updated 9:39 PM UTC, Mar 28, 2020

Coronavirus, Renzi vuole riaprire entro Pasqua: "Consentire che la vita riprenda". Ma gli scienziati lo bocciano: "Prematuro, irrealistico" (VIDEO)

In una diretta pubblicata sul proprio profilo Facebook, Matteo Renzi torna sull'intervista pubblicata sulle pagine di Avvenire, in cui propone la riaperture delle fabbriche entro Pasqua, altrimenti "la gente morirà di fame" - (VIDEO)


"Questo virus ci farà ancora male. Non per settimane, per mesi e mesi. Il vaccino non c’è e se andrà bene torneremo ad abbracciarci tra un anno, se andrà male tra due...". Matteo Renzi in una lunga intervista ad 'Avvenire' vede tempi lunghi per fronteggiare l'emergenza coronavirus. "Riapriamo - chiede il leader di Italia Viva - Perché non possiamo aspettare che tutto passi. Perché se restiamo chiusi la gente morirà di fame. Perché la strada sarà una sola: convivere due anni con il virus".

Per l’ex premier "bisogna consentire che la vita riprenda. E bisogna consentirlo ora. Sono tre settimane che l’Italia è chiusa e c’è gente che non ce la fa più. Non ha più soldi, non ha più da mangiare. I tentacoli dell’usura si stanno allungando minacciosi specialmente al Sud. Senza soldi vincerà la disperazione e si accende la rivolta sociale. I balconi presto si trasformeranno in forconi; i canti di speranza, in proteste disperate". Il leader di Italia Viva conclude: "Serve un piano per la riapertura e serve ora. Le fabbriche devono riaprire prima di Pasqua. Poi il resto. I negozi, le scuole, le librerie, le Chiese. Serve attenzione, serve gradualità. Ma bisogna riaprire".

Le reazioni e risposte degli scenizati

"Pensare di riaprire le scuole è prematuro. E' giusto pensare al futuro ma serve molta attenzione. Dovremmo convivere con il fatto che pandemie come questa possono anche tornare, è accaduto con la Spagnola. Questo virus non ce lo toglieremo dai piedi velocemente, ma in questa fase è necessario agire per poter arginare la dimensione di morti che c'è stata in Lombardia". Cosi il virologo dell'Università di Milano Fabrizio Pregliasco ha commentato le dichiarazioni di Mattero Renzi a 'L'Avvenire'. Il leader di Iv chiede di "riaprire l'Italia, le fabbriche prima di Pasqua e le scuole il 4 maggio".

Sulla stessa linea Pierluigi Lopalco, l'epidemiologo dell'università di Pisa e presidente del Patto trasversale per la Scienza (Pts). "Pensare di riaprire le scuole il 4 maggio è una follia e fare proclami in questo momento è sbagliato", ha detto all'Adnkronos Salute. "Dobbiamo essere cauti e dare illusioni se non abbiamo dati - rimarca Lopalco - oggi abbiamo solo una flebile speranza in Lombardia ma ad esempio a Milano la situazione non è ancora sotto controllo. Come facciamo a riaprire le scuole se non lo abbiamo certezze. Non diamo false aspettative e speranze".

"Dobbiamo cominciare pensare a una ripresa delle nostre vite: non possiamo pensare di stare in casa al fine di rimanere in casa per sempre. Però in questo momento la situazione è ancora talmente grave da rendere irrealistico qualunque progetto di riapertura a breve", ha scritto su Twitter il virologo Roberto Burioni.

Più cauto Gianni Rezza, direttore del dipartimento Malattie infettive dell'Istituto superiore di sanità (Iss), che spiega: "Come epidemiologo devo guardare la salute pubblica e ora occorre rallentare e arrestare l'epidemia, Non possiamo tenere l'Italia chiusa per sempre, ma occorre vedere prima vedere gli effetti delle misure importanti messe in campo dal Governo. In questo momento non si può dire nulla non prima della fine del mese. Poi si posso studiare provvedimenti magari 'stop and go' o misure complementari. Vedremo cosa accadrà", ha detto Rezza ospite di 'Coffe Break' su La7.

Coronavirus, l'associazione di Burioni denuncia Sgarbi: "Gravi affermazioni e notizie false". Lui non ci sta: "Prepotenti che approfittano della paura. Le mie posizioni sono quelle di molti scienziati"

L’associazione Patto Trasversale per la Scienza (Pts), fondata da Roberto Burioni e Guido Silvestri, ha presentato un esposto penale contro Vittorio Sbarbi "per le gravi affermazioni fatte nel video del 9 marzo scorso pubblicato sul profilo Facebook (ora cancellato) e sul canale YouTube (vedi nostro servizio) sulla diffusione del virus e sulla malattia Covid-19. Nel video - rimarca il Pts - Sgarbi ha manifestato dubbi sulla pericolosità del virus e sulle modalità di diffusione del contagio, diffuso notizie false rispetto alla prevenzione e ridicolizzato le misure di contenimento adottate dal Governo" - (VIDEO)


Risultato immagini per vittorio sgarbi burioni

"Le mie posizioni sono quelle di molti scienziati. Dal Governo strategia della tensione per coprire le inefficienze del sistema sanitario. Ogni mia dichiarazione è ispirata alla posizione di uomini di scienza che hanno indicato i limiti del virus rispetto alla mortalità". Vittorio Sgarbi non ci sta e replica alla denuncia presentata nei suoi confronti dall'associazione Patto Trasversale per la Scienza (Pts).

"Nessuna mia affermazione - scrive il critico d'arte su Facebook - prescinde dalle posizioni di virologi ed epidemiologi quali Gismondo, Bassetti e Tarro, ai quali mi sono ispirato. Non ho istigato nessuno - sottolinea - ma ho raccomandato i precetti cristiani della visita agli infermi nel momento in cui si è dichiarato che a Codogno il virus era stato debellato".

"Tra le opere di misericordia - continua Sgarbi - c’è l’obbligo di visitare gli infermi. Denuncio quindi la prepotenza, l’aggressione, la presunzione di verità di chi, in nome della scienza, nega i dati oggettivi sulla malattia, virale ma non mortale, per coprire le insufficienze dello Stato nella sanità, procurando allarme e confondendo le cause di morte per attribuirle indebitamente al Coronavirus".

E ancora: "Per questa strategia della tensione si inventano associazioni inesistenti e farlocche, che approfittano della paura e della intimidazione, come il sedicente “Patto trasversale per la scienza”, che non ha niente a che fare con la scienza e che è espressione di una prepotenza che approfitta della paura dei cittadini e la propaga". Poi l'annuncio: "Ho dato mandato all’avvocato Cicconi di procedere contro chi si investe della scienza senza averla, diffondendo ignoranza. Vi chiedo - conclude - di condividere questo messaggio".

La vita aliena su Marte? La foto della NASA rivela un misterioso oggetto nero (VIDEO)

La specie umana ha da sempre messo in dubbio l'esistenza di vite aliene nell'universo. Queste nuove scoperte in arrivo da Marte sembrano invece confermare che nello spazio infinito non siamo soli.


In questi ultimi anni, gli appassionati di scienza e fantascienza hanno setacciato immagini dalla Curiosity Rover della NASA, in cerca di segni tangibili dell'esistenza di altre forme di vita su Marte, presenti o passate.

In questo articolo abbiamo voluto riunire alcune immagini del pianeta rosso che lanciano la fantasia nelle più impensabili rotte del cosmo, per capire se questi segni rappresentano davvero la scoperta di una vita aliena.

Scott C Waring, direttore di UFO Sightings Daily, che trascorre ore riversandosi attraverso le immagini trasmesse dall'ultimo Rover che sta setacciando il pianeta rosso e caricate online dalla NASA, alla ricerca di prove di vita, oggi ritiene di aver trovato qualcosa che l'agenzia spaziale americana ha trascurato.

Questa foto della NASA rivela davvero un misterioso oggetto nero?

Secondo Waring, in questa foto si vede chiaramente il volto di un essere che da dietro una roccia cerca di sbirciare il Rover e in proposito scrive:ritto: "I volti sono ovunque su Marte, la faccia in alto sembra una creatura viva che guarda fuori dalla sicurezza della sua grotta". "Spero che tutto questo faccia pensare la popolazione umana in modo diverso,rispetto alla vita nell'universo che ci circonda".

Sui social si sono moltiplicati i commenti alla foto e molti dei suoi follower online hanno concordato con l'interpretazione, ma, se si crede a Mr Waring, allora tutti stiamo guardando un mini-marziano, di soli 10 cm di altezza. Marte a questo punto potrebbe essere colonizzato da tanti Pisolo, Gongolo, Brontolo, Mammolo, Eolo, Cucciolo e Dotto. La domanda viene spontanea... e Biancaneve?

La vita aliena su Marte?  La foto della NASA rivela misterioso oggetto nero2

La vita aliena su Marte?  La foto della NASA rivela misterioso oggetto nero3

 

 

I confini della scienza, un sistema extra-uterino per sostenere fisiologicamente i parti prematuri

Pubblicato in Nature Communications, è la storia di un agnellino nato prematuro e cresciuto per 4 settimane in un tecnologico sacchetto di plastica. 


La sacca era in realtà un utero artificiale che aiutava a portare a termine gli agnelli in fase avanzata, mantenendoli vivi e sviluppandosi fuori dall'utero per diverse settimane. Questa incredibile tecnologia potrebbe un giorno salvare anche le vite dei bambini prematuri, quindi vale la pena porvi la nostra attenzione. 

Nel mondo, la prematurità estrema è la principale causa di mortalità infantile, con oltre un terzo di tutti i decessi infantili e metà della paralisi cerebrale attribuita alla prematurità. I progressi nella terapia intensiva neonatale hanno migliorato la sopravvivenza e hanno spinto i limiti della vitalità a 22-23 settimane di gestazione. Tuttavia, la sopravvivenza è stata raggiunta con alti tassi associati di malattia polmonare cronica e altre complicazioni di immaturità degli organi, in particolare nei bambini nati prima delle 28 settimane. Infatti, alzando i limiti di vitalità, si hanno più pazienti con gravi complicanze date dalla prematurità rispetto a dieci anni fa. L'insufficienza respiratoria rappresenta il problema più comune e problematico, in quanto lo scambio gassoso nei neonati criticamente pretermine è compromesso dall'immaturità strutturale e funzionale dei polmoni. Questa condizione, nota come displasia broncopolmonare, viene ora considerata correlata a un arresto nello sviluppo polmonare secondario, alla transizione prematura dalla ventilazione liquida a quella gassosa, spiegando perché, anche le modalità minimamente invasive di ventilazione neonatale, non hanno ridotto l'incidenza di displasia broncopolmonare. C'è chiaramente un bisogno urgente di un approccio più fisiologico per supportare il bambino prematuro estremo. 

Il concetto di supporto extracorporeo del feto è attraente per l'analogia con la fisiologia fetale innata, in cui lo scambio di gas extracorporeo viene mantenuto dalla placenta. Tuttavia, lo sviluppo di una "placenta artificiale" è stato oggetto di indagine per oltre 50 anni, con un successo limitato. Gli ostacoli primari sono stati l'insufficienza circolatoria progressiva a causa del precarico o dello squilibrio post-carico imposto al cuore fetale dalla resistenza dell'ossigeno e dai circuiti supportati dalla pompa, l'uso di incubatori a fluido aperto con conseguente contaminazione e sepsi fetale e problemi legati all'accesso ombelicale vascolare con conseguente vascolarizzazione spasmo. Per affrontare questi ostacoli è stato progettato un sistema costituito da tre componenti principali, in particolare un circuito arterovenoso senza rigonfiamento, un ambiente fluido chiuso con scambio di fluido continuo e una nuova tecnica di accesso vascolare ombelicale. 

Poter risolvere tutti questi problemi ha portato allo sviluppo di un sistema che incorpora un circuito ossigenatore senza cuciture collegato al feto, nella fase di test si trattava di un agnello, tramite un'interfaccia "il cordone ombelicale", mantenuta all'interno di un circuito chiuso di "liquido amniotico" che riproduce fedelmente l'ambiente dell'utero. Il risultato è stato incredibile, gli agnelli fetali, che sono evolutivamente equivalenti al prematuro umano, sono stati fisiologicamente supportati in questo dispositivo extra uterino, per un massimo di 4 settimane. Gli agnelli, hanno mantenuto parametri normali di gas nel sangue, di ossigenazione e mantengono la pervietà della circolazione fetale, senza apparente squilibrio fisiologico o insufficienza d'organo. Questi risultati sono superiori a tutti i precedenti tentativi di supporto extracorporeo del feto prematuro estremo, sia in termini di durata che di benessere fisiologico. I nascituri all'uscita dal "sacchetto di plastica" non presentavano alcuna complicanza o squilibrio fisico, al punto da essere paragonati a dei nascituri a termine, oggi questa tecnica potrebbe essere applicata, in casi estremi anche a dei feti umani, così da ridurre al minimo i rischi di complicanze nelle nascite premature.

Ricerca: questo virus può uccidere il cancro e impedirne il ritorno

Dei ricercatori britannici hanno usato un virus per combattere il cancro e impedire il ritorno della malattia. Anche se l'efficacia deve ancora essere dimostrata negli esseri umani, gli scienziati parlano già di "risultati promettenti".


L'attacco che i ricercatori dell'Università di Oxford fanno sulle cellule tumorali è duplice, una strada della ricerca porta ad attaccare direttamente il tumore, una seconda invece sullo studio delle cellule sane che sono state "dirottate" dal tumore. 

"Anche se la maggior parte delle cellule tumorali in un carcinoma (il gruppo più comune di tumori) sono state uccise, altre cellule possono proteggere il cancro e aiutarlo a guarire", spiega il ricercatore capo Kerry Fisher dell'Università di Oxford. Insieme alla sua squadra si è concentrato su come poter sradicare contemporaneamente sia le cellule tumorali che le cellule protettive, senza danneggiare il resto del corpo. I risultati sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Cancer Research. I ricercatori hanno usato un virus chiamato Enadenotucirev. Questo virus è stato originariamente sviluppato per attaccare le cellule tumorali e lasciare intatte le cellule sane. Una volta all'interno di una cellula si moltiplica e si rompe, lacerando l'ospite e diffondendo il virus ad altre cellule tumorali. Fisher e il team hanno anche utilizzato una diversa proprietà del virus, che consente loro di infiltrare i geni del DNA contaminato, colpendo in questo modo anche le cellule dirottate dal tumore che tendono a proteggerlo per poi farlo ritornare.

Questa tecnica è nuova e il virus che attacca le cellule tumorali è già stato testato negli esseri umani, oggi viene usato come una forma di immunoterapia, un termine generico per una nuova generazione di tecniche che usano l'attivazione del sistema immunitario come parte del trattamento. Il virus uccide per primo le cellule cancerose e poi provoca la risposta immunitaria. La seconda fase della sperimentazione per ora è stata solo testata su topi, e su campioni di carcinomi umani in laboratorio.  I ricercatori sperano di poter iniziare le sperimentazioni cliniche sull'uomo già il prossimo anno così da poter confermare la sua seconda efficacia.

Gli scienziati parlano di "risultati promettenti", ma sottolineano anche le principali sfide che ancora esistono, "La ricerca sui campioni di tumori umani è incoraggiante, ma può essere complicata", afferma la dottoressa Michelle Lockley del Cancer Research UK. "Una delle maggiori sfide delle immunoterapie è predire quanto funzioneranno bene con il sistema immunitario del paziente e quali possono essere gli effetti collaterali". 

Un'altra frontiera scientifica per la lotta contro il cancro sta per essere superata e la fine della malattia del secolo è sempre più vicina.

Le donne vivono più a lungo e la scienza non sa davvero perché

In tutto il mondo, le donne vivono più a lungo degli uomini. Un bene biologico che potrebbe essere correlato al loro ruolo essenziale nella riproduzione.


Jeanne Calment, Emma Morano, Jessie Gallan, Susanna Mushatt Jones, Kane Tanaka ... Che cosa hanno in comune? Hanno vissuto almeno fino a 110 anni. E per sperare di far parte di questo club di "supercentenari", è meglio essere una donna. Questo vantaggio della longevità, appartiene al cosiddetto sesso debole e si trova in tutto il mondo, basterebbe cercare gli ormoni sessuali giusti. Più in particolare quelli estrogeni. Già noto per proteggere le donne dalle malattie cardiovascolari fino alla menopausa, l'estrogeno preserverebbe anche i telomeri, secondo uno studio presentato in una conferenza sulla menopausa da Elissa Epel, professore di psichiatria all'Università di San Francisco, queste sequenze di DNA che proteggono la fine dei nostri cromosomi, assicurano il mantenimento dell'integrità del genoma durante le divisioni cellulari. Perché ogni volta che una cellula si replica, i cromosomi fanno lo stesso con il rischio di perdere, alle estremità, alcune delle informazioni genetiche necessarie per la funzione cellulare. Un fenomeno evitato grazie ai telomeri che purtroppo, nel tempo, si consumano e si accorciano. Quando raggiungono una certa soglia, la cellula entra in senescenza, favorendo la comparsa di malattie degenerative o tumori. È noto da diversi anni che le donne vivono più a lungo degli uomini. "All'età di 50 anni, una donna ha telomeri equivalenti a quelli di un uomo di 42 anni", ha dichiarato Athanase Benetos, capo della geriatria presso l'Ospedale universitario di Nancy e ricercatrice presso l'Inserm.

Secondo Elissa Epel, questa caratteristica potrebbe essere spiegata dall'azione degli estrogeni. "Gli studi sperimentali suggeriscono che questi ormoni aumentano l'attività della telomerasi, l'enzima che può proteggere e allungare i telomeri", ha affermato la ricercatrice. Un'ipotesi confutata dal professor Benetos. Quest'ultimo spiega che dovremmo quindi osservare un'accelerazione dell'usura dei telomeri dopo la menopausa a causa della carenza di estrogeni. 

La longevità delle donne non può essere ridotta a una semplice domanda ormonale è indubbiamente più complessa.

"Per spiegare questa lacuna, i ricercatori hanno esplorato tutte le aree: biologica, sociale, comportamentale e così via, ma nessuno ad oggi è riuscito a spiegare il fenomeno", analizza il professor Jean-Marie Robine, un demografo, che guida il team longevità biodemografici ricerca e vitalità a Inserm.

Il vantaggio biologico per le donne verrebbe essenzialmente dal loro ruolo nella riproduzione. Le donne danno alla luce bambini e, durante la loro evoluzione, hanno dovuto accompagnarli da vicino durante i primi anni di vita per consentire loro di sopravvivere fino all'età adulta. "Questo è vero per tutte le specie animali. La longevità è sempre dalla parte di chi si prende cura dei bambini, che li protegge ", sottolinea la professoressa Jean-Marie Robine.

Le donne in particolare hanno un vantaggio genetico con i loro due cromosomi X: se una mutazione colpisce uno dei geni dei due cromosomi X, l'altro andrebbe a compensarla. "La donna quindi possiede il gene più robusto, che invece non è il caso degli uomini, che sono XY", afferma il professor Athanase Benetos. Inoltre, la coppia di cromosomi X giocherebbe un ruolo importante contro le lesioni ossidative causate dai radicali liberi. "I doppi cromosomi X garantiscono la replicazione degli enzimi di riparazione, che il cromosoma Y è molto meno in grado di replicare", osserva Jacques Vallin, in Demografia. Determinanti della mortalità (INED).  "Questo vantaggio biologico partirebbe dall'età di circa due anni", afferma Jean-Marie Robine. 

Oggi, questo vantaggio sembra stabilizzarsi o addirittura diminuire, perché gli uomini a loro volta beneficiano dei progressi della moderna medicina e le donne hanno adottato comportamenti più rischiosi. Infatti i benefici biologici innati sembrano essere protezioni molto deboli contro il tabacco, l'alcol o qualsiasi altro ambiente avverso.

Regione Lombardia premia l'immunologo Silvio Garattini. Fontana: "La nostra vita migliorata grazie a lui". Il professore: "Servono più fondi, più persone e più strutture per la ricerca" (VIDEO)

Il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, ha consegnato un riconoscimento ufficiale al professor Silvio Garattini, immunologo di fama internazionale che il 12 novembre festeggera' i 90 anni. "Ha dedicato la sua vita alla scienza e ha fatto parte della commissione dei saggi per il miglioramento della nostra Sanita' - ha ricordato il presidente Attilio Fontana, nel conferirgli il riconoscimento alla carriera. "Un grande uomo, un grandissimo scienziato - ha concluso Fontana - che ha contribuito a migliorare la vita di tutti noi. Un lombardo da prendere ad esempio che, con azioni concrete, ha consentito di portare in alto il nome della Lombardia". Le interviste al governatore e al professor Garattini - (VIDEO/VIDEO)


Più fondi, più persone e più strutture: è quello di cui necessita la ricerca italiana "per raccogliere i cervelli migliori": lo ha detto Silvio Garattini, fondatore nel 1963 dell'istituto di ricerche Mario Negri, che è stato premiato dalla Regione Lombardia per i meriti medico-scientifici collezionati anche in campo internazionale nella sua lunga carriera. "In Italia abbiamo dei buoni cervelli ma manchiamo di masse critiche. Abbiamo bisogno di strutture, con laboratori e attrezzature adeguate ai tempi. E poi abbiamo bisogno di più flessibilità nelle posizioni dei ricercatori e di più fondi: la Germania spende il 3,5% del suo Pil in ricerca ogni anno mentre l'Italia dice di spendere l'1,2%. Ma questo non è vero, perché non si sa mai quando queste risorse arrivano", ha sottolineato l'esperto. "Se molti giovani lasciano il Paese - ha aggiunto - è perché non trovano qui una posizione e la possibilità di fare ricerca al livello in cui va fatta oggi".

 "La Regione dice grazie al professor Garattini, per quello che ha fatto, consapevoli che, tramite le sue ricerche, la vita di tutti noi ha subito importanti miglioramenti". Lo dichiara il governatore lombardo Attilio Fontana, prima dell'inizio dei lavori dell'assemblea regionale, a Palazzo Pirelli, a Milano, una benemerenza per meriti medico/scientifici, all'immunologo Silvio Garattini, "uno scienziato di fama mondiale che ha fatto scoperte che hanno contribuito a rendere migliore la vita dell'umanita', e' stato
membro della Commissione dei saggi che ha creato le proposte per il miglioramento della nostra sanita' ed e' uno dei fondatori dell'istituto ricerca Mario Negri", spiega Fontana. "Scienza e ricerca, per la nostra Regione, hanno una grandissima importanza,
e in questo ci stiamo impegnando. L'innovazione e' un asset importante", sostiene. "Grazie perche' ha permesso a tutti noi di fare passi avanti. Se la lombardia e' cresciuta ed e' ispiratrice e motore di ricerca e' grazie alle intelligenze che ha sul territorio. Il prossimo 12 novembre Garattini raggiungera' il traguardo dei 90 anni e ha ancora molto da dare su questi temi", interviene il presidente del Consiglio lombardo Alessandro Fermi, citando lo stesso Garattini: "'nella scienza non ci sono sfumature della politica', che devono fornire un supporto unanime al mondo della scienza e della ricerca, perche' molto dipende da noi", aggiunge Fermi. 

#STEMinTheCity Aprile 2018 il mese delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie digitali

Dopo la prima grande edizione torna #STEMintheCity, l'iniziativa promossa dal Comune di Milano in collaborazione con importanti realtà del settore pubblico e privato e il sostegno delle Nazioni Unite, che affronta il tema del divario di genere nel campo delle materie scientifiche (Science-Technology-Engineering-Mathematics).


L'obiettivo del progetto è stimolare le  bambine, ragazze e studentesse universitarie milanesi e dell’area metropolitana, a intraprendere percorsi di studio e di carriera nell'ambito tecnologico e scientifico, per abbattere gli stereotipi e contribuire a diffondere una cultura di parità e di innovazione presso l'opinione pubblica. 

Il programma dell’evento, aperto a ragazze e ragazzi, si articolerà lungo tutto il mese di Aprile 2018 con iniziative previste in tutta la città. 

Dal 10 al 13 aprile si terrà la maratona delle STEM a cura del Comune di Milano con eventi pubblici, momenti dedicati alla formazione, workshop, occasioni di dibattito e riflessione sulle strategie e le politiche necessarie per operare un vero cambiamento sociale e culturale.

Tra le novità di quest'anno "STEM-A", un focus su quanto la tecnologia sia oggi fondamentale anche nelle professioni artistiche e creative

Fino al 2 marzo la possibilità di offrire sponsorizzazioni e progetti per animare la maratona delle STEM. Assolombarda, Valore D e Politecnico di Milano annunciano la loro partnership.

STEMinTheCity 2018

 

Milano, 17 gennaio 2018 – Presentata oggi la seconda edizione di #STEMintheCity, la manifestazione organizzata dal Comune di Milano per promuovere la diffusione delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie digitali come base formativa necessaria ad assicurare un futuro professionale alle nuove generazioni.

Attraverso incontri, eventi e percorsi di formazione che coinvolgono il sistema educativo della Città metropolitana, dalle scuole dell’Infanzia fino all’Università, #STEMintheCity si pone l’obiettivo di abbattere gli stereotipi di genere che allontanano bambine e ragazze dai percorsi tecnico-scientifici, creando le condizioni per avvicinare le giovani donne alle “carriere STEM”. Inoltre, nuove occasioni di incontro con le imprese favoriranno le opportunità di inserimento nel mondo del lavoro. 

I numeri del 2017 raccontano il successo dell’iniziativa: sono stati 3.000 i partecipanti ai numerosi eventi realizzati anche grazie al contributo dei 50 partner. La prima edizione ha visto alternarsi sul palco 138 speaker, 84 le attività di formazione organizzate, molte delle quali indirizzate alle oltre 50 scuole coinvolte. Cinque Università milanesi hanno aderito all’iniziativa e sono state 45 le location, tra il centro e la periferia, dove si sono svolti eventi e workshop. 

A partire da questi risultati il Comune di Milano si prepara alla prossima edizione, invitando organizzazioni pubbliche e private a comporre una proposta articolata di attività formative durante tutto il mese di aprile fino ad arrivare alla “Maratona delle STEM”, che si terrà dal 10 al 13 aprile e sarà organizzata e gestita direttamente dall’Amministrazione.

Le prime adesioni importanti sono state annunciate questa mattina, nel corso della presentazione nella Sala Conferenze di Palazzo Reale: Carlo Bonomi, presidente di Assolombarda, Sandra Mori, presidente di Valore D e Ferruccio Resta, Rettore del Politecnico di Milano hanno infatti dichiarato il loro pieno sostegno all'iniziativa e il coinvolgimento di queste tre importanti realtà del territorio nel progetto “STEMintheCity” 2018.
 
“Il digitale sta cambiando la nostra vita e la realtà che ci circonda, le nuove generazioni sono quindi chiamate a guidare queste trasformazioni, non a subirle. Intraprendere percorsi STEM e migliorare le loro competenze digitali diventa di fondamentale importanza per il loro futuro, personale e professionale. Questa è la ragione per cui organizziamo #STEMintheCity - dichiara Roberta Cocco, assessore alla Trasformazione digitale e Servizi civici -. Dopo la prima edizione che ha registrato numeri importanti, quest’anno lanciamo anche un’altra sfida, aggiungendo la “A” di “Arts” accanto all’acronimo STEM, perché il digitale investe ogni settore, anche le professioni artistiche e creative. Insieme a chi vorrà sostenerci comporremo un programma ricco e articolato per aiutare le giovani e giovanissime studentesse milanesi a scoprire le reali possibilità offerte dalle materie tecnico-scientifiche nel mondo del lavoro”.

“Affrontare percorsi formativi ed esperienze di alternanza Scuola - Lavoro che pongono al centro del percorso didattico dei ragazzi un primo contatto con le materie tecnico-scientifiche, oggi sempre più indispensabili per approcciarsi in maniera efficace al mercato del lavoro, credo rappresenti una grande opportunità di crescita per tutti i giovani studenti milanesi - commenta l’assessore alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio Cristina Tajani -. La conoscenza e la padronanza di moderni tools come i linguaggi di programmazione o l’utilizzo delle stampanti 3D costituiranno, a breve, elementi essenziali del bagaglio formativo di ogni studente come la conoscenza delle lingue. Strumenti obbligatori per esprimere al meglio le proprie capacità e competenze in un mercato sempre più globalizzato e internazionale”.

STEMintheCity_educazione_digitale
 
“Mi piace sottolineare un’altra novità di quest’anno - conclude la vicesindaco e assessore all’Educazione Anna Scavuzzo -, che abbiamo voluto far partire in via sperimentale, ma che speriamo diventi caposaldo delle prossime edizioni: ci apriamo a un più deciso coinvolgimento della fascia d’età 0-6. Siamo pronti dunque ad accogliere idee e proposte per rendere anche i più piccoli e le loro educatrici parte attiva di una diffusione di cultura tecnico-scientifica, attraverso iniziative che possono poi diventare un filo conduttore nel passaggio tra nidi e scuole dell’infanzia e spunti per progetti più ampi da sviluppare nel corso degli anni scolastici".
 
Tutte le candidature come sponsor e partner per realizzare la maratona delle STEM, in programma dal 10 al 13 aprile, dovranno essere presentate entro il 2 marzo 2018. Saranno valutate iniziative formative, educative, ludiche, laboratoriali, artistiche in linea con l’obiettivo del progetto proposte e organizzate direttamente da associazioni, fondazioni, aziende, scuole da realizzarsi durante il mese delle STEM a titolo gratuito o le cui quote di partecipazione siano da intendersi a copertura dei costi. 

FONTE (Comune di Milano)

 

 

#STEMinTheCity Aprile 2018 il mese delle discipline tecnico-scientifiche e delle nuove tecnologie digitali STEMintheCity - Turismo Milano #STEMintheCity, l'iniziativa promossa dal Comune di Milano in collaborazione con importanti realtà del settore pubblico e privato e il sostegno delle Nazioni Unite, che affronta il tema del divario di genere nel campo delle materie scientifiche Al via #STEMintheCity progetto #STEMintheCity, in partenza nel mese di aprile, presentato questa mattina a Palazzo Marino, con il patrocinio delle Nazioni Unite ( ITU e UNRIC), del Dipartimento delle Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio e dell'Ufficio scolastico regionale, con la regia del Comune di Milano “Girls in ICTDay”, un'iniziativa promossa dall'International Telecommunications Union della Nazioni Unite STEMINTHECITY 2018 Scuole, docenti e genitori – finalizzato a sensibilizzare i giovani alla cultura digitale ed avvicinare le ragazze allo studio delle materie tecnico-scientifiche. Contenuto in Comunicazioni, Dal Territorio, Progetti e iniziative per le scuole #STEMintheCity fa la sua comparsa la A di Arte, a rappresentare il connubio di tecnologia e creatività #STEMintheCity Stem in the City, a Milano il digitale si colora di rosa Diffondere la cultura digitale tra i giovani e incoraggiare le ragazze a intraprendere carriere di studio e di lavoro negli ambiti più dinamici dell'economia digitale. Con questo obiettivo è nato #STEMintheCity, evento promosso durante tutto il mese di aprile dal Comune di Milano con il patrocinio delle Nazioni #STEMinthecity: Come Affrontare il Mondo del Lavoro Cariplo Factory all'interno del percorso #STEMintheCity, #STEMintheCity | Milano - Startupitalia STEMINTHECITY 2018: il Comune di Milano Il Rischiatutto Della Matematica - STEMinthecity matematica è accessibile a tutti Notizie di #STEMintheCity EDUCAZIONE DIGITALE: AL VIA #STEMintheCity Scienza  Under 18 “STEM”, acronimo per indicare le materie tecnico-scientifiche e le competenze digitali #StemintheCity Mondo Digitale ultima ora primo piano evidenza comune di Milano 2018 Aprile 2018


 

 

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