dove il meteo continuerà ad essere più capriccioso.

Da venerdì l'anticiclone delle Azzorre muoverà il suo baricentro ulteriormente verso Levante, conquistando così una buona fetta del Paese. "Il buon irraggiamento solare e la diminuzione dei venti freschi orientali favorirà un incremento termico maggiore. Al Nord cominceremo a registrare punte prossime ai 17-20°C e anche in numerose località del Centro in particolare su Toscana e Lazio, come a Roma. Più contenuto l'aumento invece al Sud ed ancora sulla Sicilia" dicono gli esperti.

Per quanto riguarda il fine settimana, infine, "sarà caratterizzato da un sabato di bel tempo e da temperature nuovamente ben superiori alla media stagionale. Su alcune zone del Nord, si potranno toccare punte anche oltre i 25°C come a Trieste e Bolzano. Valori superiori ai 21-22°C sul resto delle città della pianura padana. Ma farà caldo anche sulle zone tirreniche del Centro come a Firenze, Roma con temperature intorno ai 20°C".

"Leggermente meno caldo invece al Sud e sulla Sicilia - concludono gli esperti -. Domenica una maggior presenza di nubi porterà un lieve calo termico al Nord, preludio ad un possibile e netto cambiamento che potrebbe attivarsi già con l'inizio della prossima settimana, quando, un blocco d'aria molto fredda dal nord Europa, verrebbe ad investire il nostro Paese riportandoci in un contesto climatico opposto".

 

(Fonte: Adnkronos)

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