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updated 10:26 AM UTC, Jul 3, 2020

Russia & Cina, i nuovi leader mondiali ai tempi del Covid-19

Il leader russo e il leader cinese hanno firmato un pacchetto di accordi economici, che li porterà al comando dell'economia mondiale. 


Pochi leader sono in così grande sintonia quanto il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo cinese Xi Jinping. Alleati per convenienza politica, amici per affinità personale, si sono incontrati 30 volte in sei anni. Queste affinità e sinergie li hanno portati alla firma di un importante accordo economico commerciale e una dichiarazione comune, in cui hanno reso visibile la loro posizione su questioni chiave a livello globale. Ciò ha dato "nuovo slancio" a un legame bilaterale che Putin ha descritto come "situato a un livello senza precedenti". Le relazioni bilaterali sono diventate più importanti che mai per entrambi, con la Russia isolata dall'Occidente e nel mezzo di una guerra commerciale tra Washington e Pechino. Entrambi i leader si sono salutati con sorrisi calorosi. Il presidente cinese ha dichiarato, "Sono convinto che questo ci porterà a nuovi impressionanti successi. Per gradi siamo riusciti a portare le nostre relazioni ai massimi livelli nella loro storia. Non ci sono limiti al perfezionamento delle nostre relazioni. Saranno sempre meglio ”.

Con la pandemia da Covid-19 i rapporti tra Mosca e Washington sono sempre più danneggiati da un'economia vacillante, Putin ha anche bisogno del sostegno dell'uomo che lo vede come un "amico dell'anima", come lo definì Xi un'intervista con l'agenzia statale russa Tass. La Russia spera che aumentare le sue relazioni con la Cina porterà ad un aumento degli investimenti ora che le due economie subiscono un forte rallentamento.

Putin e Xi hanno firmato una serie di accordi su energia, difesa, aviazione, agricoltura, tecnologia e commercio elettronico. Uno di questi, tra Huawei e le società di telecomunicazioni russe per un nuovo sviluppo della rete 5G in Russia. Un altro, tra Alibaba, la più grande società commerciale online in Cina, con società di e-commerce russe. Alleanze per "contrastare le restrizioni americane, all'accesso ai mercati dei prodotti informatici cinesi e russi, con la scusa di garantire la sicurezza nazionale". Inoltre, per contrastare eventuali nuove sanzioni verso i loro paesi, hanno concordato di sviluppare un sistema per utilizzare rubli e yuan nel loro commercio bilaterale e ridurre il più possibile l'uso del dollaro.

  • Pubblicato in Esteri

Allarme 5G

Primo STOP alle reti 5G, Ginevra pone il veto alla partenza, fino a quando non verrà dimostrato che "non sono dannose per la salute"


Mentre in Europa un "sospetto di spionaggio cinese sorvola il 5G", la Svizzera ha aperto un'altra breccia sulla sicurezza della prossima generazione di reti di telecomunicazioni: "quella della salute".

Le reti 5G sono dannose per la salute? Questa è la domanda che è stata presentata nel cantone svizzero di Ginevra, domanda a cui i politici non sono stati in grado di rispondere.

In caso di dubbio, il principio di precauzione impone all'amministrazione cantonale di Ginevra l'interruzione temporanea dell'installazione di reti 5G nel suo territorio, finché non ci saranno "studi scientifici indipendenti" che dimostrino che queste reti di telecomunicazioni non saranno dannose per la salute delle persone.

"Ci è stato detto che la frequenza è quasi la stessa di 4G ma, nel caso di 5G, verrà utilizzata per collegare gli oggetti tra di loro, l'ambiente sarà più carico di onde elettromagnetiche e nessuno sa se il suo accumulo sarà dannoso per salute", ha detto il promotore dell'iniziativa, Bertrand Buchs, appartenente al Partito Democratico Cristiano Svizzero.

 La giurisdizione svizzera, in questi casi, prevede un concetto politico ben preciso, "IL PRINCIPIO DI PRECAUZIONE", nel quale si afferma che quando la valutazione multidisciplinare, contraddittoria, indipendente e trasparente condotta sulla base dei dati disponibili, non consente di concludere con certezza su un certo livello di rischio, devono essere prese le misure di gestione dei rischi sulla base di una valutazione politica per determinare il livello di protezione da voler perseguire. In poche parole nessun progetto di qualsiasi genere esso sia, può essere avallato in modo responsabile se prima non vi sia certezza per la sicurezza del territorio. Qualche dubbio sorge sulla realizzazione delle centrali nucleari.

In aggiunta, il movimento Democratico Cristiano svizzero, sollecita il Consiglio di Stato perchè richieda con urgenza degli studi scientifici indipendenti dell'Organizzazione Mondiale della Sanità, fatti da società controllate del governo svizzero, come ha già proposto dall'Ufficio federale per l'Ambiente, sempre in relazione alle reti 5G.

Sebbene questo sia il caso più discusso, non è la prima volta che la classe politica decide di agire di fronte ai possibili effetti nocivi che queste infrastrutture potrebbero avere sulla salute delle persone. Qualche giorno prima del veto di Ginevra, è stato deciso di interrompere "l'installazione di nuovi impianti 5G nel cantone finché non ci sarà un rapporto federale che permetta di conoscerne gli effetti e "stabilire i limiti che devono essere adottati".

Ci auguriamo che anche in Italia vengano prese misure a tutela della salute dei cittadini... ma temiamo che gli interessi politici siano oggi rivolti su altri diversi fronti.

  • Pubblicato in Salute
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