Log in
updated 3:20 PM UTC, Jun 4, 2020

"Covid creato in laboratorio cinese e diffuso per errore". La rivelazione dell'ex capo dei servizi segreti inglesi

Sir Richard Dearlove cita uno studio, non ancora pubblicato, di ricercatori inglesi e norvegesi dal quale emergerebbe come elementi chiave nella sequenza genetica del virus sarebbero stati "inseriti"


Wuhan, ecco il laboratorio da dove potrebbe essere "scappato" il Covid-19

"Il coronavirus è stato creato dall'uomo in un laboratorio in Cina e si è propagato nel mondo in seguito a un incidente". Lo ha affermato Sir Richard Dearlove, ex capo dei servizi segreti inglesi (MI6), in un'intervista al Telegraph. Sir Richard ha citato una ricerca norvegese-britannica, non ancora pubblicata, dalla quale emergerebbe che elementi chiave nella sequenza genetica del virus sarebbero stati "inseriti" e potrebbero non essersi evoluti naturalmente.

Esperimenti segreti Fino a questo momento gli scienziati hanno sempre condiviso l'idea che il Covid abbia effettuato il salto di specie, probabilmente dal pipistrello all'uomo. Secondo Sir Richard Dearlove, invece, gli scienziati cinesi potrebbero aver condotto esperimenti segreti sui pipistrelli finché il Covid-19, per un incidente, sarebbe sfuggito dal laboratorio di biosicurezza di Wuhan.

"Vaccino? Gli sforzi sarebbero vani"La ricerca peer-review prodotta dagli accademici del St George's Hospital dell'Università di Londra e dai virologi norvegesi. affermerebbe che, all'interno del DNA del virus, sarebbero state inserite manualmente delle "sezioni". Inoltre tutti glìi sforzi per sviluppare un vaccino "sarebbero vani, perché il virus non è stato frainteso". Sir Richard Dearlove ha sottolineato come i risultati del rapporto potrebbero costringere la Cina a pagare al resto del mondo i danni causati dal coronavirus.

Il dibattito sulla ricerca inglese-norvegese Le parole dell'ex numero uno dei Servizi, hanno scatenato grandi dibattiti in Gran Bretagna. L'attenzione si è focalizzata sul documento, che è stato riscritto più volte e non è stato ancora pubblicato in una rivista scientifica. Una recente versione del paper sosteneva addirittura che il Covid-19 potesse essere chiamato "Virus Wuhan". Uno degli autori, John Fredrik Moxnes, ha chiesto che il suo nome venisse ritirato dalla ricerca, perché avrebbe messo in dubbio la sua credibilità. I co-firmatari della ricerca, invece, non hanno fatto passi indietro e hanno affermato che il virus possiede delle "impronte digitali uniche" che non possono essersi evolute naturalmente.  

 

(Fonte: tgcom24.mediaset.it)

  • Pubblicato in Esteri

Conte: "Non conosciamo ancora fino in fondo la portata della crisi". E promette riforme in materia di burocrazia, fisco e giustizia

Il premier parla al digital talk del Corriere.it: "All'emergenza sanitaria si è affiancata da subito un'emergenza economica di cui non siamo ancora in grado di conoscere la portata fino in fondo. Di fronte a uno scenario così critico il governo ha messo a disposizione 80 miliardi in deficit, ha attivato garanzie pubbliche e private rendendo più facile la capitalizzazione delle imprese"


"La convivenza con le restrizioni ha modificato radicalmente anche le nostre abitudini di vita. E una grande incertezza ha pervaso tutti dagli imprenditori ai commercianti ai lavoratori dello sport e dello spettacolo. All'emergenza sanitaria da subito si è affiancata una emergenza economica la cui portata non siamo in grado di conoscere fino in fondo". Lo ha detto il premier Giuseppe Conte intervenendo all'Ey digital talk 'L'Italia riparte' sul Corriere.it.

"L'urgenza con cui è stato necessario mettere in campo le risorse" per l'emergenza economica "è stata anche occasione per tagliare alcuni passaggi burocratici eccessivi come per la cassa integrazione in deroga. Ma un taglio alla burocrazia deve essere ancora più drastico perché la sfida della ripartenza non può esaurirsi nel ritorno alla normalità precedente al Covid 19" ha sottolineato il presidente del Consiglio. Con questa "crisi il Pil tornerà ai livelli del 2000, abbiamo quindi il dovere tutti insieme di uno sforzo corale, per recuperare tutti insieme il terreno perduto".

Inoltre, "dobbiamo introdurre una riforma fiscale organica per assicurare che il nostro fisco sia equo ed efficiente. E' impensabile avere un fisco la cui riforma organica più recente risale a circa 50 anni fa, serve un progetto condiviso che renda tutto il sistema fiscale molto più efficiente". E poi "vogliamo introdurre incentivi alla digitalizzazione per i pagamenti elettronici, dobbiamo assolutamente consentire l'emersione del sommerso".

"Nei prossimi giorni completerò un lavoro che abbiamo già iniziato con il comitato guidato da Colao - ha detto il premier - Avremo gli Stati Generali dell'economia a Palazzo Chigi con tutte le forze economiche e sociali del Paese, raccoglieremo le idee che ci sembrano più utili per poter pubblicizzare e condividere con tutti questo nostro Recovery Plan".

Conte ha inoltre ribadito che "le somme che arriveranno dal Recovery Fund non sono un tesoretto ma una risorsa per il futuro del Paese. Il progetto presentato dalla Commissione Ue rafforza la coesione dell'Unione ed è un'occasione storica per l'Italia per recuperare il divario di crescita e produttività che ci ha separato da altri Paesi".

A proposito della riforma della giustizia civile, il presidente del Consiglio ha poi rimarcato che "occorre volontà politica e determinazione. Sono convinto che maggioranza e opposizione condivideranno questi obiettivi che non hanno colore politico". E "anche per quanto riguarda la giustizia penale - ha aggiunto - se ragioniamo di accelerare i tempi, credo possiamo trovare una grande sinergia con tutte le forze politiche".

Spiagge, le regole dell'Iss: accesso su prenotazione, controllo della temperatura e distanziamento anche per i bambini e in acqua. Niente feste e buffet, mascherine a portata di mano

Sono alcune delle indicazioni contenute nel "Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus SARS-CoV-2" diramato dall'Istituto Superiore di Sanità e stilate dal Gruppo di Lavoro Ambiente-Rifiuti Covid-19, secondo cui a vigilare saranno i gestori dei lidi e per le spiagge libere invece i sindaci


La spiaggia libera di Rimini: tutte le spiagge gratis, da nord a sud.

Un metro di distanza anche in acqua, mascherine a portata di mano e niente feste. Sono le regole che l'Istituto superiore di sanità (Iss) detta per una frequentazione sicura delle spiagge nell'estate della pandemia di Covid-19.

Le indicazioni sono contenute nel 'Rapporto sulle attività di balneazione in relazione alla diffusione del virus Sars-CoV-2', redatto dal Gruppo di lavoro Ambiente-Rifiuti Covid-19 in collaborazione con il ministero della Salute, l'Inail, il Coordinamento di Prevenzione della Conferenza Stato-Regioni, esperti delle Arpa e altre istituzioni. Nel report per una balneazione sicura - spiega l'Iss - sono fornite raccomandazioni per tenere sotto controllo i rischi sanitari, integrando i documenti che Inail e Conferenza Stato-Regioni avevano già pubblicato.

NORME AMBIENTALI - Le norme ambientali richiamano e rafforzano la vigilanza su eventuali scarichi illeciti di reflui nei corpi idrici (mare, fiumi, laghi), sul controllo degli impianti di depurazione e sugli scarichi da imbarcazioni. Una particolare attenzione deve essere anche indirizzata all’applicazione delle norme di controllo delle acque di balneazione. È possibile prevedere sospensione, a carattere cautelativo, della balneazione qualora i dati storici di monitoraggio segnalino l’area come interessata, direttamente o indirettamente, dalla presenza di reflui non depurati, scarichi illeciti e/o contaminazione da fosse settiche, che possono influenzare la qualità delle acque nell’area di balneazione.

INDICAZIONI PER STABILIMENTI E BAGNANTI - Viene raccomandato di: prenotare l’accesso agli stabilimenti (anche online), eventualmente per fasce orarie, in modo da prevenire assembramenti, e registrare gli utenti, anche per rintracciare retrospettivamente eventuali contatti a seguito di contagi, mantenendo l’elenco delle presenze per un periodo di almeno 14 giorni, nel rispetto della normativa sulla privacy; utilizzare cartellonistica e locandine con le regole comportamentali per i fruitori delle aree di balneazione e i bagnanti per prevenire e controllare i rischi – comprensibili anche per utenti di altre nazionalità; regolamentare gli accessi e gli spostamenti sulle spiagge, anche attraverso percorsi dedicati, e disporre le attrezzature, in modo da garantire in ogni circostanza il distanziamento interpersonale; garantire distanziamento interpersonale di almeno 1 metro tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare, in ogni circostanza, anche durante la balneazione; controllare la temperatura corporea, ove possibile, del personale e dei bagnanti con interdizione di accesso se questa risulta superiore ai 37,5°C; vietare qualsiasi forma di aggregazione che possa creare assembramenti, quali, tra l’altro, attività di ballo, feste, eventi sociali, degustazioni a buffet; interdire gli eventi musicali con la sola eccezione di quelli esclusivamente di 'ascolto' con postazioni sedute che garantiscano il distanziamento interpersonale; pulire, con regolarità almeno giornaliera, le varie superfici, gli arredi di cabine e le aree comuni e sanificare in modo regolare e frequente attrezzature (sedie, sdraio, lettini, incluse attrezzature galleggianti e natanti), materiali, oggetti e servizi igienici, limitando l’utilizzo di strutture (cabine docce singole, spogliatoi) per le quali non sia possibile assicurare una disinfezione intermedia tra gli utilizzi promiscui; non trattare in alcun caso spiagge, terreni, arenili o ambienti naturali con prodotti biocidi; evitare l’uso promiscuo di qualsiasi attrezzatura da spiaggia; dotare i bagnanti di disinfettanti per l’igiene delle mani; fornire disinfettanti e DPI adeguati al personale (mascherine, schermi facciali, guanti) e utilizzare obbligatoriamente DPI in caso di contatti ravvicinati con bagnanti e attività a rischio.

SPIAGGE LIBERE- L’informativa e la sorveglianza, in ambienti di libero accesso, come le spiagge libere, risulta di difficile praticabilità. Pertanto, in questo ambito sono chiamati i sindaci e/o agli altri enti locali competenti a dover applicare ogni adeguata misura volta a garantire condizioni di riduzione dei rischi e, ove necessario, a definire attività di vigilanza sul rispetto delle misure da parte dei fruitori delle spiagge, a regolamentare gli accessi per consentire il distanziamento interpersonale, individuare le procedure di sanificazione delle attrezzature e delle aree comuni.

INDICAZIONI PER TUTTI - Rimangono valide le seguenti indicazioni: rispetto del distanziamento interpersonale di almeno 1 metro; responsabilità di vigilanza sul distanziamento anche dei bambini; misure di igiene personale, pulizia e disinfezione frequenti delle mani; igiene respiratoria: starnutire e/o tossire in fazzoletti di carta o nel gomito; uso di mascherine quando le misure di distanziamento siano di difficile mantenimento (le mascherine dovranno essere smaltite con i rifiuti indifferenziati).

Coronavirus, a che punto siamo? Il dibattito che divide la scienza. Intanto in Lombardia la guardia resta alta: le misure della Regione

Le parole "ottimistiche" di Alberto Zangrillo e i severi avvertimenti di Massimo Galli. Gli esperti danno letture diverse sullo stato dell'emergenza sanitaria. Nella Regione più colpita dall'epidemia si rilanciano provvedimenti per limitare le possibilità di contagio, soprattutto nei contesti di maggior concentramento di persone come sui mezzi di trasporto pubblico


Due importanti tesi a confronto, tra due primari e virologi di Milano. Secondo il primario di anestesia e rianimazione dell'Ospedale San Raffaele da Milano, Alberto Zangrillo, che dalla scorsa settimana sta facendo parlare molto di sé, ma soprattutto fanno molto discutere le sue affermazioni: Il coronavirus in Italia,- ha sostenuto, in una trasmissione - clinicamente non esiste più". In realtà, come subito qualche ora dopo ha dichiarato, volendo precisare doverosamente, e con meno leggerezza, che ciò che voleva dire era: "Il Covid-19 presenta attualmente sintomi meno gravi nell'organismo delle persone infette, rispetto a qualche mese fa, con una presenza meno 'invadente'; e ciò però non significa che esso sia scomparso, è semplicemente cambiato il modo in cui si presenta il Covid-19 negli infetti".

Secondo invece il primario del Sacco di Milano, il prof. Massimo Galli: "Nessun cambiamento o nessuna scomparsa clinica, il virus non è meno aggressivo, la situazione della malattia attuale non è meno pericolosa perché il virus si sia indebolito in quanto in realtà, i pazienti sono solo stati selezionati nel tempo. Le restrizioni hanno fatto sì che il contagio circolasse meno tra la popolazione, riducendo anche il numero di persone a rischio di entrare in contatto con individui inconsapevolmente contagiosi, perché o asintomatici o portatori sani". Insomma, il rischio di nuovi contagi è ipotizzabile secondo alcuni ed escluso secondo altri. 

A margine del dibattito scientifico tra virologi, si registrano misure di prevenzione locali per quanto riguarda il concentramento delle persone. Nella Lombardia guidata dal governatore Fontana, ad esempio, segnaliamo le prescrizioni riguardanti il trasporto pubblico. Dal 4 maggio dovrà essere cura del passeggero procurarsi guanti e mascherine e indossarli correttamente dal momento in cui entra in stazione, alla sosta presso fermate o banchine, a quando si accoda per salire sui mezzi, alla fase in cui si allontana. I sedili da non utilizzare sono contrassegnati da segnali ben visibili. Per quanto riguarda le mascherine, saranno obbligatorie anche all'aperto, fino a quando non ci sarà un vaccino anti Covid, in quanto rimangono il principale strumento attraverso il quale si limitano le possibilità di contagio.

Konny Bilotta

  • Pubblicato in Salute

L'Italia torna a spostarsi tra code, registrazioni, test e app. Tutte le regole per muoversi Regione per Regione

Da ieri si è tornati a circolare normalmente in tutta Italia, una data attesa che ha visto file agli imbarchi dei traghetti, treni affollati e autostrade ravvivate rispetto ai giorni scorsi. Alcune Regioni del Sud però, stanno cercando di tutelarsi con delle ordinanze per evitare che il contagio da coronavirus si diffonda considerando che con l’arrivo dell’estate aumenteranno gli spostamenti dei turisti. Vediamo il quadro


Dal 3 giugno via libera agli spostamenti tra regioni Seconde case ...

Tutta Italia si rimette in moto, tra code ai caselli e treni pieni, file davanti ai musei e autostrade di nuovo intasate. Ma tutti si muovono nel segno dell'ordine e del rispetto delle regole. La ripartenza segna una generale riapertura dei confini regionali ma con qualche restrizione in più in alcune aree e una normativa a macchia di leopardo. Dai primi segnali sembra però che la voglia di tornare a muoversi abbia avuto la meglio sulle paure.

Sono tanti. scrive il "Corriere della Sera",  i governatori che ben presto si sono resi conto di quanto il ritorno alla libera circolazione significhi linfa vitale per il turismo e per le casse locali. E che quindi hanno allentato in tutta fretta regole e restrizioni, pur mantenendo fermi controlli e vigilanza per evitare il ritorno del contagio. 

Liguria e Calabria, liberi tutti - Ci sono alcune Regioni dove si torna esattamente al pre-lockdown: confini aperti senza alcuna limitazione. Si tratta di Liguria e Calabria, dove chiunque può entrare e uscire senza controllo. 

Veneto ed Emilia-Romagna, porte aperte - E ci sono anche le Regioni, come il Veneto di Luca Zaia e l'Emilia-Romagna di Stefano Bonaccini, dove si preme perché autostrade e treni siano al massimo della capienza, per una ripartenza ai massimi livelli dell'industria del turismo.

Puglia, obbligo di registrazione e diario di viaggio - Ma ce ne sono altre dove i cordoni sono molto più stretti. Chi vuole entrare in Puglia deve registrarsi sul sito della Regione fornendo i suoi dati personali (oltre a nome e residenza, codice fiscale, domicilio durante il soggiorno, numero di cellulare e mail, professione, data di arrivo e di partenza, mezzi di trasporto usati e tipo di permanenza). Inoltre vanno indicati tutti gli spostamenti nel territorio, gli incontri e i luoghi visitati per un eventuale tracciamento del contagio. 

Sardegna, registrazioni e incentivi per i test - Niente più obbligo di test o patente di immunità in Sardegna, come aveva "minacciato" inizialmente il governatore Christian Solinas. Ma solo obbligo di registrazione, app di tracciamento su base volontaria e incentivi per il test: chi si sottoporrà al sierologico o al tampone potrà disporre di un bonus per visite culturali in loco. 

Campania, controllo della febbre nelle stazioni e agli imbarchi - In Campania si controlla la temperatura a tutte le persone che entrano da fuori Regione. La febbre viene misurata nelle stazioni dell'Alta velocità, ma anche ai viaggiatori in entrata in tutte le stazioni di Napoli e a chi si imbarca per le isole. Il biglietto di traghetto o aliscafo va prenotato almeno 24 ore prima e all'imbarco ci si presenta con un'ora di anticipo per farsi controllare la febbre. 

App anti-contagio in Sicilia - Si chiama "Sicilia si cura" l'app di tracciamento regionale. Chi entra in Sicilia è invitato a scaricarla e anche a registrarsi per indicare giorni di soggiorno e luogo di permanenza. E' tutto facoltativo, ma ci sono parecchi vantaggi per chi sceglie di aderire: l'app mette in contatto i turisti con il sistema sanitario locale, consentendo di rafforzare il servizio in base ai flussi turistici. Inoltre, chi scarica l'app può contare su un call center in italiano e in inglese per avere consigli in caso di necessità. 

Lazio, sotto controllo chi supera i 37,5 gradi - Chi arriva nella Regione Lazio, in caso di temperatura superiore ai 37,5 gradi, viene subito preso in carico dal sistema sanitario, sottoposto a un test sierologico ed eventualmente a un tampone. In caso di positività al virus, viene messo subito in quarantena. e, nei casi più gravi, portato in ospedale. 

"Onore all'Italia": ora la svolta patriottica di Salvini è completa. La visita al Mausoleo Garibaldino di Roma e l'omaggio alla tomba di Mameli: così la Lega tricolore punta al Campidoglio

A due anni da un altro gesto significativo, la visita al Sacrario militare di Redipuglia, Matteo Salvini compie un altro passo importante che manda definitivamente in soffitta il passato secessionista del movimento in cui è nato politicamente. Questa mattina il "Capitano" è andato a rendere omaggio alla tomba di Goffredo Mameli, il patriota genovese che ha scritto l'Inno d'Italia. Il leader della Lega, con la mascherina tricolore sul volto, ha visitato il Mausoleo Ossario Garibaldino che accoglie i resti dei caduti nelle battaglie per Roma Capitale dal 1849 al 1870 e che si trova al Gianicolo.  L'eroe perse la vita proprio difendendo la seconda Repubblica Romana nel 1849. A pubblicare le foto è il profilo Facebook Lega-Salvini premier


"Onore all'Italia". È la dedica scritta da Matteo Salvini sul quaderno delle firme del Mausoleo Ossario Garibaldino a Roma dove si è recato privatamente in visita oggi intorno a mezzogiorno. Con lui il consigliere leghista in Campidoglio Davide Bordoni e il senatore del Carroccio Francesco Giro

Mausoleo Ossario Garibaldino
Si tratta della prima visita del leader della Lega al Mausoleo che sorge sul Gianicolo nella località detta Colle del Pino, dove tra il 30 aprile e i primi giorni del luglio 1849, guidata da Giuseppe Garibaldi, si svolse l'ultima difesa della Repubblica Romana proclamata il 9 febbraio dello stesso anno. 

Il Mausoleo accoglie i resti dei caduti nelle battaglie per Roma Capitale dal 1849 al 1870. Nella parete di fondo è posto il sarcofago in porfido con le spoglie di Goffredo Mameli, il giovane poeta genovese, autore dell’inno d’Italia, ferito a morte proprio sul Gianicolo nel 1849 a soli 22 anni. 

Pandemia lavoro, ad aprile crollo degli occupati: in due mesi persi 400mila posti. Forte crescita degli inattivi

Ad aprile 2020, mese di lockdown, si contano 274 mila occupati in meno rispetto a marzo. Lo rileva l'Istat, parlando di una "marcata diminuzione". L'effetto dell'emergenza Covid-19 sul mercato del lavoro "appare decisamente più marcato rispetto a marzo", spiega l'Istituto. "L'occupazione ha registrato una diminuzione di quasi 300 mila unità, che ha portato nei due mesi a un calo complessivo di 400 mila occupati e di un punto percentuale nel tasso di occupazione", viene sottolineato nel commento che accompagna le stime. Gli inattivi, coloro che né hanno né cercano un lavoro, salgono di 746mila unità. L'istituto parla di "un'ulteriore forte crescita dell'inattività"


Lavoratori Isolati Lavoro Isolato Sicurezza Lavoratori

Ad aprile si sono registrati 274mila occupati in meno rispetto a marzo. Lo rileva l'Istat, sottolineando che l'effetto dell'emergenza coronavirus sul mercato del lavoro "appare decisamente più marcato". Il crollo dell'occupazione è generalizzato, anche se il calo più forte in proporzione interessa i dipendenti a tempo determinato: -129mila, con una discesa del 4,6% su marzo. In un anno sono quasi mezzo milione gli occupati in meno.

Disoccupazione giù del 6,3% - Ad aprile il tasso di disoccupazione è sceso al 6,3% dall'8,0% di marzo. Si tratta del minimo dal novembre del 2007 su cui pesa l'effetto del lockdown, con 484 mila persone in meno che cercano lavoro (-23,9% rispetto a marzo). Il numero dei disoccupati, appunto di coloro che sono a caccia di un impiego, cala a 1 milione e 543 mila. Gli inattivi, cioè coloro che non hanno e non cercano lavoro sono saliti ad aprile, mese di lockdown, a 746mila unità. 

Il calo più forte almeno dal 2004 - Una perdita di 274 mila posti di lavoro in un solo mese non si era mai vista. Almeno da quando sono disponibile le serie congiunturali, ovvero dal 2004. Stando ai dati dell'Istat finora la riduzione maggiore era stata, appunto, quella del settembre del 2009, quando però l'emorragia si fermò a 125mila occupati. 

 Crollo generalizzato - Il crollo dell'occupazione nel mese di aprile è generalizzato "coinvolge donne (-1,5%, pari a -143mila), uomini (-1,0%, pari a -131mila), dipendenti (-1,1% pari a -205mila), indipendenti (-1,3% pari a -69mila) e tutte le classi d'età, portando il tasso di occupazione al 57,9% (-0,7 punti percentuali)". Così l'Istat. Il calo più forte in proporzione, però, interessa i dipendenti a tempo determinato: -129 mila, con una discesa del 4,6% rispetto a marzo. 

 Mezzo milione di posti in meno in un anno - In sostanza abbiamo quasi mezzo milione di posti in meno in un anno. "Il netto calo congiunturale dell'occupazione determina una flessione rilevante anche rispetto al mese di aprile 2019 (-2,1% pari a -497mila unità)", spiega l'Istat. Una riduzione verificata "per i dipendenti temporanei (-480mila), per gli autonomi (-192mila) e per tutte le classi d'età, con le uniche eccezioni degli over 50 e dei dipendenti permanenti (+175mila)".  Nel confronto annuo anche le persone in cerca di lavoro, i disoccupati, "calano in misura consistente" (-41,9%, pari a 1 milione 112mila unita'), mentre aumentano gli inattivi tra i 15 e i 64 anni (+11,1%, pari a +1 milione 462mila).

 I dati in Europa - Oltre 200mila disoccupati in più nell'area euro ad aprile e quasi 400mila in più guardando a tutta l'Unione europea, a causa della pandemia di Covid e dei lockdown imposti nei vcari Paesi per conternerla. Il tasso di disoccupazione nell'area euro è salito al 7,3%, secondo i dati pubblicati da Eurostat, a fronte del 7,1% cui era già salito ad aprile. L'ente di statistica comunitario ha contato 11 milioni e 919mila disoccupati nell'area valutaria, 211mila in più rispetto al mese precedente. In tutta l'Ue a 27 i disoccupati sono 14 milioni e 79mila, e in questo caso l'aumento è di 397mila unità.

Papa Francesco: "Non possiamo chiudere gli occhi su nessun tipo di razzismo"

Allo stesso tempo il Pontefice avverte: "La violenza nelle ultime notti in America è autodistruttiva. Preghiamo per la riconciliazione nazionale"


La preoccupazione per le proteste che stanno attraversando gli Stati Uniti a seguito dell'uccisione di George Floyd da parte di un ufficiale di polizia bianco, ha raggiunto il Vaticano. Papa Francisco ha rotto il silenzio questa mattina e ha approfittato dell'udienza generale del mercoledì, che si è tenuta a porte chiuse nella biblioteca del palazzo papale SANITARIO, per condannare qualsiasi tipo di razzismo.

Walutando i fedeli di lingua inglese, il Papa ha detto agli americani che lo seguivano in diretta streaming, "sto seguendo con grande preoccupazione i dolorosi disordini sociali, che si stanno verificando nella vostra nazione in questi giorni, dopo la tragica morte del signor George Floyd. Cari amici, non possiamo tollerare o chiudere gli occhi su alcun tipo di razzismo o esclusione e fingere di difendere la sacralità di tutte le vite umane", ha ammonito Francesco. "Continuerò a pregare per tutti coloro che hanno perso la vita per il "peccato del razzismo"

Il Pontefice, allo stesso tempo, ha avvertito che "la violenza delle ultime notti è autodistruttiva. Nulla viene guadagnato dalla violenza e molto si perde", ha aggiunto il pontefice.

Il Papa ha chiamato gli americani a pregare per la "riconciliazione nazionale" e la pace, si è anche unito alla Chiesa di Saint Paul e Minneapolis per pregare per l'anima di George Floyd e di tutti coloro che hanno perso il vita per il razzismo, che ha definito un "peccato ".

"Possa la nostra signora di Guadalupe, madre d'America, intercedere per tutti coloro che lavorano per la pace e la giustizia nella loro terra e nel mondo".

Sottoscrivi questo feed RSS

FEED RSS