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updated 7:57 AM UTC, Aug 3, 2020

Milano, arriva la "Settimana del lavoro agile". L'assessore Tajani: "Scopriamo come conciliare impegni lavorativi e qualità della vita"

L'iniziativa, che è rivolta ad aziende di ogni dimensione, enti e liberi professionisti, associazioni, sindacati, quest'anno non sarà su una sola giornata ma si svilupperà su cinque giorni feriali: dal 22 al 26 maggio. Benefici anche per l'ambiente. La nostra intervista - (VIDEO)


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Milano crede nello sviluppo delle opportunità offerte dalle nuove forme di lavoro. Quest’anno infatti si potrà sperimentare il lavoro agile non un giorno solo ma nell’arco di ben 5 giornate feriali. Durante “La Settimana del Lavoro Agile”, dal 22 al 26 maggio, si potranno scoprire i vantaggi di poter conciliare impegno lavorativo e qualità della vita.

Ma l’obiettivo del 2017 è anche raddoppiare le adesioni rispetto alla scorsa edizione e fare di Milano un modello di riferimento per buone pratiche del lavoro agile all’interno delle pubbliche amministrazioni e delle aziende private favorendo lo sviluppo dei coworking, delle politiche di conciliazione e dello smart working.

Promosso dall’assessorato alle Politiche per il Lavoro, Attività produttive e Commercio, è stato firmato oggi a Palazzo Marino dai partner dell’iniziativa il protocollo d’intesa per l’adesione e la promozione alla settimana del lavoro agile. Il documento è stato sottoscritto dai rappresentanti di: Cgil -  Cisl - Uil - Assolombarda - ABI - Unione Artigiani – Città metropolitana – API – ANCI Lombardia – Camera di Commercio di Milano -  Apa Confartigianato – Valore D – Federdistribuzione – Confcommercio Milano – SDA Bocconi.

Il lavoro agile non richiede una postazione fissa in ufficio; consente di svolgere i propri compiti ovunque, da casa, dal bar, dal parco, dalla palestra, da un ufficio decentrato o da una postazione in coworking. È una modalità che soddisfa chi lavora e rende le imprese più competitive.

L’adesione all’iniziativa è rivolta ad aziende di ogni dimensione, enti e liberi professionisti, associazioni, sindacati e a chiunque desideri far sperimentare ai propri lavoratori modalità di lavoro agile. Tre le modalità con le quali si potrà aderire all’iniziativa: “Sperimenta il lavoro agile”, offre la possibilità al dipendente di provare per un massimo di 5 giorni un lavoro al di fuori della sede abituale con  una flessibilità oraria o attraverso una postazione di coworking. “Adotta un‘impresa”, consente ad aziende che hanno già avviato lo smart working di offrire la propria competenza ad aziende interessate a sperimentare questa nuova modalità lavorativa. Infine “Organizza un evento”, in sede o presso uno spazio comunale, sul tema per diffondere e ampliare la conoscenza del lavoro agile a tutti gli interessati.

Secondo una indagine condotta dal Comune, in occasione della terza edizione della giornata del lavoro agile 2016, su un campione di 2.299 lavoratori che hanno aderito rispondendo al questionario, 1.073 sono uomini (47%) 1.226 donne (53%). Tra i partecipanti la fascia compresa tra 25 e 39 anni costituisce il 30%, tra 39 e 55 anni il 60%, gli over 55 il 10%. I laureati rappresentano il 54%, i diplomati 43%. Tra gli aderenti alla giornata del lavoro agile il 59% è impiegato, il 35% è quadro e solo 1% dirigente. Il luogo preferito per provare l’esperienza del lavoro agile per l’87% del campione è stato il lavoro da casa, il 9% ha scelto altre sedi distaccate dell’azienda rispetto all’abituale, solo 1% ha optato per una postazione in un coworking. Tempo risparmiato per gli spostamenti casa-lavoro da chi ha praticato il lavoro agile: 234.937 minuti, pari a circa 163 giorni e 4 ore. L'incremento del tempo risparmiato nel 2016 è risultato pari a +32% rispetto al 2015 e +52% rispetto al 2014. Tempo impiegato nel 43% dei casi per prendersi cura della famiglia, dedicarsi alla cura della casa e attività domestiche 20%, al lavoro 15%, al riposo 10%, alle proprie passioni e hobby il 6% e il 5% ad altro.

Dal punto di vista ambientale il lavoro agile fa bene, in un solo giorno sono stati evitati 58.438 km percorsi con mezzi privati a motore. Erano 35.752 km nel 2015 e 38.282 km nel 2014. Nella sola giornata del 2016 si è evitato di immettere nell’ambiente 1.93 kg di PM10, 26,6 kg di ossidi di azoto, 9,5 kg di biossido d’azoto e 11,7 tonnellate di anidride carbonica oltre a un risparmio di 5.080 litri di carburante.

Francia, Quartapelle (Pd): "Macron un alleato fondamentale per il processo di integrazione europea. Simile a Renzi? Certo sono due riformatori di una nuova generazione"

A margine del corteo milanese del 25 aprile, la deputata dem, capogruppo in Commissione Affari esteri alla Camera commenta l'esito del primo turno delle elezioni presidenziali francesi legando la corsa per l'Eliseo ai destini dell'Europa, tema che è stato anche cromaticamente rappresentato nella giornata che ricordava la Liberazione - (VIDEO)


Alitalia, Bersani al Comizio: "Aver sabotato l'accordo con Air France e KLM è stato il più grande delitto del secolo. Ora va messa in sicurezza senza troppi spezzatini"

Il rappresentante di Mdp parla da "parte in causa" essendo stato ministro dello Sviluppo economico ai tempi della trattativa con importanti compagnie aeree straniere: "Prima c'erano dei privilegi che adesso non ci sono più e gli stipendi rappresentano un terzo dei costi dell'azienda. Il governo si preoccupi ora che l'impresa non precipiti" - (VIDEO)


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"Io penso che aver sabotato l’accordo fatto con Air France e KLM sia stato il più grande delitto di politica industriale del secolo”. Lo ha dichiarato ai microfoni de ilComizio.it Pier Luigi Bersani, rappresentante di Mdp, su Alitalia. "Il governo – continua – si preoccupi che adesso l'impresa non precipiti quindi sentiamo gli azionisti, il consiglio di amministrazione. Se si fa il commissariamento si faccia senza cincischiare e poi si veda come trovare una traiettoria che tenga insieme l'assetto industriale di questa grande azienda, che trovi una traiettoria di messa in sicurezza, che eviti un eccesso di spezzatini… in questi anni dopo quel delitto si è sempre cercato di rimettere in sesto dando addosso al lavoro. È vero che c'erano dei privilegi ma adesso non ci sono più. Gli stipendi fanno 1/3 dei costi dell'azienda".

Pd, Cuperlo: "Se vince Renzi un'altra scissione? Mi auguro di no... Ma se non allarghiamo il perimetro a sinistra non vinceremo più"

L'intervista al deputato della minoranza dem che sostiene con forza la candidatura di Andrea Orlando alle primarie per la segreteria del Partito Democratico: "Veniamo da una serie di sconfitte. Dobbiamo necessariamente aprirci a forze come Campo progressista di Giuliano Pisapia. Proprio a Milano, prima con lui e poi con Sala si è visto qual è la strada giusta per essere maggioritari" - (VIDEO)


"Senza il Partito democratico non c’è un centrosinistra competitivo ma il Pd da solo non è più sufficiente a vincere. Bisogna ricostruire quel perimetro", ha detto Gianni Cuperlo nel corso di un incontro organizzato a Milano, e per farlo bisogna immaginare un sistema elettorale che premi la coalizione e non la lista perché, il ragionamento, allo stato non ci sarebbe alcun partito in grado di raggiungere il 40% per assicurarsi il premio di governabilità. Quel premio di coalizione che chiede anche l’ex sindaco di Milano, Giuliano Pisapia, per non essere costretto a coalizzarsi con Mdp e Si per sperare di superare la soglia di ingresso in Parlamento se dovesse – come sembra intenzionato di voler fare Renzi – più alta del 3%. Il Pd - ha ribadito - deve dialogare con Pisapia se vogliamo costruire un centrosinistra di governo in questo Paese".

Pd, Orlando lancia la sfida a Renzi: "Sono alternativo a lui. Senza una svolta non ci sarà un nuovo centrosinistra. E la storia delle primarie non è già scritta"

Ai nostri microfoni il ministro della Giustizia, candidato alla segreteria del Partito democratico, ribadisce la necessità di cambiare rotta anche nell'atteggiamento verso formazioni come Campo progressista di Giuliano Pisapia e più in generale verso le forze che esprimono posizioni più "a sinistra" - (VIDEO)


"C'è chi in queste settimane ha provato a imporre l'idea che la storia di queste primarie sia già scritta. Hanno sbagliato i calcoli, perché le storie già scritte non parlano al futuro. Inducono alla rassegnazione.
 Spingono tanti uomini e donne a stare chiusi in casa ad attendere da spettatori la storia". Lo ha detto il candidato alla segreteria Pd, Andrea Orlando, parlando ieri a Matera. Orlando ha rilanciato il ruolo della politica, che deve dire sempre la verità nei momenti difficili, invitando il Pd a fare tesoro delle sconfitte elettorali, come accaduto per il referendum del 4 dicembre scorso, e a indicare prospettive con una nuova fase di rilancio del partito. Orlando ha, infine, rivolto una esortazione ad andare a votare il 30 aprile per far saltare piani e calcoli di quanti indicano per le primarie una storia già scritta.

A margine di un incontro a Milano, il ministro della Giustizia, ha parlato della sua candidatura come alternativa a Renzi che sembra voler chiudere la porta ad alleanza con formazioni che si collocano a sinistra del Partito Democratico: "Se non ci sarà una svolta in questo senso, non si costruirà un nuovo centrosinistra.

Anpi... margini di peggioramento. Ovvero il 25 aprile e la tristezza della polizia schierata al camposanto

Milano - Dopo giorni di pressioni da parte dell'associazione partigiani, ecco le disposizioni di questura e prefettura sulle commemorazioni dei caduti della "parte sbagliata": vietati assembramenti al Cimitero Maggiore, agenti mobilitati in forze e minacce di denunce per "apologia di fascismo". Cosa c'è dietro tutto questo livore da anni '70?


Se volete sparateci pure, si spera solo moralmente. Ma proprio non ci piace il teatrino che è stato messo in piedi a Milano in questi giorni attorno alla "festa della Liberazione".

Non ci piace che la Brigata Ebraica abbia bisogno della scorta e di un cordone di protezione per partecipare al corteo antifascista che partirà a Porta Venezia per arrivare in Piazza Duomo, in quanto l'incolumità dei suoi rappresentanti sarebbe messa in pericolo dall'astio di altri antifascisti.

Non ci piace nemmeno che l'Associazione nazionale partigiani italiani (composta in massima parte da gente che "non aveva l'età"), in compagnia dei più influenti centri sociali della città, per giorni abbia letteralmente stalkerato, pare con successo, questore e prefetto affinché fosse vietata quella che hanno definito la "parata nera" di Musocco.

Ora, spieghiamo. Un gruppetto di reduci della Repubblica sociale italiana (detta sbrigativamente "di Salò") è solito ritrovarsi, in quello che fu nel 1945 il giorno della loro definitiva sconfitta, per omaggiare un migliaio di caduti della loro parte sepolti al "Campo X" del Cimitero Maggiore. Si tratta di una Messa, di corone di fiori e di un rito militaresco con bandiere tricolori e gagliardetti di associazioni d'arma. Poco dopo negli ultimi anni era solitamente la volta dei militanti di due gruppi della destra radicale, CasaPound e Lealtà Azione, che non fanno mistero di rifarsi, pur con tutt'altre prospettive, all'esperienza storica del fascismo. Si raggruppavano all'ingresso del camposanto per raggiungere le tombe dei "loro" morti. Anche in quel caso deposizione di fiori e il "Presente!", questione di una decina di minuti.

Quest'anno tutto ciò subirà forti limitazioni per via delle misure che i responsabili dell'ordine pubblico hanno deciso a seguito delle pressioni di Anpi e compagni. Certa stampa sottolinea, quasi a malincuore, che non potrà essere impedito a singole persone l'entrata al cimitero.

Sia chiaro, chiunque ha il diritto di non gradire questo genere di iniziative e può perfino legittimamente disprezzarle. Ciò che ci pare importante mettere in luce però è la dimensione della questione, nel merito. Siamo di fronte a una giornata in cui tutte le autorità di questo Stato e la quasi totalità delle forze politiche e culturali celebrano quella che in sede storiografica è stata definita la "Liberazione" dal fascismo e dall'occupazione tedesca. Ogni anno il 25 aprile ci sono centinaia di migliaia di persone in piazza, si canta "Bella ciao", si sventolano le bandiere, per lo più di colore rosso; contestualmente si svolgono cerimonie pubbliche con le autorità, mentre giornali e tv ne fanno un argomento centrale e imprescindibile.

Ora, vorremmo capire.

Che cosa spostano un centinaio di persone che in un cimitero intendono ricordare collettivamente uomini che ritengono di dover onorare in quanto ne hanno raccolto, a torto o a ragione, l'eredità? Può considerarsi una manifestazione di "apologia di fascismo" una commemorazione di defunti in un luogo dove, appunto, giacciono coloro che, belli o brutti che fossero, hanno lasciato questo mondo? Cambieranno mai tali espressioni le pagine di intoccabili libri di storia o le verità affermate senza possibilità di replica dai formatori dell'opinione pubblica? Si alzerà forse un giorno qualcuno durante un solenne discorso del presidente della Repubblica per dire sulla Resistenza ciò che il ragionier Fantozzi osò affermare circa la corazzata Potempkin?

A parte l'ultima ipotesi, tutto il resto ci pare francamente improbabile. Ergo, allora perché tanto accanimento nell'invocare divieti polizieschi, peraltro ben poco rivoluzionari e anti-borghesi, per iniziative di esigui rappresentanti dell'odiata parte sconfitta?

Lungi dall'ipotizzare che si tratti di scarsa autostima, cerchiamo altre risposte. Ma non le cercheremo tra chi, dopo aver negato qualunque dignità a quello che un antifascista come Giampaolo Pansa ha definito il "sangue dei vinti", oggi si affanna per mettere a tacere qualunque voce diversa dalla propria, anche qualora questa si limitasse a una preghiera. 

Rimane la tristezza per un'Italia mai pacificata, costretta allo spettacolo stanco di chi non rinuncia a un odio ormai più sordo che cieco. Non ci si stupisca quindi se la stragrande maggioranza degli italiani quando pensa al 25 aprile guarda il calendario per vedere se può fare "il ponte". Quest'anno il 24 è lunedì: ottimo.

Lombardia, Cattaneo: "Vi spiego che cos'è il Secondo Welfare". Poi punge la Lega: "Quando Calderoli affossò l'autonomia..."

Il presidente del Consiglio regionale risponde alle domande de ilComizio.it a margine di un incontro organizzato al Palazzo delle Stelline di Milano: "Le politiche sociali di sussidiarietà si basano non sull'assistenzialismo ma sulla valorizzazione della risorsa più importante, cioè la persona. Il referendum del 22 ottobre? Bene per avere risposte dal governo. Ci fa piacere che forze politiche, che dieci anni fa bloccarono questa strada per inseguire il federalismo fiscale, abbiano cambiato idea..." - (VIDEO)

Inter, Ausilio rinnova: "Riporteremo la squadra ai vertici in Italia e in Europa". E i conti migliorano, niente sanzioni Uefa

Il direttore sportivo nerazzurro ha prolungato il suo contratto con la società di proprietà del gruppo cinese Suning fino al 2020 e continuerà a guidare il mercato: "Grazie per la fiducia". Intanto buone notizie in materia di Fair Play finanziario per il club di Corso Vittorio Emanuele: deficit ridotto da 110 a meno di 30 milioni. Ma il pareggio di Bilancio deve essere raggiunto entro giugno e restano alcune restrizioni sulle liste delle Coppe e i trasferimenti


AUSILIO RINNOVA - Prosegue il matrimonio tra l'Inter e Piero Ausilio, che ha prolungato il contratto col club nerazzurro fino al 30 giugno 2020 e dunque continuerà ad avere la responsabilità del mercato interista. Ad ufficializzarlo è la società, attraverso un comunicato apparso sul sito: "E' un onore e sono molto felice - le parole del d.s. -. Insieme continueremo a rinforzare la squadra per riportare l'Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo".

Queste le dichiarazioni complete del direttore sportivo dell'Inter al momento della firma: "Dopo quasi 20 anni all'Inter, dal Settore Giovanile alla Prima Squadra, è un onore e sono molto felice di continuare il mio percorso in società. Ringrazio Suning, il chairman Zhang, Steven e tutto il management per la fiducia riposta in me: insieme continueremo a rinforzare la squadra per riportare l'Inter ai vertici del calcio italiano ed europeo".

Il vice presidente Javier Zanetti con Jindong Zhang e il figlio Steven
 
DEFICIT RIDOTTO - L'Inter ha ricevuto quest'oggi la comunicazione dall'Uefa e dal Club Financial Control Body di aver raggiunto gli obiettivi stabiliti nel Settlement Agreement firmato nel 2015 di rientrare nei limiti dei 30 milioni di deficit per il periodo fiscale 2016. Lo ha reso noto la società nerazzurra con una nota.
 
NESSUNA SANZIONE — Grazie a questo risultato il Club non sarà soggetto al pagamento di ulteriori 7 milioni di euro, che sarebbero stati trattenuti dalle entrate. Rispetto al risultato del 2015, la società è passata da un deficit di 110 milioni al raggiungimento della quota stabilita con l'Uefa stando al Settlement Agreement, il Club dovrà raggiungere il pareggio di bilancio entro giugno.
 
LA PRECISAZIONE DELL'UEFA - L'Inter ha "solo parzialmente" raggiunto gli obiettivi del Financial Fair Play: lo precisa l'Uefa, facendo il punto delle procedure nei confronti di diversi club europei. Per il club nerazzurro resteranno in vigore la limitazione del numero di giocatori nell'elenco A delle Coppe e le restrizioni di trasferimento.
  • Pubblicato in Sport
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