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updated 8:05 PM UTC, Sep 28, 2020

Franck Kessie; il centrocampista "Rossonero" che fa impazzire i tifosi

Il centrocampista ivoriano ottiene la palma del migliore in campo contro il Crotone, scelto da tutti i tifosi rossoneri (il 58%)


Notizia in prima pagina del sito ufficiale AC Milan, 

Da mesi è ormai uno dei pilastri del centrocampo del Milan, ma giorno dopo giorno continua a stupire per la grande capacità di abbinare la consueta quantità alla sagacia tattica. Tutti elementi che ne fanno uno degli elementi più utilizzati da Mister Pioli fin qui. Stiamo parlando di Franck Kessie, che dalla serata dello Scida torna a casa con i tre punti, con un gol realizzato e con la palma del migliore in campo scelto da tutti i tifosi rossoneri (con il 58%) attraverso la votazione avvenuta sulla nostra App ufficiale. Un plebiscito, che ha fatto arrivare il numero 79 davanti a Kjær (17%) e Çalhanoğlu (12%). Sono i numeri a certificare la prestazione di Franck, che con il rigore trasformato contro il Crotone è arrivato a quota 11 sui 12 calciati in Serie A. Ma oltre al gol, c'è tanto di Kessie nel successo rossonero: è il giocatore, infatti, che ha totalizzato il maggior numero di passaggi (51) e lanci (6) positivi. Bene anche le sue statistiche sui dribbling, 6 in totale e tutti riusciti (100%). Non solo qualità, anche tanta intensità per il centrocampista del Milan, che è il recordman di palloni riconquistati (11). Numeri importanti, che da soli valgono il premio di MVP. Bravo Franck!

 

FONTE: AC MILAN

Ibrahimovic positivo al Covid. Il Milan perde il suo uomo-simbolo per le prossime partite di Europa League e campionato. Lui "minaccia" il virus: "Ha avuto il coraggio di sfidarmi. Pessima idea"

Anche Zlatan Ibrahimovic ha contratto il coronavirus. La positività dello svedese è emersa in seguito al nuovo giro di tamponi effettuato dal club dopo il caso di Duarte, risultato positivo al test nella giornata di mercoledì. Ibra dovrà ora osservare un periodo di isolamento in attesa della negativizzazione e non potrà essere a disposizione di Pioli per la sfida di Europa League contro il Bodo/Glimt, valida per il terzo turno preliminare. Lo svedese salterà anche l'eventuale playoff EL e le gare di campionato con Crotone e Spezia


IL COMUNICATO DEL CLUB

"AC Milan comunica che Zlatan Ibrahimovic è risultato positivo al tampone effettuato per la partita odierna, Milan-Bodø/Glimt. Informate le autorità sanitarie competenti, il giocatore è stato prontamente posto in quarantena a domicilio. Tutti gli altri tamponi effettuati sul gruppo squadra sono risultati negativi".

IBRA SUI SOCIAL: "NESSUN SINTOMO, IL COVID HA AVUTO LA PESSIMA IDEA DI SFIDARMI"

"Sono risultato negativo al test ieri e positivo oggi - ha scritto Zlatan sui social - Non ho alcun tipo di sintomo. Il Covid ha avuto il coraggio di sfidarmi. Pessima idea".

Un brutto colpo comunque per i rossoneri, che dovranno rinunciare al loro uomo-simbolo in occasione di quella che il tecnico ha definito come "una finale". Ibra con tutta probabilità dovrà rinunciare anche alla trasferta di Crotone, in programma domenica alle 18, oltre che all'eventuale playoff di Europa League previsto tra una settimana.

Calcio, ecco il calendario di serie A: botti all'inizio e alla fine. Derby di Milano alla quarta giornata e Inter-Juve alla penultima. Subito dura per Pirlo e Conte, avvio morbido per Pioli

Stilato il calendario della Serie A 2020/21 e Andrea Pirlo farà il suo debutto alla guida della Juventus contro la Sampdoria. Il Napoli giocherà a Parma, mentre il Milan di Pioli ospiterà il Bologna. Avvio in salita per i bianconeri con Roma e Napoli alla seconda e alla terza giornata. Alla quarta, 18 ottobre dopo la sosta per le nazionali, il derby di Milano Inter-Milan. Chiusura con il botto con il derby d'Italia in calendario alla penultima giornata, mentre all'ultima il Milan sfiderà l'Atalanta


Varato il calendario di Serie A. Si parte... con il botto rimandato. Perché Lazio-Atalanta, il big match della prima giornata, sarà rinviato per gli scorsi impegni europei dei nerazzurri di Gasp. Stesso destino per Benevento-Inter. Si giocheranno regolarmente invece Fiorentina-Torino, Genoa-Crotone, Juve-Sampdoria, Milan-Bologna, Parma-Napoli, Sassuolo-Cagliari, Udinese-Spezia (a meno che i liguri, impegnati nei playoff promozione, non chiedano il rinvio) e Verona-Roma.

FINALE SPETTACOLO - Ma l'attenzione inevitabilmente la strappano i big match e i derby. E se in tanti pronosticano un duello tra Juve e Inter, il computer ha piazzato la grande sfida alla penultima giornata. Andata a San Siro il 17 gennaio, ritorno il 16 maggio allo Stadium. Stesse date per il derby di Roma.

I BIG MATCH - Il primo vero big match si giocherà il 26 o 27 settembre (in attesa che vengano stabiliti anticipi e posticipi), con la Roma che ospita la Juve. L'Inter farà invece l'esordio in casa contro la Fiorentina, mentre l'Atalanta andrà a Torino. Non male anche il menù della terza, prima della sosta per le nazionali, con Juve-Napoli e Lazio-Inter. Alla ripresa, il 18 ottobre, ecco il derby di Milano (ritorno il 21 febbraio) e un croccante Napoli-Atalanta. In generale, la Juve non affronterà in quest'anno solare nemmeno l'altra milanese. Milan-Juve infatti si giocherà il 6 gennaio, mentre il ritorno è previsto il 9 maggio. Juve-Lazio sarà il piatto forte della settima giornata.

I DERBY - Detto di Inter-Milan e Lazio-Roma, vediamo gli altri due derby. Juventus-Torino si terrà alla decima giornata il 6 dicembre, il ritorno il 3 aprile. Il derby della Lanterna tra Sampdoria e Genoa si terrà invece alla sesta giornata, il primo novembre, con ritorno il 3 marzo.

 

(Fonte: gazzetta.it)

Milan, Boban: "Quell'inno è una caduta di stile". Emis Killa lo insulta: "Faccia di m...a". Lite social rossonera ad alta gradazione alcolica (VIDEO)

"Cosa rispondi al Sig. Zvonimir Boban che definì la tua canzone Rossoneri una caduta di stile per il Milan?", gli ha chiesto un fan su Twitter con riferimento all'inno per il club scritto insieme a Saturnino, storico bassista di Jovanotti. La risposta del rapper di Vimercate non è stata delle più carine sul conto dell'ex campione croato ora dirigente. Il giorno dopo una spiegazione senza ripensamenti: "Ero ubriaco, ma confermo tutto"


Il Milan ha un nuovo inno #Rossoneri scritto da Emis Killa e Saturnino

"Sì, 1899, è la data che tengo a memoria/ A.C. Milan uguale vittoria/ in Europa si è fatta la storia". Emis Killa è l'autore dell'inno del Milan che risuona a San Siro prima delle partite casalinghe. Un inno che non piace a tutti, neanche all'ex 10 rossonero ed ex dirigente Zvonimir Boban, che lo ritiene una caduta di stile. E a questo ha risposto, su Twitter, il rapper italiano.

Tornato a casa ubriaco, come ha scritto lui stesso, Emis Killa, nella notte, ha risposto ai suoi fan, uno dei quali gli ha chiesto di commentare il pensiero del dirigente croato: "Una caduta di stile per il Milan? Faccia di m...a". Se ha ritrattato il giorno dopo, Emis Killa? No, ha solamente precisato il suo pensiero: "Per essere chiari, io il fascino dei calciatori non l’ho mai subito. Che tu sia pinco pallino o Cristiano Ronaldo, se mi rompi il c... gratuitamente sei nulla. Figuriamoci di voi invasati sui social. Buone cose a voi!".  

Stamattina la "precisazione del giorno dopo" da parte dell'artista: "Ieri sera ero ciucco, quando bevo esagero sempre - ha twittato -. Ciò nonostante riconfermo ogni cosa che ho scritto, buongiorno!". Per poi continuare: "Comunque, qualcosa mi dice che molti cialtroni perderanno un paio di giorni a discutere di sta min.....a, quindi vado in piscina e lascio che si spengano da soli. A presto!".

Ancelotti indagato in Spagna per evasione fiscale di un milione di euro. L'accusa: "Società di comodo per occultare i guadagni"

Per la procura iberica il tecnico emiliano avrebbe nascosto l'identità del vero beneficiario delle entrate per i diritti d'immagine quando guidava il Real Madrid tra il 2014 e il 2015. L'attuale allenatore dell'Everton è solo l’ultimo personaggio legato al calcio accusato di evasione dal fisco spagnolo. Celebri i casi di Messi e Ronaldo, entrambi condannati a rispettivamente 21 e 23 mesi di carcere oltre al pagamento di multe milionarie (18,8 milioni per lo juventino)


Carlo Ancelotti è indagato in Spagna per una presunta evasione fiscale nel periodo in cui allenava il Real Madrid, tra il 2013 e il 2015, quando avrebbe nascosto al fisco entrate legate ai suoi diritti di immagine e altre voci per poco più di un milione di euro. La denuncia, ha fatto sapere la procura spagnola che ha aperto un procedimento contro il 61enne tecnico emiliano dell'Everton, si riferisce a "due possibili reati contro il Tesoro relativi alle imposte sul reddito per gli esercizi 2014 e 2015" per l'omessa dichiarazione di "un totale di 1.062 milioni di euro". 

L'accusa:  società di comodo per occultare i guadagni

Ancelotti è solo l'ultimo di una serie di personaggi del calcio a finire nel mirino del fisco iberico, dopo, fra gli altri, Josè Mourinho, Lionel Messi e Cristiano Ronaldo. L'ex allenatore di Milan e Juve è sospettato di aver dichiarato gli stipendi ricevuti dal Real Madrid nel 2014 e nel 2015, ma non "le entrate corrispondenti allo sfruttamento dei suoi diritti di immagine, nonché quelle derivate dal suo rapporto con la società sportiva Madrid o quelli percepiti come conseguenza di contratti con altri marchi". Secondo il procuratore Ancelotti avrebbe fatto affidamento su una "complessa rete di società di comodo" per nascondere alle autorità fiscali spagnole l'identità del vero beneficiario di questo reddito".

L'ennesimo flop di SuperMario. Il Brescia licenzia Balotelli per giusta causa: assenze immotivate e negligenze. Niente lavoro nemmeno online, Lopez: "Mi ha molto deluso"

Lo strappo dopo il certificato medico per gastroenterite per cui l'attaccante non si è presentato agli allenamenti dopo settimane di tensione con il club di Massimo Cellino. L'eterna promessa italiana di origini ghanesi ad agosto compirà 30 anni; nella "sua" città l'ultima tappa di una carriera ricca di tormenti e vicende sconcertanti. In troppi si erano scelti il "simbolo" sbagliato...


É finita, nel peggiore dei modi tra il Brescia e Mario Balotelli: il club di Massimo Cellino ha inviato al giocatore la lettera per chiedere la rescissione unilaterale del contratto. Lo strappo decisivo è arrivato con la mossa dell'attaccante di presentare un certificato medico con la diagnosi di gastroenterite per la quale non si è presentato agli ultimi allenamenti dopo settimane di grande tensione con la società. 

"Nella vita contano i fatti, non le parole. Siamo quello che facciamo, non quello che diciamo o che scriviamo. La verità qui è una sola: la squadra ha preso una strada, Mario un'altra". Diego Lopez non usa troppi giri di parole per fare il punto su Balotelli, ormai separato in casa. Il tecnico del Brescia, al suo arrivo, gli aveva anche dato la fascia di capitano. "Pensavo che giocando nella sua città potesse dare tanto - racconta al 'Corriere della Sera' - Aveva tanto da dare, ma doveva fare di più, molto di più. I fatti sono questi. Quindi è normale che sia deluso. Per Mario mi sono speso molto, ma da lui pretendevo e pretendo altrettanto. Cosa non ha funzionato? Io credo che ognuno sia padrone del proprio destino, ma non a parole. Con i gesti. Mario si allena da solo perché i suoi compagni hanno fatto un percorso che lui non ha fatto. Era facoltativo, va bene, ma il gruppo ha preso una strada e lui un'altra. Su Zoom, durante la quarantena, non si è fatto vedere. Anche se lui dice di stare bene, non è al livello dei compagni. Ora deve recuperare, punto". E se Brescia fosse l'ultima chance per la carriera di Balotelli, Lopez non lo sa, "ha ancora 30 anni, non 40. Dipende da lui. E' padrone del suo destino. Ma così, no. Serve un'altra testa".


Rassegna stampa: dalla Gazzetta dello Sport

La maglia buttata a San Siro, le multe al City, il doppio flop tra Reds e Milan: Mario, una lunga storia di addii

Dagli spari con la pistola scacciacani alla "visita a Gomorra", dallo scooter di Mergellina all'addio al Brescia per assenteismo: storia di un talento dalle mille storie che non hanno mai un lieto fine

Giuseppe Nigro

In cielo come i grandissimi per un talento che conquista il mondo, e poi nella polvere degli ultimi per un carattere che troppo spesso lo ha affondato. Grandi infatuazioni e delusioni, un paio di allenatori che in lui hanno creduto veramente e poi non ce l'hanno fatta neanche loro. La lettera di licenziamento del Brescia è l'ultima, non sorprendente, stazione della bipolare carriera di Mario Balotelli, sempre uguale a se stessa nella sua altalena. Ti seduce con l'illusione di quello che potrebbe essere e poi ti abbandona con la capacità di buttare sempre via tutto.

L'INTER (2007-10)

Ha l'aura del predestinato, Mario: esordisce in A a 17 anni, alla seconda partita (con la Reggina in Coppa Italia) fa già una doppietta e Mancini lo lancia spesso titolare. Con l'arrivo di Mourinho è il più giovane marcatore di sempre dell'Inter in Champions, lo scudetto porta anche la firma delle sue 8 reti, ma a marzo si becca una squalifica per un battibecco con Panucci dopo gesti offensivi al pubblico della Roma.

Poche settimane dopo contro la Juve comincia un'altra sua via crucis, quella dei cori razzisti di cui è vittima, materiale e poi anche emotiva, visto oltretutto l'effetto sul suo rendimento. Finisce così che nell'anno del Triplete l'episodio per cui più si fa notare è l'ingresso svogliato nel finale della semifinale col Barcellona che manda in bestia Mou e San Siro, chiuso gettando a terra la maglia nerazzurra. L'estate, quella in cui si fa fermare dalla polizia per aver sparato con la pistola scacciacani in Piazza della Repubblica, è quella del divorzio.

Mario Balotelli con Roberto Mancini al City. Ansa
 

IL CITY (2010-13)

La prima "seconda opportunità" gliela dà ancora Roberto Mancini, che per 28 milioni lo chiama a Manchester. E Mario parte ancora forte. È l'estate dell'esordio in Nazionale con Prandelli, l'altro grande estimatore, e anche al City Balo parte con un gol alla prima presenza, in Europa League. Competizione in cui i Citizens saranno eliminati agli ottavi, quando Mario si fa buttare fuori e si prende tre giornate di squalifica. Nuovo Mario, vecchio Mario. Man of the Match della FA Cup vinta con lo Stoke City e l'anno dopo mette un oppio sigillo nel 6-1 nel derby di Manchester lungo la strada che riporta il City sul tetto d'Inghilterra 44 anni dopo. Ma a parte questo non è una stagione semplice, con 3 espulsioni e 10 giornate di squalifica, dopo un'estate in cui si era fatto notare per la gita a Scampia "scortato" dai camorristi ("Non sapevo chi fossero") perché voleva vedere Gomorra di persona. L'estate successiva è quella della consacrazione internazionale, capocannoniere dell'Europeo e vicecampione d'Europa con Prandelli: candidato al Pallone d'Oro 2012, copertina di Time nel novembre 2012. Ma anche le freccette tirate ai ragazzi delle giovanili, l'incendio dopo aver fatto esplodere in bagno dei petardi, la lite con Mancini: si prende 400mila euro di multa per motivi disciplinari, denuncia il club per questo, poi ritira la denuncia "patteggiando" una multa pari a due settimane di stipendio. L'anticamera del divorzio del gennaio 2013.
Mario Balotelli al Milan. Ansa
 

IL MILAN (2013-14)

La nuova opportunità è sull'altra sponda dei Navigli, al Milan per 20 milioni. Anche qui con un inizio che fa gridare alla rinascita: doppietta all'esordio con l'Udinese, con 12 gol in 13 partite contribuisce al terzo posto del Milan. Ma dopo due mesi insulta l'arbitro Doveri contro la Fiorentina e si becca tre giornate di squalifica. L'estate in Confederations e i 13 gol azzurri già a 23 anni alimentano la retorica della storia ancora tutta da scrivere. Ancora Time lo mette tra i 100 più influenti al mondo, diventa "l'uomo più interessante al mondo" sulla cover di Sports Illustrated nell'agosto 2013. Ma la stagione successiva il suo massimo di reti (18, 14 in A) sposta poco nella pessima stagione del Milan, ottavo. Così in quella che doveva essere l'estate della consacrazione, distratto dall'amore per Fanny e non esattamente affiatato coi senatori del gruppo azzurro, è il simbolo della spedizione deludente al Mondiale 2014 chiusa con l'eliminazione dopo tre partite e perfino Prandelli che lo scarica. A parte una prima convocazione di Conte, per rivederlo in Nazionale passeranno 4 anni.
Mario Balotelli al Liverpool. Ap
 

IL LIVERPOOL (2014-15)

Eppure SuperMario vale ancora 20 milioni quando nell'estate 2014 lo prende il Liverpool: è subito titolare, dopo due settimane diventa il primo italiano a segnare in Champions League con quattro maglie diverse. Al di là di quello che succede fuori, qui è il campo che comincia a non dargli più ragione: un solo gol in campionato, addio dopo una stagione.
Mario Balotelli nella seconda esperienza al Milan. Lapresse
 

IL MILAN (2015-16)

Due anni e mezzo prima il Diavolo l'aveva rilanciato dopo l'Inghilterra, ma non al secondo giro. Prestito di un anno da Liverpool, ma tra pubalgia e intervento resta fuori quattro mesi: gioca 23 partite, 2 dei suoi 3 gol stagionali arrivano in Coppa Italia contro l'Alessandria. Valore abbattuto, è il minimo storico.
Mario Balotelli al Nizza. Afp
 

IL NIZZA (2016-19)

Il Nizza lo acquista a costo zero, contratto di un anno. E riappaiono bagliori di rinascita. Esordio con due reti nel 3-2 contro l'Olympique, altri due gol contro il Monaco dieci giorni dopo: alla fine le reti saranno 15 in 23 partite trascinando la sorpresa Nizza al terzo posto che vale i preliminari di Champions. Riecco Mario. Al secondo anno i gol diventano 26, 18 in campionato, ma come al Milan tre anni prima non sono reti che evitano il flop di squadra: Nizza ottavo e fuori dalle coppe. Gli permettono però di tornare in azzurro con l'arrivo in Nazionale del mentore Mancini: gol alla prima gara, in tutto saranno tre partite, stop. Finché la terza stagione al Nizza l'arrivo in panchina dell'ex compagno Vieira lo accompagna alla porta e fa tramontare l'ennesimo tentativo di rinascita: a gennaio di un anno fa risolve il contratto e va all'Olympique.
Mario Balotelli all'Olympique. Afp
 

L'OLYMPIQUE MARSIGLIA (2019)   

Prima presenza con l'OM e subito a segno, quasi un classico, che dà fiato al solito coro di redenzione (ma perde 2-1, col Lilla). In 15 partite segna 8 gol ma non conquista. Anzi trova il modo per chiudere con una squalifica di quattro turni che si porterà dietro nella successiva esperienza. L'estate in cui saluta la Francia è quella in cui fa notizia per la scommessa a Mergellina in cui promette 2000 euro a un conoscente se si butta in mare con lo scooter: scommessa persa. Specialità della casa.

IL BRESCIA (2019-2020)  

Il ritorno del figliol prodigo a casa, intesa come squadra della sua città, sarebbe la chiusura del cerchio perfetta della sua parabola di redenzione, ormai verso i 30 anni (che compirà il prossimo 12 agosto). Provando a ignorare che siamo alla terza squadra in pochi mesi, ci si aggrappa all'esordio con la Juve, al gol col Napoli alla seconda partita: alla fine tra vari cambi di panchina le reti saranno 5 in 19 partite, l'ultima alla Lazio il 5 gennaio. Poi la sospensione per il virus e l'ultimo giro di "balotellate": il club gli imputa negligenza nel periodo di lavoro da casa e assenze immotivate dagli allenamenti di fine maggio. Altro giro, altra corsa. Prossima fermata?

 

Calcio, la proposta della Lega: ripartire dai 4 recuperi il 23 giugno, il nuovo via per tutti la settimana successiva. Intanto arriva il protocollo. Spadafora: "Diretta gol in chiaro per tutti". Malagò: "Ripresa non scontata. Serve piano B"

Domani l'assemblea della Lega calcio. Tutto verrà ratificato in quella che, si spera, sarà la data decisiva per capire il futuro del campionato di Serie A e non solo. Il summit tra i vertici del pallone e il Ministro dello Sport, di giovedì, sarà la chiave per capire se e come ripartire


L'idea della Lega calcio è quella di ricominciare con le 4 partite che erano state rinviate, e cioè Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari e Torino-Parma, il 13 giugno, mentre la giornata intera di serie A, la 27a, ripartirebbe la settimana successiva. Questo piano permetterebbe a tutte le squadre di ripartire alla pari il 20 giugno, senza lasciare indietro nessuna partita da recuperare e ci sarebbe anche la certezza, con due partite a settimana, di riuscire a terminare in tempo per la data richiesta dalla Uefa: e cioè il 2 agosto. Poi, per 5 squadre del nostro campionato, ci sarà spazio per l'Europa. Per una stagione davvero infinita.

Lazio -Juve: Preannunciata un ondata di tifosi bianconeri | L ...

Il calcio va di corsa, il protocollo per la ripresa delle partite è stato inviato al Governo con un giorno di anticipo. Se e quando (13 o 20 giugno) la Serie A ricomincerà a giocare si deciderà giovedì, quando il ministro dello Sport riceverà i vertici di Lega e Federcalcio. "Giovedì prossimo decideremo insieme se e quando riprendere:le date sono 13 o 20 giugno" ha confermato Vincenzo Spadafora, che ha aperto un altro fronte, con Sky, auspicando che trasmetta in chiaro la 'diretta gol', come fa in Germania. "Dovremmo assolutamente pensarci anche in Italia, eviterà assembramenti in luoghi pubblici e bar - ha chiarito Spadafora -. Sono disponibile a mettere nello stesso provvedimento per la riapertura del campionato anche le norme per arrivare anche in Italia ad avere il rispetto verso tifosi e appassionati, consentendo di vedere la diretta gol a chi non è abbonato". Non mancano le difficoltà, anche perché parte delle gare è di Dazn e in alcune finestre potrebbe esserci un solo match. Intanto Spadafora ha ricevuto dalla Figc il protocollo per le partite, su cui si esprimerà il Comitato tecnico scientifico. 

Lazio-Juventus, la coreografia della Nord è un mosaico mozzafiato

Malagò "calcio riparte 13 o 20 giugno? Non è scontato"- "Si parte il 13 o il 20 giugno col campionato? Non è così scontato che tutto vada bene. La partita è aperta. Per questo serve forse anche un piano B". Lo ha detto il presidente del Coni, Giovanni Malagò, ospite a Che tempo che fa su Rai3. L'idea della Lega calcio è quella di ricominciare con le 4 partite che erano state rinviate, e cioè Atalanta-Sassuolo, Inter-Sampdoria, Verona-Cagliari e Torino-Parma, il 13 giugno, mentre la giornata intera di serie A, la 27a, ripartirebbe la settimana successiva. Questo piano permetterebbe a tutte le squadre di ripartire alla pari il 20 giugno, senza lasciare indietro nessuna partita da recuperare e ci sarebbe anche la certezza, con due partite a settimana, di riuscire a terminare in tempo per la data richiesta dalla Uefa: e cioè il 2 agosto. Poi, per 5 squadre del nostro campionato, ci sarà spazio per l'Europa. Per una stagione davvero infinita.

Coronavirus, il governo buca il pallone. Spadafora: "Sentiero della ripresa sempre più stretto. Si pensi a un Piano B". Sileri: "Inverosimile ricominciare a giocare". Verso il triplice fischio definitivo?

L'esecutivo presieduto da Giuseppe Conte è sempre più scettico sulla ripresa del campionato. Lo dice chiaro il ministro dello Sport Vincenzo Spadafora, intervenuto a Omnibus su La7: "Sarei un pazzo a demonizzare il calcio e la Serie A che portano soldi a tutto il sistema sportivo, ma se la ripresa non sarà in sicurezza saremo costretti a fermarci. Assurdo che tre-quattro presidenti ancora non lo capiscano. C'è anche un problema tamponi, non sono certo ce ne siano a sufficienza. E non dimentichiamoci che all'inizio della pandemia, quando non si sono voluti fermare, poi molte squadre sono finite in quarantena. Penso che i vertici del calcio, mi riferisco alla Lega e anche alla Figc, dovrebbero iniziare a pensare a un Piano B. Al massimo entro questa settimana il comitato tecnico scientifico dirà se il protocollo per gli allenamenti sia attuabile e in pochi giorni lo comunicheremo ai club, quindi - con la curva dei dati alla mano - decideremo sulla ripresa del campionato".


Spadafora: "Situazione grave, domani la firma sul decreto per lo sport" -  Corriere dello Sport

IL MINISTRO DELLO SPORTL'ottimismo delle scorse ora sta pian piano svanendo: la ripartenza della Serie A è ancora fortemente in dubbio. Vincenzo Spadafora è stato chiaro: ripartenza sì, ma in sicurezza e non ad ogni costo: "Sarà il comitato tecnico scientifico a darci le indicazioni: il protocollo presentato dalla Lega di A non è stato ritenuto idoneo. Il percorso per la ripartenza è un sentiero sempre più stretto". A maggior dopo la decisione della Francia di sospendere definitivamente la Ligue 1: "Potremmo seguirli se diventasse linea europea", le parole del ministro dello sport a La7.

"Sono in corso i contatti tra il comitato tecnico scientifico e la Figc che ha presentato un protocollo. Proprio oggi ci sarà una serie di audizioni e a questo punto si capirà. Io ho sempre detto che la ripresa allenamenti non significa inizio campionato. Se non si vuole incertezza, significa intraprendere la stessa strada di Olanda e Francia".

Molti i dubbi sulla ripartenza: "Potrebbe essere la maggioranza dei presidenti delle società di serie A a chiederci di sospendere e di concentrarci sul prossimo campionato. Io non cerco rischio zero, perché non possiamo cercarlo. Io ho solo chiesto che il protocollo proposto dalla Figc sia attuabile. Ad esempio: siamo così sicuri che la quantità di tamponi proposti sia davvero possibile farla? Il protocollo è applicabile anche per la serie B e la Lega Pro che non hanno certe disponibilità economiche? Io sarei un folle a demonizzare il calcio perche' l'anno prossimo non ci sarebbero risorse per finanziare lo sport. Ma io non posso dire oggi se a metà giugno riprenderà il campionato. L'Inghilterra sta pensando a un piano b, ad esempio partite a trasmettere le gare in chiaro. Quando ci ho provato sappiamo cosa è successo... Oggi si pensa solo alla questione economica e a salvare certe societa', ma se non ci sarà sicurezza il campionato dovrà fermarsi", ha aggiunto.

Non solo calcio: "Stiamo lavorando al protocollo per le riaperture di palestre e centri sportivi. Io vorrei che a maggio potessero riaprire. E stiamo lavorando all'istituzione di un fondo per venire incontro a chi ha avuto danni economici dalla chiusura".

IL VICEMINISTRO DELLA SALUTE - Una ulteriore doccia fredda sulle speranze del "partito della della ripresa" è arrivata anche dal viceministro della Salute Pierpaolo Sileri. Un parere il suo non certo di poco conto: "Mi sembra inverosimile al momento che si possa riprendere a giocare a calcio, nel rispetto dei calciatori stessi vedo la partita (non l'allenamento, ndr) come qualcosa di inverosimile. Non si tratta di un match di tennis o del campionato di F1 - ha proseguito Sileri intervendendo alla trasmissione "Un giorno da pecora" su Rai Radio 1 - nel calcio c'è il contatto fisico tra i giocatori, lì potrebbe esserci fonte di contagio. Mi preoccupo insomma per la salute degli atleti". 

IL DIRETTORE DELL'ISS - Sulla stessa lunghezza d'onda anche le dichiarazioni di Gianni Rezza, direttore del Dipartimento malattie infettive dell’Istituto superiore di sanità, ai microfoni di Kiss Kiss Napoli: "Difficile riprendere la Serie A. Anche in Francia si è fermato tutto. Si naviga a vista, a seconda di come vanno le cose riguardo la curva epidemiologica si prendono le decisioni. Mi sembra che in Italia ci sia una situazione in cui è difficile capire cosa accadrà. Finché questo virus sarà in giro dovremmo avere a che fare con decisioni che saranno difficile da prendere". Decisioni differenti da Paese a Paese, perché se in Francia hanno detto stop al calcio, in Germania si preparano a ripartire: "La Germania non è paragonabile né alla Francia, né all'Italia. I tedeschi sono un paese ricco e produttivo. Loro hanno controllato l'epidemia con grande efficienza avendo 4-5 volte i posti che abbiamo noi per la terapia intensiva. Non mi meraviglia se la Bundesliga riparte e la Ligue 1 no".

 
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