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updated 6:50 PM UTC, Sep 26, 2020

Attacco hacker contro i social della ministra Azzolina, Anonymous rivendica

È stato rivendicato dagli hacker di Anonymous l’attacco informatico avvenuto la scorsa settimana nei confronti delle strutture informatiche del Ministero dell’Istruzione e di tutti i profili social della ministra Lucia Azzolina. Sugli attacchi, avvenuti in concomitanza con la riapertura delle scuole, la Procura di Roma ha aperto un fascicolo per il reato di accesso abusivo a sistema informatico, affidato al pm Eugenio Albamonte che coordina le indagini condotte dalla Polizia Postale.

 

 

Il 20 settembre si vota, ma nessuno dice dove (anche se si sa). L'ira di Burioni: "No alle urne nelle scuole. Problema imbarazzante, non si può fregarsene"

Sulla riapertura della scuola dopo la serrata imposta dall'emergenza coronavirus, in Italia si sta consumando una "polemica che oramai assomiglia molto a una lotta nel fango a scopi politici". Ciò premesso, "c'è una cosa" che il virologo Roberto Burioni, "da scienziato" vorrebbe "dire alla politica. Il 14 settembre si aprono le scuole e il 20 settembre si vota, con il solito allestimento dei seggi negli edifici scolastici e la coda di disinfezione e via dicendo. Che non si sia trovata una soluzione a questo problema è davvero imbarazzante - scrive l'esperto sul sito 'Medical Facts', da lui fondato - Non si dovrebbe votare nelle scuole", sostiene, "e luoghi alternativi dovrebbero essere da tempo identificati in modo da non intralciare ulteriormente una già tribolata attività scolastica". "Fregarsene - osserva il docente dell'università Vita-Salute San Raffaele di Milano - vuole dire tenere in poco conto l'importanza dell'istruzione che, a mio giudizio, dopo la salute, è la cosa più importante che esista"


Coronavirus, Burioni: "Cuochi sempre con mascherina. Vaccini? Sperimentiamo  su animali" - Cronaca

“C’è una cosa che io, da scienziato, vorrei dire alla politica. Il 14 settembre si aprono le scuole e il 20 settembre si vota, con il solito allestimento dei seggi negli edifici scolastici e la coda di disinfezione e via dicendo. Che non si sia trovata una soluzione a questo problema è davvero imbarazzante”. Lo scrive il virologo Roberto Burioni, in vista della riapertura delle scuole.


“Non voglio entrare nella polemica che oramai assomiglia molto a una lotta nel fango a scopi politici, ma siccome ho una bambina di 9 anni che deve tornare in classe - spiega Burioni - voglio condividere con voi alcuni dati oggettivi”. Il virologo si chiede quindi se i bambini corrano rischi e risponde che, “basandoci sull’esperienza statunitense, dove i casi sono tanti e la sorveglianza molto buona, possiamo dire che in grandissima parte i bambini non hanno gravi conseguenze da COVID-19: la loro malattia decorre quasi sempre in maniera clinicamente lievissima. Purtroppo quando parliamo di oltre sei milioni di casi totali, quel “quasi sempre” non corrisponde a “mai”″.

Sulla possibilità che i bambini possano infettare gli adulti, “Qui la questione è molto più complicata, perché i dati sono ancora contrastanti e contraddittori. Al momento, purtroppo, non è possibile fornire una risposta certa a questa domanda”.

Burioni conclude notando che “se da una parte c’è il rischio del COVID-19 e della sua diffusione, la non riapertura delle scuole non è comunque priva di rischi, privando i bambini della socialità e dell’istruzione. Il bilanciare questi rischi in una maniera complessivamente vantaggiosa per la società, come ho già detto, è compito della politica e non della scienza”. E tuttavia, “non si dovrebbe votare nelle scuole e luoghi alternativi dovrebbero essere da tempo identificati in modo da non intralciare ulteriormente una già tribolata attività scolastica. Fregarsene vuole dire tenere in poco conto l’importanza dell’istruzione, che a mio giudizio - dopo la salute - è la cosa più importante che esista”.

  • Pubblicato in Salute

Scuola, dalle mascherine ai banchi, dalla misurazione della febbre ai trasporti. Cosa c'è da sapere sul ritorno in classe

A pochi giorni dalla riapertura delle scuole il governo e il Comitato tecnico scientifico stanno lavorando per stabilire le regole necessarie al fine di contenere la diffusione del contagio da coronavirus. Nelle ultime ore proprio il Cts ha chiarito un punto fondamentale sulle mascherine (non obbligatoria in classe). Gli studenti dovranno indossare quelle chirurgiche, certificate come dispositivi medici, e non quelle di stoffa, meno sicure


Mascherine a scuola: Sì o no, quali, quando?

Il personale scolastico è tenuto ad indossare la mascherina durante la permanenza a scuola. I docenti possono toglierla in classe, se gli studenti si avvicinano o durante l'intervallo devono rimetterla. In seguito alla nuova decisione del Comitato Tecnico Scientifico, invece gli alunni, a patto che si rispetti il metro statico, possono non indossare la mascherina durante la lezione. Le mascherine sono obbligatorie dai sei anni in su per tutti all'arrivo, all'uscita e per gli spostamenti dentro la scuola. il commissario straordinario per l'emergenza ha spiegato che non saranno i genitori a dover comprare i dispositivi di protezione ma ogni giorno verranno inviate agli istituti ben 11 milioni di mascherine. Saranno poi le scuole a dover organizzare la distribuzione in modo tale da non creare assembramenti. Le mascherine di stoffa saranno ammesse solo se dovessero poi sorgere problemi nella fornitura delle chirurgiche. Il Comitato ha inoltre ribadito che, seduti al banco e ad almeno un metro di distanza, i ragazzi potranno abbassare la mascherina. 

Banchi singoli o innovativi

Per garantire il distanziamento in classe sono stati ordinati dalle scuole banchi monoposto, utili anche per sostituire i vecchi banchi delle scuole a prescindere dalla pandemia. Alcune scuole hanno acquistato i banchi con i fondi ricevuti dal ministero dell'Istruzione, altre li hanno ordinati tramite il bando emanato dal commissario per l'emergenza Arcuri, altre ancora li hanno ordinati con entrambe le modalità. Con il bando della struttura per l'Emergenza Covid arriveranno 2,4 milioni di banchi entro fine ottobre. Gli istituti superiori hanno anche ordinato in alcuni casi i banchi innovativi.

Ingressi scaglionati

Quando inizieranno le lezioni sono previsti ingressi scaglionati e doppi turni. Si tratta di una decisione che prenderanno le singole scuole in autonomia ma è una scelta consigliata dagli esperti per evitare assembramenti in ingresso e uscita dalla scuola.

Trasporti

C'è l'ok alle linee guida sul trasporto pubblico e scolastico: a bordo dei mezzi pubblici del trasporto locale, dei mezzi del trasporto ferroviario regionale e degli scuolabus del trasporto scolastico dedicato è consentita una capienza fino all'80%, prevedendo una maggiore riduzione dei posti in piedi rispetto a quelli seduti. Ovviamente va tenuta la mascherina a bordo.

Misurazione della febbre

Con più di 37.5° si sta a casa Gli studenti e il personale scolastico dovranno misurare la propria temperatura corporea a casa. Nel caso in cui questa superi i 37,5° sono obbligati a restare nel proprio domicilio. I genitori informano anche il pediatra o il medico curante che, in caso di sospetto Covid-19, richiede tempestivamente il test diagnostico e lo comunica al Dipartimento di prevenzione per l'esecuzione del test. Al momento il Cts non ha reputato opportuna la rilevazione della temperatura corporea all'ingresso delle scuole né per gli alunni, né per il personale, anche se in alcune regioni come la Campania, si stanno organizzando con termoscanner per la misurazione della temperatura. Per il Cts la misura è corretta ma rischia di creare assembramenti davanti agli istituti che ovviamente si vogliono evitare.

Test sierologici docenti e Ata Da fine agosto è partita la campagna di somministrazione volontaria dei test sierologici per il personale scolastico. Insegnanti e personale ATA possono rivolgersi alle Asl o al proprio medico di famiglia per sottoporsi al test sierologico. Se in tante Regioni si sta procedendo a passo spedito, in altre ancora risultano problemi con medici senza kit a disposizione o che in alcuni casi si rifiutano di svolgere le operazioni per mancanza di sicurezza.

Didattica digitale integrata

Gli insegnanti sono consapevoli che le lezioni potranno avvalersi anche di moduli da svolgere online. Ecco perché sono state emanate delle linee guida specifiche sulla didattica digitale integrata: il documento in questione contiene indicazioni operative affinché ciascun Istituto scolastico possa dotarsi, capitalizzando l'esperienza maturata durante i mesi di chiusura, di un Piano scolastico per la didattica digitale integrata. In particolare, il Piano per la DDI dovrà essere adottato nelle secondarie di secondo grado anche in previsione della possibile adozione, a settembre, della didattica digitale in modalità integrata con quella in presenza. Mentre dall'infanzia alla secondaria di primo grado, il Piano viene adottato affinché gli istituti siano pronti "qualora si rendesse necessario sospendere nuovamente le attività didattiche in presenza a causa delle condizioni epidemiologiche contingenti".

Scuola, Azzolina: "Si riparte il 14 settembre, le famiglie devono stare tranquille". Ma è bufera sulla temperatura da misurare a casa. Salvini: "Sciagurata" (VIDEO)

Tutti di nuovo a scuola a settembre, ma in sicurezza. In caso di febbre sopra i 37,5, infatti, gli studenti dovranno rimanere a casa. La misurazione della temperatura "viene fatta a casa": un modo per "responsabilizzare" ulteriormente le famiglie, ha detto nelle ore scorse la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina, in un’intervista rilasciata a  a TgTg su Tv2000, scatenando non poche polemiche. Duro attacco della Lega: "Scarica responsabilità" - (VIDEO)


La scuola e i sindacati che fermano l'Italia. Intervista a Lucia ...

"Le scuole il 14 settembre riapriranno, le famiglie devono stare tranquille ed evitare di sentire i campanelli di allarme dei Salvini di turno". Lo ha detto la ministra dell'Istruzione Lucia Azzolina, intervenuta a 'In Onda'.

"Comprare nuovi banchi è il modo migliore che abbiamo per guadagnare spazio", afferma la ministra, aggiungendo che "i banchi è vero che ci servono per distanziare ma un giorno anche per avvicinare: sono pensati per una innovazione didattica". I banchi "servono anche per il futuro non solo per il presente", ha concluso aggiungendo: "è un investimento".

"La misurazione della febbre, della temperatura in via precauzionale va fatta a casa", dice ancora Azzolina rispondendo a una domanda sulla possibilità di misurare la temperatura agli studenti a scuola. E ha poi richiamato a "un'assunzione di responsabilità" da parte dei genitori che sanno di dover "misurare la temperatura prima, per evitare di contagiare dopo".

"La sanificazione si fa se c'è un caso di Covid, se no ci sta l'igienizzazione normale", ha affermato ancora la ministra precisando: "Avremo saponi, igienizzanti, ma la sanificazione si fa nei casi di Covid", ha precisato.

"Il compito dei dirigenti è dirci il fabbisogno in termini di arredi" o di "aule", ha affermato Azzolina spiegando che proprio sugli spazi è in corso un lavoro tra ministero e enti locali che sono proprietari degli edifici scolastici.

"Nelle linee guida per i bambini della scuola infanzia non è previsto il distanziamento, è scritto che devono esserci gruppi piccoli", ha poi spiegato la ministra sottolineando che il ministero della Salute "non ha dato un rapporto numerico", ma "è chiaro che ci vogliono più insegnanti".

"Ho fatto richiesta al ministero dell'Economia e delle Finanze per assumere fino a 80mila docenti sia di sostegno sia no: a breve il ministero dovrebbe darci una risposta", ha fatto sapere.

LEGA ALL'ATTACCO: AZZOLINA SCARICA RESPONSABILITA'

Trieste, lieve malore per Matteo Salvini - IlGiornale.it

Una proposta che non va giù al leader della Lega che non può fare a meno di osservare le inadeguatezze: "Lo sciagurato ministro Azzolina conferma che un milione di bimbi e studenti da settembre non avrà spazio in classe e andrà a scuola in ’cinema, teatri e museì. Ma siamo matti? P.S. Ogni giorno - continua l’ex vicepremier in una nota - le famiglie dovranno misurare la febbre ai figli a casa, sopra i 37,5 niente scuola. E se qualcuno sbaglia? E se qualcuno se ne dimentica? E se qualcuno mente? Giù le mani dai nostri figli - conclude -. Azzolina bocciata".

Dopo aver scaricato tutte le responsabilità riguardo l'avvio del nuovo anno scolastico su enti locali, dirigenti scolastici e docenti, il ministro Azzolina ha pensato bene di completare l'opera delegando la sicurezza sanitaria alle famiglie, che dovranno misurare la febbre ai figli, si suppone al momento di uscire di casa. Lo dichiara il senatore Mario Pittoni, presidente della commissione Cultura a Palazzo Madama e responsabile nazionale del dipartimento Scuola della Lega. "Ci chiediamo: gli alunni dovranno presentarsi con l'attestazione della misurazione giornaliera? E chi la firmerà nel caso di genitori assenti per motivi di lavoro? O si può intendere che la febbre è misurabile anche alle 6 del mattino se pure lo studente arriva a scuola alle 8.30? Non era più semplice misurarla all'ingresso dell'Istituto usufruendo (e integrando le varie competenze) di collaboratori scolastici, volontari della protezione civile e altre figure professionali che possono corrispondere alla semplice ma fondamentale esigenza di prevenzione sanitaria?", aggiunge.

 

Scuola, Arcuri commissario per la ripartenza. Azzolina: "Nomina fortemente voluta". Salvini all'attacco: "Ha fallito sulle mascherine e il governo lo manda a occuparsi dei nostri figli. Ma basta!"

Domenico Arcuri, il discusso commissario straordinario all'emergenza Covid, secondo la bozza del decreto legge semplificazioni, si occuperà di rifornire gli istituti dei dispositivi di protezione individuale necessari per garantire il regolare avvio dell'anno scolastico 2020-2021. Soddisfatta la ministra dell'Istruzione. Insorge il leader leghista: "Lo hanno premiato..."


Domenico Arcuri, il commissario straordinario per l’attuazione e il coordinamento delle misure di contenimento e contrasto dell’emergenza epidemiologica Covid-19, "fino alla scadenza del predetto stato di emergenza", procede, "nell’ambito dei poteri conferitigli e con le modalità previste dalla suddetta norma, all’acquisizione e distribuzione delle apparecchiature e dei dispositivi di protezione individuale, nonché di ogni necessario bene strumentale, compresi gli arredi scolastici, utile a garantire l’ordinato avvio dell’anno scolastico 2020-2021, nonché a contenere e contrastare l’eventuale emergenza nelle istituzioni scolastiche statali". E' quanto si legge nella bozza del dl Semplificazioni.

Il commissario, si legge ancora, "per l'attuazione di quanto previsto dal precedente periodo, provvede nel limite delle risorse assegnate allo scopo con Delibera del Consiglio dei Ministri a valere sul Fondo emergenze nazionali di cui all'articolo 44 del decreto legislativo 2 gennaio 2018, n. 1; le risorse sono versate sull’apposita contabilità speciale intestata al Commissario". A tale scopo, "le procedure di affidamento dei contratti pubblici potranno essere avviate dal Commissario anche precedentemente al trasferimento alla contabilità speciale delle suddette risorse".

''Piena soddisfazione per la norma inserita nel Semplificazioni che affida nuove competenze al commissario Arcuri per supportare la riapertura delle scuole a settembre. Una norma scritta e fortemente voluta dal mio ministero. E che permetterà ad esempio di velocizzare l'iter per l'acquisto e la distribuzione degli arredi scolastici, come i banchi singoli di nuova generazione''. Così la ministra dell'Istruzione, Lucia Azzolina.

Subito all'attacco Matteo Salvini. "Ha fallito sulle mascherine (che molti stanno ancora aspettando) e per premio il governo lo manda ad occuparsi delle scuole dei nostri figli: ma basta!". Lo dice il leader della Lega Matteo Salvini, commentando la nomina di Domenico Arcuri commissario per la ripartenza delle scuole.

Scuola, c'è l'accordo con le Regioni: si riparte il 14 settembre, l'1 per i recuperi. Confermato il distanziamento di un metro, didattica a distanza solo per le superiori

Regioni ed enti locali hanno dato parere positivo alle linee guida sul rientro in classe. L'unica a dire no è stata la Campania del governatore Vincenzo De Luca, che ha espresso polemicamente il suo "disaccordo con le misure" e ribadito la "nostra critica ferma al ministro dell'Istruzione, per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante" - (LEGGI TUTTO)


A settembre tutti a scuola, anche all'aperto se necessario ...

Regioni ed Enti Locali hanno dato il via libera alle nuove linee guida per il rientro a scuola da settembre. "Un ottimo risultato" e "le Regioni hanno avuto un ruolo determinante nella costruzione di un Piano scuola 2020-2021 che rispondesse il più possibile alle diverse esigenze dei docenti e dei dirigenti scolastici, degli studenti e degli enti locali". E' il commento del presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini.

"Le scuole riapriranno l'1 settembre per i corsi di recupero e il 14 c'è la riapertura vera e propria". Lo ha ufficializzato il sottosegretario all'Istruzione Peppe De Cristofaro, intervenuto a SkyTg24. "Il 20 settembre - ha aggiunto - spero davvero che si riesca a fare quello che in tanti stanno chiedendo, cioè cercare luoghi alternativi alle scuole per svolgere le elezioni. Diversamente sarebbe onestamente un cazzotto nell'occhio e una vera beffa. Spero si risolva positivamente".

"La didattica a distanza sotto i quattordici anni non si fa - ha detto De Cristofaro -, si fa soltanto per la scuola secondaria di secondo livello ma in condizioni assolutamente residuali, quando è proprio impossibile dare vita alla didattica normale. L'impegno e l'obiettivo del Governo è riportare dal 14 settembre tutti gli studenti in aula in presenza e immaginare la didattica a distanza come vera e propria extrema ratio".

Nella bozza del documento è stato inserito un esplicito riferimento al distanziamento fisico che richiama le raccomandazioni del Comitato Tecnico Scientifico. "Il distanziamento fisico, inteso come un metro fra le rime buccali (le bocche - ndr) degli alunni, rimane un punto di primaria importanza nelle azioni di prevenzione", si legge nella bozza.

La nuova bozza del Piano sul rientro a scuola prevede l'istituzione di "Conferenze dei servizi, su iniziativa dell'Ente Locale competente, con il coinvolgimento dei dirigenti scolastici, finalizzate ad analizzare le criticità delle istituzioni scolastiche che insistono sul territorio di riferimento delle conferenze".

"Lo scopo - si legge nella bozza - sarà quello di raccogliere le istanze provenienti dalle scuole con particolare riferimento a spazi, arredi, edilizia al fine di individuare modalità, interventi e soluzioni che tengano conto delle risorse disponibili sul territorio in risposta ai bisogni espressi".

Grande soddisfazione" è stata espressa dal ministro per gli Affari Regionali, Francesco Boccia.

"Un primo importante passo avanti. Ora dobbiamo continuare a lavorare insieme anche con il massimo coinvolgimento delle forze sociali", afferma  il ministro della Salute Roberto Speranza. "È essenziale - aggiunge - investire nuove ingenti risorse per garantire la riapertura di tutte le scuole nella massima sicurezza. È un obiettivo fondamentale su cui tutto il Paese deve essere unito".

"Non daremo l'intesa, non diremo che siamo d'accordo con le misure che saranno prese". Così il governatore della Campania, Vincenzo De Luca, in merito alla conferenza Stato-Regioni sulla scuola, che ribadisce la "nostra critica ferma al ministro dell'Istruzione per la quale i problemi della scuola sono diventati marginali rispetto alla politica politicante" "Non daremo l'intesa perché consideriamo irresponsabile il voto il 20 settembre e non è stato definito l'organico dei docenti", ha aggiunto.

Scuola, Azzolina rimandata a settembre: i presidi bocciano il Piano 2020-2021. Critiche trasversali dalla politica: "Inadeguatezza e caos"

La bozza che circola da ieri fa leva su una serie di ipotizzati strumenti di flessibilità ai quali i singoli istituti possono ricorrere grazie all'Autonomia scolastica. Ma "non contiene indicazioni operative", lamentano i dirigenti scolastici. Reazioni negative alle linee guida del ministero dell'Istruzione da parte dell'opposizione, ma anche dalla maggioranza. Il M5S: "Non è il momento delle polemiche"


Coronavirus, nelle scuole private il nodo delle rette da saldare ...

Il Piano scuola 2020-2021 di cui è stata diffusa ieri una bozza "non contiene indicazioni operative né definisce livelli minimi di servizio ma si limita a elencare le possibilità offerte dalla legge sull'autonomia, senza assegnare risorse ulteriori e senza attribuire ai dirigenti la dovuta libertà gestionale". Lo afferma in una nota il presidente nazionale dell'Anp, Antonello Giannelli. 

Del Piano scuola 2020-2021 che il ministero dell'Istruzione ha consegnato ai presidi, alle parti sociali e agli enti locali affinché lo discutano. Per ora circola una bozza, la versione definitiva è attesa per giovedì. Il Piano fa leva su un ventaglio di strumenti di flessibilità ai quali i singoli istituti possono ricorrere grazie all'Autonomia scolastica, sulla base degli spazi a disposizione e delle esigenze delle famiglie e del territorio.

Valorizzazione della flessibilità

La frequenza scolastica avverrà in turni differenziati, la classe potrà essere differenziata in più gruppi di apprendimento o moduli di gruppi di alunni provenienti dalla stessa o da diverse classi o da diversi anni di corso; l'estensione del tempo scuola settimanale alla giornata di sabato, ove non già prevista, sarà deliberata dagli organi collegiali competenti. L'attività didattica a distanza resterà, ma solo in misura marginale e solo per gli studenti delle scuole secondarie di secondo grado.

Corresponsabilità educativa 

L'offerta formativa per gli studenti sarà ampliata guardando a ciò che c'è nei territori. Ciò significa che Enti locali, istituzioni pubbliche e private, realtà del terzo settore e scuole si impegnano a sottoscrivere specifici accordi per "favorire la messa a disposizione di altre strutture e spazi", oltre le scuole, ad esempio "parchi, teatri, biblioteche, cinema, musei, al fine di potervi svolgere ulteriori attività didattiche o alternative a quelle tradizionali, volte a finalità educative.

Scuola dell'infanzia

L'uso di mascherine non è previsto per i minori di sei anni e i dispositivi di protezione per gli adulti (per i quali sono raccomandabili l'utilizzo di visierine 'leggere' e, quando opportuno, dei guanti di nitrile) non devono far venire meno la possibilità di essere riconosciuti e di mantenere un contatto ravvicinato con i bambini piccoli e tra i bambini stessi".

Per quanto riguarda l'orario di ingresso dei bambini, si sottolinea che già ora avviene in una "fascia temporale aperta (dalle 7.30 alle 9), fascia che potrà essere adeguata alle nuove condizioni, programmata e concordata con i genitori. Analogamente potrà avvenire per le fasce di uscita, al termine dell'orario scolastico". La refezione scolastica va garantita a tutti gli aventi diritto, con soluzioni differenti per ciascuna scuola. I locali dove i minori mangiano dovranno essere puliti in modo approfondito e si potrà effettuare la refezione "in due o più turni, al fine di non consentire oltre il dovuto l'affollamento dei locali ad essa destinati".

Distanziamento 

In ogni scuola è necessario prevedere la riorganizzazione degli spazi "per evitare raggruppamenti o assembramenti, e garantire ingressi, uscite, deflussi e distanziamenti adeguati in ogni fase della giornata scolastica per alunni, famiglie, personale scolastico e non scolastico". In particolare le istituzioni scolastiche interessate da un servizio di trasporto appositamente erogato per la mobilità della scuola, comunicano all'ente competente gli orari di inizio e fine delle attività scolastiche.

È di un metro il distanziamento da attuare nelle singole istituzioni scolastiche, come indicato dal Comitato tecnico scientifico (Cts) nel Documento del 28 maggio scorso.

Il Piano scuola consegnato dal ministero non convince i presidi. Per il presidente dell'Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli, si tratta di "un documento alquanto generico. Ci aspettavamo maggiore concretezza. Afferma cose condivisibili, come quelle sull'autonomia delle scuole, ma poi non dà gli strumenti per realizzarle".


LE RAZIONI POLITICHE

“Ancora una volta il ministro Azzolina ha dimostrato la sua inadeguatezza gettando la scuola nel caos anche per il prossimo settembre: studenti, insegnanti e famiglie completamente abbandonati. Le modalità di riapertura delle scuole non possono spettare ai presidi ma sono precisa responsabilità del ministro e della sua squadra di presunti esperti. Le linee giuda appena accennate da Azzolina non sono altro che l’ennesima beffa nei confronti di chi, secondo Azzolina, in pochissimo tempo dovrà organizzare il nuovo anno scolastico post Covid". Così in una nota i deputati della Lega in commissione Cultura sulla bozza delle linee guida per la riapertura delle scuole.

"È inaccettabile che i presidi e i direttori degli istituti debbano decidere e organizzare da soli la ripartenza: scuola di sabato, distanza di sicurezza addirittura utilizzando locali esterni che al momento non esistono. Siamo dalla parte dei presidi, degli alunni e delle famiglie che meritano rispetto e indicazioni precise, dettate da senso di responsabilità, da chi ha il preciso dovere di gestire il sistema scolastico soprattutto in questa delicata fase", conclude la nota.

Uno "scarica barile sui presidi" anche secondo Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, che parla di un "caos assoluto che amplia le diseguaglianze sociali e dell’apprendimento emerse in questi 4 mesi". "Azzolina e i suoi esperti hanno studiato e ristudiato per non decidere nulla, lasciando professori, studenti e famiglie senza risposte - continua - Le linee giuda sono infatti l’ennesimo inutile fardello arrivato ai presidi con indicazioni di comportamento e nessuna soluzione. E mentre gli altri Paesi europei si sono organizzati da mesi, il ministro Azzolina dimostra ancora una volta la sua inadeguatezza. La scuola non può rimanere ostaggio di chi non sa cosa fare. Bocciata!”. "

Sulla stessa linea i deputati di Fratelli d’Italia Paola Frassinetti ed Ella Bucalo, rispettivamente vicepresidente commissione Cultura della Camera e responsabile Fdi istruzione e scuola: “Le modalità per garantire la riapertura delle scuole sono state delegate ai dirigenti scolastici utilizzando come pretesto l’autonomia scolastica. Di fatto i dirigenti sono stati abbandonati a loro stessi. Il tutto senza aggiungere le risorse necessarie per garantire adeguati spazi con il rischio reale che almeno il 40% delle scuole non potrà rispettare queste indicazioni". Lo dichiarano. “Inoltre – aggiungono i deputati di Fdi - ci vorrebbero risorse per aumentare l’organico del personale docente e ATA in quanto risulta insufficiente rispetto alla gestione dell’aumento delle classi, degli orari essendo previsti i turni, e della sopravvenuta necessità di controllo, vigilanza e sanificazione. Non si comprende poi la finalità didattica di modificare orari e gruppi classe”. “Fdi – concludono Frassinetti e Bucalo - considera queste linee guida generiche, tardive e confuse; le vere necessità sarebbero la riduzione del numero degli alunni per classe, per evitare le classi pollaio, l’aumento dell’organico e gli investimenti nell’edilizia scolastica”.

Anche secondo Gabriele Toccafondi, Daniela Sbrollini e Michele Anzaldi, componenti di Italia Viva in Commissione Cultura alla Camera e al Senato, "il Ministero dell’istruzione non decide e lascia che le regole sulla riapertura delle scuole le decida il Comitato Tecnico Scientifico”. “Nel documento sulle Linee guida del ministero – continuano - si ribadisce e sottolinea che per la riapertura della scuola, tutte le decisioni saranno attuate ‘con esclusivo rinvio al documento del CTS’. Le linee guida scritte il 28 maggio dal CTS prevedono almeno 1 metro di distanza dal 14 settembre. Chi conosce le scuole sa che così o raddoppiamo spazi, docenti - e quindi risorse economiche - oppure si dividono le classi e si fa lezione a turni o in didattica a distanza, oppure, ed è un rischio vero, non si riapre. Vincoli, raddoppi, interventi che costerebbero miliardi e che in tanti casi sarebbero irrealizzabili comunque”. “La politica ha il diritto e il dovere di decidere, ascoltando tutti gli esperti, CTS compreso. Ma solo la politica ha il dovere di prendere delle decisioni, perché chi fa politica è scelto democraticamente dai cittadini, chi siede in un comitato no”, concludono.

Nel documento si legge: 'Per ciò che concerne le misure contenitive e organizzative e di prevenzione e protezione da attuare nelle singole istituzioni scolastiche per la ripartenza, si fa esclusivo rinvio al Documento tecnico del Cts del 28 maggio 2020 e al successivo aggiornamento'. Toccafondi replica: "Attenzione: il metro di distanza fra i ragazzi significa rischiare di non riaprire perché presuppone il raddoppio di spazi, docenti, spese e anche lo smembramento di classi con logistiche complicate. Noi diciamo: da qui a settembre ci sono tre mesi. Speriamo che il dato clinico vada a migliorare. A che pro impegnare adesso risorse in qualcosa che potrebbe cambiare? Si riapra con buon senso ed attenda fine luglio per valutare l'andamento".

Di diverso avviso il M5S. "Le linee guida del ministero dell’Istruzione per la ripresa delle attività didattiche in presenza a settembre, le cui bozze sono state riportate dai media, forniscono un ampio ed efficace ventaglio di possibilità operative ai dirigenti scolastici in primis, e insieme al miliardo di euro che il decreto Rilancio stanzia proprio per il rientro in classe e che intendiamo incrementare, consentiranno di individuare le modalità più adeguate per riorganizzare spazi e attività in base alle caratteristiche di ciascuna scuola. Non si comprende dunque la nota polemica che arriva dall’Associazione nazionale presidi rispetto alle risorse e mancata attribuzione di 'libertà gestionale', mentre sono loro stessi a far riferimento alla legge sull’autonomia". "Da parte della maggioranza e del Governo c’è la massima disponibilità a mettere a disposizione ulteriori risorse in base al fabbisogno che emergerà dai territori e dai dirigenti scolastici in primis. Il Governo e il ministero dell’Istruzione supporteranno il lavoro dei dirigenti e delle scuole, come ha sempre fatto nella fase di emergenza la ministra Azzolina. Non è il momento delle polemiche: dobbiamo lavorare tutti insieme per gestire al meglio questa fase di riorganizzazione, in modo da ripartire in sicurezza a settembre e cogliere l’opportunità di trasformare una criticità in occasione di innovazione della didattica e garanzia effettiva del diritto all’istruzione a tutti gli studenti e le studentesse", conclude.

Francia, Macron riapre le scuole per due settimane. A maggio il ritorno in classe era facoltativo. Il ministro dell'Istruzione: "Non potevamo lasciare lontani i ragazzi da marzo a settembre"

A due settimane dall'inizio delle vacanze estive, la Francia ripristina l'obbligo di frequenza delle scuole, ad eccezione dei licei. Nessun distanziamento sociale alle materne. Alle elementari il metro di separazione tra gli alunni è semplicemente raccomandato. Alle medie, quando non si possono mantenere le distanze, i ragazzi devono portare la mascherina. Il ministro dell'Istruzione Blanquer spiega i motivi della decisione


Nelle scuole francesi si studierà sempre meno l'italiano

Tutti i bambini francesi sono tornati a scuola. Dopo più di tre mesi di confinamento e sei settimane di riavvio graduale, oggi è suonata la campanella per materne, elementari e medie. Si tratta solo di due settimane, ma il governo francese lo ha ritenuto un passo importante per far ripartire l'istruzione dopo mesi di corsi online per fermare il contagio del Covid-19.

"Due settimane contano, due settimane non è poco, sia sul piano pedagogico che psicologico per gli allievi", ha spiegato nei giorni scorsi il ministro dell'Istruzione Jean Michel Blanquer. Oggi sono "felice", ha aggiunto stamattina a France Inter, sottolineando che non era possibile lasciare i ragazzi "senza scuola da marzo a settembre". Non si tratta solo di riprendere il lavoro scolastico, ma anche "di ritrovare gli amici, i professori, sono cose importanti, cose che contano". "Esorto i genitori ad aver fiducia nelle istituzione della scuola pubblica", ha detto ieri la portavoce del governo Sibeth Ndiaye, dopo che il presidente Emmanuel Macron avea sottolineato che la frequenza scolastica torna obbligatoria.

Le scuole francesi sono state riaperte l'11 maggio, ma non a pieno regime. Secondo dati ufficiali, riportati da Le Figaro, soltanto 1,6 dei 6,7 milioni di allievi delle elementari erano tornati sui banchi e raramente in orario pieno. Per quanto riguarda le medie erano 600mila su 3,3 milioni. Oggi invece tutti a scuola - anche negli asili nido e le materne - con un orario normale.

Il ministero dell'Istruzione ha intanto rivisto i protocolli sanitari. Alla materna non è prevista una distanza fisica minima, ritenuta inapplicabile dal punto di vista pratico. Alle elementari la distanza di un metro è solo raccomandata, mentre alle medie gli allievi dovranno indossare la mascherina se non si potranno rispettare le distanze.

Licei e università restano esclusi dalla riapertura. Le autorità citano gli esperti secondo i quali il contagio "è quasi inesistente sotto i 15 anni", ma poi diventa più probabile, tanto più che i liceali interagiscono molto fra loro. Le superiori sono state comunque riaperte già da maggio, con alcuni corsi in presenza per le scuole professionali, mentre nei licei sono stati organizzati incontri singoli fra studenti e professori. I corsi in presenza riprenderanno a settembre. Il ministro dell'Istruzione ha assicurato oggi che, a tutti i livelli di studio, vi saranno programmi speciali di recupero per quanti sono rimasti indietro.

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