updated 7:13 AM UTC, Feb 23, 2020

Un'Europa a due velocità, la Germania "vola" in autostrada

Bocciata la proposta di fissare una velocità massima di 130 chilometri orari, sostenuta dalla maggioranza della popolazione tedesca e delle organizzazioni ambientaliste


La Germania rimarrà il paradiso dei conducenti che amano l'alta velocità. Il Consiglio federale tedesco (Bunderat) e la Camera che rappresenta i 16 stati federati, hanno rifiutato di fissare un limite di velocità sulla famosa rete autostradale del paese. Andando contro alla volontà dei cittadini e alle regole che impongono un abbassamento dei livelli di inquinamento attuati nei maggiori paesi europei. 

La misura era stata proposta del Comitato Ambiente della Camera di Stato nell'estate del 2019 e i rappresentanti degli Stati federati dovevano votare a favore o contro l'imposizione di un limite di velocità di 130 km all'ora. Il Partito socialdemocratico (SPD) e i Verdi avevano appoggiato la proposta, ma i due partiti cristiani democratici, il CDU e il CSU di Baviera, nonché il Partito liberale (FDP), si sono opposti ai nuovi limiti, votando contro. 

Le complicate relazioni politiche esistenti all'interno dei governi regionali alla fine hanno definitivamente chiuso l'iniziativa, sostenuta dalla maggioranza della popolazione e da numerose organizzazioni ambientaliste, che combattono l'inquinamento nelle città. 

Il limite di velocità sulle autostrade tedesche, aveva causato alla fine dello scorso anno un'aspra polemica all'interno del governo a causa delle diverse opinioni esistenti tra le tre parti che compongono la coalizione, la SPD, la CDU e la CSU. I socialdemocratici erano a favore della fissazione di un limite con l'obiettivo di ridurre gli incidenti mortali e le emissioni inquinanti, ma i due partiti cristiano-democratici si sono sempre opposti alla misura, perché ritenevano che un limite di velocità sulle autostrade potesse causare seri problemi per Giganti dell'industria automobilistica tedesca, come Mercedes Benz, BMW, Audi e le iconiche fabbriche di auto sportive come Porsche.

Nel mese di ottobre dello scorso anno, i Verdi hanno tentato di ottenere l'approvazione del limite di velocità nel parlamento federale, il Bundestag, ma il tentativo è fallito ancor prima di partire. La proposta per abbassare il limite di velocità è stata infine recuperata dal Comitato per l'ambiente del Bundesrat ed è stato inclusa in un pacchetto di modifiche alla legge sulla circolazione stradale, che intendono, ad esempio, rendere più sicuro e più attraente l'uso della bicicletta nelle città. Poco dopo aver saputo del risultato del voto, il Primo Ministro della Sassonia, Michael Kretschmer (CDU), ha difeso il suo voto contro, in un messaggio Twitter: "La Germania ha abbastanza leggi, regolamenti e divieti, non è necessario aggiungerne un altro".

L'organizzazione ambientalista Deutsche Umwelthilfe (DUH), da parte sua, ha espresso la sua delusione per il fallimento nel far approvare al Bundesrat una legge che andava verso la protezione del clima e ha diramato un comunicato stampa velenoso: "Ancora una volta le sedi di BMW, Daimler e VW hanno dimostrato che la politica del trasporto in Germania non è determinato dai rappresentanti eletti del popolo, ma dal più potente gruppo di pressione industriale in Germania".

 

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Il Coronavirus e una storia di due mercati agroalimentari, quello italiano e quello cinese

Per combattere la diffusione di nuovi virus, il mondo deve riflettere sulle condizioni dei mercati agroalimentari e sullo sviluppo agricolo irregolare della Cina


La diffusione mortale del Coronavirus sta gettando un'enorme ombra sulle condizioni sanitarie cinesi, legate al mercato Agroalimentare, l'Organizzazione mondiale della sanità (OMS) ha dichiarato questa situazione un'emergenza globale. La sua diffusione sembra essere estremamente rapida sebbene il suo tasso di mortalità non sembri essere troppo elevato.

Sembra che il primo focolaio del virus provenisse dai mercati umidi cinesi, ovvero quei mercati dove si vende (in scarse condizioni igieniche), carne cruda, dove la gente comune compra animali selvatici e li mangia senza grandi precauzioni sanitarie. Tuttavia, dietro la diffusione del virus e le condizioni dei mercati umidi cinesi, si profila un quadro più ampio e preoccupante dello sviluppo agricolo irregolare della Cina. E proprio su questo tema può essere utile confrontare la Cina e l'Italia, entrambe le società hanno diete che si basano sul consumo di prodotti agroalimentari freschi. 

Il Parmigiano italiano VS il latte artificiale cinese

In Italia, la produzione dell'enorme business del parmigiano si basa su un piccolo numero di fornitori di latte di qualità. Sono circa 700 e il consorzio del Parmigiano acquista il loro latte seguendo severi criteri di qualità e di garanzia. I fornitori più piccoli hanno stalle composte da poche centinaia di capi, i più grandi alcune migliaia. Le mucche vengono allevate in condizioni sanitarie rigorosamente monitorate e il consorzio verifica a campione e senza preavviso, la qualità del latte. Se anche solo una volta, il consorzio rileva che il latte non è conforme allo standard, il fornitore viene "semplicemente abbandonato" perdendo la possibilità di continuare a garantirsi un futuro lavorativo con il consorzio del Parmigiano. In questa situazione, nessun fornitore ha molti incentivi a tradire la qualità del latte e tutti i fornitori sono invece incentivati ​​a produrre alimenti di qualità superiore.

La situazione è molto diversa in Cina. Nel 2008, le madri cinesi hanno scoperto che la formula del latte vaccino per i bambini era stata arricchita con Melamina, una sostanza artificiale a base di Formaldeide che aumenta le proteine ​​nel latte, ma danneggia seriamente i reni dei bambini. L'azienda produttrice acquistò il latte da decine di migliaia di agricoltori, la maggior parte dei quali aveva solo poche mucche. Gli agricoltori vendevano il latte agli intermediari che poi lo vendevano alle società di produzione. Il latte vaccino cinese ha poche proteine ​​e quindi qualcuno ha pensato bene di arricchirlo con della Melamina per soddisfare le esigenze nutrizionali. Ad oggi non si è ancora scoperto chi abbia aggiunto la melamina, troppi fornitori e intermediari coinvolti che non avevano alcun legame diretto con il produttore finale del latte vaccino per bambini. La catena di approvvigionamento era troppo lunga e larga per poter controllare efficacemente la qualità. L'unico modo per cercare di controllare le giuste misure sanitarie nella produzione, comporterebbe l'intervento statale con dei controlli a campione del latte di ciascun agricoltore, ma ciò richiederebbe uno sforzo in termini economici e di uomini monumentale che comunque non garantirebbe l'arrivo corretto al produttore, vista la tortuosa strada degli intermediari.

Per garantire davvero la qualità dell'offerta, si dovrebbe adottare il sistema del parmigiano, ovvero disporre di un numero inferiore di fornitori che hanno un incentivo economico per mantenere elevati gli standard. Ma per arrivare a questo stadio, molti agricoltori che ora allevano solo poche mucche dovrebbero perdere il lavoro e la terra, generando però ulteriore povertà e massa umana nelle ormai sature città.

 

Tutto ciò si abbatterebbe sul delicato sistema di Welfare cinese, il governo dovrebbe aumentare le tasse per dare sussidio iniziale agli agricoltori che decidessero di abbandonare la campagna, aumentando a dismisura le tasse anche a quei ceti, con cui aveva fatto accordi ben precisi. Ciò spezzerebbe il contratto sociale che il governo cinese ha stipulato con la propria gente dopo Tiananmen nel 1989. Sulla scia della repressione, i leader cinesi avevano stretto un patto con gli studenti, che potevano fare affari come volevano e non pagare tasse, purché non si intromettessero più con la politica. Potevano diventare ricchi ma stando fuori dalla politica. Ora se il governo cinese infrangesse quel contratto sociale, la sua posizione sarebbe gravemente indebolita e contemporaneamente dovrebbe stipularne uno nuovo andando a nuovi accordi.

E' facile notare che le grandi pandemie che hanno colpito gli uomini coincidono sempre con lo sviluppo di epidemie di animali, lo scoppio della SARS nel 2003 e oggi  il Coronavirus. Nel 2003, prima della SARS, si è verificata una massiccia esplosione di influenza aviaria. Prima del Coronavirus, esattamente nella primavera del 2019, la Cina era stata spazzata da un'epidemia di influenza suina che ha causato l'abbattimento di metà della popolazione di maiali, che corrisponde a circa un quarto della popolazione mondiale. L'influenza suina è ancora in corso e non è chiaro quando e se sarà superata. Il 1 ° febbraio, nella provincia meridionale cinese di Hunan, vicino a Hubei, culla del Coronavirus, si è anche verificato un nuovo imponente focolaio di influenza aviaria.

Qui ci sono due questioni da considerare: una è la soluzione dell'attuale epidemia di Coronavirus e certamente il mondo intero deve cercare di collaborare per fermare il virus, la seconda è un problema sistemico più ampio; come modernizzare l'agroindustria cinese per "prevenire una diffusione massiccia di malattie degli animali alle persone in futuro".

La produzione agricola e le vendite di carne devono essere ammodernate ed eseguite secondo le moderne condizioni sanitarie. Ma questo ha anche grandi implicazioni politiche.

Chiaramente, la SARS e il CORONAVIRUS dimostrano che questi problemi non sono solo cinesi ma, poiché hanno un enorme impatto sull'insicurezza sanitaria in tutto il mondo, sono anche problemi globali.

 

 

FONTE: AsiaTimes

La Cina ammette problemi nella risposta al virus; il bilancio delle vittime sale a 426

I pazienti continuano ad arrivare all'ospedale di Wuhan da 1.000 posti letto, l'ospedale costruito in 10 giorni non è ancora completo, ma a causa delle gravi esigenze sanitarie, già attivo a pieno regime.


Xi Jinping ha ammesso "carenze e difficoltà" nella risposta sanitaria allo scoppio del coronavirus, poiché i media statali hanno affermato che un nuovo ospedale costruito a un ritmo vertiginoso ha già iniziato a ricevere pazienti nell'epicentro della crisi.

Oggi sono state confermate sessantaquattro nuove morti, superando il record di lunedì, registrando un nuovo aumento giornaliero da quando il virus è stato rilevato alla fine dell'anno scorso nella città centrale di Wuhan. Il bilancio delle vittime in Cina si è attestato a 426, superando i 349 decessi sulla terraferma causati dallo scoppio della sindrome respiratoria acuta grave (SARS) del 2002-03, che ha ucciso quasi 800 in tutto il mondo. 

Il governo di Pechino ha comunque accusato gli Stati Uniti di aver scatenato il "panico" con la sua risposta mediatica al Coronavirus, compreso un divieto di ingresso nel paese per gli stranieri che sono stati recentemente in Cina. Finora il virus si è diffuso in oltre 20 paesi e diverse altre nazioni hanno istituito rigide regole sanitarie.

L'Organizzazione mondiale della sanità ha dichiarato la crisi emergenza sanitaria globale e la prima morte fuori dalla Cina è stata confermata domenica nelle Filippine.

Secondo l'agenzia di stampa ufficiale Xinhua, mentre corre per cercare di contenere la diffusione del virus, il Comitato permanente del Politburo (l'élite medica cinese), ha chiesto miglioramenti al "sistema nazionale per la gestione delle emergenze" a seguito di "carenze e difficoltà esposte nella risposta all'epidemia". Per il Politburo, "È necessario rafforzare la vigilanza del mercato, vietare risolutamente e reprimere severamente i mercati e gli scambi illegali di animali selvatici".

Il governo ha anche affermato di aver "urgentemente" bisogno di equipaggiamento medico protettivo come maschere chirurgiche, tute protettive e occhiali protettivi per controllare l'epidemia.

Le autorità nelle province che ospitano più di 300 milioni di persone (tra cui il Guangdong, il paese più popoloso del sud della Cina con 113 milioni di persone), hanno ordinato a tutti di indossare maschere in pubblico. 

Ma le fabbriche in grado di produrre circa 20 milioni di maschere al giorno funzionano solo al 60-70% della capacità, ha detto il portavoce del dipartimento industriale Tian Yulong, aggiungendo che la domanda e l'offerta sono rimaste in "stretto equilibrio" a seguito della pausa del nuovo anno lunare. Tian ha affermato che le autorità stanno prendendo provvedimenti per importare delle forniture di maschere da Europa, Giappone e Stati Uniti, mentre il ministero degli Esteri ha dichiarato che paesi come Corea del Sud, Giappone, Kazakistan e Ungheria hanno donato a titolo gratuito forniture mediche.

La maggior parte delle morti è avvenuta a Wuhan e nella circostante provincia di Hubei.

Con oltre 20.400 infezioni confermate, il tasso di mortalità per il nuovo Coronavirus è molto inferiore al tasso del 9,6% registrato dalla SARS.  Il virus sta generando un problema economico crescente, chiudono le imprese, frenano i viaggi internazionali e le linee di produzione dei principali marchi globali si stanno pian piano fermando. Il mercato azionario di Shanghai è precipitato di quasi l'8% lunedì il primo giorno di negoziazione dopo le vacanze, poiché gli investitori hanno recuperato terreno con il ritiro globale della scorsa settimana. A Wuhan, che è stato trasformato da vivace centro industriale in una città quasi fantasma, i residenti vivono nel profondo timore di contrarre il virus. Le strutture mediche della città sono state travolte.

L'emergere del virus ha coinciso con il capodanno lunare, quando centinaia di milioni di persone viaggiano attraverso il paese per le tradizionali riunioni di famiglia. Una vacanza prolungata di altri tre giorni, al fine di permettere alla autorità di prepararsi al meglio. Ma alcune città importanti - inclusa Shanghai - lo hanno prolungato ulteriormente, molte scuole e università hanno ritardato l'inizio delle lezioni.

 

Fermare la diffusione

Molte nazioni hanno evacuato centinaia di loro cittadini dalla Cina, costringendoli alla quarantena e più compagnie aeree stanno cancellando i servizi verso la terraferma. Lunedì il ministero degli Esteri cinese ha criticato gli Stati Uniti per essere stati tra i primi a evacuare i connazionali, senza fornire "assistenza sanitaria sostanziale" alla Cina.

Le azioni statunitensi avevano causato "panico", ha detto la portavoce cinese Hua Chunying. Mongolia, Russia e Nepal hanno chiuso i loro confini terrestri, mentre Hong Kong, provincia semi-autonoma ha annunciato che chiuderà tutti i confini, tranne i due passaggi di terra utilizzati per far pervenire aiuti sanitari in territorio cinese.

La Cruise Lines International Association, che rappresenta alcuni dei maggiori operatori del mondo, ha affermato che le navi negheranno l'imbarco ai passeggeri e all'equipaggio che hanno recentemente viaggiato in Cina.

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'Sardine' contro Salvini: la lotta dell'Italia contro la destra

Migliaia di persone scendono nelle piazze italiane, come parte del movimento “sardine”, contro il leader della Lega e ex vice primo ministro d'Italia, Matteo Salvini e i suoi alleati.


I manifestanti si riuniscono nelle piazze italiane nel tentativo di "scuotere ulteriormente la politica del paese e combattere, a detta loro, l'xenofobia e il razzismo. Siamo molto felici e abbiamo raggiunto il nostro obiettivo", ha detto uno dei fondatori del movimento, Mattia Sartori, 32 anni, poiché oltre 100.000 persone avrebbero dovuto marciare nella capitale lo scorso mese.

"Siamo antifascisti, a favore dell'uguaglianza, contro l'intolleranza, contro l'omofobia", ha detto Santori ad AFP, mentre i manifestanti cantano l'inno "Bella Ciao".

"Siamo stanchi di questa cultura dell'odio", ha detto ad AFP il rappresentante del movimento nella capitale italiana, Stephen Ogongo, un giornalista di 45 anni di origine keniota. "Non tollereremo più un linguaggio razzista, fascista, discriminatorio o sessista". 

Il movimento delle Sardine è nato a novembre,dopo che il fondatore Santori, da Bologna, ha inviato in tarda notte, un messaggio urgente a tre amici, dicendo loro di incontrarsi il giorno successivo. Un incontro che stava dando il via ad un nuovo e potente movimento, pochi giorni prima che Salvini e i suoi compagni di coalizione, in un'arena sportiva a Bologna avrebbero lanciato la loro campagna per le elezioni regionali dell'Emilia-Romagna.

I quattro amici hanno covato una riposta ai continui messaggi social di Salvini,  riempiendo le piazze italiane senza il bene placido dei media o il lavoro della grande macchina salviniano " la Bestia" di Luca Morisi. Il palazzetto dello sport aveva una capacità di 5.700 persone e, tramite un annuncio sulla pagina privata di Facebook di Santori, il gruppo ha invitato le persone a una contro-manifestazione in Piazza Maggiore a Bologna, con l'obiettivo di attrarre 6000 persone.

Quello che è successo dopo ha confuso le loro aspettative: 15.000 persone hanno riempito la piazza di Bologna. Mentre l'alleanza elettorale di destra si sente pungere i fianchi e rosicare piano piano voti troppo importanti per essere persi.

E' dovere di cronaca precisare che i numeri così alti raggiunti dal neo movimento è raggiunto grazie anche alla partecipazione di migliaia di migranti, da sempre ostili e contro la poca tolleranza della destra italiana nei confronti della migrazione.

"Ci hanno detto che l'immigrazione è un problema per nascondere problemi reali", ha detto Pietro Bartolo, un membro del parlamento europeo noto come "dottore dei migranti" e che ha dedicato anni della sua vita, per affrontare la crisi dei rifugiati nel Mediterraneo.

"Dobbiamo resistere", ha aggiunto Bartolo, che si è unito alla protesta. “Le leggi che criminalizzano coloro che salvano le persone, sono leggi contro la nostra costituzione. Queste leggi sono un peccato."

Ma attente Sardine perchè la velocità, la poca esperienza e il poco tempo per capire i difficili meccanismi della polita, nel suo senso più completo, possono diventare un capestro, il Movimento 5 Stelle sta ora pagando le conseguenze di non avere nei suoi ranghi, politici di lavoro o statisti meritevoli di questo nome.

Salvini ha deriso il movimento, scrivendo su Twitter che preferisce i gattini perché "mangiano sardine quando hanno fame". Tuttavia, in un sondaggio di novembre, il 40% degli italiani ha affermato che il movimento rappresenta ora il "nemico più pericoloso di Salvini". 

Noi diciamo attenti perchè quando le maree si ritirano lasciano solo sabbia liscia e i castelli cadono lasciando solo un piccolo, lieve e triste ricordo di quello che fu...

Disoccupazione al 9,9%

L'ISTAT ha dichiarato che la disoccupazione italiana, negli ultimi due mesi è aumentata del 9,9%


L'agenzia nazionale di statistica ha riferito che il numero di persone in cerca di un lavoro è aumentato di 73.000 unità nell'ultimo mese rispetto al mese precedente. Viene anche evidenziato che il numero di persone occupate è diminuito di 32.000 unità e tra luglio e settembre sono stati persi in totale 60.000 posti di lavoro. Il tasso di disoccupazione dei giovani che sono attivamente sul mercato del lavoro, nella fascia di età tra i 15-24 anni è salito al 28,7%, con un aumento di 1,1 punti percentuali rispetto al mese di settembre.

Turchia, Spadafora: "L'Uefa valuti se è opportuna la finale di Champions a Istanbul". E i tifosi italiani insorgono contro Calhanoglu, Demiral e Under: "Fuori"

Il ministro dello Sport italiano invia una lettera al presidente della Uefa, Aleksander Ceferin, mentre fanno molto discutere i saluti militari dei giocatori turchi al termine delle ultime due partite della loro nazionale. In particolare non sono piaciute le prese di posizione dei calciatori impegnati nel nostro campionato a sostegno dell'intervento in Siria da parte di Ankara


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"In qualità di Ministro per lo Sport del Governo italiano, le chiedo di valutare se non sia inopportuno mantenere, ad Istanbul, la finale della Uefa Champions League in programma per il prossimo 30 maggio". Così il ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, in una lettera inviata al presidente della Uefa, Aleksander Ceferin.

"A seguito - prosegue Spadafora - dei gravissimi atti contro la popolazione civile curda avvenuti negli ultimi giorni, il Consiglio degli Affari esteri dell’Unione Europea è appena intervenuto ufficialmente: “L’Unione europea condanna l’azione militare della Turchia che mina seriamente la stabilità e la sicurezza di tutta la regione". Parole nette che interpretano il sentimento diffuso nell’opinione pubblica europea ed italiana. Le notizie di violazioni dei diritti umani, di crimini contro i civili e dell’uccisione di attivisti come Hevrin Khalaf hanno profondamente colpito la comunità internazionale".

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"Ricordo che l’Assemblea generale delle Nazioni Unite promuove da anni la “Giornata internazionale dello sport per lo sviluppo e la pace” ogni 6 aprile, riconoscendo allo sport un importante valore sociale e culturale. Sappiamo bene che la drammaticità di quanto sta avvenendo in Siria non si risolverà con questo atto, ma siamo tutti consapevoli dell’importanza – politica, mediatica, economica, culturale - che riveste uno degli appuntamenti sportivi più importanti a livello mondiale. Consapevole delle numerose implicazioni, e rispettando l’autonomia dell’organo da Lei presieduto, mi auguro che il calcio europeo nella sua massima espressione possa, per il suo tramite, prendere la scelta più coraggiosa e dimostrare, ancora una volta, che lo sport è uno strumento di pace. Confidando in un positivo riscontro porgo cordiali saluti", conclude il ministro dello Sport.

Intanto Hakan Calhanoglu e Merih Demiral sono di nuovo nella bufera. Nel match di ieri contro la Francia i giocatori turchi di Milan e Juventus hanno riproposto, insieme ai loro compagni di nazionale, il saluto militare che già aveva scatenato polemiche dopo la partita con l'Albania. Poi, tra dichiarazioni post-gara e messaggi sui social, hanno gettato ulteriore benzina sul fuoco. "Gioco per la nazionale e quando lo faccio la politica è da un’altra parte. Noi giochiamo a pallone, ma siamo al 100% con la nostra nazione. Anche se comunque non sempre è tutto bello", ha detto il rossonero Calhanoglu. Demiral invece ha scelto ancora una volta twitter per esprimere il suo appoggio al presidente Erdogan e all'offensiva della Turchia nel nord della Siria. "Ne mutlu Turkum diyene", ha scritto il difensore bianconero citando una celebre frase di Mustafa Kemal Ataturk che tradotta significa: "Felice è colui che si chiama turco".

Ora sui social spopolano gli hashtag dei due giocatori e in tanti esortano i due club italiani a cederli. "Ma un #demiralout non ci starebbe? Giocatore di medio livello, arrogante nazionalista che manda messaggi indegni...secondo me la Juventus merita molto di meglio", "Vattene via dalla Juve", "Cara Juventus, temo che giocatori come Merih Demiral, che infangano lo sport con i messaggi di guerra di un dittatore assassino, non meritino di giocare in Italia, né a Torino, né altrove. Le chiedo, da tifoso, di lanciare un messaggio forte", scrivono alcuni tifosi bianconeri. "Onore al St.Pauli società e tifoseria unite per cacciare un loro dipendente che ha osato prendere posizione verso un genocidio. Prendete esempio per Calhanoglu, Demiral e Under", si legge sempre su twitter in un discorso allargato anche al romanista Under.

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Posizioni nette anche da molti tifosi rossoneri: "Se è al 100% con la sua Nazione se vada fuori dai coglioni al più presto, magari proprio in Turchia, nel frattempo togliti la 10 che sei uno scandalo", "Milan tutto ok con le dichiarazioni di Calhanoglu dopo l’esultanza con saluto militare in sostegno alla guerra della Turchia in Siria?", "Mi aspetto una pioggia di fischi a San Siro, se non vieni mandato via a calci nel culo nella società. Indegno di vestire quella maglia, come calciatore e come uomo, sparisci", sono solo alcuni messaggi che prendono di mira il centrocampista rossonero.

 

(Fonte: Adnkronos)

 
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Alto Adige, Rampelli (Fratelli d'Italia) durissimo: "Disegno di pulizia etnica e linguistica degli austriaci"

E' scontro dopo la decisione assunta dal Consiglio provinciale di Bolzano di cancellare l’espressione "altoatesino" e "Alto Adige" dalla legge relativa alle "Disposizioni per l'adempimento degli obblighi della Provincia autonoma di Bolzano derivanti dall'appartenenza dell'Italia all'Unione europea". Il vicepresidente della Camera, esponente del partito di Giorgia Meloni, all'attacco con post su Facebook: "Sono dei prepotenti, Evidentemente siamo stati troppo generosi. Ora basta, la misura è colma". Ecco cosa può succedere


Consapevolmente Alto Adige

"Gli austriaci perseguono ancora il disegno della pulizia etnica e linguistica. Ora basta. L'Italia non può più accettare le prepotenze dei tedeschi dell'Alto Adige. La misura è colma". Lo scrive il vicepresidente della Camera dei deputati Fabio Rampelli sulla sua bacheca Facebook.

"L'elevatissimo tenore sociale raggiunto dai sedicenti sudtirolesi - sottolinea l'esponente FdI - è dovuto ai finanziamenti dello Stato, cioè ai soldi versati da tutti i cittadini italiani e trasferiti in abbondanza a Bolzano e nella sua provincia, al turismo, italiano per il 90% del totale, al consumo di prodotti locali distribuiti nel mercato italiano, alla costosa tutela della salute gentilmente pagata dall'Italia, esattamente come le forze dell'ordine, la forestale, le forze armate, gli uffici postali, le infrastrutture. Inutile ricordare assurde decisioni subite supinamente dai governi centrali che prevedono che un cittadino italiano che si trasferisce a Bolzano non abbia diritto di voto o le norme che di fatto escludono gli imprenditori italiani dalle agevolazioni o la guerra frontale alla lingua italiana con tanto di rimozione di cartelli bilingue sui percorsi montani".

"Se vogliono mettere in discussione l'esito del primo conflitto mondiale tirassero fuori le palle e ci dichiarassero guerra. Il nostro percorso d'integrazione è stato lungo, comprensivo e molto remunerativo per loro. Ma evidentemente siamo stati troppo generosi... Che s'inizi a rivedere lo Statuto della provincia autonoma di Bolzano. Noi non siamo degli idioti al loro servizio, né una mucca da mungere per satollare le loro viscere. Sappiamo essere cortesi e disponibili, ma anche cinici e spregiudicati, se ci fanno imbestialire", conclude Rampelli. 

(Fonte: Agi)

-6 giorni alle Elezioni europee: forti timori per i cambiamenti portati dall'attesa spinta dei populisti

Più di 400 milioni di elettori nei paesi dell'UE saranno chiamati alle urne dal 23 al 26 maggio, per eleggere un nuovo Parlamento europeo


Saranno le elezioni dei partiti populisti che dovrebbero registrare una nuova spinta verso l'alto grazie al problema scottante dell'immigrazione. Queste forze ostili all'Unione europea, tuttavia secondo i sondaggi, saranno ben lontane dall'ottenere la maggioranza, ma sicuramente contribuiranno allo sconvolgimento degli equilibri ormai storici dell'emiciclo europeo, dominato quasi ininterrottamente dal 1979 dai due maggiori partiti della destra e della sinistra europeista.

Ironia della sorte, il voto inizierà nel Regno Unito, costretto a votare perché il suo accordo sul distacco dell'UE non è ancora stato ratificato e si concluderà domenica, con il passaggio nella cabina elettorale degli elettori di paesi importanti come Germania, Francia, Italia e Spagna.

Verranno esaminati in particolare i voti dei partiti di estrema destra del National Rally di Marine Le Pen in Francia, della Lega di Matteo Salvini in Italia e del partito pro-Brexit di Nigel Farage nel Regno Unito.

Considerate dagli studiosi politici come le "elezioni per il run-off ", il rinnovo dei 751 membri eletti del Parlamento è anche tradizionalmente segnato da una forte astensione, grazie alla poca informazione e alla grande disinformazione, che non pongono questo voto come un ingranaggio essenziale nello sviluppo delle leggi europee.

Questo disinteresse degli elettori è aumentato costantemente dalle prime elezioni del 1979, l'astensione è aumentata dal 38% di quell'anno al 57,4% nel 2014 data delle ultime elezioni.

Secondo un sondaggio condotto da YouGov su 8.021 persone in otto paesi (Belgio, Francia, Germania, Italia, Spagna, Polonia, Ungheria, Svezia), pubblicato a maggio, l'immigrazione e la protezione dell'ambiente, due temi emersi in ambito locale, sono considerati le principali sfide per il futuro dell'UE.  


Quattro anni dopo la crisi migratoria del 2015 e sebbene il flusso degli arrivi abbia cessato la sua veloce corsa, la destra politica continua a focalizzare il suo discorso su questo tema, un tema che diventerà una linea di faglia sul continente europeo. Intanto i vertici della Lega Italiana con Matteo Salvini e i francesi del Rassemblement National di Marine Le Pen stanno tentando di creare un fronte comune delle forze nazionaliste che combatta l'immigrazione e la forte vocazione centralista dell'attuale Unione Europea.

Secondo le ultime proiezioni pubblicate da Parlamento europeo, sulla base di indagini nei 28 paesi, nella nuova Camera, il gruppo attuale, ENL salirebbe a 62 eletti (25 in più rispetto ad oggi), tra cui 26 italiani (20 Lega) e 20 francesi (5 RN). Aggiungendo gli anti-europeisti e l'ELDD (dove siedono il Movimento Cinque Stelle italiana o pro-Brexit britannico Nigel Farage), gli euroscettici CRE (costituiti dai conservatori britannici e del partito polacco PiS al potere Varsavia), questa proiezione dà un totale di 173 eletti.

"Attualmente, il Parlamento conta quasi il 25% di euroscettici e potrebbe arrivare al 35%", ha dichiarato Jean-Dominique Giuliani, presidente della Robert Schuman Foundation, "Non bloccherà il Parlamento, ma ci sarà un'irradiazione, un'influenza dei partiti di destra e di estrema sinistra nei temi che il nuovo parlamento metterà in discussione".

Inoltre, se questi partiti, che vogliono cambiare l'Unione europea dall'interno, possono avere intenti comuni in materia di immigrazione, sono ben lungi dall'essere d'accordo su altre importanti questioni, come ad esempio l'atteggiamento da avere sulla La Russia di Vladimir Putin o il rispetto delle regole in merito di stabilità economica.

Sempre secondo le ultime proiezioni pubblicate dal Parlamento europeo, le due grandi famiglie tradizionali, il PPE e i socialdemocratici (S&D) a sinistra, si potranno vedere depauperate di ben 37 poltrone, perdendo così la loro maggioranza. I verdi, che potrebbero beneficiare del movimento pro-clima, in particolare in Belgio e in Germania, otterrebbero 5 seggi. Quindi si potrebbero creare 3 macro gruppi che andrebbero a determinare la maggioranza a seconda del tema trattato.

Questo insieme di alleanze sarà cruciale per i futuri dirigenti europei, incluso il successore di Jean-Claude Juncker a capo della Commissione, che vedra chiudersi il suo mandato subito dopo le elezioni.

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