updated 2:03 PM UTC, Dec 9, 2019

Giornate di Saldi, si consolidano alcuni segnali di fiducia

La tendenza sembrerebbe confermareil livello di spesa dell'anno scorso, ma confidiamo comunque in una buona partecipazione sia sul fronte della domanda interna, che su quella internazionale espressa dai 'turisti dello shopping'


 

RIPARTENZA MERCATO INTERNO - "Durante il periodo natalizio - ha detto Mauro Parolini, assessore allo Sviluppo economico di Regione Lombardia - si sono registrati alcuni interessanti segnali di dinamismo negli acquisti, che spero proprio si possano consolidare nei prossimi giorni. L'auspicio e' infatti che questa stagione di saldi invernali possa contribuire a segnare la ripartenza del mercato interno, con una nuova fiducia da parte dei consumatori e una rinnovata occasione per i commercianti di cogliere i moderati, ma incoraggianti, segnali di ripresa che vengono dal mercato".
TUTELA CONSUMATORI - L'assessore, in qualita' di presidente del Comitato Regionale per la tutela dei diritti dei Consumatori e degli Utenti, ha inoltre sottolineato che "i saldi devono costituire una sana opportunita' per il rilancio della domanda in un rapporto collaborativo tra esercenti e clienti, che deve essere improntato alla trasparenza. In questa prospettiva di legalita' e rispetto della concorrenza leale rivestono un ruolo molto importante i Comuni, che hanno il compito di controllare e di verificare il rispetto delle regole".
LE REGOLE - Parolini ha infine ricordato le regole che disciplinano la materia: "I commercianti hanno l'obbligo di esporre, accanto al prodotto, il prezzo iniziale e la percentuale dello sconto o del ribasso applicato (e' invece facoltativa l'indicazione del prezzo di vendita conseguente allo sconto o ribasso); i prodotti in saldo devono essere separati da quelli eventualmente posti in vendita a prezzo normale e, se cio' non e' possibile, cartelli o altri mezzi devono fornire al consumatore informazioni inequivocabili e non ingannevoli; se il prodotto risulta difettoso, il consumatore puo' richiederne la sostituzione o il rimborso del prezzo pagato dietro presentazione dello scontrino, che occorre quindi conservare.
Tutte le normative sono pubblicate e consultabili sul portale di Regione Lombardia nella sezione dedicata al Commercio".

FONTE (Lnews)

SENZATETTO, MASSIMA ALLERTA PER IL GELO, MOBILITATI OPERATORI, VOLONTARI E 118

Già in uso 15 strutture, a disposizione 400 nuovi posti letto per le prossime notti. Majorino: “Apprensione per chi ancora dorme per strada.  Cercheremo di convincere chi fino ad oggi ha rifiutato di andare in un ricovero o al mezzanino del metrò in Stazione Centrale. Segnalate e aiutate chi si trova in difficoltà”


Milano, 3 gennaio 2017 – L’allerta è stata diramata ieri sera dal Centro Aiuto Stazione Centrale, il servizio del Comune di via Ferrante Aporti 3, che gestisce gli interventi di soccorso e accoglienza per i senzatetto. È stato chiesto ad associazioni ed enti di prestare ancora più attenzione alla situazione dei senza dimora che ancora dormono per strada perché non se la sentono di andare al chiuso di una struttura, o perché non sanno che un posto libero per loro ancora c’è. 

Il Comune ha messo a disposizione finora 15 strutture in tutta la città, aprendole gradualmente dall’inizio di dicembre secondo la necessità: per questa e per le prossime notti saranno a disposizione fino a 400 nuovi posti letto. Il piano predisposto ne prevede complessivamente 2.780: è il numero più alto messo a disposizione dall’amministrazione comunale, raggiunto nel 2013 dopo aver più che raddoppiato la capacità di accoglienza che, nel 2010, era di soli 1.428 posti.

Cruciale sarà il monitoraggio notturno per le strade. “C’è apprensione per i senzatetto che ancora rifiutano il posto in un ricovero e chiedono di restare all’aperto”, afferma l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino.

“Le prossime saranno le notti più fredde finora affrontate, con temperature che scenderanno ben oltre lo zero. Sarà complicato ma cercheremo di convincere i senzatetto ad accettare l’accoglienza in uno dei centri o al mezzanino della metropolitana in Stazione Centrale. La rete di operatori e volontari e il 118 sono stati allertati affinché fin da stasera ci sia la massima attenzione. Chiediamo ai milanesi di unirsi a noi nell’aiuto a queste persone segnalando chi si trova solo e in luoghi isolati. Grazie a tutti coloro che lavoreranno in queste giornate”.

Nelle prossime notti saranno 7 le unità mobili che gireranno per i vari quartieri toccando i punti dove si trovano i senzatetto “storici” e segnalati nel tentativo di convincerli a lasciare, almeno per qualche notte, il proprio posto per un luogo al riparo dal gelo. Porteranno bevande calde e sacchi a pelo termici in caso non si riuscisse a convincerli. Lavoreranno in stretta comunicazione con il 118 per eventuali interventi sanitari di emergenza. Dopo le 24 sarà il 118 a monitorare il territorio accompagnando i senzatetto in Stazione Centrale al mezzanino della linea 2 della metropolitana. Gli operatori saranno presenti anche sulle linee di trasporto pubblico, attive di notte, grazie ai City Angels e a Ronda della Carità. Il controllo continuerà anche durante il giorno.

Dallo scorso 15 novembre il Centro Aiuto Stazione Centrale ha prolungato gli orari di servizio rimanendo aperto tutti i giorni, dalle 8.30 alle 24 (il sabato e la domenica dalle 9). Il servizio sarà effettuato anche nella giornata festiva del 6 gennaio.

Per le segnalazioni di persone in difficoltà è possibile chiamare questi numeri: 02/88447645 – 02/88447647 – 02/88447648 – 02/88447649.

FONTE: (Comune Milano)

Riapertura CIE, don Colmegna: "Non sono lo strumento per garantire maggior sicurezza"

Secondo il presidente della Casa della carità occorre invece puntare su buone politiche di accoglienza, rivedendo la legislazione sull'immigrazione e sull'inclusione.


"Gli attentati criminali che hanno colpito persone innocenti hanno moltiplicato le preoccupazioni dei cittadini verso i migranti, e hanno posto come importante il tema della sicurezza, che però non può essere affrontato con proposte parziali, frammentate, legate all'emozione del momento e che già in passato si sono dimostrate fallimentari. Serve invece una proposta complessiva che riguarda l'intero sistema di accoglienza del nostro Paese e che prenda in considerazione la revisione delle norme sull'immigrazione che, per come sono oggi, non fanno altro che generare fantasmi e irregolarità". Così don Virginio Colmegna, presidente della Fondazione Casa della carità di Milano, commenta la proposta di riaprire i Centri di Identificazione ed Espulsione e di attivarne uno in ogni regione italiana.

Continua don Colmegna "I CIE si sono dimostrati strumenti inutili a contrastare l'illegalità, come comprovato a suo tempo dalla Commissione De Mistura. Ma, cosa più importante, sono stati condannati per essere luoghi di sostanziale detenzione, dove alle persone ospiti non erano garantiti né i diritti né la dignità umane, fondamentali per rispondere alla domanda di coesione sociale".  E ancora "La sicurezza di tutti può essere invece ottenuta con una buona politica di accoglienza e, di pari passo, con un lavoro per una reale inclusione di chi arriva in Italia: favorendo percorsi di autonomia lavorativa e abitativa, promuovendo i diritti e coinvolgendo le comunità straniere che già sono presenti in Italia", conclude don Colmegna auspicando, a partire dalla città di Milano, un ampio confronto sul tema dell'immigrazione.

Fare ricerca in azienda? Ci pensa il nuovo Hub tecnologico

Scopriamo la BI-Research di Padova che mette le sue competenze ed esperienze a disposizione delle imprese per sviluppare i propri progetti. La nostra intervista al responsabile, Nunzio Amaraddio - (VIDEO)


Siamo andati a conoscere la BI-Research ("Qui il sito":http://www.bi-research.it/) di Padova, una start-up innovativa, nata come Hub dell'innovazione e aggregatore di competenze tecnico-scientifiche che fa parte di un gruppo di dodici società.

La sua attività promuove la ricerca multidisciplinare e l'innovazione per prodotti, processi, servizi, materiali e design, avvalendosi di un'ampia rete di collaborazioni con università, centri di ricerca e partner tecnologici
La BI-Research opera nel settore delle Pmi e aiuta la clientela a sfruttare il credito d'imposta, così come previsto dalla Legge di Stabilità del 2015 che ha modificato le agevolazioni fiscali a sostegno delle attività di ricerca e sviluppo.

Allarme terrorismo: Nuove minacce all'Europa, l'ISIS pronta per "attacchi chimici"

L'ISIS si dice pronto a lanciare attacchi chimici di massa su obiettivi strategici nel Regno Unito e in Europa.


Lo Stato islamico intende lanciare attacchi chimici di massa su obiettivi nel Regno Unito e in Europa. L'avvertimento è del ministro alla Sicurezza britannico Ben Wallace, dopo un anno in cui l'Europa ha subito una serie di attacchi terroristici, ci sono state segnalazioni che l'Isis stia usando armi chimiche in Siria e in Iraq (dove controlla vaste aree) e che le autorità marocchine hanno arrestato nel mese di Febbraio dei militanti che detenevano sostanze chimiche adatte ad essere utilizzate per realizzare una bomba chimica o una "tossina mortale".

Mr. Wallace ha anche sottolineato che in un recente rapporto l'Europol ha avvertito della minaccia chimica e di un potenziale vile attacco, il "peggiore timore di tutti". Il Ministro inglese ha anche affermato in una intervista al Sunday: "Gli esperti hanno avvertito che la principale ambizione dell' ISIS o Daesh, acronimi che denominano lo Stato islamico, è decisamente quella di compiere attacchi che causino stragi di massa. Non hanno alcuna barriera morale quindi sono pronti a utilizzare qualsiasi mezzo possibile". Ad oggi l'Intelligent Britannica non ha ancora nessun indizio che porti a valutare la possibilità di un attacco imminente, ciò nonostante tutte le forze di polizia inglesi si stanno preparando a fronteggiare una tale eventualità. Secondo le stime, sono circa 800 i britannici scesi in Siria a combattere, purtroppo si conta che la maggior parte si siano arruolati per combattere con l'Isis nella guerra in corso, e un centinaio di loro sarebbero stati uccisi. Il problema è che un gran numero di soldati agli ordini del califfato arrivano dagli stati europei e potrebbero essere addestrati per combattere proprio negli stati da cui provengono.

Un esempio viene dalle dichiarazioni di una giovane marocchina residente nel milanese: "Devo partire. Andare in Siria. Dare la morte agli infedeli in combattimento. Il mio desiderio è di combattere e morire" Arrivata con un visto turistico per incontrare la sorella si è poi fermata oltre il termine di scadenza, diventando così clandestina. Fin da subito gli investigatori hanno alzato i riflettori sulla giovane marocchina che sui social dichiarava "Non posso avvicinarmi a esseri impuri". La ragazza Viveva fra pc e cellulari, in costante ricerca sul web di contatti siriani, creava  e cancellava account su Facebook dove sognava la sua nuova vita da soldatessa: "Perché la mia vita - dice- è la jihad". Gli investigatori milanesi da subito è stata iscritta in un fascicolo per associazione con finalità di terrorismo e di eversione dell'ordinamento democratico. Pochi mesi fa la Digos di Milano chiese alla Procura il nulla osta all'espulsione della ragazza. L'8 agosto la giovane marocchina viene costretta a lasciare l'Italia. In casa la polizia ha ritrovato un notebook, un tablet, due cellulari, uno smartphone, una pen-drive e i disegni della bandiera dell'Isis. Su Facebook,  una pagina interamente in lingua araba, la foto del suo profilo è un'immagine dell'Isis, come nome alternativo ha la scritta in arabo "La serva di Dio monoteista". Sul diario condivide immagini e documenti del gruppo terroristico Jobhat Al Nusra e scrive: "Sono pronta al martirio, in nome di Dio, il mio scopo è la jihad".

FONTE (huffingtonpost.it) 

 

Ultima ora: Terremoto,nuova scossa questa mattina in provincia di Perugia

In tempo reale le scosse di oggi, 2 gennaio 2017


Numerose le scosse sismiche che continuano ad interessare le zone del Centro Italia da diversi mesi. Ogni giorno i dati registrati dall’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia mostrano decine di scosse che per fortuna, il più delle volte risultano molto lievi ed impercettibili per gli abitanti delle zone colpite. Numerose anche le scosse di oggi 2 gennaio 2017, che si aggirano tutte intorno a 2, 2.5 gradi della Scala Richter ed interessano le zone di Perugia, L’Aquila e Modena. Una sola scossa più forte delle altre, e precisamente di 4.1 gradi, è stata registrata questa mattina alle 4:36 in provincia di Perugia.

 

Il terremoto di oggi, di 4.1 gradi della Scala Richter è stato distintamente avvertito da molti abitanti, contribuendo a dare nuova forza alla paura della popolazione. L’allerta rimane dunque molto alta.

Per continuare a seguire l’aggiornamento in tempo reale della lista dei terremoti che interessano l’Italia, basterà collegarsi con il sito dell’Istituto Nazionale di Geologia e Vulcanologia.

Milano, Sardone (FI): "I rom festeggiano l'ultimo dell'anno in un'area demaniale occupata abusivamente"

"Sono state decine le segnalazioni - segnala Silvia Sardone, consigliere comunale di Forza Italia - che ho ricevuto e che sono arrivate alle forze dell'ordine circa i festeggiamenti di fine anno da parte degli occupanti abusivi (per la maggior parte di etnia rom) che occupano da mesi gli edifici dell'area di Via Adriano 60.


Per tutto il pomeriggio una decina di rom ha tenuto musica etnica altissima, acceso fuochi, bevuto e ballato in un'area occupata di proprietà comunale. Il tutto con assoluta tranquillità e indecente arroganza, disturbando i residenti di Via Trasimeno in particolare.

Nonostante i tentativi di negare o sottovalutare la questione da parte del Comune sempre più cittadini segnalano una situazione insostenibile.

Ricordiamo che gli stabili di Via Adriano 60 sono edifici di proprietà comunale e qui il Comune aveva promesso la creazione di una scuola media, da tanti anni attesa dal quartiere. I lavori di bonifica dell'area si sono interrotti praticamente subito e da mesi i palazzi sono di nuovo occupati da decine di rom e immigrati. I piani degli edifici, ricordiamolo, sono molto pericolosi e qui nel 2014 morì un occupante marocchino, ucciso da un connazionale.

Questa zona è insicura e degradata, abbandonata e senza vigilanza. Veri e propri appartamenti, rifiuti ovunque, decine di persone nei vari edifici sono il panorama di questi spazi.

Ho presentato anche un'interrogazione in Comune per sapere i tempi della realizzazione della scuola media, i motivi dello stop ai lavori e della mancata messa in sicurezza dell'area ma l'amministrazione non interviene colpevolmente.

Non ci sono scuse, è indecente che un'area comunale non sia sorvegliata nè sgomberata. Basta promesse, servono i fatti

Terrorismo, Salvini: "In Italia un governo di imbecilli o di complici"

Il presidio della Lega a Sesto San Giovanni dove è stato ucciso il killer di Berlino tornato nel nostro Paese da dove era partito: "Un popolo che si vergogna della propria storia è destinato a essere invaso" - (VIDEO)


"L'Italia politicamente è il ventre molle dell'Europa dove un mix di politica, associazioni e false cooperative permette a centinaia di migliaia di persone di fare quello che vogliono. E di terroristi ne bastano pochi. Su cinquecentomila sbarcati in tre anni, che garanzie abbiamo che in altre città non ci siano terroristi come quello? Nessuno". Lo ha detto il leader della Lega Matteo Salvini, che ha risposto alle domande dei giornalisti alla manifestazione organizzata dal Carroccio davanti alla stazione di Sesto San Giovanni, nel luogo dove è stato ucciso l'autore dell'attentato di Berlino. "Da italiano - ha detto Salvini - sono stufo di minuti di silenzio, di gessetti per terra, di profili Facebook nel nome della pace e dell'amore, qui c'è da difendere il futuro e la sicurezza dei nostri figli. Non è possibile - ha aggiunto - che l'Italia sia una terra dove terroristi e delinquenti di ogni genere entrano senza nessun problema. Che lo stragista di Berlino passeggiasse alle tre di notte a Sesto San Giovanni qualche problema al Paese Italia lo deve porre". Per questo, "occorre chiudere e ripristinare i controlli alle frontiere. Non vorrei - ha concluso il leader leghista - aspettare altre stragi perché l'Italia e l'Europa si svegliasse": "Di terroristi ne bastano pochi".

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